martedì 30 ottobre 2012

Amanda Todd, morta il 15 ottobre.Vittime da Cyber-Bullismo, suicidate per colpa di stalker senza scrupoli!

a cura di Devis Paganelli


Si è tolta la vita il 15 ottobre 2012.
Una giovane ragazza canadese, vittima di CYBER-BULLISMO. Il suo nome era Amanda Todd.
Dopo aver posato nuda davanti alla webcam di un uomo conosciuto sul Web, probabilmente le minacce di rendere pubblico il materiale, ha fatto si che questa ragazza, si togliesse la vita.
La ragazza ha lasciato un videomessaggio al mondo prima di fare questo gesto. Un video che ha fatto il giro del mondo è che fa venire i brividi alla visione di chiunque ( per visionare il video di Amanda Todd clicca qui )
Un video-denuncia che rende chiaro come il CYBER-BULLISMO sia una realtà spesso poco seguita dai media.
Dopo aver visto la sua foto sulla bacheca dello Stalker, Amanda ha raccontato di essere stata presa da ansia e depressione.
Un grande colpo, un grande disagio. Tanto grosso da indurre Amanda ad assumere droga e alcol per superare questo momento. Poi le percosse di un altro uomo, determinano la scelta del suicidio.
Le ultime frasi lasciate nel suo video apparso su youtube Amanda dice : “Non ho nessuno, ho bisogno di qualcuno, mi chiamo Amanda Todd”. 
Quel qualcuno Amanda da viva non l'ha trovato ( come accade oggi per molte ragazze ), ma lo ha trovato in tutte oggi in tutte le persone, soprattutto ragazzine, che hanno vissuto o vivono le sue stesse esperienze, minacciate sul web, spesso da totali anonimi nascosti da account falsi.
In questo caso alcuni hacker si sono mossi per scoprire quello che almeno in apparenza le autorità non sono riusciti a scoprire. Questi hackers hanno pubblicato sul web il nome del presunto stalker, che sembrerebbe, Kody Maxson, ottenuto grazie a ricerche che gli stessi hackers hanno effettuato ( alcuni dati accessibili da qui a questo link ).
Gli hackers hanno pubblicato anche un video ( visibile da qui )



Su SLIDE DICEMBRE 2012, un reportage redatto da SLIDE, che rende evidente come in rete, anche in Italia ci siano persone senza scrupoli, sempre tese ( sopratutto con minorenni ) a buttare reti e trappole per addescare sessualmente giovani ragazze ( e ragazzi ) con mezzi di ogni genere. www.slideitalia.it

lunedì 22 ottobre 2012

PROGETTO INDACO I bambini della nuova era - Plusdotati o disturbati?


PROGETTO INDACO
I bambini della nuova era - Plusdotati o disturbati?

L’evoluzione umana ha raggiunto un’accelerazione esponenziale e i sistemi sociali faticano a tenere il passo. I bambini eccezionalmente sensibili e intelligenti, sono le prime vittime di questi disordini: incapaci di usare il comune pensiero lineare; compressi in ritmi e regole; raggiunti da messaggi subliminali; lasciati, spesso, in balia della tecnologia.
Progetto Indaco nasce alla fine del 2007 in Liguria come movimento dalle famiglie che vivono le stesse difficoltà nel gestire i bambini e i ragazzi, molti di essi plusdotati in una o più materie. Senza la possibilità di sviluppare i loro talenti, si ritrovano poi con disagi legati alla iperattività, al disturbo di attenzione adhd, disgrafia, dislessia che complicano le attività scolastiche e relazionali. Può così accadere che siano etichettati come “disturbati” e costretti a protocolli sanitari, o siano ulteriormente emarginati, nel tentativo di modellarli su paradigmi di "normalità", calpestandone l’autostima e lo spirito creativo; alimentando la parte negativa si possono generare bullismo e abusi di alcool o droga.
Un nuovo modello educativo

Spesso i genitori si trovano impreparati poiché l’educazione e l’atteggiamento dei nuovi bambini non hanno precedenti. Occorre cambiare il modello educativo verso dinamiche più attuali e coerenti con le loro caratteristiche. Troppo spesso si nota una divisione fra genitori e insegnanti che, invece di essere alleati nella funzione educativa, ognuno col proprio ruolo, diventano antagonisti o semplicemente non riescono a far convergere i propri sforzi in questo campo. L’obiettivo è di far uscire dal percepito “isolamento educativo” sia gli insegnanti che i genitori, “allineando” gli uni agli altri circa le scelte educative e le strategie pedagogiche.

La missione di Progetto Indaco è di valorizzare e sostenere il potenziale individuale di ogni bambino al fine di realizzare una crescita armonica, per contribuire allo sviluppo di un ordine sociale, basato sull’uguaglianza, l’unità e l’amore.
Per questo lavoriamo alla creazione di una scuola che segua le linee tracciate dal metodo cosmologico Montessoriano all'antropologico Steineriano adeguati alle contestuali esigenze sociali, per lo sviluppo del potenziale umano.     
La scuola è dedicata a tutti i bambini che presentano problemi legati alle sindromi di "attenzione", al "disturbo oppositivo provocatorio", alle plusdotazioni, 

Obiettivi

  • Favorire il benessere della nuova generazione in tutti gli ambiti: educativo, familiare, scolastico e ludico
  • Partecipare alla trasformazione delle strutture scolastiche e istituzionali
  • Prevenire e ridurre l’utilizzo di terapie psicofarmacologiche sui minori
  • Avviare un dialogo costruttivo con le istituzioni
SCHEDA

Azioni

  • Realizzare anche in Italia l’applicazione del metodo educativo (v. progetto scuola) http://www.progettoindaco.com/x/index.php/progetti/progetto-scuola
  • Formare professionisti che operino attraverso il metodo steineriano: pedagogisti, assistenti sociali, insegnanti, medici, psichiatri, volontari
  • Creare centri di ascolto multifunzionali per i disagi scolastici
  • Informare le famiglie su temi quali deficit di attenzione, iperattività, dislessia
  • Promuovere eventi culturali e artistici e borse di studio
  • Promuovere conferenze e seminari per diffondere la cultura dell’ascolto dei minori
  • Promuovere ricerche scientifiche
  • Sensibilizzare i mass media

Il Progetto Indaco, per costruire intorno all’uomo una ricerca consapevole, ha creato quattro comitati scientifici, dove il rispetto per l’ambiente, la cultura, l’arte e lo sport possano evolversi in equilibrio in nuovo paradigma che va incontro al futuro rispettando la memoria del passato e in armonia con il tutto. Vivere il presente mettendo in pratica giorno dopo giorno le esperienze acquisite. La scienza messa al servizio dell’anima.
I comitati scientifici del Progetto indaco, oltre a occuparsi di evoluzione antropologica, si occupano di valutare dati relativi all’inquinamento, alla protezione degli animali, agli ecosistemi e alle aree protette, alla produzione agricola biologica e promuovono ideali di sviluppo di uno stile di vita sostenibile; si relazionano per diffondere e promuovere nuovi concetti e conoscenze, con particolare interesse alle e rinnovabili.


Contratti fasulli o firme false. Come ti frego con il GAS! Il call center : l'incubo degli italiani


Contratti fasulli o firme false.

Come ti frego con il GAS!

Il call center : l'incubo degli italiani
di Tommaso Torri


Messe nere, rituali esoterici, evocazioni delle anime dei trapassati con l’unico obiettivo di… far firmare alle persone decedute un contratto per la fornitura di servizi come gas, luce o telefono. In Italia può succedere anche questo e, con la liberalizzazione delle utenze, non di rado capita di trovarsi in casa dei solerti venditori che cercano di rifilare un nuovo contratto. Promotori talmente tanto bravi che, come la cronaca ci racconta, riescono a convincere anche i morti a firmare per una nuova fornitura di gas o di elettricità. Nel panorama di queste truffe, inoltre, non mancano contratti che recano firme false, o riempiti dopo la loro sottoscrizione, magari aggiungendo anche il gas alla luce o viceversa.

Come era già accaduto quando si era aperta la liberalizzazione delle compagnie telefoniche, nell’ultimo anno succede nella fornitura dei servizi energetici tanto che, nel 2011, il fenomeno di clienti energetici ai quali era stato cambiato a loro insaputa il contratto di luce e gas è lievitato del 68%. Sempre nel 2011, ultimo anno i cui dati sono stati comunicati in maniera completa, i reclami presentati alle varie associazioni dei consumatori sono stati oltre 120 mila e hanno riguardato truffe e disservizi relativi sia all’energia elettrica che al gas. Inoltre, nei primi mesi del 2012, le segnalazioni di questo genere di truffe sono aumentati del 30% rispetto al 2010. Le regioni che più sono colpite da questi contratti fasulli, che nei casi più grotteschi risultano essere firmati da persone decedute da svariati anni, sono Campania, Lazio, Puglia e Toscana. Ma anche Lombardia e Marche dove le varie Procure stanno indagando per falso in scrittura privata.

La maggior parte dei casi è da imputare ai solerti promotori che, porta a porta, illustrano ai vari padroni di casa tutte le varie possibilità per avere una bolletta meno pesante. E, in questi tempi di crisi, sentire parlare di sconti e agevolazioni è sempre una bella notizia peccato che, se non si sta attenti, una chiacchierata dall’aria innocente si può trasformare nella stipula di un contratto non voluto. I venditori, pagati con una percentuale sui contratti che riescono a far stipulare, spesso e volentieri cercano di forzare un po’ troppo la mano ai possibili clienti. Nella maggior parte dei casi sono venditori bravissimi e onestissimi. Nella maggior parte dei casi. Ma, a volte, ci sono agenti di vendita che compilano i contratti semplicemente leggendo sui nomi del campanello di casa e gli ignari proprietari si accorgono dell’inghippo solo quando arriva la prima bolletta. Secondo le stime più recenti l’84% dei contratti non voluti viene appioppato alle famiglie e ad essere più colpita è quella fascia di utenti che dovrebbe essere più tutelata: gli anziani.

Quando si scopre che le proprie bollette hanno cambiato gestore, però, non sempre è facile venirne a capo anche perché si entra nel girone infernale dei call center. Attese di proporzioni bibliche, difficoltà nel fornire alla prima telefonata tutti i dati necessari e una certa scontrosità di chi si trova all’altro capo del filo portano ad arrabbiature su arrabbiature. Con l’utente che, già scocciato nel dover risolvere un problema causato da altri, prova ad alzare un po’ la voce con l’operatore di turno ecco che “magicamente” la linea cade costringendolo a una nuova telefonata, a una nuova attesa e a un nuovo muro di gomma con cui scontrarsi. Purtroppo l’utente invischiato in questo genere di truffe non può nemmeno utilizzare, come forma di protesta, il rispedire al mittente la fattura incriminata perché l’azienda erogatrice, fidandosi ciecamente del “buon” operato dei propri venditori, è immediatamente ligia a staccare le varie utenze.
Visto l’aumento esponenziale di questo tipo di raggiri, in aiuto dei consumatori fortunatamente è intervenuta l’Autorità per l’Energia che ha imposto alle aziende fornitrici di servizi che, nel caso vengano stipulati contratti “porta a porta” o telefonici, che le società di vendita dovranno prima telefonare al cliente o inviargli una lettera per acquisire conferma dell’effettiva volontà di aderire all’offerta. In pratica, con l’introduzione di questo nuovo regolamento, adesso sono i venditori a dover provare l’assenso, da parte del cliente, al contratto e non, come avveniva, l’utente a dover provare che la sua accettazione gli è stata carpita. A ulteriore garanzia del cliente, la “procedura di ripristino” prevede che, nel periodo di fornitura relativo al contratto non voluto, venga applicato il prezzo di tutela, scontato della quota di remunerazione dell’attività del venditore. L’Autorità ha infatti deciso che alla società di vendita  che ha concluso un contratto mai richiesto non venga riconosciuta la componente relativa alla commercializzazione al dettaglio.
Purtroppo, però, questo tipo di intervento non sembra scoraggiare quanti si aggirano tra i condomini delle varie città, o nelle case di periferia abitate da anziani soli e sprovveduti, in cerca di “polli” a cui affibbiare un contratto. Basta semplicemente fare una ricerca in rete, o leggere le cronache cittadine, per capire quanto questo fenomeno sia ancora diffuso. Quando si presenta alla porta di casa qualcuno che, ben vestito e munito di targhetta, ci fa credere di essere “quello della luce e del gas” arrivato per farci esercitare il diritto di risparmiare sulla bolletta bisogna immediatamente drizzare le orecchie e fare attenzione a quello che ascoltiamo ed alle carte che ci presentano. Chi vuole vendere un contratto di fornitura di luce e gas deve palesare in modo chiaro il nome dell’azienda a cui appartiene, spiegare il contenuto dell’offerta, lasciare all’utente una documentazione informativa e ritornare in caso di nuovo contatto o di interesse da parte del consumatore. Con il mercato libero non esistono più “quelli della luce e del gas”, ma aziende precise che quando suonano al campanello di casa devono dire chiaro e tondo chi sono e cosa vogliono vendere. Altrimenti non saremo di fronte ad un mercato libero, ma ad uno selvaggio e senza regole, dove per strappare un contratto di fornitura non si esiterà a mentire persino sulle effettive opportunità di risparmio. E, in italiano, casi come questi si chiamano truffe.

scheda

Ecco alcune cose da sapere per difendersi dalle truffe


Entro dieci giorni lavorativi potete comunicare il vostro recesso, se avete capito di essere stati raggirati. Non siete tenuti a motivarlo e dovete inviarlo con le modalità scritte sul contratto o reperibili sul sito del nuovo fornitore (meglio in ogni caso affidarsi ad una raccomandata A/R, inviata anche al vecchio fornitore per informarlo).


Se non avete firmato il contratto, il nuovo fornitore non può subentrare. Evitate quindi di firmare moduli, richieste o altro, non date copia della vostra carta d’identità e chiedete che ve lascino il materiale a casa per vederlo con calma.


Non credete a sconti mirabolanti. Nessuno li fa. E se sentite parlare di riduzioni della bolletta del 15, 20%, occhio che in realtà lo sconto (sempre che ci sia) riguarda solo una componente della bolletta, in genere la “componente energia” e non le miriadi di altre voci (e costi) della bolletta.


Sappiate che, anche se è passato il periodo di recesso, in qualsiasi momento potete tornare al vecchio fornitore o cercarne uno nuovo. Si occuperà la nuova società di comunicare per voi il cambio. Voi non dovete fare nulla.




Essere vittime di persecuzioni o pressioni Stalking Diventato un reato, oggi tutela le vittime


Essere vittime di persecuzioni o pressioniStalking
Diventato un reato, oggi tutela le vittime
di Arianna David


Quello che le Donne non dicono, una delle più belle canzoni che sia mai stata scritta per noi, autore il cantante Enrico Ruggeri.
Ho voluto iniziare così l' argomento che sto per trattare perchè è un'argomento non facile e che purtroppo riguarda la maggior parte delle persone che in questo momento mi stanno leggendo.
L'argomento ha un nome, STALKING.
Questa parola inglese che può sembrare quasi COOL, invece nasconde nel suo significato una delle cose più pesanti che la nostra società stà vivendo oggi e che nella maggior parte dei casi riguarda appunto noi DONNE.
La persecuzione, la privazione della propria libertà, la paura di uscire da casa da sole, di rispondere al telefono o di rincasare la notte dopo una cena tra amici, con la paura che l'OMBRA , ci possa colpire da un momento all' altro.
Nella maggior parte dei casi lo STALKING viene perpetrato da persone a noi familiari, un ex marito un ex fidanzato un pazzo e la maggior parte delle volte purtroppo non c'è sempre un lieto fine.
Ci viene suggerito di sporgere denuncia, ma poi, quando l'OMBRA è davanti a noi chi ci salva?
Questo argomento riguarda anche me in prima persona visto che io di STALKER accertati ne ho ben ventidue. Da prassi ho sempre sporto denuncia ai Carabinieri, per le continue telefonate notturne e diurne da non so chi, tra minacce, videochiamate oscene e inseguimenti in autostrada.
Ho vissuto e vivo ora molto meno nella paura di essere colpita dall'OMBRA e di non essere in grado di difendermi. Ho paura...questo basta a far capire che stato d 'animo uno prova.
Dopo due anni di indagini seguite dal Mar. DELFINO e vari avvocati è iniziato il processo ai primi due STALKER che ovviamente non si sono presentati, ma la strada è ancora molto lunga visto i tempi che ci impiega la giustizia italiana. Però voglio anche dire che dopo due anni le telefonate non ci sono più state, e nemmeno minacce nè quant' altro ne consegue.
Mi chiedo del perchè queste situazioni le dobbiamo vivere NOI DONNE, noi così indifese noi così immense, noi cosi deboli, perchè queste OMBRE devono renderci la vita invivibile, impossibile?
Perchè dobbiamo rischiare la vita se vogliamo lasciare un marito, un fidanzato, o se semplicemente ci ribelliamo? Ma chi siete voi OMBRE? Dei mostri, senza aggiungere altri aggettivi. Noi donne siamo siamo stupende, delicate, forti e allo stesso tempo il vostro bersaglio, voi che non sapete gestire le vostre emozioni tramutandole in rabbia, raptus.
Ho cercato di proteggermi da sola dopo le denunce. Ad esempio quando rincasavo la notte
tenevo sempre in mano il cellulare con il numero pronto del Maresciallo DELFINO che sta seguendo le indagini. Si può vivere così?
Ora finalmente, e ci tengo moltissimo a parlarne, perchè credo sia una cosa molto importante, ho tra le mani un LOCALIZZATORE TASCABILE. Vi chiederete cos'è?
E' un piccolo apparecchio tascabile che monitorizza ogni nostro spostamento attraverso il satellite, come il satellitare della macchina.
In caso di aggressione si schiaccia un pulsante posto sopra l'apparecchio che è collegato con la centrale operativa della società che gestisce il sistema e loro che sanno dove sei ti chiamano immediatamente e se non rispondi nel giro di pochissimi minuti hai le forze dell ordine sul posto dell'aggressione.
Questo apparecchio è utile anche contro i sequestri. Ottimo per anziani o bambini.
E' piccolo lo tengo in tasca e ora quando esco sono più tranquilla. Di sicuro mi fa sentire molto più sicura di me
BENE credo di essere arrivata alla conclusione e ci tengo a dirvi a tutte voi..che ce la possiamo fare! Non arrendiamoci mai, perchè l OMBRA si può sconfiggere.


SCHEDA 1
Stalking (IPA['stɔːkɪŋ]) è un termine inglese che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, perseguitandola e generandole stati diansia paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.. Questo tipo di condotta è penalmente rilevante in molti ordinamenti; in quello italiano la fattispecie è rubricata come atti persecutori (articolo 612 bis del Codice penale), riprendendo una delle diverse locuzioni con le quali è tradotto il terminestalking. Il fenomeno è anche chiamato sindrome del molestatore assillante.
Il termine inglese stalking, suggerito dalla letteratura scientifica specializzata anglofona in tema di molestie assillanti, intende un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima, ulteriormente reiterati da intrusioni nella sua vita privata alla ricerca di un contatto personale per mezzo di pedinamenti, telefonate oscene o indesiderate.
Include, inoltre, l'invio di lettere, biglietti, posta elettronicaSMS e oggetti non richiesti; più difficile è l'attribuzione del reato di stalking a messaggi indesiderati di tipo affettuoso - specie da parte di ex-partner o amici - che può variare a seconda dei casi personali. Oppure producendo scritte sui muri o atti vandalici con il danneggiamento di beni, in modo persistente e ossessivo, in un crescendo culminante in minacce, scritte e verbali, degenerando talvolta in aggressioni fisiche con il ferimento od, addirittura, l'uccisionedella vittima. Tutto ciò, o parte di esso se compiuto in modo persistente e tenace in modo da indurre anche solo paura e malessere psicologico o fisico nella vittima, sono atti persecutori, e chi li attua è un persecutore: un soggetto che commette un atto criminale, in alcuni Paesi punito come tale dalla legge. Si differenzia dalla semplice molestia per l'intensità, la frequenza e la durata della variegata congerie comportamentale.
Da un punto di vista etimologico, il termine stalk è variamente traducibile nella nostra lingua come "caccia in appostamento", "caccia furtiva", "pedinamento furtivo", "avvicinarsi furtivamente", "avvicinarsi di soppiatto" (a selvaggina o nemici). La parola stalker è traducibile come "cacciatore all'agguato", "chi avanza furtivamente". Questi termini non chiariscono sufficientemente il significato anglosassone che è dato agli stalker che pedinano la vittima per scopi puramente molesti. Il verbo to stalk è altrettanto traducibile col significato di "inseguire furtivamente la preda" e deriva dal linguaggio tecnico-gergale venatori. Letteralmente stalking significa "fare la posta", "inseguimento".
Non esiste una definizione generalmente accettata di stalking, ma così come enunciato da studiosi delle molestie assillanti di lingua anglofona è comunque colui che si "apposta", che "insegue", che "pedina e controlla" la propria vittima. Il termine "inseguimento" è quello più largamente usato e tradotto. Quest'ultima definizione sembra la più vicina al comportamento tipico del molestatore assillante che è, infatti, quello di seguire la vittima nei suoi movimenti per poi intromettersi nella sua vita privata. Un'altra traduzione molto usata di "stalking" è "persecuzione", così come lo stalker è chiamato "persecutore" e la vittima "perseguitato"
Nel lessico accademico si ricorre a differenti definizioni scientifiche. I termini recentemente impiegati in varie lingue, per coprire l'area semantica dell'intrusione relazionale ripetuta e assillante, sono numerosi e appartengono a vari contesti come quello criminologicopsichiatricopsicologico e legislativo.
Nella lingua inglese oltre a stalking sono usati i termini obsessional harassmentcriminal harassmentobsessional followingobsessional relational intrusion; nell'italiana, greca e francese: molestie assillanti, dioxisharcèlement du trosième type, etc.. Nella disamina della letteratura corrente il termine harassment è molto spesso ricorrente; deriva dal verbo to harass, col significato di "tormentare", "molestare", "opprimere". harassment criminale è difatti il reato della molestia e della persecuzioni sanzionato nei Paesi delcommon law.


SCHEDA 2
CRIMINOGENESI : Il persecutore o stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, un ex-compagno o ex-compagna che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito. In altri casi ci si trova, invece, davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l'intento di stabilire una relazione sentimentale imponendo la propria presenza e insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa(vedi infra). Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l'atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere effettivamente una relazione con l'altra persona. Questi soggetti manifestano cioè sintomi di perdita del contatto con la realtà e sette volte su dieci hanno un’organizzazione di personalità borderline[8]. Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi o anni, il che mette in luce l'anormalità di questo genere di condotte.
Il "Centro Presunti Autori – Unità Analisi Psico Comportamentale dell'Osservatorio Nazionale sullo Stalking" (CPA), un'organizzazione italiana che segue il fenomeno, ha proposto un profilo del presunto autore e una descrizione delle condotte riferibili allo stalking, o meglio un identikit psico-comportamentale, con il presupposto che qualsiasi categorizzazione può risultare riduttiva dell’unicità e irripetibilità della persona. Secondo la CPA, oltre il 50% degli persecutori ha vissuto almeno una volta nella vita l'abbandono, la separazione o il lutto di una persona cara che non è riuscito a razionalizzare.
In base a una ricerca a campione (5%) svolta dall'Istituto di ricerca psicosociale sulla popolazione di pre-adolescenti e adolescenti, circa 800 individui di entrambi i sessi dai 13 ai 17 anni hanno soddisfatto i possibili predittori di future condotte persecutorie e violente.
Secondo gli studi della Sezione Atti persecutori del Reparto Analisi Criminologiche dei Carabinieri, gli stalker potrebbero inquadrarsi (a stretti, pragmatici fini di polizia) in cinque tipologie:
  • il "risentito", caratterizzato da rancori per traumi affettivi ricevuti da altri a suo avviso ingiustamente (tipicamente un ex-partner di una relazione sentimentale);
  • il "bisognoso d'affetto", desideroso di convertire a relazione sentimentale un ordinario rapporto della quotidianità; insiste e fa pressione nella convinzione che prima o poi l'oggetto delle sue attenzioni si convincerà;
  • il "corteggiatore incompetente", che opera stalking in genere di breve durata, risulta opprimente e invadente principalmente per "ignoranza" delle modalità relazionali, dunque arreca un fastidio praticamente preterintenzionale;
  • il "respinto", rifiutato dalla vittima, caratterizzato dal voler contemporaneamente vendicarsi dell'affronto costituito dal rifiuto e insieme riprovare ad allestire una relazione con la vittima stessa;
  • il "predatore", il cui obiettivo è di natura essenzialmente sessuale, trae eccitazione dal riferire le sue mire a vittime che può rendere oggetto di caccia e possedere dopo avergli incusso paura; è una tipologia spesso riguardante voyeur e pedofili.




Il ritorno di Dario Argento con Dracula Intervista esclusiva a Claudio Simonetti


Il ritorno di Dario Argento con
Dracula
Intervista esclusiva a Claudio Simonetti
di Raffaele Meale - Radiocinema.it per Slide

Dopo la presentazione in anteprima mondiale al Festival di Cannes nel maggio del 2012, dove era inserito tra le proiezioni fuori concorso di mezzanotte, Dracula 3D di Dario Argento si appresta ad approdare nelle sale italiane: verrà infatti distribuito dalla Bolero Film a partire dal 22 novembre. Il film vede il maestro del cinema del terrore italiano degli ultimi quarant'anni alle prese con il mostro per antonomasia dell'immaginario incubale, il non-morto succhiatore di sangue: ad accompagnare Argento alcuni dei suoi più fidi collaboratori, tra i quali ovviamente Claudio Simonetti, autore della colonna sonora e presente nelle pellicole del regista nelle vesti di compositore fin dai tempi di Profondo rosso, all'epoca insieme alla prog-band Goblin.

D: Claudio Simonetti, tu che sei un collaboratore storico di Dario Argento, cosa ci puoi raccontare di questa nuova esperienza cinematografica con Dracula 3D?

R. Innanzitutto posso dire che Dracula è il quattordicesimo film che faccio con Dario Argento. Da Profondo rosso a oggi abbiamo fatto una bella strada insieme, c'è sempre stato un legame tra noi in grado di unirci sia da un punto di vista professionale che umano. Dracula è stata un'esperienza nuova e bella, anche perché io sono sempre stato un grande amante delle storie di vampiri, fin da quando ero ragazzino e andavo a vedere i film della Hammer con Christopher Lee. Speravo di riuscire un giorno a lavorare su un film di questo tipo, e per me avercela fatta insieme a Dario è stata una grandissima soddisfazione. Il film si svolge alla fine dell'Ottocento, quindi la musica l'ho mantenuta su uno stile molto classico, pur inserendovi suoni particolari che possono essere ricondotti al mio approccio musicale. Si tratta tra l'altro del primo horror italiano girato in 3D, utilizzando una nuova tecnica tridimensionale molto suggestiva: la fotografia è di Luciano Tovoli, che a sua volta torna a lavorare con Dario dopo aver collaborato a creare la splendida atmosfera di Suspiria e di Tenebre.

D: Che tipo di atmosfera volevate rievocare con questa rivisitazione di Dracula?

R: Mah, fin da quando abbiamo iniziato a parlare con Dario del film ci è parso chiaro che la colonna sonora dovesse rievocare le timbriche di un certo tipo di produzione degli anni Cinquanta e Sessanta, tant'è che ho rispolverato uno degli strumenti elettronici più antichi che esistano, ovvero il theremin, inventato nel 1919. Uno strumento particolare, dotato di un'antenna e che si suona sfruttando le onde generate dagli oscillatori. È stato usato in moltissime colonne sonore: quando si sente quel fischio caratteristico vuol dire che si ha a che fare con un theremin. Io sono riuscito a utilizzarlo tra mille difficoltà, perché non è facile gestire l'intonazione, ed è uno dei tratti caratteristici della colonna sonora insieme a un violino solista suonato da Gabrielle Lester, una nota musicista che lavora anche con Michael Nyman, importante per dare quel tocco di suono balcanico che permettesse alla colonna sonora di sembrare “transilvanica”, se così si può dire. L'unica cosa che ho voluto fare per dare un tocco gotico e rock è stato inserire sui titoli di coda finali un brano goth-rock cantato che si intitola “Kiss Me, Dracula” ed è eseguito dalla mia band, i Simonetti Project, e cantato dalla nostra nuova voce Silvia Specchio. Di questa canzone ci sarà anche una versione radiofonica, ed è l'unico elemento che si discosta in maniera netta dal resto della colonna sonora. Per il resto ho lavorato con un'orchestra fantastica da agosto 2011 fino a marzo 2012.

D: Che tipo di Dracula è questo di Dario Argento?

R: È un Dracula romantico, perché anche qui c'è una storia d'amore molto bella. Dario non ha calcato la mano sullo splatter ma ha voluto ricreare questa storia d'amore, anche se molto bizzarra, fra il vampiro e la moglie di Jonathan Harker. Quando Dario mi ha dato la sceneggiatura ho voluto rileggere il libro di Bram Stoker, che avevo già letto da ragazzo, e l'ho trovato veramente straordinario, non me lo ricordavo così bello: mi è piaciuto al punto che sono riuscito a convincere il mio distributore di dischi e lavoreremo a una versione speciale della colonna sonora di Dracula, con la copertina in 3D e in allegato il romanzo di Bram Stoker.

D: Quindi è stato un adattamento fedele?

R: No, Dario ha cambiato parecchie cose, come aveva già fatto Francis Ford Coppola. In realtà nel romanzo non esiste una storia d'amore, anzi Dracula è un personaggio infimo e senza sentimenti: però, facendo delle ricerche, ho scoperto che in realtà Bram Stoker aveva scritto un libro prima di Dracula che si chiamava L'ospite di Dracula ed era un mini-racconto che parlava invece della storia d'amore del vampiro, che è poi stata riportata nei film. Solo che all'editore non piacque questa idea e gli disse “no, devi scrivere un libro tremendo, trucido” e Stoker allora abbandonò l'idea de L'ospite di Dracula e scrisse Dracula, togliendo tutta la componente romantica. Questa è stata poi reinserita da vari registi, fin dai tempi dei film con Christopher Lee dove c'era sempre Dracula che si innamorava...

scheda

Titolo originale: Dracula 3D
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento, Enrique Cerezo, Stefano Piani, Antonio Tentori
Fotografia: Luciano Tovoli
Montaggio: Marshall Harvey, Daniele Campelli
Musica: Claudio Simonetti
Cast: Thomas Kretschmann (Dracula), Rutger Hauer (Van Helsing), Marta Gastini (Mina Murray), Unax Ugalde (Jonathan Harker), Asia Argento (Lucy Westenra), Morgane Slemp (Inga), Miriam Giovanelli (Tanja), Augusto Zucchi (Andrej), Maria Cristina Heller (Jarmila), Giuseppe Lo Console (Zoran), Giovanni Franzoni (Renfield)
Anno: 2012
Durata: 106′
Origine: Italia, Francia, Spagna
Genere: horror
Produzione: Enrique Cerezo Producciones Cinematográficas S.A., Film Export Group, Les Films de l'Astre
Distribuzione: Bolero Film
Data di uscita: 22 novembre 2012

scheda
Trama: Jonathan Harker è in in viaggio dall'Inghilterra verso il castello del Conte Dracula. Lo scopo della sua missione è catalogare la grande libreria di Dracula. Ben presto Harker scopre di essere diventato un prigioniero del castello. Una notte, mentre cerca di fuggire dalla dimora, l'uomo rimane vittima dell'incantesimo di tre splendide donne vampiro, le mogli di Dracula, ma viene salvato dal Conte stesso, che ha interesse affinché lui sopravviva, e riesce infine a scappare. Dracula comincia a perseguitare la fidanzata di Harker, Wilhelmina "Mina" Murray e la sua amica Lucy Westenra...


scheda
Biografia:
Claudio Simonetti nasce a San Paolo del Brasile il 19 febbraio 1952, figlio di Enrico Simonetti, maestro di pianoforte trasferitosi in Sud America dopo la Seconda Guerra Mondiale e tornato in Italia solo nel 1961. A Roma Claudio si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia.
Dopo l'esordio nella misconosciuta beat-band Marco & Gli Eremiti, con i quali firma un 45 giri, Simonetti contribuisce a fondare il gruppo Il Ritratto di Dorian Gray: è poi la volta, nel 1974, degli Oliver, che cambieranno nome in Goblin durante la registrazione della colonna sonora di Profondo rosso (creata partendo anche da alcune illuminate composizioni del pianista jazz Giorgio Gaslini). Il nuovo nome è infatti molto più consono alle timbriche oscure dei film diretti da Dario Argento. Con il regista romano Simonetti firma quattordici colonne sonore, di cui quattro come Goblin e altre dieci in qualità di solista: gli score di Profondo rosso, Suspiria, Tenebre, Phenomena e Opera sono destinati a entrare nell'immaginario collettivo di tutti gli amanti del brivido, e sono contraddistinti da un approccio classico che digrada fino a sconfinare nel rock, nel goth, nel prog e nel metal. Oltre alla collaborazione con Argento, Simonetti lavorerà con un altro maestro dell'horror, George A. Romero, per le colonne sonore di Martin e Dawn of the Dead. Attualmente suona con i Simonetti Project, la versione aggiornata dei Daemonia, band prog-rock cui Claudio diede i natali nel 1999.

Io, Manager di me stesso. di Stefano Pia


Io, Manager di me stesso.
di Stefano Pia



Ultimamente mi è capitato di entrare in una bellissima libreria nel centro di Torino ed imbattermi in un titolo di un libro che ha colpito in modo preponderante la mia attenzione: "Il marketing di se stessi" di Riccardo e Maria Ludovica Varvelli.
Mi sono immediatamente immerso, una volta arrivato a casa, nella sua lettura, ed ho "scoperto" delle cose talmente ovvie e scontate da risultarmi innovative. Lo so è un paradosso, ma troppo spesso capita di perdere di vista delle nozioni elementari quanto scontate che fanno parte della nostra attività o semplicemente del nostro modo di essere o porsi quotidianamente.
La combinazione tra personalità, comportamenti e presenza, è il risultato di come viene percepita la nostra persona agli occhi degli altri. Questi componenti mischiati tra loro creano la nostra immagine, e soprattutto influenzano i rapporti lavorativi e personali attraverso le relazioni che riusciamo a costruire. Un'alchimia perfetta.
Molti manager sottovalutano l’effetto che i propri comportamenti hanno sui collaboratori, finendo col perdere la credibilità, o peggio ancora, l'appeal imprenditoriale che svolgevano su di essi. Sono convinti che il modo in cui agiscono non sia in grado di influenzare chi li intravedeva come "guida". Nessun errore potrebbe essere tanto catastrofico.
Il successo di ogni azienda dipende dal modo in cui vengono trattate le sue risorse interne. Ogni leader deve considerare i propri collaboratori come se fossero i propri clienti. Le persone solitamente sono disposte a tornare nei posti in cui sanno che saranno trattate con dignità e in cui vedranno soddisfatti i propri bisogni, e ottenere questo tipo di fedeltà dal cliente significa aver ottenuto il migliore risultato di business. I grandi leader, considerando i propri impiegati al pari dei propri clienti, trasmettono un’immagine di sé tale da ottenere il loro totale impegno e coinvolgimento.
Oggi essere un manager vincente significa essere in vetrina e proporsi come la merce più appetibile sul mercato. "Ognuno vede quel che tu pari, pochi comprendono quel che tu sei", scriveva Niccolò Macchiavelli già nel cinquecento. Ma oggi la situazione non è per nulla cambiata, si è evoluta certo, ma come direbbe il nostro Presidente: "chi non comunica non esiste!".
Ne consegue che una persona che riesce a costruirsi una buona immagine  acquisisce un patrimonio di credibilità duraturo nel tempo.
Non voglio entrare nel merito delle considerazioni che si possono leggere sfogliando il libro, ma credo fermamente che non possiamo allienarci dalla realtà nella quale viviamo e del mondo del quale facciamo parte. Abbiamo due scelte, lasciarci traghettare dagli eventi e dal moto perpetuo delle situazioni che ci rendono partecipe di esso, oppure affrontarlo con determinazione e, senza assecondarlo, crearci il nostro spazio e la nostra fortuna.
Il nostro mondo è una stanza senza pareti, senza intimità, in quanto siamo inconsciamente condizionati dalle mode del momento e dai cambiamenti sociali. Tutto questo passa inevitabilmente attraverso un buona dose di umiltà, in quanto costituisce l’ingrediente fondamentale della formula vincente per gestire il proprio brand, formula appartenente solo ai leader eccellenti.
Ognuno diventa, a volte senza accorgersene, il sè che decide di essere.
Allora brindiamo alla fedeltà di ricominciare ogni mattina, perché la strada si fa camminando.

Streghe e diavoli Halloween Il ritorno dei morti..in discoteca!


Streghe e diavoli
Halloween
Il ritorno dei morti..in discoteca!
di Tommaso Torri


Tremate, tremate le streghe sono tornate! Condannata dai pulpiti di molte chiese italiane, tacciata di essere una festa blasfema, e celebrata in tanti locali della penisola, la ricorrenza di Halloween ha ormai americanizzato da anni il Belpaese che, nel più puro stile anglosassone, mette in mostra su molti terrazzi il classico Jack O' Lantern. Travestiti da spiriti, personaggi del mondo dell’orrore e con trucchi sanguinolenti anche in Italia la tradizione di festeggiare questo appuntamento è dilagata quasi a dismisura e, con tanta gioia da parte dei commercianti, sono arrivati innumerevoli gadget da acquistare.
Anche se la festa è originaria della cultura anglosassone, anche in Italia è ormai molto diffusa l’usanza di festeggiare questa notte stregata. Feste e balli in maschera si organizzano in locali notturni e discoteche a rievocare le atmosfere macabre degli spiriti dei morti che vagano sulla terra. Tutto sommato si può parlare di un secondo carnevale di importazione dove Colombina e Pulcinella lasciano il passo a streghediavoli e personaggi raccapriccianti nati dai set cinematografici dei film horror. Una nuova moda che alimenta il mercato delle zucche di plastica, delle maschere orride, dei ragni e dei pipistrelli di gomma, e che spesso si sovrappone alle nostre tradizioni legate alla festa dei morti. Già, perché in Italia ci sono molte usanze legate alla notte tra il 1° e il 2 novembre. In diverse regioni d’Italia, le antiche tradizioni celtiche si sono unite alle leggende locali per poi colorarsi di valenze cristiane.
Lo stesso simbolo principale di Halloween, la zucca con una candela accesa al suo interno, è legato a una tradizione cristiana e si rifà alla famosa leggenda dell'irlandese Jack, un fabbro astuto, avaro e ubriacone, che un giorno al bar incontrò il diavolo. A causa del suo stato d'ebrezza, la sua anima era quasi nelle mani del diavolo, ma, astutamente, riuscì a far trasformare il diavolo in una moneta promettendogli la sua anima in cambio di un'ultima bevuta. Jack mise il diavolo nel suo borsello, accanto ad una croce d'argento, cosicché egli non potesse ritrasformarsi. Allora il diavolo gli promise che non si sarebbe preso la sua anima nei successivi dieci anni e Jack lo lasciò libero. Dieci anni dopo, il diavolo si presentò nuovamente e Jack gli chiese di raccogliere una mela da un albero prima di prendersi la sua anima. Al fine di impedire che il diavolo discendesse, il furbo Jack incise una croce sul tronco. Soltanto dopo un lungo battibecco i due giunsero ad un compromesso: in cambio della libertà, il diavolo avrebbe dovuto risparmiare la dannazione eterna a Jack. Durante la propria vita commise tanti peccati che, quando morì, rifiutato dal paradiso e presentatosi all'Inferno, venne "cordialmente" scacciato dal demonio che gli ricordò il patto ed era ben felice di lasciarlo errare come anima tormentata. All'osservazione che era freddo e buio, il demonio gli tirò un tizzone ardente (eterno in quanto proveniente dall'Inferno), che Jack posizionò all'interno di una rapa che aveva con sé. Cominciò da quel momento a girare senza tregua alla ricerca di un luogo di riposo sulla terra. Halloween sarebbe dunque il giorno nel quale Jack va a caccia di un rifugio. Gli abitanti di ogni paese sono tenuti ad appendere una lanterna fuori dalla porta per indicare all'infelice anima che la loro casa non è posto per lui. Quindi, inizialmente, la verdura utilizzata come lanterna era la rapa. Successivamente, però, a causa della grande "carestia delle patate" in Irlanda, moltissimi irlandesi emigrarono in America, sostituendo alla rapa la più diffusa zucca americana.
Questa festa d’importazione, tuttavia, ha offuscato la memoria delle tradizioni italiane per celebrare la festa di Ognissanti e dei defunti che vivevano nella varie regioni italiane. La tradizione piemontese vuole che nell’apparecchiare la tavola si aggiunga un coperto per il defunto che torna a far visita ai vivi. In Val D’Ossola le famiglie, dopo aver cenato, si recavano al cimitero per lasciare le case vuote ai defunti che tornavano in visita. Il suono delle campane segnava il momento del ritorno a casa e simboleggiava la riconciliazione dei morti. Le zucche sono le protagoniste della tradizione veneta. Una volta svuotate, venivano dipinte e trasformate in lanterne dove le candele all’interno rappresentavano la resurrezione. La "Carità di murt" era l’antica usanza emiliana: i poveri si recavano di casa in casa chiedendo cibi di ogni genere, calmando così le anime dei defunti. Nelle Marche la più importante è la festa delle streghe di Corinaldo, ma anche nei paesi limitrofi esistono numerose tradizioni per superare la notte degli spiriti In Abruzzo, oltre alla decorazione delle zucche, i giovani bussavano di porta in porta, chiedendo offerte in memoria dei defunti. I pugliesi onoravano le anime dei loro defunti apparecchiando tavole destinate esclusivamente al passaggio degli spiriti che, secondo la credenza popolare, rimanevano nelle case fino a Natale se non fino alla Befana. In Calabria un corteo partiva alla volta dei cimiteri e, dopo le rituali preghiere e benedizioni, veniva imbandito un banchetto direttamente sulle tombe. In Sicilia e in altre regioni del Sud quella di Ognissanti è una festa magica e speciale, soprattutto per i più piccoli che ricevono doni dai defunti. Dolci e frutta secca sono il premio che si aggiudicano i ragazzi che sono stati buoni durante l’anno. In Sardegna, dopo la consueta visita al cimitero, la famiglia si riuniva per la cena. Una volta finito di mangiare, la tavola non si sparecchiava e gli avanzi rimanevano in tavola per accogliere le anime dei defunti. I bambini bussavano alle porte delle case e, al grido di "Morti, morti!" ricevevano in dono dolci e leccornie.
Anche in Europa, con l’eccezione dell’Inghilterra dalla quale nasce poi la versione statunitense, ci sono modi analoghi per festeggiare Halloween. In Germania si usa nascondere i coltelli per evitare di ferire gli spiriti dei morti che tornano a fare visita, mentre in Svezia la festa di Halloween è conosciuta anche come Alla Helgons Dag e si usa lasciare i viveri per i morti. In Repubblica Ceca, chi festeggia Halloween usa mettere le sedie davanti al caminetto per accogliere i morti, mentre in Belgio, un po’ come in Italia, si usa accendere candele per commemorare i defunti.
Nei paesi di lingua spagnola, come Messico e più in generale il Sud America, Halloween è legato alla commemorazione dei defunti, si chiama infatti El Dia de los Muertos e si usa addobbare le tombe. In Messico addirittura c’è chi fa pic nic davanti alla tomba del proprio caro. In Asia Halloween è festeggiato a modo loro. In Cina si chiama Teng Chieh e si usa mettere il cibo davanti alle tombe, mentre in Corea si usa visitare le tombe e porgere riso e frutta.

mercoledì 17 ottobre 2012

Slide Novembre 2012, Eva Mendes bomba sexy!

Su SLIDE Novembre 2012, troverai tantissimi contributi redazionali su importanti argomenti.


EVA MENDES, La Bomba Sexy.

I VIP che leggono Slide

Halloween 2012
a cura della redazione

RadioCinema per Slide
a cura di Alessandro Casanova

Cosa vedere in Tv nella stagione invernale 2012 2013
di Tommaso Torri

Stalking, un reato ora perseguibile
di Arianna David

Bambini INDACO. Maleinterpretati e curati per patologie inesistenti.


IO manager di me stesso. Fare impresa contando sulla propria leadership.
di Stefano Pia

Le Miss Reginette in piscina

Il Motivatore
a cura di Mario Furlan

La nuova rubrica di Makeup
a cura di Michela Bachi

La  Luce del Benessere 
a cura di Luce Caponegro

4Zampe in cerca di Famiglia
a cura di Flavia Vento

Psike e dintorni
a cura di Pina Li Petri

La Satira
di Fabio Buffa

e tantissime altre rubriche....come ogni mese.



Se vuoi consultarlo nella versione web
dopo il 01 Novembre 2012




giovedì 4 ottobre 2012

Franchising


Il franchising è una metodo imprenditoriale che permette di diventare imprenditore acquisendo o meglio acquistando il know-how di un marchio già affermato nel proprio settore.
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