martedì 20 marzo 2012

Sanremo, evviva la farfalla di Belen


San Remo 2012
Protagonista assoluta : Belen
Il resto passerà nel dimenticatoio
a cura di Tommaso Torri – Slide Italia


Del Festival di Sanremo si può dire e scrivere di tutto e di più basta evitare di parlare delle canzoni. Sembra una cosa assurda che il più importante appuntamento della musica italiana debba sempre mettere in secondo piano i cantati a favore delle polemiche, dei gossip e delle varie cadute di stile. La prova di quanto detto è abbastanza facile da trovare: chi si ricorda, oggi, chi ha vinto la 62esima edizione del Festival? Chi, invece, non ha dimenticato la farfallina di Belen, i monologhi di Adriano Celentano, la Guardia di Finanza che imperversava nelle attività economiche della “città dei fiori”, i balletti di Auditel e share, le gaffe di Gianni Morandi o le varie débâcle delle vallette? Senza scordarsi, oltretutto, che quella appena conclusa passerà alla storia come l’edizione della crisi economica dove, la finta sobrietà andata in onda, ha reso ancor più evidente gli sprechi che ruotano intorno alla manifestazione.

LE PREDICHE DI ADRIANO
Già alla vigilia del Festival il clima di bombe, esplosioni, uccisioni e ferimenti che ruotava intorno ai monologhi di Celentano ha creato quei momenti di suspance che hanno poi incollato al piccolo schermo milioni di italiani. Le aspettative non sono certo andate tradite e, già alla sua prima uscita sul palco dell’Ariston, l’Adriano nazionale ha sparato le sue bordate contro la chiesa e, in particolar modo, contro i suoi organi di stampa come “Avvenire” e “Famiglia Cristiana” rei, secondo il ragazzo della via Gluck, di occuparsi di politica e non della parola di Dio. In realtà vecchi cliché e, tutto sommato, come primo attacco ci si poteva anche aspettare qualcosa di più da uno che aveva preteso carta bianca per salire sul palco. Il Molleggiato ha preteso che nessun limite doveva essere imposto alle sue performance, nessuna censura né veto poteva interessare i suoi spazi; e così, in piena libertà, Adriano Celentano ha gestito il proprio Sanremo. Rimane tuttavia il fatto che, Celentano, rimane un cantante ma, a tutti i costi, vuole esprimere le sue opinioni e subordina la sua presenza in tv alla possibilità di esprimerle. La Rai gli ha dato questa possibilità e Celentano si è preso la sua libertà abusandone, anche, forse troppo. Ed è stato probabilmente anche per questo che, nella serata conclusiva, non sono mancati i fischi indirizzati ad Adriano e, a poco o nulla, è valso il tentativo in extremis di Morandi di bollarli come “pilotati”.

DAL PIANO ECCLESTONE AI RINCALZI B(ELEN) E C(ANALIS)
Molti hanno sorriso alla battuta secondo cui, anche a Monti, questo Festival è piaciuto dal momento che la produzione ha tagliato su tutto, vallette comprese. Archiviata la bella ereditiera, ufficialmente per richieste economiche troppo esose, e con l’infermeria al completo, dopo il ricovero di Ivana Mrazova per una cervicalgia che l’ha costretta a defezionare le prime serate, dalle retrovie sono state chiamate come rimpiazzi Belen e la Canalis. Certo, definire “rimpiazzi” due delle donne che fanno girare la testa a milioni di uomini è decisamente riduttivo e, almeno in questo caso, il Festival ci ha decisamente guadagnato in bellezza e, naturalmente, anche di gossip. Inutile dire che la vincitrice non poteva non essere che Belen la cui “farfallina”, e i rumors sull’assenza di un indumento intimo fondamentale, hanno mandato in tilt il popolo di internet. Alla fine, sul palco, è arrivata anche la tanto attesa Ivana Mrazova che ha subito dato il peggio di sé appena ha aperto la bocca dalla quale è uscita una risata sguaiata e poco femminile. Un mix tra un nitrito equino e uno starnuto soffocato che rimarrà, sicuramente, l’unico motivo per il quale ci dovremo ricordare di lei. La 19enne ragazza ceca ha fatto ne più ne meno quello che siamo abituati a vedere da decine e decine di vallette straniere che approdano all’Arsiton: storpia i nomi e poi si mette a ridere. Archiviata come l’ennesima meteora sanremese.

UN FESTIVAL SOLO PER NOTTAMBULI
Quelli che volevano seguire minuto per minuto tutte le 5 ore di puntata avevano un'unica cosa a cui appigliarsi: una coccuma di caffè bollente da tenere a portata di mano per non collassare davanti al televisore. Basti pensare che la puntata del giovedì è iniziata alle 20.45 e terminata, dopo il tg notturno, all’1.25. Nemmeno Pippo Baudo o la Tv romena sotto Ceausescu avevano osato tanto. Certo, ci sono stati i duetti dei grandi artisti stranieri che, una volta tanto, non sono costati cifre folli per la Rai ma a tutto ci deve essere un limite. C’è anche da tenere in considerazione gli effetti che gli sforamenti di orario hanno sui cantanti in gara: è molto più favorito chi si esibisce a inizio trasmissione, con un pubblico decisamente più numeroso, rispetto a chi deve attendere orari da nottambuli. Un Festival che, a quanto pare, è stato realizzato per degli spettatori televisivi che la mattina possono tranquillamente alzarsi tardi e che non ha tenuto conto di quanti, e credo si tratti della maggioranza, la mattina hanno la sveglia puntata all’alba per alzarsi, portare i bambini a scuola e andare a lavorare.

DOPO LA MONTAGNA, LE FIAMME GIALLE VANNO IN RIVIERA
È abbastanza normale che, dopo qualche giorno a Cortina e a Curmayeur, anche gli uomini della Guardia di Finanza avessero bisogno di trascorrere un po’ di tempo al mare e quale occasione migliore del Festival per pizzicare gli evasori fiscali? Le Fiamme Gialle hanno voluto sottolineare che non è si è trattato di vero e proprio blitz, come era stato per la stessa Cortina, ma anche per Milano, ma di controlli di routine che vengono effettuati in maniera periodica. Nei controlli sono state impiegate un paio di pattuglie, mentre in totale sono circa 30 i militari in servizio speciale in occasione del Festival della canzone italiana. I militari della polizia tributaria si sono concentrati in modo particolare su via Matteotti, il Teatro Ariston e il Casinò. L’obiettivo è stato naturalmente quello della lotta all’evasione fiscale. Sono stati controllati quei luoghi, bar e ristoranti in primis, dove l’afflusso di gente è molto elevato in questo periodo ma, al momento, non sono stati ancora diffusi i dati su eventuali irregolarità fiscali commesse.

IL BILANCIO FINALE
Alla fine del Festival, però, il bilancio è impietoso: quattrocentomila pettatori in meno. A conti fatti, confrontando l’edizione 2012 col “Morandi 1”, nelle sue infinite cinque serate, fra prima e seconda parte, l'evento ha totalizzato 11.122.000 spettatori. Risultato sicuramente molto importante nonostante Sanremo abbia dovuto fare i conti con la “cannibalizzazione” targata Adriano Celentano: le serate che hanno catalizzato più pubblico, infatti, sono state la prima (14.378.000 spettatori) e l'ultima (14.456.000). Qui s'evidenzia la distanza fra ascolto e gradimento: vedere “cosa accade a Sanremo”, “cosa dirà Celentano” è diventato rapidamente un “dovere sociale” amplificato alla follia dai social network che, in tempo reale, hanno lanciato commenti e approfondimenti. Ed è proprio per questo che un dubbio continua ancora ad attanagliarci: era Sanremo o il Celentano show?

E INFINE ( PROPRIO ALLA FINE )
Tanto per dovere di cronaca, Emma ha vinto la 62esima edizione del Festival di Sanremo con il brano "Non è l'inferno", al secondo posto si è piazzata Arisa con "La notte" e Noemi al terzo con "Sono solo parole". Il premio della critica "Mia Martini" è stato assegnato, invece, a Samuele Bersani per il suo brano "Un Pallone", mentre Nina Zilla avrà la responsabilità di rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest 2012. Nella sezione Giovani, la vittoria è andata al quindicenne Alessandro Casillo, con il brano " È vero (che ci sei)".