lunedì 21 dicembre 2015

PANAMA, vademecum dal nostro inviato Marco Pellegrini

a cura dell'inviato speciale Marco Pellegrini

Quando le persone pensano a Panamà generalmente lo ricordano per il canale di Panamà, costruito nel 1914,  forse per qualche lezione di storia dove hanno sentito parlare della rotta dell'oro spagnolo attravero l'istmo nel secolo XVI, o magari per il famoso pugile Roberto "mano de Piedra" Duran, l'olimpionico Irvin Saladino che vinse la gara di salto in lungo davanti ad un italiano, o per le tristi vicende legate al dittatore Noriega conosciuto anche come "faccia d'ananas"


Ma il Panamà moderno è degno di molta più attenzione.
Vorrei pertanto fare una premessa a questo primo appuntamento in occasione del quale cercherò di farvi conoscere Panamà, le sue splendide spiagge caraibiche e del pacifico, l'economia e le opportunità di business e di investimento, l'ecoturismo,  e come luogo ideale per ritirarsi e godersi gli anni di pensione, dicendo che sono venuto a Panamà per la prima volta il 22 gennaio del 1997, dapprima come turista, poi come residente.
Panamà è uno stato dell'America Centrale,  ha una superficie di poco superiore a 75.000 chilometri quadrati, (all'incirca come la Carolina del nord) la larghezza dell'istmo va dagli 80 ai 192 chilometri , ha poco più di  3.600.00 residenti, di cui quasi 2milioni si trovano nella capitale, Panamà city, ma si stima almeno altre 500 mila persone non registrate, che vivono a Panamà come "turisti".  La repubblica di Panamà è sempre stata divisa in 9 province, l'equivalente delle nostre regioni, e di recente è stata costituita la decima provincia che comprende l'area che inizia immediatamente dopo il ponte delle Americhe, il ponte più vecchio costruito all'imboccatura del canale sul lato pacifico, fino ad arrivare alle prime spiagge del pacifico che distanto 80 km dalla capitale, e le più conosciute sono Punta Chame, Playa Gorgona, Coronado, Punta Barco, Costa Esmeralda, San Carlos.
L'aeroporto principale è quello di Tocumen, a circa 18 km dal centro, dove arrivano quotidianamente e direttamente dall'Europa i voli di Airfrance da Parigi, Klm da Amsterdam, Iberia da Madrid, Tap da Lisbona  e da marzo 2016 anche Luftansa da Francorte.
A Panamà si può incontrare di tutto, luoghi montagnosi e cime di quasi 3mila metri, spiagge di acqua cristallina, le diverse ed incantevoli tribù indigene come gli indio Kunas, che vivono nell'arcipelago di San Blas, nel caraibi, e  le cui donne si possono vedere facilmente anche in città dove, nelle zone turistiche vendono le "molas" tessuti stratificati variopinti ideali per borse, cuscini, maglie ed altri accessori, o gli indio Emberà ed altre tribù.
L'istmo di Panamà ha una economia molto forte e stabile grazie al dollaro americano,  che viene chiamato Balboa, un centro bancario prospero, leggi ed incentivi per le imprese ed una metropoli moderna.
Il clima di Panamà è tropicale, con temperature che variano tra i 25 ed i 32 gradi centigradi, ed ha due stagioni, la secca nei mesi da dicembre a maggio, e la piovosa il restante periodo, dove l'umidità in quel periodo supera il 90%.
La lingua ufficiale è lo spagnolo, ma l'inglese si parla e si intende tranquillamente in capitale ed in tutte le aree turistiche.
La moneta ufficiale è il dollaro statunitense, chiamato Balboa; il balboa in realtà non esiste, ma vengono coniati il mezzo balboa, una moneta di grandi dimensioni con l'effige dell'esploratore Vasco Nunez de Balboa, che ha scoperto l'oceano pacifico, e le altre frazioni del dollaro, i 5, 10 e 25 centesimi.
Un turista italiano può entrare a Panama senza alcun visto, e può soggiornare fino ad un periodo di 6 mesi, dopo di che deve uscire, ma può anche rientrare subito, ad esempio è sufficiente andare in Costarica, timbrare il passaporto e rientrare ed automaticamente può soggiornare altri 6 mesi, e cosi via, per questa ragione che molti stranieri residenti nel paese non sono censiti ufficialmente. Con la patente italiana si può guidare per un periodo massimo di 90 giorni.
Panamà è il paese dell'America Latina con  il più basso indice di delinquenza, ha un moderno sistema di trasporto di autobus ed una nuovissima metropolitana inaugurata da un anno, lunga 14 chilometri, per quanto riguarda la prima tratta, ma è già in costruzione la seconda tratta, che consentirà di trasportare oltre 200mila persone al giorno da un estremo all'altro della città
Panamà ha tanti moderni ospitali come l'Hospital Nacional, una bella clinica privata di proprietà della famiglia  italiana Medrano,  la Clinica Paitilla, la San Fernando e tanti altri.
Panamà city sono tre citta in una, la moderna metropoli, sorta negli ultimi 20 anni, con modernissimi grattacieli alti fino a 90 piani, che si affacciano sulla baia di Panama, la seconda città è quella coloniale chiamata "Casco Antiguo" anch'essa affacciata sulla baia,  recentemente e splendidamente restaurata, che si può percorrere tranquillamente a piedi, ha diverse chiese, ristoranti e bar,  musei, ed una bella passeggiata ricoperta di bouganville,  sul lungomare,  dove acquistare souvenir ed il famoso cappello Panama, e si può ammirare tra le altre cose il "palacio de la Garzas" ossia la presidenza della Repubblica. Poi vi è "Panama viejo" la citta vecchia, dove ci sono le rovine ed i resti della città distrutta dal pirata Morgan nel 1671, ed anch'essa merita di essere visitata.
Ma sicuramente la prima cosa da vedere all'arrivo a Panamà è il canale interoceanico, un capolavoro di ingeniera, inaugurato nel 1914, dal 1964 funziona ininterrottamente 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, e dal quale transitano non meno di 30 imbarcazioni al giorno, con pedaggi che oscillano da 50mila ai 250 mila dollari. Il tempo del transito è di circa 8 ore, le navi non v
Le tre opzioni per i turisti di visitare il Canale ed osservare l' ampliamento al quale hanno partecipato prestigiose imprese italiane come Impregilo, Mapei e la Micoperi di Ravenna
sono: il centro di osservazione di "Agua Clara" che porta il nome della chiusa costruita in seguito all'ampliamento (prima di esso le chiuse erano 3, Miraflores, Pedro Miguel dal lato pacifico, e Gatun sul lato atlantico) dal quale si può apprezzare come sta prendendo forma la grandiosa opera, ed i visitatori possono godere di una vista privilegiata
la seconda opzione è il centro di visitatori di Miraflores, che include anche un teatro in 3d dove si può fare un giro virtuale del canale. Le ampie piattaforme per osservare le chiuse, il ristorante gourmet, il museo, ed il negozio di souvenir, fanno di Miraflores uno dei luoghi più visitati del paese.
La terza opzione è quella di attraversare il canale, come una piccola crocera. La partenza è sempre la mattina dalla Marina di Flamenco, a bordo della Pacific Queen dove una guida bilingue commenterà tutto il tragitto, che può essere parziale, attraversando le prime 2 chiuse, o completo arrivando fino alla chiusa di Gatun sul lato atlantico, ed all'arrivo un confortevole pullman riaccompagna i turisti al punto dal quale si era partiti la mattina.
Nel mese di novembre Panama, nei giorni 3,4,5, 10 e 28 festeggia le "Feste Patrie" Subito dopo la festività di tutti i Santi e la commemorazione dei Defunti, viene il 3 novembre, in cui si festeggia la separazione e l'indipendenza dalla Colombia avvenuta nel 1903. Per molti è un giorno di riposo, ma per altri è un giorno di cultura locale, con concerti, balli e sfilate, parate e bande musicali nelle quali prendono parte bambini  dei vari istituti pubblici e private, ed adulti, forze di polizia, pompieri marciando, ballando  o suonando uno strumento,  per diversi km sotto il sole o la pioggia,  preparandosi e praticando diversi mesi durante l'anno per questo evento, confezionando abiti militari  e sfilando con l'abito tipico panamense (femminile) chiamato "Pollera" Le sfilate si tengono nella avenida Balboa, che è una ampia strada a 10 corsie, che costeggia il lungomare di Panama, lunga circa 4 km confluendo nella "cinta costera" che finisce per circumnavigare la città coloniale.
Il 4 novembre è il giorno in cui è stata presentata la bandiera nazionale composta da 4 rettangoli, uno rosso, uno blu, e due bianchi ciascuno con una stella, ed il 5 novembre è il giorno in cui viene confermata la separazione dalla Colombia,  allontanando il battaglione colombiano che si stava avvicinando a Colon (Colombo, la seconda città più importante, sul lato atlantico)  
il 10 novembre si ricorda il primo "grido di indipendenza" da parte di Rufina Alfaro, a Villa de los Santos, una delle province di Panamà
Infine il 28 novembre del 1821 è il giorno in cui è avvenuta l'indipendenza di Panamà dalla Spagna.  Tutte queste giornate pertanto sono giornate festive, in cui le scuole e tutte le imprese pubbliche, banche ed uffici,e molte imprese private, rimangono chiuse.
Una data importante per Panamà,  in tempi più recenti è stata il 31 dicembre del 1999, quando il Canale di Panamà costruito dagli americani, grazie al trattato "Torrijos Carter" che avvenne tra il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter ed il presidente di Panamà Omar Torrijos, è diventato di proprietà del governo panamense. Da quella data storica il canale viene amministrato dal governo Panamense, generando un importante ingresso per il paese, e gli americani hanno tolto tutte le basi militari presenti nel paese, e tutte le aree americane si sono convertiti in territorio Panamense, ma di questo e di tanti altri argomenti, ne parleremo nel prossimo numero.

Intervista a MELITA TONIOLO

Nei panni di una bellissima e bravissima cantante... cosa ti ha spinto a fare  questo debutto ? L'amicizia con Matteo Brancaleoni un bravissimo cantante oltre che professionista! Mi ha sentito cantare durante le nostre serate di baldoria ed è rimasto colpito dalla mia voce, da li è nata l’idea di coinvolgermi nel suo nuovo disco.


Il canto, la musica in generale,  che ruolo ha avuto nella sua vita?  Da piccola guardavo le opere liriche perche' mi piacevano molto e intonavo sempre qualcosa, io ho una voce molto lirica...ora ovviamente lo faccio per divertirmi. pero' la musica sarà sempre una parte fondamentale per la mia vita. Ogni canzone ha la sua storia.
C'è stato qualcuno che l'ha spinta in questa avventura? No. Matteo me lo ha chiesto ed io con entusiasmo ho accettato perchè con lui mi sento veramente a mio agio. È un grande professionista, sapevo che non mi avrebbe fatto fare brutte figure e che se non fossi andata bene, me lo avrebbe detto!
Cosa è cambiato dai tempi del Grande fratello? Chi è Melita oggi? Oggi Melita ha 8 anni in piu' ed e' completamente diversa, piu’ razionale piu' serena e piu' tranquilla!

Quali saranno le prossime tappe in tv o sui palcoscenici? Tra pochissimo saro' a Gardaland con  il mio fidanzato Andrea (Pistillo) dove staremo 1 mese a fare degli spettacoli natalizi. Questa la trama del nostro spettacolo: Una famigliola coloratissima varca la soglia  del magico mondo di Gardaland per trascorrere una giornata natalizia diversa dal solito.. Protagonisti di questo eccentrico spettacolo completamente visuale, ricco di musiche ed effetti sonori il fantasista Pistillo di Colorado e la show-girl Melita Toniolo. Nel 2016 ricomincerò il mio spettacolo teatrale con Lorenzo Branchetti dal titolo “9 mesi e 1 giorno” di cui voi avete già parlato.


Ha scritto qualche testo o ha interpretato vocalmente? Ho solamente interpretato una canzone di Mina


Quanto di Melita c'è nel disco. Io canto solamente quella canzone insieme a Renzo Arbore, poi sono la protagonista del video di THIS IS MY LIFE (LA VITA) feat. FABRIZIO BOSSO - STARRING MELITA TONIOLO https://www.youtube.com/watch?v=va2aR5ZFmGA

Quale artista le è stato più vicino in questo nuovo percorso?
Proprio Matteo Brancaleoni...un artista d'eccezione!
Un saluto ai suoi fan, lettori di Slide. Un bacione a tutti quanti!!!!


Andrea Agresti, Iena per sempre? da Sergente di Ferro a dolcissimo papà

di Alessandra Mura – Direttore News


Se mi piange un figliolo devo scappare cari amici di Slide.. E’ così che è iniziata la mia intervista ad Andrea Agresti, famosa Iena dagli occhi di ghiaccio. Il programma “Le Iene” su Italia 1 lo ha consacrato al pubblico. Ma Andrea Agresti è vent’anni che fa televisione. La fa secondo un modo tutto suo di arrivare alle persone, senza tecnicismi o costruzioni, lui è davvero così, un fiume di risate e di parole. Bello, affascinante, neo papà di due gemellini splendidi come la mamma diremo noi, ma lui sa che scherziamo. Oggi Andrea è un uomo felice, che ha dovuto abbandonare Pistoia, luogo dove è nato e cresciuto, per crescere professionalmente nella Milano televisiva.



Andrea Agresti, sei diventato Iena. Com’è successo?
In realtà appartenevo al mondo televisivo già da vent’anni. Nel 2000 avevo lavorato con Striscia la notizia, poi con Carlo Conti su Rai 1, facevo gavetta insomma. Dodici anni fa è iniziata l’avventura con le Iene. Davide Parenti riconobbe il mio talento e mi invitò a fare un tentativo per il programma. Due servizi girati e montati mandati a lui,e fu da subito un successo. Da quel momento entrai a lavorare nel gruppo delle Iene.
Quale servizio girato alle Iene ti ricordi particolarmente?
I servizi sono figli del tempo che fu, è un po’ come una canzone, i Duran Duran negli anni ‘80 non avrebbero gli stessi ascolti oggi. Io ho sempre lavorato con una fortissima sensibilità, ogni servizio è nato dalla mia creatività, e l’ho sempre realizzato pensando che la gente, qualsiasi tema si affronti debba divertirsi, sorridere e prendere la vita un po’ con ironia, altrimenti diventa troppo dura e problematica. E poi si sa, i problemi ti schiacciano.
Raccontaci meglio come funziona la realizzazione di un servizio.
Raccontaci meglio come funziona la realizzazione di un servizio.
Le iene funzionano a coppie. Se devo fare un servizio comico, lo faccio con un autore che confeziona servizi comici, la iena e l’autore registrano, montano, e lavorano insieme, quello che vedete è il prodotto finito che esce fuori da due teste. Io lavoro con vari autori anche se normalmente il mio autore di riferimento è Claudio Bongiovanni.

La tua vita quotidiana è cambiata da quando sei una Iena?
Si, anche se lavorando sempre in ambito televisivo, aveva già modificato la mia realtà quotidiana. Già dal ‘93 avevo capito che mi interessava quel mondo. Ho iniziato con Rtv38, facevo l’inviato d’assalto. Quando sono diventato iena è cambiato solo il vestito in realtà, facevo questo genere di lavoro anche ai tempi di Uffici reclami su Rtv38 nel’ 97. Io ho sempre lavorato con le idee. Nel ‘93 lavoravo in radio, e quando parlavo con la gente, era come mi trovassi insieme a loro, non mettevo quasi mai musica, volevo abituarmi a parlare e a trovare spunti, argomenti, risate in continuazione, un po’ come fa un presentatore in tv.
Quella che è intesa la prima svolta, te la ricordi?
Nel ‘97 ho fatto una sperimentazione mia a San Remo, ho registrato uno speciale mio di 40 minuti e l’ho inviato alle tv toscane. E’ piaciuto tantissimo, e quella è stata la mia fortuna. Ero andato al Festival senza essere inviato. Presi tutti gli artisti uno per uno, entrando nei loro camerini, roba da essere buttato fuori a calci nel sedere. Mi ricordo che entrai nel camerino di Mino Reitano e riuscì a farmi invitare da lui, nemmeno gli inviati Rai potevano entrare. L’unica emittente che non mandò in onda il mio servizio era Tv38, che però, mi contattò subito e mi disse se volevo lavorare per loro. E fu così che iniziai con un programma “Per la Strada Vincenzo”, la mia prima trasmissione durata due stagioni.
In che cosa consisteva?
Andavo in giro a fare ciò che oggi faccio con le iene. Andavo a raccogliere testimonianze, lamentele e malcontento per la strada e allo stesso tempo interrogavo sulle possibili soluzioni i politici locali. Mi sentivo un po’ il paladino della giustizia. Ho trascorso stagioni molto intense, in otto anni ho fatto un valanga di servizi.
E' già tanto che fai tv quindi.
Non ho l’ambizione di diventare il Pippo Baudo nazionale, non voglio restare davanti alle telecamere fino a 95 mila anni. Ho sempre fatto ciò che mi è parso, e con le Iene, riesco a tirar fuori la mia creatività. C’è un capo a cui fare riferimento sempre e comunque, ma ho sempre avuto carta bianca, è bello sapere che si fidano del tuo lavoro e lo apprezzano.
La tua carriera è iniziata con la radio vero?
Avevo diciannove anni e dovevo mantenermi agli studi. Così trovai un posticino in radio e ho imparato a parlare con gli ascoltatori. Facevo i miei programmi a Emme Radio e Radio sorriso. Ora non esiste più fare gavetta in radio locali. Per altro queste radio sono state assorbite dai grandi network. Se vuoi vedere il tramonto devi andare verso ovest. Così, volendo intraprendere la carriera televisiva ho dovuto spostare armi e bagagli da Pistoia a Milano.
Vorresti fare un programma tutto tuo?
Io ci sto talmente bene alle Iene che non ho mai pensato di fare programmi miei. Non mi sta stretto l’inviato all’interno del panorama televisivo. Le Iene soddisfano le mie esigenze, sia caratteriali che lavorative.
C’è differenza tra Andrea nella vita normale e la Iena Andrea?
Io sono sempre me stesso, avere una doppia personalità è difficile da gestire. E’ bello riuscire ad essere sempre se stessi anche quando sei davanti a milioni di telespettatori. Spesso non è così, si tenta di crearsi un personaggio, un po come fanno gli attori comici. Nella vita privata la maggior parte sono esattamente l’opposto di ciò che vediamo sulla scena.
E’ facile coniugare la vita privata con un lavoro come quello televisivo?
E certo che non è facile, il tempo non lo possiamo moltiplicare, però chi sta con me, sa incastrarsi bene con la mia vita. Poi ho appena avuto un regalo bellissimo, due gemelli che ora hanno due mesi. Togliere tempo alla vita privata lo puoi fare solo se hai una persona meravigliosa che comprende tutto. La mia compagna è una persona con grande equilibrio, anche quello che non ho io e riusciamo a coniugare tutte le nostra esigenze. I piccoli hanno più esigenze di me ora, ma bisogna crescere, dare importanza alle cose e toglierne a delle altre. In questo momento ad esempio continuo a fare servizi ma non posso andare troppo lontano perché se c’è un problema familiare io devo rientrare in tempo molto breve.
Se ti dicessero “Quale programma ti piacerebbe condurre, oggi cosa diresti?”
Se mi dessero da condurre un game show subitissimo, è il modo di presentare che si addice a me, ma se mi propongono invece un talk, mi farei “due palle”, non fa per me! Mi rompo le palle in una maniera incredibile, mi annoiano in maniera assurda. Io amo nella televisione la leggerezza. Quando guardo la televisione, io voglio rilassarmi. Sai, si stacca da una giornata lavorativa pesante e ci si rilassa guardando la televisione. Dunque, si deve ridere, scherzare, rilassarsi. La tv serve per questo, e vedo tutte cose che mi fanno star bene. Mi piacciono le serie tv, le trasmissioni ad esempio non le guardo, mi sembra di essere a lavoro. Invece i game show mi divertono. Conducevo le edizioni di Miss Italia per la Toscana e l’Umbria, io conducevo non come una serata ma come una cabaret, il protagonista ero io non le ragazze, ed è un modo di sdrammatizzare e di vivere il programma in maniera leggera e spensierata.
Ultima domanda un po cattiva. Sei in ascensore, e si blocca all’improvviso e rimani 12 ore bloccato. Chi vorresti che ci fosse li dentro con te?
Se fosse per supporto vorrei con me il mio collega Filippo Roma, perché con lui siamo non solo colleghi ma anche molto amici nella vita reale, è sempre un enorme piacere stare con lui. Se invece dovessi scegliere chi far soffrire insieme a me in questa avventura terribile… eh, ce ne sarebbero di persone da far spaventare, non finirei più. “Grazie agli amici di Slide, un abbraccio a tutti”






“Umami Food Academy” a Latina

Fare della cucina, un professione. Nasce una scuola all'avanguardia
“Umami Food Academy”

Apre a Latina una nuova realtà in cucina a livello professionale
A cura della redazione



L'idea nasce dall’esperienza maturata, in ambiti differenti, dalle due donne anime di questa nuova realtà che nasce un po’ per gioco e un po’ per sfida. Una chef e una sommelier, alla ricerca dell’abbinamento perfetto tra cibo e vino, hanno la voglia di sperimentarsi già dal nome scelto per la scuola stessa. “Umami” è il quinto gusto che siamo in grado di percepire scoperto dopo i più conosciuti dolce, salato, acido e amaro. Si distingue marcatamente dagli altri quattro ed è un concetto relativamente nuovo per il mondo occidentale, completamente indipendente, è un elemento indispensabile per il nostro apprezzamento del cibo. Ma conosciamo meglio le due fondatrici.
Sara Gnoli, nata in Romagna in una famiglia di albergatori e ristoratori, è figlia d'arte. Dopo studi umanistici decide che il suo mestiere è la cucina, apre il suo primo ristorante a 19 anni e da allora non ha mai smesso si studiare, sperimentare, costruire in cucina. Da 10 anni alterna il lavoro nelle cucine alla formazione professionale, in qualità di docente per istituti di formazione sia pubblici che privati. È anche consulente per aziende di settore, formazione ed aggiornamento personale sala e cucina, si occupa di nutriceutica applicata alla ristorazione, eventi aziendali quali team building, collabora con diverse riviste di settore, fa ricerca storica in ambito agroalimentare, scrive e conduce un programma radio sulla cucina ed il corretto utilizzo dei prodotti del nostro territorio.
Tiziana Marrone. L’amore per la cucina è nel DNA con una mamma che cucina tutti i giorni preparando qualsiasi cosa rigorosamente fatta in casa con prodotti del proprio orto. Laurea in economia e un’esperienza di quindici anni a capo di un’agenzia di pubblicità e organizzazione eventi senza mai tralasciare quello che è la sua naturale predisposizione al ruolo da commerciale per grandi aziende della GDO. Piena di energie e fucina d’idee ha da sempre avuto mille interessi e in ognuno ha sempre dato il massimo, cercando la specializzazione in ogni cosa che decidesse di fare, fino ad arrivare al mondo del vino. Uno dei pochi piaceri cui non rinunciare mai, un buon bicchiere di vino accompagnato ad un invitante piatto, e da qui nasce questo progetto di scuola in un campo che tanto la appassiona. Il percorso formativo avrà luogo presso la struttura di Latina Formazione Lavoro con la sua sede operativa in Via Epitaffio km 4,2 a Latina ed è di quelle sedi da sogno per ogni allievo in cui si trovano tutte le attrezzature necessarie allo svolgimento delle lezioni. La struttura dispone di due laboratori di cucina professionale con strumenti di cottura e conservazione di ultima generazione, un laboratorio pasticceria, una sala ristorazione da 100 coperti, un laboratorio di pizzeria con forno da pizzeria, un laboratorio bar, una sala degustazione, una sala studio. Gli spogliatoi sono presenti e funzionanti, per il massimo comfort degli studenti.

Cosa propone la scuola?
Corsi per ragazzi che vogliono intraprendere la via della cucina come professione, Corsi per adulti, Corsi per addetti ai lavori.
I corsi hanno l’obiettivo di formare nuovi professionisti nel mondo della ristorazione e non solo e sono rivolti a tutti quelli che hanno voglia di apprendere conoscenze e tecniche fondamentali in questo settore. I destinatari non sono solo i diplomati in questo campo, ma anche persone spinte da una grande passione che desiderano inseguire il sogno della cucina come professione seguendo un percorso di formazione idoneo. Le classi sono formate da un numero non elevato di studenti, in modo da poter essere seguiti al meglio dagli chef e dal coordinamento didattico. Al termine del corso verrà sostenuto un esame con commissione interna ed esterna , e rilasciato un attestato. Un percorso di qualità che garantisce l’accesso al mondo del lavoro anche attraverso stage con ristoranti e strutture della Provincia di Latina. Lo staff della scuola è composto da chef, esperti e professionisti di ogni singola materia.
Umami Food Academy” è la volontà di offrire un percorso di formazione professionale di ottimo livello e dalla didattica innovativa, per far sviluppare ai nostri studenti anche quelle "competenze trasversali" così richieste nel mondo delle cucine di oggi: lingue straniere, haccp, capacità di relazione e lavoro di squadra, conoscenza delle basi di chimica e fisica degli alimenti, nutrizione, abbinamento cibo vino, e tanta, tantissima tecnica di cucina. Umani è anche la volontà di creare lavoro ed occupazione giovanile e reinserimento al lavoro in un territorio meraviglioso e pieno di potenziale come quello agropontino, ma ancora per molti versi difficile. Grazie all'esperienza dei formatori, il concept intende istituire una borsa di studio per ogni corso, da destinare a persone dalle varie problematiche, sia socio culturali che economiche, con un particolare riguardo alle giovani donne in difficoltà. Un luogo dove, infine, tornare a credere nel futuro e nella propria passione, ritrovandosi tra le mani un mestiere vero e spendibile, poter iniziare a progettare il domani.


Umami food academy......taste your future!

Intervista a Maria Malandrucco, Miss Reginetta d'Italia 2015

MARIA MALANDRUCCO,
Miss Reginetta d'Italia 2015Scelta tra oltre 3000 candidate, ha diciassette anni e viene da Frosinone.
Miss Reginetta d'Italia è stato sicuramente un esempio di bellezza, ma non solo, anche una voglia di lasciare emergere amicizie, buone intenzioni e rispetto per gli altri. Oltre ciò, il Patron Devis Paganelli quest'anno, ha voluto lanciare un messaggio sociale con la campagna "BALLO ma non mi SBALLO", con una serata organizzata a Riccione, dove le miss hanno potuto divertirsi, dimostrando che si può fare senza alcol. Dopo 110 tappe, 3000 candidate, oltre 500.000 contatti generati in 5 giorni, le 32 finaliste nazionali, si sono ritrovate sulla passerella dell'Altromondo Studios, per assistere alla premiazione della bellissima Maria Malandrucco, 17 enne di Frosinone, che oggi ci parla dei propri sogni e dell'emozione che ha provato durante la premiazione,  ma non solo. Scoperta dal Talent Scout e Conduttore televisivo Gianluca Nasi, la vincitrice si racconta a Slide.



Maria Malandrucco, cosa consigli alle ragazze che si avvicinano a Miss Reginetta d'Italia?
Consiglio alle ragazze che si avvicinano a Miss Reginetta di divertirsi prima di tutto e di provare e riprovare a partecipare. Ritengo che il termine "bellezza" sia sinonimo di semplicità,non esiste la ragazza perfetta;la bellezza è soggettiva e non è mai l'abito a fare il monaco. Ho già partecipato a questo concorso e avevo appena 16 anni, mi sono trovata bene, sono cresciuta e non ho mai smesso di sognare!
Il suo sogno da bambina e il tuo sogno di oggi?
Da bambina avrei voluto fare l'insegnante nelle scuole dell'infanzia,il sogno attuale lo sto vivendo in questo preciso istante.
Miss Reginetta d'Italia può essere un momento in cui si lanciano messaggi sociali?
Certamente, proprio in questa ultima edizione, insieme a tutte le ragazze di Miss Reginetta, abbiamo ribadito con forza, in una delle serate trascorse a Riccione,il NO allo "sballo", proprio in occasione dei recenti fatti di cronaca che hanno visto giovani ragazzi perdere la vita per eccessi e abusi di alcool e droga;abbiamo sottolineato come ci si possa divertire e svagare anche senza esagerare.
Hai vinto un anno di scuola di cinema alla scuola Immagina di Firenze del regista Giuseppe Ferlito. E' un premio importante che potrà formarti a possibili ingaggi nel cinema. 
Fin da piccola mi divertivo a raccontare le mie esperienze scolastiche e quotidiane alla mia famiglia, il più delle volte riuscivo a farlo con ironia e avevo un'interpretazione pazzesca; molte persone mi dissero che diventare attrice era quello che faceva per me,ho già girato una fiction a livello accademico ed è un lavoro che mi diverte molto, lo sento mio!

Quando sei stata eletta, sei scoppiata in un pianto di gioia, durato oltre dieci minuti, parlaci di quei momenti.
Premetto che ho pensato spesso a quel momento prima di viverlo, mi ritengo una ragazza solare, molto forte e con una sensibilità nascosta. Scoppiare in lacrime era l'unica cosa che avrei pensato di non riuscire a fare, ma l'emozione, i battiti del cuore, le vittorie precedenti prima di arrivare lì, l'adrenalina, la gioia,l a felicità e altre sensazioni che ancora oggi non riesco a spiegarmi sono esplose dentro di me nel momento in cui ho sentito Gianluca Nasi, il presentatore nominare il mio nome. Non sono riuscita a trattenermi!
Racconta la tua giornata tipo, passata alla finalissima.
Era il 10 Settembre 2015, ho aperto la finestra per prendere una boccata d'aria fresca, mi sono vestita e truccata,poi sono scesa con le mie compagne di stanza per fare colazione. Siamo rimaste in hotel con Pina Li Petri,la psicologa del concorso che si curava del nostro benessere fisico e psicologico; con lei abbiamo fatto training autogeno, dove tutte noi concorrenti, ad occhi chiusi  dovevamo immaginarci la finale della sera stessa. Avevo il sorriso sulle labbra durante il training e pensavo che fossi stata talmente contenta se avessi vinto che non sarei riuscita a tirar giù neanche una lacrima. Durante il primo pomeriggio siamo state trasferite alla discoteca "Altro Mondo Studios", seguito da una lunga giornata di prove fino ad arrivare al momento più emozionante, quello della finalissima.
Raccontaci ora, la giornata tipo, che immagini per il tuo futuro, che sia vicina al tuo sogno nel cassetto.
Per il futuro, immagino di alzarmi la mattina insieme a dei colleghi di un famoso set cinematografico, lavorare durante il giorno, arrivare la sera e cominciare la stessa routine il giorno dopo; poi avere un periodo di ferie da passare con i miei cari, magari farmi qualche vacanza e tornare a lavorare, produrre e guadagnare. Ma ora devo lasciarvi, mi aspetta un casting con il regista Giuseppe Ferlito! Un saluto a tutti i lettori di Slide e a tutti coloro che numerosissimi mi seguono con affetto.


Le nuove droghe più diffuse tra i ragazzi

Report shock

Di cosa ti fai?

di Alessandra Mura - Direttore News

54 mila ragazzi oggi fanno uso di droghe. Sostanze proibite e letali che circolano dappertutto e che si riescono a comprare con pochi euro. La preoccupazione delle famiglie e l’attenzione della società non basta. Il drogato non è, come 20 anni fa, l’emarginato o colui che ha problemi esistenziali. E’ il bravo ragazzo, quello insospettabile che vuole andare a mille all’ora e cerca un aiuto. Fa figo, fa personaggio, fa “tresh”. Secondo gli ultimi dati dell’ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), raccolti per l’Italia dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, c’è da aver paura: fra i 15 e i 19 anni sta crescendo il numero di chi consuma abitualmente allucinogeni e stimolanti e soprattutto quello di chi assume sostanze psicoattive. Questi ragazzi, nella stragrande maggioranza dei casi, non sanno nemmeno cosa stanno ingoiando. Vediamo nel dettaglio quali sono le sostanze killer


Il mondo dello sballo sta cambiando. Le sostanze killer sono ovunque e ogni giorno sono diverse. Girano in qualsiasi ambiente, sono miscugli letali spesso tagliati male e venduti a pochi euro. Un giro di soldi incredibile che cresce sulle ingenuità dei ragazzi, si alimenta con l’insicurezza, prende piede laddove manca informazione, dove “fa figo se ti fai”. Ma ti fai di cosa? I ragazzi spesso non lo sanno. Assumono sostanze per trovare sballo, per viaggiare a mille senza pensare alle conseguenze. 54 mila ragazzi, stando alle stime, si fanno “alla cieca”: per uno su quattro prendere una pasticca o bere un liquido di cui si ignora il contenuto è la prassi e non consola che in oltre la metà dei casi si tratti di un miscuglio di erbe ignote, visto che non pochi prodotti “naturali” fanno male. «È difficile fare l’identikit di questi ragazzi — ammette Sabrina Molinaro, dell’Ifc-CNR, responsabile dello studio —. Vanno bene a scuola, non fanno assenze e non arrivano da uno specifico ceto sociale: sono più spesso maschi vicini alla maggiore età, in media hanno meno interessi rispetto agli altri, ma non c’è nulla che possa aiutare davvero a intercettarli. Tanti mixano la pillola nuova di cui non si sa nulla con altre sostanze: il poli-abuso è sempre più comune, in sostanza molti prendono quel che trovano”. Ma non sono solo i giovanissimi a preoccupare. Le nuove droghe killer girano in qualsiasi ambiente e trovano terreno fertile laddove lo sballo diventa uno status symbol. “Se non ti fai, non sei e non appartieni”. Per altro, vittime del fenomeno del bullismo, molti ragazzi si “fanno” per non essere esclusi dal gruppo.

Esistono circa 470 nuove sostanze psicoattive, in continuo aumento e per tutti i gusti. Il nome che gli danno inganna: queste droghe agiscono sul sistema nervoso, ma sono tossiche anche per altri organi. I cannabinoidi sintetici, ad esempio, hanno effetti più simili alla cocaina e aumentano molto il rischio di eventi cardiovascolari devastanti». Crisi ipertensive, tachicardia e veri e propri infarti hanno portato perfino a decessi e non mancano conseguenze negative sui reni, sul fegato e sull’apparato gastrointestinale. Se poi i dosaggi non sono controllati, ecco che accade l’irreparabile.

L’azione sul sistema nervoso può essere devastante, come spiega Gaetano Di Chiara, farmacologo dell’Università di Cagliari: «Le nuove sostanze di sintesi sono molto potenti, costano poco e vengono assunte a dosaggi incontrollati. Gli effetti sono perciò in parte imprevedibili, di certo rovinosi: si va dai sintomi simil-eroina con arresto respiratorio di alcuni derivati di narcotici analgesici, all’estrema aggressività dopo l’uso di analoghi delle vecchie amfetamine, ma molto più forti. I rischi maggiori si hanno con sostanze psicostimolanti come i cannabinoidi sintetici, che provocano disturbi dell’umore, depressione, mania e sono associati a un’alta probabilità di sindrome schizoide: in pratica, si resta allucinati per giorni e compare una psicosi da cui non si torna più indietro. Senza contare che molte di queste sostanze possono provocare dipendenza». «Soprattutto nei ragazzi giovani, in cui il cervello è ancora in fase di sviluppo, le droghe psicoattive possono alterare i circuiti cerebrali — dice Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale del Fatebenefratelli-Oftalmico di Milano —. Questo favorisce l’esordio di disturbi mentali, portando a galla una predisposizione o provocandoli di per sé. E non dimentichiamo i rischi connessi alla perdita del senso del pericolo mentre si è sotto l’effetto delle droghe, che porta a una maggior probabilità di incidenti di ogni tipo».

A fare concorrenza all'ecstasy è il boom delle nuove droghe sintetiche, acquistate online o prodotte in casa. Le reali conseguenze ancora non si conoscono fino in fondo ma, quando non si muore, le subisce il cervello. C’è ancora un mondo da scoprire nelle droghe, soprattutto in molte sostanze che non vengono cercate nei test ma che in realtà danneggiano come e quanto quelle “ufficialmente conosciute”. Ci sono 500 molecole di droghe sintetiche scoperte fino a oggi e che sfuggono, nella quasi totalità, sia al contrasto delle forze dell'ordine che ai test medici.  "Ci sono sostanze come i catinoni che danno gli stessi effetti della cocaina ma non vengono cercati nei test - sottolinea Carlo Locatelli, direttore del Centro nazionale di informazione tossicologica (Cnit) della fondazione Salvatore Maugeri - lo stesso vale per chetamine e cannabinoidi sintetici che, in molti casi, non sono illegali".

Le droghe in voga oggi possono essere suddivise in due categorie: eccitanti o allucinogene. Le anfetamine e la cocaina appartengono alla prima categoria, mentre la marijuana, l’hashish, l’Isd e l’ecstasy alla seconda. Qualunque droga venga assunta, il suo effetto può essere amplificato dal contesto in cui si trova: sovraffollamento, caldo, ballo, disidratazione. Purtroppo sono situazioni imprevedibili, il corpo viene sottoposto ad uno stress disumano contro il quale non può difendersi. Troppi giovani oggi vengono traghettati in questo mondo “alterato” senza un perché. Sanno solo che “ti fa viaggiare a mille, che sei meglio di tutti gli altri”, ma in realtà, finito l’effetto, se sopravvivi, “sei uno schifo”. Vi proponiamo ora una lista delle droghe oggi più in voga nei locali, nelle discoteche, che incantano persino i giovanissimi:

Cobret: E' polvere di eroina scaldata e sniffata. In Italia cominciò a diffondersi nel  1997 fra i ragazzi che consumavano ecstasy.

Yaba: E' una polvere che arriva dal sud-est asiatico e comincia ad estendersi nelle discoteche europee. Fu sviluppata nei laboratori nazisti, per ordine di Hitler, per tenere sveglie per giorni interi le truppe. Può causare infarto acuto.

Shaboo: conosciuti anche come 'diamantini colorati' . Si tratta di anfetamine fumate per provocare un'eccitazione di maggior durata rispetto all'ecstasy. Oltre a disturbi di ordine psichiatrico, può causare infarto.

Popper: Il nome scientifico è 'nitrito d'anile'. In realtà è in circolazione da almeno 20 anni. E' venduto in forma di fialette, manda su di giri in pochi istanti e può causare ipertensione e ictus celebrale.

Ketamina: E' un liquido che veniva usato dai veterinari come anestetico. Si è diffuso nei rave dove viene sniffato. Provoca allucinazioni intense, con difficoltà a camminare e cecità temporanea.

Speed: E' una miscela di anfetamina e cocaina. Provoca un'intensa eccitazione che dura ore. I disturbi che provoca passano dall'aritmia cardiaca agli attacchi epilettici, fino a stati paranoici acuti.

Superpill: Uno degli ultimi arrivi nel supermercato delle droghe sintetiche. E' un miscuglio di ecstasy e Viagra, quasi sempre potenziato dall'assunzione di alcol. L'ecstasy spazza via qualsiasi tipo di inibizione, dando la sensazione di maggiore audacia nelle avances sessuali, aiutato in questo da Viagra. Effetti: scompensi cardiaci, pressione e febbre alle stelle.

Le più belle canzoni di tutti i tempi!

Le classifiche di Slide
di Fabio Buffa


Quali sono le più belle canzoni di tutti i tempi? C’è mai stata una classifica a riguardo? Sono domande che ci siamo posti, indotti dalla curiosità di capire (un po’ come abbiamo fatto qualche mese fa per Slide Italia con i film) se fosse mai possibile stilare un elenco di brani con un oggettivo ed insindacabile criterio di “bellezza”. Il giudizio dato alle canzoni ha una componente di soggettività forte: un brano che ci ricorda un evento od un periodo particolarmente felici della nostra vita per noi può essere un lavoro artistico straordinario. Ad altri invece può non dire nulla.

Però un criterio di “bellezza” e “qualità” esiste: la musica è tecnica, armonia tra suono e voce, popolarità, capacità di avviare un ciclo che influenzi il contesto artistico o, addirittura, culturale. Proprio questi sono i criteri di tre dei numerosi tentativi di stilare una graduatoria delle canzoni più belle di sempre. Abbiamo scelto queste tre classifiche perché le riteniamo le più convincenti, anche se sotto certi punti di vista danno risultati sostanzialmente eterogenei tra loro.
Nel novembre del 2004 la rivista musicale americana Rolling Stone pubblicò una graduatoria delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi; per questa iniziativa radunò ben 172 tra musicisti, critici e discografici. Questa classifica viene considerata dai più quella più attendibile di tutte. Al primo posto troviamo Like a Rolling Stone di Bob Dylan, un brano del 1965, che proprio pochi mesi fa ha compiuto 50 anni. “Come ci si sente/come ci si sente/ad essere sola?/ Senza un posto dove andare?/ Come una completa sconosciuta/ Come una pietra che rotola?”. E’ la pietra che rotola a dare il titolo alla canzone, che tratta di una donna caduta in disgrazia, dopo aver conosciuto la ricchezza ed il successo. Si pensa che la protagonista di Like a Rolling Stone sia l’attrice e modella americana Edie Sedgwick, una delle ragazze portate alla popolarità da Andy Warhol, morta all’età di 28 anni per un’overdose di medicinali.  Questa canzone ha la peculiarità di essere un rock-folk in cui è la musica a seguire il cantato. 
Al secondo posto di questa classifica troviamo (I Can’t Get No) Satisfaction dei Rolling Stones.  Al terzo posto ecco Imagine di John Lennon e al quarto What’s Going On di Marvin Gave, questi ultimi due sono brani del 1971. 
In quinta posizione c’è Aretha Franklin con Respect (1967). In questa graduatoria nei primi 30  la canzone più recente è London Calling dei Clash (1980), posizionata al 15° posto, quella più recente in assoluto è Hey Ya! degli Outkast del 2003, posizionata al 180° posto.
I Beatles sono i più presenti in questo elenco, con ben 23 brani. 
Nel 2010 Rolling Stone ha aggiornato questa classifica, ma i nuovi brani inseriti (25) ebbero posizioni molto defilate: la migliore fu Crazy di Gnarls Barkley (gruppo che abbina musica elettronica, soul e rap) piazzata al 100° posto. 
Ma andiamo alla seconda graduatoria delle migliori canzoni di tutti i tempi: circa un anno fa la rivista musicale britannica New Musical Express (Nme) fondata nel 1952, ricalcando l’iniziativa di Rolling Stone, stila una propria classifica delle 500 migliori canzoni. 
Qui anziché agli esperti, chiede un giudizio direttamente ai lettori. Questi hanno scelto come brano leader in assoluto Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. Al secondo posto troviamo Love Will Tear Us Apart della più classica tra le band post-Punk inglesi, ovvero Joy Division, mentre Donna Summer ha guadagnato il “bronzo” con I Fell Love. Nelle prime dodici posizioni il gruppo The Smiths detiene ben due brani (How Soon is Now?, al quarto posto e There is a light that never goes out, al dodicesimo).  
Nell’estate scorsa invece la rivista Panorama ha stilato la classifica dei 100 brani che hanno lasciato il segno nella storia della canzone. Al primo posto qui troviamo i Led Zeppelin con Stairway to heaven, brano del 1971 che la rivista Rollin Stone posizionava al 31° posto. Il significato del testo di questa canzone è stato molto controverso: i Led Zeppelin furono accusati di inneggiare al satanismo, ma è probabile che queste critiche in realtà fossero solo una trovata pubblicitaria. 
Al secondo posto troviamo Help dei Beatles, brano del 1964, che Rolling Stone posiziona al 29° posto. Al terzo, per Panorama, c’è Time dei Pink Floyd. 
In queste classifiche le canzoni italiane sono state assolutamente trascurate, con uno sbilanciamento anglo-americano evidente. 
La letteratura musicale comunque è ricca di espressioni relative a classifiche delle canzoni più belle nate e cantate da interpreti del nostro paese. Più che elencare le numerose graduatorie, abbiamo voluto fare una media dei brani, proponendovi quelli che sono presenti nelle posizioni avanzate in modo più frequente.   
Almeno tu nell’Universo” di Mia Martini si pone in testa, seguita al secondo posto dalla mitica “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. La terza piazza è occupata da “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli, che scalza dal podio “Con il nastro rosa” di Lucio Battisti, ovvero la canzone che riporta la frase “lo scopriremo solo vivendo” diventata ormai proverbiale. 
Studiando queste classifiche ci si accorge quanto ogni canzone abbia dietro una vera e propria storia: per esempio, Allelujah cantata da Leonard Cohen e giunta al 20° posto della classifica di Panorama, appena uscì (nel 1984) fu totalmente snobbata da critica e pubblico, conoscendo un successo inaspettato solo nel 2008, perché cantata da un concorrente della versione inglese di X Factor. La canzone di Chuck Berry del 1955 Maybellene, al 18° posto per Rolling Stone, in diverse versioni viene citata come Maybelline, come la nota marca di cosmetici, ora affiliata alla L’Orèal. Infine il brano God Only Knows dei Beach Boys, giunto in venticinquesima posizione, è la prima canzone pop a utilizzare il termine Dio (God) nel titolo. 

venerdì 18 dicembre 2015

SLIDE al Capodanno RAI!

La stupenda location spesso ingiustamente poco considerata di Matera, con i "Sassi di Matera" sarà lo sfondo per il Capodanno di Raiuno. L'appuntamento fisso della Rai, “L’Anno che Verrà” sarà in piazza Vittorio Veneto di Matera, Patrimonio Mondiale dell’umanità UNESCO appena proclamata Capitale Europea della Cultura 2019.  SLIDE sarà presente, come il magazine dei grandi eventi, per assistere e immortalare i momenti più suggestivi, tra spettacolo, musica e comicità.

Tutto sarà in diretta Raiuno e sarà anche in HD sul Canale 501, con la conduzione di Amadeus, Claudio Lippi e Rocco Papaleo. Evento eccezionale organizzato grazie alla collaborazione della Regione Basilicata, la Fondazione Matera-Basilicata 2019, il Comune di Matera e il FESR Basilicata. 
Si parla di presenze di grande livello, con Renzo Arbore, Antonello Venditti, Renga, Masini, Noemi, Massimo Lopez, Alessandro Greco, Silvia Salemi e tanti altri artisti incluse diverse giovani promesse della musica, resi noti da celebri talent show televisivi che si esibiranno con una grande orchestra di ben 30 elementi diretta dal Maestro Palatresi.

Slide, se non ci sei, NON ESISTI!




sabato 5 dicembre 2015

SLIDE EXCLUSIVE VIP PARTY - DICEMBRE 2015

L'appuntamento fisso di SLIDE con Exclusive Vip Party organizzati in occasione del lancio di nuove iniziative, è ormai noto nella movida milanese. Con la collaborazione di Anthony Russo, ritenuto dalla nostra redazione il più professionale e serio manager per le occasioni mondane in questo caso pianificate all'11Club Room di Corso Como, l'ultimo Slide Exclusive Vip Party si è tenuto il 2 Dicembre per promuovere il nuovo concorso Miss Principessa d'Europa e per inaugurare la redazione milanese del giornale. Ingresso blindato per solo 200 ospiti selezionatissimi, formati da addetti al settore, giornalisti, miss, mister, talent scout e appartenenti al Team Slide. Tra fotografi e telecamere, abbiamo visto arrivare tanti amici di Slide,come Moreno che in diverse altre occasioni è passato con grande simpatia a salutare il nostro team e i nostri ospiti. Hanno passato qualche momento con noi anche Angelo Pintus, Eliana Cartella, Mary Carbone, Roberto da Crema, Yank Kings Augusto, Elisa Scheffler, Niccolo Torielli, Franklyn Santana, Pasquale Laricchia, Claudia Peroni, Claudio Chiappucci, Sebastian Gazzarini e tanti altri che insieme all'editore Devis Paganelli, hanno brindato al "via" dei nuovi progetti diventati con questa inaugurazione, una realtà. Da sottolineare poi come sia diventata spettacolare la nuova scenografia ledwall dell'11ClubRoom, che ha da poco rinnovato alcune parti degli interni, diventando una location perfetta per eventi di grande prestigio. Durante la serata il Patron di Miss Principessa d'Europa ha anche eletto la rappresentante italiana che volerà a Miss Europe World in Libano, la bellissima Veronica Avanzolini, 20 enne di Modena. Il Mister Slide scelto è invece Mattia Cacciatori (classe 1992) di Verona. Le due miss che parteciperanno di diritto alla Finale Nazionale di Miss Principessa d'Europa 2016 sono : Oda Serra di Casale Monferrato, Rebecca Givone di Torino. La Miss che di diritto parteciperà alla Finale Nazionale di Miss Reginetta d'Italia 2016 è invece Olivia Sirbu di Milano. La serata ha dato il via anche al contest canoro Sanremo New Talent, le cui iscrizioni sono possibili dal sito www.sanremonewtalent.it
Importante novità è anche il passaggio di consegna, alla direzione nazionale di Miss Reginetta d'Italia, che a decorrere dal 01 dicembre, è stata assegnata in licensing a Meta Event Srl. L'appuntamento al prossimo party esclusivo di SLIDE è per Marzo, occasione durante la quale SLIDE festeggerà 6 anni di pubblicazione.