venerdì 4 giugno 2010

Gastronomia da strada ( di Francesca Tessarolo )

La tradizione culinaria italiana non riguarda solo i piatti “da ristorante”, ossia le pietanze più complesse da cucinare e che si possono gustare seduti ad un tavolo, ma anche numerose tipologie di cibi da strada, snack salati, pizze e panini imbottiti che variano da regione a regione. I cibi da strada sono molto amati sia dalla gente locale, che ne apprezza il sapore intenso e tradizionale, la genuinità, il prezzo non elevato e la possibilità che danno di consumare un pasto in velocità, sia da quei turisti che dei luoghi che visitano desiderano scoprire ogni aspetto, cultura gastronomica compresa, e che preferiscono abbreviare i tempi dedicati ai pasti per tuffarsi a capofitto nella visita alla città.
Da nord a sud, tutte le regioni italiane offrono cibi diversi, che fanno parte della tradizione e della storia locale, e che continuano a sopravvivere, a volte con qualche difficoltà, nonostante l’avanzare implacabile dei fast food e dei cibi omologati che hanno lo stesso sapore in ogni parte del mondo. Vale invece la pena, se si gira per l’Italia, fermarsi a fare uno spuntino in uno dei chioschi, bar o localini che mettono in vendita prodotti alimentari tradizionali e tipici della zona in cui ci si trova: oltre a mettere sotto i denti qualcosa di gustoso ed economico, si può così assaggiare, nel vero senso della parola, un pezzo della cultura del luogo.
Immaginando un italico tour gastronomico dedicato al cibo da strada, dovremmo mettere in programma infinite soste, e fare un elenco di tutti gli snack tipici italiani sarebbe impossibile. Partendo da nord, possiamo sicuramente fermarci in Liguria, ed assaggiare la celeberrima focaccia genovese, che fa parte della storia della regione sin dal Cinquecento. Al giorno d’oggi se ne possono trovare diverse versioni, una più buona dell’altra. Sempre al nord, ma questa volta nella parte orientale dello stivale, una sosta a Venezia ci può riservare sicuramente delle piacevoli sorprese: se da un lato è diventato ormai molto difficile assaggiare il “fritolin” (cartocci di pesce fritto), dall’altro è ancora possibile fermarsi in un “bacaro” e fare incetta di cicchetti (piccoli spuntini preparati con vari ingredienti, salumi, uova soda, sottaceti, acciughe…), magari accompagnandoli con un buon bicchiere di vino.
Andando un po’ più a sud, ecco che troviamo i numerosissimi chioschi di piadine romagnole (ma l’Emilia Romagna è conosciuta anche per le tigelle, il gnocco fritto e numerosi altri piatti veloci), mentre in Toscana il piatto da strada per eccellenza è il lampredotto, ossia lo stomaco dei bovini cotto con pomodoro, cipolla, prezzemolo e sedano e servito come ripieno di un panino. In Lazio non si possono non assaggiare la porchetta di Ariccia e i supplì, polpette di riso condite con sugo o carne, mentre in Campania, e a Napoli in particolare, a farla da padrone sono pizze e focacce, coma la “parigina”, una focaccia con prosciutto cotto e mozzarella. Concludiamo il nostro piccolo tour gastronomico in Sicilia, una regione che in quanto a cibo da strada ha veramente molto da offrire: Grazie al commissario Montalbano, il più conosciuto tra i prodotti di strada siculi è ora sicuramente la golosità a base di riso: a Catania li chiamano arancini, a Palermo arancine, polpette di riso fritto farcite con ragù, mozzarelle e piselli una sorta di emblema della cucina isolana, spesso il primo incontro gastronomico in occasione di un viaggio in Sicilia. Conclusione obbligata di un pasto in Sicilia è sicuramente il dolce: ovunque si vada sull’Isola si incontra una locale tradizione in fatto di dolci. Così, da quelli tipici ottenuti con ingredienti molto semplici (come la sola pasta di mandorle, ad esempio) si passa a quelli più elaborati, quasi sontuosi, della pasticceria artigianale. Tra i più diffusi, assieme alla cassata, ricordiamo il dolce siciliano per eminenza, il cannolo, felice connubio tra una croccante cialda e una delicata crema di ricotta .