sabato 28 gennaio 2017

Devis Paganelli alla Direzione Casting & Product Placement, degli studios a Milano

App Media Group Spa, diventata titolare dei famosi studios ex MTV in Via Belli 14 di Milano, conseguentemente a quelli che si reputano grandiosi risultati in termini di produttività durante l'ultimo anno, attribuibili anche alla guida del Direttore Generale Marco Sfratato, tra produzioni televisive e cinematografiche importanti, ha definito proprio in questi giorni, l'ingaggio alla Direzione Generale Casting & Product PlacementDevis Paganelli, già editore di SLIDE, il magazine nazionale dei grandi eventi diretto dall'ex Miss Italia Nadia Bengala,

nonché ideatore e titolare di alcuni format televisivi nel settore musicale e del beauty contest maschile e femminile. E' intuibile che molti degli artisti gestiti dal nuovo Direttore Casting, potrebbero essere coinvolti nelle future iniziative della App Media Group.La sede degli studios inoltre, diventa anche il quartier generale di Sanremo Newtalent, il contest canoro presieduto in giuria dal Maestro Vince Tempera, del Concorso di Bellezza Internazionale Miss Principessa d'Europa e di Mister Universe TMM. Sarà da qui che verranno coordinate tutte le edizioni e le audizioni durante l'anno.

L'accordo oggetto dell'ingaggio,  si è concluso nella sede di Milano, proprio negli studios, dove in passato hanno visto la luce programmi diventati veri e propri cult come Chiambretti Night, Invasioni Barbariche, Markette, Le Iene, Take me Out e tanti altri, definito grazie all'interesse diretto di Mario Chiavalin, noto COO di App Media Group Spa nonché importante regista di alcune celebri produzioni cinematografiche degli ultimi mesi
che hanno visto protagonisti personaggi come Umberto Smaila, Emilio Fede, Roberta Garzia, Pippo Franco, Maurizio Mattioli, Costantino Vitagliano, Fabrizio Corona, Demetra Hampton e tanti altri.  La nuova divisione di App Media Group, diretta da Devis Paganelli, sarà composta da uffici di selezione e reclutamento, di nuovi volti per lo spettacolo, il cinema, la televisione in genere e la discografia, con un comparto preposto al product placement, ormai vera e propria anima delle produzioni sia televisive che cinematografiche. Una nuova opportunità quindi, di altissimo livello e visibilità, per aziende e nuovi talenti, che potranno inviare candidature e proposte di audizione, per eventuali ingaggi in uno degli studi televisivi più famosi d'Italia.






























martedì 17 gennaio 2017

La finalissima di Sanremo Newtalent Winter, nell'hospitality del Festival della Canzone Italiana.

Sanremo Newtalent, format ideato dal riminese Devis Paganelli, dopo il successo ottenuto con la prima edizione organizzata nel settembre scorso a Rimini presso l'Altromondo Studio, (locale che si è inoltre aggiudicato l'esclusiva per l'edizione estiva 2017), con la presenza di Mariateresa Ruta volto ufficiale del contest e il produttore Roberto Zapp, accorsi rispettivamente come presidente di giuria e produttore artistico, approda su richiesta del patron di Casa Sanremo, Vincenzo Russolillo, proprio nell'Hospitality in occasione del Festival di Sanremo. 

A presenziare saranno 130 partecipanti, quali prefinalisti e finalisti nazionali di categoria, che arriveranno nella città dei fiori, grazie alla collaborazione di venti talent scout professionisti territoriali che hanno, con l'audizione di quasi tremila candidati in tutta Italia, inviato i migliori possibili vincitori, alla finale sanremese, con presidente di giuria, il celebre Maestro Vince Tempera vincitore in passato di un Disco d'Oro (superando un milione di copie vendute), tra i più richiesti direttori d'orchestra alFestival di Sanremo, già collaboratore di Francesco Guccini e compositore di una colonna sonora per Quentin Tarantino.


In diretta streaming sui social network ufficiali (e successiva messa in onda tv nazionale su canale SKY), con la conduzione di Gianluca Nasi e la direzione artistica di Alex Leardini,   le fasi del concorso, saranno seguite da giurati da ogni parte d'Italia : Mariateresa Ruta, tra le conduttrici tv, showgirl più note in Italia, con il record di 4 Telegatti vinti ad oggi; Enzo Rossi, ritenuto uno dei "padri" della musica neomelodica, già collaboratore di Gigi D'Alessio, Vincenzo d'Agostino, Franco Ricciardi, Anna Tatangelo e tanti altri; Mauro Borrini, chitarrista della prima band di Biagio Antoniacci, componente di spicco della Demo Morselli Band;  Roberto Zapp Autore, produttore artistico e discografico; Rossella Diaco presentatrice RAI e conduttrice di programmi musicali Rai nonché coach di Sanremo Newtalent; Gianni Gallo, arrangiatore (ha realizzato la colonna sonora del film di Alessandro Siano "Troppo Napoletano"); Valter Sacripanti, produttore artistico, arrangiatore e musicista affermato, note le sue collaborazioni con importanti cantanti internazionali come Nek, Ivan Graziani, Loredana Berte', Los Reyes, Sergio Rubimi, Lola Ponce, Frankie HNR, Simone Cristicchi e molti altri. 

In gara tre categorie : Junior, con partecipanti dai 6 ai 15 anni, Giovani dai 16 ai 35 anni, Over dai 36 anni in su senza limitazioni. La partecipazione è con base strumentale e sola voce assolutamente dal vivo.


Tre giorni di musica, dall'8 al 10 febbraio, con prefinali nazionali di categoria l'8 Febbraio, finali nazionali di cagegoria il 10 febbraio a Casa Sanremo Villa Ormond e finalissima con i 14 scelti dalla giuria di qualità, che si esibiranno a Casa Sanremo Palafiori, il celebre hospitality adiacente al Teatro Ariston. 


La finalissima sarà televisiva con troupe e messa in onda su canale Sky nel mese di marzo, con la presenza speciale di Selene Villari, la giovane quindicenne, vincitrice di Sanremo Newtalent 2016, attualmente impegnata nella produzione del suo primo singolo e del primo videoclip ufficiale. Anche il vincitore della nuova edizione 2017 vedrà realizzato un singolo, un video clip e la distribuzione del brano in tutto il mondo con una produzione discografica dedicata.

giovedì 5 gennaio 2017

Andrea Bocelli Foundation - l'istinto di aiutare

Se per strada fermassi una persona qualsiasi e facessi la seguente domanda: chi è Andrea Bocelli?  La risposta sarebbe sicuramente questa: uno tra i cantanti italiani più famosi al mondo. Chiaramente già solo per descrivere un artista del suo calibro una risposta del genere sarebbe alquanto riduttiva ma francamente non è del suo talento indiscusso che vorrei parlare ma bensì di un’altra attività da lui fortemente voluta che quest’anno ha compiuto cinque anni di operatività, sto parlando dell’ Andrea Bocelli Foundation. ABF ha come pensiero filosofico che ”l’unione fa la forza e che da soli si può fare tanto ma uniti si può fare di più”, questa frase è ben evidenziata nella sezione “la nostra storia” del sito della fondazione www.andreabocellifoundation.org.
La foundation è quindi un lato particolarmente umano di Andrea Bocelli che non tutti conoscono e che gli è cresciuto dentro fin da ragazzo, quando anche lui era legato al bisogno di aiuto. La vita poi lo ha portato ad essere lui stesso sostenitore di persone in difficoltà ed è proprio da questa sua voglia impellente di aiutare che nasce la fondazione. Gli obiettivi sono principalmente due, il primo dedicato al sostegno e alla valorizzazione di progetti utili allo sviluppo di zone povere nazionali e nei paesi in via di sviluppo. Si parla nello specifico di zone con alto tasso di mal nutrizione e povertà. Un’altra branca della fondazione si occupa di ricerca scientifica e tecnologica mettendo in campo menti e risorse che lavorano per poter migliorare lo sviluppo e la qualità della vita di zone degradate.
Tutto quello che vogliamo sapere sulla ABF lo possiamo facilmente trovare sul sito sopra citato, quello che gli addetti ai lavori trovano in queste situazioni di bisogno lo possiamo invece apprendere dall’esperienza di uno tra i più quotati fotografi del panorama italiano nonché fotografo ufficiale di Andrea Bocelli da ben dieci anni: Luca Rossetti. Luca lavora per la fondazione sin da quando è nata riportando su pellicola (per modo di dire visto che siamo in piena era digitale) le immagini che testimoniano cosa questa organizzazione crea nel mondo. Sue sono le fotografie che provengono da Haiti, quelle istantanee che descrivono la povertà e il bisogno che caratterizza quel territorio ma anche quei sorrisi di bambini che giocano e scherzano con l’obiettivo della fotocamera. Rossetti mi ha cortesemente regalato un ricordo legato alla sua esperienza in fondazione che ha illuminato la mia giornata:

      La fondazione, tra le altre cose, ha fatto in modo di portare un coro di bambini haitiani in America. Questo coro ha cantato in alcune date di Andrea Bocelli a New York ma la cosa più emozionante è stato vedere lo stupore di quei bambini che non erano ma usciti da Haiti nel vedere la città, le luci di Time Square, i grattacieli…era fonte di meraviglia anche lo scarico del bagno e l’acqua calda. Vedere un pubblico formato di persone provenienti da ogni parte del mondo applaudirli e metterli al centro dell’attenzione, loro che il mondo ha dimenticato troppo spesso, è stato fantastico.
Dopo queste parole la prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di controllare come viene riconosciuta la fondazione nel modo e subito sono saltati fuori riconoscimenti di assoluta importanza come il Crystal Award, premio che in passato fù consegnato a Josè Carreras e Matt Damon. Un altro prestigioso riconoscimento arrivò da New York nel corso degli UNCA Awards del 2014. Andrea Bocelli e Veronica Berti hanno ricevuto il “UNCA Global Citizens of the Year” per l’impegno costante con la fondation.
Questi ed altri sono i riconoscimenti che l’ABF ha collezionato grazie alla risolutezza e passione che ogni partecipante mette nel portare qualcosa in più dove c’è di meno, non per niente Andrea Bocelli parla della fondazione come di una seconda famiglia formata da, parole sue, fraterni compagni. Vorrei concludere riportando l’ultima parte di una lettera di Andrea Bocelli dedicata a tutti i volontari della fondazione pubblicata nel sito di ABF in occasione delle festività natalizie:
“ La vita non finisce di stupirci né di metterci alla prova, sta a noi scegliere la strada giusta, sta a noi esercitarci a rispondere correttamente ed a far vincere il bene, in ogni occasione. ABF è una straordinaria palestra a voi tutti siete dei formidabili atleti, siete la squadra vincente, silenziosamente ma concretamente attiva, per una capillare azione di empowerment sui nostri simili, coinquilini del mondo.
Ancora ed ancora, vi giunga il mio grazie affettuoso e fraterno, per aver accordato e per continuare ad accordare ad ABF la vostra fiducia, affiancandomi in questo slancio e comune impegno…
…il mondo è di fa, il mondo è di chi si appassiona alla vita, di chi sceglie di stare dalla parte del bene, senza paura di mettersi in gioco. Perché, vale ricordarlo ancora, come diceva San Francesco donandosi si riceve, dimenticando se stessi ci si ritrova”
foto Luca Rossetti

martedì 3 gennaio 2017

Luca Tilocca, spaccapietre per professione, spaccacuore nella musica

 Il diploma di Mogol e poi……
di Alessandra Mura - Slide 

Quando ascolti la sua voce, resti un quarto d’ora ad immaginarti il suo volto. Ma non potrai mai immaginare le lacrime e il sudore che ci sono dietro l'esibizione di "Deo ti gheria Maria", canzone scritta e musicata da Fabrizio De Andrè, e che Andrea Parodi, amico di Mogol, fece in lingua sarda. 
Le conquiste fanno parte della vita, così come le sconfitte. Noi vogliamo raccontarle perché una voce così non la si dimentica e una storia così, è difficile da immaginare. Luca Tilocca è nato a Genova ma il papà sardo, di Putifigari, ha voluto riportare la famiglia in Sardegna. Lui aveva appena 14 anni. Pochi per capire che strada fare ma abbastanza per comprendere che la sua vita stava cambiando. E la musica lo accompagnò anche in questo percorso, quando la sua realtà era diventata un piccolo paesino del nord ovest della Sardegna, di 300 abitanti. Solo la musica poteva regalargli momenti di serenità e già da quando era piccolo, fu il nonno con la sua passione per il ballo a insegnargli il ritmo, la bellezza dei suoni, la forza curativa della musica. Putifigari. La realtà cambia. Quando arrivarono nella casa paterna, non c’era nemmeno la corrente elettrica. Bisognava ancora fare l’allaccio, non c’erano le porte in casa, si passava il tempo nel bar del paese, dove si chiacchierava, si raccontavano scene di vita quotidiana, dove gli stimoli non erano poi tanti e bisogna inventarseli. 

Inizia così l’avventura sarda nel piccolo paese di Putifigari. La scuola ricominciò ad Alghero, all’istituto d’arte. Ma già da subito, Luca aveva capito che la scuola non gli avrebbe dato la felicità. Era bravissimo, così almeno dicono i suoi voti. Ma c’è stato un momento in cui, al terzo anno, le cose cambiarono. Iniziano le cosiddette “vele” a scuola, erano più le volte che andava in giro che a lezione. Non aveva più voglia di studiare, questa era la verità. Inizia il percorso difficile della sua introspezione. 

I capelli lunghi, fumava come la maggior parte dei suoi compagni, gli piaceva fare il ragazzaccio, il classico ragazzo scapestrato, buono ma ribelle, dal cuore d’oro ma col suo mondo. La scuola non lo attraeva più, aveva capito che la musica sarebbe stata il suo futuro, ma sapeva che doveva lavorare, non poteva starsene con le mani in mano. Inizia a capire cosa significa lavorare duro dalla mattina presto nei campi, il lavoro agricolo, nobile sacrificio di un ragazzo che ha imparato il più difficile dei mestieri. 

La fatica era tanta, ma non poteva stare a guardare la madre e il padre che lavoravano anche per mantenere lui. La sua responsabilità lo ha portato a fare qualsiasi cosa, anche il servo pastore. Camminare nei poderi alle prime luci dell’alba, curare il gregge, aiutare i pastori nei lavori della campagna, ha imparato a sacrificare la sua adolescenza, è cresciuto nella umiltà dei grandi insegnanti, quelli che non conoscono bene le regole della sintassi, ma conoscono alla perfezione la cultura della vita. Faceva questo, cantando. 

Passava il suo tempo cantando. Nella bellezza della campagna, dove il suono della voce si perde all’infinito, lui cantava. Era un piccolo grande talento, era un piccolo uomo che sognava Sanremo. La sua vita cambiò radicalmente quando decise di partire per fare il carabiniere a Reggio Calabria. Un’altra fase della sua vita iniziò. Cambio radicale, la scuola allievi. A 19 anni ritrovarsi con una divisa addosso, affrontare il pericolo e tornare a casa, in Ogliastra, in quegli anni una terra calda, dove il pericolo dei sequestri era sempre dietro l’angolo. Passano due anni, e nonostante l’idoneità, i posti erano diminuiti e non entrò a far parte dell’arma. A 21 anni Luca rientra a casa. Lui faceva parte del coro di Putifigari e la sua passione per la musica non l’ha mai abbandonato. Era l’unica costante della sua vita, insieme all’amore per i genitori. 

A 21 anni conosce il grande amore, una bellissima ragazza di Ierzu. Per lei ha fatto grandi sacrifici, l’amore quello che decanta nelle sue canzoni, è puro e incondizionato, per questo amore doveva fare l’impossibile. E così, a causa del poco lavoro fece la pazzia, trasferirsi a Bergamo con lei dove iniziarono una nuova vita. Lui lavorava all’officina carta valori, la Pozzuoli. Sembrava andare tutto per il verso giusto ma il Mal di Sardegna ha colpito la sua amata, questa nostalgia terribile che attanaglia tutti quelli che decidono di partire e lasciare il profumo delle bacche di mirto del mattino, o la risacca marina che danza al tramonto. Ecco che nonostante il posto fisso, Luca torna in Sardegna, dove muore la sua storia d’amore. E tutto da rifare da capo. Ha dovuto imparare a lavorare come muratore. Faceva i muretti a secco, ha iniziato a lavorare la pietra, lo spaccapietre lo chiamavano. Inizia la vera tormenta della vita. Sua madre si ammala. La donna più importante della sua vita soffre di un male terribile. La diagnosi: misotelioma peritoneale, causa esposizione amianto. Come, esposizione amianto? L’incubo di capire cosa era successo e trovare una soluzione. Bisognava andare affondo in questa storia. 

Quando aveva 17 anni, sua madre lavorava per una casa farmaceutica, dove producevano i medicinali. “Lavorava senza mascherina -ci racconta Luca- non usavano i guanti, mia madre si è ammalata e non sapeva cosa le stava succedendo, non sapeva che non era colpa sua.” Luca ha subito con estrema impotenza questa grave malattia, e l’unica salvezza per lui è stato sempre il canto. Doveva combattere insieme alla madre, e lo ha fatto in una condizione psicologica positiva perché in quel momento conosce il suo grande amore e si sposò. Giovanissimo, testardo, amante della vita e delle donne, decise di fare il grande passo. Forse un passo affrettato in realtà perché due mesi dopo il matrimonio, la storia naufraga inesorabilmente. 

Dopo soli due mesi Luca si trova senza casa, senza macchina, senza donna, con tanto dolore da sopportare e grandi delusioni. Tormenti, disperazione, dolore, rivalsa, questo turbinio di sentimenti lo ha fatto reagire nell’unico modo possibile: cantando. Ha cantato la sua rivalsa, ha deciso di fare qualcosa per se stesso, ha voluto a tutti i costi dimostrare che lo spaccapietre e lo spaccacuore doveva fare un altro passo: spaccare nella musica. Inizia l’avventura del cantante Luca Tilocca. Stringe amicizia con Soleandro, un eccentrico cantautore di Putifigari conosciuto e apprezzato in tutta l’isola. E con lui inizia fare progetti. Hanno creduto tutti nel miracolo della sua voce, la sua potenza vocale, poteva essere tradita solo dall’inesperienza. Per il resto, c’era un grande cantante che doveva uscire fuori. Nasce così la Band, la sua prima band. 

Lavorava in due cantieri dalla mattina alla sera e prima di dedicarsi al riposo, c’era lei, la sua musica. Spaccava pietre di giorno, per 10 ore al giorno, e poi aveva le forze di cantare. Inizia la sua avventura come cantante, girando nei vari spettacoli di piazza, facendosi conoscere dalla sua gente. Si è esibito in tutte le piazze sarde, dalle più piccole alle più famigerate. E se c’era ancora una cosa che doveva fare per se era diplomarsi al Cet, la scuola di Mogol. Così è stato. Un traguardo importante per un piccolo grande cantautore che sapeva cantare solo in sardo o le canzoni di De Andrè. 

Il resto non faceva parte del suo bagaglio culturale, per scelta, perché non gli apparteneva. “Sono entrato al Cet 4 anni fa, e la mia visione della vita è cambiata. Li ho conosciuto cantanti e artisti con la A maiuscola, geni della musica che nemmeno se la tiravano, ed io, piccolo sprovveduto, ho imparato tantissimo. E’ stata un’esperienza incredibile” Un traguardo importante è stato il conseguimento del diploma conferitogli dal maestro Mogol, che di Tilocca ha apprezzato la voce matura, con l'esibizione di "Deo ti gheria Maria", canzone che Andrea Parodi, amico di Mogol, fece in lingua sarda, e il "difficile" brano "Romeo And Juliet" dei Dire Straits. Dopo il Cet Luca Tilocca inizia a farsi conoscere. Esce il suo inedito” Aria”.

Ed è un successo. La vita musicale di Luca Tilocca inizia qui, di giorno spaccapietre, si notte spaccacuori. Lo fa cantando, perché a parte il suo viso pulito da bravo ragazzo, c’è nella sua Aria, il talento che deve ancora esplodere.

Selene Villari, vincitrice di Sanremo Newtalent 2016 si racconta a Slide

A soli 15 anni, vince Sanremo Newtalent 2016 : SELENE VILLARI,la sua voce ha incantato la giuria, sbaragliando oltre 2900 candidati.
di Tommaso Torri - Slide

A soli 15 anni la sua voce ha già incantato la giuria di Sanremo New Talent che, tra gli oltre 2900 candidati provenienti da tutta Italia, l’ha incoronata come vincitrice assoluta. La toscana Selene Villari, adesso, si prepara per l'esibizione a Casa Sanremo, l'hospitality del Festival dopo essersi esibita come special guest alla Finale Nazionale del Tour Music Fest con presente Mogol. Ha appena terminato le registrazioni del singolo prodotto da Roberto Zapp con la collaborazione della direzione di Sanremo Newtalent. Il giovanissimo talento è stato scelto dalla giuria di qualità composta dalla recordwoman di Telegatti (ne ha vinti ben 5) Maria Teresa Ruta, Valter Sacripanti (produttore artistico di fama nazionale), Carmen Masola (cantante, vincitrice di Italia's Got Talent 2010), Rossella Diaco (nota e seguitissima conduttrice Rai), Alessandra Luchetti (vocal coach già collaboratrice del CET di Mogol e attuale vocal coach al Tour Music Fest), Laura Benvenuti (cantante in rappresentanza dei concorrenti in gara), sotto la supervisione del Patron Devis Paganelli. Selene, che vive in un paesino della provincia di Grosseto, è una ragazza come tutte le sue coetanee con una grandissima passione per la musica. Amante della natura, abitando in una casa circondata dai boschi, di sé ama dire di essere particolarmente contenta quando il vento accarezza gli alberi perché le sembra di ascoltare una canzone. In questo mondo, immerso nel verde, la 15enne è cresciuta con uno straordinario amore per la musica.
Conosciamo meglio Selene, con qualche domanda a lei, a Roberto Zapp e anche a Maria Teresa Ruta.

Qual'è stata la caratteristica secondo te, che ha permesso a Selene di vincere il Sanremo New Talent?
Roberto : A parte la capacità scenica, adeguata alla sua età, l’intonazione ha colpito tutta la giuria. Personalmente mi ha stupito questa ragazza che, così giovane e timida, una volta salita sul palco si è trasformata completamente e la sua voce ha fatto il resto. E’ proprio una caratteristica dei grandi artisti che, magari più timidi o schivi, davanti al pubblico, sanno dare il meglio di loro stessi. Artisticamente Selene mi ha subito conquistato e l’ho voluta nella mia scuderia.

A 15 anni essere già un talento naturale è una fortuna, come deve fare Selene per crescere?
Maria Teresa : Sicuramente con queste premesse, Selene ha davanti a sé un buon futuro. Quello che adesso è importante è studiare seriamente sia il canto che a scuola. Per quanto riguarda la prima parte, poi, deve iniziare a crearsi un percorso personale per tirare fuori il suo stile. Quello che, assolutamente deve evitare, è che possa trasformarsi in un fenomeno costruito ad arte. Questo genere di artisti, che si possono creare facilmente, poi rischiano di diventare delle meteore e sparire.

Quanto è importante il lavoro che state facendo con lei?
Roberto : Farla crescere è la cosa principale ma senza bruciare le tappe. Ancora è molto presto per dire cosa ci può riservare il futuro e la sua evoluzione perché, adesso, la cosa principale è che Selene possa arrivare a esprimersi e crescere in maniera strutturata. Non si tratta assolutamente di obiettivi ma di step continui che, senza esagerare, la portino a maturare artisticamente e personalmente ma senza perdere la sua particolare unicità.

Con la vittoria di Sanremo New Talent, però, adesso c’è un importante lavoro da compiere. Di cosa si tratta?
Roberto : Stiamo lavorando sulla canzone inedita. Credo molto nel lavoro di squadra e, per questo progettoabbiamo tra gli autori Enzo Rossi già autore per la Tatangelo, Roberto Zapp e Gianni Gallo per gli arrangiamenti, Mauro Borrini alla chitarra e Giulio Faedo alla batteria. Con la canzone, inoltre, verrà girato anche il video. Oltre a tutto questo, ovviamente, continua a studiare canto ma senza trascurare la scuola.

Selene, qual è stato il tuo primo pensiero quando hai vinto?
Selene : Per me era già tanto arrivare fino alla finale ed ero talmente tanto emozionata che non ho realizzato subito di avere vinto. Poi, quando ho capito cosa era successo, è stata una gioia indescrivibile ma, se devo essere sincera, mi sono resa conto della situazione molto dopo. Certamente è stata una grandissima soddisfazione anche perché, nonostante sia avvenuto tutto in fretta, ho capito con il mio canto di aver trasmesso la mia stessa emozione a tutto il pubblico.

Adesso stai lavorando al brano inedito e al video, come procede?
Selene : Con Roberto Zapp e tutto il gruppo siamo impegnati per la canzone. E’ una esperienza molto bella perché, insieme, stiamo realizzando un lavoro che mi permette di crescere artisticamente soprattutto grazie a Roberto che mi insegna la tecnica di canto. La cosa più interessante è che si tratta di un lavoro di gruppo dove, ognuno, porta le sue esperienze e le sue idee mettendole tutte insieme. Sono un po’ spaventata, perché tutto sta succedendo molto in fretta, e allo stesso tempo sono anche ansiosa. Il canto è la mia grande passione e voglio che questo progetto riesca al meglio.

Cosa ti aspetti da questa esperienza?
Selene : Sicuramente tante belle cose: ogni due settimane ci incontriamo e, tutte le volte, imparo cose nuove. E’ un momento in cui mi emoziono sempre tantissimo anche perché, grazie a questo fantastico gruppo, conosco persone nuove e mi diverto seguendo sempre la mia più grande passione.

Anche se sei giovanissima, come ti vedi tra 5 anni?

Selene : Spero di diventare una cantante famosa perché è sempre stato il mio sogno. Ancora non saprei dire se, per me, sarà una carriera da solista o con un gruppo. Ci ho pensato diverse volte e, se devo essere sincera, adesso mi vedo più come solita ma non escludo che, in un futuro, le cose possano cambiare. Ancora, nella mia testa, a volte addirittura devo realizzare di aver vinto Sanremo New Talent. Quello che posso dire è che, sicuramente, questa è un’avventura che porta molte soddisfazioni ed è per me una fortuna aver incontrato le persone fantastiche che mi stanno aiutando.

domenica 1 gennaio 2017

Devis Paganelli, editore di Slide Magazine, ci racconta l’Area Style di Casa Sanremo 2017

Agente VIP, talent scout ma, soprattutto, editore di Slide Magazine (free press che genera quasi 18 milioni di contatti annui), una vita divisa tra Italia ed estero per curare tutte le sue numerose iniziative, Devis Paganelli, a Casa Sanremo 2017, è il responsabile dell’Area Style. Noi gli abbiamo chiesto come interpreterà questo ruolo e cosa dobbiamo aspettarci da quest’edizione.

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Come nasce la collaborazione con Gruppo Eventi e, quindi, con Casa Sanremo? 
Slide è il magazine dei grandi eventi. Dopo quasi sei anni di importanti successi, nel 2014 abbiamo iniziato a razionalizzare le nostre presenze, preferendo soltanto progetti e iniziative prestigiose, di forte impatto mediatico. Ho deciso con il mio team di abbandonare diverse alternative per dedicarci quasi esclusivamente a progetti vincenti come Casa Sanremo, e alle iniziative del lungimirante Vincenzo Russolillo “patron” di Gruppo Eventi. 

In cosa consiste il lavoro del responsabile dell’Area Style di un hospitality village come Casa Sanremo? 
Sono personalmente molto felice di poter coordinare ciò che viene organizzato in quest’area. Dall’allestimento alla produzione, tutto rimane sotto la supervisione del padrone di casa, Vincenzo Russolillo, io mi occuperò metaforicamente di dirigere “l’orchestra”, facendo sì che non ci siano “stonature”. Il team, in questo tipo di eventi, è sempre piuttosto strutturato: direttore di palco, assistente backstage, direzione artistica, conduzione, trucco, parrucco, troupe tv, tecnici audio, regia generale, allestimenti, modelle, stilisti in gara… 

Il responsabile di quest’area, quindi, è il filo conduttore, tra Direzione Generale e l’intera struttura. Il Premio Moda 2017, a Casa Sanremo Style – Luxury Home è il nuovo concorso dedicato agli stilisti emergenti: come sarà articolato? Come sono state fatte le selezioni? Quali aspetti avete tenuto in considerazione? 
Esiste un bando disponibile per chi volesse prendere informazioni sulla potenziale partecipazione, aperta a stilisti che vogliano farsi notare nel mondo della moda. Le opportunità sono aperte in diversi settori: abbigliamento, calzature, gioielli, accessori, pellicceria, pelletteria e tanto altro ancora. È giusto precisare, però, che non si tratta di una possibilità aperta a chiunque poiché valutiamo con molta attenzione le candidature, così da accettare solo i candidati più interessanti. Partecipando al Premio Moda 2017, i vari stilisti vedranno sfilare le proprie creazioni con riprese tv, modelle, backstage e quant’altro, inclusa messa in onda tv nazionale, all inclusive. La visibilità proposta a chi parteciperà, previa accettazione da parte della Direzione Generale, è a mio parere straordinaria. Casa Sanremo è ormai diventato un punto di riferimento mediatico durante il Festival, al punto di vantare diversi tentativi di imitazione ovviamente malriusciti, dato che la “Casa” del festival è solo una: Casa Sanremo. Rebecca Givone, Miss Principessa d’Europa 2016, sarà a Casa Sanremo 2017 per sfilare come una delle modelle ufficiali al Premio Moda. 

Quali altre sorprese dobbiamo aspettarci? 
Lavorando nel mondo dello spettacolo ormai dall’età di 18 anni, quando accompagnavo artisti del calibro di Vasco Rossi a far serate nei locali, passando per il management di tanti amici VIP, sono arrivato alla conclusione che i progetti di maggior successo sono quelli ben pianificati, che non lasciano nulla al caso e che evitano “sorprese”. A queste ultime, quindi, sostituiremo belle iniziative che renderemo note strada facendo. 

Qual'è l’aspetto che le piace di più del suo lavoro? 
Ogni singola iniziativa è una nuova scommessa e questo rende molto attiva ogni mia giornata. Sono fatalista di natura e sono dell’idea che qualsiasi cosa accada abbia sempre un suo perché. Ciò che mi piace, quindi, è dare vita sempre a nuove idee, collaborando sempre e quanto più possibile con professionisti, che molto spesso, poi, diventano cari amici. 

Cosa consiglierebbe ad un giovane che voglia intraprendere una carriera nel mondo dello spettacolo o, più in generale, nel mondo della comunicazione?
In questo caso devo essere pragmatico: consiglio di non ascoltare consigli (e quindi forse nemmeno questo?). 

Dia il suo personale arrivederci a Casa Sanremo 2017 a tutti coloro che ci seguiranno o che saranno lì di persona. 
Il magazine che edito, Slide, mediapartner di Casa Sanremo, ha dai suoi albori, uno slogan rubato dal film “Star System – Se non ci sei non esisti“, diretto nel 2008 da Robert Weide. Credo che questo slogan, “Se non ci sei non esisti” appunto, sia anche l’essenza di Casa Sanremo, in occasione del Festival. Arrivederci quindi a tutti gli amici di Slide e di Casa Sanremo. Vi aspetto!