venerdì 26 dicembre 2014

Sara Lubrano, scelta per il 5th Bday Official SLIDE VIP PARTY 2015

Non potendo presenziare alla kermesse finale di Miss Reginetta d'Italia 2015, per sopraggiunti impegni lavorativi in fiere internazionali, Sara Lubrano, brand nel settore della gioielleria, rimanda la propria presenza all'anno prossimo, rendendo noto che comunque intanto è stata scelta ufficialmente come partner per l'esclusivo e prestigioso party milanese che si tiene a marzo di ogni anno, per festeggiare la rivista magazine free press network magazine n.1 in Italia diretta da Nadia Bengala : SLIDE.
Nell'occasione, alla presenza di personaggi della tv e dello spettacolo, i gioielli di Sara Lubrano saranno "immortalati" dalle fotocamere del set  fotografico ufficiale di SLIDE all'interno del locale.

giovedì 20 novembre 2014

L'ultimo film di Gabriele Salvatores : Il ragazzo invisibile

con Ludovico Girardello, nelle sale dal 18 dicembre
a cura della redazione - Slide ( foto copertina di Sonia de Boni )


Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Michele sembra intrappolato nella routine quotidiana, tra i compagni più teppisti che non perdono l'occasione di prenderlo di mira per qualunque scherzo venga loro in mente e le costanti premure di Giovanna, sua madre, che per quanto ci provi sembra non capirlo fino in fondo. Tutto questo finché un giorno, inaspettatamente, non accade qualcosa di straordinario: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.


Gabriele Salvatores (Napoli 1950) si trasferisce giovane a Milano dove si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro. Nel 1972 è tra i fondatori del Teatro dell’Elfo che nel giro di pochi anni diventa punto di riferimento per tutta una generazione di giovani spettatori. Tra gli anni ’70 e ’80 Salvatores mette in scena per l’Elfo 21 regie teatrali, alcune delle quali grandi successi. Nel 1986 Gabriele con Maurizio Totti e Diego Abatantuono fonda la Colorado Film Production. Nel 1989 escono i suoi film Marrakech Express e Turné cui segue, nel 1991, Mediterraneo, vincitore del premio Oscar come miglior film straniero. Seguiranno numerosi altri film, tra cui Puerto Escondido, il più grande successo della stagione cinematografica 1992/1993, due film sperimentali e coraggiosi, Nirvana e Denti, e Io non ho paura, tratto dal'omonimo libro di Nicolò Ammanniti, presentato in concorso al Festival di Berlino e successivamente selezionato quale candidato italiano all’Oscar nel 2004; il film è stato venduto in 32 Paesi. Nel 2004 dirige Quo Vadis Baby? basato sul primo romanzo della collana editoriale Colorado Noir. Segue Come Dio Comanda, tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti. Nel 2010 Gabriele Salvatores fa parte della Giuria della 67° Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia presieduta da Quentin Tarantino. Nel 2013 dirige Educazione siberiana, tratto dall'omonimo best seller di Nicolai Lilin. Il suo ultimo film è "Il ragazzo invisibile".


Lady Gaga si riprende la voce con “Cheek to Cheek”

Nessuno sentiva l'esigenza di un' incursione nel jazz di Lady Gaga, diciamolo subito. L'avanguardista del pop si muoveva spavalda nel suo territorio creativo forte dei traguardi raggiunti negli ultimi anni, almeno fino a quando l' ultimo album "Artpop" si è rivelato poco apprezzato e le vendite sono crollate, ragion per cui Miss Germanotta ha dovuto congedare il suo team creativo, licenziare il manager e affrontare i primi aspetti negativi di quella "fama" che profeticamente raccontava nelle gloriose hits del suo primo cd. 




La rinascita viene battezzata dall'uscita di "Cheek to Cheek" (Interscope), primo disco jazz della sua carriera disponibile dal 19 Settembre, e primo realizzato in collaborazione con la leggenda del genere, Tony Bennett. Pare sia stato proprio quest'ultimo a farle tornare la voglia di cantare dopo la lunga depressione di cui la cantante è stata vittima,  che le avrebbe fatto considerare l'ipotesi di appendere parrucca e costumi di scena al chiodo e chiudere con la frenetica vita da “regina delle provocazioni da svariati milioni di dollari” che sembrava aver completamente risucchiato la sua essenza artistica. Così, complice la lunga amicizia che da tempo li legava i due si sono ritrovati in studio per dare vita ad un progetto che suona tanto “operazione salvataggio popstar in declino”, quanto il tenero intervento “cuore a cuore” di un nonno che tende la sua “mano jazz” alla nipote in difficoltà, fatto che regala una certa nobiltà al progetto ma che perde in consistenza quando realizzi che alla fine è prevalentemente di business che si parla, venduto con un rassicurante contorno di sentimentalismo padre-figlia, ma pur sempre business . Senza contare che ad essere coinvolta nell'affare è colei che in virtù del marketing si è reinventata circa un milione di volte dal 2008 ad oggi, in un vortice di travestimenti estremi, numero uno, scandali, ammiccamenti più o meno velati all'operato di una certa Lady Madonna, profumi di colore nero (perchè appunto secondo la sua creatrice, nera è l'anima della fama) più ambiziose operazioni commerciali, spesso ( e un po' meramente) travestite da operazioni umanitarie rigorosamente a mezzo stampa, supportata da una comunità di ammiratori (gli ormai celebri “Little Monsters) che da soli garantiscono la metà del fatturato di tutto ciò che sul mercato porta il marchio “Lady Gaga”. Ecco, fare finta che tutto ciò non ci sia mai stato è piuttosto difficile. Ciò che possiamo fare è valutare quest'album che in effetti (e complici le controversie dell'ultimo anno)  ci restituisce una Gaga per la prima volta totalmente “anima e voce”, al di la delle teatrali performance nei tour, dei vestititi di carne cruda (e crudi) sfoggiati sul red carpet, delle decine di provocazioni mediaticamente vincenti che nel tempo avevavo oscurato il fatto che si, Lady Gaga è senza dubbio un fenomeno culturale che va giudicato nella sua totale, spudorata e a più riprese ostentata “espressione pop”, ma che d'altro canto è anche un' artista dotata di grande vocalità, abilità per la scrittura e notevoli capacità al pianoforte, piccole perle nascoste tra una esagerazione e l'altra come “You and I” (da “Born this way” del 2011) che sembrano riecheggiare le leggende rock degli anni 70, lo hanno dimostrano ampiamente. Parlando dei singoli brani, tra le 11 tracce spiccano la seducente “Firefly” e la gaia raffinatezza di “Anything goes”. In “Lush life” la voce di  Lady Gaga brilla di virtuosismo e da un quid particolare al tutto, mentre “But beautiful” è abbastanza trasognante da proiettarti a Times Square, di sera, magari negli tardi anni 50. Infine “Nature boy” ha la giusta carica di disperato sentimentalismo vintage in un fumoso jazz club. In definitiva tutto scorre omogeneo e piacevole, la vocalità di entrambi si intreccia con facilità e forse l'unica cosa su cui potremmo obiettare, strettamente legata alle logica di produzione del disco è il periodo di uscita. Canzoni come queste avrebbero funzionato bene durante le festività natalizie, e si si sa che a Natale le vendite dei cd si impennano enormemente. Forse allora non è andato tutto perso  nei meandri della sofisticata immagine che la cantante ha adottato durante le recenti interviste promozionali, e qualcosa di irrazionalmente legato alla pura voglia di evadere dalle solite cose fatte per vendere sembra esserci ancora. Dubitiamo che la ragazza possa seriamente lasciare i piani alti delle classifiche e il mainstream, per una ridimensionata carriera da piccola Etta James, ma gioiamo del fatto che lei stessa abbia capito che in certe circostanze la semplicità premia, nobilita e soprattutto riabilita. In quanto a Mr. Bennett potremmo dispendiare innumerevoli parole di elogio, a voler rimarcare l'eccellente attitudine artistica che a più di ottanta anni c'è lo regala ancora in splendida forma e totalmente a suo agio, perfettamente amalgamato a qual si voglia Lady Gaga del caso, ma incredibilmente superiore a qualunque supporter per splendore e maestranza nella voce. Autentico “jazz maker”, consumato, abile esponente della vecchia guardia, poco altro da aggiungere insomma.

E' italiano l'erede forse dimenticato di Mozart, si chiama Emmanuele Borgatta

di Fabio Buffa

Emmanuele Borgatta rappresenta una delle personalità più geniali e al tempo stesso misteriose  che la nostra nazione  abbia creato negli ultimi secoli. Basti pensare che divenne un instancabile concorrente di Giuseppe Verdi, fu paragonato a Gioacchino Rosssini ed ebbe come insegnante di musica uno dei “formatori” artistici di Mozart.  I suoi primi trent’anni di vita furono vissuti sempre ai cento all’ora, bruciando le tappe in modo vertiginoso. Fin da giovanissimo era destinato ad una carriera musicale eccellente di pianista e compositore. I suoi stessi maestri lo elevarono a studente e artista modello, degno di entrare già adolescente nei migliori e raffinati contesti culturali del nord Italia. Ma nel momento in cui fu in procinto di raggiungere l’obiettivo più elevato del proprio lavoro, iniziando una gratificante collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano, subì un’aggressione che gli recò uno shock emotivo tremendo da cui non si riprese più, trascorrendo i successivi quarant’anni della propria vita nel più profondo oblio. 


Borgatta nacque ad Ovada, dove la provincia di Alessandria si sposa con l’entroterra genovese,  il 5 ottobre del 1809: il padre, Giacomo, era farmacista mentre la madre, Clara Ivaldi, era casalinga. Anche se nessuno dei familiari era artista, il nucleo in cui nacque Emmanuele era certamente incline ad apprezzare il valore della musica, tanto che fu indirizzato a studiare fin da piccolo pianoforte. Dimostrò subito grande dimestichezza sulla tastiera, al punto che a soli quattordici anni il padre lo iscrive al Liceo Filarmonico di Bologna, sotto la guida di Stanislao Mattei, francescano, compositore e gregoriani sta, nonché considerato l’erede artistico del grande Maestro Giovanni Battista Martini, insegnante, tra gli altri, di Wolfgang Amadeus Mozart . 
Mattei era un duro e severo professore, per nulla incline a far trapelare simpatie o apprezzamenti artistici verso gli allievi, ma Emmanuele Borgatta, con il suo carattere umile e al tempo stesso schietto e solare, attira subito i complimenti dell’insegnante.  Per diventare Maestro di musica il corso di studi doveva durare tre anni, ma il giovanissimo artista ovadese acquisì il prezioso diploma dopo soli due anni, ovvero nel 1826. Diciassettenne fu subito apprezzato nella città di San Petronio, al punto che fu paragonato a Gioacchino Rossini,  che studiò proprio a Bologna e che due anni prima aveva deciso di trasferirsi a Parigi per scrivere l’opera “Il Viaggio a Reims” in onore di Re Carlo X di Francia. Proprio per la decisione di Rossini di lasciare l’Italia, qualcuno indicava Borgatta (più giovane di Rossini di 17 anni) come erede del compositore del Barbiere di Siviglia. 
Qui giunge la fase in cui il compositore di Ovada lascia Bologna per avvicinarsi a casa, arrivando fino a Genova. Città allora assai vivace sotto il profilo artistico musicale, grazie all’influenza esercitata da Niccolò Paganini,  natio proprio del caruggio di via del Colle. Borgatta venne subito inserito nei maggiori contesti artistici della città ligure, esibendosi nei salotti dell’aristocrazia. A vent’anni però capisce che per maturare in modo decisivo sotto il profilo artistico avrebbe bisogno di vivere per un po’ nella città che in Europa in quel tempo rappresentava la capitale culturale per eccellenza. Si recò quindi a Londra, dove con un po’ di fortuna entrò nel novero della Royal Academy: qui incontrò il pianista e compositore Johann Baptist Cramer (in buoni rapporti con Beethoven) e il musicista ceco Ignaz Isaac Moscheles, colui che creò una tecnica di insegnamento per pianoforte ancora oggi utilizzata nella preparazione degli allievi. Per Borgatta queste frequentazioni furono l’occasione per una decisiva maturazione artistica. Acquisisce grandi capacità nel melodramma, nell’attitudine  a mettere in musica l’opera. E si emancipa artisticamente anche nella tecnica del virtuosismo, tanto caro alla borghesia di estrazione “Biedermeier” di allora e caratterizzato da una solennità musicale mediata dalla sobrietà. 
A 23 anni Emmanuele Borgatta approda a Milano: in breve tempo diventa un concorrente di Giuseppe Verdi, che allora diciannovenne si esibiva raccogliendo a volte qualche critica. Invece Borgatta no, anzi, le cronache di allora parlavano di lui come di un talento incontrastato, capace di suonare (e scrivere musica) con testa e cuore, con naturalezza e tecnica. Nei salotti dell’aristocrazia milanese  Emmanuele Borgatta diventa un punto di riferimento prezioso, tanto da essere ingaggiato come insegnante d’eccellenza per i giovani rampolli di quel mondo. 
Il Teatro Carlo Felice di Genova gli commissiona due opere:  Il Quadromaniaco e Francesca da Rimini. L’entusiasmo genovese per questi due lavori  resero ancor più popolare il nostro Borgatta, così nel 1839, a trent’anni, entra a far parte del gruppo degli autori della Scala di Milano. La direzione scaligera gli commissiona un’opera che l’ovadese si mette subito a scrivere. 
Ma questo è anche il momento della svolta drammatica della vita di Emmaneule Borgatta: una sera della primavera del 1839, verosimilmente dopo una lunga giornata di lavoro per scrivere il melodramma commissionato, mentre percorre le strade milanesi  viene avvicinato da alcuni brutti ceffi  che lo minacciano di morte se non avesse lasciato immediatamente la città, e gli portano via con violenza lo scritto. Borgatta rimane profondamente  scioccato, al punto che entrerà in una condizione di grave alterazione psichica da cui non si riprenderà più. Neppure un lungo periodo di ricovero ospedaliero ne lenirà  la grave sofferenza, anzi probabilmente la aggraveranno ancora di più. Borgatta entra in una vera condizione di oblio, dimenticato da tutto e da tutti. Un oblio che lo accompagnerà per quarantaquattro lunghi anni, fino al giorno della sua morte, il 2 aprile 1883. 
Ci si chiede il motivo dell’aggressione e di quella vile minaccia: certamente il nostro artista con quella carriera brillante e veloce nel raggiungere le vette della notorietà e dell’apprezzamento attirò le invidie di molti (anche di Giuseppe Verdi?). Ma perché  venne dimenticato fino alla morte? Come fosse diventata  una personalità scomoda? Forse per le sue simpatie per l’unità d’Italia? Quindi per motivi non solo artistici ma anche politici. E’ difficile giungere ad una spiegazione tangibile. 

Festival del Cinema di ROMA 2014

di Nadia Bengala

Il mese, durante il quale la gente va di più al cinema, secondo me, è dicembre. Sia perché ci sono le vacanze natalizie e si sta di più in famiglia e sia perché stando i bambini e i ragazzi a casa, si dedica più tempo allo svago.
Poi quando fa freddo, è ancora più bello emozionarsi in una sala cinematografica, no?
Il film che io consiglierei a tutti da andare a vedere, è senza dubbio TRASH, che tra l'altro è il film vincitore del Festival del cinema di Roma. Quando l’ho votato, ho pensato che nessun’altro film, che ancora dovevo visionare poteva piacermi di più, infatti l'ho decretato subito il migliore per me, e sono stata felice che abbia vinto il premio.


Un altro film che mi è piaciuto, é LOVE ROSIE, dedicato ai giovani ,all'amore vero, al saperlo riconoscere, per non perderlo per la vita.
ABOUT A GIRL, sempre sui giovani, tratta la storia di una ragazza come tante, che tenta il suicidio. Si affrontano problematiche adolescenziali, incomprensioni con la famiglia, e il modo in cui supera questo momento, adattandosi alla vita, alla famiglia, all'amicizia e all'amore.
Manda un messaggio positivo ed educativo.
Ho visto, anche, il film di Richard Gere, TIME OUT OF MIND, mi aspettavo molto di più, mi sono un po’ annoiata. Mi dispiace dirlo essendo una sua fans, ma è così.....a seguire ho visto film e documentari sul mondo dei barboni, gente che vive ai margini della società in povertà.
Interessante e intrigante è il film di David Fincher , basato sul Best seller di Gillian Flynn, che ne ha curato la sceneggiatura: L'amore Bugiardo GONE GIRL. Girato molto bene
Mi è piaciuto il film di Marco Risi TRE TOCCHI, bravi gli attori, la storia parla proprio di loro, i loro sogni, le loro frustrazioni, le loro gioie, compromessi, successi, fallimenti, quasi un mondo a sé. Molto interessante.
Gradevolissimo il film documentario di George Hencken, SOUL BOYS OF THE WESTERN WORLD, la storia degli Spandau Ballet. Ripercorre il panorama culturale politico e personale della Band, dagli anni 80 fino ad oggi. Parla dell'amicizia e della loro musica. Con questo film anticipano il loro tour, a prescindere se il gruppo piaccia o meno, il film è molto gradevole.
Dopo aver partecipato all'incontro con il mitico Kevin Costner, deliziosa persona in compagnia della figlia, ho visto il film BLACK AND WHITE di Mike Binder, con appunto lui il premio Oscar Kevin Costner e il premio Oscar Octavia Spencer. Lui è sempre un eroe, qui un eroe della famiglia. Sempre un esempio nei suoi film.
Ho visto altri film interessanti, ma ve li racconterò un’altra volta.

Buon cinema tutti e un grande augurio di buone feste. Un abbraccio forte con tutto il mio affetto, NB

“Il ricco, il povero e il maggiordomo”

L’ultima fatica cinematografica di Aldo, Giovanni e Giacomo
by Christie Berlini Neuhaus
Non è difficile comprendere il segreto del grande successo di Aldo, Giovanni e Giacomo. Sinonimo di una comicità intellettuale, semplice e mai condita di gratuite parolacce, i loro film si caratterizzano di trame semplici e quotidiane e spesso gags dai contenuti di “ storie di vita sfigata”adatte ad ogni tipo di pubblico. L’esilarante trio comico Aldo, Giovanni, Giacomo nasce nel 1985 quando il duo composto da Aldo e Giovanni conosce Giacomo e lo invitano a fare parte della loro formazione artistica.
Dopo avere iniziato la loro carriera recitando in numerosi corti teatrali, nel 1992 presentano i loro sketchs sul piccolo schermo accanto a Zuzzurro e Gaspare, conseguendo una discreta popolarità nel triennio 1995-1997 grazie al loro inserimento nel cast di “ Mai dire Gol” trasmissione della Gialappa's Band.
Il loro debutto nel cinema risale al 1997 con la pellicola “Tre uomini e una gamba” , in cui si cimentano sia come attori protagonisti che come registi. In questo loro primo film hanno riproposto diverse gags tipiche del loro repertorio, che gli hanno consentito di ottenere un grande successo di critica e pubblico collocando la pellicola al 4° posto nella classifica degli incassi nella stagione 1997-98.
Nel 1998 il film “Così è la vitaconsacra definitivamente al successo il trio grazie all’incasso straordinario di oltre 50 miliardi delle vecchie lire, per poi proseguire nel record di incassi con il terzo film “ Chiedimi se sono felice”, uscito nel 2000, che ha fruttato oltre 70 miliardi di lire, entrando nella top ten dei migliori film italiani di sempre.
L’ultimo loro campione di incassi risale all’anno 2010 ”La banda dei Babbi Natale”. Dopo questo nuovo trionfo, si diffonde la voce di uno scioglimento del trio subito smentito tramite comunicato stampa.

Ora, anticipando i “cinepanettoni “2014, ci riprovano con “ Il ricco, il povero e il maggiordomo” un film commedia che uscirà nelle sale l’11 novembre e per cui si prevede il tutto esaurito già dal primo week-end di uscita nelle sale, che dire…un trio destinato a un successo duraturo !

domenica 9 novembre 2014

Devis Paganelli, Presidente Europa per Super Talent of The World

Devis Paganelli, della Are Communication è stato nominato Talent Scout ufficiale ed Esclusivo dell'International Beauty Contest Super Talent of The World, considerato nell'ambiente,  la kermesse di Talent Search n.1 al mondo.

Oltre la rappresentanza italiana, Devis Paganelli, che in Italia è anche ideatore e Patron di Miss Reginetta, è stato delegato alla Presidenza per il contest coreano, per l'intera Europa. Già talent scout per Miss Universo in Italia negli anni passati, ideatore di Miss Reginetta d'Italia, produttore televisivo e discografico titolare dell'etichetta JFOX Music Italia, talent scout per cinema, moda e tv ha ricevuto la carica dalla Corea in questi giorni e sarà con buone probabilità già ospite alla finale mondiale che si terrà il 19 dicembre a Seoul.

Super Talent of The World è l'unico concorso internazionale al mondo che garantisce alla vincitrice una innumerevole serie di possibilità di visibilità, come ad esempio un ingaggio cinematografico in una delle industrie del cinema più famose e considerevoli al mondo "Bollywood" la Hollywood asiatica. Inoltre la Miss incoronata, tra le varie miss provenienti da oltre 60 nazioni nel mondo, durante finale in Corea a Seul, vincerà un contratto di lavoro da 2 a 4 anni nel settore del fascio, svariate copertine su magazine in tutto il mondo, un corso di portamento e di recitazione, servizi fotografici pagati ogni 3 mesi per un anno e tante altre iniziative che l'organizzazione internazionale di anno in anno garantirà alla vincitrice assoluta.
La scelta della rappresentante italiana, è affidata appunto al talent scout rappresentante italiano Devis Paganelli che ha già dichiarato di scegliere a partire dall'edizione 2015, la Miss per l'Italia, durante la finale nazionale di Miss Reginetta affermando che non necessariamente sarà la vincitrice del titolo italiano.
Devis Paganelli : "A Principessa d'Europa possono partecipare ragazze da 15 a 28 anni, con altezza a partire da 155 cm. Dato che al Super Talent of The World le partecipanti devono essere almeno 170 cm con età di almeno 18 anni, non posso quindi inserire come partecipante certa che partirà ogni anno per la Corea, la Miss Reginetta d'Italia scelta. Sono comunque certo che troverò la prescelta tra le oltre 50 finaliste che ogni anno raggiungono la finalissima".




SITO UFFICIALE DI SUPER TALENT OF THE WORLD

SITO DI MISS PRINCIPESSA D'EUROPA

VIDEO UFFICIALE DELLA PARTNERSHIP

venerdì 7 novembre 2014

SLIDE MAGAZINE è ufficialmente a Sanremo, presente nell'area STILE / Hotel Royal

Dopo tanti eventi  in mediapartner e tanti servizi speciali come quelli realizzati su Grande Fratello, Capodanno Rai, Mostra del Cinema di Venezia, Festival di Cannes, Notte degli Oscar, Milano Fashion Week e molti ancora, è ora ufficiale, grazie all'accordo definito con la PV EVENTI, siglato tra il Direttore Commerciale Marco Lanfranchi e il Presidente di Are Communication Devis Paganelli, quest'anno SLIDE, il free press network magazine n.1 in Italia diretto dall'ex Miss Italia Nadia Bengala, sarà presente ufficialmente a Sanremo in occasione del Festival, presso l'Hotel Royal.

Grazie alla partnership, tra SLIDE e PV EVENTI, si organizzerà nell'area STILE dell'Hotel Royal, l'elezione speciale Miss 


Saranno solo 10 le partecipanti scelte dalla Direzione Nazionale, che verranno accettate per la selezione straordinaria e solo 5 le Miss che autorizzate dal Patron Devis Paganelli, potranno rimanere ogni giorno, nell'area speciale STILE di Sanremo, grazie a speciali Vip Pass.


SLIDE, se non ci sei, NON ESISTI!


giovedì 6 novembre 2014

A Miss Principessa d'Europa, un mare di ingaggi per il cinema

Ancora novità per le finaliste nazionali di Miss Principessa d'Europa, ideato dal manager dei VIP Devis PaganelliArriva notizia dalla scuola di cinema Immagina di Giuseppe Ferlito.
La scuola infatti, offrirà un corso per un anno alla vincitrice dell'edizione 2016.

martedì 4 novembre 2014

ILARIA CARELLA, ingaggiata in "The Hidden Payback"

Il concorso di bellezza più seguito dai VIP (fonte Tgcom Mediaset) sta portando fortuna a diverse finaliste dell'edizione 2013 e anche a quelle dell'edizione 2014. E' infatti di oggi la notizia che ILARIA CARELLA, la Miss Cinema 2014, scoperta dal talent scout ufficiale del concorso per la Toscana Massimo Pacini, è stata ingaggiata per le riprese della webserie "The Hidden Payback" iniziativa della Gharbi Anis Production.
Il primo ciak è orientativamente fissato per maggio 2015.
Ilaria Carella parteciperà anche al film INFERNET, le cui riprese sono previste per marzo, insieme ad attori importantissimi come Giancarlo Giannini, Katia Ricciarelli, Roberto Farnesi e Lino Banfi.




sabato 1 novembre 2014

GIORGIA ARIU, Miss Reginetta d'Italia 2014 nel film con Giancarlo Giannini.

Il regista Giuseppe Ferlito, in occasione dei casting speciali per il film Infernet, presentato alla 71a Mostra del Cinema di Venezia, ha scelto Giorgia Ariu, eletta a settembre Miss Reginetta d'Italia 2014, tra oltre 3000 concorrenti provenienti da tutta Italia, come una delle Miss che parteciperanno alle riprese a partire da Marzo 2015.
Giorgia, insieme ad altre ragazze del concorso Miss Reginetta d'Italia, organizzato dal talent scout Devis Paganelli, presenzieranno con vari tipi di ingaggio, alla produzione firmata AC Production di Michele Calì, che vede tra i protagonisti, Giancarlo Giannini, Katia Riccirelli, Roberto Farnesi, Lino Banfi e tanti nomi noti del cinema, per un film basato sulla dipendenza da Internet.
Devis Paganelli, Giorgia Ariu, Giuseppe Ferlito
Giorgia Ariu - Miss Reginetta d'Italia 2014

venerdì 31 ottobre 2014

La Miss vincerà un anno di formazione nella recitazione da IMMAGINA di Giuseppe Ferlito

Sottoscritto in questi giorni, l'accordo esclusivo tra Devis Paganelli della direzione nazionale del concorso di bellezza e Giuseppe Ferlito dell'Accademia Immagina Scuola di Cinema, che permetterà alla vincitrice del concorso ( e di altre due fasce ) di frequentare gratuitamente per un anno il corso specializzato di recitazione nella sede di Firenze. 
Le vincitrici parteciperanno inoltre ad una produzione cinematografica/spot/cortometraggio diretto dal regista Giuseppe Ferlito nel 2016.


La Scuola di Cinema Immagina nasce nel 1994 ed è diretta da Giuseppe Ferlito grazie ad un gruppo di attori, registi e scrittori ma soprattutto grazie all’entusiasmo di un autore indipendente “Giuseppe Ferlito”. 
La Scuola si propone, nel rispetto di una indipendenza di pensiero, di far apprendere il linguaggio del cinema ed i modi di rappresentazione della realtà, perché se anche non si possono insegnare le idee, si può tuttavia insegnare come trasformarle in cinema, come scriverle, come muovere la macchina da presa, come dirigere gli attori per esprimere compiutamente sensazioni, concetti, sentimenti che abbiamo nella testa e nel cuore. La pratica del Laboratorio quindi caratteristica principale della Scuola, dove studenti di corsi diversi lavorano insieme, costruiscono insieme in una sorta di interazione creativa e con il preciso scopo di arrivare al prodotto finito. 
L’interdisciplinarietà apre un dialogo tra le varie sezioni, già dalle prime lezioni gli allievi hanno la possibilità di confrontarsi tra loro ed iniziare una collaborazione profonda sulla base di un progetto comune. Da una parte gli allievi di regia e quelli di sceneggiatura svolgeranno insieme un lavoro legato all’aspetto drammaturgico che li porterà a stabilire sulla carta le tematiche e le problematiche relative all’intreccio ed alla narrazione. Dall’altra parte si aprirà una collaborazione con gli allievi di recitazione che permetterà un approfondimento dello studio sul personaggio che avrà un volto, una voce, una gestualità.

Giancarlo Giannini e Giuseppe Ferlito

Oltre al normale percorso creativo che porta annualmente alla produzione dei cortometraggi che vengono inviati ai vari Festival di Cinema Indipendente, la Scuola si è proposta più volte di far vivere agli allievi l’esperienza e l’emozione di un vero e proprio Set Cinematografico con la realizzazione di lungometraggi poi entrati nel normale circuito cinematografico: vedi “Doppio Petto” girato in Sicilia nel '96 , “Femmina” girato a Roma nel '97 e distribuito da Cecchi Gori Group, “Né terra nè cielo” girato a Firenze nel 2001 e distribuito da Lantia Cinematografica, “La mia squadra del cuore” girato a Firenze nel 2003 e distribuito in VHS e DVD da General Video, “Ritratti nella Notte” girato a Firenze nel 2006 e distribuito in DVD dalla Millennium Storm, "Ultimo Carico" girato a Firenze nel 2010 e presentato in anteprima al Cinema Odeon di Firenze nell'aprile del 2011 e "Cavallo di Troia" girato a Firenze nel 2012.

Giuseppe Ferlito

Giuseppe Ferlito

giovedì 30 ottobre 2014

Casting per il cinema INFERNET

SI CERCANO ATTORI
Casting Ufficiale per il Cinema.
14 DICEMBRE 2014
DALLE 13.00 ALLE 18.00

Presentarsi direttamente muniti di documento di identità, se possibile imparando qualcosa a memoria ( poesia, parte, testo a discrezione )


FILM : INFERNET Conferenza stampa di presentazione già svolta alla 71a Mostra del Cinema di Venezia.
Nel cast : Giancarlo Giannini, Katia Ricciarelli, Roberto Farnesi, Luca Capuano, Lino Banfi.
Regia : Giuseppe Ferlito
Produzione : AC Production di Michele Calì
Organizzazione di questo Casting : Devis Paganelli
Età candidati : 18-30 anni, ambosessi.

Indirizzo : 
IMMAGINA Scuola di Cinema - Firenze / Via Borgo della Stella 11/R
SOLO PER REALI URGENZE :  Tel./Fax 055 283282

Roberto Farnesi autore del soggetto, spiega in poche parole la trama  : 
“La trama è un bell'intreccio narrativo, tutti i personaggi si incontrano e si incrociano e alla fine vengono poi riuniti in una carrellata finale che spiega tutto quanto accaduto nella narrazione del film. Pur non essendo un tecnologico, l’idea mi venne pensando al dualismo, ovviamente alla grandissima opportunità che rappresenta Internet ma anche al lato oscuro della rete. Cyberbullismo, pedofilia, adescamento, prostituzione, gioco d’azzardo, vera pornografia, che non è solo quella di Rocco Siffredi ma anche quella che stiamo vedendo in questi giorni di decapitazioni in Medio Oriente, visibili online anche dai minori, è quella la vera pornografia pesante. C’è indubbiamente un lato nero di questo mezzo, un mezzo comunque straordinario”.

venerdì 24 ottobre 2014

ANTEPRIMA SLIDE NOVEMBRE 2014

In diffusione gratuita nazionale dal 01 Novembre 2014


SLIDE
Il mensile gratuito più bello d'Italia di Are Communication NOVEMBRE 2014

Michelle Hunziker
Tra le più amate dagli italiani

Giorgia Ariu
Miss Reginetta d'Italia 2014, l'intervista di SLIDE

U2
Gratis su Apple, l'innovazione nella musica

CGTV Channel, Cani e gatti
Da questo mese su SLIDE

e poi
Tokio Hotel
Gilberto Mazzi : Mille lire al mese
Duras Mon Amour
Mia Martini indimenticabile
Stranezze dal Mondo
Parliamo di Libri
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Quando le mani invecchiano
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Turismo e non solo

e ancora
Rubriche musicali
Psike e dintorni
La satira di Buffa
Il Motivatore
Enjoy Television
Cosa vedere al cinema
L'oroscopo del mese
e tanto ancora ancora..

TUTTO GRATIS!
anche online su www.slideitalia.it

Oggi avrebbe 67 anni MIA MARTINI, la biografia non ufficiale su Slide

Si avvicinò al mondo dello spettacolo, a soli 15 anni accompagnata dalla madre.
di Fabio Buffa - Slide Italia



67 anni fa, in un paesino della Calabria, nasceva quella che sarebbe diventata una degli artisti più popolari e amati nel panorama musicale italiano ed internazionale. Una cantante con una voce straordinaria. Voce, che sapeva essere dolce e aggressiva, calda e “metallica”, profonda e leggera. Leggera come una delle sue prime canzoni: “Ed ora che abbiamo litigato”;  il testo, su una musica dal ritmo “surf” , era un misto di ingenuo sentimentalismo adolescenziale e voglia di non prendere troppo sul serio un litigio tra fidanzatini. Ma questa interprete (di se stessa e dei migliori autori che la scena nazionale abbia proposto negli ultimi cinquant’anni)  dopo un avvio di carriera da giovanissima cantante leggera, seppe far diventare grandi e immortali canzoni che rimangono indelebili icone nella storia della musica. 

Parliamo di Mia Martini, al secolo Domenica Rita Adriana Bertè. Un’artista che quando il 12 maggio del 1995 si spense nel proprio alloggio di Cardano al Campo, lasciò una voragine nel panorama musicale italiano. 
Mimì, così la chiamavano fin da bambina in famiglia, nacque a Baganra Calabra il 20 settembre 1947 e aveva tre sorelle: Leda, Olivia e Loredana. Quest’ultima è un’altra straordinaria icona della canzone italiana, la Bertè appunto, personalità geniale e trasgressiva, che al pari della sorella Mia ha saputo interpretare (e interpreta tutt’ora) tre generazioni musicali. 
Mia Martini sente subito la passione per il canto: piccolissima si trasferisce con i genitori (che facevano gli insegnanti) nelle Marche, a cinque anni  inizia a studiare pianoforte, a dodici passa al Jazz.  
A quindici anni si fa accompagnare dalla madre a Milano, per tentare l’impresa di entrare nel mondo dello spettacolo dalla porta principale.


Il discografico Carlo Aberto Rossi è affascinato dalla bravura di Mimì e dalla sua “freschezza” e le propone di entrare a far parte delle ragazze Ye-ye.   Questo strano termine deriva dalle sillabe che venivano  aggiunte, spesso sistematicamente, negli adattamenti fatti frettolosamente nei successi rockettari e swing americani. Il termine ye-ye prima rappresentò uno stile musicale, poi con esso vennero chiamati gli artisti che appartenevano al mondo della musica leggera, orecchiabile e dai testi poco impegnativi.
Mia Martini, che allora si faceva ancora chiamare Mimì Bertè, da ragazza Ye-ye incise i primi 45 giri, dischi che contenevano due canzoni. “Ombrello blu”, “Come puoi farlo” ed “Il magone”, sono alcuni dei suoi primissimi lavori. Ma uno spirito libero e indipendente come Mimì, con una spiccata vena interpretativa e con la capacità naturale di esprimere uno stile geniale e trasgressivo, le rendevano stretti i panni della ragazzina acqua e sapone, contante di brani frivoli e dai testi scontati. Così, dopo un paio di anni in cui sembrava essersi eclissata, Mia Martini (con la sorella Loredana), si trasferisce a Roma dove stringe rapporti con artisti d’avanguardia. I confronti con questi cantanti la fanno maturare artisticamente. Tra questi c’è un giovane intraprendente, un po’ strano, che veste abiti eccentrici anche per andare a prendere il caffè al bar. Si chiama Renato Fiacchini; diventerà  Renato Zero. 


Nel 1970 Mimì incontra il discografico Alberigo Crocetta, il fondatore del mitico locale Piper, che la fa entrare nella casa discografica RCA, proponendole di cambiare nome: da Mimì Bertè a Mia Martini. Mia, come l’attrice Mia Farrow e Martini come il cognome italiano più noto all’estero, anche grazie alla marca del liquore, che  faceva tanto tendenza.  Nel 1971 incide “Padre davvero”: è una struggente storia di un conflitto generazionale tra padre e figlia. La censura non ammette una canzone in cui si mette in discussione l’integrità della famiglia e il brano viene “occultato”, ma ciò non gli impedisce di vincere il Festival della musica d’avanguardia di Viareggio. Questa canzone viene inserita nel LP “Oltre la Collina”. Nel 1982, in una intervista rilasciata ad Enzo Tortora, Mia Martini su questo lavoro confida: “Non ho mai creduto che “Oltre la collina” avesse successo. Era un disco tutto mio. Ho voluto scrivere un LP che rappresentasse la storia di una donna, a tratti autobiografica. Questo lavoro vendette poco, perché i miei testi erano forti, si parlava di amore,  di sesso,  di violenze famigliari; e tutto ciò veniva censurato. Pensate che nel testo c’era la parola “amante” che la Rai non voleva. Mi chiesero di cambiarla e io mi rifiutati”. 


Nel 1972 Mia Martini incide “Piccolo Uomo” un successo, scritto da Bruno Lauzi. Questa canzone esce in un 45 giri con l’altro pezzo, titolato “Madre”, e con questo lavoro Mia vince il Disco d’oro, per il numero di vendite. 
Ma non finisce qui: il secondo disco d’oro arriva nel 1973 con “Minuetto”, scritta da Franco Califano. Nel 1974 la critica considera Mia Martini la cantante dell’anno, il successo si estende anche all’estero ed in Francia è paragonata ad Edith Piaf. Durante un concerto tenuto a Parigi, l’artista di Bagnara Calabra viene notata dal grande cantante e attore francese Charles Aznavour, che viene colpito dallo stile originale di Mia e le chiede di affiancarlo in alcuni concerti all’Olympia della capitale francese. 
Sul finire degli anni settanta inizia la storia sentimentale e artistica con Ivano Fossati, che le scriverà diverse canzoni. Il rapporto con il cantante genovese è forte e conflittuale, tra due personalità geniali. I due si lasciano dopo qualche anno, e Mia Martini, anche per problemi di salute, esce per qualche tempo dalle scene. 


Per tornarci a furor di popolo nel 1982 quando al Festival di Sanremo propone un brano proprio di Fossati, “E non finisce mica il cielo”: questa canzone parla della fine di una storia d’amore, in cui si soffre e si sente la mancanza della persona amata, ma in fondo la vita continua e Mia Martini si chiede come sarà il suo futuro dopo la fine di questo amore. Questo pezzo non vince il Festival, ma incanta i giornalisti, che decidono di dar vita al premio della critica proprio per offrire un riconoscimento a Mimì. 
Dopo un buio periodo Mia Martini nel 1989 torna al Festival con “Almeno tu nell’universo”, una delle canzoni più conosciute nel panorama musicale italiano, che ottiene in quell’anno il premio della critica. Mia Martini conquisterà questo riconoscimento per la terza volta nel 1990 con “La nevicata del ‘56”. 
Nel 1991 apre una serie di ambiziose iniziative: propone in versione jazz diversi brani di cantautori italiani, come Battisti e Pino Daniele. Poi esprime tutto il proprio amore per Napoli, collaborando con Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello, cantando tra gli altri lo splendido successo “Cu’mme”. 
Nel 1992 torna al Festival con “Gli uomini non cambiano”. In questo periodo recupera il rapporto con la sorella Loredana: il ritrovarsi sotto il profilo famigliare, sfocia in una collaborazione artistica suggellata nel 1993 con la partecipazione a Sanremo con il brano “Stiamo come stiamo”, dove le sorelle duettano in una esibizione straordinaria, efficace nel trattare le contraddizioni sociali dell’epoca. Comunque, sentendola ora, “Stiamo come stiamo” rimane qualcosa di attualissimo.  

Dopo un’altra collaborazione con Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo (con cui inciderà la bellissima “Vieneme”), nel 1994 esce “La musica che gira intorno”, dove Mimì interpreta in modo magistrale alcune tra le più belle canzoni di cantautori classici italiani (De Andrè, Vasco Rossi, Ivano Fossati, Zucchero…).
Il 12 maggio del 1995 nella sua casa di Cardano al Campo, vicino a Varese, viene trovato il corpo senza vita di Mia Martini. Le voci e le leggende metropolitane sulle cause della morte creano un velo di mistero, come del resto accade per molti Grandi che se ne vanno. 
Non vogliamo però entrare nei pettegolezzi e nelle chiacchiere, che hanno insistito troppo spesso sulla vita (e perfino sulla morte) di Mimì, dovute anche dall’invidia nei confronti di un’interprete troppo brava e intellettualmente “libera” per non essere scomoda. 
Vogliamo citare le parole con cui il giornalista Mario Luzzato Fegiz accompagna i giorni dopo la morte di Mimì, sul Corriere della Sera: “è stata l’unica cantante importante della generazione successiva a Mina, Milva e Vanoni (…)Taluni la consideravano bizzosa e capricciosa, in realtà era soprattutto una perfezionista dotata di umanità, altruismo e fantasia”.
L’ultimo suo singolo si chiama “Viva l’Amore”, l’ultimo suo LP, parafrasando una canzone di Fossati, “La musica che mi gira intorno”: sono due titoli che rappresentano in modo emblematico Mia Martini.

Intervista a GIORGIA ARIU, Miss Reginetta d'Italia 2014

Miss Reginetta d'Italia 2014
GIORGIA ARIU, 16 anni dalla Sardegna
Eletta il 13 Settembre alla Baia Imperiale, deterrà il titolo fino a settembre 2015.
a cura della redazione / foto Elvio Icani


Dopo 12 mesi di selezioni, oltre 120 tappe in tutta Italia, diverse finali regionali e quasi 3000 candidate iscritte, ad aggiudicarsi il titolo di Miss Reginetta quest'anno, alla Baia Imperiale il 13 settembre è stata Giorgia Ariu, una bellissima ragazza arrivata dalla Sardegna, grazie alla talent scout regionale del concorso Marcella Piano. Oltre la bellezza, ciò che ha colpito la giuria, ma anche tantissime altre candidate che hanno passato con lei una settimana, è stata la semplicità di Giorgia e il suo coinvolgente sorriso vero e non artefatto. A soli 16 anni è lei che per un anno, manterrà la corona, in attesa di scegliere la nuova reginetta 2015. 

Molti ci hanno scritto facendoci domande in merito alle caratteristiche della stupenda ragazza che avete visto in copertina il mese scorso. Ecco domande veloci con risposte altrettanto immediate.



Ciao Giorgia, quando sei nata?
Ciao, sono nata il 1° Settembre del 1998

Dove sei nata?
A Oristano

In che città abiti?
Abito in un piccolo paesino che si chiama San Nicolò d'Arcidano di Oristano

Che scuola frequenti?
Il liceo Artistico, sono al terzo anno

Ti piace andare a scuola?
Come tutti gli altri ragazzi non mi fa impazzire, ma ci vado volentieri

Farai l'università?
Penso di proseguire gli studi nella facoltà di ingegneria

I tuoi genitori sono contenti della tua passione per i concorsi di bellezza e lo spettacolo?
Si, sono contentissimi

Cosa ti dicono in merito?
Che mi seguiranno e sosterranno sempre e mi augurano un avvenire in questo mondo

Quando hai fatto la prima sfilata o concorso di bellezza?
L'ho fatta ad Agosto del 2013

Cosa ti piace quando sfili?
Quando sfilo mi piace il fatto di esser sicura di me stessa

Chi è il tuo personaggio televisivo preferito?
Mi piace molto Michelle Hunziker

C'è una modella in particolare tuo idolo?
La bellissima Megan Fox

Cosa serve per diventare famosi?
Secondo me per diventare famosi serve essere se stessi... non sono essenziali costruzioni di qualsiasi tipo, se lo desideri arriverà

Quale parte del tuo corpo ti piace moltissimo?
Mi piacciono tantissimo i miei capelli, le mie labbra e il mio fisico in generale

C'è una parte del tuo corpo che non ti piace?
Mi accetto per quella che sono

Il tuo miglior pregio?
Sorridere sempre..

Il tuo peggior difetto?
La testardaggine

Il tuo colore preferito?
Il rosso

Hai animali da compagnia?
Si, due cani

Quanto sei alta?
1.67 cm

Quanto pesi?
50 kg

Che cosa ti piacerebbe fare nel mondo dello spettacolo?
Mi piacerebbe diventare qualcuno nel mondo dello spettacolo.. perchè no diventare una presentatrice televisiva, una modella, una cantante o magari fare l'attrice .

Studierai per arrivare a questo traguardo?
Si, ce la metterò tutta

Pensi sia necessario fare corsi di dizione per aspirare a diventare qualcuno nel mondo dello spettacolo?
Sicuramente è utile, ma non necessario

Fumi?
No

Cosa pensi di chi fuma?
Penso che è una scelta personale, ognuno è libero di fare quel che desidera

Sei fidanzata?
No


Come mai?

Non penso sia indispensabile essere fidanzate a quest'età, arriverà il momento anche per quello

Qual'è il tuo piatto preferito?
La pizza

Qual'è la cosa che più detesti in generale?
La falsità delle persone

Ti piaci più truccata o acqua e sapone?
Quando mi trucco, non mi trucco tanto.. diciamo che non mi piaccio truccata troppo, ma nemmeno senza trucco

Ti piacerebbe avere figli in futuro?
Perchè no

Cosa pensi del matrimonio?
E' una scelta che si fa quando si è sicuri di trascorrere il resto della propria vita al fianco della persona che si ama

Sei credente?
Si

Vai in chiesa la domenica mattina?
No

Cosa ne pensi della chirurgia estetica utilizzata da chi si rifà il seno?
Secondo me è piu' importante la qualità della quantità

Qual'è la tua trasmissione preferita?
Striscia la notizia

Quando sei stata scelta per la finale di Miss Reginetta d'Italia cos'hai pensato?
Ero talmente contenta che non ci credevo!

Qual'è la cosa che più ti è piaciuta nella settimana passata con le altre finaliste a Misano Adriatico per la finale del concorso?
Mi è piaciuto un sacco il fatto di aver socializzao con quasi tutte le finaliste... Erano tutte simpatiche e socievoli. Mi sono piaciuti molo tutti i servizi fotografici, le prove di ballo erano divertentissime. Senza trascurare il fatto che nel bellissimo Hotel Kursaal si mangiava benissimo. Insomma, tutto quel che il Patron Devis Paganelli ci ha riservato, è stato fantastico.

Sei conscia del fatto che in questo settore nulla è sicuro e che la cosa più importante è comunque stare con i piedi per terra?
Si, lo so benissimo ed è la cosa che sto facendo

Molti concorsi di bellezza e anche tanti altri settori, sono costruiti e organizzati affinché tutto sia già deciso. Probabilmente lo pensano tanti anche di Miss Reginetta d'Italia in quanto come spesso accade, chi perde pensa che ci sia qualcosa sotto. Tu cosa vuoi dire a chi pensa questo?
Vorrei dire alle persone che pensano questo sul concorso di Miss Reginetta che non c'è niente di costruito e che non c'è niente sotto. E' un concorso pulito e lo ritengo il miglior concorso di bellezza in assoluto

Cosa vuoi dire a tutte le ragazze che si avvicinano a Miss Reginetta d'Italia, il concorso di bellezza nazionale italiano più seguito dai VIP?
Vorrei dire a tutte le ragazze che si avvicinano a Miss Reginetta di proseguire il loro percorso e di non pensare che sia tutto organizzato da prima. E' un concorso pulito ed è tutto molto professionale.

Hai vinto miss reginetta d'Italia, te lo aspettavi?
No, non me lo aspettavo e propio per questo sono felicissima. E' stato tutto inaspettato e fantastico, una bellissima esperienza e spero tutto ciò sia per me un trampolino di lancio nel mondo della moda e dello spettacolo.

Vuoi dire qualcosa ai lettori di Slide?
Si, voglio mandare un bacio a tutti, ringraziando anche tutti quelli che mi hanno scritto per farmi i complimenti.  

Gilberto Mazzi con la sua canzone "Se potessi avere mille lire al mese..."

Rimarrà nella storia della musica italiana
a cura di Fabio Buffa - Slide Italia

E’ una canzone che non passerà mai di moda. Una canzone che da settantacinque anni ci rimbomba tra un timpano e l’altro non appena (soprattutto in tempi di crisi come questi) il sogno di ognuno di noi è quello di  guadagnare qualche Euro in più. Sognando inaspettate entrate economiche ecco che ci torna alla mente quel motivetto…. “se potessi avereeee…mille lire al meseeeee…”.
In un’indagine di alcuni anni fa fu inserita nel novero di brani più popolari in Italia. Gli esperti la posero tra le canzoni evergreen. Parliamo, naturalmente, di “Mille lire al mese”, che nel 1939 sbancò, diventando una sorta di inno nazionale. Negli anni del boom economico fu rispolverata come beffardo sfottò ad una povertà che consideravamo alle spalle, negli anni ottanta accompagnò la nascita dello yuppismo e dell'edonismo reaganiano, nei novanta quello della luna di miele col bipolarismo. Ed oggi è una delle più popolari sdrammatizzazioni della crisi economica globale. Ma chi cantava “Mille lire al mese?”.


Era un alessandrino, che i ben informati dicono che da giovanissimo facesse esercizi da autodidatta per “limare” quella “erre moscia” tipica di chi è nato tra Tanaro e Bormida. Quella voce sorniona, agrodolce, gonfia di ironia, arrivava dall'ugola di Gilberto Mazzi, nato il 3 gennaio 1909. Alessandria gli consegnò le prime lezioni di canto, lui poi si trasferì a Milano, poco più che adolescente. Poi per qualche mese partì verso gli Stati Uniti, un po’ per turismo e un po’ per sondare il terreno per un’eventuale carriera americana. E’ lo stesso Mazzi a raccontare che negli States ebbe la sua prima esperienza davanti ad un microfono, in occasione di un'intervista che un cronista gli fece circa le sue impressioni (di italiano) sulla città statunitense dove si trovava: New York.

Nel 1938 a Mazzi capita l'occasione della vita: partecipa (tra l'altro con un'altra cantante alessandrina, Maria Jottini) alla gara nazionale per gli artisti della canzone, indetta dalla Eiar: è l'ottobre del 1938 e tre mesi dopo, proprio grazie a quel concorso, entra a far parte del cast radiofonico nazionale, diventando cantante con le orchestre di Cinico Angelini, Pippo Barzizza e di Tito Petralia. Questo fu il trampolino di lancio che permise a Gilberto Mazzi di entrare a far parte di un contesto che, nel 1939, gli permise di vedersi affidare la canzone “Mille lire al mese” scritta alcuni mesi prima; è un motivetto fox-trot, swingeggiante, messo giù da Carlo Innocenzi (musica) e Alessandro Sopranzi (parole), con arrangiamenti di Pippo Barzizza. Come esce la canzone ha un successo inaspettato e Gilberto Mazzi diventa il cantante più popolare del momento. “Se potessi avere mille lire al mese, senza esagerare, sarei certo di trovar tutta la felicità”. Con queste parole Gilberto Mazzi disegna il bel paese di quei tempi. Un'Italia  povera e con la seconda guerra mondiale alle porte. Il cantante alessandrino recita il desiderio di una nazione di uscire dall'emarginazione sociale, accontentandosi “senza esagerare” di un tranquillo benessere.  

Il regime fascista vuole illudere gli italiani che la nostra nazione è una potenza piena di vigore e prosperità. Ma gli italiani, nel silenzio della paura delle ritorsioni politiche, sono consapevoli che fame e povertà li stanno trascinando nell’oblio. In “Mille lire al mese” Gilberto Mazzi cantava così: “che diperazion, che delusion, dover campar. Sempre in disdetta, sempre in bolletta. Ma se un posticino, doman cara, io troverò, di gemme d'oro di coprirò. Se potessi avere, mille lire al mese...”. 
In realtà mille lire al mese, come stipendio, non era uno sproposito: nel 1985, Alessandra Lescano, una delle sorelle dell'omonimo Trio, confidò in un'intervista a Natalia Aspesi che nel 1939 loro (ovvero il Trio) 1000 lire le guadagnavano al giorno. 1000 lire era lo stipendio di un medico, pari alle attuali 750 euro. Naturalmente tutto andrebbe ricalcolato in termini coerenti con quei tempi là, e non è errato affermare che con 1000 lire nel 1939, ragionando in potere d'acquisto, ci potevi fare ciò che oggi compreresti con 2500 euro. 
Mazzi, sempre nel 1939, canta poi “Mustafà”, “Juanita”, “Era lei, si si”, “Ma quando te ne vai”, “La Vita  è bella”, “Cara Carolina” e “Suona la trombettina”, più altri motivi meno noti. Nel 1940 passa al cinema: recita, con la Jottini, in “Ecco la Radio”, mentre nel 1943 è accanto a Macario in “Macario contro Zagomar”.  Nel 1950 lo troviamo con quel maestro dell'ironia che fu Tino Scotti in “E' arrivato il cavaliere”, un film di Steno e Monicelli, che rappresenta uno straordinario quanto ironico esempio di avanguardia, comicità e surrealismo. 
Ma la versatilità di Gilberto Mazzi non ondeggia solo tra canzone e filmografie: Mazzi è doppiatore e abile conduttore radiofonico. 


Il suo cuore si fermò a Roma l' 8 giugno del 1978: è seppellito al cimitero Flaminio. 
Fu un personaggio dotato di coraggio ed ironia: seppe seguire le proprie intuizioni artistiche senza farsi prendere dalla paura del cambiamento. Gilberto Mazzi fu spirito eclettico, capace di passare dalla canzone, alla radio, al cinema con una naturalezza unica. Mazzi reciterà in ben 25 film , tra cui citiamo anche “La folla”, “Un Amore a Roma”, di Dino Risi e “Soldati e caporali” accanto a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Ma l'apparizione più importante per Mazzi è certamente quella nel film di Carlo Lizzani “Mussolini ultimo atto”, del 1974: qui il nostro concittadino recita accanto a Henry Fonda, Franco Nero e Rod Steiger, uno dei grandi cattivi di Hollywood, che ricopre la parte di Benito Mussolini. 
Nel 1968 fece anche televisione: recitò con il Quartetto Cetra nella serie di commedie comiche musicali “Non cantare spara”, dove veniva rappresentato in termini goliardici e satirici il mondo del western, con la bella del saloon, il cattivo, gli indiani... Con Gilberto Mazzi apparve per la prima volta in Tv Fiorella Mannoia. Allora era una ragazzina di 14 anni e faceva la controfigura, assieme ai fratelli.