mercoledì 6 gennaio 2016

Il programma cult di mamma Rai Domenica In, compie 40 anni! DOMENICA IN

Festeggia con Maurizio Costanzo alla direzione. di Fabio Buffa Siamo entrati nel 2016, un anno da cui ci aspettiamo un segnale forte di ripresa economica e sociale dopo quasi un decennio di vacche magre, anzi magrissime. 


Un miglioramento, sotto questo profilo, gioverebbe anche ai nostri interessi, ai divertimenti, a ciò che consideriamo più frivolo ma non per questo inutile. Quindi  anche il mondo del costume (italiano) attende con trepidazione di tornare a ruggire. E, a proposito di costume, in questo nuovo anno si festeggiano i 40 anni di Domenica In, la trasmissione irremovibile e intramontabile che da due generazioni tiene tanti italiani (un tempo quasi tutti) incollati davanti alla TV per l’intero pomeriggio domenicale. Domenica In, che in tutti questi lustri ha cambiato pelle diverse volte, trasformandosi nel tentativo (non sempre riuscito) di seguire i cambiamenti della società, rappresenta la trasmissione fiume simbolo della “tivvù” nazionale, con tentativi di imitazione a volte riuscitissimi, altre volte meno, e altre ancora con risultati imbarazzanti.  Era l’inizio del 1976 e alla Rai qualcuno pensò che servisse una trasmissione fiume, domenicale, in cui gli italiani potessero sentirsi in “compagnia” dal primo pomeriggio alla sera. Non fu semplice decidere di “armarsi e partire” perché il rischio di un flop era grosso. Ma la concorrenza delle televisioni private non c’era ancora e la Rai poteva permettersi di provarci, di sperimentare. Così su Rai Uno il 3 ottobre 1976 andò in onda la prima puntata di Domenica In, con la durata di sei ore (più o meno dalle 14.00 alle 20.00), una vera e propria rivoluzione copernicana del piccolo schermo, considerando  che fino ad allora ogni programma durava al massimo un’ora.  Per un progetto del genere occorreva un conduttore esperto, amato e affermato, un “marinaio” della TV capace, al timone, di vincere anche le acque più agitate, degli ascolti e della critica. E chi meglio di Corrado poteva diventare protagonista di questo progetto? Corrando Mantoni tra l’altro inventò il nome della trasmissione, dando vita al così detto domenicanismo (il copyright è di Franca Valeri) che ancora oggi, seppur con sfaccettature molto diverse da allora, è presente nel costume del nostro paese. La peculiarità di Domenica In è che all’interno della trasmissione sono presenti vari sottoinsiemi di televisione, da qui nasce il nome di “programma contenitore”: famosissimo momento all’interno della trasmissione era Discoring, che dal 1977 al 1986 ha presentato tutte le novità musicali e i brani più ascoltati dai giovani, con ospiti in studio affiancati da un pubblico di teen agers. L’ultima edizione di Domenica In condotta da Corrado è quella della stagione 1978-79, dalla 1979-80 il timone se lo prende Pippo Baudo. La bravura di “Superpippo” fu quella di iniziare il proprio percorso rispettando e non stravolgendo il lavoro svolto dal grande Corrado, apportando cambiamenti ponderati, graduali e spalmati nel tempo.  Con Baudo, a Domenica In, partecipano Sandra Mondaini, Gigi Sabani e Memo Remigi. Vi sono gli esordi di Barbara D’Urso, Giucas Casella e del conduttore di Discoring (che andava a sostituire Gianni Boncompagni) Awanagana.  Sono gli anni delle polemiche, che coinvolgono Vasco Rossi e Leoplodo Mastelloni, che in un’Italia ancora troppo bigotta ruppero tabù considerati fino ad allora inviolabili. Così Domenica In crea dibattito, tra pro e contro, tra chi la considera un gioiello del costume italiano e chi la contesta definendola un baraccone conservatore al servizio dell’allora potentissima Democrazia Cristiana. E più si crea dibattito, più Domenica In sale a livello di ascolti, toccando cifre da record. Anche perché l’annessione di 90° minuto e la sinergia tra trasmissione e mondo del calcio la rende sempre più popolare.  Dalla metà degli anni ottanta Domenica In conosce il fenomeno della “contro programmazione”, da parte di Canale 5. A dire il vero i primi tre anni di Domenica In furono caratterizzati dal derby Rai con “L’Altra Domenica”, che andava in onda sul secondo canale, condotta da Renzo Arbore, con i vari Benigni, Luotto, Marenco, Bracardi eccetera. Ma la sfida gettata da Fininvest a metà degli anni ottanta fu tutta un’altra cosa. La rete di Silvio Berlusconi propose Buona Domenica, ma il fatto che Canale 5 non andasse in onda in diretta penalizzò la rete privata, permettendo così a Domenica In di proseguire senza troppi mal di pancia.  Anche se questi sono gli anni in cui la trasmissione fiume di Rai Uno si flette un po’ a livello di ascolti: qualcuno disse che la conduzione affidata allora a Mino Damato era troppo “giornalistica”, altri invece pensano che si fosse trattato solo di un cambiamento della società italiana non più disposta a trascorrere le domenica davanti alla TV.  Negli anni successivi a Domenica In si alternano Lino Banfi, Toto Cotugno, Roberto D’Agostino, Marisa Laurito, Edwige Fenech, Pupo, Benedicta e Brigitta Boccoli e Gigi Sabani. Nel 1991 torna poi Pippo Baudo, ma nel 1992 per la prima volta Buona Domenica di Canale 5 supera negli ascolti la trasmissione di Rai Uno. La coppia Cuccarini-Columbro e la diretta furono i veri cavalli di battaglia di Fininvest contro la Rai.  Il 1993 di Domenica In è quello dell’avvento di Mara Venier, che trovò un grande successo grazie anche ai collaboratori Luca Giurato e Gianpiero Galeazzi, che si rivelò non solo ottimo giornalista ma una  ironica “spalla” della conduttrice. Intanto si susseguono Jmmy Fontana, Orietta Berti e Don Mazzi. Dal 1995, nella domenica che segue il Festival di Sanremo, il contenitore pomeridiano viene trasmesso dal Teatro Ariston della città dei fiori, e diventa una sorta di riassunto di ciò che è stato il Festival.  Canale 5 non riesce più a superare Domenica In e nel 1997 il volante della trasmissione passa a Fabrizio Frizzi e ad Antonella Clerici. Si susseguono poi Magalli, Solenghi Carlo Conti e Amadeus, per lasciare posto al ritorno “in solitaria” di Mara Venier.  La sfida negli anni duemila tra Domenica In e Buona Domenica sono stati poi caratterizzati dalla polemica a distanza tra Paolo Bonolis e Antonio Ricci.  Gli ultimi dieci anni di Domenica In sono quelli caratterizzati dalla trasmissione a segmenti: il programma viene accorciato e all’interno sono presenti vari momenti in cui oltre allo spettacolo musicale e di intrattenimento, vengono proposti spazi di giornalismo, di politica, di spin-off e di attualità di vario genere.   Dal 2005 parte, per esempio, l’Arena di Giletti, che pian piano diventerà sempre più contenitore a sé. L’arrivo di Lorella Cuccarini ha certamente ridato vigore alla trasmissione.  L’edizione 2015-2016 è caratterizzata dalla conferma alla conduzione di Paola Perego, affiancata dal giornalista Salvo Sottile; ma la grande novità è che il direttore artistico è Maurizio Costanzo.