venerdì 2 luglio 2010

Editoriale Roberto Corbelli - RMI 2010

4 luglio 2010
Per tutta la storia dell’uomo la creatività e l’innovazione sono state il motore della crescita e del benessere e la genialità creativa degli innovatori, le loro idee nuove, sono state la forza trainante del progresso in Europa e nel resto del mondo. È dall’Italia, nel rinascimento, che il genio dei creativi, con il metodo sperimentale, si radicò in europea, dando inizio ad una nuova era del “sapere”.
Oggi, all’inizio del 21° secolo, il problema della creatività è più pressante
che mai. Sicuramente, sotto molti aspetti, è diventato ancor più prioritario.
La creatività si fonda sulla profonda conoscenza delle regole da superare e
può svilupparsi solo se esistono i prerequisiti di base: curiosità, indipendenza, spirito critico, autodisciplina, ecc..
Si individuano anche le due dimensioni del processo creativo che unisce disordine e ordine, paradosso e metodo. È fondamentale per la nostra società coltivare la consapevolezza dell’importanza della creatività e dell’innovazione in quanto competenze chiave per lo sviluppo personale, sociale ed economico.
Allora, come si coltiva la creatività?
Occorrono spazi ove chi possiede i prerequisiti possa svilupparli, coltivarli,
promuoverli, “incubatori” che consentano ai creativi di sperimentare e di
confrontarsi sia tra loro sia con il pubblico per proporre opere nuove ed
utili. Nuovo e utile illustrano adeguatamente l’essenza dell’atto creativo: il
superamento delle regole presenti ,“il nuovo”, che crei una ulteriore regola,
“l’utile”, condivisa.
E necessaria la creazione di un centro per coltivare la creatività che si
riallacci alla grande tradizione italiana, un habitat in cui il dissenso e
l’opinione contraria siano non solo tollerati ma incoraggiati. La creatività,
dall’arte d’avanguardia alle idee non ortodosse, può fiorire solo in presenza
di un clima in cui l’opinione contraria è tollerata e incoraggiata, stiamo
pensando non ad luogo specifico e limitato ma ad un territorio più vasto come potrebbe esserlo un quartiere o una città.
Le sfide del futuro sono molto impegnative ma non insormontabili, e l’idea di creare un centro per coltivare la creatività esteso all’interno di un quartiere o di una città può sembrare assurda ma sicuramente è di per se “nuova” e sicuramente potrebbe essere “utile” sia per il territorio sia per i creativi che vi approderanno in cerca di quel habitat cosi prezioso.