martedì 24 aprile 2012

Psike : L'Aquila, a tre anni da quella notte. a cura della Dott.ssa Pina Li Petri


L'Aquila, a tre anni da quella notte.

Dott.ssa, ogni notte dal terremoto dell’Aquila, si ripete lo stesso incubo: “Sono a letto, mi addormento. Improvvisamente il buio, un sogno strano, inquietante, breve vivido, e vero, quanto quelle urla che dal sonno mi risvegliano. Le urla di Andrea che afferrandomi per un braccio tenta di trascinarmi verso di sé mentre tutto intorno la casa risuona. Stordita e sperando di stare ancora sognando, inizio la mia corsa dietro ad Andrea nell'intento di arrivare sotto l'architrave della porta d'ingresso... dopo poco un battiscopa si stacca dalla parete bloccandomi il passaggio, lì per un attimo la mia corsa si interrompe. Finalmente poco dopo la meta: io e lui siamo al riparo sotto l'architrave, insieme eppure soli mentre tutto il mondo crolla rapidamente intorno a noi. Il nostro silenzio è immobile, non un abbraccio, non una stretta, e la casa che stride, si contorce, con il rumore di un foglio strappato davanti ad un microfono, e il ruggito della terra, ci inghiotte per 38 secondi... i più lunghi della mia vita. Vedevo davanti a me sportelli di antiche credenze che si aprivano e richiudendosi sbattevano violentemente, cristalli di un grande lampadario che rovinavano a terra uno ad uno, piatti, bicchieri e ogni altro oggetto presente veniva giù ma la mia attenzione era rivolta verso la parte alta della casa, che sembrava ruotasse emettendo un rumore insopportabile”. ….Non ho più l’energia e l’interesse di fare le mie cose, come studiare, lavorare divertirmi con gli amici. Anche la mia storia di amore è cambiata sono sempre nervosa e poco tollerante con lui, ho bisogno di aiuto, non so cosa fare. Spero che lei mi possa aiutare!

Carissima Elisabetta, certamente il suo vissuto esprime l’accumulo di uno stress ed un trauma non superato. Cofer e Appley (1964:453) definiscono lo stress come «lo stato di un organismo, che subentra quando l'individuo ha riconosciuto che la sua salute (o la sua integrità) è in pericolo e che egli deve impiegare tutta l'energia possibile per difendersi e proteggersi». Se uno stress perdura a lungo nel tempo, come nel tuo caso, si può verificare una sindrome che presenta tre fasi tipiche: una reazione di allarme, che consiste in uno shock iniziale con diminuita capacità di resistenza e nella successiva mobilitazione dei meccanismi di difesa; una fase, quindi, di resistenza con conseguente adeguamento; ma - se lo stress perdura - seguirà una fase di esaurimento, caratterizzato dal crollo del comportamento di adattamento, dal momento che esiste solo una quantità limitata di "energia di adattamento", energia che viene consumata da forze fisiche e psichiche di integrazione, che possono essere chiamate al lavoro fino al loro esaurimento (Selye, 1950). Pertanto, uno stimolo stressante gravoso e non risolto determina cambiamenti nell'equilibrio di personalità dell'individuo fondamentali e talvolta drastici, i quali portano a loro volta a una dilazione estremamente dannosa dell'omeostasi dell'organismo. Holmes (Bonaiuto, 1970) ha dimostrato che un’elevata frequenza di stress nella vita delle persone si accompagna a sintomi patologici di depressione o ad altre ripercussioni morbose. Egli ha elaborato una dettagliata tabella in base alla quale, avendo assegnato ad ogni evento che comporta uno stress un punteggio, è possibile calcolare numericamente la quantità di stress a cui una persona è stata sottoposta; infine, ha concluso che se il punteggio totale di stress di un individuo supera i 300 punti, vi è l’80% di probabilità che il soggetto presenti gravi turbe depressive o altre sindromi. Tu hai subito un evento traumatico protratto nel tempo (terremoto) che ti ha procurato dei gravi disturbi; hai pensieri ricorrenti e ansie relative al trauma, non tolleri alcuno stimolo che sia ricollegabile all'evento traumatico; non riesci ad accettare e a sopportare i disagi e le limitazioni conseguenti agli eventi del terremoto; presenti un’evidente attenuazione della reattività generale; dilaganti risultano il livello di stress e di ansia; preoccupante risulta la riduzione dell’affettività con conseguenze negative nei rapporti intimi, amicali e sociali; inoltre, presenti anche disturbi del sonno, l’ipervigilanza e l’irritabilità, la difficoltà di concentrazione e il costante stato di agitazione. Tale sintomatologia si è mantenuta, acutizzandosi, per un periodo superiore al mese: ormai infatti sono passati quasi tre anni e i sintomi non sono certo migliorati, anzi, con il passare del tempo, vanno cronicizzandosi strutturandosi nella personalità del soggetto. Di fatto, l'ipotesi diagnostica è che - visto il protrarsi del tempo - il Disturbo Post-Traumatico da Stress sia evoluto in Disturbo Acuto da Stress e che si stia strutturando uno stato depressivo piuttosto grave (Disturbo Depressivo Grave) (American Psychiatric Association, 1994). Nella tua lettera, dichiari di sentirti depressa e di sentirti inutile ed inadeguata ad affrontare le situazioni che devi sostenere. Questi sintomi interferiscono largamente con il funzionamento di importanti aree come quella sociale e quella occupazionale: infatti, lamenti la paura e l’insicurezza costante nell’iniziare la tua professione. Il tuo stato richiede assolutamente un percorso terapeutico che ti faccia superare il trauma per riprendere in mano la tua vita!