mercoledì 4 agosto 2010

La riviera dei divertimenti. ( di Patrizio Placuzzi )

4 agosto 2010
Di tutto, di più. E’ questo il senso più profondo dell’offerta turistica che la riviera romagnola è in grado di offrire a chi viene a trovarci per passare le SUE vacanze. Essa spazia dal turismo balneare, ai parchi tematici, alle discoteche situate sulle colline di Rimini e Riccione, fino alla riscoperta del nostro entroterra in chiave eno-gastronomica, in modo di creare un flusso turistico autonomo che brilli di luce propria rispetto al turismo balneare, per dare un senso di completezza all’offerta turistica che in questa maniera tocca tutti i comparti del divertimento e dei servizi alla persona. In questo modo, con questo procedimento, si costruisce l’offerta complessiva della capitale europea del Loisir e del divertimento.
A questo si aggiunge la cultura dell’ospitalità che ci ha resi famosi in tutto il mondo, che rappresenta un valore aggiunto al nostro modo di proporci e di fare turismo. Si tratta di una macchina perfettamente oliata, che ha bisogno soltanto di essere messa a posto, per stare al passo coi tempi soprattutto per reggere l’assalto della concorrenza in materia di turismo, soprattutto al turismo legato ai temi ambientali. Ma L’unicità della nostra riviera sta nell’offrire al turista il possibile e l’immaginabile, cosa che nessun altro polo turistico è in grado di fare.

La svolta del nostro modo di fare turismo e di proporci all’attenzione della gente, è coincisa con la geniale invenzione della “notte rosa”, quest’anno giunta alla V° edizione; è stato un successo senza precedenti, più di due milioni di persone hanno partecipato a questo evento che si caratterizza sempre di più come il capodanno dell’estate. La quinta edizione della Notte Rosa, è stata il miglior racconto della riviera di Rimini, una riviera che ha registrato il tutto esaurito in questo lungo week end per un appuntamento che ha nei fatti e nei numeri sostituito il ferragosto.

Ma come è cambiata la cultura del divertimento nella nostra riviera, che tipo di evoluzione ha avuto in questi anni, e soprattutto, ha ancora un senso parlare di divertimentificio legato alla riviera romagnola?. Lo chiediamo a Pier Pierucci, responsabile della comunicazione di Acquafan, un conoscitore del mondo della notte, oltre che uno studioso di alto livello del loisir e del divertimento, tanto da tenere dei corsi sulla sociologia del turismo all’Università di Urbino. “ Pierucci, si può ancora parlare di cultura del divertimentificio, parlando del nostro teritorio?”. “Mi sembra un termine improprio- ci dice Pierucci-, anche datato, anni 80/90 , era un termine legato più che altro alla mondo della notte prima e ai parchi tematici, oggi le cose sono cambiate, bisogna ragionare in termini più complessivi, rapportandoci con l’offerta turistica che il nostro territorio può offrire. Siamo la capitale europea del loisir e del divertimento. Loisir in francese vuol dire tempo libero, libertà, dedicare del tempo per sé, alla propria persona. Allora la proposta complessiva della riviera va tarata su questo concetto, questo vuol dire offrire al turista una molteplicità di offerte, che vanno dal turismo balneare, alle discoteche ai parchi tematici e quant’ altro. Sempre in una logica di sano divertimento, il tempo della trasgressione è finito”.

Navigando su Internet, abbiamo trovato numerosi giornali delle città del nord che parlano di un segmento della nostra offerta turistica particolarmente appetibile per bambini e famiglie, quello che riguarda i parchi tematici. Nella fattispecie ne abbiamo trovato uno, La Provincia, che in un articolo di Edoardo Ceriani, parla così della nostra riviera, riferita ai parchi tematici. “Divertimentificio Romagna:è già estate dei grandi parchi, da Oltremare a Fiabilandia, all’Acquario di Cattolica, passando da Acquafan al delfinario di Rimini: anche quest’anno, lungo la costa del mare Adriatico sarà una stagione di emozioni.”.

A fronte di questa immensa struttura costruita per fare divertire la gente, questa specie di “grande paese dei balocchi”, con vari segmenti relativi all’offerta turistica complessiva, si staglia l’aeroporto Federico Fellini di Rimini. Qual è lo stato di salute attualmente dello scalo riminese, che serve un territorio che travalica gli ambiti ristretti della nostra provincia.?. “ Il compito di uno scalo aeroportuale come il nostro- chiosa MassimoMasini-, è quello di organizzare i voli per portare la,gente nel nostro territorio, in questo senso siamo come una struttura di servizio a favore del territorio stesso. Lo stato di salute dell’ aeroporto è buona, nei primi 6 mesi del 2010, abbiamo registrato un incremento del 50,4%, rispetto allo stesso, periodo del 2009. Il boom di arrivi proviene dall’Austria, seguita Da Inghilterra e Belgio, punti di partenza favoriti dalla tratte di aerei di linea che sono andati ad affiancare i voli charter. La parte del leone l’ha fatta, per numero di passeggeri, Ryan Air, che ha fatto volare da Londra, Bristol, Liverpool, Francoforte, 48.888 persone. Le prospettive sono buone anche per futuro, certo tutto dipende dalla capacità di penetrazione nel mercato del turismo, italiano e estero, dell’offerta complessiva che la nostra riviera sarà capace di fare.”.