martedì 22 agosto 2017

L'estate di Gabry Venus e della sua "Prende la Vela"



Ci fai un tuo breve identikit? 
Sangue veneto (i miei sono di Venezia), ma nato a Roma dove vivo tuttora.
Abito vicino al mare, che adoro, ma la mia passione è la montagna, anzi più precisamente il cielo.. Sono un pilota di parapendio. Ho una meravigliosa bimba di nove anni, amo cucinare e il buon vino e, ovviamente, la musica house! Questo sono io, Gabry Venus.

Che sta succedendo nel tuo mondo musicale in questo periodo? Cosa bolle in pentola?
Parliamo di “Prende La Vela”, brano realizzato in collaborazione con i Cube Guys, che sta avendo un notevole successo ed è supportato da djs internazionali.. Qualche esempio? Kryder, Benny Benassi, Robbie Rivera... inoltre è stata quasi due mesi su Beatport in Top 10 Funky ed è tuttora in classifica. È stata suonata dai Double Pleasure nel MainStage del Tommorowland, molto trasmessa dalle radio italiane, da settimane nella Top100 Earone e ora anche nella House Chart di Dance Directory. Ora sto lavorando al suo follow up ed ho ultimato un brano dance cantato sulla scia della mia Gold uscita la scorsa estate e devo dire, senza falsa modestia, che mi piace moltissimo! Ho realizzato inoltre una produzione con la Vamos per cui ho anche fatto un remix very cool.. Bollono in pentola anche altre cose, ma è ancora presto per parlarne.

Che sound ti sembra stia funzionando in discoteca e nei festival?
Direi che ultimamente si spazia davvero molto: dalla mia “Prende La Vela” a “Despacito” passando per le “cosìddette” Big Room; c’è da dire che anche all’interno di uno stesso festival ci sono molte situazioni differenti... per quanto riguarda il Club dipende molto anche da dove: a seconda dei paesi cambia anche il gusto musicale... Per fare un esempio a me sembra che in Italia in generale il pubblico prediliga brani che in qualche modo conosce; ad Ibiza si spazia parecchio a secondo del locale, dell’orario, del contesto.... Direi che un comune denominatore potrebbe essere, da un punto di vista tecnico, l’essenzialità: pochi elementi e molto groove.

Come ti vedi tra 15 anni, a livello personale e professionale?
Che vi posso dire? Io vorrei far coincidere le due cose... mi spiego meglio: tra 15/20 anni io mi vedo così: in giro per il mondo in camper con la mia vela (quella del parapendio, non il disco) ed il mio Mac: tempo bello si vola, brutto tempo si fa musica.. possibilmente qualche serata in giro… what else?

Che tecnologia usi in console? Credi che cambi tutto usando cd, vinile o computer?
Non cambia nulla. Non mi sono mai espresso, e nemmeno intendo farlo, nei vari post con polemiche in questo senso. E’ ridicolo. Il dj è mood, energia e psicologia, è cultura musicale, o quanto meno gusto musicale. Io ho iniziato con una piastra Akai ed un giradischi Lenco di legno, che credo fosse l’unico modello a pesare più dei 1200. Son passato per i 1200, Traktor ed
ora uso le console Pioneer perché è il sistema più versatile e diffuso. Punto. E’ meratecnologia. Fare il dj prescinde da tutto ciò. Quello che cambia veramente usando ancora il vinile è che fai ciao ciao ad un mucchio di frequenze che in un club è proprio un peccato perdersi!

Che stavi facendo un attimo prima di rispondere alle nostre domande?
Ho appena acquistato una console nuova! E intanto che la testo, sto scaricando la traccia del mio volo in parapendio di ieri: 4 meravigliose orette tra i 2500 ed i 3000 metri.... Bellissimo, un clima meraviglioso!

Quali sono i brani pop e/o da ballare (house techno progressive trance edm vedi tu) che ti piacciono di più in questo momento e perché?
Lo cito per primo perché lo passavano ora in radio, l’ultimo di Axwell e Ingrosso. Su unp iano pop/edm. Ma loro non serve definirli, fanno tutta roba pazzesca e basta! Per quel che concerne il ballare, constato con piacere che abbiamo moltissimo in Italia per il Dancefloor: Cube Guys, Alex Guesta, Provenzano & Federico Scavo non sbagliano mai in pista. Per chi può “menare” un po’ di più c’è Marco Lys che fa un disco più figo dell’altro. Alaia, Gallo, Luca Guerrieri, Alex Colle per il comparto più underground. Tanta roba ragazzi. Parlo degli italiani perché mi fa rabbia la situazione: potremmo essere un’industria ed una forza se solo fossimo un po’ più strutturati. Cultura e psicologia. Perché il talento c’è! E ce n’è ancora molti altri: Dino Brown, il mitico Spada, Leandro Da Silva, Samuele Sartini e altri ancora, tanti producers che hanno messo a fuoco un progetto e lo portano avanti. Basta fare paragoni con il passato: lavorando duro e guardando avanti potremmo fare moltissimo.

Che consigli daresti ad un giovane dj?
Di avere un approccio imprenditoriale. Di sviluppare un progetto, una missione. Definire obiettivi a lungo, medio e breve termine. Di lasciare al caso solo le sfumature creative. Di affrontarla con un progetto di business. Perché è un mestiere che richiede questo, oltre alla passione e a tanto investimento, anche economico. E di evitare di perdere anche un solo minuto a fare o rispondere a polemiche sui social. Ognuno di quei minuti è investito meglio in un tutorial online. Anche se è un tutorial scadente!

C’è davvero crisi nel clubbing?  
Il Dj che oggi diventa una superstar, a mio avviso, è un vero e proprio progetto d’impresa ben riuscito. Il fine di un’impresa è massimizzare il profitto, il che accade quando il dj diventa una superstar. C’è un lavoro di squadra, anzi, di squadre (ed in quei casi, che squadre!) mostruoso, programmato e molto diversificato. La superstar in questione deve essere una persona capace, perseverante, di carattere. E un artista di talento. Intelligente, con quotidiana voglia di apprendere e mettersi in discussione. Ed è lo starting point. Poi il resto della squadra, che necessita altrettanta professionalità e dedizione.

Se tu potessi andare in vacanza in questo periodo, dove andresti e perché?
Ovunque si voli. Il perché è semplice: non c’è una cosa più bella da fare nel tempo libero. E non fate pensieri impuri. O almeno prima venite a volare! Ma tornerei anche qualche giorno a Ibiza. Da quando Radio Globo ha aperto gli studi lì ho iniziato a frequentarla capendo che, oltre alla vitalità di Playa D’En Bossa e dei Club, c’è molto di più. Quest’anno mi son preso qualche giorno per girarla in motorino di giorno. E’ bellissima, ti strega! Se ci fosse una montagnetta con un decollo ci andrei a vivere. Ma non c’è. Giuro che ho fatto anche una perlustrazione sulle montagne dell’isola di fronte a Es Vedra per capire se avrei potuto crearlo io un decollo. Ma non ci sono proprio gli estremi!

Un drink perfetto ed un locale in cui berlo?
Non vorrei essere monotono col Gin Mare, quindi quest’anno ho un nuovo vizio: un bel Franciacorta ghiacciato da bere in acqua su un materassino tondo e con palmetta gonfiabile sulla spiaggia di Ses Salines. Una mix degli ambienti che sto frequentando ultimamente!

Qual è la caratteristica che un dj deve necessariamente avere per intraprendere questa professione? 
Ascoltare. Tanta musica e tante persone. Non necessariamente seguire le regole di qualcuno, ma ascoltarle tutte il più possibile. Incrociarle con le proprie idee esperimentare. Anche copiare (a fini didattici chiaramente). E’ un ottimo esercizio, perchéquando sei in grado di rifare una cosa che hai sentito e ti piace, avrai più possibilità e strumenti per realizzare ciò che hai in testa.