martedì 20 marzo 2012

GIORGIO NAPOLITANO arriva in Sardegna


Recessione economica e futuro occupazionale i temi dell’intervento del Presidente della Repubblica che afferma : "I sardi sono i più colpiti"
Vertenza Sardegna
Napolitano visita l'isola dei 4 Mori.
di Alessandra Mura – Direttore Editoriale Slide

Si conclude ad Alghero la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, arrivato in Riviera dopo importanti incontri istituzionali volti ad affrontare la Vertenza Sardegna, tra crisi economica e disoccupazione. “Ancora oggi-ha affermato il Presidente- si tratta di far valere impegni assunti da parte dei governi e non rispettati, disattesi così come i diritti sanciti nello Statuto regionale”. Ma in queste ore si è dato il via ad un confronto articolato in gruppi di lavoro che dovrebbe tradursi in un decreto del presidente del Consiglio entro quattro settimane. Una mezza promessa strappata a favore del territorio che soffre ormai da anni, che deve fare i conti con un tessuto economico a brandelli e che non riesce a dare un futuro occupazionale ai suoi figli.
Un mese, quindi. È alla fine di marzo che, se il governo Monti onorerà gli ultimi impegni e non sopraggiungeranno difficoltà, saranno poste le basi per importanti soluzioni nella Vertenza Sardegna. Ma la sottolineatura di Napolitano si è inserita in un contesto abbastanza nitido, lo stesso nel quale il Presidente ha dapprima ribadito che l’isola è la regione italiana più colpita dalla crisi, in secondo luogo ha aperto uno scenario internazionale,legato all’accordo salvagente per la Grecia e il rientrato allarme di contagio nell’Eurozona, che fa ben sperare.”E dobbiamo discutere su due versanti: da un lato facendo leva sulla grande risorsa dell’autonomia, dall’altro guardando al contesto europeo;- ha proseguito Napolitano- qual è stato in fondo il motivo dell’attribuzione alla Sardegna di un’ autonomia speciale all’indomani della caduta del fascismo, quando ancora si preparava l’Assemblea costituente? Quell’attribuzione si fece per ciò che la cultura e la storia dell’isola rappresentavano: qualcosa di molto distinto dal Mezzogiorno, del quale pure questa regione si considera parte.“Adesso - secondo Napolitano- c’è tuttavia la necessità di far rispettare impegni e diritti dell’isola in considerazione di alcune sue caratteristiche e condizioni particolari, come l’insularità”.

Poveri Giovani: se non sappiamo garantire loro un futuro, siamo condannati”
I giovani sono il nostro futuro: la verità è che la condizione dei giovani è la spina nel fianco dell’Italia. Un paese che non garantisce una prospettiva di valorizzazione delle proprie risorse e dei propri talenti, finalizzata all’ occupazione futura, è un paese condannato. Dobbiamo esserne consapevoli e trarne le conseguenze”.

Il territorio che ha accolto Napolitano si è presentato consapevole e dignitoso. Non solo fischi per il Presidente che ha ammesso di accettare una contestazione composta come quella verificatasi a Cagliari e a Sassari. Ma soprattutto ad Alghero, ha prevalso la serenità e la cultura dell’accoglienza. Napolitano rappresenta uno stato che sicuramente deve procedere al suo riassetto e riconquistare la fiducia dei suoi cittadini, ma rappresenta soprattutto oggi una voce credibile di speranza. Nessun comizio di convenienza ma grandi parole dettate dal cuore che sono rivolte a tutti indistintamente. Le futili grida di una pese amareggiato e deluso sono state rese pubbliche da parecchio, ora il territorio vuole reagire e la fa con dignità. La compostezza e il rigore dei sardi, ha colpito moltissimo Napolitano, che ha riletto la vertenza recessione in chiave internazionale. “ Arrivano piccoli ma importanti passi legati all’Eurozona.- sostiene- E ogni piccola realtà deve occuparsi di ripristinare le risorse atte al rilancio dell’economia. Bisogna sondare nuove strade, adottare strategie e nuove alleanze che riescano a trainare il comparto produttivo e a far girare la moneta. Il monito di Napolitano arriva forte e chiaro: “E’ un periodo durissimo che non deve piegarci ma rafforzarci”.

Il Museo Manno e l’importanza storica di questa attribuzione
La visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad Alghero, in occasione dell’apertura del Museo Manno, nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell'unita d'Italia, rappresenta un riconoscimento, inaspettato ma più che meritato, alla nostra città, a ciò che essa ha rappresentato anche nella fase della nascita della nostra Patria, ma soprattutto al grande lavoro di recupero, valorizzazione e modernizzazione svolto in questi anni”. Con queste parole, il rappresentante del Pdl Algherese Mario Conoci, ha comunicato alla stampa le felicitazioni non solo personali ma dell’intera cittadina, che ha accolto con cordialità e rispetto il Presidente della Repubblica per questa grande occasione. Il Museo, dedicato a Giuseppe Manno, magistrato, politico e storico italiano, che ricoprì l'incarico di Presidente del Senato del Regno di Sardegna e, successivamente, del Regno d'Italia, completa il sistema dei quattro musei della città. Rappresenta un presidio culturale atto a divulgare la storia e la ricchezza culturale della città di Alghero in modo moderno ed integrato con l’ economia turistica. La consacrazione di Napolitano, costituisce per la Riviera del corallo, il riconoscimento più alto che consacra gli sforzi fatti per costruire una città rispettosa, consapevole ed orgogliosa della propria storia e della propria identità ed allo stesso tempo capace di essere nuova, moderna e ricca di opportunità.