giovedì 20 ottobre 2011

La Iena si confida : Marco Berry su Slide


Una strana magia!
Incontro a quattrocchi con Marco Berry, La Iena delle Iene!
a cura di Stefano Pia

Ci sono persone che hanno un carisma particolare, non sai da quale parte della mente riesca a contagiarti, ma rimani rapito nel suo modo di parlarti, gesticolare, guardarti. Marco è così, un vulcano di idee, iniziative, emozioni. Mi mette subito a mio agio, la cornice del Caicco aiuta sicuramente a togliere barriere istituzionali che i ruoli ci imporrebbero. E di questo devo ringraziare i ragazzi di Easy Consulting Group, che mi hanno dato l'opportunità di incontrare Marco in occasione dell'evento "un mare di opportunità". La nostra e' una chiacchierata informale, un susseguirsi di informazioni e iniziative che Marco ha in programma.



Parliamo del Marco artista?
Sorride."Nasco come mago, fin dall'età di otto anni, una passione, o forse una missione, quella di far ridere le persone. Ma il ridere che provoca spensieratezza, emozione, per far estraniare il pubblico dalla realtà e catapultarlo in un mondo dove i sogni si realizzano".

Osservo in silenzio e continuo ad ascoltare l'artista, ma soprattutto l'uomo che si emoziona a raccontare le storie di vita vissuta che ha incontrato nella sua strada professionale conducendo programmi impegnati come Invincibili. La sua voce si riempie di dolcezza.

Raccontami una delle tante storie che ti ha lasciato il segno.
"Giusy è una ragazza bellissima, che in un giorno qualunque rimane coinvolta in un tragico incidente, perdendo entrambi gli arti inferiori; rimango colpito dalla forza di volontà della quale Giusy sembra essere posseduta, combatte quotidianamente per far si che la sua vita non si fermi a momenti di tristezza e compassione, trova stimoli nuovi tutti i giorni e alla domanda: perchè è successo proprio a me?, lei mi risponde con un sorriso: 'perchè non a me, perchè a qualcun altro?'
Questa è solo una delle tante storie di persone che hanno trasformato una disgrazia in un'occasione per guardare il mondo con occhi diversi. Guardandoci negli occhi leggiamo entrambi lo stesso pensiero, di come il mondo sarebbe un mondo migliore se ognuno di noi si impegnase per qualcosa di cui vale la pena lottare”.

Oggi però Marco Berry è anche un uomo di business? Lo incalzo, per superare un momento di defaiance che sembra aver colpito l'intervistato ed il suo intervistatore.
Ho due società, Solution in Magic, che si occupa di sfornare format televisivi, e My Lab Formazione".

My lab?
"Si, è una società che si occupa principalmente di formazione. Aiutiamo i nostri corsisti a superare loro stessi, a trovare forze interne che pensavano, o pensano di non avere. Arriviamo fino a farli buttare con il paracadute da 10.000 metri di altezza, e ti assicuro che dopo una esperienza del genere i limiti legati alle tue inibizioni sono pressoché nulli".

Io non riuscirei mai a farlo.
"Sai cosa mi raccontava mio nonno sul coraggio? Il coraggio dorme sempre sotto le lenzuola e quando la paura bussa alla porta, girando la maniglia e aprendo la stessa si accorge che sopra al letto non c'e' più nessuno."

Capisco al volo cosa avesse voluto trasferirgli il nonno, quale forza bisogna cercare di trovare dentro se stessi per far si che nulla possa prendere il sopravvento sulla nostra personalità.
Ma Marco Berry è molto altro, è un uomo impegnato con forza nel sociale, condividendo la mission della onlus "fondazione Mago Sales" che nella primavera del 2012.
Organizzerai prossimamente 'Il primo Galà del Cuore di Atletica Leggera'. Di cosa si tratta?
Sarà il primo trofeo che vedrà scendere in pista noti personaggi televisivi di trasmissioni come Le Iene, Colorado cafe, Zelig, Striscia la notizia, Radio Deejay, nonché ex calciatori , attori e cantanti. 7 squadre, 7 specialità , 7 atleti per ogni team che si sfideranno in una serata di sport, divertimento e solidarietà. L'intero incasso del pubblico sarà devoluto a uno dei progetti umanitari della mia fondazione e del Mago Sales”.

La nostra chiacchierata è arrivata alla fine, che peccato. Marco ha, come nella tradizione dei migliori maghi, il dono dell'incantesimo, sarei rimasto ancora per molto tempo ad assaporare le sue parole e avventure. Ma ci aspetta una giornata piena di appuntamenti dai quali non ci si può sottrarre. Ci diamo appuntamento per la sera stessa dove Marco regalerà a tutti i partecipanti del week end di Trapani uno scorcio del suo fantastico repertorio. E che lo spettacolo continui...

Marco Berry - Bau Boy


La doppia intervista di Slide
Marco Berry presenta
BAU BOY
Intervista esclusiva alla “super” iena
di Tommaso Torri - Slide

Appena partito e subito di successo: il nuovo programma di Italia 1, Bau Boys condotto da Marco Berry, nella sua prima puntata ha tenuto incollati alla televisione quasi 900mila telespettatori (13,5% di share) confermandosi come una delle trasmissioni più innovative dell’autunno. La squadra di giovanissimi reporter, guidati da Marco Berry, ha l’obiettivo di divertire i ragazzi ma anche di insegnare loro ad avere cura degli animali che ci circondano, e non solo di loro.
Il tutto attraverso le avventure dei “Bau Boys”, appunto, formati da Picchio, intelligente e sensibile; Falco, il leader bello e brillante; Doc, un “secchione” curioso e geniale; Pulce, l”unica ragazza ammessa nel gruppo, e le reclute: Junior, Tigre e Riccio. I ragazzi dovranno compiere le missioni che verranno assegnate loro da Marco Berry, qui nelle vesti di un capo determinato ma pronto a dare consigli. Infine, c’è Bau, simpatico cane mascotte del gruppo.
Si parla molto di animali: le missioni che i ragazzi dovranno compiere, ed attraverso le quali si vuole insegnare ai ragazzi da casa ad avere cura della natura e di chi la vive, avranno a che fare, ad esempio, con la ricerca di cavalli che possano fare da pet therapy ai reclusi del carcere di Bollate, o di piccole ruote che possano servire a formare protesi per animali disabili. Spazio, però, anche a delle “prove di addestramento”, che serviranno a capire come convivere al meglio con gli animali domestici, sempre più presenti nelle case degli italiani. Secondo i dati Eurispes, infatti, oltre quattro famiglie su 10 (più di 10 milioni) ospitano in casa un animale domestico. Quasi la metà (48,4%) possiede un cane, mentre un terzo (33,4%) ha un gatto. Pesci e tartarughe sono presenti nel 4,9% e nel 4,7% dei casi, mentre presenze solo leggermente meno rilevanti sono quelle di uccelli (4,1%), conigli (2,1%), criceti (1,6%) e rettili (0,8%). Il cane, di solito è l'unico “pet” di famiglia; quando c'è un gatto, invece, è più facile la presenza contemporanea di un altro animale domestico. Dati più preoccupanti per quanto riguarda l’abbandono degli amici a 4 zampe: si calcola che in un anno siano oltre 20mila di cui più di 4.500 solo nei mesi di luglio e agosto.
A supporto del programma c’è un sito ufficiale, bauboys.tv, attraverso cui i ragazzi da casa possono formare un proprio gruppo di “boys” e segnalare missioni da loro compiute o che i protagonisti del programma potrebbero portare a termine. Ma sul sito si possono anche trovare delle Fattorie Bau Boys Camp, nelle quali sarà possibile per i ragazzi effettuare attività all’aria aperta grazie ad un “passaporto” scaricabile online.
Insomma, “Bau Boys” sembra voler essere un adattamento aggiornato alla tv ed ai social network dei boy scout, puntando sia sullo spirito di gruppo e sui buoni valori ma anche sui nuovi media e la loro capacità virale di incuriosire il pubblico. Un esperimento che, a sentire Berry, risalta in un panorama televisivo fatto di poche idee e scarsi budget:
Siamo in un momento importante per il piccolo schermo – ci spiega Marco Berry - non ci sono più le disponibilità finanziarie di una volta e si rivelano perciò necessarie idee nuove e grande sensibilità per quello che accade nella società. Da questo punto di vista, Bau Boys è certamente un esperimento molto interessante”.

Marco, come è nata l’idea di questo programma?
Tutto è partito con l’obiettivo di fare un programma per i ragazzi in grado di spiegare loro, con facilità e con esperienze sul campo, che gli animali non sono oggetti o giocattoli ma esseri viventi con un cuore e con un cervello. Credo che, al di là dello show, se nel corso di queste puntate abbiamo sensibilizzato anche solo uno di loro su questo tema abbiamo raggiunto la nostra intenzione.

Per l’Italia, per la televisione e per le famiglie è un momento difficile; questi ultimi, poi fanno anche fatica a far quadrare il loro bilancio e, in certi casi, non si esita ad abbandonare gli animali domestici. Cosa ne pensi?
Credo che questa sia solo una scusa: se le famiglie non hanno i soldi per accudire i propri amici a 4 zampe è molto meglio trovare qualcuno che se ne occupi in maniera adeguata; abbandonarli è troppo facile e da vigliacchi. Questo è un momento delicato per la società ma gli italiani sanno rimboccarsi le maniche. Gli animali si accontentano di poco ma esigono molto amore: ho conosciuto gente che viveva in strada ma, prima che a loro stessi, si preoccupavano del loro cane e, piuttosto, stavano loro senza mangiare pur di assicurare un boccone per il loro compagno.

Come ti trovi con i tuoi giovanissimi reporter?
La truppa è entusiasta e piena di energia: un bel gruppo di scapestrati che si divertono. A volte è capitato addirittura che ci siamo dimenticati di stare facendo un programma televisivo.

Un programma dove anche il pubblico da casa può intervenire attraverso internet?
Con Bau Boys abbiamo attivato anche un sita e sono moltissime le segnalazioni che ci arrivano via web.

C’è una puntata o una storia che ti ha colpito più delle altre?
Sarebbe una cosa banale dire che mi è piaciuta di più una cosa rispetto a un’altra: ogni animale che abbiamo incontrato ci ha commosso per la sua storia.

La tua carriera televisiva è tra le più poliedriche e di successo: Iene, Mistero, Danger, Invincibili e tanti altri. Dove trovi l’ispirazione per questi programmi?
Nella vita lavorativa devo immaginarmi di incuriosirmi e di essere in grado di quello che mi sono prefissato. Non riesco a fare cose in cui non credo e mi piace sporcarmi le mani: facendo questo mestiere cerco di imparare cose sempre nuove e di trasmetterle ai telespettatori.

Archiviata la prima stagione di Bau Boys quali sono i tuoi prossimi impegni?
Tornerò nella squadra de Le Iene e sono già al lavoro per la nuova edizione di Invincibili.

Segue l’intervista a Marco Berry, realizzata di persona da Stefano Pia - Direttore Nazionale Nord Slide.



Disco & Disco by Enjoy



DISCO&DISCO
Le migliori discoteche del Bel Paese
di Enjoy Television Staff


Riuscire a fare una panoramica per parlare delle migliori discoteche di Italia è sempre un’impresa difficile e complicata perché la scelta è sempre soggettiva e personale.
Ogni anno si cimentano in questa avventura molti siti e riviste specializzate sollevando molte critiche perchè la classifica finale non rispecchia i gusti di tutti o la reale situazione del clubbing essendo le stesse molte volte stilate sulla base di contributi economici che ricevono per far si che i clubs si posizionino più in alto possibile.
Quello che faremo noi invece è un viaggio virtuale in base alle nostre esperienze avute in questi dicei anni di attività che ci hanno portato nei luoghi e nei locali di culto sparsi in ogni angolo del pianeta. Come scontato partiamo da casa nostra, “Stato” in cui il clubbing veste un ruolo molto importante condizionando molto spesso le scelte di moltissimi ragazzi al momento della scelta delle loro mete del fine settimana o delle vacanze.
La prima peculiarità che ci riguarda è il fatto che nel nostro paese, solo qui, i locali vengono distinti in due tipologie : i cosiddetti locali fashion e quelli di tendenza.
Ma cosa vuol dire?
I locali fashion sono nell’immaginario popolare quelli dove la musica è a grandi linee radiofonica, dove l’importante è avere un tavolo con ragazze immagine annesse con tanto di scintillii delle bottiglie di champagne. Dal lato opposto ci sono i locali definiti di tendenza, ovvero quei club dove l’attrattiva è il dj che di solito suona musica elettronica o techno e dove chi sei e quanti soldi hai non interessa a nessuno.
Iniziamo questo tour che vede sicuramente in pole position tra i locali di genere fashion commerciale il Billionaire Club di Porto Cervo, locale del famosissimo Flavio Briatore sempre al centro del gossip per i suoi innumerevoli Vip che lo frequentano durante la stagione.
Tornando nel continente, partiamo dal nord parlando di Milano,la capitale economica italiana nonchè della moda che in questi anni nel clubbing è stata rappresentata dalla discoteca Magazzini Generali, un contenitore musicale in cui si sono alternati grandi dj ma anche grandi star della musica con i loro concerti. Da non dimenticare è la discoteca Setai Club di Bergamo conosciuta in passato come Fluid Club, uno dei templi storici della musica elettronica,che ora ha cambiato volto diventando uno dei locali fashion di riferimento del nord Italia.
Continuando a percorrere il nostro paese da ovest verso est arriviamo sul lago di Garda, nella zona del veronese e mantovano, in passato fulcro del divertimento, ma che negli ultimi anni ha perso molto del suo potenziale, da citare a nostro parere sono due i locali che hanno continuato a fare parlare di se, il Bambù e il Moxa di Mantova, che a suon di nomi antisonanti della migliore musica house cantata hanno dato vita a una bella concorrenza.
Sempre inoltrandoci verso est nella zona del vicentino non si può non citare i locali gestiti dalla famiglia Facchini, il Victory e Villabonin, che a livello di ospiti musicali non hanno mai spiccato, ma come organizzazione, servizio e qualità della clientela fanno invidia al Pacha di Ibiza.
Il nord non offre altri locali degni di nota, ci sarebbe qualche altro club che ogni tanto fa vociferare ma ormai non più come una volta, perciò continuiamo il nostro viaggio virtuale in Emilia Romagna dove sono degni di nota nella zona di Milano Marittima il Pineta e il Villapapeete, due strutture che a colpi di vip e guest dj hanno fatto conoscere in tutta Italia e non solo questa località.
Scendendo leggermente a sud, di qualche chilometro nella zona di Rimini e Riccione locali che in questi anni si sono contesi la scena secondo noi sono 3 ; l’Altromondo Studios, sulla cresta dell’onda da più di 40 anni gestito sapientemente dalla famiglia Galli è meta sia di turisti italiani che stranieri attirati dalla sua principale attrattiva lo schiuma party più bello d’Italia.
Il Cocoricò, contraddistinto dalla sua piramide di vetro sotto la quale si sono esibiti i migliori dj della musica elettronica e techno ed infine il Peter Pan che per la sua struttura e il modo di presentarsi al pubblico rispecchia il club italiano più vicino ai più famosi locali europei.

Continuando a percorrere lo stivale arriviamo in Puglia, località che negli ultimi anni ha avuto un boom diventando meta di riferimento di molti clubbers italiani nel periodo estivo.
I clubs più rappresentativi di questa zona sono sicuramente il Jubilee e il Jubilee Beach di Corato dove con le loro diverse sale sanno accontentare i gusti del pubblico sia fashion che di tendenza.
Il Guendalina di Santa Cesarea Terme meta imperdibile che ha visto protagonista su tutti il famosissimo dj francese David Guetta.
In Sicilia da citare è la discoteca Vola di Catania gestita dal gruppo della famiglia AFC che regala costantemente grandi emozioni con i migliori dj del mondo come Fat Boy Slim e Bob Sinclar.
Non possiamo trascurare la zona di Napoli dove il gruppo Angels of Love, crea grandi eventi nelle migliori discoteche partenopee e non solo, spaziando da dj con sonorità piu mordide come Louie Vega ed Erick Morillo fino a dj più “estremi” come dj Tiesto o Chemical Brothers.
Risalendo ancora di qualche chilometro arriviamo alla capitale, Roma. Qui raramente si sente parlare dei suoi clubs essendo le notizie contenute nella cinta del raccordo anulare, ma qualcosa ogni tanto arriva alla ribalta del popolo del clubbing, uno fra tutti è lo Spazio 900, struttura che nell’inverno passato si è fatta notare per gli svariati ospiti internazionali che hanno permesso alle notizie di circolare in tutta Italia.
Per concludere il nostro viaggio nei locali e nelle località che secondo noi si sono contraddistinte volevamo fare un appunto a Forte dei Marmi e alla Versilia, che in passato è stata meta molto chiacchierata per i suoi locali grazie alla discoteca Twiga e la storica Capannina, e che ultimamente invece, vuoi la crisi economica, vuoi la loro mancanza di proposte rivolte a un pubblico benestante ( che forse non lo è più ) sta perdendo molti colpi.
In ogni caso i club che vi abbiamo ricordato , qualsiasi siano i vostri gusti musicali, sapranno sicuramente regalarvi delle notti indimenticabili.
Terminiamo qui il nostro tour virtuale sul territorio italiano del mondo delle discoteche, continueremo il mese prossimo analizzando quella che è la situazione europea.

ZELIG per cambiare il mondo



Un gesto può cambiare il mondo!I COMICI DI ZELIG SI MOBILITANO!
Con una canzone, per aiutare i terremotati dell’Aquila.
di Tommaso Torri


Vincenzo Torelli è un autore, attore, compositore ed arrangiatore, nonché firma di diverse sigle televisive, colonne sonore e canzoni. Nel 2005 con la canzone “Un gesto può cambiare il mondo” vince l’ADM Awards come miglior compositore internazionale premiato da Vladi Tosetto autore di Giorgia, Ramazzotti, Morandi, Joe Cocker ed altri. Vincenzo è sempre stato molto attento e molto sensibile nei confronti di chi è in difficoltà e nel 2006 esce il singolo “Undici eroi”, la canzone del Torino che raccoglie fondi per i bambini bisognosi e anche la canzone “Senza catene”, cantata in coppia con Don Vito (disco d'oro EMI 1995), raccoglie fondi pro bambini.
Testimonial della canzone sono stati anche Marco Berry delle Iene ed Arturo Brachetti per fondazione SALES. Da poco è uscito il suo ultimo singolo, che è più che altro un “revival” de “Un gesto può cambiare il mondo”, prodotta da Torelli in collaborazione con gli artisti di Zelig, Colorado Cafè e altre trasmissioni tv, per raccogliere i fondi a sostegno dell’Aquila, ancora sconvolta dal sisma dello scorso anno. Vincenzo ha dichiarato, in occasione dell’uscita del singolo, di voler aiutare la sua città natale, L’Aquila per l'appunto, proprio grazie a questo piccolo gesto che, se sostenuto da molti, magari non cambierà il mondo, ma di sicuro aiuterà chi ancora vive in condizioni disagiate a causa del terremoto.
Sono state numerose le iniziative che hanno cercato di sostenere gli aquilani subito dopo il sisma (come il concerto-evento organizzato da Laura Pausini e le “Amiche per l’Abruzzo”), e di certo quella di Vincenzo sarà un’altra goccia nell’oceano che vuole aiutare chi è stato colpito dalla forza distruttrice della natura. Ma c’è qualcosa di più nella canzone di Vincenzo: c’è la passione di un aquilano puro, che si è sentito colpito nel personale, nell’anima, che ha visto letteralmente crollare i luoghi della sua infanzia in una frazione di secondo, inghiottiti dal nero della notte che ha sorpreso giovani vecchi e bambini strappandoli dai loro letti e, in molti casi, dalle loro vite. Passione, amore, tristezza e musica si sono mescolati insieme per creare questa canzone, arricchita dalla partecipazione degli altri artisti che solitamente ci fanno sorridere, ma stavolta vogliono farci riflettere su quanto un piccolo gesto possa aiutare il prossimo in modo decisivo. Abbiamo intervistato Vincenzo Torelli per conoscere in che modo sia nato il progetto e come abbia vissuto il terribile disastro de L’Aquila.

Dove si trovava al momento del terremoto?
Quella notte ero a Torino e, quando mi sono svegliato, ho sentito la notizia. È iniziata subito la paura e la preoccupazione per i miei parenti che si trovavano a casa e non mi rispondevano più al telefono; mi sono anche dovuto rivolgere a “Chi l’ha visto?” per cercarli e, solo dopo 10 giorni sono riuscito a mettermi in contatto con loro.

Quali sensazioni ha provato in quei momenti drammatici?
All’inizio mi sono sentito come stordito, poi man mano che passavano le ore e che le notizie diventavano sempre più drammatiche una sensazione di vuoto e di impotenza prendevano il sopravvento. Ricordo come il pensiero andasse a tutte le persone che erano lì e che magari avevo incontrato nella mia vita, ai miei familiari a come il fatto di non riuscire a mettermi in contatto con loro aumentasse queste sensazioni. Ero impotente ed arrabbiato, si perché era da un mese che si avvertivano le scosse, ma nessuno fece nulla. Dopo alcuni giorni è subentrata la rabbia che, devo ammetterlo, provo ancora oggi: a distanza di 2 anni dal sisma mi sembra che il dramma della città sia caduto nel dimenticatoio e, quando vedo alla televisione o sui giornali le immagini de L’Aquila, ridotta ancora un cumulo di macerie, mi si stringe il cuore.

Crede che lo Stato italiano abbia fatto abbastanza per L’Aquila e i suoi cittadini?
Io credo che, probabilmente, ci sia stata una disorganizzazione nella distribuzione degli aiuti economici: so per certo che sono arrivati moltissimi soldi, grazie anche alla solidarietà degli italiani, ma, a sentire le istituzioni locali, queste non hanno ricevuto quanto raccontato dalla televisione.

Come è nato il progetto musicale “Un gesto può cambiare il mondo”?
Sono sempre stato attento alla solidarietà e non potevo restare impassibile davanti ad una tragedia a me così vicina, così ho telefonato ad alcuni amici cabarettisti e gli ho proposto di cantare questa canzone, devo dire che gli artisti di Zelig, Colorado e di altre trasmissioni Tv hanno fatto il passaparola e si sono subito resi disponibili. In realtà il titolo è una frase fatta ma, da aquilano, mi è venuto spontaneo rendermi utile con la musica che rappresenta tutta la mia vita.

Quali altre iniziative vorresti portare avanti a sostegno dei terremotati e delle città colpite dal sisma?
Stiamo lavorando ad un progetto molto più ampio ed ambizioso legato alla canzone, che richiede tempo e un importante sforzo: vorremmo realizzare un grosso spettacolo nella piazza de L’Aquila per raccogliere dei fondi. Oltretutto sono stato contattato da una emittente radiofonica neozelandese che sta trasmettendo la mia canzone e che ha sede in una città colpita a sua volta da un terremoto. Sarebbe bello coinvolgere questa realtà per cercare di portare avanti un gemellaggio rugbistico e cercare di far venire a L’Aquila gli All Blaks.

Jovanotti..."ORA"


IL GENIO MUSICALE ITALIANO A IMPATTO ZERO
JOVANOTTI A CAGLIARI
ORA” IN TOUR 2011 : IL PIU’ GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BIG BANG
di Alessandra Mura - Slide Sassari



Lo possiamo definire noi “Il più grande spettacolo dopo il big bang” , il concerto di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che è arrivato a Cagliari per una della sue ultime tappe del tour “a impatto zero” che insieme all’Enel, con questa iniziativa ambientale, favorisce lo sviluppo di sistemi produttivi, migliora le condizioni socio-economiche delle popolazioni locali e sviluppare la micro imprenditorialità locale, dalle pratiche forestali al coinvolgimento nelle lavorazioni agricole e nei vivai. Con questa iniziativa, infatti, le circa 6mila tonnellate di emissioni inquinanti prodotte in occasione dei concerti, saranno compensate con la posa a terra di 12 mila alberi nel villaggio di Mankin in Camerun. Dopo i ripetuti successi nella prima parte della lunga tournèe, la partecipazione al Bonnaroo Festival con una performance indimenticabile, le due serate in Sicilia prima a Taormina e poi ad Agrigento, Lorenzo arriva in Sardegna con un team di musicisti, videoartisti e ingegneri di scena per tradurre dal vivo in due ore e mezza, l’energia di “Ora” il nuovo disco, che dal giorno della sua pubblicazione è stabile ai vertici delle classifiche.
Accompagnato chiaramente dalla sua fidata e preziosa band : Saturnino, Riccardo Onori, Frank Santarnecchi, Christian Rigano, Leo di Angilla, Gareth Brown, “Ora Tour 2011” di Jovanotti è un vero e proprio show in 4D curato in ogni dettaglio. Luci e visioni ottiche strabilianti, nelle quali Jovanotti ha danzato e ha volato per tutto il tempo. Non si è fermato un attimo il Poeta dei nostri tempi: prima la tecno music delle sale disco, poi le rime di Ungaretti e il teletrasporto nel mondo della letteratura moderna. Il mega spettacolo ha coinvolto il pubblico in una sorta di viaggio a bordo dell’astronave Jovanotti, dove bisogna essere pronti a ballare, cantare, tenere il ritmo per più di due ore. Perché con la sua indiscussa crescita, personale e professionale il ragazzo de “La mia moto” è un artista capace di passare nell’arco di un concerto dal reggae al rap, dall’hip hop al funk, dalla dance al rock, senza esitazioni. Ma è anche un abile trasformista che si cambia i vestiti ogni mezzora passando da un abito da cerimonia candido e bianco, ad un completo da sala anni ’60, per finire poi con il verde di una giacca da cabaret. Sullo sfondo poi a rendere tutto ancora più spettacolare un maxi-schermo dove si sono alternate riprese in diretta, videoclip, immagini in 4d e persino effetti speciali di un impatto visivo incredibile.
Una scenografia stupefacente e un artista che ha saputo far emozionare un pubblico di oltre 10 mila persone venuto da ogni parte dell’isola per assistere alla sua performance in continua evoluzione. Se tutto ciò è il succulento contorno, i piatti forti, quelli che scaldano l’atmosfera, sono i suoi migliori successi, vecchi e nuovi: “Tutto l’amore che ho”, “Il più grande spettacolo dopo il big bang”, “Io danzo”, “La porta è aperta”, “Bella”, “Non m’annoio”, “Ciao mamma”, “Ragazzo fortunato”, “L’ombelico del mondo” e altre ancora mentre allo stesso tempo lui dirige le danze, salta e ride. Gioca con gli spettatori, si avvicina alla telecamera che riprende il suo volto sorridente e sudato nel maxi schermo mentre sorseggia qualcosa di fresco in una tazza che riporta la scritta “I love Sardegna”.
E ai sardi è arrivato dritto al cuore quel messaggio cosi fra le righe, ma altrettanto forte; e ancora il grido di battaglia “Ajò”, mentre cavalca il palco con la bandiera dei 4 mori, e sguaina la spada del prode cavaliere, e sventola al cielo la conquista dei suoi traguardi. Un successo di ascoltatori e spettatori a Cagliari a firma della Società “Spettacoli e Musica” che ha voluto fortemente la presenza di questo carismatico genio della canzone italiana. Jovanotti ha sempre colpito per la sua straordinaria riservatezza ma al tempo stesso per questa esplosione di vita: i suoi concerti sono l’esatta ombra di quella che è la sua vita: mutamento di forme e colori, amore per la poetica e la semiologia del linguaggio, fusione di ritmi e tradizioni di tutto il mondo che rendono la sua musica cosi italiana e al tempo stesso cosi internazionale. E l’organizzazione bisogna sottolinearlo, è stata impeccabile.
Tutto ha funzionato per il meglio e anche la luna, che splendeva nel cielo sardo più lucente che mai, sembrava essersi fermata lassu’, sul palco della Fiera, a godersi la magia di note e parole. E’ stato un film denso di emozioni quello che Jovanotti è riuscito a trasmettere al pubblico di Cagliari. E ancora di più, a sottolineare la sua delicatezza e profondità d’animo, la sua interpretazione di quella che viene definita la più dolce canzone d’amore in lingua sarda “Non Potho reposare”. Un emozione condivisa da 10 mila persone, un momento di straordinario silenzio in quelle pause che sono più dolci delle parole. E dopo che i sardi si sono innamorati di lui, ecco irrompere ritmi caraibici e movimenti sensuali per quelle che sono le performance italiane più ballate del momento.

Michael Jackson, innocente da morto?



Chi, come, perchè! Le leggende su
Michael Jackson
Il “Re” del pop è vivo!
a cura della redazione Slide - alcune info tratte da wikipedia

Per qualcuno valeva più da morto che da vivo, per altri era una figura da idolatrare e da imitare ricorrendo anche al bisturi del chirurgo plastico, per altri ancora si trattava di un mostro assuefatto alla chirurgia estetica e ai farmaci, tra i detrattori c’è chi lo chiamava “orco” per le presunte storiacce di abusi su minori e, gli apologeti, lo consideravano il re del pop.
Michael Jackson è stato, forse, una delle figure più controverse degli ultimi 30 anni e la sua morte, avvenuta in circostanze tutt’ora misteriose il 25 giugno del 2009, ha contribuito ad alimentarne la leggenda e la fama a livello planetario.
Una fama che, nel mondo dello spettacolo, prima di lui non era mai stata lontanamente paragonabile alle altre star: solo Jackson, in tutta la storia della musica, è diventato l'artista pop di maggior successo di sempre grazie, anche, a Thriller del 1982, tuttora l'album più venduto co-prodotto da Quincy Jones e vincitore di 8 premi Grammy.
Il cantante, nato a Gary nell’Indiana nel 1958, è una dei pochissimi personaggi ad essere diventato una leggenda in vita e la cui morte ha alimentato una serie di affabulazioni e miti che hanno superato la fama che aveva da vivo. Gli unici altri 2 cantanti che possono vantare questo successo sono Elvis Presley (la cui figlia sposò, nel 1994, lo stesso Jackson per poi divorziare 2 anni dopo) e Jim Morrison; inutile aggiungere che, per questi due casi, non manca chi giura che entrambi sono ancora vivi e vegeti.
A far tornare alla ribalta quello che viene oramai definito “Caso Jackson” è il processo che si sta celebrando in questi giorni e che vede sul banco degli imputati l’ex medico del re del pop, Conrad Murray, imputato di aver causato la morte del cantante. Secondo l’accusa, Murray avrebbe somministrato una dose troppo alta del medicinale Propofol, sarebbe stato lo stesso Jacko a chiedergli di somministrargli un'alta dose del medicinale in vista soprattutto del tour che avrebbe dovuto affrontare a breve. Il cantante, infatti, sarebbe stato molto depresso ed utilizzava il Propofol alla stregua di un blando tranquillante, nonostante si tratti di un farmaco utilizzato in genere per le operazioni chirurgiche: la dose troppo alta gli sarebbe stata quindi fatale. Il medico personale di Jacko si difende così dalle accuse di aver causato la morte del "re del pop", affermando addirittura che Jackson era solito bere i medicinali destinati alle iniezioni. Una dipendenza molto grave, pertanto, che Michael non era più in grado di controllare e che gli sarebbe quindi costata la vita. Di parere ovviamente opposta la tesi della difesa del medico, che rischia una condanna a 4 anni di carcere per negligenza, la quale sostiene che Murray non sia responsabile per la morte di Jacko: l’avvocato Ed Chernoff intende dimostrare che, appena Murray lasciò la stanza, Michael Jackson assunse una dose di Propofol che, interagendo con il sedativo Lorazepam, ingerito in precedenza, creò un cocktail che lo uccise all’istante.
Dubbi e leggende, miti e verità, fiumi di dollari e bambini bisognosi aiutati dal cantante che amava dormire nello stesso letto con loro; miliardi di fan sparsi per il mondo e altrettante persone pronte a cliccare su internet le immagini più scabrose. In tutto questo è difficile riuscire a capire, se ne esiste una, cosa ci sia di vero e cosa no. Forse, l’unica cosa a cui ci possiamo affidare sono state decine di canzoni firmate dal “re del pop” che, per molti, hanno segnato la propria vita.


Sexy Chat - Easy Lover


Sexy Chat
PC easy lovers
Chi cerca sesso live o cyber
di C. Berlini Neuhaus


Grazie a questo reportage e alla disponibilità della mia amica Jennifer ( che è una chattter esperta ), mi avventuro nel mondo delle chat per scoprire quello che milioni di italiani fanno, e non hanno il coraggio di confessare. Un mondo dove almeno il 90% degli avventori cerca l’avventura e la trasgressione che non trova tra le mura domestiche.

Per andare a fondo di questa mia indagine approfitto della mia amica, che è chat dipendente, ha il profilo su “ Badoo”e sa come muoversi in questo ambito. In compagnia delle nostre amiche Leila e Marta che da anni condividono le nostre esperienze, iniziamo a navigare in questo nuova dimensione!
Il primo venerdì del mese decidiamo di incontrarci e dopo cena accendiamo il PC. Ci colleghiamo con un sito dedicato alle chat. Di comune accordo una volta in chat, entriamo nella stanza “piccante”. Sull’account di Jennifer appaiono ventisei uomini già connessi, non stiamo nella pelle per la curiosità di conoscerli. Versata la prima flûte di champagne contattiamo Andrea, 32 anni di Milano , almeno così è scritto sul suo profilo. La foto è accattivante , Jennifer ci fa notare che potrebbe anche non essere lui quello della foto. Ma dopo qualche secondo ecco che appare grazie alla web cam, già in mutande, e soprattutto già con le idee chiara di cosa cerca, è giovane ed è pure un bel ragazzo! E ‘ lui che inizia a scrivere..

Andrea; Ciao, bellissima cosa fai? Ci divertiamo un po’ insieme?
Jennifer; chi mi passa la maschera?
C.L. M. ; non l’abbiamo .
Jennifer; oscurate la web cam con un fazzoletto altrimenti se ci vede tutte e quattro ci mette subito offline!
Jennifer; Si, va bene, fammi vedere cosa hai da offrire, non compero mai a scatola chiusa.
C.L. M. ; iniziamo a ridere, chiudiamo l’audio e pure la cam con un fazzoletto.    
Andrea; accendi la cam………
Jennifer; ho dei problemi non va in funzione.
Marta; scrivigli che si faccia vedere tutto nudo! Scrivigli di iniziare prima lui.
C. J.M.l; appare nudo…..
Andrea; Dai su accendi la cam . Hai un bel nome sexy, ho voglia di vederti.
Noi glissiamo e a quel punto capisce che siamo in più persone perché sente in sottofondo le nostre risatine, lui risponde “zoccole!!!!!!!!!!!!!” E va offline.
J.C.M. ; in quel momento appare alla porta Leo, il figlio della padrona di casa, che reclama il suo portatile, chiudiamo tutto velocemente a malincuore e incredule, ci diamo appuntamento al prossimo venerdì per approfondire la conoscenza di Andrea che ci ha stimolato la fantasia.



Dieci domande hot a Jennifer.

1 ) In che modo hai iniziato?
Me l’ha consigliato un’amica che aveva già fatto l’ esperienza. Ho iniziato un po’ per curiosità e un po’per solitudine.
2 ) Ti ricordi come è stato il primo contatto?
Mirco, Perugia anni 37 ci siamo anche incontrati cinque minuti; ma non è nata la scintilla e non ci siamo visti e sentiti più.
3 ) All’inizio ti sei trovata in difficoltà ?
No, perché Mirco era gentile e mi ha chiesto se poteva stuzzicarmi.
4 ) Quante visite hai sul tuo profilo ( badoo) al giorno? Che tipologia di uomini ti contattano?
Anche ventisei, ma dei giorni zero. Molti che hanno il profilo, sono sposati con figli ma solo pochi lo confessano subito.
5 ) Grazie e questi incontri hai fatto nuove esperienze?
Con Marco conosciuto chattando e lo stesso giorno, subito dopo essere entrata nel suo studio abbiamo consumato. L’adrenalina era alle stelle per entrambi. E’ stato bello ma non mi era mai successo prima in questo modo. E neanche si è più verificata una situazione simile.
6 ) Ti sei mai trovata in situazioni pericolose? Pensi mai che potrebbe accadere ?
No, forse con Paolo l’ho voluto incontrare all’Iper perché ero dubbiosa, effettivamente si è dimostrato un tipo viscido e nervoso e non l’ho più voluto vedere perché non mi incuteva fiducia.
7 ) Ti hanno mai contattato delle donne ?
Si una volta, su chatta .it. Ma io non l’ho considerata, l’ho messa offline perché mi piacciono solo uomini.
8 ) L’esperienza più trasgressiva che hai vissuto o che ti hanno proposto…
Un incontro a tre con un trans, ma ho rifiutato.
9 ) Cosa ti piace e cosa non ti piace di questo mondo ?
Le emozioni che vivi e che creano eccitazione. Inoltre sapere di essere al centro dell’attenzione ha aumentato la mia autostima.
10 ) Cosa consiglieresti ai lettori che volessero provare ad agganciare nuovi contatti chattando?
Di fare molte domande per cercare di capire il più possibile chi hai davanti, e di incontrarsi almeno la prima volta in un posto pubblico, mai vicino a casa propria, evitare di dare recapiti. Poi prima di incontrarsi io telefono sempre, perché dalla voce capisco chi ho dall’altra parte.
Grazie, Jennifer penso che la tua testimonianza possa aiutare i lettori di SLIDE a capire di cosa si tratta, comunque vi invito a leggere attentamente qui sotto delle informazioni indispensabili per avventurarsi nelle chat. Se ve ne fosse venuta la voglia……………


Amici lettori di SLDE
Sono più di 40 milioni le persone che quotidianamente si incontrano nelle chat, talvolta per motivi di lavoro ma per lo più per divertimento o solo per cercare un po’ di compagnia.
Basta scaricare un software o connettersi ad un sito, ed il gioco è fatto si entra immediatamente in contatto con nuovi amici!!! Come per tutti gli atteggiamenti compulsivi, alcuni ne hanno abusato e hanno manifestato la sindrome da chat che consiste in disturbi comportamentali e psichici. Ad ogni modo, il pericolo maggiore lo corrono le persone che cercano svaghi erotici in quanto non tutelati per via dell’anonimato, e spesso subiscono violenze o estorsioni a carattere sessuale o economico. Diverse le denuncie negli ultimi mesi da parte di vittime di ricatti e diffamazione anche tramite i fotomontaggi; tra esse anche alcuni personaggi famosi!!!
Quindi siate scrupolosi e non abusate di questo gioco.