giovedì 20 novembre 2014

L'ultimo film di Gabriele Salvatores : Il ragazzo invisibile

con Ludovico Girardello, nelle sale dal 18 dicembre
a cura della redazione - Slide ( foto copertina di Sonia de Boni )


Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Michele sembra intrappolato nella routine quotidiana, tra i compagni più teppisti che non perdono l'occasione di prenderlo di mira per qualunque scherzo venga loro in mente e le costanti premure di Giovanna, sua madre, che per quanto ci provi sembra non capirlo fino in fondo. Tutto questo finché un giorno, inaspettatamente, non accade qualcosa di straordinario: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.


Gabriele Salvatores (Napoli 1950) si trasferisce giovane a Milano dove si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro. Nel 1972 è tra i fondatori del Teatro dell’Elfo che nel giro di pochi anni diventa punto di riferimento per tutta una generazione di giovani spettatori. Tra gli anni ’70 e ’80 Salvatores mette in scena per l’Elfo 21 regie teatrali, alcune delle quali grandi successi. Nel 1986 Gabriele con Maurizio Totti e Diego Abatantuono fonda la Colorado Film Production. Nel 1989 escono i suoi film Marrakech Express e Turné cui segue, nel 1991, Mediterraneo, vincitore del premio Oscar come miglior film straniero. Seguiranno numerosi altri film, tra cui Puerto Escondido, il più grande successo della stagione cinematografica 1992/1993, due film sperimentali e coraggiosi, Nirvana e Denti, e Io non ho paura, tratto dal'omonimo libro di Nicolò Ammanniti, presentato in concorso al Festival di Berlino e successivamente selezionato quale candidato italiano all’Oscar nel 2004; il film è stato venduto in 32 Paesi. Nel 2004 dirige Quo Vadis Baby? basato sul primo romanzo della collana editoriale Colorado Noir. Segue Come Dio Comanda, tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti. Nel 2010 Gabriele Salvatores fa parte della Giuria della 67° Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia presieduta da Quentin Tarantino. Nel 2013 dirige Educazione siberiana, tratto dall'omonimo best seller di Nicolai Lilin. Il suo ultimo film è "Il ragazzo invisibile".


Lady Gaga si riprende la voce con “Cheek to Cheek”

Nessuno sentiva l'esigenza di un' incursione nel jazz di Lady Gaga, diciamolo subito. L'avanguardista del pop si muoveva spavalda nel suo territorio creativo forte dei traguardi raggiunti negli ultimi anni, almeno fino a quando l' ultimo album "Artpop" si è rivelato poco apprezzato e le vendite sono crollate, ragion per cui Miss Germanotta ha dovuto congedare il suo team creativo, licenziare il manager e affrontare i primi aspetti negativi di quella "fama" che profeticamente raccontava nelle gloriose hits del suo primo cd. 




La rinascita viene battezzata dall'uscita di "Cheek to Cheek" (Interscope), primo disco jazz della sua carriera disponibile dal 19 Settembre, e primo realizzato in collaborazione con la leggenda del genere, Tony Bennett. Pare sia stato proprio quest'ultimo a farle tornare la voglia di cantare dopo la lunga depressione di cui la cantante è stata vittima,  che le avrebbe fatto considerare l'ipotesi di appendere parrucca e costumi di scena al chiodo e chiudere con la frenetica vita da “regina delle provocazioni da svariati milioni di dollari” che sembrava aver completamente risucchiato la sua essenza artistica. Così, complice la lunga amicizia che da tempo li legava i due si sono ritrovati in studio per dare vita ad un progetto che suona tanto “operazione salvataggio popstar in declino”, quanto il tenero intervento “cuore a cuore” di un nonno che tende la sua “mano jazz” alla nipote in difficoltà, fatto che regala una certa nobiltà al progetto ma che perde in consistenza quando realizzi che alla fine è prevalentemente di business che si parla, venduto con un rassicurante contorno di sentimentalismo padre-figlia, ma pur sempre business . Senza contare che ad essere coinvolta nell'affare è colei che in virtù del marketing si è reinventata circa un milione di volte dal 2008 ad oggi, in un vortice di travestimenti estremi, numero uno, scandali, ammiccamenti più o meno velati all'operato di una certa Lady Madonna, profumi di colore nero (perchè appunto secondo la sua creatrice, nera è l'anima della fama) più ambiziose operazioni commerciali, spesso ( e un po' meramente) travestite da operazioni umanitarie rigorosamente a mezzo stampa, supportata da una comunità di ammiratori (gli ormai celebri “Little Monsters) che da soli garantiscono la metà del fatturato di tutto ciò che sul mercato porta il marchio “Lady Gaga”. Ecco, fare finta che tutto ciò non ci sia mai stato è piuttosto difficile. Ciò che possiamo fare è valutare quest'album che in effetti (e complici le controversie dell'ultimo anno)  ci restituisce una Gaga per la prima volta totalmente “anima e voce”, al di la delle teatrali performance nei tour, dei vestititi di carne cruda (e crudi) sfoggiati sul red carpet, delle decine di provocazioni mediaticamente vincenti che nel tempo avevavo oscurato il fatto che si, Lady Gaga è senza dubbio un fenomeno culturale che va giudicato nella sua totale, spudorata e a più riprese ostentata “espressione pop”, ma che d'altro canto è anche un' artista dotata di grande vocalità, abilità per la scrittura e notevoli capacità al pianoforte, piccole perle nascoste tra una esagerazione e l'altra come “You and I” (da “Born this way” del 2011) che sembrano riecheggiare le leggende rock degli anni 70, lo hanno dimostrano ampiamente. Parlando dei singoli brani, tra le 11 tracce spiccano la seducente “Firefly” e la gaia raffinatezza di “Anything goes”. In “Lush life” la voce di  Lady Gaga brilla di virtuosismo e da un quid particolare al tutto, mentre “But beautiful” è abbastanza trasognante da proiettarti a Times Square, di sera, magari negli tardi anni 50. Infine “Nature boy” ha la giusta carica di disperato sentimentalismo vintage in un fumoso jazz club. In definitiva tutto scorre omogeneo e piacevole, la vocalità di entrambi si intreccia con facilità e forse l'unica cosa su cui potremmo obiettare, strettamente legata alle logica di produzione del disco è il periodo di uscita. Canzoni come queste avrebbero funzionato bene durante le festività natalizie, e si si sa che a Natale le vendite dei cd si impennano enormemente. Forse allora non è andato tutto perso  nei meandri della sofisticata immagine che la cantante ha adottato durante le recenti interviste promozionali, e qualcosa di irrazionalmente legato alla pura voglia di evadere dalle solite cose fatte per vendere sembra esserci ancora. Dubitiamo che la ragazza possa seriamente lasciare i piani alti delle classifiche e il mainstream, per una ridimensionata carriera da piccola Etta James, ma gioiamo del fatto che lei stessa abbia capito che in certe circostanze la semplicità premia, nobilita e soprattutto riabilita. In quanto a Mr. Bennett potremmo dispendiare innumerevoli parole di elogio, a voler rimarcare l'eccellente attitudine artistica che a più di ottanta anni c'è lo regala ancora in splendida forma e totalmente a suo agio, perfettamente amalgamato a qual si voglia Lady Gaga del caso, ma incredibilmente superiore a qualunque supporter per splendore e maestranza nella voce. Autentico “jazz maker”, consumato, abile esponente della vecchia guardia, poco altro da aggiungere insomma.

E' italiano l'erede forse dimenticato di Mozart, si chiama Emmanuele Borgatta

di Fabio Buffa

Emmanuele Borgatta rappresenta una delle personalità più geniali e al tempo stesso misteriose  che la nostra nazione  abbia creato negli ultimi secoli. Basti pensare che divenne un instancabile concorrente di Giuseppe Verdi, fu paragonato a Gioacchino Rosssini ed ebbe come insegnante di musica uno dei “formatori” artistici di Mozart.  I suoi primi trent’anni di vita furono vissuti sempre ai cento all’ora, bruciando le tappe in modo vertiginoso. Fin da giovanissimo era destinato ad una carriera musicale eccellente di pianista e compositore. I suoi stessi maestri lo elevarono a studente e artista modello, degno di entrare già adolescente nei migliori e raffinati contesti culturali del nord Italia. Ma nel momento in cui fu in procinto di raggiungere l’obiettivo più elevato del proprio lavoro, iniziando una gratificante collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano, subì un’aggressione che gli recò uno shock emotivo tremendo da cui non si riprese più, trascorrendo i successivi quarant’anni della propria vita nel più profondo oblio. 


Borgatta nacque ad Ovada, dove la provincia di Alessandria si sposa con l’entroterra genovese,  il 5 ottobre del 1809: il padre, Giacomo, era farmacista mentre la madre, Clara Ivaldi, era casalinga. Anche se nessuno dei familiari era artista, il nucleo in cui nacque Emmanuele era certamente incline ad apprezzare il valore della musica, tanto che fu indirizzato a studiare fin da piccolo pianoforte. Dimostrò subito grande dimestichezza sulla tastiera, al punto che a soli quattordici anni il padre lo iscrive al Liceo Filarmonico di Bologna, sotto la guida di Stanislao Mattei, francescano, compositore e gregoriani sta, nonché considerato l’erede artistico del grande Maestro Giovanni Battista Martini, insegnante, tra gli altri, di Wolfgang Amadeus Mozart . 
Mattei era un duro e severo professore, per nulla incline a far trapelare simpatie o apprezzamenti artistici verso gli allievi, ma Emmanuele Borgatta, con il suo carattere umile e al tempo stesso schietto e solare, attira subito i complimenti dell’insegnante.  Per diventare Maestro di musica il corso di studi doveva durare tre anni, ma il giovanissimo artista ovadese acquisì il prezioso diploma dopo soli due anni, ovvero nel 1826. Diciassettenne fu subito apprezzato nella città di San Petronio, al punto che fu paragonato a Gioacchino Rossini,  che studiò proprio a Bologna e che due anni prima aveva deciso di trasferirsi a Parigi per scrivere l’opera “Il Viaggio a Reims” in onore di Re Carlo X di Francia. Proprio per la decisione di Rossini di lasciare l’Italia, qualcuno indicava Borgatta (più giovane di Rossini di 17 anni) come erede del compositore del Barbiere di Siviglia. 
Qui giunge la fase in cui il compositore di Ovada lascia Bologna per avvicinarsi a casa, arrivando fino a Genova. Città allora assai vivace sotto il profilo artistico musicale, grazie all’influenza esercitata da Niccolò Paganini,  natio proprio del caruggio di via del Colle. Borgatta venne subito inserito nei maggiori contesti artistici della città ligure, esibendosi nei salotti dell’aristocrazia. A vent’anni però capisce che per maturare in modo decisivo sotto il profilo artistico avrebbe bisogno di vivere per un po’ nella città che in Europa in quel tempo rappresentava la capitale culturale per eccellenza. Si recò quindi a Londra, dove con un po’ di fortuna entrò nel novero della Royal Academy: qui incontrò il pianista e compositore Johann Baptist Cramer (in buoni rapporti con Beethoven) e il musicista ceco Ignaz Isaac Moscheles, colui che creò una tecnica di insegnamento per pianoforte ancora oggi utilizzata nella preparazione degli allievi. Per Borgatta queste frequentazioni furono l’occasione per una decisiva maturazione artistica. Acquisisce grandi capacità nel melodramma, nell’attitudine  a mettere in musica l’opera. E si emancipa artisticamente anche nella tecnica del virtuosismo, tanto caro alla borghesia di estrazione “Biedermeier” di allora e caratterizzato da una solennità musicale mediata dalla sobrietà. 
A 23 anni Emmanuele Borgatta approda a Milano: in breve tempo diventa un concorrente di Giuseppe Verdi, che allora diciannovenne si esibiva raccogliendo a volte qualche critica. Invece Borgatta no, anzi, le cronache di allora parlavano di lui come di un talento incontrastato, capace di suonare (e scrivere musica) con testa e cuore, con naturalezza e tecnica. Nei salotti dell’aristocrazia milanese  Emmanuele Borgatta diventa un punto di riferimento prezioso, tanto da essere ingaggiato come insegnante d’eccellenza per i giovani rampolli di quel mondo. 
Il Teatro Carlo Felice di Genova gli commissiona due opere:  Il Quadromaniaco e Francesca da Rimini. L’entusiasmo genovese per questi due lavori  resero ancor più popolare il nostro Borgatta, così nel 1839, a trent’anni, entra a far parte del gruppo degli autori della Scala di Milano. La direzione scaligera gli commissiona un’opera che l’ovadese si mette subito a scrivere. 
Ma questo è anche il momento della svolta drammatica della vita di Emmaneule Borgatta: una sera della primavera del 1839, verosimilmente dopo una lunga giornata di lavoro per scrivere il melodramma commissionato, mentre percorre le strade milanesi  viene avvicinato da alcuni brutti ceffi  che lo minacciano di morte se non avesse lasciato immediatamente la città, e gli portano via con violenza lo scritto. Borgatta rimane profondamente  scioccato, al punto che entrerà in una condizione di grave alterazione psichica da cui non si riprenderà più. Neppure un lungo periodo di ricovero ospedaliero ne lenirà  la grave sofferenza, anzi probabilmente la aggraveranno ancora di più. Borgatta entra in una vera condizione di oblio, dimenticato da tutto e da tutti. Un oblio che lo accompagnerà per quarantaquattro lunghi anni, fino al giorno della sua morte, il 2 aprile 1883. 
Ci si chiede il motivo dell’aggressione e di quella vile minaccia: certamente il nostro artista con quella carriera brillante e veloce nel raggiungere le vette della notorietà e dell’apprezzamento attirò le invidie di molti (anche di Giuseppe Verdi?). Ma perché  venne dimenticato fino alla morte? Come fosse diventata  una personalità scomoda? Forse per le sue simpatie per l’unità d’Italia? Quindi per motivi non solo artistici ma anche politici. E’ difficile giungere ad una spiegazione tangibile. 

Festival del Cinema di ROMA 2014

di Nadia Bengala

Il mese, durante il quale la gente va di più al cinema, secondo me, è dicembre. Sia perché ci sono le vacanze natalizie e si sta di più in famiglia e sia perché stando i bambini e i ragazzi a casa, si dedica più tempo allo svago.
Poi quando fa freddo, è ancora più bello emozionarsi in una sala cinematografica, no?
Il film che io consiglierei a tutti da andare a vedere, è senza dubbio TRASH, che tra l'altro è il film vincitore del Festival del cinema di Roma. Quando l’ho votato, ho pensato che nessun’altro film, che ancora dovevo visionare poteva piacermi di più, infatti l'ho decretato subito il migliore per me, e sono stata felice che abbia vinto il premio.


Un altro film che mi è piaciuto, é LOVE ROSIE, dedicato ai giovani ,all'amore vero, al saperlo riconoscere, per non perderlo per la vita.
ABOUT A GIRL, sempre sui giovani, tratta la storia di una ragazza come tante, che tenta il suicidio. Si affrontano problematiche adolescenziali, incomprensioni con la famiglia, e il modo in cui supera questo momento, adattandosi alla vita, alla famiglia, all'amicizia e all'amore.
Manda un messaggio positivo ed educativo.
Ho visto, anche, il film di Richard Gere, TIME OUT OF MIND, mi aspettavo molto di più, mi sono un po’ annoiata. Mi dispiace dirlo essendo una sua fans, ma è così.....a seguire ho visto film e documentari sul mondo dei barboni, gente che vive ai margini della società in povertà.
Interessante e intrigante è il film di David Fincher , basato sul Best seller di Gillian Flynn, che ne ha curato la sceneggiatura: L'amore Bugiardo GONE GIRL. Girato molto bene
Mi è piaciuto il film di Marco Risi TRE TOCCHI, bravi gli attori, la storia parla proprio di loro, i loro sogni, le loro frustrazioni, le loro gioie, compromessi, successi, fallimenti, quasi un mondo a sé. Molto interessante.
Gradevolissimo il film documentario di George Hencken, SOUL BOYS OF THE WESTERN WORLD, la storia degli Spandau Ballet. Ripercorre il panorama culturale politico e personale della Band, dagli anni 80 fino ad oggi. Parla dell'amicizia e della loro musica. Con questo film anticipano il loro tour, a prescindere se il gruppo piaccia o meno, il film è molto gradevole.
Dopo aver partecipato all'incontro con il mitico Kevin Costner, deliziosa persona in compagnia della figlia, ho visto il film BLACK AND WHITE di Mike Binder, con appunto lui il premio Oscar Kevin Costner e il premio Oscar Octavia Spencer. Lui è sempre un eroe, qui un eroe della famiglia. Sempre un esempio nei suoi film.
Ho visto altri film interessanti, ma ve li racconterò un’altra volta.

Buon cinema tutti e un grande augurio di buone feste. Un abbraccio forte con tutto il mio affetto, NB

“Il ricco, il povero e il maggiordomo”

L’ultima fatica cinematografica di Aldo, Giovanni e Giacomo
by Christie Berlini Neuhaus
Non è difficile comprendere il segreto del grande successo di Aldo, Giovanni e Giacomo. Sinonimo di una comicità intellettuale, semplice e mai condita di gratuite parolacce, i loro film si caratterizzano di trame semplici e quotidiane e spesso gags dai contenuti di “ storie di vita sfigata”adatte ad ogni tipo di pubblico. L’esilarante trio comico Aldo, Giovanni, Giacomo nasce nel 1985 quando il duo composto da Aldo e Giovanni conosce Giacomo e lo invitano a fare parte della loro formazione artistica.
Dopo avere iniziato la loro carriera recitando in numerosi corti teatrali, nel 1992 presentano i loro sketchs sul piccolo schermo accanto a Zuzzurro e Gaspare, conseguendo una discreta popolarità nel triennio 1995-1997 grazie al loro inserimento nel cast di “ Mai dire Gol” trasmissione della Gialappa's Band.
Il loro debutto nel cinema risale al 1997 con la pellicola “Tre uomini e una gamba” , in cui si cimentano sia come attori protagonisti che come registi. In questo loro primo film hanno riproposto diverse gags tipiche del loro repertorio, che gli hanno consentito di ottenere un grande successo di critica e pubblico collocando la pellicola al 4° posto nella classifica degli incassi nella stagione 1997-98.
Nel 1998 il film “Così è la vitaconsacra definitivamente al successo il trio grazie all’incasso straordinario di oltre 50 miliardi delle vecchie lire, per poi proseguire nel record di incassi con il terzo film “ Chiedimi se sono felice”, uscito nel 2000, che ha fruttato oltre 70 miliardi di lire, entrando nella top ten dei migliori film italiani di sempre.
L’ultimo loro campione di incassi risale all’anno 2010 ”La banda dei Babbi Natale”. Dopo questo nuovo trionfo, si diffonde la voce di uno scioglimento del trio subito smentito tramite comunicato stampa.

Ora, anticipando i “cinepanettoni “2014, ci riprovano con “ Il ricco, il povero e il maggiordomo” un film commedia che uscirà nelle sale l’11 novembre e per cui si prevede il tutto esaurito già dal primo week-end di uscita nelle sale, che dire…un trio destinato a un successo duraturo !

domenica 9 novembre 2014

Devis Paganelli, Presidente Europa per Super Talent of The World

Devis Paganelli, della Are Communication è stato nominato Talent Scout ufficiale ed Esclusivo dell'International Beauty Contest Super Talent of The World, considerato nell'ambiente,  la kermesse di Talent Search n.1 al mondo.

Oltre la rappresentanza italiana, Devis Paganelli, che in Italia è anche ideatore e Patron di Miss Reginetta, è stato delegato alla Presidenza per il contest coreano, per l'intera Europa. Già talent scout per Miss Universo in Italia negli anni passati, ideatore di Miss Reginetta d'Italia, produttore televisivo e discografico titolare dell'etichetta JFOX Music Italia, talent scout per cinema, moda e tv ha ricevuto la carica dalla Corea in questi giorni e sarà con buone probabilità già ospite alla finale mondiale che si terrà il 19 dicembre a Seoul.

Super Talent of The World è l'unico concorso internazionale al mondo che garantisce alla vincitrice una innumerevole serie di possibilità di visibilità, come ad esempio un ingaggio cinematografico in una delle industrie del cinema più famose e considerevoli al mondo "Bollywood" la Hollywood asiatica. Inoltre la Miss incoronata, tra le varie miss provenienti da oltre 60 nazioni nel mondo, durante finale in Corea a Seul, vincerà un contratto di lavoro da 2 a 4 anni nel settore del fascio, svariate copertine su magazine in tutto il mondo, un corso di portamento e di recitazione, servizi fotografici pagati ogni 3 mesi per un anno e tante altre iniziative che l'organizzazione internazionale di anno in anno garantirà alla vincitrice assoluta.
La scelta della rappresentante italiana, è affidata appunto al talent scout rappresentante italiano Devis Paganelli che ha già dichiarato di scegliere a partire dall'edizione 2015, la Miss per l'Italia, durante la finale nazionale di Miss Reginetta affermando che non necessariamente sarà la vincitrice del titolo italiano.
Devis Paganelli : "A Principessa d'Europa possono partecipare ragazze da 15 a 28 anni, con altezza a partire da 155 cm. Dato che al Super Talent of The World le partecipanti devono essere almeno 170 cm con età di almeno 18 anni, non posso quindi inserire come partecipante certa che partirà ogni anno per la Corea, la Miss Reginetta d'Italia scelta. Sono comunque certo che troverò la prescelta tra le oltre 50 finaliste che ogni anno raggiungono la finalissima".




SITO UFFICIALE DI SUPER TALENT OF THE WORLD

SITO DI MISS PRINCIPESSA D'EUROPA

VIDEO UFFICIALE DELLA PARTNERSHIP

venerdì 7 novembre 2014

SLIDE MAGAZINE è ufficialmente a Sanremo, presente nell'area STILE / Hotel Royal

Dopo tanti eventi  in mediapartner e tanti servizi speciali come quelli realizzati su Grande Fratello, Capodanno Rai, Mostra del Cinema di Venezia, Festival di Cannes, Notte degli Oscar, Milano Fashion Week e molti ancora, è ora ufficiale, grazie all'accordo definito con la PV EVENTI, siglato tra il Direttore Commerciale Marco Lanfranchi e il Presidente di Are Communication Devis Paganelli, quest'anno SLIDE, il free press network magazine n.1 in Italia diretto dall'ex Miss Italia Nadia Bengala, sarà presente ufficialmente a Sanremo in occasione del Festival, presso l'Hotel Royal.

Grazie alla partnership, tra SLIDE e PV EVENTI, si organizzerà nell'area STILE dell'Hotel Royal, l'elezione speciale Miss 


Saranno solo 10 le partecipanti scelte dalla Direzione Nazionale, che verranno accettate per la selezione straordinaria e solo 5 le Miss che autorizzate dal Patron Devis Paganelli, potranno rimanere ogni giorno, nell'area speciale STILE di Sanremo, grazie a speciali Vip Pass.


SLIDE, se non ci sei, NON ESISTI!


giovedì 6 novembre 2014

A Miss Principessa d'Europa, un mare di ingaggi per il cinema

Ancora novità per le finaliste nazionali di Miss Principessa d'Europa, ideato dal manager dei VIP Devis PaganelliArriva notizia dalla scuola di cinema Immagina di Giuseppe Ferlito.
La scuola infatti, offrirà un corso per un anno alla vincitrice dell'edizione 2016.

martedì 4 novembre 2014

ILARIA CARELLA, ingaggiata in "The Hidden Payback"

Il concorso di bellezza più seguito dai VIP (fonte Tgcom Mediaset) sta portando fortuna a diverse finaliste dell'edizione 2013 e anche a quelle dell'edizione 2014. E' infatti di oggi la notizia che ILARIA CARELLA, la Miss Cinema 2014, scoperta dal talent scout ufficiale del concorso per la Toscana Massimo Pacini, è stata ingaggiata per le riprese della webserie "The Hidden Payback" iniziativa della Gharbi Anis Production.
Il primo ciak è orientativamente fissato per maggio 2015.
Ilaria Carella parteciperà anche al film INFERNET, le cui riprese sono previste per marzo, insieme ad attori importantissimi come Giancarlo Giannini, Katia Ricciarelli, Roberto Farnesi e Lino Banfi.




sabato 1 novembre 2014

GIORGIA ARIU, Miss Reginetta d'Italia 2014 nel film con Giancarlo Giannini.

Il regista Giuseppe Ferlito, in occasione dei casting speciali per il film Infernet, presentato alla 71a Mostra del Cinema di Venezia, ha scelto Giorgia Ariu, eletta a settembre Miss Reginetta d'Italia 2014, tra oltre 3000 concorrenti provenienti da tutta Italia, come una delle Miss che parteciperanno alle riprese a partire da Marzo 2015.
Giorgia, insieme ad altre ragazze del concorso Miss Reginetta d'Italia, organizzato dal talent scout Devis Paganelli, presenzieranno con vari tipi di ingaggio, alla produzione firmata AC Production di Michele Calì, che vede tra i protagonisti, Giancarlo Giannini, Katia Riccirelli, Roberto Farnesi, Lino Banfi e tanti nomi noti del cinema, per un film basato sulla dipendenza da Internet.
Devis Paganelli, Giorgia Ariu, Giuseppe Ferlito
Giorgia Ariu - Miss Reginetta d'Italia 2014