lunedì 29 agosto 2016

Sono 37 le bellissime Finaliste Nazionali Ufficiali di Miss Principessa d'Europa


Bellezza, ma non solo, anche bravura!
Questa è una delle peculiarità di Miss Principessa d'Europa, il Concorso Internazionale di Bellezza in assoluto n.1 per SLIDE il magazine dei 
grandi eventi, mediapartner hospitality ufficiale al Festival di Sanremo, Giffoni Film Festival, Nastri d'Argento, David di Donatello e tanti altri. Il concorso è l'unico che permette alla vincitrice, di andare a rappresentare la bellezza italiana alla finale Mondiale di Miss Europe World.



NADIA BENGALA tra le più famose e celebri Miss Italia del passato (che sarà presente in veste di Presidente di Giuria) insieme al Patron Devis Paganelli, avvia questo contest dove la bellezza è sicuramente importante ma concorre con la bravura. Chi lo desidera infatti, tra le candidate alla "corona", può cimentarsi anche in prove di talento e in caso di parimerito, sarà proprio il talento ad avere la meglio. Quasi 100 tappe per questo secondo anno, circa 2000 candidate, solo 38 scelte finaliste ufficiali arrivate dalle finali regionali di tutta Italia e che arriveranno a Rimini il 12 Settembre, per passare 4 giorni all'insegna della bellezza. La finalissima si terrà all'Altromondo Studios il 15 settembre alle ore 21 (ingresso €.10), con uno spettacolo televisivo che andrà in onda sul canale nazionale Canale Italia e anche su canale SKY con la conduzione di Gianluca Nasi. 

Ospiti d'eccezione alla finalissima, la detentrice del titolo Veronica Avanzolini Miss Principessa d'Europa 2015, il talento Carmen Masola vincitrice di Italia's Got Talent 2010 che si alternerà, grazie al manager Giuseppe Messina con l'esibizione di Armand Curameng direttamente dal programma RAI The Voice of Italy. Presente e Maki Sedec già eletto Mister Slide reduce dalle riprese di un noto film a Hollywood con Ben Stiller.  Le miss saranno ospitate all'Hotel Eliseo di Riccione (www.hoteleliseo.it) dove si può prenotare attraverso la convenzione PRINCIPESSA D'EUROPA per seguire da vicino le finaliste. 
Tra pochi giorni infine, sarà ufficilizzatoanche lo staff di Talent Scout professionisti scelti per le selezioni dei prossimi tre anni (2017-2018-2019) in tutta Italia. Le finaliste sono state ufficializzate solo ora dalla Commissione Nazionale.

ALESSANDRA MAGRONE CALABRIA 17
MARIKA D'ANGELO LAZIO 15
REBECCA GIVONE LIGURIA 17
FEDERICA LOIODICE PIEMONTE 17
AMANDA DE LA ROSA VENETO 19
DEBORAH ANN MAGNINI EMILIA 17
LUISA MAZZULLO SARDEGNA 16
ALESSIA FRANCAVIGLIA SICILIA 17
ELISA PROVVEDI TOSCANA 17
RACHELE VIOLA UMBRIA 21
VALENTINA CANAZZA VENETO 23
VERDIANA LETIZIA PIEMONTE 21
GIORGIA MAZZA PUGLIA 15
ASIA FURIA ROMAGNA 17
GIORGIA ARIU SARDEGNA 18
ELEONORA RANDAZZO SICILIA 20
CECILIA BALDI TOSCANA 17
SARA TROIANI UMBRIA 23
ALESSIA COGLIATTI PIEMONTE 16
ROSY MARCHIONNA PUGLIA 17
LORETTA GRAZIANI ROMAGNA 19
MARTINA SOLLA SARDEGNA 16
SORAJA CENTINEO SICILIA 16
ASIA BISOGNI TOSCANA 20
MARTINA RECCHI UMBRIA 19
CAROLA PAGELLA PIEMONTE 19
ASIA RICCI ROMAGNA 17
GIULIA PAU SARDEGNA 16
ELIZABETH CILIA SICILIA 17
MARTINA PUCCINI TOSCANA 19
NATALIA BUDECA PIEMONTE 23
JUSSARA DEGLI ESPOSITI ROMAGNA 23
LETIZIA FLORIS SARDEGNA 17
VALENTINA LATINI TOSCANA 18
GISELLE GIUSTO ROMAGNA 16
CHIARA CONSOLO TOSCANA 17
ELISA CINGOLANI UMBRIA 15






giovedì 25 agosto 2016

Viaggio tra le meraviglie : La mete più ambite della Sardegna

di Alessandra Mura - Slide

Quando si parla di Sardegna chi ci vive e chi la vive da turista, si rende conto di cosa lega i sardi alla loro terra. Dai profumi di lentisco ginestra e di mirto, alle trasparenze del mare incontaminato, dalle tradizioni secolari in costume, ai vecchi mestieri legati alla terra e al mare. Sardegna è un valore, un marchio, un simbolo, un appartenenza, un orgoglio. La Sardegna non è solo calette e barca a vela. Le zone interne, fresche e riservate, offrono un turismo fatto di profumi e sapori , legati a percorsi naturalistici di una bellezza straordinaria. Se non fosse per la penalizzazione insulare creata dallo stesso governo che poco o nulla ha fatto per migliorare i trasporti da e per l’isola, oggi la Sardegna godrebbe di una economia florida legata al comparto turistico. Intanto diamo una notizia in riferimento alla raccolta delle acque nelle coste sarde che arriva da Legambiente. Non si tratta di una
classifica assoluta circa le aree balneari italiane, piuttosto di una selezione accurata tra le realtà dove la qualità dell'ambiente e la gestione del territorio sono ai massimi livelli. La Sardegna, quest’anno, è riuscita ad aggiudicarsi ben 5 vele, mentre la Puglia, seconda in classifica si è fermata a 4 Vele.  Le spiagge più belle, in Sardegna, sono: Chia, a Domus de Maria, Posada (Nuoro), Bosa(Oristano), Baunei (Ogliastra) e per finire Santa Teresa di Gallura (Olbia-Tempio). I parametri che vengono tenuti in considerazione per l'assegnazione delle vele sono diversi: si va dalla qualità delle acque di balneazione passando per l'efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti arrivando all'efficienza dei servizi. Leggendo i dati pubblicati per il mese di giugno nel portale Casevacanza si nota che la Sardegna è una delle mete più ambite e ricercate per le passare le proprie ferie. Al primo posto della classifica interna dell’Isola troviamo infatti San Teodoro, al secondo posto Villasimius, al terzo Stintino, al quarto Santa Teresa di Gallura. A seguire Alghero, Carloforte e La Maddalena (al decimo posto). Nel mese di luglio, comunque, non ci sono grossi cambiamenti. Le principali mete vengono confermate e alla lista si aggiungono Budoni, Costa Rei, Cannigione e Palau, che si piazza al terzo posto. Sul capitolo prezzi, rispetto al 2015, non è cambiato molto, considerata la generale stabilità, anche a livello nazionale. Per ciò che riguarda i costi che devono affrontare i viaggiatori che non vogliono attendere agosto per partire, a giugno si va dai 53 euro a notte richiesti a Valledoria, in provincia di Sassari per arrivare a 109 euro necessari per alloggiare a Stintino.
Trip Advisor, dove le recensioni dei turisti rivelano l’indice di gradimento di una località, ha stilato un altro interessante reportage. Con ben cinque litorali sui 10 premiati a livello nazionale, la Sardegna si conferma la regione italiana con il maggior numero di spiagge premiate a livello nazionale, riuscendo anche a conquistare una posizione di rilievo a livello europeo con la spiaggia di Cala Mariolu a Baunei, Ogliastra, sesta in Europa e seconda in Italia. Le altre spiagge sarde premiate nella classifica italiana sono La Pelosa a Stintino, Sassari (3°), Cala Goloritze a Baunei, Ogliastra (4°), Spiaggia di Tuerredda a Teulada, Cagliari (6°) e Lu Impostu a San Teodoro, Olbia Tempio (7°).
Ma come abbiamo detto, la Sardegna non è solo mare. Anche d’estate, soprattutto in estate ci sono paesini meravigliosi incastonati nel paesaggio che proiettano il turista in un'altra realtà. Tonara, Atzara, Mammoiada, Orgosolo, dove la tradizione vive su ogni cosa, dai muri decorati con i famosi murales, ai percorsi trekking nella natura più selvaggia. Turismo sportivo, turismo fotografico, turismo enogastronomico. Sono queste le alternative alla spiaggia che oggi catturano l’attenzione di chi conosce già il mare e ha bisogno di assaporare la vera Sardegna. I borghi sono un’alternativa alla spiaggia, anche se quelli più belli e frequentati si affacciano sul mare. Basti pensare a Castelsardo e Bosa, che hanno presentato quest’anno la notte romantica. Mongolfiera, lanterne, versi e musica nel castello che domina il borgo e tradizione che si respira ovunque, dai piatti tipici ai sentieri antichi.
Torniamo a Trip Advisor. Dal portale arriva una classifica dei 10 posti più graditi in Sardegna, che hanno conquistato occhi gola e gambe dei visitatori. Iniziamo dal podio. In prima posizione troviamo Cala Mariolu, a Baunei. Cala Mariolu si trova circa un miglio a nord del Monumento Naturale di Cala Goloritzé, ed è una delle spiagge più suggestive della Costa di Baunei. L’appellativo di Mariolu deriva da “mariolo“, ladro in ponzese, che i pescatori oltremare diedero alla Foca Monaca. Quest’ultima, infatti, era solita depredare il pescato dalle reti e dai nascondigli scelti dai pescatori. Proprio ad un miglio verso nord da Cala Mariolu, vi è la Grotta del Fico, uno degli ultimi rifugi del mammifero, una grotta tra le più suggestive dell’isola. Al secondo posto il parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena. Mare trasparente, profumi di erbe aromatiche, tanto sole e un bel vento. La quasi totalità dell'estensione del Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena è un sito di interesse comunitario ed è caratterizzato dalla presenza di oltre 700 entità vegetali, che rappresentano un terzo della flora sarda e con più di 50 specie endemiche che rappresentano il 25% di quella complessiva della Sardegna e numerose altre specie rare e di interesse fitogeografico, nonché numerosi habitat di importanza comunitaria . Le insenature cristalline e le spiaggette nascoste dagli anfratti rocciosi sono meta preferita dei visitatori che si avventurano sia via terra che per mare. Al terzo posto Cala Goloritzè, sempre a Baunei. La spiaggia, una delle più suggestive della Sardegna, nata da una frana nel 1962 è famosa per il pinnacolo alto 143 metri che sovrasta la cala, noto anche ai climbers per le sue vie d'arrampicata sportiva. Per arrivare alla spiaggia via mare, la via più comoda e meno impegnativa, sono disponibili dei servizi di trasporto e noleggio imbarcazioni dai vicini porti di Arbatax, Santa Maria Navarrese (comune di Baunei). L'approdo nella cala è vietato. In quarta posizione troviamo la ormai famosissima Pelosa a Stintino. La principale attrattiva turistica del comune di Stintino è proprio la spiaggia della Pelosa, collocata nell'estremo lembo nord-occidentale della Sardegna, ed affacciata sul golfo dell'Asinara e sull'omonima isola. E’ contraddistinta da una sabbia bianca finissima e dal mare azzurro-turchese dal fondale molto basso. Nei mesi estivi di Luglio e Agosto trovare un posto per piazzare l’ombrellone è praticamente impossibile a meno che non si vada all’alba. In quinta posizione troviamo Capo Testa a Sata Teresa Gallura. Capo Testa (in gallurese e corso Capu Testa) è una piccola penisola, in realtà un'isola, poi artificialmente collegata alla terraferma, situata nel nord della Sardegna, a pochi chilometri da Santa Teresa di Gallura. Si affaccia sulle Bocche di Bonifacio ed è collegata alla terraferma da uno stretto istmo, lungo il quale si estendono due spiagge. Il promontorio è costituito dalle tipiche rocce granitiche galluresi erose dal vento ed ha un perimetro di circa dieci chilometri. Scendiamo ancora nella classifica e troviamo in sesta posizione Porto Giunco a Villasimius. La spiaggia di Porto Giunco ha un fondo di sabbia bianca e sottile. Le sue acque sono di un tenue azzurro e questo ha attratto numerosi pubblicitari, che l'hanno resa scenario ineguagliabile dei propri spot. Nella zona si trova lo stagno di Notteri, luogo scelto dai fenicotteri rosa quale habitat. In settima posizione Capo Caccia ad Alghero. Le falesie e le insenature rocciose creano un panorama mozzafiato contraddistinto dal promontorio che di profilo assomiglia alla sagoma di un gigante addormentato. Nei mari di Capo Caccia troviamo il corallo rosso e una fauna ittica straordinaria. Le grotte del Nettuno ad Alghero sono una delle principali attrattive naturali della costa. In ottava posizione Is Aruttas a Cabras. La spiaggia si estende per varie centinaia di metri. Composta da piccoli granelli di quarzo tondeggianti, con sfumature di colori che si alternano tra il rosa, il verde chiaro e il bianco. Come le altre spiagge del Sinis-Montiferru, è uno dei luoghi più frequentati dagli appassionati di surf. In penultima posizione Calabrandinchi a San Teodoro. Conosciuta anche come piccola Tahiti per le acque cristalline e la spiaggia di finissima sabbia bianca.
Alle sue spalle una pineta e servizi che la rendono adatta anche alle famiglie con bambini. L’isola di Tavolara che si staglia all’orizzonte offre uno spettacolo naturale come pochi. L’ultima posizione nelle spiagge top se la aggiudica Le dune di Piscinas, ad Arbus. Situata in una zona isolata e di grande bellezza naturalistica, la spiaggia di Piscinas è circondata per qualche chilometro da dune altissime ancora vive e modellate dal maestrale, il cui colore giallo ocra è interrotto, a tratti, da cespugli di sparto pungente, dalla carota spinosa, dal giglio di mare e da ginepri e vecchi olivastri che diventano dei piccoli boschetti. In certi periodi si possono vedere i cervi che si spingono sino al mare e nel mese di giugno. A noi di Slide non ci resta che dirvi.. Buone vacanze sperando di essere stati d’aiuto per la vostra scelta.









Lorenzo Costantino Cherubini : Jovanotti, da trent'anni sulla cresta dell'onda

Da Dj a cantante, celebre grazie a "Re Mida" Claudio Cecchetto
di Fabio Buffa - Slide


Sono trent’anni che Lorenzo Costantino Cherubini, in arte Jovanotti, è sulla cresta dell’onda. Un po’ arbitrariamente abbiamo voluto far partire la grande corsa di uno dei più grandi cantanti degli ultimi decenni dal 1986, periodo in cui, ancora nelle vesti di “semplice” Dj (allora si chiamavano, per esteso, disc jockey),  inizia a far ballare schiere di giovani nel mitico Piper di Roma. A dire il vero Lorenzo, non ancora Jovanotti, era da almeno cinque anni che metteva dischi sul piatto tra discoteche ed emittenti radiofoniche (come Radio Antenna Musica di Roma), ma l’esordio al Piper pensiamo che rappresenti la prima consacrazione del suo talento. Lui, che è della classe 1966, già nel 1980 (quindi a soli 14 anni) si cimentava   in una radio locale di Cortona, dimostrando di avere la stoffa per spiccare il volo. 
E’ stato Claudio Cecchetto a scoprirlo portandolo nel 1987 in quella Radio Dj che allora era una vibrante fucina di talenti. Ma Jovanotti forse era il migliore, colui in grado di creare mode e pensieri tra i giovani, con un carisma mosso esclusivamente dalla sua furba semplicità. 
Nel 1988 arriva il suo primo lavoro in qualità di cantante con il singolo “E’ qui la festa?”, che darà il via al primo LP, “Jovanotti for President”. Un album che contiene la canzone simbolo del  fenomeno Jovanotti di allora, “Gimme five”  rendendolo popolarissimo tra giovani e non.  Lorenzo Cherubini ha un bel groove, cioè ha la capacità di creare grande empatia tra il ritmo delle sue canzoni e il pubblico: anche perché i testi inizialmente dicono ben poco. Ciò che conta è il ritmo, il ripetere in stile rap le stesse frasi  (“è qui la festa?”, “Gimme Five”) fino all’ossessione. Jovanotti stile anni ’80 riesce a spaccare in due una generazione di ragazzi e ragazze già sufficientemente polarizzati tra impegno politico ed edonismo reaganiano.  Jovanotti si infila in mezzo a questi due poli fregandosene delle peculiarità di entrambi; vuole diventare un artista trasversale. Ma il Jovanotti di allora divide: c’era chi lo considerava una sorta di genio uscito dalla lampada e chi correva in negozio a comprare le magliette con il disegno del dito medio alzato e la scritta  “Jovanotti fuck off”. 
Sono gli anni in cui conduce “Dee Jay Television” e “1,2,3 Jovanotti”: la prima durava già dal 1983, prima su Canale 5, poi su Italia 1, la seconda veniva trasmessa al sabato pomeriggio (1988-89) dalla discoteca Rolling Stone di Milano. Si capiva che quel ragazzo, dal volto bianchiccio e slavato, non era quel “fusto vuoto”  che  molti dicevano. Sembrava che lo facesse apposta a fare il disimpegnato, il modaiolo, nei termini che usava e negli atteggiamenti, quasi  come se ci godesse a far arrabbiare il popolo dell’impegno sociale e della musica di protesta. 
Dopo la partecipazione a Sanremo del 1989 (con la canzone “Vasco”) e alcune apparizioni alla trasmissione di Pippo Baudo “Fantastico”, pareva che Jovanotti fosse destinato a sparire dall’orizzonte musicale, come una delle tante meteore canore. 
Ma non fu così: è il 1991 ed esce “Una tribù che balla”, album che fa emergere una vena più riflessiva e densa di significati. Nel 1992 arriva “Cuore”, il singolo in memoria di Giovanni Falcone. Jovanotti, da stralunato simbolo del disimpegno giovanile, si trasforma in cantate in grado di far arrivare in modo semplice e schietto i messaggi più struggenti e ricchi di significato a giovani che non solo apprezzano la metamorfosi, ma addirittura credono che sia la musica il vero motore del cambiamento sociale. Molti di coloro che alla fine degli anni ottanta, con la puzza sotto il naso, consideravano Cherubini il simbolo di una gioventù legata alle mode e all’appiattimento culturale,  improvvisamente rivalutano Jovanotti, soprattutto quando nel 1994 esce “Penso Positivo”, un vero e proprio inno alla fratellanza, a prescindere da razza, opinioni e religioni. Jovanotti con questa canzone crede, “che a questo mondo esista solo una grande chiesa, che va da Che Guevara e arriva a Madre Teresa, passando da Malcom X attraverso Gandhi e San Patrignano, arriva ad un prete di periferia che va avanti nonostante il Vaticano”.  Quel “nonostante” rappresenta la grande spaccatura col passato, trasformando Jovanotti da carismatico cantante estroverso e stravagante ad  ideatore di nuove filosofie, non solo musicali.
Nel 1995 con “L’Ombelico del mondo” propone una visione della vita in cui le regole vengono sistematicamente soppiantate dalle eccezioni. Jovanotti vuole rimarcare il concetto secondo cui la normalità è un’entità astratta e vuota, sottolineando l’unicità dell’essere umano. 
Con “L’Albero”, nel 1997, mette insieme musica popolare, tradizionale folk ed etnica. E’ un Jovanotti alla ricerca di alchimie sonore per creare uno stile fatto di nuove sonorità e affascinati “contaminazioni”. E’ il periodo in cui si impegna per gli Zapatisti messicani del Chapas, in cui vince il Festivalbar e che incide con Piero Pelù e Ligabue il brano pacifista “Il mio nome è mai più” contro la guerra nella ex Jugoslavia. 
Si impegna contro il debito che strangola i paesi del terzo mondo, proponendo la canzone “Cancella il debito”. 
Nel 2010 con il brano “Baciami Ancora” vince il David di Donatello come migliore colonna sonora: il film a cui si riferiva quel brano è quello di Gabriele Muccino che da il titolo alla canzone stessa. Un anno dopo “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” conquista l’Italia e non solo, diventando un vero e proprio inno all’amore, inteso in tutte le declinazioni possibili.
Safari, “Ora” e “Lorenzo 2015 CC”, sono gli ultimi tre lavori di un artista che rimane straordinario, dalla popolarità indelebile. 
Capace di passare dagli inni al disimpegno e al divertimento fine a stesso di inizio carriera, ad un’emancipazione musicale e culturale straordinaria, senza mai perdere di vista il ritmo, l’empatia musicale con il pubblico e quell’umiltà che è forse la vera forza trainante di questo nostro artista. La sua straordinaria visione dell’Amore contamina tante sue canzoni: un Amore in cui è la complicità a fare da motore.  In cui noia e fragilità del rapporto non vengono mai negate, ma servono a trovare le vie d’uscita per scappare dalla crisi e rilanciare la storia, d’Amore. 


Adozioni in Italia. Sembra facile! Ma...

Quanta fatica per essere genitori
Trafile, burocrazia, spese per riuscire a fare la cosa più bella del mondo
di Alessandra Mura - Slide

Quando una donna diventa mamma la sua vita cambia. Aumentano le gioie, le emozioni, l'amore, ma anche i pensieri, le responsabilità e le preoccupazioni. E oltre ad essere mamme si è anche compagne, mogli, lavoratrici, casalinghe, infermiere, autiste, cantastorie, regine del multitasking. La maternità assume mille significati e sfumature differenti, emozioni che non si sono mai provate prima. Sai di essere mamma quando pensi prima a tuo figlio poi a te. Diventi mamma quando tu sparisci e la priorità diventa qualcun altro, perché il frutto del tuo amore viene prima di ogni altra cosa. 


Però ci sono coppie che non possono avere figli e che li desiderano più di ogni altra cosa. Quanto è difficile oggi essere mamma? Quanta burocrazia c’è dietro un’adozione? A chi bisogna rivolgersi per cercare di adottare un bambino? Le adozioni sono nazionali o internazionali. Cosa cambia? Cerchiamo di fare il punto della situazione. Sembra che in italia ci siano tanti di quei passaggi da far venire i brividi e spesso anche far cambiare idea a chi si appresta a voler fare questo passo. La legge italiana prevede infatti che le coppie che lo desiderano presentino la domanda di adozione, valida per tre anni, non solo presso il tribunale per i minorenni della propria regione di residenza ma anche presso altre regioni purché abbiamo determinati requisiti. Innanzitutto essere sposati da almeno tre anni o dimostrare che la propria unione, tra matrimonio e convivenza, ha raggiunto tale durata;la differenza di età tra i genitori adottivi e il figlio non può essere inferiore ai 18 anni e superiore ai 45 anni per un coniuge e ai 55 per l’altro. Ci sono poi una serie di domande, documenti e carte che certificano le buone condizioni psico-fisiche dei coniugi e le loro disponibilità economiche. Come se non bastasse, può succedere, spiega una mamma che ha raccontato la sua esperienza, di “dover rifare tutte le pratiche da capo anche perché in tribunale dopo un paio di anni cambiano i giudici e la cosa più assurda è che sia richiesto anche il consenso dei propri genitori, ossia dei futuri nonni dei figli adottati”. La domanda è formulata su moduli normalmente forniti dalle cancellerie adozioni dei Tribunali per i Minorenni e va presentata in carta semplice. Ecco un elenco dei documenti necessari:
  • stato di famiglia;
  • certificato di nascita dei richiedenti;
  • dichiarazione di assenso all’adozione da parte dei genitori dei coniugi o in caso di decesso, il certificato di morte;
  • certificato del medico di base che attesti la buona salute di entrambi i coniugi;
  • modello 101 o 740 o busta paga;
  • certificato del Casellario giudiziale dei richiedenti;
  • dichiarazione che attesti lo stato di non separazione dei coniugi;
  • alcuni esami clinici (per attestare la buona salute complessiva dei futuri genitori) ;
  • certificazione di Sana costituzione psicofisica accertata da struttura pubblica, da cui risulti l’esclusione di affezioni TBC, veneree, cardiovascolari ed HIV.
Una verifica dei documenti è indispensabile dato che vi possono essere delle variazioni e va fatta presso la cancelleria adozioni dei tribunali per i minorenni presso cui si intende presentare la domanda. La domanda di adozione nazionale ha una validità di tre anni ed è rinnovabile alla sua scadenza. A questo punto il Tribunale dispone la verifica preventiva dei presupposti ed esegue gli accertamenti ritenuti necessari al fine di accertare e dichiarare l’idoneità della coppia che ha proposto la dichiarazione di disponibilità.
Una volta superato il passaggio della documentazione, il Tribunale per i Minorenni incarica i servizi sociali del compito di conoscere la coppia e di valutarne le potenzialità genitoriali raccogliendo informazioni sull’ambiente familiare, le motivazioni della domanda, nonché la situazione personale e sociale dei coniugi. I servizi sociali devono valutare le risorse, i limiti, le convinzioni, le attitudini degli aspiranti genitori, il desiderio di entrambi all’adozione, la loro situazione socio-economica.
Sono requisiti indispensabili per garantire al futuro figlio, tutto il benessere di cui ha bisogno. In questa fase è anche compito dei servizi sociali informare in modo corretto e completo gli aspiranti genitori adottivi sulle possibili criticità che l’adozione può comportare. La legge sull’adozione prevede che le indagini siano completate entro 120 giorni (in realtà possono essere prorogate una volta) dall’invio della documentazione relativa alla coppia da parte del Tribunale per i Minorenni che ha disposto l’accertamento dell’idoneità. Al termine del periodo di accertamento, i servizi devono redigere una relazione conclusiva che sarà inviata al Tribunale per i Minorenni di competenza. Durante l’indagine i Servizi, riscontrando dei problemi non insolubili, possono chiedere alla coppia di sospendere l’indagine per un breve periodo e riprenderla dopo alcuni mesi di riflessione.
Il Tribunale per i Minorenni esamina la relazione inviata dall’ente locale e convoca la coppia per uno o più colloqui. L’esito dei colloqui darà modo al Tribunale di stabilire l’idoneità della coppia all’adozione, oppure dispone ulteriori approfondimenti rinviando nuovamente i coniugi ai servizi. Come potete leggere da queste poche righe non è per niente semplice concretizzare questo sogno. Anche se sotto certi aspetti, il tempo è un valido aiuto per capire se proseguire verso la meta oppure lasciar perdere. I figli non sono un gioco, anzi, ti cambiano la vita e per questo motivo è giusto riflettere molto attentamente sul grande passo. Condividiamo con voi l’esperienza di una mamma che si firma Anna, che è riuscita ad adottare un neonato di appena pochi giorni.
Abbiamo superato i tre anni canonici della validità della nostra pratica dell’adozione nazionale e quindi abbiamo dovuto rinnovare la nostra richiesta. Dopo sei mesi dal rinnovo il Tribunale dei Minori ci ha chiamato. Siamo andati all’incontro positivi com’è nel nostro stile. Avrei accettato qualsiasi bambino, anche con piccoli problemi di salute, forte della presenza di mio marito che è medico. La giudice è stata molto gentile con noi a diversità della coppia assistente sociale e psicologa dell’ASL di cui ho un ricordo non propriamente felice. Ci ha parlato di una bimba nata prematura, di soli pochi giorni. “Ci faremo sentire” – questa frase ha smorzato un po’ il nostro entusiasmo all’incrociare altre due-tre coppie nella sala d’attesa, trepidanti come noi. “Ce ne faremo una ragione” – ci siamo detti e siamo partiti, destinazione Milano, a trovare un nostro caro amico approfittando della giornata di ferie. Non ancora sul treno, dopo appena quaranta minuti, una telefonata dal Tribunale ci avvisa che siamo stati scelti per quella bimba e che dovevamo presentarci dopo dieci giorni.
E’ impossibile descrivere lo stato d’animo del momento. Con i lacrimoni agli occhi e un’energia esplosiva che invadeva le nostre anime abbiamo consumato due ricariche per avvisare amici e parenti. Ma le emozioni non erano ancora finite: appena arrivati a Milano una nuova telefonata ci comunicava che i tempi erano stati anticipati e che la bimba potevamo averla già il giorno successivo. A questo non ero proprio preparata. Una mamma di solito ha nove mesi per organizzare l’evento, io neanche ventiquattrore! Trafelata, ho attivato una mia amica diventata mamma qualche anno prima. Al mio ritorno a casa c’era tutto pronto, dalla culla al vestiario e suppellettili vari come se un Angelo fosse passato di lì e avesse esaudito ogni mio desiderio. E’ inutile dire che con questa mia amica ho un rapporto speciale che si è saldato da questa sua dimostrazione di affetto in un momento tanto importante della mia vita.
Il giorno dopo, siamo arrivati emozionatissimi ai Servizi Sociali, camminando dietro ad una carrozzina ancora vuota. Abbiamo aspettato pochi minuti in una stanza piena di disegni colorati. Ed ecco, si apre la porta e arriva lei, piccolina piccolina in un vestitino rosso e bianco con scarpine da bebè abbinate. Era bellissima. La signora che la stava cullando me l’ha data in braccio e ….sono diventata mamma! Mia figlia era di una tranquillità serafica, mio marito ed io un po’ meno. La guardavamo con occhi languidi incantati.
Ora ha otto anni. E’ cresciuta e ha mantenuto i suoi lineamenti delicati. Da tempo ci chiede un fratellino così abbiamo fatto tutto il percorso per una seconda adozione nazionale. Sono passati cinque anni e non ci hanno ancora chiamati. Ormai ci siamo messi l’animo in pace e ci godiamo la nostra piccola meraviglia.
Per chi, come noi, desidera una famiglia numerosa e si ritrova con una sola figlia il pensiero di non averne altri rattrista un po’. Ma riconosciamo anche di essere stati molto fortunati perché tutto ciò che ci è successo ha dell’incredibile: ogni evento si è compiuto per condurci a lei. Alle coppie in attesa mi sento di dire di non demordere, di circondarsi e frequentare altre coppie adottive. La vicinanza di chi ci è già passato è stata per noi un grande sostegno.”