lunedì 26 maggio 2014

VOGLIO ANDARE A VIVERE A DUBAI. Aprire attività qui, il paese dei balocchi. Tasse? No grazie

Aprire all'estero con tasse pari a zero totale
DUBAI, futuro dell'economia mondiale?
Senza pressione fiscale è uno dei paesi più ricchi al mondo.
a cura della redazione

Dubai ( dal probabile significato "strisciare" o "lucertola" o "piccola locusta") è uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti. Si trova a sud del Golfo Persico nella Penisola Araba. Dubai ha la più grande popolazione ed è il secondo più grande emirato per area dopo Abu Dhabi. Dubai e Abu Dhabi, secondo la legislazione nazionale, sono inoltre gli unici due emirati ad avere potere di veto riguardo a questioni critiche di rilevanza nazionale. La prima menzione scritta di Dubai risale al 1095, mentre il più antico insediamento noto come città risale al 1799. Dubai è stato formalmente istituito all'inizio del XIX secolo dal clan di Bani Yas, e rimase sotto il controllo del clan fino a che nel 1892 il Regno Unito non assunse la tutela di Dubai. La sua collocazione geografica lo rese un importante centro per il commercio, e il suo porto ha iniziato a svilupparsi dall'inizio del XX secolo. È una delle città più moderne e cosmopolite del mondo.



Le prime testimonianze scritte risalgono al 1799. L'edificio più antico della città è il Forte di Al Fahidi, costruito nel 1787, che attualmente ospita il Museo di Dubai. Precedentemente, durante il XVIII secolo, si era stabilita nella zona la famiglia Al Abu Falasa, appartenente alla tribù Banu Yas. La città rimase dipendente da Abu Dhabi fino al 1833. L'8 gennaio 1820 il decimo sceicco di Dubai fu tra i firmatari di un trattato di pace sponsorizzato dai britannici (the General Maritime Treaty). Nel 1833, la famiglia Al Maktum, appartenente alla tribù Bani Yas, lasciò Abu Dhabi e prese il controllo di Dubai "senza resistenza". Da quel momento, il nuovo emirato di Dubai mantenne relazioni difficili con il vicino emirato di Abu Dhabi. Un tentativo dei pirati Qawasim di prendere la città venne sventato. Nel 1835, Dubai e gli altri emirati siglarono una tregua marittima con il Regno Unito. Due decenni più tardi, sempre con i britannici venne firmata una "Tregua perpetua". Con un accordo del 1892, Dubai divenne protettorato britannico, tutelandosi così contro le mire dell'Impero ottomano. Dubai, come quattro degli emirati vicini (Abu Dhabi, Ras al-Khaimah, Sharja e Umm al-Qaywayn) aveva infatti una posizione strategica sulle rotte per l'India e ciò interessava molto all'Impero Britannico. Nel marzo 1892, a seguito degli accordi, gli emirati vennero quindi denominati Stati della Tregua (Trucial States). A differenza dei loro vicini, gli emiri di Dubai incoraggiarono il commercio e i traffici. La città e il suo porto richiamarono un gran numero di uomini d'affari, soprattutto indiani, che si stabilirono nell'emirato. Fino agli anni trenta del XX secolo, la città fu conosciuta per le sue esportazioni di perle. Dopo la svalutazione della Rupia nel 1966, Dubai si unì al Qatar, appena indipendente, per dare corso ad una nuova moneta, il riyal. Importante fu la scoperta del petrolio, a 120 chilometri dalla costa. Il 2 dicembre 1971, dopo il disimpegno britannico dal Golfo Persico, Dubai costituì gli Emirati Arabi Uniti assieme ad Abu Dhabi e ad altri cinque emirati. Nel 1973, Dubai e gli altri emirati adottarono una moneta comune, il dirham. Dubai mantenne la sua importanza come centro di commerci durante gli anni settanta ed ottanta. Dubai e la sua città gemella al di là del fiume, Deira (che allora era autonoma), divennero punti di richiamo per le aziende estere.

CLIMA
Dubai ha un clima desertico. La stagione estiva dura praticamente da metà aprile a metà novembre con temperature massime sempre nettamente sopra i 30 °C. Luglio e agosto sono i mesi più caldi con temperature massime intorno ai 42-43 °C (a volte si registrano punte sino a 47-48 °C) e minime normalmente sopra i 30 °C. L'umidità, stante la presenza del mare, rende invivibile la città tanto da spingere gli emiri nelle residenze estive più all'interno. La temperatura del mare, nel mese di settembre, può superare anche i 35 °C rendendo il Golfo Persico il luogo in cui osservare le temperature marine più alte di tutta la Terra. La stagione invernale è molto breve: dura da metà dicembre a metà febbraio e vede concentrate in questi mesi quasi tutte le precipitazioni annuali, mediamente 100-150mm ma con forti irregolarità ogni anno. Gli episodi piovosi, quando capitano, sono sporadici ma violenti e possono causare numerosi disagi in città. Le temperature massime nei mesi invernali si aggirano intorno ai 24-25 °C e subiscono bruschi cambiamenti: spesso il forte vento caldo del deserto arabico può riportare il caldo estivo al prezzo di tempeste di sabbia e vento, successivamente rimpiazzato da aria fresca accompagnata da una repentina diminuzione della temperatura anche di oltre 10 °C. Le minime difficilmente scendono sotto i 12 °C seppur nei record ufficiali della città è riportata una temperatura di 7 °C.

TRASPORTO AEREO
L'Aeroporto Internazionale di Dubai, l'hub per la Emirates, è l'aeroporto principale per Dubai e serve anche altri emirati della nazione. Lo scalo è risultato essere nel 2009 il 15º al mondo per traffico di passeggeri e il 6º al mondo per traffico internazionale di passeggeri. Oltre ad essere uno snodo importante per il traffico l settimo al mondo per traffico merci, movimentando nel 2009 1.927 tonnellate tonnellate di merci, con un incremento del 5,6% rispetto al 2008 ed è anche il quarto al mondo per traffico internazionale di merci. La Emirates è la compagnia di bandiera di Dubai, nel 2009 ha servito 101 destinazione nei 5 continenti. La Costruzione dell'Al Maktoum International Airport è stata annunciata nel 2004. La prima parte dell'aeroporto, con una pista capace di accogliere un A380, un terminal per i cargo capace di movimentare 250.000 tonnellate di merci e un terminal capace di accogliere 5 milioni di passeggeri ogni anno è stato aperto il 27 giugno 2010, solo per il traffico cargo. Il trasporto dei passeggeri inizierà alla fine del marzo 2011.Quando sarà completato, il Dubai World Central-Al Maktoum International diventerà il più grande aeroporto del mondo con 6 piste, 4 terminal e una capacità annua di 160 milioni di passeggeri e 12 milioni di tonnellate di merci.

ECONOMIA LOCALE
Le riserve petrolifere di Dubai sono meno di un ventesimo rispetto a quelle di Abu Dhabi e i redditi dell'emirato dipendono dal settore degli idrocarburi in misura notevolmente minore rispetto agli emirati vicini. Dubai e Deira, come si è visto, iniziarono ad attirare investimenti stranieri negli anni settanta e ottanta. I maggiori centri bancari e finanziari iniziarono a sorgere nella zona del porto. Oggi, Dubai resta un'importante destinazione turistica e un importante centro di commerci marittimi, ma sta anche cercando di attirare aziende attive nell'Information technology e nella finanza con la costruzione del Dubai International Financial Centre (DIFC). I trasporti aerei sono appannaggio della compagnia governativa Emirates Airline, fondata nel 1985 e basata all'aeroporto internazionale di Dubai. Le autorità hanno recentemente eretto zone di libera iniziativa economica, sempre con il proposito di attirare gli investimenti stranieri. La Dubai Internet City, ora unita alla Dubai Media City per formare la TECOM (Dubai Technology, Electronic Commerce and Media Free Zone Authority), è una di queste, con gli insediamenti di aziende operanti nell'informatica come EMC Corporation, Oracle Corporation, Microsoft e IBM e nel settore dei media, come MBC, CNN, Reuters, ARY e AP. Il Dubai Knowledge Village (KV) è legato alla Internet City e alla Media City e si propone di diventare un polo educativo ad esse complementare, diretto a formare i "professionisti della comunicazione". La popolazione di Dubai è composta solo per il 10% da autoctoni: il 90% è costituito da immigrati, dei quali una buona parte che costituisce la manodopera edile.

SVILUPPO IMMOBILIARE
La decisione del governo di diversificare l'economia per puntare maggiormente sui servizi e il turismo ha contribuito ad aumentare il valore della proprietà immobiliare, che negli anni tra il 2004 e il 2006 ha vissuto un vero e proprio boom. Le costruzioni su larga scala hanno reso Dubai una delle città a maggiore sviluppo urbanistico del mondo, al pari delle metropoli cinesi. L'area della città vecchia di Dubai, chiamata Bastakia, è oggi valorizzata con lo svolgimento di attività culturali e d'interesse storico. Il museo di Dubai, ai margini di Bastakia e insediato nella vecchia fortezza, fotografa la storia delle tribù beduine e della vecchia economia basata sul commercio di perle e sulla pesca. Bastakia sorge sulla sponda del Creek, il fiume che attraversa e divide la città dal quartiere di Deira, oggi conosciuto più per le attività di commercio che per il valore storico. A Deira, infatti, sorge il Gold Suq, ovvero il famoso mercato dell'oro. L'assenza di imposte favorisce il commercio con prezzi inferiori rispetto a quelli degli altri Stati, ancor più enfatizzato se comparato con quelli europei; non è difficile trovare gioielli di produzione europea a prezzi dal 20 al 40% inferiori. Tuttavia, non esiste solo il business "normato": camminando per i mercati dell'oro o delle spezie, infatti, si è continuamente fermati da venditori che propongono di seguirli in veri e propri sgabuzzini ricavati dai magazzini dei negozi, per contrattare l'acquisto di borse e orologi di marca contraffatti. Si tratta di "falsi d'autore": nonostante non siano originali, l'altissima qualità di riproduzione sfida perfino l'occhio più attento. Tra l'altro, molti "salesmen" improvvisati conoscono anche l'italiano, e accettano qualsiasi moneta. Ma il vero sviluppo di Dubai avviene dal 1992 in poi, dove sorge la vera e propria città moderna. L'esigenza di sviluppare il commercio e, in parallelo, il turismo ha portato alla creazione di strutture uniche al mondo, sia per gli aspetti architettonici che per le dimensioni. Nel 2006 a Dubai sono presenti circa il 23% di tutte le gru mondiali da costruzione e i grattacieli sorgono a decine lungo tutta la città. La stessa città non è più ben definita, in quanto le zone desertiche sono oggi in fase di edificazione. Lo sviluppo, infatti, coinvolge entrambe le principali attività economiche. Da un lato le attività commerciali e residenziali si estendono verso il deserto. Sono in fase di costruzione l'International City, la silicon City, la Sport City e Dubailand - che dovrebbe diventare il più grande parco divertimenti del mondo - oltre ad un immenso complesso ospedaliero e di wellness. Dall'altro lato il turismo si concentra sulla costa, dove la creazione delle palme porterà in primo piano il turismo degli Emirati Arabi Uniti (UAE-United Arab Emirates).

ASSISTENZA MEDICA
Viene erogata a chi ha l'assicurazione apposita. Dubai non rende obbligatorio ai datori di lavoro mettere sotto copertura i loro dipendenti. Spetta ai lavoratori stranieri prendere disposizioni per una copertura sanitaria o rivolgersi al DOHMS per una tessera sanitaria. La tessera sanitaria viene utilizzata negli ospedali pubblici, ma solo in caso di emergenza. Ad un certo punto, tre quarti delle strutture ospedaliere pubbliche erano occupate da espatriati. Gli Emirati hanno deciso di porre fine alle prestazioni mediche gratuite per loro nel 2001, anche se tutti i servizi sono ancora fortemente sovvenzionati. Nel 2004, la politica ha stabilito che solo gli stranieri considerati ammissibili sono accettati negli ospedali pubblici. Anche se lo sconto applicato per le stanze d'ospedale rimane, tutte le altre spese sono a carico degli stranieri senza sovvenzioni. Nel 2004, la politica ha stabilito che solo gli stranieri considerati ammissibili sono accettati negli ospedali pubblici. Anche se lo sconto applicato per le stanze d'ospedale rimane, tutte le altre spese sono a carico degli stranieri senza sovvenzioni. Viene fatta un’eccezione quando uno straniero si trova ad affrontare una situazione di pericolo di vita. In quel caso, il servizio di emergenza è gratuito. In termini di procedure chirurgiche, gli ospedali pubblici sono ancora leader in completezza e variazioni. Ma dal momento in cui gli Emirati hanno deciso di limitare l'accesso degli stranieri agli ospedali pubblici, i pazienti che vogliono usufruire delle prestazioni assicurative devono andare nelle strutture sanitarie private o altrimenti pagare con le proprie tasche.

TIPOLOGIE DI LICENZE PER OPERARE A DUBAI
Per avviare un’attività a Dubai è necessario ottenere una specifica licenza. Le categorie di licenze sono le seguenti: 1) Licenze commerciali, coprono tutti i tipi di attività commerciale; 2) Licenze industriali per stabilire attività industriali o manifatturiere; 3) Licenze professionali che comprendono professioni, servizi, ed artigiani. 
Queste licenze sono rilasciate dal Dubai Department of Economic Development (eccetto le licenze per alberghi ed altri business collegati al turismo che sono rilasciate dal Department of Tourism and Commerce Marketing). Le licenze per alcune categorie di business richiedono però l’approvazione preventiva di alcuni ministeri e di altre autorità federali: per esempio, le istituzioni bancarie e finanziarie dalla Banca Centrale dell’UAE; le aziende assicuratrici ed agenzie relative dal Ministero dell’Economia e del Commercio; prodotti farmaceutici e medici dal Ministero della Salute. Procedure più dettagliate sono applicate a business relativi alla produzione di petrolio e gas ed alle industrie relative. In generale, tutte le attività commerciali ed industriali a Dubai devono poi essere registrate presso la camera di Commercio e dell’Industria.


APRIRE UNA SOCIETA' OFFSHORE A DUBAI
Tecnicamente, il termine società offshore identifica semplicemente una società costituita in uno stato estero, sebbene sia prevalso l’uso di riferire questa denominazione a società aperte in Paesi che offrono condizioni fiscali favorevoli. Non solo le classiche isole tropicali (Bahamas, Seychelles, Isole Vergini, Isole Cayman, ecc.) ma anche grandi stati non comunemente ritenuti offshore offrono l’opportunità di creare società a tassazione zero o comunque agevolata: Regno Unito, Nuova Zelanda, USA, Austria, Olanda, sono solo alcuni esempi. Uno degli obiettivi più frequenti di utilizzare una società offshore è la riduzione dell’imposizione fiscale; ma tramite una società opportunamente configurata è anche possibile ottenere altri vantaggi: protezione del patrimonio, semplificazione della burocrazia, ottimizzazione dei costi, riservatezza. Negli Emirati Arabi Uniti, in special modo a Dubai ma anche in altri Emirati le società offshore vengono utilizzate per la compravendita di terreni ed immobili, e per la commercializzazione di prodotti e servizi nell’area Medio Orientale e dell’Estremo Oriente, usufruendo dei vantaggi logistici, commerciali e fiscali degli Emirati Arabi. Una società offshore è una personalità giuridica registrata secondo le regole di un paese o di una giurisdizione particolare, operare il relativo commercio fuori del paese o della giurisdizione in cui è registrato. Una società offshore può esser registrata anche come la Società d’Affari Internazionale (IBC). I costi per una free zone oscillano intorno ai 5.000 euro. I tempi per l'apertura di una società, sono pari a circa 30 giorni. Non è necessario avere soci del territorio, la proprietà può essere anche totalmente di una persona italiana. 

ESTEROVESTIZIONE

Chi ha la residenza in Italia è tenuto a fare dichiarazione dei redditi in Italia e a pagare le tasse sui propri redditi in base alla pressione fiscale italiana. Anche aprendo una società in un paese offshore, in italiano se rimane italiano, è obbligato a pagare le tasse in Italia.
Prendendo la residenza all'estero e passando all'estero più di 183 giorni, si diventa residenti all'estero e si pagheranno le tasse in base alle normative del paese ospitante.

IMPOSTA ZERO PER CENTO
Sono esentate dal pagamento della tassa sui profitti guadagnati fuori della giurisdizione (tasso d’imposta 0%). Le Società offshore: Possono mantenere la riservatezza delle informazioni dell’azienda Avere requisiti regolatori minimi di conformità. Non è obbligatorio effettuare alcun tipo di contabilità.

RESIDENZA A DUBAI
Una volta aperta una società, si otterrà una Visa Resident, card che permette poi di recarsi all'Ambasciata italiana ad Abu Dhabi ovvero al Consolato italiano a Dubai, per la richiesta della residenza. Chi ha quindi una società Free Zone a Dubai, potrà poi, con la Visa Resident, prendere un appartamento in affitto ( o comprarlo ) e prendere in questo locale la residenza.