martedì 19 giugno 2012

Cosenza- Emilia Al Beat grande concerto dei musicisti cosentini e la solidarietà non ha fine...


Cosi lontani, cosi vicini Cosenza- Emilia
Al Beat grande concerto dei musicisti cosentini e la solidarietà non ha fine...
di Marcello Romanelli – Slide

All’artista quando suona gli brillano gli occhi. L’artista è quella persona che riesce ad emozionarsi anche con una nota fatta bene, un coro ben riuscito, un assolo che mette i brividi. L’altra notte nel Beat c’erano uno, due, cinque, dieci, trenta artisti. Voci, fiati, percussioni. Nel cuore del centro storico si sono dati appuntamento per una giusta causa. Tutto è partito con una telefonata, un lampo ed eccola la serata organizzata per raccogliere cibo, acqua e ogni tipo di alimento per i terremotati dell’Emilia. Il tam tam su Facebook, qualcosa sui giornali locali e telefonate. Tante ancora le telefonate: “ Venite ci siamo noi. Siamo tanti, cantiamo per voi, ma vi prego portate acqua, tonno, pasta, pannolini..”. Marco Verteramo, uno dei proprietari del Beat, per l’occasione, ha anche affittato un furgone. Tutto è organizzato nei dettagli. Il furgone è parcheggiato davanti al locale ed è pronto ad esser riempito. E’ sera. Si prova e si riprova, gli strumenti sono ok. Manca solo la gente. Ma alle 21.20 eccola la gente. Tanta. Arriva con le casse d’acqua, pasta, tonno e anche salsa fatta in casa. Il fotografo di Slide, Francesco Greco, fotografa tutto e sono dolci le immagini di una notte tutto cuore. C’è la fila ordinata ed è bello vedere crescere la quantità di roba portata da giovani, giovanissimi e meno giovani. In molti si presentano anche con macchine fotografiche professionali. Francesca è mora, bella e confessa: “ Questa serata è fatta con tanto cuore e io non potevo non immortalare momenti come questi. Sono orgogliosa della mia Cosenza”. Il calore del popolo della notte è enorme. Gli occhi brillano ancora di più a questi grandi artisti della città di Cosenza che uniti hanno fatto il primo miracolo. Francesca Guido è una cantante tosta, una di quelle che quando canta ci mette il cuore, l’anima, tutto e grida: “Non finisce qui. Ne faremo ancora tante altre di serate come queste. Ci siamo sentiti male, perché se succedeva a noi, loro avrebbero fatto lo stesso. Io di questo ne sono sicura”. Facciamo un poco di nomi. Quei nomi di chi ha suonato e ha accompagnato le voci femminili, ma anche qualcuna maschile: al basso Sasà Calabrese, alla chitarra Luca Sicilia e alla tastiera Giovanni Marrelli, alla batteria Maurizio Mirabelli. Canta Verdiana, altra grande cantante, altra grande voce. Piccola, ma tanto grintosa e si agita su un palco illuminato a giorno. E dopo Verdiana, belle le voci calde di Giada Bernaudo, Federica Perre, Tiziana D’Angelo e Elisa Brown. Tanti altri artisti si alternano fino a tarda notte. La gente è intorno a quel palco pronta ad applaudire tutti i tipi di generi. E si va dalla musica pop al Jazz. Pezzi cantati e suonati con grande professionalità, pezzi cantati per l’Emilia. E’ finita. “ Grazie a tutti”. Inchino e via. Il furgone è riempito, ma c’è ancora altra roba fuori. Il primo viaggio verso l’Emilia è iniziato. La protezione civile calabrese ringrazia e la musica ancora una volta riesce dove gli altri non riescono.