venerdì 31 ottobre 2014

La Miss vincerà un anno di formazione nella recitazione da IMMAGINA di Giuseppe Ferlito

Sottoscritto in questi giorni, l'accordo esclusivo tra Devis Paganelli della direzione nazionale del concorso di bellezza e Giuseppe Ferlito dell'Accademia Immagina Scuola di Cinema, che permetterà alla vincitrice del concorso ( e di altre due fasce ) di frequentare gratuitamente per un anno il corso specializzato di recitazione nella sede di Firenze. 
Le vincitrici parteciperanno inoltre ad una produzione cinematografica/spot/cortometraggio diretto dal regista Giuseppe Ferlito nel 2016.


La Scuola di Cinema Immagina nasce nel 1994 ed è diretta da Giuseppe Ferlito grazie ad un gruppo di attori, registi e scrittori ma soprattutto grazie all’entusiasmo di un autore indipendente “Giuseppe Ferlito”. 
La Scuola si propone, nel rispetto di una indipendenza di pensiero, di far apprendere il linguaggio del cinema ed i modi di rappresentazione della realtà, perché se anche non si possono insegnare le idee, si può tuttavia insegnare come trasformarle in cinema, come scriverle, come muovere la macchina da presa, come dirigere gli attori per esprimere compiutamente sensazioni, concetti, sentimenti che abbiamo nella testa e nel cuore. La pratica del Laboratorio quindi caratteristica principale della Scuola, dove studenti di corsi diversi lavorano insieme, costruiscono insieme in una sorta di interazione creativa e con il preciso scopo di arrivare al prodotto finito. 
L’interdisciplinarietà apre un dialogo tra le varie sezioni, già dalle prime lezioni gli allievi hanno la possibilità di confrontarsi tra loro ed iniziare una collaborazione profonda sulla base di un progetto comune. Da una parte gli allievi di regia e quelli di sceneggiatura svolgeranno insieme un lavoro legato all’aspetto drammaturgico che li porterà a stabilire sulla carta le tematiche e le problematiche relative all’intreccio ed alla narrazione. Dall’altra parte si aprirà una collaborazione con gli allievi di recitazione che permetterà un approfondimento dello studio sul personaggio che avrà un volto, una voce, una gestualità.

Giancarlo Giannini e Giuseppe Ferlito

Oltre al normale percorso creativo che porta annualmente alla produzione dei cortometraggi che vengono inviati ai vari Festival di Cinema Indipendente, la Scuola si è proposta più volte di far vivere agli allievi l’esperienza e l’emozione di un vero e proprio Set Cinematografico con la realizzazione di lungometraggi poi entrati nel normale circuito cinematografico: vedi “Doppio Petto” girato in Sicilia nel '96 , “Femmina” girato a Roma nel '97 e distribuito da Cecchi Gori Group, “Né terra nè cielo” girato a Firenze nel 2001 e distribuito da Lantia Cinematografica, “La mia squadra del cuore” girato a Firenze nel 2003 e distribuito in VHS e DVD da General Video, “Ritratti nella Notte” girato a Firenze nel 2006 e distribuito in DVD dalla Millennium Storm, "Ultimo Carico" girato a Firenze nel 2010 e presentato in anteprima al Cinema Odeon di Firenze nell'aprile del 2011 e "Cavallo di Troia" girato a Firenze nel 2012.

Giuseppe Ferlito

Giuseppe Ferlito

giovedì 30 ottobre 2014

Casting per il cinema INFERNET

SI CERCANO ATTORI
Casting Ufficiale per il Cinema.
14 DICEMBRE 2014
DALLE 13.00 ALLE 18.00

Presentarsi direttamente muniti di documento di identità, se possibile imparando qualcosa a memoria ( poesia, parte, testo a discrezione )


FILM : INFERNET Conferenza stampa di presentazione già svolta alla 71a Mostra del Cinema di Venezia.
Nel cast : Giancarlo Giannini, Katia Ricciarelli, Roberto Farnesi, Luca Capuano, Lino Banfi.
Regia : Giuseppe Ferlito
Produzione : AC Production di Michele Calì
Organizzazione di questo Casting : Devis Paganelli
Età candidati : 18-30 anni, ambosessi.

Indirizzo : 
IMMAGINA Scuola di Cinema - Firenze / Via Borgo della Stella 11/R
SOLO PER REALI URGENZE :  Tel./Fax 055 283282

Roberto Farnesi autore del soggetto, spiega in poche parole la trama  : 
“La trama è un bell'intreccio narrativo, tutti i personaggi si incontrano e si incrociano e alla fine vengono poi riuniti in una carrellata finale che spiega tutto quanto accaduto nella narrazione del film. Pur non essendo un tecnologico, l’idea mi venne pensando al dualismo, ovviamente alla grandissima opportunità che rappresenta Internet ma anche al lato oscuro della rete. Cyberbullismo, pedofilia, adescamento, prostituzione, gioco d’azzardo, vera pornografia, che non è solo quella di Rocco Siffredi ma anche quella che stiamo vedendo in questi giorni di decapitazioni in Medio Oriente, visibili online anche dai minori, è quella la vera pornografia pesante. C’è indubbiamente un lato nero di questo mezzo, un mezzo comunque straordinario”.

venerdì 24 ottobre 2014

ANTEPRIMA SLIDE NOVEMBRE 2014

In diffusione gratuita nazionale dal 01 Novembre 2014


SLIDE
Il mensile gratuito più bello d'Italia di Are Communication NOVEMBRE 2014

Michelle Hunziker
Tra le più amate dagli italiani

Giorgia Ariu
Miss Reginetta d'Italia 2014, l'intervista di SLIDE

U2
Gratis su Apple, l'innovazione nella musica

CGTV Channel, Cani e gatti
Da questo mese su SLIDE

e poi
Tokio Hotel
Gilberto Mazzi : Mille lire al mese
Duras Mon Amour
Mia Martini indimenticabile
Stranezze dal Mondo
Parliamo di Libri
Cinema Movie
Food4Yoy
Quando le mani invecchiano
Fashion BloggerCinem
Turismo e non solo

e ancora
Rubriche musicali
Psike e dintorni
La satira di Buffa
Il Motivatore
Enjoy Television
Cosa vedere al cinema
L'oroscopo del mese
e tanto ancora ancora..

TUTTO GRATIS!
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Oggi avrebbe 67 anni MIA MARTINI, la biografia non ufficiale su Slide

Si avvicinò al mondo dello spettacolo, a soli 15 anni accompagnata dalla madre.
di Fabio Buffa - Slide Italia



67 anni fa, in un paesino della Calabria, nasceva quella che sarebbe diventata una degli artisti più popolari e amati nel panorama musicale italiano ed internazionale. Una cantante con una voce straordinaria. Voce, che sapeva essere dolce e aggressiva, calda e “metallica”, profonda e leggera. Leggera come una delle sue prime canzoni: “Ed ora che abbiamo litigato”;  il testo, su una musica dal ritmo “surf” , era un misto di ingenuo sentimentalismo adolescenziale e voglia di non prendere troppo sul serio un litigio tra fidanzatini. Ma questa interprete (di se stessa e dei migliori autori che la scena nazionale abbia proposto negli ultimi cinquant’anni)  dopo un avvio di carriera da giovanissima cantante leggera, seppe far diventare grandi e immortali canzoni che rimangono indelebili icone nella storia della musica. 

Parliamo di Mia Martini, al secolo Domenica Rita Adriana Bertè. Un’artista che quando il 12 maggio del 1995 si spense nel proprio alloggio di Cardano al Campo, lasciò una voragine nel panorama musicale italiano. 
Mimì, così la chiamavano fin da bambina in famiglia, nacque a Baganra Calabra il 20 settembre 1947 e aveva tre sorelle: Leda, Olivia e Loredana. Quest’ultima è un’altra straordinaria icona della canzone italiana, la Bertè appunto, personalità geniale e trasgressiva, che al pari della sorella Mia ha saputo interpretare (e interpreta tutt’ora) tre generazioni musicali. 
Mia Martini sente subito la passione per il canto: piccolissima si trasferisce con i genitori (che facevano gli insegnanti) nelle Marche, a cinque anni  inizia a studiare pianoforte, a dodici passa al Jazz.  
A quindici anni si fa accompagnare dalla madre a Milano, per tentare l’impresa di entrare nel mondo dello spettacolo dalla porta principale.


Il discografico Carlo Aberto Rossi è affascinato dalla bravura di Mimì e dalla sua “freschezza” e le propone di entrare a far parte delle ragazze Ye-ye.   Questo strano termine deriva dalle sillabe che venivano  aggiunte, spesso sistematicamente, negli adattamenti fatti frettolosamente nei successi rockettari e swing americani. Il termine ye-ye prima rappresentò uno stile musicale, poi con esso vennero chiamati gli artisti che appartenevano al mondo della musica leggera, orecchiabile e dai testi poco impegnativi.
Mia Martini, che allora si faceva ancora chiamare Mimì Bertè, da ragazza Ye-ye incise i primi 45 giri, dischi che contenevano due canzoni. “Ombrello blu”, “Come puoi farlo” ed “Il magone”, sono alcuni dei suoi primissimi lavori. Ma uno spirito libero e indipendente come Mimì, con una spiccata vena interpretativa e con la capacità naturale di esprimere uno stile geniale e trasgressivo, le rendevano stretti i panni della ragazzina acqua e sapone, contante di brani frivoli e dai testi scontati. Così, dopo un paio di anni in cui sembrava essersi eclissata, Mia Martini (con la sorella Loredana), si trasferisce a Roma dove stringe rapporti con artisti d’avanguardia. I confronti con questi cantanti la fanno maturare artisticamente. Tra questi c’è un giovane intraprendente, un po’ strano, che veste abiti eccentrici anche per andare a prendere il caffè al bar. Si chiama Renato Fiacchini; diventerà  Renato Zero. 


Nel 1970 Mimì incontra il discografico Alberigo Crocetta, il fondatore del mitico locale Piper, che la fa entrare nella casa discografica RCA, proponendole di cambiare nome: da Mimì Bertè a Mia Martini. Mia, come l’attrice Mia Farrow e Martini come il cognome italiano più noto all’estero, anche grazie alla marca del liquore, che  faceva tanto tendenza.  Nel 1971 incide “Padre davvero”: è una struggente storia di un conflitto generazionale tra padre e figlia. La censura non ammette una canzone in cui si mette in discussione l’integrità della famiglia e il brano viene “occultato”, ma ciò non gli impedisce di vincere il Festival della musica d’avanguardia di Viareggio. Questa canzone viene inserita nel LP “Oltre la Collina”. Nel 1982, in una intervista rilasciata ad Enzo Tortora, Mia Martini su questo lavoro confida: “Non ho mai creduto che “Oltre la collina” avesse successo. Era un disco tutto mio. Ho voluto scrivere un LP che rappresentasse la storia di una donna, a tratti autobiografica. Questo lavoro vendette poco, perché i miei testi erano forti, si parlava di amore,  di sesso,  di violenze famigliari; e tutto ciò veniva censurato. Pensate che nel testo c’era la parola “amante” che la Rai non voleva. Mi chiesero di cambiarla e io mi rifiutati”. 


Nel 1972 Mia Martini incide “Piccolo Uomo” un successo, scritto da Bruno Lauzi. Questa canzone esce in un 45 giri con l’altro pezzo, titolato “Madre”, e con questo lavoro Mia vince il Disco d’oro, per il numero di vendite. 
Ma non finisce qui: il secondo disco d’oro arriva nel 1973 con “Minuetto”, scritta da Franco Califano. Nel 1974 la critica considera Mia Martini la cantante dell’anno, il successo si estende anche all’estero ed in Francia è paragonata ad Edith Piaf. Durante un concerto tenuto a Parigi, l’artista di Bagnara Calabra viene notata dal grande cantante e attore francese Charles Aznavour, che viene colpito dallo stile originale di Mia e le chiede di affiancarlo in alcuni concerti all’Olympia della capitale francese. 
Sul finire degli anni settanta inizia la storia sentimentale e artistica con Ivano Fossati, che le scriverà diverse canzoni. Il rapporto con il cantante genovese è forte e conflittuale, tra due personalità geniali. I due si lasciano dopo qualche anno, e Mia Martini, anche per problemi di salute, esce per qualche tempo dalle scene. 


Per tornarci a furor di popolo nel 1982 quando al Festival di Sanremo propone un brano proprio di Fossati, “E non finisce mica il cielo”: questa canzone parla della fine di una storia d’amore, in cui si soffre e si sente la mancanza della persona amata, ma in fondo la vita continua e Mia Martini si chiede come sarà il suo futuro dopo la fine di questo amore. Questo pezzo non vince il Festival, ma incanta i giornalisti, che decidono di dar vita al premio della critica proprio per offrire un riconoscimento a Mimì. 
Dopo un buio periodo Mia Martini nel 1989 torna al Festival con “Almeno tu nell’universo”, una delle canzoni più conosciute nel panorama musicale italiano, che ottiene in quell’anno il premio della critica. Mia Martini conquisterà questo riconoscimento per la terza volta nel 1990 con “La nevicata del ‘56”. 
Nel 1991 apre una serie di ambiziose iniziative: propone in versione jazz diversi brani di cantautori italiani, come Battisti e Pino Daniele. Poi esprime tutto il proprio amore per Napoli, collaborando con Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello, cantando tra gli altri lo splendido successo “Cu’mme”. 
Nel 1992 torna al Festival con “Gli uomini non cambiano”. In questo periodo recupera il rapporto con la sorella Loredana: il ritrovarsi sotto il profilo famigliare, sfocia in una collaborazione artistica suggellata nel 1993 con la partecipazione a Sanremo con il brano “Stiamo come stiamo”, dove le sorelle duettano in una esibizione straordinaria, efficace nel trattare le contraddizioni sociali dell’epoca. Comunque, sentendola ora, “Stiamo come stiamo” rimane qualcosa di attualissimo.  

Dopo un’altra collaborazione con Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo (con cui inciderà la bellissima “Vieneme”), nel 1994 esce “La musica che gira intorno”, dove Mimì interpreta in modo magistrale alcune tra le più belle canzoni di cantautori classici italiani (De Andrè, Vasco Rossi, Ivano Fossati, Zucchero…).
Il 12 maggio del 1995 nella sua casa di Cardano al Campo, vicino a Varese, viene trovato il corpo senza vita di Mia Martini. Le voci e le leggende metropolitane sulle cause della morte creano un velo di mistero, come del resto accade per molti Grandi che se ne vanno. 
Non vogliamo però entrare nei pettegolezzi e nelle chiacchiere, che hanno insistito troppo spesso sulla vita (e perfino sulla morte) di Mimì, dovute anche dall’invidia nei confronti di un’interprete troppo brava e intellettualmente “libera” per non essere scomoda. 
Vogliamo citare le parole con cui il giornalista Mario Luzzato Fegiz accompagna i giorni dopo la morte di Mimì, sul Corriere della Sera: “è stata l’unica cantante importante della generazione successiva a Mina, Milva e Vanoni (…)Taluni la consideravano bizzosa e capricciosa, in realtà era soprattutto una perfezionista dotata di umanità, altruismo e fantasia”.
L’ultimo suo singolo si chiama “Viva l’Amore”, l’ultimo suo LP, parafrasando una canzone di Fossati, “La musica che mi gira intorno”: sono due titoli che rappresentano in modo emblematico Mia Martini.

Intervista a GIORGIA ARIU, Miss Reginetta d'Italia 2014

Miss Reginetta d'Italia 2014
GIORGIA ARIU, 16 anni dalla Sardegna
Eletta il 13 Settembre alla Baia Imperiale, deterrà il titolo fino a settembre 2015.
a cura della redazione / foto Elvio Icani


Dopo 12 mesi di selezioni, oltre 120 tappe in tutta Italia, diverse finali regionali e quasi 3000 candidate iscritte, ad aggiudicarsi il titolo di Miss Reginetta quest'anno, alla Baia Imperiale il 13 settembre è stata Giorgia Ariu, una bellissima ragazza arrivata dalla Sardegna, grazie alla talent scout regionale del concorso Marcella Piano. Oltre la bellezza, ciò che ha colpito la giuria, ma anche tantissime altre candidate che hanno passato con lei una settimana, è stata la semplicità di Giorgia e il suo coinvolgente sorriso vero e non artefatto. A soli 16 anni è lei che per un anno, manterrà la corona, in attesa di scegliere la nuova reginetta 2015. 

Molti ci hanno scritto facendoci domande in merito alle caratteristiche della stupenda ragazza che avete visto in copertina il mese scorso. Ecco domande veloci con risposte altrettanto immediate.



Ciao Giorgia, quando sei nata?
Ciao, sono nata il 1° Settembre del 1998

Dove sei nata?
A Oristano

In che città abiti?
Abito in un piccolo paesino che si chiama San Nicolò d'Arcidano di Oristano

Che scuola frequenti?
Il liceo Artistico, sono al terzo anno

Ti piace andare a scuola?
Come tutti gli altri ragazzi non mi fa impazzire, ma ci vado volentieri

Farai l'università?
Penso di proseguire gli studi nella facoltà di ingegneria

I tuoi genitori sono contenti della tua passione per i concorsi di bellezza e lo spettacolo?
Si, sono contentissimi

Cosa ti dicono in merito?
Che mi seguiranno e sosterranno sempre e mi augurano un avvenire in questo mondo

Quando hai fatto la prima sfilata o concorso di bellezza?
L'ho fatta ad Agosto del 2013

Cosa ti piace quando sfili?
Quando sfilo mi piace il fatto di esser sicura di me stessa

Chi è il tuo personaggio televisivo preferito?
Mi piace molto Michelle Hunziker

C'è una modella in particolare tuo idolo?
La bellissima Megan Fox

Cosa serve per diventare famosi?
Secondo me per diventare famosi serve essere se stessi... non sono essenziali costruzioni di qualsiasi tipo, se lo desideri arriverà

Quale parte del tuo corpo ti piace moltissimo?
Mi piacciono tantissimo i miei capelli, le mie labbra e il mio fisico in generale

C'è una parte del tuo corpo che non ti piace?
Mi accetto per quella che sono

Il tuo miglior pregio?
Sorridere sempre..

Il tuo peggior difetto?
La testardaggine

Il tuo colore preferito?
Il rosso

Hai animali da compagnia?
Si, due cani

Quanto sei alta?
1.67 cm

Quanto pesi?
50 kg

Che cosa ti piacerebbe fare nel mondo dello spettacolo?
Mi piacerebbe diventare qualcuno nel mondo dello spettacolo.. perchè no diventare una presentatrice televisiva, una modella, una cantante o magari fare l'attrice .

Studierai per arrivare a questo traguardo?
Si, ce la metterò tutta

Pensi sia necessario fare corsi di dizione per aspirare a diventare qualcuno nel mondo dello spettacolo?
Sicuramente è utile, ma non necessario

Fumi?
No

Cosa pensi di chi fuma?
Penso che è una scelta personale, ognuno è libero di fare quel che desidera

Sei fidanzata?
No


Come mai?

Non penso sia indispensabile essere fidanzate a quest'età, arriverà il momento anche per quello

Qual'è il tuo piatto preferito?
La pizza

Qual'è la cosa che più detesti in generale?
La falsità delle persone

Ti piaci più truccata o acqua e sapone?
Quando mi trucco, non mi trucco tanto.. diciamo che non mi piaccio truccata troppo, ma nemmeno senza trucco

Ti piacerebbe avere figli in futuro?
Perchè no

Cosa pensi del matrimonio?
E' una scelta che si fa quando si è sicuri di trascorrere il resto della propria vita al fianco della persona che si ama

Sei credente?
Si

Vai in chiesa la domenica mattina?
No

Cosa ne pensi della chirurgia estetica utilizzata da chi si rifà il seno?
Secondo me è piu' importante la qualità della quantità

Qual'è la tua trasmissione preferita?
Striscia la notizia

Quando sei stata scelta per la finale di Miss Reginetta d'Italia cos'hai pensato?
Ero talmente contenta che non ci credevo!

Qual'è la cosa che più ti è piaciuta nella settimana passata con le altre finaliste a Misano Adriatico per la finale del concorso?
Mi è piaciuto un sacco il fatto di aver socializzao con quasi tutte le finaliste... Erano tutte simpatiche e socievoli. Mi sono piaciuti molo tutti i servizi fotografici, le prove di ballo erano divertentissime. Senza trascurare il fatto che nel bellissimo Hotel Kursaal si mangiava benissimo. Insomma, tutto quel che il Patron Devis Paganelli ci ha riservato, è stato fantastico.

Sei conscia del fatto che in questo settore nulla è sicuro e che la cosa più importante è comunque stare con i piedi per terra?
Si, lo so benissimo ed è la cosa che sto facendo

Molti concorsi di bellezza e anche tanti altri settori, sono costruiti e organizzati affinché tutto sia già deciso. Probabilmente lo pensano tanti anche di Miss Reginetta d'Italia in quanto come spesso accade, chi perde pensa che ci sia qualcosa sotto. Tu cosa vuoi dire a chi pensa questo?
Vorrei dire alle persone che pensano questo sul concorso di Miss Reginetta che non c'è niente di costruito e che non c'è niente sotto. E' un concorso pulito e lo ritengo il miglior concorso di bellezza in assoluto

Cosa vuoi dire a tutte le ragazze che si avvicinano a Miss Reginetta d'Italia, il concorso di bellezza nazionale italiano più seguito dai VIP?
Vorrei dire a tutte le ragazze che si avvicinano a Miss Reginetta di proseguire il loro percorso e di non pensare che sia tutto organizzato da prima. E' un concorso pulito ed è tutto molto professionale.

Hai vinto miss reginetta d'Italia, te lo aspettavi?
No, non me lo aspettavo e propio per questo sono felicissima. E' stato tutto inaspettato e fantastico, una bellissima esperienza e spero tutto ciò sia per me un trampolino di lancio nel mondo della moda e dello spettacolo.

Vuoi dire qualcosa ai lettori di Slide?
Si, voglio mandare un bacio a tutti, ringraziando anche tutti quelli che mi hanno scritto per farmi i complimenti.  

Gilberto Mazzi con la sua canzone "Se potessi avere mille lire al mese..."

Rimarrà nella storia della musica italiana
a cura di Fabio Buffa - Slide Italia

E’ una canzone che non passerà mai di moda. Una canzone che da settantacinque anni ci rimbomba tra un timpano e l’altro non appena (soprattutto in tempi di crisi come questi) il sogno di ognuno di noi è quello di  guadagnare qualche Euro in più. Sognando inaspettate entrate economiche ecco che ci torna alla mente quel motivetto…. “se potessi avereeee…mille lire al meseeeee…”.
In un’indagine di alcuni anni fa fu inserita nel novero di brani più popolari in Italia. Gli esperti la posero tra le canzoni evergreen. Parliamo, naturalmente, di “Mille lire al mese”, che nel 1939 sbancò, diventando una sorta di inno nazionale. Negli anni del boom economico fu rispolverata come beffardo sfottò ad una povertà che consideravamo alle spalle, negli anni ottanta accompagnò la nascita dello yuppismo e dell'edonismo reaganiano, nei novanta quello della luna di miele col bipolarismo. Ed oggi è una delle più popolari sdrammatizzazioni della crisi economica globale. Ma chi cantava “Mille lire al mese?”.


Era un alessandrino, che i ben informati dicono che da giovanissimo facesse esercizi da autodidatta per “limare” quella “erre moscia” tipica di chi è nato tra Tanaro e Bormida. Quella voce sorniona, agrodolce, gonfia di ironia, arrivava dall'ugola di Gilberto Mazzi, nato il 3 gennaio 1909. Alessandria gli consegnò le prime lezioni di canto, lui poi si trasferì a Milano, poco più che adolescente. Poi per qualche mese partì verso gli Stati Uniti, un po’ per turismo e un po’ per sondare il terreno per un’eventuale carriera americana. E’ lo stesso Mazzi a raccontare che negli States ebbe la sua prima esperienza davanti ad un microfono, in occasione di un'intervista che un cronista gli fece circa le sue impressioni (di italiano) sulla città statunitense dove si trovava: New York.

Nel 1938 a Mazzi capita l'occasione della vita: partecipa (tra l'altro con un'altra cantante alessandrina, Maria Jottini) alla gara nazionale per gli artisti della canzone, indetta dalla Eiar: è l'ottobre del 1938 e tre mesi dopo, proprio grazie a quel concorso, entra a far parte del cast radiofonico nazionale, diventando cantante con le orchestre di Cinico Angelini, Pippo Barzizza e di Tito Petralia. Questo fu il trampolino di lancio che permise a Gilberto Mazzi di entrare a far parte di un contesto che, nel 1939, gli permise di vedersi affidare la canzone “Mille lire al mese” scritta alcuni mesi prima; è un motivetto fox-trot, swingeggiante, messo giù da Carlo Innocenzi (musica) e Alessandro Sopranzi (parole), con arrangiamenti di Pippo Barzizza. Come esce la canzone ha un successo inaspettato e Gilberto Mazzi diventa il cantante più popolare del momento. “Se potessi avere mille lire al mese, senza esagerare, sarei certo di trovar tutta la felicità”. Con queste parole Gilberto Mazzi disegna il bel paese di quei tempi. Un'Italia  povera e con la seconda guerra mondiale alle porte. Il cantante alessandrino recita il desiderio di una nazione di uscire dall'emarginazione sociale, accontentandosi “senza esagerare” di un tranquillo benessere.  

Il regime fascista vuole illudere gli italiani che la nostra nazione è una potenza piena di vigore e prosperità. Ma gli italiani, nel silenzio della paura delle ritorsioni politiche, sono consapevoli che fame e povertà li stanno trascinando nell’oblio. In “Mille lire al mese” Gilberto Mazzi cantava così: “che diperazion, che delusion, dover campar. Sempre in disdetta, sempre in bolletta. Ma se un posticino, doman cara, io troverò, di gemme d'oro di coprirò. Se potessi avere, mille lire al mese...”. 
In realtà mille lire al mese, come stipendio, non era uno sproposito: nel 1985, Alessandra Lescano, una delle sorelle dell'omonimo Trio, confidò in un'intervista a Natalia Aspesi che nel 1939 loro (ovvero il Trio) 1000 lire le guadagnavano al giorno. 1000 lire era lo stipendio di un medico, pari alle attuali 750 euro. Naturalmente tutto andrebbe ricalcolato in termini coerenti con quei tempi là, e non è errato affermare che con 1000 lire nel 1939, ragionando in potere d'acquisto, ci potevi fare ciò che oggi compreresti con 2500 euro. 
Mazzi, sempre nel 1939, canta poi “Mustafà”, “Juanita”, “Era lei, si si”, “Ma quando te ne vai”, “La Vita  è bella”, “Cara Carolina” e “Suona la trombettina”, più altri motivi meno noti. Nel 1940 passa al cinema: recita, con la Jottini, in “Ecco la Radio”, mentre nel 1943 è accanto a Macario in “Macario contro Zagomar”.  Nel 1950 lo troviamo con quel maestro dell'ironia che fu Tino Scotti in “E' arrivato il cavaliere”, un film di Steno e Monicelli, che rappresenta uno straordinario quanto ironico esempio di avanguardia, comicità e surrealismo. 
Ma la versatilità di Gilberto Mazzi non ondeggia solo tra canzone e filmografie: Mazzi è doppiatore e abile conduttore radiofonico. 


Il suo cuore si fermò a Roma l' 8 giugno del 1978: è seppellito al cimitero Flaminio. 
Fu un personaggio dotato di coraggio ed ironia: seppe seguire le proprie intuizioni artistiche senza farsi prendere dalla paura del cambiamento. Gilberto Mazzi fu spirito eclettico, capace di passare dalla canzone, alla radio, al cinema con una naturalezza unica. Mazzi reciterà in ben 25 film , tra cui citiamo anche “La folla”, “Un Amore a Roma”, di Dino Risi e “Soldati e caporali” accanto a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Ma l'apparizione più importante per Mazzi è certamente quella nel film di Carlo Lizzani “Mussolini ultimo atto”, del 1974: qui il nostro concittadino recita accanto a Henry Fonda, Franco Nero e Rod Steiger, uno dei grandi cattivi di Hollywood, che ricopre la parte di Benito Mussolini. 
Nel 1968 fece anche televisione: recitò con il Quartetto Cetra nella serie di commedie comiche musicali “Non cantare spara”, dove veniva rappresentato in termini goliardici e satirici il mondo del western, con la bella del saloon, il cattivo, gli indiani... Con Gilberto Mazzi apparve per la prima volta in Tv Fiorella Mannoia. Allora era una ragazzina di 14 anni e faceva la controfigura, assieme ai fratelli. 

In uscita a Novembre in Italia Hunger Games, Il canto della rivolta - Parte 1

Hunger Games
Il canto della rivolta - Parte 1

Il fenomeno mondiale di Hunger Games torna ad illuminare l'oscurità con Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte I. Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) si trova ora nel Distretto 13 dopo aver annientato i giochi per sempre. Sotto la guida della Presidente Coin (Julianne Moore) e i consigli dei suoi fidati amici, Katniss spiega le sue ali in una battaglia per salvare Peeta (Josh Hutcherson) e un intero Paese incoraggiato dalla sua forza.



Come nasche la saga di Hunger Games 

La nazione di Panem, subentrata ad un'America post-apocalittica, è formata dalla ricca Capitol City e da tredici grandi distretti circostanti, di cui dodici ancora abitati ed un tredicesimo che fu distrutto tempo addietro da Capitol City durante un tentativo di ribellione. Ogni anno, come punizione per aver scatenato la ribellione anni prima, in ogni distretto vengono scelti un ragazzo e una ragazza di età compresa tra i dodici e i diciotto anni per partecipare agli Hunger Games, un evento nel quale i partecipanti (detti anche "tributi") devono combattere in un luogo detto "arena", che viene controllata dagli Strateghi per mezzo di computer molto sofisticati, finché uno solo rimane vivo. La selezione avviene tramite una cerimonia chiamata "mietitura", che consiste nel pescare da un'ampolla un biglietto tra i tanti nomi dei candidati. Nel Distretto 12, il più povero di tutti gli altri, vive una ragazza di nome Katniss Everdeen, molto abile nella caccia e nel tiro con l'arco. Katniss trascorre la maggior parte del tempo nei boschi con il suo migliore amico, Gale Hawthorne, in cerca di cibo per poter sfamare le loro famiglie, cadute in miseria dopo la morte dei due padri avvenuta a causa di un'esplosione in una miniera di carbone. Durante il sorteggio della settantaquattresima edizione dei giochi, Effie Trinket, l'incaricata mandata da Capitol City a celebrare la mietitura, sorteggia Primrose Everdeen, la sorella minore di Katniss, ma questa, pur di salvarle la vita, si offre volontaria al suo posto. Insieme a Katniss viene scelto anche il figlio del fornaio, Peeta Mellark. La cosa sconvolge Katniss, in quanto Peeta le aveva dato del pane tempo addietro per sfamarsi nel periodo successivo alla morte del padre. Era riuscito infatti, con questo gesto, a darle la speranza per sopravvivere. Katniss e Peeta vengono quindi portati a Capitol City: ogni distretto ha un team di allenatori, con la funzione di preparare i "tributi", sia fisicamente che psicologicamente, alla partecipazione ai giochi. Il loro mentore, Haymitch Abernathy, unico vincitore del Distretto 12, svela ciò che potrebbe salvargli la vita: gli Sponsor, ossia il favore del pubblico, che può inviare ai tributi medicine e cibo utili per la sopravvivenza. Per questo, all'ingresso in scena della coppia nella cerimonia di presentazione al cospetto del presidente Snow, il capo politico dell'intera Panem, lo stilista Cinna sceglie di far indossare degli abiti particolari che si riempiono di fiamme per attirare l'attenzione in modo da non farli passare inosservati e fargli guadagnare degli sponsor. Nella preparazione ai giochi, i vari tributi seguono dei corsi di allenamento e resistenza. Alla fine di essi ognuno di loro riceve un punteggio che rappresenta le probabilità di vittoria del ragazzo. Katniss riceve il voto più alto della sessione: 11 su 12. Mentre Peeta riceve 8 su 12. La sera prima dell'inizio dei giochi, i tributi vengono intervistati dal conduttore televisivo Caesar Flickerman, e Peeta rivela inaspettatamente i suoi sentimenti romantici per Katniss. Katniss si sente oltraggiata, convinta che questo sia solo un metodo per ottenere il supporto del pubblico. I giochi iniziano e metà dei tributi muore nelle prime otto ore. Peeta stringe un'alleanza con i favoriti, quelli provenienti dai distretti più ricchi e di conseguenza più allenati: Marvel e Glimmer (provenienti dal Distretto 1), Cato e Clove (dal Distretto 2). Questi sono intenzionati ad uccidere Katniss, ma Peeta fornisce loro indicazioni sbagliate, dando modo alla ragazza di restare lontana dai nemici. Katniss continua ad allontanarsi dal campo di battaglia, ma, dopo essersi ferita in un incendio, appiccato dagli stessi strateghi per spingerla alla morte, viene vista dai favoriti. Tuttavia riesce a trarsi in salvo arrampicandosi su un albero e inoltre quella stessa notte riceve un dono dagli sponsor per aiutarla a guarire la sua ferita. Il giorno successivo, Katniss stringe un'alleanza con Rue, del Distretto 11, che le indica un nido di vespe geneticamente modificate, che viene sfruttato dalla ragazza per uccidere una dei favoriti, Glimmer, in modo da rubarle l'arco e le frecce. Katniss viene però punta da alcune vespe e rimane priva di sensi per due giorni, sotto la completa vigilanza di Rue. Quando la ragazza si riprende, le due studiano un diversivo per distruggere le scorte dei favoriti. Per riuscire nell'intento, Katniss coglie l'occasione, usando il suo arco per lacerare con le frecce un sacchetto pieno di mele, facendole cadere su delle mine poste intorno alle scorte, in modo da farle esplodere. Qualche ora dopo Rue viene uccisa da Marvel, ucciso a sua volta da Katniss. Su richiesta di Rue, Katniss le canta una canzone mentre questa muore e infine alza la mano in segno di saluto al Distretto 11, e ciò scatena una rivolta popolare in questo stesso distretto. Per evitare altre rivolte, il capo degli Strateghi, Seneca Crane, cambia le regole del gioco sotto consiglio di Haymitch: i vincitori possono essere due purché siano dello stesso distretto, dando al popolo qualcosa per cui tifare, ovvero gli "sfortunati amanti" del distretto 12, Katniss e Peeta. Sentendo questo Katniss cerca Peeta e lo trova mimetizzato vicino al fiume ferito da un colpo di spada. Quest'ultimo le fa capire che è davvero innamorato di lei, non solo per guadagnarsi le attenzioni degli sponsor. La mattina dopo, Katniss decide di dirigersi sulla cornucopia, ovvero il punto in cui hanno avuto inizio i giochi, per recuperare delle medicine affinché Peeta guarisca. Viene però presa d'assalto da Clove, che l'attacca cercando di farla morire dolorosamente. Tresh, tributo del Distretto 11, uccide Clove e risparmia Katniss in memoria di Rue. Un altro tributo, Faccia di Volpe, muore consumando delle bacche velenose rubate a Peeta. Nel frattempo dei mostri geneticamente modificati, gli ibridi, vengono rilasciati dagli Strateghi nel campo di gioco ed uccidono Tresh, lasciando Katniss e Peeta in lotta con il solo tributo nemico rimasto, Cato. Lo scontro finale si svolge sulla cornucopia, alla base della quale gli ibridi attendono che qualcuno muoia per poterlo poi divorare. Cato blocca Peeta, ma Katniss colpisce Cato alla mano con una freccia. Peeta approfitta della situazione per lanciare Cato giù dalla cornucopia, dove viene ferito mortalmente dagli ibridi. Per risparmiargli le sofferenze, Katniss scaglia una freccia contro Cato, uccidendolo definitivamente. Così Peeta e Katniss, vincono gli Hunger Games; ma gli Strateghi invertono nuovamente il regolamento, dichiarando che soltanto uno potrà vincere. Peeta chiede a Katniss di ucciderlo, ma lei prende le bacche velenose e ne dà una porzione a Peeta, tenendone una per sé. Realizzando che Katniss e Peeta intendono suicidarsi, gli Strateghi annunciano che entrambi sono vincitori. Tornando a Capitol City, Katniss viene avvisata da Haymitch del fatto che adesso lei è un bersaglio politico, per aver sfidato pubblicamente i leader della società. Nel frattempo, il capo degli Strateghi, Seneca Crane, viene rinchiuso in una stanza e costretto a suicidarsi con delle bacche velenose per non aver portato a termine la sua missione di procurare un solo vincitore. Mentre Katniss e Peeta ritornano alla loro casa, il presidente Snow pondera su cosa fare riguardo ai due vincitori e alla rivolta a cui hanno inconsapevolmente dato inizio.

“Lady Gaga si riprende la voce con “Cheek to Cheek”

di Giuseppe Scarpato - Slide Italia

Nessuno sentiva l'esigenza di un' incursione nel jazz di Lady Gaga, diciamolo subito. L'avanguardista del pop si muoveva spavalda nel suo territorio creativo forte dei traguardi raggiunti negli ultimi anni, almeno fino a quando l' ultimo album "Artpop" si è rivelato poco apprezzato e le vendite sono crollate, ragion per cui Miss Germanotta ha dovuto congedare il suo team creativo, licenziare il manager e affrontare i primi aspetti negativi di quella "fama" che profeticamente raccontava nelle gloriose hits del suo primo cd. 


lady gaga


La rinascita viene battezzata dall'uscita di "Cheek to Cheek" (Interscope), primo disco jazz della sua carriera disponibile dal 19 Settembre, e primo realizzato in collaborazione con la leggenda del genere, Tony Bennett. Pare sia stato proprio quest'ultimo a farle tornare la voglia di cantare dopo la lunga depressione di cui la cantante è stata vittima,  che le avrebbe fatto considerare l'ipotesi di appendere parrucca e costumi di scena al chiodo e chiudere con la frenetica vita da “regina delle provocazioni da svariati milioni di dollari” che sembrava aver completamente risucchiato la sua essenza artistica. Così, complice la lunga amicizia che da tempo li legava i due si sono ritrovati in studio per dare vita ad un progetto che suona tanto “operazione salvataggio popstar in declino”, quanto il tenero intervento “cuore a cuore” di un nonno che tende la sua “mano jazz” alla nipote in difficoltà, fatto che regala una certa nobiltà al progetto ma che perde in consistenza quando realizzi che alla fine è prevalentemente di business che si parla, venduto con un rassicurante contorno di sentimentalismo padre-figlia, ma pur sempre business . Senza contare che ad essere coinvolta nell'affare è colei che in virtù del marketing si è reinventata circa un milione di volte dal 2008 ad oggi, in un vortice di travestimenti estremi, numero uno, scandali, ammiccamenti più o meno velati all'operato di una certa Lady Madonna, profumi di colore nero (perchè appunto secondo la sua creatrice, nera è l'anima della fama) più ambiziose operazioni commerciali, spesso ( e un po' meramente) travestite da operazioni umanitarie rigorosamente a mezzo stampa, supportata da una comunità di ammiratori (gli ormai celebri “Little Monsters) che da soli garantiscono la metà del fatturato di tutto ciò che sul mercato porta il marchio “Lady Gaga”. Ecco, fare finta che tutto ciò non ci sia mai stato è piuttosto difficile. Ciò che possiamo fare è valutare quest'album che in effetti (e complici le controversie dell'ultimo anno)  ci restituisce una Gaga per la prima volta totalmente “anima e voce”, al di la delle teatrali performance nei tour, dei vestititi di carne cruda (e crudi) sfoggiati sul red carpet, delle decine di provocazioni mediaticamente vincenti che nel tempo avevavo oscurato il fatto che si, Lady Gaga è senza dubbio un fenomeno culturale che va giudicato nella sua totale, spudorata e a più riprese ostentata “espressione pop”, ma che d'altro canto è anche un' artista dotata di grande vocalità, abilità per la scrittura e notevoli capacità al pianoforte, piccole perle nascoste tra una esagerazione e l'altra come “You and I” (da “Born this way” del 2011) che sembrano riecheggiare le leggende rock degli anni 70, lo hanno dimostrano ampiamente. Parlando dei singoli brani, tra le 11 tracce spiccano la seducente “Firefly” e la gaia raffinatezza di “Anything goes”. In “Lush life” la voce di  Lady Gaga brilla di virtuosismo e da un quid particolare al tutto, mentre “But beautiful” è abbastanza trasognante da proiettarti a Times Square, di sera, magari negli tardi anni 50. Infine “Nature boy” ha la giusta carica di disperato sentimentalismo vintage in un fumoso jazz club. In definitiva tutto scorre omogeneo e piacevole, la vocalità di entrambi si intreccia con facilità e forse l'unica cosa su cui potremmo obiettare, strettamente legata alle logica di produzione del disco è il periodo di uscita. Canzoni come queste avrebbero funzionato bene durante le festività natalizie, e si si sa che a Natale le vendite dei cd si impennano enormemente. Forse allora non è andato tutto perso  nei meandri della sofisticata immagine che la cantante ha adottato durante le recenti interviste promozionali, e qualcosa di irrazionalmente legato alla pura voglia di evadere dalle solite cose fatte per vendere sembra esserci ancora. Dubitiamo che la ragazza possa seriamente lasciare i piani alti delle classifiche e il mainstream, per una ridimensionata carriera da piccola Etta James, ma gioiamo del fatto che lei stessa abbia capito che in certe circostanze la semplicità premia, nobilita e soprattutto riabilita. In quanto a Mr. Bennett potremmo dispendiare innumerevoli parole di elogio, a voler rimarcare l'eccellente attitudine artistica che a più di ottanta anni c'è lo regala ancora in splendida forma e totalmente a suo agio, perfettamente amalgamato a qual si voglia Lady Gaga del caso, ma incredibilmente superiore a qualunque supporter per splendore e maestranza nella voce. Autentico “jazz maker”, consumato, abile esponente della vecchia guardia, poco altro da aggiungere insomma.

Giuseppe Scarpato

Marco Anelli : La mia CGTV Cani e Gatti Tv Channel!

Da questo mese su SLIDE la nuova rubrica
CGTV Cani e Gatti Tv Channel
da un idea di Marco Anelli



Marco Anelli, ideatore di CGTV, nasce da una fantastica esperienza musicale con suo fratello Stefano col duo GEMINI vincendo UN DISCO PER L’ESTATE 1997/98. Ha due singoli all’attivo ”SENTO CHE CI SEI” e ”IO E TE” con diverse apparizioni televisive. Nel 2004 debutta in teatro come cantante e produttore musicale con STUDIO 54 ABSOLUTELY LIVE insieme a MAX LAUDADIO e nel 2005 inizia una collaborazione artistica con MARIO FARGETTA.
Nel 2009 realizza il suo sogno "CGTV CHANNEL" una TV per gli amici a 4 zampe, in giro per l’Italia per documentare notizie positive ma purtroppo anche quelle negative, cercando nel suo piccolo di dare una zampa a chi davvero ne ha bisogno. Dice ”sono felice di essere il papà di questa splendida famiglia e spero che si possa collaborare con più persone perchè non è mai abbastanza quello che si fa per gli animali…".
Da questo mese su SLIDE, i nostri lettori potranno seguire una pagina gestita da Marco Anelli che riporta proprio il nome di CGTV Channel.

marco anelli

Marco, hai iniziato con la musica, com'è nata questa passione?
Sin da bambino ho sempre ascoltato musica con mio fratello e mio nonno grande violinista, ci metteva sulle sue gambe e con le mani ci faceva tenere il tempo..Uso il plurale perchè sono gemello e anche grazie a questa passione in comune nel 1997 abbiamo vinto "Un disco per l’estate" nella sezione giovani con "Sento che ci sei".

Sai suonare qualche strumento?
Ho iniziato a suonare la chitarra classica all’età di 4 anni ma non è che mi piaceva molto, amavo suonare il pianoforte ma avevamo una casa piccola e purtroppo non ci stava, secondo me era mio padre che non voleva, visto che dovevo ancora imparare non sopportava l’idea della melodia scontata, hai presente la scala do re mi fa sol la si do… ecco prova ad ascoltarla per 4 ore o più al giorno…

E prima del successo, come ti sei formato?
Prima del grande passo io e Stefano, come molti del resto, abbiamo fatto gavetta nei piano bar, cantine, discoteche e proprio li siamo stati scoperti da due produttori dove ci hanno davvero insegnato il mestiere, l’essere artisti a 360 gradi.

E poi il grande pubblico..
Mi ricordo un particolare a Riccione, prima di salire sul palco per la finale, guardo mio fratello e gli dico “ ohhhh questa è la nostra occasione, andiamo a vincere, sono tutti li per noi!!” e lui, anche se non lo ammetterà mai, se la stava facendo sotto ahahahhaha, ma appena la Pettinelli di RDS ci ha annunciato beh…. eravamo due leoni pronti a portarci a casa il Disco per l’Estate.

Parlaci della tua esperienza con Max Laudadio a teatro.
Conosco Max dal duemila quando ancora non era inviato di Striscia la Notizia e Iene, un bravo ragazzo davvero. Mi propone di riprodurre fedelmente tutte le musiche di "STUDIO 54" e di diventare con mio fratello i due cantanti del musical. Beh ovviamente non si poteva rifiutare e iniziammo a fare un tour nel 2004 con ben 30 date SOLD OUT al Teatro Nuovo di Milano in San Babila!

Consigli ai talenti emergenti di fare teatro?
Un esperienza che rifarei mille volte, il teatro ti fa crescere, ti fa maturare, lo consiglio a tutti coloro che oltre a cantare vogliono recitare.

Hai collaborato anche con Mario Fargetta...
Nel 2001 entro a far parte della Nazionale Calcio TV dove ad oggi vanto più di 200 presenze e 112 goal, un piccolo bomber ehehehhe, grandi nomi, da Paolo Bonolis, a Max Laudadio, Staffelli, Ghione, Mammucari, Diego Abatantuono e tanti altri. Li conosco anche Mario Fargetta, un grande uomo oltre che caro amico.
Molte le nostre collaborazioni una su tutte la produzione di  "HAI IN PIU’ QUALCOSA", il mio nuovo singolo, con il testo di Andrea Amati ( Nek - Renga e tanti altri ) e Musica Marco Anelli, molto importante che uscirà a breve.

Ricordi qualche anedotto divertente di questa partnership?
Un momento divertente? beh quando giochiamo a pallone con la Nazionale calcio tv, giochi di sguardi ecc… insomma tra bomber ci si intende..

Com'è nata l'idea di CGTV Channel nel 2009?
CGTVCHANNEL nasce da un sogno fatto nel 2009, mi sono svegliato con l’idea di aprire una tv su animali, un insieme di notizie riguardanti il fantastico mondo dei 4 zampe, e così ho coinvolto la mia ragazza e vari collaboratori e siamo partiti. Molti i servizi e le notizie fino ad arrivare ad oggi dove CaniegattiTvChannel è il primo portale di riferimento sul mondo degli animali e non solo cani e gatti ma anche cetacei, tartarughe, furetti, e tanti altri. Varie le associazioni che collaborano con CGTV CHANNEL ( LAV - OIPA - LEGA DEL CANE- ENPA - CHILIAMACISEGUA FRECCIA 45 - RADIO BAU 105 ecc.. ).


Poi l'arrivo della trasmissione a diffusione nazionale..
Nel 2010 i servizi di CGTV passano anche su molte emittenti nazionali  e molto presto entra nel mondo satellitare di SKY  832 . Un altro passo in avanti per diffondere il più possibile le notizie del mondo a 4 zampe.

La storia che più ti ha colpito tra i tuoi servizi fino ad ora?
La storia che mi ha colpito di più è decisamente il salvataggio di cani a Milano dietro il cimitero monumentale, in condizioni pessime e, dopo averli portati con le guardie al canile di Milano e dopo un percorso di rieducazione mentale, sono stati tutti adottati. Un saluto a tutti gli amici di SLIDE! Vi aspetto su CGTV CHANNEL!

Artu

Artù La mascotte di CGTV CHANNEL   Artù è uno splendido “esemplare” di cane BEAGLE di 7 anni il suo padroncino Marco lo ha strappato dalle mani della VIVISEZIONE e lui ne è davvero felice. Artù, impegni permettendo segue Marco nelle manifestazioni – eventi ecc… Dice ” chissà magari se sei fortunato ci potremmo incontrare ….” La solita STAR!!!

GUARDA CGTV CHANNEL ANCHE ONLINE
http://www.caniegattitvchannel.tv
CGTVCHANNEL

mercoledì 22 ottobre 2014

EQUOTUBE, regalare week-end ed esperienze green.

EquoTube si propone di ideare e creare pacchetti regalo che contengono week end, cene, attività e benessere, in un contesto di turismo sostenibile e responsabile. La proposta, concretamente racchiusa in un tubo, vuole rappresentare un’idea regalo innovativa, utile e divertente: un'esperienza da vivere o da regalare. Ogni EquoTube risponde alla sempre maggiore sensibilità verso l'ambiente, l'alimentazione sana, la valorizzazione della cultura locale e la riscoperta delle ricchezze del territorio … per un turismo che sia una condivisione vera tra comunità ospitante e viaggiatori. All’interno di ogni EquoTube è illustrata la proposta nei dettagli: vengono descritti i servizi inclusi, le strutture ed i partner utilizzati, le attività previste durante il soggiorno e molte informazioni utili. Attualmente il prodotto è disponibile, oltre che on-line sul sito ufficiale www.equotube.it, presso ipermercati COOP, negozi TRONY, la catena di prodotti ecocompatibili per ufficio ECOSTORE, oltre che attraverso una rete, in continua espansione, di botteghe del commercio equo solidale, negozi biologici, librerie ed agenzie di viaggio interessate a proporre il turismo responsabile. EquoTube è distribuito anche da MisterHoliday, network di circa 100 agenzie su tutto il territorio italiano. Le strutture che aderiscono ad EquoTube rispettano criteri di sostenibilità e responsabilità. Sono circa 250 per oltre 400 proposte, ed il numero aumenta costantemente. Sono piccole realtà come B&B, agriturismi, ostelli, alberghi diffusi, bioresort, masserie, osterie, ristoranti; la loro gestione è particolarmente attenta a : Ambiente ed eco-compatibilità; Responsabilità sociale, ad esempio attraverso la gestione di cooperative che coinvolgono persone svantaggiate; Territorio, attraverso la valorizzazione di prodotti locali, attività culturali, naturalistiche ecc..



A tutte le strutture viene chiesto di rispettare la Carta dei Principi del Turismo Responsabile.
I criteri in calce e la carta suddetta sono punto di riferimento per i parametri da rispettare: 1 – Rispetto del contesto naturale; 2 – Risparmio energetico e sensibilizzazione / Utilizzo di energie rinnovabili / Riduzione
dei consumi di acqua: 3 – Attenzione al potenziamento della raccolta differenziata e riduzione quantità di rifiuti
prodotti; 4 – Uso prodotti tipici locali o a km zero; 5 – Uso prodotti equosolidali o biologici; 6 – Conoscenza "vera"del territorio e contatto con la comunità ospitante e le sue tradizioni; 7 – Utilizzo in loco di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale ; 8 – Agevolazioni per diversamente abili; 9 – Le attività possono essere definite almeno con uno di questi aggettivi: particolari, sostenibili o creative; 10 – La struttura cerca di valorizzare la qualità dei viaggiatori, piuttosto che la quantità

Le strutture ricettive sono state selezionate in base ad una serie di criteri di sostenibilità che valorizzano tutti coloro che hanno fatto dell'ospitalità e delle scelte etiche il loro principale stile di vita. EquoTube ha pertanto deciso di favorire l’inserimento di strutture certificate. Per quanto riguarda la selezione delle strutture, hanno aderito strutture appartenenti alla rete di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), WWF Fattorie del Panda, Perle Alpine, Legambiente Turismo, strutture certificate ICEA, AIAB.

martedì 21 ottobre 2014

PASCIA' Riccione, torna a far sognare le colline riccionesi.

Dopo tante, forse troppe, gestioni fallimentari negli ultimi anni, il Pascià di Riccione sembra essere tornato il locale che ha fatto parlare in Italia tutto l'ambiente del nightlife negli anni 80. 
Dopo aver lanciato il Pepenero di Riccione e Milano, Leonardo Dionigi alias Capitano Leo, reduce dal sequestro del locale riccionese per questioni legali comunque da lui slegate (lui era solo il Direttore da quanto ci risulti), è tornato in riviera con la gestione della discoteca in passato ritenuto simbolo delle notti romagnole.


Il lampadario più famoso d'Italia, sta tornando a far ballare i riminesi che da molti anni avevano lasciato l'abitudine di frequentare la "collina" d'inverno, tranne che per qualche serata passata al Peter Pan ormai sempre più ripetitivo e sempre meno entusiasmante. 

Il Pascià ha cambiato look, ha cambiato gestione, ha cambiato anche sistema di intrattenimento organizzando il locale più come una location modulare e dalle più svariate possibilità di utilizzo. Le varie aree sono state attrezzate e suddivise in ambienti ermeticamente (più o meno) indipendenti.

L'idea di coinvolgere le "peperine" (carine e simpatiche ragazze che ti intrattengono mentre consumi drink), l'innovazione delle entreneuse dei nightclub, non è male e scombussola le logiche dell'intrattenimento canonico che forse hanno pure anche stancato, tant'è che oggi il Pascià ha iniziato nuovamente a far parlare di se dopo quasi vent'anni di silenzio e dopo quasi vent'anni di qualche gestione improvvisata o forse solo sfortunata.
Con tutto ciò, non sembra comunque troppo facile attirare clientela in collina con le sole "peperine" che invece con gran successo facevano grandi incassi nel Riccionese sul mare. 

Si può pensare che anche per questo il bravo direttore Leonardo Dionigi, ha pensato di dare spazio a iniziative tra le più variegate, dalla disco, al latino, all'aperitivo, alle cene. Fatto è, che oggi il Pascià è tornato e c'è da esserne certi, farà sempre più parlare di se!

Testi soggetti a opinioni personali della redazione di Slide. Immagini tratte dal sito ufficiale del Pascià.

venerdì 17 ottobre 2014

GUAM, sceglie Miss Reginetta d'Italia anche per il 2015

E' di oggi la notizia che GUAM è tra i partners ufficiali di Miss Reginetta d'Italia anche per l'edizione 2015. E' stato definito l'accordo tra GUAM e il Patron Devis Paganelli, che prevede la presenza del noto brand, alle iniziative nazionali del Concorso di Bellezza più seguito dai VIP.
Ad ogni finalista nazionale, anche quest'anno, sarà fatto dono di un KIT prodotti GUAM.


Nel 1986 un giovane imprenditore, Egidio Siena, esperto di cosmesi e prodotti naturali che ama il mare e navigare a vela si imbatte nel porto di Brest e due immagini lo colpiscono: l’imponente faro che domina il paesaggio, ed una schiera di imbarcazioni, molto simili a comuni pescherecci, colme di alghe marine. Scopre così che i fondali di quei mari, in corrispondenza delle aspre e fredde coste a falesia della Bretagna, sono ricchissimi di alghe marine. Intrattenendosi in lunghe conversazioni con i pescatori bretoni scopre che da secoli – dal 1600 – la gente del luogo considera quelle alghe preziosissime, non meno di pesci e molluschi. Le alghe vengono mietute ogni estate, quando raggiungono l’altezza di alcuni metri, con uno strumento chiamato “scoubidou” che non danneggia il fondo marino permettendo sempre così una loro ricrescita spontanea.. Una volta pescate e portate a riva con le barche dagli stessi pescatori , vengono caricate su carri e distese ad essiccare al sole e al vento oceanico, con un procedimento simile a quello usato per il fieno o per i fiori secchi in Provenza. Dopo qualche giorno le alghe marine cedono tutta la loro acqua perdendo circa l’80% del loro peso e assumono l’aspetto di un terriccio. Già nella tradizione popolare, da centinaia di anni si sa che le alghe venivano tenute in grandissima considerazione e nel mondo della mitologia godevano fama di “ cibo divino”; la gente si tramandava da tempo ricette a base d’alga. Il mondo scientifico le conosceva e utilizzava per favorire la circolazione del sangue, per le loro proprietà dimagranti e antireumatiche, contro l’obesità e per il benessere del corpo e la bellezza della pelle.