giovedì 20 settembre 2012

Conteggi Votazioni Pre e Finale Nazionale Miss Reginetta d'Italia 2012


Miss Reginetta d'Italia è il primo concorso che rende noti e visibili i voti dei giurati per garantire trasparenza e serietà.
GIURIA COMPOSTA DA 5 GIURATI DI QUALITA' + 14 GIURATI DI BASE.
*= GIURIA DI QUALITA' VALE DOPPIO PUNTEGGIO PER ELEZIONE, MEDESIMO PUNTEGGIO DELLA GIURIA DI BASE PER LE ELIMINAZIONI. 
( Eventuali VOTI non interpretabili per scrittura poco chiara, sono stati riportati con la cifratura che si è compresa, pur non conteggiando comunque il voto poco chiaro ). I Voti Prima, Seconda e Terza sono stati sommati con unico conteggio. I numeri corrispondono ai numeri indossati dalle candidate durante la PREFINALE. Alcuni SPONSOR per regolamento e contratto, hanno potuto scegliere la propria MISS preferita.

ELIMINAZIONI PREFINALE 2012
*VOTAZIONI GIANCARLO PRESUTTO 5-8-9-11-13-15-17-20-22-23-26-31-32-33-39-45
*VOTAZIONE MICHELA BACHI 4-9-14-16-20-22-26-31-32-33-36-38-39-48-50
*VOTAZIONE ARIANNA DAVID 9-15-17-20-21-23-26-31-32-34-36-37-39-43-48
*VOTAZIONE NADIA BENGALA 8-9-13-14-17-20-23-26-27-31-32-33-34-36-39
*VOTAZIONE DEVIS PAGANELLI 8-9-10-13-15-17-20-22-27-31-33-38-39-44-50
VOTAZIONE GIANCARLO CECCONELLO 5-6-10-13-15-19-23-28-31-34-36-39-41-45-50
VOTAZIONE DI ERIKA DEL PIZZO 8-9-11-13-15-20-27-28-31-33-38-40-43-48-50
VOTAZIONE ELIMINAZIONE 8-9-13-15-17-19-20-23-26-27-29-39-45-49-50
VOTAZIONE MASSIMO SCATTARELLA 3-56-7-10-13-19-22-25-31-32-33-39-40-48-50
VOTAZIONE GIONATAN GIANNOTTI 6-8-9-13-17-20-23-26-27-28-31-33-39-43-50
VOTAZIONE MICHELE PEZZOLLA 5-10-14-15-17-20-23-24-27-28-31-33-34-39-45
VOTAZIONE ELISA VITOLO 8-9-10-13-14-16-18-23-28-33-37-39-40-45-47
VOTAZIONE MARIO SCOPAIOLI 7-8-9-10-11-15-17-19-20-23-25-26-33-34-39
VOTAZIONE FLAVIA VENTO 4-5-8-9-10-11-15-17-23-26-27-31-39-45-50
VOTAZIONE GIACOMO URTIS 3-9-10-11-13-14-15-20-27-37-39-40-41-45-50
VOTAZIONI GIUSEPPE PREGADIO 3-8-9-11-23-32-33-34-35-39-43-45-46-48-50
VOTAZIONE STEFANO PIA 5-13-15-20-21-23-25-26-27-31-32-33-36-38-39-45
VOTAZIONE ANTONIO ZEQUILA 6-10-13-15-17-20-21-23-26-27-31-32-38-39
VOTAZIONE GUIDO SICA 4-7-8-9-13-20-21-23-26-27-31-33-40-45-46

ELEZIONE DIRETTA PER FINALE 2012
*VOTAZIONE GIANCARLO PRESUTTO Vinc.47-44-1 / Sec.40-24-10 / Ter.43-47-44
*VOTAZIONE MICHELA BACHI Vinc.49 / Sec.42 / Terz.3
*VOTAZIONE ARIANNA DAVID Vinc.47-49 / Sec.12-28 / Terz.3-42
*VOTAZIONE NADIA BENGALA Vinc.1 / Sec.6 / Terz.40
*VOTAZIONE DEVIS PAGANELLI Vinc.49-47-16-1 / Sec.24-30-37 / Terz.48-42-41
VOTAZIONE GIANCARLO CECCONELLO Vinc.42-44-47 / Sec.32-35-38 / Terz.30-48-49
VOTAZIONE ERIKA DEL PIZZO Vinc.1-47 / Sec.44-12 / Terz.46-3
VOTAZIONE OSVALDO DESIDERI Vinc.30-42-43 / Sec.2-50-6 / Terz.16-44-45
VOTAZIONE MASSIMO SCATTARELLA Vinc.44-47 / Sec.29-18 / Terz.35-3
VOTAZIONE GIONATAN GIANNOTTI Vinc.2-42 / Sec.9-36 / Terz.3-29
VOTAZIONE MICHELE PEZZOLLA Vinc.48-16-44 / Sec.2-13-50 / Terz.49-38-19
VOTAZIONE ELISA VITOLO Vinc.1-44-42 / Sec.12 / Terz.18-3
VOTAZIONE MARIO SCOPAIOLI Vinc.41-49-44 / Sec.23-37-47 / Terz.48-45-12
VOTAZIONE FLAVIA VENTO Vinc.6 / Sec.13 / Terz. 0
VOTAZIONE GIACOMO URTIS Vinc.6 / Sec.12 / Terz.49
VOTAZIONE GIUSEPPE PREGADIO Vinc.1-37-42 / Sec.21-44-49 / Terz.47-12-30
VOTAZIONE STEFANO PIA Vinc.3-24-14 / Sec.24-3-14 / Terz.14-3-24
VOTAZIONE ANTONIO ZEQUILA Vinc.3 / Sec.24 / Terz.44
VOTAZIONE GUIDO SICA Vinc.48-42-49 / Sec.1-17-28 / Terz.12-15-35
ELETTE
1 CINEMA ( VOTATA/SCELTA)
3 SILOUETTE ( VOTATA )
6 A&B (SCELTA)
11 ORA (SCELTA)
12 SAN LUCA ( SCELTA )
16 GERARDO SACCO ( VOTATA/SCELTA )
24 PORTAMENTO ( VOTATA )
32 BELLA (SCELTA)
42 GLOBAL CARE ( SCELTA )
44 SLIDE ( SCELTA )
47 MISS REGINETTA D'ITALIA ( VOTATA )
49 UNIMAR ( SCELTA )

Miss Principessa d'Europa arriva in TV!


La finale nazionale 2016, verrà trasmessa da due canali nazionali :


CANALE ITALIA

SKY

BUONA VISIONE!
www.principessadeuropa.it



mercoledì 19 settembre 2012

Antizipazione SLIDE OTTOBRE, Stupendo!



SLIDE OTTOBRE
Dai primi di ottobre 2012, in distribuzione e lettura gratuita in tutta Italia.

I servizi
MISS REGINETTA d'ITALIA 2012 : La finalissima, con SLIDE a Pontecagnano.
INTERVISTA ALLA MISS VINCITRICE : sogni, progetti, vittorie.
VUOI DIVENTARE FAMOSO? Allora paga. Viaggio nel mondo delle agenzie TRUFFA.
VITA DA MISS : Diario di una candidata al concorso
MOLLO TUTTO E CAMBIO VITA. Stanco di tutto? Cambia aria.
OLIMPIADI 2012, Critiche senza freni.
FESTIVAL DEL CINEMA a VENEZIA, SLIDE C'era!
MOTOGP 2012 : N.1 la Fondazione Simoncelli
50 SFUMATURE DI ....SLIDE. Passione, sesso e coinvolgimento in....( scopritelo )

E poi le sempre seguitissime rubriche
Enjoy Television : Mondo Nightclubbing
Il Motivatore di Mario Furlan
La Luce del benessere di Luce Caponegro e Antonio
Cuori Infranti di Gionatan Giannotti
4Zampe in Cerca di Famiglia di Flavia Vento
Psike e dintorni di Pina Li Petri
Sololibri - La rubrica letteraria
BlogCucina - Cosa cucinare
Buffa Satira del satirico Buffa
L'Oroscopo di Slide

martedì 18 settembre 2012

50 Sfumature di...SLIDE! Dal successo editoriale dell'anno, alle ispirazioni di Arianna.


50 Sfumature di...SLIDE!
Dal successo editoriale dell'anno, alle ispirazioni di Arianna.

a cura di Arianna David – Direttore Responsabile

Sfido chiunque di voi, care lettrici, e mi rivolgo ad un pubblico prettamente femminile, a confessare chi non abbia letto sotto l'ombrellone, durante le vacanze, il libro più bollente,erotico,passionale che sia mai stato scritto negli ultimi anni. Parlo della trilogia " CINQUANTA SFUMATURE di..." della scrittrice inglese E.L. James.
Chi di noi donne non ha invidiato anche solo per un minuto ANASTASIA STEELE, giovanissima bellezza androgena,acerba e maledettamente semplice; con la fortuna di imbattersi in lui: ' CHRISTIAN GREY", giovane multimilionario, di una bellezza disarmante e sopratutto maledettamente erotico e trasgressivo.
Due personalità completamente diverse,che  l'autrice del best seller  ha deciso di far combaciare.L'incastro perfetto.
Lui colma le mancanze di lei, lei colma le mancanze di lui. Come si suol dire gli opposti si attraggono.
Mi piacerebbe avervi tutte davanti a me in questo momento per avere il piacere di sentire dalle vostre parole che tracce ha lasciato dentro ognuna questa storia d'amore, così  folle e bellissima allo stesso tempo. Vorrei ricevere delle risposte da voi e vedere se l'effetto, il brivido e l'emozione di sognare che ho provato io, sono gli stessi che avete provato voi.
Andare a dormire con la presenza di CHRISTIAN GREY tra le lenzuola,nei sogni.
Lasciamoci trasportare dalla lettura e dalla fantasia, quella stessa fantasia ingenua senza peccato e dolce che avevamo da piccole.
Amare è un lusso non un peccato, Amare è l'adrenalina che ti scorre nelle vene, Amare è saper dare, Amare è saper perdonare, Amare è saper accettare e mai cambiare chi abbiamo scelto al nostro fianco.
Io lo confesso, sono tra quelle donne (a quanto pare non solo, considerando che anche molti uomini sono rimasti incuriositi dal vociferare su questo libro), che è rimasta sotto l'ombrellone, nel letto, in treno, in aereo, incollata  e catturata dalla magneticità del racconto e dei suoi protagosti.
Perchè CHRISTIAN GREY, per quanto sia una figura di pura fantasia, è l'uomo, l'amante, il marito che tutte noi donne vorremmo accanto, nel nostro letto, nella nostra vita. Quante di noi avrebbero il coraggio  di ammetterlo? A quante di noi piacerebbe imbattersi in un uomo come lui, cosí fantasticamente trasgressivo e allo stesso tempo protettivo.
A quante di noi piacerebbe essere al posto di ANA STEELE, per provare le stesse emozioni con il nostro fidanzato, marito, amante.
Mi chiedo perchè gli uomini all'idea di essere  il signor GREY farebbero carte false, se solo avessero il "la" da noi. Mentre noi per immedesimarci nella signorina STEELE ci faremmo mille paranoie.
Analizzando tutti e tre i libri sono arrivata alla conclusione  che l autrice E L JAMES abbia voluto trasmettere un messaggio,nella sua esagerazione fantasiosa, a tutte quelle persone, donne e uomini,  che  hanno dimenticato cosa significhi amare, trasgredire, giocare anche con il proprio partner, che sia di un minuto o di una vita intera.
Molte coppie scoppiano anche per la mancanza di fantasia.
Chiediamoci il perchè  i nostri mariti sentano l'esigenza di scoprire nuove emozioni con persone diverse. Troppo spesso diamo la colpa alla routine delle giornate, ai  problemi sul lavoro, ai figli; forse invece è semplicemente  colpa nostra, che una volta messa la fede al dito si smette di vestire i panni della donna desiderabile, mettendo il secondo piano la cura per la propria persona e la propria  immagine di donna, smettendo di stimolare le fantasie erotiche del nostro uomo; magari andando a dormire col pigiamone con gli orsacchiotti,oppure presentandosi a letto con la maschera antirughe modello MARZIANE che vengono dallo spazio.
Una potenziale amante farebbe lo stesso?
No care amiche lettrici. SPETTINIAMOCI. Leviamoci il pigiama con gli orsetti e facciamoci scaldare dal suo corpo, e gli impacchi antirughe facciamoli mentre lui dorme beato dopo una notte di sesso e amore.
Lasciamoci andare perchè una moglie può essere anche l'amante perfetta.
Ognuna di noi ha 50,100,1000  sfumature. Allora andiamo a cercarle e riscopriamo noi stesse, tirando fuori la nostra femminilità, senza tabù, senza vergogna, senza limiti.
AMIAMOCI di più, spettiniamoci di più, siamo noi le artefici della nostra felicità, del nostro futuro e del nostro destino.
Siamo noi a far si che il nostro partner ci consideri UNICHE, INIMITABILI, INCONFONDIBILI, INSOSTITUIBILI.
A volte basta una carezza o un abbraccio fatto al momento giusto perché possa esserci  una rinascita dei sensi.
Vi consiglio per chi non si fosse ancora imbattuto nei tre libri di leggere almeno il primo, perchè CHRISTIAN GREY va conosciuto e amato, perchè una volta letto è difficile tornare indietro con la fantasia.
Io vorrei con tutta me stessa incontrare un uomo come MR. GREY lo ammetto....magari si nasconde nel mio titolo..magari si nasconde nelle mie 50 SFUMATURE DI SLIDE. 

Vuoi diventare famoso? Allora PAGA! Agenzie di spettacolo per nuovi talenti, tra sogni, illusioni e truffe.


Vuoi diventare famoso? Allora PAGA!
Agenzie di spettacolo per nuovi talenti, tra sogni, illusioni e truffe.
di Stefania Spadafora – Slide Torino

Le agenzie per nuovi talenti sono i talent scout del mondo dello spettacolo. Hanno contatti con le più prestigiose aziende di pubblicità, della televisione e della moda e sulla base di grande serietà e professionalità con cui lavorano permettono ai nuovi talenti di entrare nel mondo dello spettacolo. Conoscono bene il mercato, hanno contatti con fotografi, studi pubblicitari, centri di produzione, con le riviste e gli stilisti più importanti ….
L’agenzia solitamente viene informata dei casting e provvede a sua volta ad informare modelle e modelli. E’ in grado di fare una selezione tra i diversi casting in modo da evitare quelli “perdi tempo” e quelli “poco seri”. Se la ragazza o il ragazzo è alle prime armi, l’agenzia l’aiuterà a crescere professionalmente fornendo consulenza e formazione. E’ da qui che si inizia a capire effettivamente quanto credono nelle tue possibilità: se ti offrono tutto ciò gratuitamente è un ottimo segno perché l’agenzia “investe” sulle proprie modelle e modelli: aiuta nella scelta del taglio dei capelli più idoneo, insegna a rafforzare i punti di forza e a camuffare quelli più deboli.
Se dovrai pagarti i corsi è chiaro che l’agenzia non sta investendo su di te: non nutre speranza che tu possa lavorare molto. Spesso si tratta di piccole organizzazioni che si spacciano per agenzie ma, non avendo contatti veri e propri con il mondo dello spettacolo, si specializzano in artifici e raggiri psicologici inducendo l’aspirante modella, ballerino, cantante e vallette a sborsare consistenti somme di denaro affinchè il loro nome entri nei database delle agenzie. Spesso vengono presi di mira anche i genitori che se da un lato non voglio ostacolare le aspirazioni artistiche del proprio figlio, dall’altro vedono la possibilità di realizzare un sogno che per loro è sempre rimasto tale.
Il “Book” è il punto focale di quando ci si vuole proporre alle agenzie e ai casting. E’ il proprio “biglietto da visita” con il quale si possono prendere i primi contatti. E’ importante che ci si affidi a chi sappia, con professionalità, far sentire la ragazza o il ragazzo a proprio agio e sia in grado di essere creativo e “capace” di carpire la bellezza di chi non è ancora in grado di esprimerla in pieno. La scelta per dove, come e con chi realizzare il book è il nodo cruciale in quanto è un contesto molto farraginoso: costi elevati, location ambigue, superficialità e inaffidabilità sono i grossi problemi in cui ci si può imbattere.
Roberto Corbelli, direttore artistico di molte sfilate di moda e di eventi in tutto il mondo, ha come compito quello di realizzare scenografie atte a valorizzare l’evento che si va a costruire con il grande ed indiscutibile apporto che solo le musiche possono dare. Il punto focale per Roberto è che un’agenzia non deve chiedere denaro bensì investire denaro, ed è così che si riesce ad individuare quanto essa possa essere seria. Tutto parte da un colloquio e con delle prove presso un ufficio che solitamente si trova in una zona centrale, in un palazzo di prestigio, dove sono esposte foto di eventi realizzati (quelli veri), e Brand con cui l’agenzia collabora. Oggi internet dà una grossa mano nella selezione delle agenzie: il sito è il biglietto da visita ed è sinonimo di qualità. Le ragazze non vengono fermate in discoteca e invitate a presentarsi in uffici improvvisati ….
L’agenzia, dopo aver valutato il fisico, la classe, lo charme e il portamento, “ti costruisce” ovvero ti consiglia ed è in grado anche di dare indicazioni sull’alimentazione da seguire, che non significa “non mangiare”.
Spesso in questo ambiente si sente dire che è necessario il “book fotografico” è che farlo costa fino a 5.000€. Un’agenzia che crede nelle potenzialità della ragazza/o investe nel book e lo fa fare al proprio fotografo a “costo zero”. Un altro punto focale per Roberto è il mantenimento dei ruoli: null’altro al di fuori di serietà e professionalità.
C’è una grossa differenza tra ciò che avviene nelle diverse aree geografiche italiane dai diritti di agenzia ai costi dei book fotografici. Per quanto riguarda i diritti di agenzia si parla di circa il 20%; percentuale che arriva ad essere tra il 60 e l’80% da Roma in giù. Il presupposto di fondo, che differenzia le diverse realtà, sta nel fatto che fondamentalmente l’agenzia deve investire sulle ragazze e non deve essere un’opportunità di guadagno a breve termine per l’agenzia stessa.
Molte agenzie, invece, sfruttano questa opportunità lavorativa dei fotomodelli/e selezionati/e per trattenere una percentuale più elevata perché la filosofia che giustifica la richiesta di queste somme è che l’agenzia “dà un’opportunità”, è l’agenzia che ti fa apparire ed è per questo che, a suo avviso, sono giustificate queste percentuali.
Per quanto riguarda il “book fotografico” e il “composit”, i costi possono variare a seconda del pacchetto che viene proposto. Orientativamente si parla di circa 300€ con 100 foto grezze (ovvero tutti gli scatti effettuati), 2 cambi di abito e 10 foto stampate a Milano e Roma. Con Slide, è possibile ottenere lo stesso servizio negli studi di Napoli, Bologna, Abano Terme, Roma a 150€ (tale prezzo è ponderato sulla base di quanto, ad esempio, una ragazza percepisce per una serata in discoteca). Ma capita che vengano chiesti anche 2.500€ per un book e un corso di portamento, necessari per poter lavorare in seguito.
Il catalogo, o Look Book, è il catalogo per gli addetti ai lavori ovvero rappresentativo del Brand con codici vicino ad ogni capo che differenziano i diversi capi e i relativi bagni di colore. Il Look Book deve avere un’ottima post produzione perché è lo strumento di lavoro dei rappresentanti che si recano presso i diversi punti vendita senza più avere in mano i capi da far visionare. Spesso capita che il Look Book venga inviato via mail ai potenziali rivenditori bypassando il rappresentante come intermediario. Per il Look Book è necessario/a un/a modello/a, una location e una direzione artistica oltre che una post produzione di eccellenza. Le opportunità di guadagno in questo contesto sono elevate.
Alex Leardini, coreografo, ci parla invece di come funziona l’ambito del ballo. Ormai nella danza sono pochi i ballerini sotto agenzia: sono solo quelli che escono dai programmi televisivi che firmano il contratto di esclusiva ancora prima che termini il programma. E’ cambiata la filosofia delle agenzie nei confronti del ballo: fino a qualche anno fa l’agenzia andava alla ricerca di nuovi talenti per poterli lanciare. Ora l’agenzia li prende sotto la “propria ala” quando sono già dei talenti. La televisione in questo senso fa da padrona con tutti i programmi/reality presenti sui diversi canali che hanno l’obbiettivo di formare cantanti e ballerini alcuni, solo cantanti altri grazie alla presenza di professionisti per poi “lanciarli” nel mondo dello spettacolo con contratti televisivi. Alex sa di essere stato fortunato nella sua carriera perché ha fatto un solo casting da coreografo. Ora è dall’altra parte ed è lui che nei casting sceglie i ballerini. Il consiglio che lui dà è quello di fare tanti, tanti casting perché in questo modo ci si fa conoscere dai coreografi. E’ difficile che un coreografo scelga qualcuno che non ha mai visto perché il coreografo sa ciò di cui ha bisogno e lo cerca nelle persone che in maniera ricorrente si presentano ai casting.
In Italia non esistono delle leggi specifiche che regolano le Agenzie di Spettacolo e di Moda: ogni agenzia ha il suo modus operandi, una giungla che si fonda sulla “legge del più forte”. E’ una sfida continua per i ragazzi che affrontano il mondo della moda e dello spettacolo, una sfida contro se stessi, una sfida contro la società, una corsa ad ostacoli per inseguire un sogno che vuole diventare realtà in un labirinto dove la professionalità di molti è offuscata dall’inganno di chi vuole speculare sui sogni altrui.


scheda

Ti contattano per dirti che sei bravissima a cantare..a sfilare. Ti invitano ad un provino per verificare se puoi essere la persona giusta per un prossimo film o per le sfilate di importanti griffes.
Poi dopo il provino, magicamente : "Sei la persona che cerchiamo, potresti veramente sfondare, ma hai un book fotografico?", oppure variante "Sei la persona giusta, ma non sai sfilare, dovresti fare un corso di portamento".
Se rispondi ad esempio che hai foto professionali, ti senti dire : "Capiamo, ma le foto ci servono diverse e solo noi sappiamo fare il servizio necessario a farti passare poi il casting di questo o quel film...".
Insomma sempre la stessa musica, con metodi più o meno leciti, la finalità è solo quella di togliere denaro ai malcapitati in cerca di gloria.
Dai 500 euro fino ai 6000 euro per servizi fotografici, corsi di moda, corsi di canto, di ballo, di recitazione, per arrivare a fantomatiche iscrizioni a database di persone disponibili a fare da comparse in produzioni cinematografiche.
La regola è sempre una da considerare : Se qualcuno è interessato veramente a te, investe lui sulla tua persona. Non chiede soldi e non ti obbliga a fare iscrizioni e sopratutto non ti impone servizi fotografici o corsi propri.
Le agenzie di spettacolo serie possono anche offrire servizi di foto, recitazione, dizione, portamento, ma devono essere opzioni non imposte e sopratutto slegate da ogni promessa di futuro lavoro o ingaggio.
Chi vuole fare il geometra da grande, studierà da geometra, ma la scuola non garantisce poi il lavoro futuro, insegna solo! Lo stesso vale per le scuole di formazione. Lo stesso vale per chi offre servizi fotografici o book. Sono strumenti per formarsi ed essere pronti a proporsi nel settore dello spettacolo, ma nulla è garantito.
Se vuoi prepararti a questo mondo, senza nessuna promessa ma con servizi professionali cuciti su misura su di te? www.devispaganellimanagement.it

Orgoglio tutto Italiano Le Frecce Tricolori


Orgoglio tutto Italiano
Le Frecce Tricolori
Intervista a Marco Lant – Comandante della Pattuglia Acrobatica Nazionale
a cura di Tommaso Torri – Slide Italia

È la pattuglia acrobatica più numerosa e famosa al mondo. Ogni loro show, fatto di evoluzioni che sfidano le leggi della fisica, è capace di richiamare migliaia di appassionati o semplici spettatori. Dieci piloti, tra cui un solista, soprannominati “Pony” a cui segue un numero da 1 a 10 per identificarli nella formazione, che alla cloche dei loro Aermacchi MB 339, di progettazione e fabbricazione interamente italiana, si sono guadagnati il rispetto e l’ammirazione del mondo intero. Solo i migliori piloti accedono alle Frecce Tricolori: ogni anno se ne selezionano uno o due scelti tassativamente tra chi ha più di 1.000 ore di volo e, una volta entrati nella rosa, devono seguire un programma addestrativo d'inserimento graduale.
Attualmente al comando della Pattuglia Acrobatica Nazionale è il tenente colonnello Marco Lant, “Pony 0”, che guida le Frecce dal 2010 dopo una brillante carriera a bordo dell’Aermacchi MB 339 iniziata nel 2001 come “Pony 9”. È quasi incredibile assistere, prima e dopo lo show acrobatico, centinaia e centinaia di persone che si assiepano alle transenne che delimitano l’area riservata agli ufficiali dell’aeronautica impegnati, da terra, a coordinare i velivoli in cielo pur di riuscire a strappare una foto o un autografo al comandante della Pattuglia Acrobatica Nazionale.
“Credo che la metà del nostro lavoro – spiega il comandante Lant - sia rappresentata dal fatto che, ogni volta che ci esibiamo, siamo in grado di raccogliere una forte attrazione da parte del pubblico verso la nostra professionalità. Le Frecce sono in grado di fornire un riscontro immediato e una forte emozione da parte degli appassionati e non. Non dobbiamo dimenticare, tuttavia, tutto il personale dell’aeronautica militare che, ogni giorno, lavora per garantire risultati costanti sia attraverso le acrobazie della Pattuglia Acrobatica Nazionale che per garantire la sicurezza dei cieli e il soccorso di chi si trova in difficoltà”.

Comandante, cosa si prova a far parte di un gruppo che, a livello mondiale, rappresenta la punta di diamante dell’aviazione?
Per noi è un grande onore ma, allo stesso tempo, una responsabilità non indifferente dal momento che il volo acrobatico collettivo è nato proprio in Italia. Le Frecce rappresentano la massima espressione del volo acrobatico, oltre al frutto di una lunga tradizione di impegno, umanità ed alta professionalità rimasta sempre fedele ai canoni di disciplina, armonia e spirito di squadra che ne hanno nel tempo contraddistinto i successi.

Anche l’Aermacchi MB 339 che avete in dotazione rappresenta un punto di eccellenza del made in Italy. È vero che si tratta di un velivolo unico capace di manovre che altri aerei non possono fare?
Il poter disporre di un mezzo ideato e costruito in Italia per noi è un valore aggiunto. Sapere, inoltre, di poter contare su un velivolo decisamente maneggevole e capace di cose incredibili ci spinge ad andare sempre oltre. Quest’anno, oltretutto, si celebrano i 30 anni di unione tra le Frecce Tricolori e l’MB 339 PAN che segna l’ulteriore conferma dello straordinario connubio “uomo-macchina”, ispirato all’indissolubile rapporto che lega ciascun pilota della Pattuglia Acrobatica al proprio velivolo, che non è un inanimato e freddo strumento operativo ma un fidato amico con il quale affrontare le più difficili evoluzioni e con cui condividere la passione e l’orgoglio di portare fieri il Tricolore d’Italia nei cieli del mondo.

Come nasce il nome delle Frecce Tricolori e il soprannome “Pony” attribuito a ciascun pilota della pattuglia?
Sono nomignoli che affondano le loro radici ai primi anni ’20 quando, nell’aeroporto di Campoformio a Udine, un gruppo di piloti iniziò a eseguire delle figure acrobatiche da utilizzare poi nei combattimenti aerei. Nel 1961, poi, l’aeronautica militare istituì il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico che è il nome ufficiale delle Frecce. “Pony”, invece, è il nomignolo che si sono scelti i primi piloti che hanno fatto parte della pattuglia e, da allora, il soprannome è rimasto per tradizione.

Quali sono le motivazioni che spingono un pilota dell’aeronautica militare italiana a entrare a
far parte della Pattuglia Acrobatica Nazionale?
È difficile spiegarlo perché, tutti, hanno motivazioni personali. C’è chi, come me che è nato vicino all’aeroporto di Rivolto dove si trova la base della Pattuglia Acrobatica, che fin da bambino sogna di entrarne a far parte.

Quante ore passate ogni giorno ad esercitarvi per preparare gli show che vi hanno reso unici al mondo?
Ad ottobre inizia il percorso di addestramento della nuova formazione quando, uno o due piloti, entrano a far parte del diamante delle Frecce Tricolori e, contemporaneamente, gli altri piloti si addestrano nelle nuove posizioni. Il primo decollo avviene verso le 9.20 e ogni pilota si addestra quotidianamente effettuando missioni acrobatiche che diventano sempre più complete e, una volta a terra, si prosegue con il confronto diretto tra i vari membri della squadra. A maggio, invece, inizia il periodo delle manifestazioni e i ritmi diventano sempre più serrati tra la manutenzione dei velivoli, le trasferte e gli appuntamenti di rappresentanza.

Che emozioni prova un pilota delle Frecce quando, magari in occasione di esibizioni all’estero, colora il cielo con un tricolore lungo 5 chilometri?
È certamente uno dei momenti più importanti dello show soprattutto se ci troviamo lontani da casa. In quel momento il pensiero va tutto ai nostri connazionali che, magari, si sono dovuti trasferire all’estero e in quel momento ci stanno guardando. È un po’ come farli sentire ancora a casa ed è il nostro più grande saluto.




SCHEDA

Marco Lant, nato a Udine nel 1971, è entrato nell’accademia dell’aeronautica militare nel 1990 ed è stato assegnato al 154° Gruppo del 6° Stormo. Nella sua carriera ha totalizzato 3700 ore di volo e, nella Pattuglia Acrobatica Nazionale, ha ricoperto le posizioni di Pony 9, Pony 7, Pony 2 e Pony 1. Il comandante delle Frecce Tricolori, durante le manifestazioni, si trova a terra al centro della linea del pubblico, da dove coordina via radio tutta la formazione dei 10 velivoli dirigendone il volo e garantendone la sicurezza. Le Frecce Tricolori costituiscono il 313º Gruppo Addestramento Acrobatico; nate nel 1961 in seguito alla decisione dell'aeronautica militare di creare un gruppo permanente per l'addestramento all'acrobazia aerea collettiva dei suoi piloti. Con dieci aerei, di cui nove in formazione e uno solista, sono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo, ed il loro programma di volo, comprendente una ventina di acrobazie e della durata di circa mezz'ora. Dal 1982 utilizzano gli Aermacchi MB-339PAN, e la loro sede è l'aeroporto di Rivolto in provincia di Udine.


Mollo tutto e cambio vita!


di Stefano Pia - Direttore Editoriale Slide Italia

"L’importante è mettersi in cammino. Altrimenti non arriverai da nessuna parte. E passerai il resto della tua vita a disprezzarti per ciò che avresti potuto essere e non sei stato. La meta iniziale del viaggio rappresenta solo lo stimolo per partire".

Adesso basta! Mollo tutto e cambio vita”. Chi di noi non ha mai recitato questo motto?! Per alcuni è solo un modo di sfogare la propria frustazione, per altri è un ritornello per alleggerire le pressioni del vivere quotidiano, per altri è stato "la rivoluzione interiore" e l'hanno messo in pratica, tagliando i legami con il passato. Questa tendenza ad abbandonare la frenesia del proprio stile di vita, e cercare di ripartire costruendosi una qualità di vita migliore,  si chiama “downshifting”, cioè “scalare la marcia, rallentare". E’ un fenomeno in ascesa, e si verifica principalmente al ritorno dalle vacanze. Spesso Settembre risulta essere il mese dei cambiamenti e dei buoni propositi, ecco perchè tornare dalle sospirate ferie, ritrovato l'equilibrio "del tempo" ci viene voglia di abbandonare la vita caotica che imprigiona le nostre giornate.
Navigando in internet ci si accorge di quante testimonianze positive siano state raccolte nei molti siti, blog, forum che raccontano come si è riusciti a cambiare vita, elargendo consigli ed informazioni per fare il grande passo.
I nomi dei siti e dei blog sono eloquenti: si va da http://www.mollotutto.com, a http://www.voglioviverecosi.com, fino ahttp://www.comecambiarevita.net, per citarne solo alcuni. E sui banchi delle librerie si trovano titoli stranieri, ma anche italiani, proposti da chi ha preso la fatidica decisione e ha messo la sua esperienza su carta. Per citarne qualcuno: “Adesso Basta. Lasciare il lavoro e cambiare la vita” di Simone Perotti, a “Scappo via” di Attilio Wanderlingh, a “Mollo Tutto e Parto!” di Riccardo Caserini o “Quasi Quasi mi Licenzio. Non è mai troppo tardi per cambiare vita” di Roberto D’incau e Rosa Tessa.
Molti sono i consigli utili per aiutare a prendere le giuste decisioni, ci sono alcune misure per valutare le paure e le resistenze psicologiche, ma anche per  ridurre al minimo i rischi. Tra questi, la cautela più elementare è compiere un sopralluogo nel Paese prescelto, magari concedendosi una lunga vacanza, per farsi un’idea della realtà locale. Se questa incontra i nostri gusti, occorre indagare su quali sono le possibilità reali di business, le condizioni richieste e la presenza di eventuali concorrenti. E’ anche bene informarsi su quali studi legali, seri, onesti e preparati possono interessarsi di tutelare i nostri interessi ed eventualmente a cui affidarsi per ogni pratica.
Molto numerose e interessanti anche le storie di vita vissuta: c’è chi parte per amore del sapere e di nuove esperienze e poi resta per aver incontrato il compagno della vita; chi rinuncia ad un lavoro sicuro e ben retribuito pur di rallentare il ritmo e liberarsi dello stress; chi fugge la routine e insegue un sogno. Il messaggio di queste testimonianze è però più o meno lo stesso: è più faticoso pensare di cambiare vita che farlo davvero.
Ci racconta Francesca, che all'età di 26 anni decide di lasciare il suo paesino di 13000 abitanti in provincia di Torino e trasferirsi a Sal, isola di Capo Verde: “Tutto è nato un po’ per caso o forse il caso è semplicemente il nostro destino: 2 anni fa attraversavo un periodo in cui sentivo i muri della città chiudersi intorno a me, il lavoro che stavo svolgendo non mi entusiasmava più come prima, la mattina, le persone che incontravo sui mezzi o per la strada, avevano lo sguardo triste, pochi sorrisi… è incredibile come la frenesia a volte non lasci nemmeno il tempo di alzare gli occhi al cielo per vedere se tra il grigiore, si può trovare anche un solo piccolo raggio di sole.
Mi sono ritrovata così, a tirare  le somme della mia vita. La mia collega e amica, proprio in quel periodo stava organizzando le sue vacanze a Capo Verde, a Sal e all’ultimo minuto ho deciso di aggregarmi anch’ io, così siamo partite per il viaggio che ci ha cambiato la vita. E’ stato come tornare a casa. Già dal viaggio abbiamo intuito che stavamo per vivere qualcosa di straordinario! Per tutta la durata della vacanza, abbiamo avvertito la presenza del destino e dopo 2 giorni di relax, abbiamo  cominciato a lavorare in villaggio un po' per gioco.
Il cambio animazione tardava ad arrivare ed io e la mia amica ci siamo offerte di aiutare nell'accoglienza degli ospiti in hotel, trasformandoci improvvisamente in animatrici a tutti gli effetti, così  la vacanza di due settimane si è trasformata in un mese di lavoro-vacanza. Il proprietario del villaggio, affascinato dalla storia di due turiste trasformate in animatrici, ha voluto incontrarci e colpito dal nostro carisma e dal nostro carattere, ci ha proposto un lavoro a Capo Verde.
E’ stata la nostra occasione, il famoso anello mancante…. Così, stanche dell'apparire, abbiamo scelto di essere. Il destino ci aveva dato la possibilità di scegliere, la vita a Capo Verde non è paradisiaca come si potrebbe pensare, vivere su un'isola africana, persa nell'oceano Atlantico, ha anche i suoi lati negativi, ma ciò che ci ha spinto ad accettare il lavoro, è stata la possibilità di reinventare noi stesse, di riprendere in mano la nostra vita.”
Questa è solo una delle tante testimonianze che ci sono arrivate in redazione, ma le storie di connazionali che hanno deciso di fare il grande passo sono veramente molte e delle più incredibili, tutte con un unico comune denominatore: il rimpianto di non averlo fatto prima.
Un famoso musicista ha detto: " La vita è come una canzone; seduti al pianoforte si potrebbe tenere una nota molto a lungo, in realtà la si potrebbe tenere per sempre, all'infinito, ma alla fine diventerebbe solo rumore.  È il cambiamento quello che conta. Le note che verrebbero dopo e quelle dopo ancora questo ne farebbe una melodia, una musica. La colonna sonora della propria vita".




Fondazione Marco Simoncelli al MotoGp


La Fondazione Marco Simoncelli, costituita ufficialmente il 5 dicembre 2011, è una Onlus a tutti gli effetti che intende contribuire attivamente alla realizzazione di progetti umanitari. Attraverso la Fondazione la famiglia del pilota intende esprimere la propria solidarietà a sostegno dei soggetti svantaggiati, in particolare bambini e giovani, così come Marco in prima persona “Le sue battaglie fuori dal circuito oggi sono le nostre battaglie – racconta il padre Paolo - Spesso Marco si recava alla comunità di Montetauro, dietro le colline di Coriano, e trascorreva il suo tempo libero con i giovani svantaggiati ospiti della struttura che lo consideravano un amico vero”. La Fondazione Marco Simoncelli, sostenendo progetti umanitari e collaborando attivamente con iniziative di Enti ed Istituzioni pubbliche e private in ricordo di Sic, promuove l’impegno dello sport a favore del sociale ed è simbolo dei valori morali di cui Marco s’è fatto ambasciatore nella vita e in pista: ad oggi ammonta a 225 mila euro l’impegno già messo in campo a fini benefici.
Per ricordare e sostenere la Fondazione Marco Simoncelli, è disponibile “SIC 58”, un’App per iOS e Android che consentirà a tutti i fan di dare gas insieme Marco, nel periodo che va dal MotoGP di Misano al quello di Valencia. Diverse le funzionalità di questa applicazione come “Dai Gass!” che in qualsiasi momento, grazie all’oscillometro presente negli smartphone i fan  potranno dare gas e sentire il rombo del motore, simulando la sgasata sulla manopola della moto che si visualizzerà sullo schermo e che trasformerà tutti in piloti virtuali, anche solo per un istante, per dare gas insieme al Sic. L’applicazione permetterà, inoltre, di scattare una foto a cavallo della moto di Narco o selezionarne una dalla photo gallery del proprio device, e poterla quindi condividere su Facebook e Twitter. Insieme a San Carlo tutti i fan di Sic possono sostenere la Fondazione Marco Simoncelli tramite l’invio di un SMS con la propria dedica al 488 3 888. Al clic su “Invia” si riceverà il messaggio di conferma della donazione (pari a 2€ i.i.) sul numero di cellulare indicato. Tutte le dediche inviate e condivise su Facebook, saranno poi raccolte e stampate sulla carena delle due moto del Team San Carlo Honda Gresini che correranno al MotoGP di Valencia, l’11 novembre.

MOTOGP 2012


È una tappa un po’ strana quella della MotoGp che si è tenuta a Misano per il Gran Premio Aperol della Repubblica di San Marino e della Riviera di Rimini perché, oltre alla parte agonistica che ha visto una sfida tra Pedrosa e Lorenzo con una lotta fino all’ultima curva, ha visto tanti momenti dedicati a Marco Simoncelli.
Tutti i piloti hanno avuto una parola per il campione corianese tragicamente scomparso, lo scorso anno, sul circuito di Sepang e, primo fra tutti, è stato Valentino Rossi a voler ricordare l’amico e avversario di tante battaglie. “Quando arrivi qui – ha spiegato il fuoriclasse di Tavullia - incominci inevitabilmente a pensare al Sic ancora di più quando vedi il suo nome all’ingresso del circuito. La sua mancanza si sente, ancora di più che negli altri gran premi e sicuramente mi piacerebbe che fosse ancora in pista insieme e a noi. È sicuramente un gran premio ancora più speciale, il primo qui senza di lui. A Marco piaceva molto correre qui e penso che gli mancherà molto da lassù non esserci e ancor più dispiace a noi”. La scomparsa del Sic è stato un brutto colpo per molti piloti e per le persone che erano più vicine a lui – ha raccontato Jorge Lorenzo. - È molto bello che questo circuito si intitoli a lui e, sicuramente tutti, i piloti che vinceranno qui penseranno al Sic”. Ed è stato proprio per ricordare Simoncelli che, il primo giorno del Gp romagnolo, tutti i piloti hanno voluto partecipare a una biciclettata sulla pista di Misano. Oltre ai piloti, un gruppo di ciclisti formato da personaggi legati alle moto tra cui Kevin Schwanz e Mattew Roberts, commentatore della MotoGP per la BBC, sono arrivati in bici da Donington a Misano, passando per Coriano, per raccogliere fondi e ricordare Marco Simoncelli con “Cycling of wishes”. Nella città di Marco hanno incontrato i suoi familiari e il sindaco per poi, nel tardo pomeriggio, arrivare in circuito dove hanno percorso il giro d’onore insieme ai motociclisti impegnati nel gran premio.
Il sabato sera oltre 15mila persone hanno preso letteralmente d’assalto il Dedikato all’Arena 58 di Misano. Una serata ricca di eventi dove una vera e propria folla ha ha popolato gli stand che mettevano in vendita le t-shirt della manifestazione il cui ricavato, oltre ai proventi dell’asta della chitarra Fender di Martin Finnigan (front man dei The Rainband) con gli autografi dei piloti, sarà devoluto alla Fondazione Marco Simoncelli. Nella sfida Ape Car Cross Racing, momento clou della serata a cui hanno partecipato sedici personaggi divisi tra piloti, giornalisti e uomini del paddock, ne è uscito vincitore Kevin Kalia, seguito da Mattia Pasini e da Michele Pirro. A sfidarsi, tra gli altri, Guido Meda contro il campione di casa Niccolò Antonelli.
La domenica della gara si è caratterizzata per un colpo d’occhio veramente eccezionale al Misano World Circuit – Marco Simoncelli che, per il Gran Premio Aperol di San Marino e della Riviera di Rimini, è stato preso d’assalto da quasi 73mila persone. Nella parata di Vip che hanno affollano i paddock c’era Peppe Poeta, playmaker della Virtus Bologna e Fabrizio Donato, vincitore del bronzo alle Olimpiadi di Londra nel salto triplo. La nuova fiamma di Valentino Rossi Linda Marselli è stata avvistata nei box della Ducati. Sempre per Ducati Motor Holding Spa, era a Misano l’amministratore delegato Del Torchio. Tra i tanti personaggi che amano questo sport, c’erano anche i piloti motociclistici che hanno fatto storia come il venezuelano Carlos Lavado ed Eugenio Lazzarini, vincitore di 3 motomondiali che hanno raggiunto Giacomo Agostini, Phil Read e Kevin Schwantz, a Misano per tutto il fine settimana.
A guardarlo da lassù, anche al Sic questo gran premio sarebbe piaciuto ed è stato proprio per Marco il primo pensiero di Valentino durante la conferenza stampa di chiusura. “Questo podio nel circuito dedicato a Super Sic è qualcosa di speciale – ha esordito il dottore di Tavullia. – Il secondo posto è per lui e, anche, per la Ducati che, in questi anni ha lavorato duramente. Devo ringraziare un sacco di persone, che comunque hanno sempre creduto di potercela fare anche nei momenti più difficili. Ce l'abbiamo fatta, sono contentissimo anche per tutti i ragazzi della casa di Borgo Panigale. Lo voglio dedicare anche a loro: ci voleva, sono stati due anni difficili e un bel risultato anche sull'asciutto è importante. Ritengo sia stata la mia miglior gara in Ducati sulla pista asciutta e, per essere vecchio e suonato, sono andato abbastanza bene. Oggi abbiamo fatto un paio di modifiche e ho fatto una partenza mostruosa, però avevo paura di quello che poteva succedere a metà gara. Poi però le gomme sono calate e guadagnavo sempre di più e allora ci ho fatto la bocca a questo risultato. Con questo nuovo telaio possiamo fare delle modifiche e poi oggi ho potuto tenere lo stesso passo dall’inizio alla fine della gara ed è fondamentale. Rammarico per lasciare la Ducati? Ormai le scelte sono state fatte, però per me è importante essere veloce da qui alla fine, anche se poi di questo lavoro se ne avvantaggeranno altri”.
"È stata una gara strana con la seconda partenza, le bandiere gialle e con Pedrosa partito ultimo e poi caduto nel primo giro - ha detto Lorenzo. - Per l'emozione del mondiale è peggio, ma è meglio per noi, sono felicissimo. Siamo stati fortunati noi, e sfortunati loro, come eravamo stati sfortunati noi in Olanda. Senza la seconda partenza credo che Dani sarebbe rimasto in gara e senza Barbera forse poteva pure riprendermi, perché non sono stato velocissimo e ho rischiato pure di cadere. Rossi? Ha fatto una grande gara, ha anche recuperato nel finale: se guida così l'anno prossimo è sicuro che sarà lì davanti a lottare per il mondiale".
Il primo podio in Motogp sarà un ricordo speciale – ha concluso Bautista – oltre a un omaggio a Marco al quale lo voglio dedicare. Fino all’ultimo giro non ero sicuro di fare il podio e, questo, è un risultato importante per il mio team”.


OLIMPIADI 2012 : TUTTO IL MEGLIO DELL’ITALIA


OLIMPIADI 2012 : TUTTO IL MEGLIO DELL’ITALIA
ZONE D’OMBRA E ASPETTATIVE TRADITE
PETRUCCI: FORZA AZZURRI, A CASA 28 MEDAGLIE

Le Olimpiadi 2012, si sono rivelate tutto sommato, una bellissima esperienza per gli azzurri. Nonostante le aspettative non troppo rosee in apertura del Giochi Olimpici di Londra, l’Italia ha saputo dare prova d’orgoglio tricolore. Si è straparlato, più dei protagonisti che dalla kermesse, ma d’altronde l’Italia è conosciuta per il suo modus operandi quasi cinematografico, anche in ambito sportivo.

Nel medagliere ufficiale, 28 è il numero fortunato, e sicuramente sono state superate le previsioni del Coni ufficializzate in apertura dei giochi olimpici. Pechino, che ha davvero molto da insegnare, è stata superata per un bronzo, quello della ritmica, l’ultimo ad arrivare nel fagotto italiano. La giornata finale di queste Olimpiadi ci ha regalato 5 medaglie, con gli ori di Daniele Molmenti nella canoa, con la doppietta di Niccolò Campriani nel tiro a segno, con quel podio interamente occupato nel fioretto donne individuale. Tre campionesse che per l’ennesima volta si sono conquistate il primato mondiale, senza risparmiarsi ad ogni colpo. E poi, dopo la totale assenza a Pechino, due squadre sul podio (Settebello e Italvolley maschile) la non attesa sorpresa del bronzo della Forciniti nel judo e soprattutto di Donato nel triplo,un bilancio che fa ben sperare sulla qualità degli atleti italiani e sull’efficacia delle società sportive in Italia. Per dirla in breve: bilancio olimpico soddisfacente anche secondo il Presidente della Repubblica Napolitano, che ha chiamato Petrucci dicendo: "Sono soddisfatto di quello che ha fatto l'Italia sportiva". Il capo delegazione, Raffaele Pagnozzi, ha poi voluto sottolineare il gran lavoro di squadra che l’Italia ha saputo concretizzare: "Scherma, pallavolo, pallanuoto, arco e ginnastica ci ricordano che sappiamo ancora fare squadra". E sicuramente un'altra valutazione positiva va fatta: l’età media dei medaglieri si attesta intorno ai 27 anni, considerando anche che la metà degli atleti in gara risultavano esordienti. Quindi si può davvero applaudire a questi atleti che hanno saputo portare in alto la bandiera italiana e non hanno certo deluso chi ha scommesso sui loro risultati.
Ma ad onor del vero, qualche castagna è stata presa e non la si aspettava. Non certo per fare polemica, ma come sempre accade, il lavoro di un atleta si concretizza con i risultati. E questi risultati non sono arrivati in casa Pellegrini ad esempio col nuoto, come non sono arrivati sia nell’atletica che nel ciclismo. Il caso Pellegrini ha un po fatto venire la raucedine a tanti tifosi che hanno scommesso su di lei, ma che sono rimasti un po delusi. Ci si attendeva una bella performance sui 200, ma dalla doppia distanza già si vedeva una Federica stanca, di sicuro non in forma o non presente in vasca. Ma la verità è che l’acqua azzurra ha chiuso le olimpiadi con una flemma da record. Un risultato cosi negativo non lo si vedeva dall’84, durante i giochi di Los Angeles. Senza medaglie, non certo un lauto pasto per chi in acqua avrebbe dovuto dare filo da torcere a tanti atleti. Però non possiamo dimenticare il bronzo di Martina Grimadi, nella 10 chilometri di fondo, o quello di Aurelio Fontana nella mtb; ma questi piccoli traguardi non sono sufficienti per dire “eccellente risultato” alla compagine azzurra. E per di più, è arrivata l’ombra di Alex Schwazer, che ha tradito le aspettative, essendo escluso dai giochi dopo un controllo pre- olimpico che lo ha dichiarato Positivo all’Epo, un esame che rivela l’uso di sostanze dopanti. Il presidente del Coni, Petrucci, si è espresso chiaramente nei suoi riguardi: Una macchia da dimenticare ha sbagliato, pagherà l’errore fatto anche se non può essere crocifisso” Ed è chiaro che un errore del genere è già pagato con l’esclusione stessa dalle competizioni, ma deve insegnare che lo sport è uno dei pochi ambiti dove a vincere non è l’inganno ma il sudore e la fatica del campione.

Tra le mancate conferme di Pechino, dobbiamo anche far riferimento a tutta una serie di nomi i cui risultati hanno un’altra caratura ma pur sempre validi. Fra questi Alessandra Sensini che non riesce a portare la vela azzurra nell’olimpo e si è accontentata di un ottavo posto., come Josefa Idem che alla decima finale olimpica riesce ancora ad agganciare un magnifico 5 posto , che però non basta per regalare la magia di una medaglia.
Mentre tante conferme arrivano dagli sport di contatto. Mai avremmo potuto pensare a tanto fermento, invece il combattimento si è rivelato sport non solo ricercato da milioni di italiani ma anche frutto di grandi sacrifici e risultati. Sul ring infatti arriva l’argento di Clemente Russo e Roberto Cammarelle, che nella precedente gara di Pechino, aveva addirittura conquistato un oro. A loro si aggiunge il bronzo di Vincenzo Mangiacapre, che personalmente posso definire un talento del pugilato azzurro. Le sue prestazioni non hanno mancato un colpo, una medaglia decisamente meritata, e che potrebbe diventare qualcosa di più in futuro. Sul tatami del taekwondo, al bronzo di Mauro Sarmiento,si è aggiunto l’oro di Carlo Molfetta. E anche qui, in questa disciplina l’Italia ha sempre mostrato di poter arrivare sul gradino più alto del podio. Da questo breve resoconto, possiamo decisamente dire di essere più che soddisfatti dei nostri atleti; ed è vero che sono riusciti ad andare oltre i limiti strutturali, come è vero, che nonostante il sistema un po sballato, l’amore per la bandiera e per la patria, è un motore sempre vivo nel cuore degli italiani. Però, in definitiva. una notizia concreta ve la voglio dare: nella classifica World Economic Forum l’Italia è 43° su 142 nazioni censite. A Londra siamo riusciti a piazzarci ottavi su 204 Comitati olimpici rappresentati. E’ Un dato che rende l’idea sulla forza della nostra compagine olimpica. E questo ci deve anche far riflettere sul valore dello sport che non può essere sottovalutato ma al contrario spinto, su tutti i fronti e a qualsiasi livello.

UN GIORNO SPECIALE Intervista esclusiva a Francesca Comencini


UN GIORNO SPECIALE
Intervista esclusiva a Francesca Comencini

di Massimiliano Schiavoni – Radio Cinema per Slide


Passato in concorso all'ultimo Festival di Venezia in mezzo a giudizi contrastanti, Un giorno speciale, nuovo film di Francesca Comencini, è in realtà una buona commedia drammatica, ben inquadrata su due figure centrali, un ragazzo e una ragazza appena adulti che per la prima volta si trovano a confrontarsi col “mondo là fuori”. I due s'incontrano per caso durante una giornata che per entrambi si trasformerà in un breve e significativo stand-by dalle loro rispettive esistenze. Marco è infatti al primo giorno di lavoro come autista, e la sua prima cliente è Gina, una ragazza della periferia romana che, per assecondare le aspettative della madre, è spinta a “incontrare” un onorevole per tentare la carriera d'attrice. In primo luogo Francesca Comencini ha lavorato benissimo con i suoi due giovani più o meno esordienti (Giulia Valentini al primo film, Filippo Scicchitano al secondo dopo la folgorante partecipazione a Scialla! di Francesco Bruni), cercando in loro una spontaneità d'approccio al cinema e alla vita. Poi, l'autrice ha messo in relazione significante i personaggi con la città, confermando la sua sensibilità per i paesaggi urbani e per la loro valorizzazione di senso rispetto al racconto.

  1. Il tuo film sembra nascere anche da un'esigenza d'attualità sugli intrecci tra Potere e sfruttamento delle ragazze. E' una giusta lettura?

F.C. Beh in parte sì, certamente. Nasce come una riflessione un po' a scoppio ritardato. In questi ultimi mesi siamo stati pervasi da immagini, parole, anche fantasie, dalle cronache, dai telegiornali, dalle interviste, dai quotidiani, riguardo a ragazze che venivano portate nei “Palazzi del Potere”. Penso che il cinema possa fare un tentativo di raccontare questa realtà. Non è certo facile, perché quando l'attualità è così forte è più complicato trovare un tuo linguaggio-cinema al riguardo. Spero di esserci riuscita. Credo comunque che sia importante fare questo tentativo, perché uno dei mali più diffusi nel nostro Paese è la rimozione. Quindi credo sia interessante per una regista riflettere, ovviamente a suo modo, sul ventennio che abbiamo attraversato.

  1. Nel film si avverte anche il tentativo di raccontare le diverse anime di Roma, con le sue differenze, i suoi contrasti. Come hai scelto i luoghi e la storia da raccontare in relazione alla città?

F.C. Roma è certamente la terza protagonista di questo film. E' una cosa che spesso succede nei miei film. Lo spazio bianco era Napoli, A casa nostra era Milano... In Un giorno speciale ho cercato di essere molto precisa, la precisione è uno dei valori che ho cercato di rispettare. Precisione dei luoghi, delle facce, nel raccontare il viaggio dei due ragazzi. Il quartiere da cui proviene il personaggio di Gina si chiama Ponte di Nona, si trova all'estrema periferia est di Roma, sulla Prenestina. E' molto importante la scelta dei luoghi. La periferia da cui loro provengono è in realtà una periferia con un suo tentativo di bellezza: le case sono colorate, sono anche belle, ma il quartiere è proprio tagliato fuori dal raccordo anulare, non ci sono servizi, mezzi di trasporto, tra le case pascolano ancora le pecore. E' una cementificazione selvaggia di tutta la campagna intorno a Roma. La scelta estetica di questo luogo per me era funzionale anche a spiegare il rapporto con la bellezza di questa madre e di questa figlia. L'interno della loro casa è ossessivamente curato, è pieno di quadri, di oggettini, di specchi. Tutto questo era importante per definire i personaggi, e poi era importante perché Roma somiglia moltissimo a Gina, è un suo specchio. In tutte e due convivono una grandissima bellezza, e il continuo pericolo di collasso di questa bellezza dentro l'orrore.

  1. Sembra comunque che tu abbia scelto di tenere i riferimenti più forti all'attualità (l'onorevole ecc.ecc.) in secondo piano rispetto ai due giovani, ai loro personaggi e alle loro difficoltà nel mondo del lavoro, come se la crisi economica fosse diventata più urgente di altre cose.

F.C. La scelta di tenere in primo piano i due giovani viene dalla mia principale spinta personale, che era su di loro. Io volevo capire e provare a raccontare soprattutto la ragazza. E poi mi piacevano come personaggi, mi attiravano di più. Questa è stata la scelta narrativa. Per me la scintilla è stata non tanto la storia del “bunga-bunga”, ma piuttosto la vicenda di Noemi Letizia. Mi ha colpito la sua faccia, la faccia di sua madre, l'idea che loro avevano della bellezza, “Se sei bella, è un valore”, in una ragazza così giovane. Noemi è dello stesso anno e mese di mia figlia. La scintilla è stata questa, ma il film tenta di andare oltre, indagando una condizione che è stata citata di recente anche dal Presidente della Repubblica. Napolitano ha detto che l'occupazione giovanile è il problema più grave di questo paese, ed è evidente che è così. Io direi non solo l'occupazione, ma proprio le vite dei giovani. Devono diventare un tema centralissimo per la politica, ma anche per l'arte e per la cultura. E' una nostra responsabilità. Perciò non potevo non allargare il racconto al tema della mancanza del lavoro. Anzi, i due ragazzi del film sono giovanissimi, sono all'uscita dalla scuola, perciò più che la mancanza effettiva del lavoro e la precarietà, che loro non hanno ancora sperimentato, è la paura di tutto questo che li divora.


  1. Nel film c'è anche l'estrema lontananza dei nostri giorni tra i giovani e la Politica di palazzo.

F.C. Sì, per il film ho creato un account mail e ho messo annunci in tutte le periferie di Roma. Così ho trovato Giulia Valentini. Perciò ho incontrato veramente tantissimi ragazzi e ragazze. A tutti chiedevo “Tu politicamente come la pensi?”. La risposta di tutti è sintetizzata da quella che mi ha dato Giulia, che avevo messo pure nel film e poi ho tagliato. E' stata una risposta unanime. “A me non me ne frega niente della politica, si scannassero tra di loro”.


  1. Per quanto riguarda gli attori, è evidente che hai lavorato molto sulla spontaneità e sul far crescere il rapporto tra i due personaggi e attori durante la lavorazione. Come hai lavorato su questo?

F.C. Ho lavorato prima. Lavorare con attori non professionisti o semi-professionisti è un lavoro completamente diverso rispetto a quello con gli attori già affermati. Per me è ugualmente appassionante. Devi lavorare molto nel creare un rapporto di confidenza, di fiducia, conoscerli bene, i loro vezzi, i loro modi di dire. Quindi il lavoro si fa prima. Non facendo però delle vere prove, perché se fai delle prove con dei bambini o non-professionisti diventa tutto finto. Le prove perciò sono incontri in cui parli. Parli del personaggio e loro ti raccontano. Per esempio, appena arrivata al primo incontro con me, Giulia mi ha raccontato che, venendo da me, aveva ricevuto una telefonata. Aveva messo degli annunci per fare la cameriera o la barista e l'avevano chiamata offrendole invece di fare foto di nudo. Le capitavano spesso cose di questo tipo. Da lì è iniziato un rapporto, ci siamo conosciute, ci siamo fidate. Li devi ascoltare e guardare con molta attenzione.

  1. Nel film c'è anche molto amore per la figura della madre, che comunque cresce la figlia con valori sbagliati in mezzo a scarpe col tacco, trucco e vestiti provocanti. E' stato semplice muoversi su questo crinale tra valori errati e amore per il personaggio?

F.C. E' molto difficile. E' una delle cose che mi chiedevo di più. Per me l'aspetto del materno è molto significante e forte nella mia vita. Per questo nelle cronache mi avevano colpito due cose: prima di tutto la figura della madre di Noemi Letizia. Mi sono interrogata, volevo cercare di capire. Perché si capisce che è una madre che ama sua figlia, che le vuole veramente bene. In secondo luogo, mi aveva colpito un'altra ragazza, non ricordo il nome, che è stata indagata ai tempi della D'Addario. Era una ragazza-madre. Mi colpiva che tutte le ragazze coinvolte fossero o figlie o madri. Per me era importante riuscire a capire e non giudicare questa madre nel film, e mostrare che vuol bene davvero alla figlia, onestamente convinta che il modo migliore per metterla nel mondo come giovane donna è quello di spingerla a concedersi a un onorevole. E' una cosa terribile, ed è terribile che sia diventata una normalità benevola.

  1. Nel film si racconta anche lo scontro tra ricchi e poveri, ad esempio con la bella scena dei due ragazzi che vanno a rubare un vestito firmato su via del Corso a Roma.

F.C. Fa parte dei loro caratteri. Ho cercato di essere precisa anche in questo. Per questo ho scelto dei non-attori, con precisione, con similitudini, magari non di simili esperienze ma con somiglianze sociali. Questi due caratteri sono ragazzi di periferia, e molti discrimini oggi si fanno intorno all'organizzazione urbana: abitare ai margini o abitare in centro. Nel film Gina ripete continuamente “Io abito vicina al raccordo anulare”. C'è un forte senso d'esclusione quando stai ai margini. Andare perciò verso il centro di Roma, che loro sembrano non conoscere, è un segnale forte per loro. Giulia stessa mi ha raccontato che suo padre giocava a calcetto da piccolo nei Fori Romani. Lei vive a Tor Bella Monaca, ma prima la sua famiglia viveva a Trastevere. Come quasi per tutte le famiglie romane, e in quasi tutte le città, la popolazione si è lentamente spostata verso le periferie, abbandonando il centro ai ricchi.


Al Festival del cinema di Venezia sbanca Kim Ki Duc


Il diario di Laguna tra feste, film e tanta vita.
Al Festival del cinema di Venezia sbanca Kim Ki Duc
di Marcello Romanelli – Foto Francesco Greco


Questo è un diario sulle giornate finali del festival di Venezia di un cronista, un paparazzo e un avvocato vignettista. Tre ragazzi partiti da Cosenza e sbarcati in laguna con la voglia di fare qualche giorno di “ Dolce vita”. Per Slide parte il diario...

Primo Giorno

Sul braccio destro del paparazzo Francesco Greco c'è un tatuaggio con un numero: 69. Ed eccolo qui il nostro paparazzo cosentino che è sbarcato con l'avvocato Giampiero Scola e il sottoscritto alla 69esima edizione del Festival di Venezia. In laguna accompagnati dalla nuvola di Fantozzi, in laguna felici di poter raccontare le ultime giornate di un festival che non ruggisce come ai bei tempi, ma resta il Festival con quella vetrina che fa gola a grandi attori, ma anche a piccini. E quando parlo di piccini, parlo proprio di bambini che davanti all'Excelsior aspettano trepidanti l'arrivo di Serena Gomez. Chi è Serena Gomez? La bella Serena è poco conosciuta dagli adulti, ma la mamma di Melissa spiega: “ Sono venuta da Roma con mia figlia solo per lei”. Melissa ha 13 anni ed è fan di Serena che conduce un programma a Disney Channel. Al Lido si sonnecchia fino alle 23.00 e dopo 40 minuti si accende la fiammella. Ma è una fiammella di attori e attrici che escono dal cinema e commentano, si sbracciano si cercano. Come si cercano Isabella Ferrari e Pierfrancesco Favino. Ed è la Ferrari che confessa: “ Sto vedendo tutti i film. Non male gli italiani..”. Non male. Male. Malissimo quando i paparazzi, compreso il nostro, appostano Guendalina del Grande Fratello, ma anche questa è Venezia e questa sera c'è la festa più attesa, la festa blindata, la festa di Ciak.

Secondo giorno

Matteo, Matteo ti lascio la caricatura nella hall..”.  Matteo è Matteo Garrone e si rivolge a lui cosi il “ maestro” avvocato Giampiero Scola. Prima la visione della caricatura, la gioia del giurato Garrone e poi la consegna della stessa. Siamo a fine serata. Un finale di serata scoppiettante con il trio Scola, Greco, Romanelli con gli occhi pieni di bollicine. Bollicine di champagne Moet, bollicine in una festa, la festa. Quella di Ciak. Quella dove per entrare bisogna lottare e sgomitare. Non è facile affatto.  Nello spazio Lancia vedi scene buffe: “ io sono il cavalier, io il nobile..”. Niente, se non sei in lista non entri. Anche il giornalista senza accredito resta alla porta, ma quando dalla nostra parte abbiamo la film commision Calabria tutte le porte si aprono. Ed eccoci catapultati dentro un mondo pieno di attori, attrici, ma anche di Drag Queen che animano la notte dove la nuvola di Fantozzi non ci abbandona. Non manca il principe Giovanelli, quel principe con il capello bianco che barcolla ma non molla. Si rischia seriamente di cadere in piscina per il pavimento bagnato, ma nessuno fa il volo  olimpionico. Un temporale estivo ha anticipato l'inizio della festa e il nostro pre serata è un pre serata Coreano. Ed eccolo il famoso regista Kim Ki Duc che con il suo telefonino si faceva foto ricordo. Di tutto di più. E il pomeriggio è stata la volta di Servillo che con gli occhiali da sole e sigaro riceve complimenti e richiesta d'autografi. La sua interpretazione nella “ Bella addormentata” è da tutti definita impeccabile. Al lido arriva anche Ricky Tognazzi  che con la sua bella Simona cammina quasi in pantofole: “ Ormai mi sento a casa mia...”. Ed è la casa anche di un altro Tognazzi. Si chiama Gianmarco  e quando Ricky esce dalla festa di ciak lui entra e sorride con il direttore Piera Detassis. Cosa raccontare di piu di questa giornata in laguna? Un caffè e una bottiglietta di San Pellegrino costano 11 eurini all'Excelsior. Qui l'argomento crisi è solo sfiorato. Al massimo c'è il ritornello: festival sotto tono, ma il tono quando si deve alzare si alza sempre. Ancora cosa raccontare? Poco perchè il tempo non ha aiutato. Ma in quel poco c'è anche un Paolo Villaggio in formato coppa dei campioni che ad una giornalista veneta bella da morire chiede: ma posso venire a lavorare con te in radio?

Terzo e ultimo giorno

Siamo vicini al gran finale. Caro diario di Laguna la Venezia di ieri ha avuto un sussulto. Un poco di calore in più insomma. Per due arrivi. Uno dopo l’altro. Il primo. Quello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Presidente è arrivato come un attore. Meglio di un attore ha ricevuto applausi e consensi. Non impressionante la sicurezza. Il Presidente è di tutti. E lui si avvicina e si getta tra la gente senza paura e con un sorriso rassicurante. Vincenzo Mollica ha guidato l’esercito di giornalisti per le domande, ma il presidente subito sottolinea: “ Sono qui, ma non vedrò nessun film”. Un pranzo al volo alla Taverna dell’Excelsior con i componenti italiani della giuria e via. Tra questi il direttore Alberto Barbera e come ospite e invitato speciale il regista e (maestro) Ermanno Olmi, amico vero del Presidente. Avanti.  Intanto all’interno dell’hotel Excelsior sono scomparsi i divani. Ed è una brutta botta per gli imbucati. Anche perché l’imbucato ci campa tutto il giorno su quel divano e si gode l’arrivo di attori, attrici, ma anche di cavalli liberi e scatenati che approfittano della vetrina  mediatica per sparare parole e pensieri. Come i fan di Beppe Grillo che si sono travestiti da pirati per difendere il nome di un “uomo coraggioso”. La scusa dell'incursione con quella scritta chiara e a grandi lettere: " Il cinema è moscio". E ritorniamo sulla strada. Accanto all’hotel Excelsior, eccola la conferenza stampa di Robert Redford. Robert in laguna è come un ufo. Lo vedi e non lo vedi. Non è facile neanche per i cronisti avvicinarlo tanto. Le domande, ma non troppo vicino e quando sul finale di conferenza stampa qualcuno tenta di avvicinarlo per una foto, lui scappa via. Ufo Robert non c'è più. In macchina un bel primo piano riesce a farlo il nostro paparazzo Greco. Nel nostro cammino infinito abbiamo incrociato anche i sosia. Due sono in laguna che in un modo o nell'altro fanno resuscitare chi non c'è più. Ed eccoli Pavarotti e Litz Taylor. E sono foto, sorrisi e ricordi. Ultima chicca: questa mattina è arrivato Francesco De Gregori. Un uomo che non se la tira affatto, noo…! E un paparazzo fa una battuta all'altro paparazzo collega: " Aho pe fa na foto a De Gregori stavi a rischia a vita…". Eh si perché i paparazzi rischiano di cadere in laguna. Basta un piede storto eh…pluff!!. Il leone d'oro va a Kim Ki Duc che con la sua “ Pietà” ha sbancato Venezia, ma noi siamo già sull'aereo in direzione Cosangeles... ( Cosenza).


MISS REGINETTA D'ITALIA VISTO DA UNA MISS



“Una vetrina per il mondo dello spettacolo”

di Eleonora D’Alessandro, Miss Sorriso Lazio 2012
a cura di Stefania Spadafora – Slide Torino
Ecco il racconto di una delle 50 prefinaliste nazionali, che hanno partecipato ai 5 giorni di Pontecagnano :
Ragazze bellissime, sorrisi lucenti e tanta grinta in passerella. E' questo ciò che possono vedere gli spettatori osservando un concorso di bellezza come Miss Reginetta d'Italia. Ma cosa si svolge in realtà dietro le quinte?  Cosa altro c'è oltre quei pochi minuti di passerella in cui le ragazze si giocano tutto? Ogni cosa che si  è potuta vedere il giorno della finale non è altro che il prodotto di cinque lunghi giorni di lavori, organizzazione, prove e sudore.
Per me, come per altre ragazze in gara, questa è stata la prima esperienza nel campo delle moda: fortunatamente, nei quattro giorni prima della finale Nazionale professionisti del mestiere ci hanno aiutato a migliorare le nostre capacità al fine di riuscire a dare il meglio di noi davanti alla giuria. Riunioni organizzative, incontri con la psicologa, corsi di portamento, prove coreografiche e molto altro ancora: le giornate erano ricchissime di appuntamenti, ognuno dei quali ci offriva la possibilità di imparare come comportarci, come muoverci e come posare davanti alla telecamera o all’obbiettivo.
Personalmente penso che questo sia, oltre che un campo lavorativo assai difficile, anche un ambiente che può risultare molto stressante se non affrontato nel modo giusto: il 4 settembre siamo arrivate all’Hotel San Luca di Battipaglia in cinquanta ragazze, sapendo già che due giorni dopo quasi un terzo di noi sarebbero state eliminate durante la serata della pre-finale. Io sono stata una delle 16 concorrenti a non aver passato il turno, e  penso sia molto interessante sapere come una ragazza in pieno della sua adolescenza, appena entrata nel mondo dei suoi sogni si ritrovi a uscirne ad un passo dall’arrivo, la finale di Miss Reginetta d’Italia.
La mia reazione non è stata per nulla negativa, dal momento in cui ho attribuito la mia eliminazione ad errori commessi unicamente per colpa mia (l’emozione mi ha giocato dei brutti scherzi),  ma ho potuto comunque notare che altre ragazze hanno reagito in maniera assai più emotiva a questo avvenimento . Ciò che posso affermare con certezza è che già essere arrivate fino alla pre-finale è per noi ragazze un’enorme soddisfazione: noi siamo state le cinquanta aspiranti reginette scelte su più di duemila partecipanti. E’ davvero gratificante essere arrivate  fin qui ed aver potuto collaborare con dei professionisti, aver potuto ampliare le nostre capacità e soprattutto aver potuto capire cosa significa lavorare nel mondo della moda.
Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno permesso a me e a tutte le mie colleghe di fare questa bellissima esperienza. Un saluto particolare va al mio Talent scout Mario Scopaioli che ora ci guarda da lassù e continua e seguirci: Ciao Mario!
Concludo dicendo che Miss Reginetta, oltre ad essere uno dei più importanti concorsi di bellezza in Italia è una vera e propria vetrina nel mondo dello spettacolo che dà a noi ragazze molte occasioni lavorative, anche non strettamente legate al mondo della moda: la mia esperienza ne è un esempio lampante. Pur non essendo arrivata in finale ora mi trovo a scrivere per un giornale importante come “Slide”: a soli diciotto anni  il mio sogno di diventare giornalista si sta in parte realizzando. Colgo al volo questa opportunità sperando che un giorno ogni mio sogno possa realizzarsi … intanto naturalmente continuo a dare il meglio di me e a sorridere sempre, proprio come una vera Miss!”