sabato 10 dicembre 2011

Slide intervista PAOLO CEVOLI da Zelig


Slide intervista l’Assessor Cangini
Paolo Cevoli
Il comico di Zelig, romagnolaccio DOC.
di Alessandra Mura - Slide Sassari

Per l’inaugurazione del casinò WinPalace ad Alghero, Paolo Cevoli, dopo il taglio del nastro, ha intrattenuto gli ospiti con le sue battute esilaranti. Dopo Zelig e il suo tour per le piazze e i teatri d’Italia,Paolo Cevoli presenta la sua “Penultima Cena”

Ricordiamo ai nostri lettori che Paolo Cevoli, si cala immediatamente nei panni di Palmiro Cangini, quindi non ci prendiamo nessuna responsabilità sulla grammatica afasica e disconnessa che l’Assessore “alle varie ed eventuali” usa per raccontare di sè. Ogni responsabilità sul report qui sotto verrà attribuita all’Assessore.
“Sono già venuto ad Alghero altre volte, ma tutta la Sardegna, proprio tutta, mi ha sempre ospitato con grande affettuosità e “mirulgimiranza”. Ogni qual volta che riesco a venire da queste parti lo faccio molto volentieri. Dal 2003 che faccio spettacoli in tutta l’Isola e ancora non mi hanno cacciato quindi sono espropriamente contento di trovarmi qui oggi per tagliare il nastro di inaugurazione di questo fantasmagorico casinò”. ( Preciso che l’Assessore passeggiava con fare sospetto e forbici da giardino davanti all’ingresso del locale, incutendo involontariamente un certo terrore fra i partecipanti) Sono venuto a Sassari, a Cagliari e a Macomer, ha spiegato Palmiro, quest’ultimo paese tra le altre cose ha dato i natali ( e non i genitali) a Geppy Cucciari e sempre qui Claudio Bisio ha fatto il militare, perciò l’aria sberlesca ( ? ) era già contaminata da parecchio”.

Questo modo di fare satira e l’utilizzo di linguaggi impropri che fanno sbellicare dalle risate la gente, l’hai ereditato da tuo padre?
Si si, quando ero bambino, migliaia e migliaia di anni fa, mio padre aveva una locanda e mia madre cucinava le tagliatelle e i tortelloni più saporiti della Romagna. E mio padre intratteneva gli ospiti come un vero show man. Io lo guardavo, forse immaginavo che anch’ io un giorno avrei potuto fare come lui, raccontare cazzate mentre la gente mangia. Ma in verità è qui in Romagna che abbiamo questo modo di fare, di dire castronerie (questa volta il termine è corretto!) , di ridere sulle disgrazie altrui, intendo sdrammatizzando per sorridere un po. Ci divertiamo, ci prendiamo per il culo gli uni con gli altri, è una bella famiglia la nostra. E’ un istinto naturale il mio, che poi è lo stesso istinto che ha fatto nascere personaggi quali Palmiro Cangini, assessore alle attività varie ed eventuali del Comune di Roncofritto. ( Tengo a precisare che Paolo Cevoli, si è laureato con voti altissimi alla facoltà di giurisprudenza, è un imprenditore affermato nel settore alberghiero e non in maialistica, e lavora con una belissima moglie , affermata anche lei nel campo della moda).

Dal 2010 ti esibisci nelle piazze e nei teatri d’Italia con questo spettacolo elettrizzante che si intitola La Penultima cena. Dove hai tratto ispirazione ?
Ma, allora, ho pensato :Chi avrà fatto da mangiare all’ultima cena …sicuramente I ROMAGNOLI.. E da li è nata una storia fatta di battute in bocca ad un cuoco pasticcione, che si chiama Paulus Simplicius Marone, che sono io. E’ un cuoco romano che si trova a preparare la cena di Gesù e dei suoi apostoli prima del suo arresto e che da Roma è costretto a fuggire finendo in Palestina. Qui si imbatte in Gesù, che sembra rovinargli la carriera. Marone infatti è al pranzo di Cana, responsabile del banchetto per le nozze di una giovane coppia. Quando il vino finisce, per fare bella impressione Paulus compra dell'altro vino, ma si trova davanti al miracolo dell'acqua trasformata in vino. Nonostante il disastro economico, Paulus si imbatte i questa figura straordinaria:  “Io Gesù l’ho incontrato per davvero quando mi ha guardato è successo tutto un buridone dentro, un mulin gasino. E siccome Gesù quel giorno mi ha guardato nelle palle degli occhi, da quel momento, non sono stato più lo stesso. Mi ha visto l’anima”. Paulus però pensa soprattutto ai soldi e vuole che Gesù diventi suo socio di affari: “Io lo guardo lui mi guarda. In un attimo ho capito tutto. Miracolo! Vedo già l’insegna: ristorante ‘Al Miracolo’, cucina tipica: si mangia da Dio”. Il cuoco si mette a seguire Gesù e apostoli, decide di aprire un banchetto per vendere pani e pesci ai tanti che vanno ad ascoltare il Maestro. Ma anche qui Gesù gli rovina gli affari, facendo il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Paulus sarà il cuoco anche dell'ultima cena. Ma dopo che Gesù viene crocifisso, i romani lo prendono e lo vendono come schiavo. Diventa guardiano dei leoni al circo e proprio al circo ritrova un cristiano che aveva conosciuto in Palestina, condannato a morte da Nerone, che gli dice che Gesù è risorto. I romani dicono a Paulus di lasciare a digiuno i leoni che il giorno dopo dovranno mangiare i cristiani. Lui, per aiutarli, ingozza invece gli animali, commentando: “Lo sapevo che ero destinato a fare qualcosa di grande” e poco prima di morire ripensa alla frase di Gesù: “Non c’è amore più grande di quello di dare la vita per i propri amici”. Ecco, l’ultimo pensiero son gli occhi di Gesù che mi guardavano come se mi volesse dire: “Paolo Simplicio, sei un gran coglione, però ti voglio bene uguale”.

Riprende il programma Zelig, e anche quest’anno ci sarai con i tuoi personaggi folli. Da Cangini a Teddy, e ora cosa ci dovremmo aspettare?
A Gennaio mi vedrete nuovamente con gli amici di Zelig.. ma non posso darvi un anticipazione. Se lo sapessi, di quello che dovrei dire, ve lo direi, ma siccome non lo posso sapere allora non ve lo posso dire .. ( ?)Posso solo dirvi però…che l’Assessore ci sarà.

A proposito Assessore, visto che lei ci sarà, ci può dare un opinione di quest’Italia sfasciata dagli scandali e dalla disgrazia economica? Come siamo messi Assessore?
Meglio di Cosi non potrebbe andare. Mamma mia, non sarà facile superare questo momento ma di sicuro più in basso, non si può andare. Bisogna solo ben sperare, avere fiducia, l’italiano ci ha sempre la forza di resistere anzi, forse più tocca il fondo più…. Speriamo che il fondo l’abbia già toccato, perché non si mai con queste robe qui…

E visto che siamo in tema di maialistica, cosa suggerisce per una ripresa economica rapida?
Beh, il maiale è per sempre, il maiale è l’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia, del maiale d’altronde non si butta via niente, della maiala nemmeno il numero di telefono.