sabato 4 febbraio 2012

Il cellulare fa venire il cancro


“Il cellulare fa venire il cancro”
Urgenza concreta o allarmismo ingiustificato?
di Tommaso Torri - Slide Italia

 

I dati più aggiornati indicano che, in tutto il mondo, ci sono oltre cinque miliardi di telefoni cellulari attivi e, oramai da diversi anni, si è scatenato il dibattito se le onde elettromagnetiche emesse dai nostri amati telefonini possa causare o meno eventuali tumori al cervello. Se questo possa trattarsi dell’ennesima leggenda metropolitana o se ci siano basi scientifiche per stabilire che il cellulare faccia male è un argomento particolarmente dibattuto a livello globale.
Infatti, se da un lato l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia ripetuti avvertimenti sui potenziali pericoli di cancro al cervello causato dalle onde magnetiche, un nuovo studio danese, condotto da Christoffer Johansen della Cancer Society di Copenhagen e Patrizia Frei dell'istituto di Epidemiologia dei Tumori di Copenhagen pubblicato sul British Medical Journal, ha dato risultati del tutto diversi. L’analisi, che ha coinvolto 358.403 possessori di telefonini tra il 1982 e il 1996, ha evidenziato come il telefonino non aumenterebbe il rischio di tumori in particolare per quelli relativi al sistema nervoso centrale e per il glioma temporale.
L’argomento è al centro di un serrato dibattito scientifico e, ormai, quasi ogni mese esce una pubblicazione a favore o contro le onde magnetiche anche ma l’unica autorità medica ad aver preso una posizione decisa sull’argomento è l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nel corso dell’incontro dell’International Agency for Research on Cancer (Iarc), agenzia dell’Oms, si è deciso che i campi elettromagnetici prodotti da smartphone e cellulari rientrano nella categoria dei fattori ambientali possibilmente cancerogeni. Anche in questo caso, tuttavia, gli esperti non si sono espressi sul rischio concreto, ma hanno indicato che ci sono evidenze di un 40% di probabilità in più di sviluppare un cancro per chi usa molto il cellulare (circa 30 minuti al giorno per un periodo di oltre 10 anni). A sostenere questa tesi è Jonathan Samet della University of Southern California e presidente del comitato internazionale di 31 esperti, riunitisi a maggio 2011 a Lione, e che ha affermato come “Le prove si stanno ancora accumulando, ma al momento sono abbastanza rilevanti per dire che non possiamo escludere una correlazione tra l’insorgere di forme tumorali e l’utilizzo dei cellulari. Questo è un motivo in più per stare allerta”.
Il campo magnetico prodotto dai cellulari, quindi, è stato inserito nella categoria 2B della classificazione dello Iarc dove sono riunite le apparecchiature presumibilmente cancerogene; per comprendere la scala di riferimento, va detto che nella categoria 1 rientrano i fattori certamente cancerogeni, e nella 2A quelli probabilmente cancerogeni. Nella ricerca sono entrati i tre tipi di esposizione ai quali gli utenti dei cellulari sono più esposti: i radar e microonde (occupazionale), quella associata alla trasmissione di segnali di radio, tv e altri dispositivi wireless (ambientale), e quella associata all’uso dei telefoni mobili (personale). Per le prime due categorie i dati accumulati finora non sono ancora sufficienti per dire alcunché. Nell’ultimo caso, invece, esistono delle evidenze, seppur limitate, per cui è possibile un’associazione con i gliomi (i tumori cerebrali più frequenti) e i neuroma acustici (tumori del nervo che collega il cervello all’orecchio). Niente si può dire, invece, per una correlazione con altri tipi di neoplasie. Non sono solo i cellulari, quindi, a essere sotto accusa, ma tutti i dispositivi portatili: tra i pericoli ci sono anche i cordless, diffusi in molte case, e le trasmissioni Wi-Fi, che emettono onde elettromagnetiche con minore potenza ma che sopportiamo per tempi lunghi.
Sono molte, inoltre, le ricerche svolte in tutto il mondo che confermano l’abuso del cellulare, fino a farla diventare una vera e propria dipendenza, soprattutto da parte dei giovani. I telefonini di nuova generazione, studiati appositamente per utilizzare i social network, fanno si che gli adolescenti abusino sempre più di questo strumento che, oltretutto, viene sfruttato anche dai genitori come una sorta di “guinzaglio telematico” per essere presenti nella vita dei loro figli. È forse per questo motivo che, in Francia, il Ministero della Salute scoraggio l'uso del cellulare da parte dei bambini e mette in guardia i genitori contro i rischi del dotare i propri figli di telefono cellulare.
Le preoccupazioni del ministro riguardano per lo più l'uso dei cellulari da parte dei più piccoli i quali, d’altra parte, rappresentano un segmento interessante del mercato: difatti già esistono modelli progettati proprio per essere usati da loro. “Bisognerebbe usare il telefono cellulare con giudizio, evitando le chiamate quando la ricezione è imperfetta o durante viaggi ad alta velocità e, infine, tenere il telefono lontano dalle aree sensibili del corpo” è l'indicazione che viene, oltre che dal buon senso, dal Ministero francese. In questo senso, un’ennesima ricerca dimostrerebbe che insonnia, ansia e depressione sarebbero conseguenze dirette di un uso smodato dei cellulari di andare a letto per la fascia di età 8-22 anni. Pericolosa abitudine, insomma, per la salute il mandare messaggini o mail, navigare su internet o altro prima di abbandonarsi al sonno: troppo eccitati dall’uso della tecnologia, i più giovani non coltivano calma e rilassamento necessari per dormire.
Ad interessarsi della questione è stata anche la trasmissione di Rai3 Report che, con un’inchiesta, ha fatto emergere un lato spiacevole della vicenda sottolineando come i grandi produttori di cellulari cerchino di nascondere i rischi legati alle onde emesse dai telefonini. La trasmissione televisiva ha posto l’accento sull’assenza di controlli da parte degli organi indipendenti ed evidenziato come, sempre più spesso, molti ricercatori di istituti pubblici, compreso Oms, contengono intrecci e conflitti d'interessi pesantissimi.
Tra ricerche, perizie e contro perizie, analisi e statistiche che continuano a contraddirsi a vicenda forse la cosa migliore è affidarsi al proprio buon senso e utilizzare il cellulare per quello che, alla fine, è il suo uso normale. In un mondo dove, purtroppo, il virtuale sta prendendo il sopravvento sulla realtà se si vuol rimanere in contatto con i propri amici, invece di una telefonata, è molto meglio incontrarsi per quattro chiacchiere dal vivo. In certi casi, ovviamente, non sarà assolutamente facile ma sarà sicuramente una cosa più sentita e più spontanea.