domenica 10 aprile 2011

Bruno Barra Dj Da Napoli alla conquista dell'Italia

Bruno Barra Dj
Da Napoli alla conquista dell'Italia
a cura di Cristiana Elli – Enjoy Television

L’Italia è famosa nel mondo perché le cose le facciamo sempre in maniera diversa dagli altri, nel bene e nel male. Anche nel mondo del djing é tutto diverso rispetto agli altri paesi perché qui si parla di dj fashion e dj di tendenza, di locali fashion e di locali di tendenza e Bruno Barra é proprio definito un dj fashion.
Dj fashion perché suona in determinati locali, una determinata musica, che in Italia (ma non nel resto del mondo) viene definita house commerciale o happy house ma a noi Bruno Barra piace così!
Bruno Barra é un dj nostrano che arriva dalla bella Napoli e che é entrato a far parte del mondo del djing più di vent’anni fa proponendo la sua musica, dalle varie influenze garage e house, nei migliori locali della penisola e non solo, il Pineta di Milano Marittima, il Valentino di Ischia, il Des Alpes di Madonna di Campiglio, il Sottovento di Porto Cervo, Les Copin di Cannes, il Diamond club di Zurigo, il Privilege ed il Tito’s club di Lugano, il Sonik di Insbruk.

Non solo dj ma anche produttore; nell’estate 2010 si é cimentato nella sua prima produzione dopo tanti anni perché come ci ha raccontato proprio lui , ha dovuto pensarci bene prima di produrre qualcosa. Ascoltando il risultato crediamo abbia fatto bene ad aspettare perché “Sax Enjoyment” ( questo il titolo della sua prima produzione ) ha infuocato nell’estate 2010 tutte i dancefloor dei migliori locali fashion italiani ed europei.

Ora é arrivato il momento della sua seconda produzione che, a differenza della prima, sarà cantata, ed in questo senso Bruno Barra ha seguito l’onda dei più grandi esponenti del genere creando insieme alla voce di Melanine “SEXY THING” un sicuro nuovo successo per l’anno 2011.

Dj e produttore ma non solo. Come artista e come uomo Bruno Barra é in prima linea nella lotta contro la droga dal 1996 con il motto “No drugs to be sexy” ovvero “ niente droghe per essere sexy”, motto che in passato ha promosso nei migliori locali d’Italia con un tour dedicato.

Per chi fino ad oggi si fosse perso le performance live di Bruno Barra é possibile rivederle sul suo suo canale di you tube http://www.youtube.com/user/brunobarradj
E alla prima occasione un consiglio : non perdetevelo live!

venerdì 1 aprile 2011

Un sorriso per Michele - di Gianluca Rizzello SLIDE PARMA

Anche Slide si espone, invitandovi alla solidarietà.
Un sorriso per Michele
Con il tuo aiuto, possiamo ridare autonomia al bimbo Michele Fichera.
a cura di Gianluca Rizzello - Slide Parma

Domenica 19 Settembre 2010 l’Associazione “il Bersagliere a.s.d.v.” ha messo  in moto la solidarietà, il senso partecipativo, la voglia di sostenere collettivamente un nobile progetto coadiuvare aspettative e dare nuovi felici orizzonti alle collettive ed individuali coscienze. Slide era presente.
In collaborazione con l’associazione “Albero della Speranza-onlus” hanno infatti  promosso e svolto la manifestazione pubblica cittadina gratuita denominata “ UN SORRISO PER MICHELE”.
Michele Fichera è un bellissimo bimbo di otto anni residente a Giarre (Ct) affetto da Tetraparesi Spastica dovuta alla Leucomacia Periventricolare e svolge costose terapie presso un centro specialistico a Piestany in Slovacchia . Per chi fosse interessato ed assumere ulteriori informazioni si consiglia di visitare i seguenti blog : Catania sotto rete – LarryCt – Un aiuto per Michele o vedere sul web i filmati di Antenna Sicilia – Libero Video o semplicemente cliccarehttp://blog.libero.it/MicheleFichera
Il senso partecipativo ha portato ad organizzare questo evento che è stato molto gradito dalla cittadinanza presente ( si sono contate più di 3000 presenze ) nel corso della manifestazione la Klo Comunication ha provveduto a fare animazione per grandi e bambini ad adornare con la bodyart i visi dei bimbi e bimbe (anche di qualche mamma) distribuito zucchero filato , i numerosi soci volontari dell’associazione il Bersagliere hanno distribuito a mezzogiorno un gradito piatto di pasta al sugo accompagnato da ottimi vini, nel pomeriggio si è dato spazio a musica e danze grazie alla partecipazione gratuita di alcuni gruppi musicali e di vocalist, grazie all’adesione di un noto pittore si è dato il via ad un asta benefica e grazie al contributo di soci/e, amici e di alcuni esponenti del terziario è stata allestita una pesca di beneficenza che è stata letteralmente assalita e svuotata dagli avventori.
Decisa è stata anche l’adesione di quasi tutte le associazioni del territoroi, con la presenza di rappresentanti delle istituzioni come ll’Assessore Mascaretti, il Capogruppo Gallera, il Consigliere Comunale Abbagnale ed in rappresentanza del Consiglio di Zona 7 il Consigliere Messaggio. Menzionare in toto o specificatamente il contributo di ogni soggetto che ha contribuito alla realizzazione dell’evento è opera titanica quasi impossibile ma quelli de “Il Bersagliere” sono certi che il ricordo di questa partecipazione troverà per molto tempo spazio nei cuori di tutti.  ( di Gianni Morlacchi )
Milano Parco delle Cave 21 Settembre 2010
Associazione “il Bersagliere a.s.d.v.” per “Un sorriso per Michele”
Alcune foto dell’iniziativa.

Lettera di Michele :

MI RACCONTO....

Mi giravo e rigiravo nella pancia della mia mamma. Non le davo un attimo di tregua. Quando poi si metteva a letto, wow, potevo persino ballare!!
L'unico momento in cui stavo tranquillo era quando sentivo la voce della mia mamma e le sue carezze e quelle della zia Simona.
Che bello poi ascoltare Mozart e Vasco Rossi!!
Lì fuori c'erano delle persone che mi volevano bene ed io dovevo vederle subito!
Così la domenica del 2 giugno del 2002 decisi di nascere. Ma era ancora troppo presto...
Non ricordo molto di quel mattino, c'erano dei medici che pensavano che sarei morto. Ma chi IO?!?
La mamma nei suoi lunghi racconti mi aveva spiegato che c'era il cielo, l'alba, il mare, ed io dovevo vedere tutte queste cose.
In barba a tutte le previsioni mediche superai quella notte e anche quella dopo e quella dopo ancora e quando aprii gli occhi c'erano tutti i miei fans: quell'impertinente della zia Simi, lo zia Gianpi (ribattezzato da me Pipì, ma non lo dite a nessuno perchè adesso è un ingegnere e non posso più screditarlo così), i miei nonni (che meraviglia!) e la mia bellissima mamma!
Quella mancanza di ossigeno però aveva procurato una lesione al cervello che si chiama LEUCOMALACIA PERIVENTRICOLARE e la mia mamma era molto preoccupata, ma la dottoressa Meli le disse che io combattevo come un tigrotto e i miei neuroni funzionanti mi avrebbero aiutato molto.
A sei mesi stavo già seduto quando cominciarono gli spasmi: era la Sindrome di West, un tipo si epilessia che colpisce i bambini piccoli compromettendo seriamente la coordinazione.
La mamma mi portò al Gaslini di Genova dove fui curato con l'ACTH, un precursore del cortisone che mi bloccò gli spasmi ma non riuscivo più a reggere neanche la testa e non rispondevo più agli stimoli uditivi e visivi. Ma io non mi arrendo, mai! C'erano tante cose belle che dovevo ancora vedere e sentire... Così mi presi gioco anche questa volta dei medici e recuperai quasi tutto.
Adesso parlo (e anche tanto), carpono, mi arrampico dappertutto, ma non riesco a camminare ancora.
Ma non avete capito che devo giocare al pallone con Martinez? Uffa! Io camminerò, un cucciolo di tigro non si arrende. MAI!
Se volete contattare la mia mamma scrivete a:

Sabina Surace
Via Aldo Moro n° 80
95014 Giarre (Ct)

oppure telefonate al 347/6836966

Michele oggi :

MAI PERDERE LA SPERANZA

I SOGNI SON DESIDERI DI FELICITA' ..... IL MIO E' QUELLO DI POTER CAMMINARE!!!
QUESTA SPERANZA SI POTREBBE TRADURRE IN REALTA' !!!
A PIESTANY, IN SLOVACCHIA, A POCHI CHILOMETRI DA BRATISLAVA, AL CENTRO ADELI SI FA UNA SPECIALE FISIOTERAPIA CON UNA TUTINA NATA PER EVITARE AGLI ASTRONAUTI I TRAUMI DELL'ASSENZA DI GRAVITA'.
IN SEGUITO SI E' CAPITO CHE LA STESSA TUTINA HA DEI BENEFICI SUL SISTEMA NEUROLOGICO PERCHE' AGISCE SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE.
IO SONO GIA' STATO TRE VOLTE IN QUESTO CENTRO E SONO RIUSCITO A MUOVERE I PRIMI PASSI E ADESSO CON LA MANINA RIESCO A FARE DELLE BELLE PASSEGGIATE.
IL LUNGOMARE DI TORRE ARCHIRAFI E' PROPRIO BELLO MANO NELLA MANO CON LA MIA MAMMA!!!
QUESTA TERAPIA E' RICONOSCIUTA DALLA REGIONE SICILIA CHE RIMBORSA L'80% DEL COSTO (OGNI CICLO DI 15 GIORNI IN DAY OSPITAL HA UN COSTO DI CIRCA 3000 EURO), MA PURTROPPO I PAGAMENTI AVVENGONO DOPO QUALCHE ANNO ED IO A PIESTANY DEVO TORNARE OGNI TRE MESI.


SE VOLETE POTETE AIUTARMI ANCHE VOI ...
DONANDO SUL CONTO CORRENTE SOTTOINDICATO.
C/C INTESTATO A = SABINA SURACE
IBAN = IT09 S030 6983 9501 0000 0047 002
CAUSALE = DONAZIONE IN FAVORE DI MICHELE FICHERA
BANCA = BANCA INTESA SANPAOLO
  VIA CALLIPOLI, 87 - 95014 GIARRE (CT)

PER DONAZIONI TRAMITE POST PAY:
Carta intestata a: Sabina Surace
Nr: 4023 6004 6954 1462

Wine Bar partner di Slide Italia

E’ ufficiale!
Wine Bar partner di Slide Italia
da questo mese, il via a questa nuova sinergica collaborazione.
a cura della redazione

“Wine Bar, Reality Culturale”, il format che si è diffuso … a “canone inverso”!
Con la trasmissione da più di 80 emittenti digitali terrestri e di tre satellitari, il programma è giunto, a quanto comunica la redazione della trasmissione, a 1.000.000 telespettatori per puntata! La cosa eccezionale è che il programma si sia affermato partendo dal basso, quindi proprio grazie all’approvazione e all’interesse che ha suscitato tra le persone, senza essere legato ad una emittente nazionale.
Arrivato al sesto anno di programmazione, “Wine Bar, Reality Culturale”, il programma condotto ed ideato da Giuseppe Maria Galliano, affiancato  in alcune puntate speciali ,da due bravissime e bellissime conduttrici  Emanuela  Tittochia ( canale 5 – Cento vetrine- mattino 5 ) Metis Di Meo (che conduce su Rai due ogni sabato e domenica il nuovissimo format interattivo Social King) è stato definito un format  a “canone inverso”, data la sua origine autonoma da ogni tipo di network.
Slide da questo mese è partner nazionale ufficiale della trasmissione, avvicinandosi così ad un altra iniziativa importante.

“Wine Bar, Reality Culturale” è un programma itinerante, che tocca tutti i paesi e le province d’Italia, e che viene girato all’interno dei ristoranti di ottima qualità ma anche in alcuni particolari agriturismi, immersi nel verde, capaci di mostrarci ancora oggi quello che è il rapporto di reciprocità e interdipendenza che c’è tra l’uomo e la natura.
Il programma consiste in una cena tra personaggi appartenenti a varie sfere della cultura, della politica, dello spettacolo, della comunicazione, ma anche della medicina e dell’imprenditoria, che, mentre degustano vini e pietanze tipiche del luogo ospitante,
intavolano liberamente,  e senza alcuna censura, dibattiti inerenti il tema che è stato scelto dalla redazione per la puntata in questione, il quale viene sempre  introdotto dalla visione di alcune immagini estrapolate da celebri film della storia del cinema mondiale.
Wine Bar Reality Culturale non è e non vuole essere un programma di enogastronomia. Il vino ed il cibo sono solo degli ottimi compagni di cena.
Infatti, seduti intorno ad un tavolo, mentre si cena, bevendo degli ottimi vini e mangiando prodotti tipici della zona di origine della location, in cui la trasmissione viene girata, si parlerà sempre con ospiti interessanti  di tematiche culturali e di attualità.
Il telespettatore sceglie “Wine Bar, Reality Culturale” probabilmente in quanto stanco dei reality e dei talk show che caratterizzano, oggigiorno, la maggioranza del palinsesto televisivo delle principali emittenti e reti nazionali italiane; “Wine Bar, Reality Culturale” offre un’opportunità di scelta, un’alternativa a tutto questo, e
presenta argomentazioni stimolanti in una maniera semplice, spontanea e conviviale
Infoline www.winebarshow.it / 3929430193 / 0892961567

"Lottare per vincere"

"Lottare per vincere"

Gentile Dottore, ho aderito all'invito dei Nefrologi in occasione della Giornata Mondiale del Rene: oltre alla misurazione della pressione e all'esame delle urine vorrei sapere se devo fare altri accertamenti ed eventualmente quali?

Molto bene sig. Andrea, è proprio nel mese di marzo, e più precisamente il giorno 10, che si è celebrata la VI Giornata Mondiale del Rene ed i Nefrologi hanno visitato molte persone in tanti Centri di Nefrologia, per l'occasione aperti.
Due gli slogan della giornata "Lottare per vincere" e "Stanno bene i tuoi reni?” e “ Controlla se sei a rischio" non solo per un danno renale ma, altresì essendo correlate, per le malattie cardiovascolari.
E' senza ombra di dubbio che aderire, come ha fatto Lei, a queste iniziative anche se si pensa di godere di buona salute è segno di intelligenza e lungimiranza, ma sopratutto lo è se si superano i 60-65 anni di età, se si è diabetici e ipertesi, se si è fumatori, se si è affetti da malattie cardiache e vascolari o se abbiamo usato farmaci dannosi per il rene quali gli antiinfiammatori, ed ancora se in famiglia c'è qualcuno che ha malattie renali o se noi stessi ne abbiamo sofferto, quali calcoli e infezioni.
"Proteggete i vostri reni e salvate il vostro cuore", dicono i Nefrologi quando trattano di un tema piuttosto discusso: vale la pena di estendere tali accertamenti a tutta la popolazione? La risposta non può che essere "si".
Innanzitutto, come per tutte le malattie per cui la popolazione può essere sottoposta a screening come per i tumori, vale la considerazione che l'anticipazione diagnostica ha come conseguenza spesso una cura migliore ma anche a volte una cura possibile.
Uno strumento importante è l'informazione, una corretta informazione; in alcune persone già la misurazione della pressione arteriosa è fonte di preoccupazione: si potrebbe affermare che è comunque meglio creare preoccupazione, ancorché iniziale, che arrivare a essere sottoposti a dialisi o ad un evento cardiovascolare successivo. Spesso un'ipertensione arteriosa misconosciuta grazie allo screening può essere diagnosticata con sicuri benefici per il paziente.
Per rispondere in ultimo al quesito da Lei proposto, si può di certo affermare che se l'esame delle urine è normale, la pressione arteriosa sotto i 130/80, valori a cui si deve far riferimento per qualsiasi età, e se non ci sono fattori di rischio (ipertensione arteriosa, diabete, cardiopatie, obesità,
fumo, abuso di antiinfiammatori, ecc.), i Suoi reni si può dire siano sicuramente sani e un controllo ogni due anni può essere sufficiente.

In presenza di fattori di rischio, di sangue nelle urine e di un valore elevato di proteine nelle urine è indispensabile valutare la funzione renale con il dosaggio della creatinina nel sangue (sostanza prodotta dai muscoli, l'aumento del suo livello è indice di una funzione renale diminuita) e il filtrato glomerulare e così almeno ogni anno. In presenza di globuli bianchi e di nitriti diviene utile verificare l'eventuale presenza di un'infezione renale con un'urino-cultura. Sarà poi il Suo medico di famiglia a proseguire gli accertamenti ulteriori, se necessari.
Naturalmente, indipendentemente dallo stato di salute attuale, si deve prestare attenzione ed eliminare i fattori di rischio sui quali è possibile agire.

Intervista esclusiva Slide a : Metis di Meo

Intervista esclusiva Slide a : Metis di Meo
Conduttrice, autrice e attrice.
di Giancarlo Presutto – Slide Salerno

Figlia d'arte, laureata a pieni voti (100/100), maturità classica, studia poi anche discipline dello spettacolo al Dams. Ha fatto anni di teatro, si poi dedicata a presentare manifestazioni itineranti (All CastingShow), premi (World Guinness Records Ferrari), concorsi(Roma Motorshow) e spettacoli vari (Telethon BNL). Da qui in poi una lunga gavetta nelle reti private, conducendo e scrivendo format di ogni genere, dai Talk Show (Mixing,T9) ai Comic Talent (Seven Show,Europa7). A 18 anni, il suo primo provino in Rai. Diventa l'intervistatrice ufficiale di Domenica In, poi a seguire per Fattore C con Bonolis (Canale5), Bombay di Boncompagni (La7). Presentatrice di Talent1, Player e la One Night di Capodanno con Tommy V su Italia1. Dopo una collaborazione come conduttrice per la televisione americana Telemedia, torna in Italia per partecipare a Ballando con le Stelle.
Affiancherà in seguito Pippo Baudo nel progetto Rai1 "Made In Italy". Farà l'attrice con spot come "Axe" e "Cadbury", Fiction come "Don Matteo" ed "Ho sposato uno Sbirro", infine film come la doppia pellicola di Fausto Brizzi"Maschi contro Femmine" e "Femmine contro Maschi", ora nelle sale.
Infine la conduzione per Rai 2 "Social King" con Livio Beshir, come appassionata di social media e comunicazione giovanile è la nostra divertente esperta del web. Wine Bar è l'atturale novità!
Ne parliamo direttamente con lei.

Metis, il tuo nome ci riporta all'antica Grecia. I tuoi genitori hanno avuto subito le idee chiare... Saggezza, ragione, intelligenza?
Metis, dal greco antico, vuol dire saggezza, prudenza, astuzia…è il nome di una delle più ancestrali dee della Mitologia greca, prima moglie di Zeus e madre di Atena. Io preferisco tradurlo come “le astuzie dell’intelligenza”, la definizione che i greci davano di Ulisse. I miei genitori, Italianissimi e fantasticamente estrosi mi hanno dato questo dono d'originalità sin dalla nascita...per la saggezza ci stiamo lavorando, per la scaltrezza sono stati di buon auspicio.

Definisciti come donna, in tre aggettivi.
Solo tre? sicuramente poliedrica, creativa, comunicativa, spigliata, ironica, originale e spumeggiante .

E come professionista?
Direi, in ordine, Conduttrice, Autrice, Attrice. Qualitativamente invece determinata, eclettica, iperattiva, creativa, in parte folle ma anche razionale, autocritica e capocciona!

Come nasce la passione per questo mestiere, quale sono le tappe che hanno caratterizzato la tua vita professionale?
Nasco da una famiglia di artisti, mio padre è un ex cineasta, mia madre tuttora è una tersicorea professionista, sono cresciuta nel loro ambiente, Cannes, l’Opera…
Mangiavo film a colazione, trovavo sceneggiature su ogni tavolo...la merenda si faceva a teatro e la sera non si andava a dormire senza un bel film.
La prima esperienza, già a tre anni, uno spot straniero, il primo di una lunga serie di pubblicità sino ad oggi, tra le ultime Cadbury, con il regista J.Glazer (My Name is Sean, N.Kidman)
Sono partita dall' organizzare e presentare serate dal vivo in giro per l‘Italia, di ogni genere (sfilate, concorsi, premiazioni, prime teatrali e convention), passando per ingaggi in reti televisive private, scrivendo e conducendo in totale una ventina di programmi diversi l’uno dall’altro poi il mio primo provino Rai, da poco maggiorenne. Vengo assunta a Domenica In per gestire uno spazio stimolante con Giletti dove intervisto grandi personaggi come Andreotti.
Poi andai a Mediaset, con Bonolis e poi Boncompagni su La 7. Poi lavorai a piccoli programmi, come Talent1 o One Night su Italia1, che inizio a condurre da sola. La tappa successiva è stata l'esperienza alla tv americana.
Le esperienze italiane alle quali ho partecipato e che sono per me speciali sono l'All Casting Show,il World Guinnes Record, il Telethon Bnl, fino all’esperienza con Pippo Baudo, che ho affiancato nel Gran Galà del Made in Italy di Rai1, premiazione dei grandi personaggi italiano che si sono distinti nel mondo.

Se uno legge il tuo curriculum rimane impressionato: suonavi flauto traverso, hai fatto corsi di ginnastica artistica, ritmica. Hai indossato, recitato e condotto. Dovevi proprio partecipare ad un talent per diventare conosciuta ai più?
l percorso dettato dalla voglia di imparare, fare gavetta, sperimentare le mie energie e la mia creatività per seguire dei desideri ed obbiettivi. Questo certamente non paga nel nostro paese come si può vedere. Poi è arrivato Ballando con le Stelle, è stato un fuori programma che ho accettato volentieri perché mi ha permesso di crescere ed allo stesso tempo entrare nelle case degli italiani in maniera garbata ed elegante!

Come definiresti la tua figura professionale?
Sulla mia carta d’identità risulta ancora studentessa, lo sono ancora infatti, futura laureanda al Dams, ed anche futura giornalista. “Una conduttrice con una bella gavetta alle spalle”.

Guardando alla tua carriera, scopriamo che dai spazio alla partecipazione in programmi davvero innovativi. Ci vuoi parlare ad esempio di Social King, prodotto da “Rai Ragazzi”?
Sono anni che mi occupo di scrivere, incentivare e condurre format nuovi e completamente originali, per una fascia giovane, come ad esempio Talent1 su Italia1.
Sono particolarmente orgogliosa perche' Social King è il primo gioco televisivo interattivo dedicato ai social network e a tutti i loro protagonisti.
Da un idea di A.Materia e M.Bertocchi, a condurlo siamo io e Livio Beshir, tutti i sabati e domeniche su Rai2 alle 9.30.
Per la prima volta un’emittente italiana trasmette un programma che prevede il diretto coinvolgimento del pubblico al gioco tramite i più comuni social network che popolano il web, ovvero Facebook, Twitter, YouTube e Myspace.
Il pubblico della rete influirà in maniera determinante sul risultato, votando in tempo reale i concorrenti e stabilendo così un’innovativa classifica di popolarità “virtuale”.
In ogni puntata si sfidano sei divi del web sulla cultura digitale ed alla fine l’obiettivo finale sarà che il miglior giocatore all’interno della squadra vincente verrà incoronato Social King. Non solo questo ma tecno guide, ospiti musicali e interviste in webcam renderanno i termini, i protagonisti e l’intero mondo del web più accessibile e sicuramente divertente.

In cosa sei impegnata attualmente?
Con la regia di Gian Carlo Nicotra, stò registrando un nuovo programma per la Rai “Un giorno in Divisa”, parla della vita nei diversi corpi delle forze dell'ordine, in onore dei 150 anni dell'Unità d' Italia, in un intreccio fra fiction e realta'.

Fra gli altri impegni, conduci Wine Bar il reality che esalta il valore cultural-conviviale della tavola. Vino e piatto preferiti.
Conduco Winebar con Pino Galliani, trasmissione per altro media partner proprio con Slide Italia, ed è davvero entusiasmante. Winebar un programma con ospiti di rilievo culturale mentre si assaporano le delizie del nostro paese, un reality culturale dove a tavola il vino è un buon compagno per dialogare di cultura, arte e tanto altro, incontrando, in ogni puntata, persone nuove ed interessanti di particolare spessore legate alle tematiche scelte di volta in volta nei migliori ristoranti e nelle più note aziende della penisola. Va in onda su 53 emittenti Digitali, più canali tematici Sky, 941, 932 web tv e circuiti statali e privati. Per me è motivo di grande gioia, oltre per la sinergia con Pino Galliano, sono una grandissima golosa, adoro mangiare, non vivo senza gustare il cibo in ogni sua sfaccettatura, colore, odore, percezione e gusto.

Sei nelle sale con la pellicola cinematografica “Femmine contro Maschi” Come è stato recitare accanto ad attori come Paola Cortellesi, Fabio De Luigi ?
E’ stata la più bella “gita scolastica” della mia vita, quella in cui ti capitano i compagni giusti, dove non fai altro che ridere di continuo, ma sai che con grande leggerezza hai imparato tantissimo e ti senti maturata! Io nel film, interpreto il ruolo di Tatiana, una ragazza simpatica e svampita, soprannominata 'La bella addormentata nel bosco' da Nancy Brilli, ex moglie di Bisio, della quale Tatiana è assistente nel suo studio di chirurgia. Sono contentissima di aver partecipato a questa rinascita della commedia sofisticata,che strappa continue risate senza essere volgare, che ti fa sorridere ma anche riflettere.

Un tuo sogno ancora irrealizzato, professionalmente?
Qualche sogno? Infiniti Sogni, se smettessi di sognare smetterei di esistere! Sono piena di desideri, passioni, progetti, buoni propositi! I miei sogni di ieri sono la speranza di oggi e la realtà di domani.
Il mondo sul quale mi sono concentrata negli ultimi anni, dopo l'esperienza della televisione americana, è il virtuale, legata al mondo dell'infotainment giovanile, target al quale sono molto legata. Nuovi programmi virtuali e innovativi sono nascosti nei miei cassetti, cerco solo qualcuno di altrettanto coraggioso da mandare avanti questi progetti, in Italia è difficile, ma non demordo!!!

Intervista Esclusiva a Beppe Fiorello

Intervista Esclusiva a Beppe Fiorello
Tra i protagonisti del film “I baci mai dati”
a cua di Alessandro Casanova - Radio Cinema / Slide Italia


Abbiamo incontrato Beppe Fiorello, tra i protagonisti del film di Roberta Torre I baci mai dati, in uscita ad aprile. Fiorello interpreta un padre distratto, ma segretamente sconfitto: incapace ormai di avvicinarsi alle sue figlie, scherma il desiderio di esser parte della famiglia rifugiandosi per ore davanti alla TV. Il film della regista milanese, trapiantata ormai da anni in Sicilia, racconta la marginalità degli abitanti di Librino, città-satellite di Catania, ormai diventato degradato quartiere periferico. E ci mostra la possibilità del “miracolo”, della speranza, anche in un luogo come questo.

Di recente al cinema ti abbiamo visto, oltre che in Baaria (2009), anche nel ruolo del “cattivo” in Galantuomini (2008).Qui invece, ne I baci mai dati, interpreti un personaggio molto più introverso, vero?
Sì, è un ruolo particolare perché si racconta un uomo dimenticato, invisibile, non ascoltato. Un uomo che aveva dei sogni e che non è stato capace di realizzarli. Un uomo che era convinto di avere talento e che poi è rimasto schiacciato dalla vita e, per certi versi, anche dalla potenza femminile, che è molto presente in questo film. È un uomo di oggi, forse. Un uomo che non riesce a far emergere la sua presenza, anche solo in senso fisico.

Colpisce nel film la recitazione di Carla Marchese, che interpreta una delle tue figlie ed è sostanzialmente la protagonista de I baci mai dati. Una esordiente perfettamente a suo agio. Come avete lavorato insieme?
Ci siamo frequentati, ci siamo guardati, osservati. Tutto si è svolto nel segno della tenerezza. La regista Roberta Torre mi aveva chiesto di essere molto tenero con lei, per creare un certo tipo di rapporto, molto umano, anche se quasi silenzioso. E così è stato.

I baci mai dati è ambientato a Librino, un quartiere degradato di Catania. Com’è vivere lì secondo te?
Librino purtroppo è una realtà dimenticata. Come molti quartieri e molte periferie, del resto. E la forza di questi quartieri sta proprio negli esseri umani. Loro si sanno organizzare, loro sono capaci di trovare il modo giusto per vivere. Si attaccano ai sogni, al miracolo, come succede qui nel film.

Al di là di Librino, cosa c’è secondo te di autenticamente siciliano in questo film?
Beh, innanzitutto c’è Roberta Torre che è molto più siciliana di molti siciliani. E, a parte l’ambientazione, di siciliano c’è questo essere sognatori, essere attaccati a cose surreali, al miracolo, alla religione. E poi la speranza. Noi siciliani ancora sogniamo, speriamo che qualcosa possa cambiare perché siamo ancora una terra un po’ troppo calpestata, usata, dimenticata e anche lasciata in balia dell’improvvisazione generale. La Sicilia non è una terra ben gestita. E non sto facendo certo un piagnisteo, è la semplice constatazione dei fatti. Anche questo tra l’altro si vede bene nel film di Roberta Torre. Il tema centrale resta la speranza, quell’ultima speranza in cui vien da dire: toglieteci tutto, ma non il sogno. Ecco questo è quello che ho percepito io da I baci mai dati.

Roberta Torre ci diceva che, in preparazione del film, ha fatto una lunga serie di colloqui con gli abitanti del posto. Domandava quali fossero i loro sogni. La maggior parte delle persone le ha risposto che sognano il lavoro, ma anche apparire in TV. La televisione ci sta rubando anche il sogno, l’immaginazione libera?
Sì, purtroppo questa è la realtà. La fama oggi, quindi l’esserci a tutti i costi è il sogno quotidiano di molte persone. Quasi come se esserci debba voler dire per forza e a tutti i costi: io devo andare in TV, devo diventare famoso. E questo desiderio mette decisamente in secondo piano la ricerca del talento, in qualsiasi campo, che sia nello spettacolo o nella medicina o, anche, in qualsiasi altra cosa. Al contrario, io sono per coltivare un talento. Poi, se la fama arriva, bene; altrimenti non succede niente. Però purtroppo questa è una distorsione della realtà che ormai è stata inculcata soprattutto dalla TV. È la televisione infatti che ha creato questo mondo di famosi e non di talentuosi. E questo tema passa nel film. È il lato oscuro del sogno.

scheda 1
LA TRAMA DEL FILM
Estate. La periferia infuocata di una città del sud: Librino, Catania, una grande città nella città, di quelle costruite senza misura d’uomo da perfidi architetti giapponesi. Manuela, tredici anni, e la sua famiglia: Rita la madre, un’esistenza strappata a morsi alle delusioni, Marianna la sorella bella e intoccabile, Paris Hilton di periferia e Giulio il padre, un fallito di talento.Più che una famiglia una bomba a orologeria. Manuela corre sul suo vecchio motorino e per la testa ha solo due cose: Giuseppe, il ragazzo che le piace, e realizzare i suoi sogni. Manuela corre ma si sa che non può andare molto lontano, le strade della periferia di Librino sono una strana commistione di passato e futuro almeno fino a quando un giorno la Madonna non la vede….

scheda 2
Scheda del Film
FOTOGRAFIA: Fabio Zamarion
MONTAGGIO: Osvaldo Bargero
MUSICHE: Federico Di Giambattista, Andrea Fabiani
PRODUZIONE: Rosettafilm, Nuvola Film, in collaborazione con Adriana Chiesa Enterprises, Regione Siciliana, Sicilia Film Commission e Cinesicilia
DISTRIBUZIONE: Videa-CDE
PAESE: Italia 2010
GENERE: Commedia, Drammatico
DURATA: 80 Min
FORMATO: Colore
NOTE:
Film d'apertura della sezione Controcampo Italiano al Festival di Venezia 2010

Native Instruments annuncia la prossima Generazione TRAKTOR

Native Instruments annuncia la prossima Generazione TRAKTOR
a cura di Enjoy Television

Berlino 2011, Native Instruments ha annunciato la nuova generazione TRAKTOR, la quale porterà un incremento del suo livello di potenza e facilità d'uso grazie all’introduzione del nuovo software TRAKTOR PRO 2 e il nuovo sistemadigitale in vinile TRAKTOR SCRATCH PRO 2.
La novità consiste in delle nuove funzionalità del software che lo rendono più versatile e una nuova linea rivisitata dell’interfaccia audio, la nuova generazione di prodotti espande i comandi di serie Native Instruments Traktor e offre ai DJ più possibilità creative.
La novità del TRAKTOR si basa su una nuova interfaccia grafica ad alta visibilità per un funzionamento più intuitivo in tutte le condizioni arrivando ad offrire ai suoi utilizzatori fino a quattro SAMPLE Decks , aree di lavoro, unite alla funzione Loop Recorder. Quindi in un dj set si potrà arrivare ad operare fino a quattro Sample Deck aggiungendo fino a quattro campioni simultanei o cicli per il mix, mentre con il loop recorder i DJ potranno catturare l'audio da diverse fonti in ogni momento e inserirli di nuovo nel mixaggio live, aprendo il proprio djset a un mondo creativo di tecniche molto al di là del dj set convenzionale.
Un'ulteriore principale innovazione della nuova generazione TRAKTOR è il nuovo"TruWave", tecnologia che, grazie al display sul quale saranno visibili le tracce e i sample in 4 differenti aree di lavoro in alta risoluzione e in colori diversi per ogni onda sonora, portando l’utilizzatore a contatto diretto con le proprietà sonore delle tracce sfruttando così tutte le individuali potenzialità sonore delle stesse. Grazie a tutto ciò il dj potrà mixare in modo più intuitivo raggiungendo risultati sonori di mixaggio mai raggiunti prima.
La funzionalità di sincronizzazione nel TRAKTOR è stata ulteriormente ampliata con una nuova funzione "SoftSync", che fornisce in una unica combinazione in modo automatico il controllo dei beat-matching e dei hands-on mantenendo così il ritmo di più tracce in sync senza manipolare la sincronizzazione.
La funzione SoftSync offre ai suoi utilizzatori la più ampia gamma di tecniche di miscelazione sul mercato sia con il Traktor Pro 2 che con il TRAKTOR SCRATCH PRO 2. La selezione degli effetti di TRAKTOR è stato anche essa a sua volta
ampliata con quattro nuovi tipi che offrono strumenti unici per creare suoni, come pause drammatiche e altri effetti tipici dei dj set, tra cui la funzione di ritardo e il nuovo "Bouncer", aumentando la gamma di assortimento che non ha precedenti fino ad oltre 30 algoritmi diversi.
Il controller del timecode nel TRAKTOR SCRATCH PRO 2 combina la nuova generazione di software con il nuova interfaccia TRAKTOR Audio 10, offrendo ai suoi utilizzatori l’ulteriore funzione I / O, funzione che porta al miglioramento del segnale a catena di controllo e un nuovo versatile bypass con delle nuove funzionalità rispetto al precedente modello AUDIO 8.
Un'altra novità è la funzione “Drirect thru”, controllabile direttamente con il software TRAKTOR 2, mentre il nuovo TRAKTOR Audio 10 sarà molto più semplice da installare da parte dei Dj nelle loro serate alla consolle all’arrivo nei club.
La maggior parte delle caratteristiche della nuova generazione TRAKTOR si possono trovare anche nel nuovo TRAKTOR DUO 2, la quale offre la classica configurazione due-deck , nella quale saranno presenti i due banchi di lavoro con una piccola galleria di effetti sempre espandibile in un secondo momento, con in aggiunto il TRAKTOR SCRATCH DUO 2 comprensivo della nuova interfaccia audio TRAKTOR audio a 6.
Per quanto riguarda TRAKTOR KONTROL S4, incluso con il nuovo TRAKTOR PRO 2 sarà fornito l’aggiornamento software del TRAKTOR PRO S4. Tutti i proprietari del KONTROL S4 riceveranno un aggiornamento software scaricabile gratuitamente.
Tutti i prodotti all'interno della nuova generazione TRAKTOR PRO 2 sono disponibili
nei negozi dal mese di aprile 2011, con prezzi che partono dai €.199 ai €.669

Quella notte il DJ mi ha salvato la vita!

Quella notte il DJ mi ha salvato la vita!
di Piero Fidelfatti

Ogni sabato sera il “rito” si ripete, un Real Movie: si caricano in station Wagon le flight case con i dischi cuffie ,per poi passare sotto casa di Luca e Lazza e dopo una mezz’oretta tappa obbligatoria al distributore di benzina.
Solito punto d’incontro con ragazzi e ragazze, mentre si fa benzina si beve qualcosa in compagnia, si spettegola un po’ sull’abbigliamento scelto per la serata, per gli uomini la classica t-shirt e jeans per i “fighetti house” magliette firmate e tutto il resto, intimo compreso…per le donne lascio a voi l’immaginazione.
Arriva il momento di decidere se seguirmi al locale o come di solito fanno alcune compagnie: “nooo stasera “ “oh ohoho ho” la’ è un pezzo che non ci andiamo ”. Ultimo giro di bevuta, chi acquista le sigarette, chi le cartine, ci si accorda su come dividerci nelle macchine, le ragazze da sole perchè non vogliono gente che fuma nella macchina della mamma. Gli altri pronti a salire da Luca, a lui non manca mai niente, e se qualcuno ha delle “preferenze” fuori del locale Luca trova di tutto. In macchina con me Lazza e Pauligno.
In auto si comincia a ragionare, tra un dialogo e una barzelletta Lazza mi fa una domanda seria: ma perché solo alcuni dj come te hanno del carisma in consolle? Una domanda che in un altro momento avrei evitato o forse risposto in maniera diversa, ma quella sera mi riaffiorarono alcune parti delle lezioni che spiegavo nelle mie scuole: in cosa consiste veramente “essere un dj?”
Ho sempre considerato il mo lavoro come un 'Regista', spiegavo citando l’autore Bill Brewster, nel suo libro “Last night a DJ Saved my life” ho letto che considera il disc jockey come la recente reincarnazione degli antichi sciamani che utilizzavano il ballo verso il mondo spirituale, la Bibbia afferma che “esiste un tempo per ballare” il “Talmud” ebraico sostiene che gli angeli danzano in paradiso. La legge rabbinica stabilisce che gli ebrei devono ballare durante i matrimon saltando le vecchie scritture ho posto un esempio: una verità che esce da una canzone culto “God is a DJ” di Faithless.
Raccontai un estratto di un intervista di David Mancuso inserita nel DVD the MAESTRO dove spiega: “ il ruolo del dj è come un pilota,che conduce e deve portare il suo pubblico in un viaggio che sia il più possibile fino a portarlo a fine serata come in un atterraggio senza sbalzi o alterazioni,soddisfatti e non fatti, a non richiedere ad alta voce “l’ultimo disco”.
Ridendo sottolineai: “ ecco sono il vostro dj pilota e vi avviso di non slacciare le cinture che stiamo arrivando” tra le risate dei ragazzi.
Arriviamo in al parcheggio,solita coda della discoteca. Il dj ha sempre il suo posto personale. I ragazzi scaricano le flight case e si avviano all’entrata evitando la lunga coda, entriamo tutti assieme, con qualche faccia di disapprovazione, di chi aspetta in coda il momento di entrare. Io e Mauro ci portiamo in consolle per salutare i colleghi e fare due chiacchiere,confrontiamo gli acquisti fatti in settimana anche per non proporre delle stesse hit.
La serata prometteva bene, il locale era pieno e anche se la musica di sottofondo era bassa di volume la gente già creava un certo rumour. Ci spostammo al bar al nostro angolo per gustare il primo gin tonic. Si avvicinava il warm map e già gli amici volevano in esclusiva la registrazione della serata. La consolle era blindata: solo dj e animazione. Era mia consuetudine seguire sin dall’ l’inizio la serata,anche se non facevo il Warm UP poiché questo mi permetteva di osservare e ascoltare come si costruiva il mood con il pubblico. Le serate quelle speciali le senti a fior di pelle ,è come leggere un libro dall’inizio,se lo apri a metà non sai cosa ti sei perso… ed entrare in sintonia con tutti a volte risulta difficile. Alcune compagnie di ragazzi hanno l’abitudine di “calare” la pasta tutti insieme,questo li rende unititi protettivi e legati da un’inspiegabile attrazione tribale che li unisce non solo nel ballo. Stavo ancora riflettendo su queste cose quando mi accorsi che era giunto il mio momento .
Il pubblico era stupendo, un’ onda , un flusso di corpi che seguiva il ritmo della musica ;lasciai il disco del dj suonare sino all’ultimo solco, una parte dei clubbers avvertì la mia presenza in consolle seguendo le gestualità di rito, io presi la mia cuffia controllai il mixer volumi eq e preparai il primo disco sul piatto,un veloce spostamento delle mie flight case, una veloce vaschettatura per selezionare dei pezzi da apertura,appoggio la puntina all’inizio del solco del disco e apro lo slide.
Dal mixer le note si diffondono, cambiano le luci e un coro unico segue la melodia, l’adrenalina sale i clubbers esplodono in un coro da stadio,inizia la serata, tutti sono protagonisti, non importa il ceto sociale, i problemi del lavoro ,è la loro serata e solo il dj può rovinare le loro aspettative ma,questo non succede! L’esperienza mi porta a mantenere dei ritmi sostenuti con dei cambi sulle hit che loro conoscono, riportandoli poi sul mood che condividono tra loro e persone fino a quel momento estranee, la musica ha questo fascino, le mie mani impegnate nei piatti. L’attimo in cui alzo lo sguardo per vedere la gente che balla, scopro un fiume che scorre, un’onda che si rinnova, disco dopo disco, le facce soddisfatte, il sudore, il trucco sfatto, i movimenti… tutto è nelle mie mani … nessuno deve lasciare la pista … una ragazza e le sue mosse sinuose catturano la mia attenzione, attorno al suo “ballo” si crea un vortice, tutti cercano di seguire i suoi movimenti, la folta chioma rotea al ritmo delle percussioni, le mani seguono il “beat”… il piede batte al ritmo nel “cambio” dei dischi…
La mia concentrazione è nella sua figura, centinaia di persone ballano in pista, in un attimo diventano parte di uno scenario surreale, le luci strobo esaltano i movimenti dei corpi che trovano nel sound, il ritmo tribale, seguono un istinto primordiale, un amplesso tra luci e musica dove sono protagonisti…e adesso? La concentrazione è sul disco… sta finendo!!!
La magia deve continuare, una veloce ricerca trai i dischi.. un flash, in un attimo la mia mente crea una virtuale sequenza.. il disco giusto… è questo!!! Il vinile segue i movimenti di rito, rotea tra le mie mani, lo metto sul piatto, la ricerca del solco è automatica, non avevo pensato solo al ritmo, quello muove il corpo, ma la loro mente sta seguendo un “viaggio”.
La voce della cantante sa “toccare” le giuste vibrazioni…. effettuo il mix… non sto con la testa china sul mixer, anzi cerco…non devo cercare niente!!!… sono in pista con loro, l’emozione è unica, entro con il disco in mix, la gente sente “l’onda” che sale, il sound si fonde tra i due dischi, i miei movimenti del corpo accompagnano il ritmo, la tecnica.
Il rito ancestrale si amplifica, la mia concentrazione e nei movimenti di una, dieci, cento, mille persone…chiudo il fader del mixer lasciando il disco precedente ad un ricordo, osservo le mani che seguono il ritmo del nuovo beat, volti illuminati, urla di gradimento… la mia mano destra alzata in segno di approvazione…Credo di avere tutto sotto controllo,la gente balla,il bar è pieno ma, mi accorgo che tra le decine di persone che assediano la consolle, c’è una ragazza che stringe le sbarre, a quel punto anche se so bene che non dovrei , mi avvicino,le chiedo : “Vuoi salire in consolle?”
Mi guarda e i suoi occhi mi dicono mille cose, la faccio salire da i bodyguard e le chiedo di sedersi a fianco delle flight case, continuo la mia serata,dò il meglio di me stesso come sempre… Tra i miei ricordi una serata in cui ottenni una standing ovation, non perché il pubblico era “fatto” non si erano neppure accorti che stavo sfumando l’ultimo disco, c’è stato per un attimo un silenzio coperto solo dalle vibrazione dei loro corpi, partì un primo applauso a ruota tutto il locale a battere le mani e fischiare con approvazione e tutti mi guardavano con un’espressione di ammirazione che non ho mai provato in vita mia, dopo di che tutto il pubblico uscì dal locale compostamente come ad una premiere.
All’uscita i commenti, le strette di mano e richieste della registrazione della serata. Altre volte ottenni a fine serata delle standing ovation ma era tutto più chimico e mancava quella magia. Alla fine di tutto mi accorgo che quella ragazza è ancora seduta vicino alla consolle le chiedo: “ come va? Ti è piaciuta la serata?” Lei mi prese la mano la strinse e avvicinandosi mi disse: “sei un angelo è la prima volta che ti ascolto senza assumere Extasy con i miei amici, stasera ho capito e ho vissuto con te, le tue stesse emozioni la tua musica il tuo essere... ”
Ancora oggi non so chi fosse, che nome ha…non l’ho più rivista… ma le devo molto.


(Racconto estratto da 'dj_for life' di Piero Fidelfatti)
I fatti sono realmente accaduti - I Nomi e riferimenti sono casuali

Pitbull, Ian Carey, Snoop Dog

Pitbull, Ian Carey, Snoop Dog
La House diventa Hip Hop (e viceversa!)
di Lorenzo Tiezzi

House e hip hop sono sempre stati generi musicali vicini, soprattutto a Miami e in tutta l’East Coast. Altrove, questa vicinanza, è quasi sconosciuta, ma a New York, da sempre una delle città più cosmopolite del mondo ed in Florida, a pochi km di mare da Cuba, si balla da sempre un mix di parole e ritmi scatenati. Sia nell’hip hop che nella house degli esordi, quella che oggi, in un modo o nell’altro, continuiamo ad ascoltare e a ballare, c’è sempre un bel po’ di melodia e pure un notevole quantitativo di ironia.
E’ musica da sempre vicina al divertimento, più che all’arte. Ogni tanto le tracce house & hip hop diventano veri inni, o vengono consacrati come capolavori, ma quello che davvero conta è che facciano ballare, muovere, divertire. I produttori italiani di rap o di house music spesso prendono il loro lavoro molto seriamente, ed è giusto che sia così ma ogni tanto è giusto ripartire dalle basi, ovvero dalla voglia di far sorridere.
E’ proprio quello che fanno due canzoni che sono destinate a farci ballare fino alla prossima estate. "Bon, Bon", il nuovo singolo dell’hip hop latino Pittbull è una bomba a metà tra pop e dance. Sin dal primo ascolto non potrete non riconoscere il sample di “Tu Vuo' Fa l’Americano” di Carosone. Infatti la base su cui Pitbull a creato la sua “Bon, Bon” non è altro che un remix di Dj Alvaro della HIT mondiale dei Yolanda Be Cool & DCUP “We No Speak Americano”. “Last Night”, invece, è una traccia a cavallo tra house, pop e hip hop creata da Ian Carey con l’aiuto di Bobby Anthony, cantante e Snopp Dog, rapper dallo stile assolutamente inconfondibile.

Pitbull, all’anagrafe Armando Christian Pérez, con la sua musica spensierata rappresenta l'hip hop latino, l'hip hop più divertente. Dopo un esordio di successo, nel 2009 ha pubblicato l'album “Rebellution” nel 2009. Tra le canzoni del disco spicca "I Know You Want Me (Calle Ocho)" and "Krazy". Entrambe le tracce hanno avuto un grandissimo successo in Usa e pure in Italia. In particolare, "I Know You Want Me" ha raggiunto il #2 nella Hot 100 di Billboard e la top ten in UK, Canada, Italia e Olanda e Francia. Tra le tracce c'è anche "Blanco", che contiene un featuring di Pharrell Williams of The Neptunes.

Ian Carey ha invece prodotto "Last Night", dopo il grande successo di "Keep On Rising" e una carriera che l'ha portato a suonare in 50 paesi e a vendere un milione di dischi.
Il pezzo in cui rappa Snoop Dog è un mix di dance piena di energia, trance ed hip hop, una di quelle canzoni che arrivano subito al punto e in attimo fa alzare le mani al cielo. Il basso è in levare, mentre batteria, piano e le tastiere fanno il resto. Il testo e il video di "Last Night" raccontano una bella notte di divertimento in discoteca. All'inizio, canta Bobby Anthony, sembra proprio una serata storta: Bobby perde il telefono e pure gli amici... ma con una veloce corsa in taxi, il ritrova in un club. E così, in un attimo, è con loro nella vip room, a passare la notte bevendo vodka e facendo baldoria. Nella seconda parte della canzone si fa sentire Snoop Dog, che pure in un pezzo chiaramente dance si distingue col suo stile e la sua solita filosofia: divertiamoci che questa notte potrebbe essere l'ultima!

Cresciuto nel Maryland (Usa), a due ore circa di Washington DC, Ian Carey è un figlio d'arte, visto che il padre era fonico di band come Kool and The Gang e The Duke Ellington Orchestra. All'età di soli 7, 8 anni, Ian era in tour in tutti gli USA e suonava già bene la batteria. Il suo sound è piuttosto funky, molto amato in Uk, dove risiede da tempo ma una bomba come "Last Night" potrebbe portarlo al successo assoluto anche in patria, negli USA.

Forse l’unica vera distinzione tra house e hip hop è che la prima, di solito, ha la cosiddetta ‘cassa dritta’, mentre il secondo accanto a una base strumentale potente mette quasi sempre in evidenza una parte vocale rappata con energia. Ma come sempre, i generi musicali sono soltanto muri che gli artisti si divertono ad abbattere quando creano le loro canzoni. Quando tutto questo processo creativo fa pure divertire, è proprio un bel risultato.

Editoriale di Tommaso Torri - Slide Aprile 2011

Quello che sta succedendo in queste settimane nell'Africa settentrionale non può essere separato dalla conoscenza storica. E la storia ci dice che la fascia costiera che dall'Egitto attraverso la Cirenaica, la Tripolitania, la Tunisia e l'Algeria giunge fino al Marocco dopo aver conosciuto il dominio di Cartagine e dell’Impero Romano è stato il balocco delle nazioni colonialiste fino a diventare il “regno” di democrazie fantoccio in mano a uomini senza scrupoli.
Il malessere latente nelle società arabe del Nord Africa è esploso in forma virulenta dando esca ad una sorta di effetto domino che ha portato alla caduta prima del Presidente tunisino Zine El Abidine Ben Ali e poi dell’egiziano Hosni Mubarak, mentre seri disordini si sono verificati in Algeria e persino in Stati lontani dal teatro nordafricano come lo Yemen ed il Bahrein.
Soprattutto è insorta la Libia , ed il “colonnello” Muammar Gheddafi, da anni vero padrone del Paese pur senza avere alcun titolo ufficiale, a differenza dei suoi colleghi di Tunisi e del Cairo ha reagito con incontrollata violenza, giungendo al punto di far bombardare dall’aviazione militare le città ribelli, a partire da quelle della Cirenaica, ormai sottratte al controllo del governo di Tripoli.
L’effetto economico più evidente riguarda il prezzo del petrolio che, in pochi giorni, è schizzato a livelli preoccupanti. Se permanente, l’aumento del prezzo del petrolio ha due effetti concomitanti ed entrambi dannosi sulle economie consumatrici: riduce la crescita economica ed aumenta l'inflazione. Questi impatti economici, tuttavia, potrebbero essere considerati un prezzo accettabile in cambio dell'emancipazione di interi popoli.
Tutto quello che sta succedendo in Nord Africa, comunque, ha un valore epocale, crollano regimi che duravano da decenni e che ci sembravano eterni, tanto da averli eletti a interlocutori privilegiati. Si aprono infinite possibilità di cambiamento a poche centinaia di chilometri dalle nostre spiagge ma non abbiamo nessuna idea della direzione che prenderanno. Nessuno può saperlo ma è certo che avranno influenza sulle nostre vite molto più dei dibattiti che occupano le nostre teste da mesi. Se non ci rendiamo conto di ciò che sta accadendo e della potenza di questi terremoti è perché viviamo concentrati sul nostro ombelico, pensiamo che le nostre vite siamo indirizzate su binari predefiniti, perfino se non ci piacciono. Invece il rumore che sale dall’altra sponda del mare ci racconta che il mondo cambia in fretta, anche con violenza, che popoli spinti dalla fame di cibo e di libertà hanno alzato la testa.

Esclusiva Slide : Grande Fratello 11 Story Intervista a Roberto Manfredini.

Esclusiva Slide : Grande Fratello 11 Story Intervista a Roberto Manfredini.
Perchè era considerato un pettegolo?

Roberto Manfredini è rimasto nella casa solo 42 giorni, ma si è fatto notare soprattutto per aver spifferato durante una diretta serale di aver visto Zsilvia, la fidanzata di Andrea, andare via con un ragazzo. Questo ha generato un attacco da parte dell’italo-giapponese che ha perso il proprio savoir faire inveendo pesantemente contro di lui e accusandolo di godere delle disgrazie altrui. Roberto ha più volte chiarito la sua posizione, non ritenendo di aver fatto niente di male e anzi voleva essere corretto con una persona come Andrea che voleva diventasse suo amico perché lo stimava. Rifarebbe tutto, si augura in futuro di poter fare l’attore e di abbandonare la danza che ha seguito per 15 anni.

Roberto, 42 giorni intesi e di gossip sfrenato; com’è stata questa avventura?
Devo dire che sono stati meglio 42 giorni da “Robeota” che 180 da Guendalina! Però è stata un’esperienza che premia e paga e la consiglierei a tutti: l’importante, per sopravvivere dentro la casa, è non fermarsi alle prime difficoltà e non trovarsi spiazzati. Certo bisogna mettere in conto lo stress delle selezioni ma, quando si viene scelti e ci si mette il cuore in pace, non si sa che la vera guerra deve ancora iniziare ed è proprio sotto l’occhio delle telecamere; quando si esce, poi, è ancora peggio perché devi stare attento a come ti muovi e devi avere la testa ben piantata sulle spalle. Per vincere tutte queste sfide devi rimanere come sei, senza montarti; l’unico modo per sopravvivere è essere se stessi.

Il gossip ha caratterizzato la tua permanenza nel reality ma, detto tra noi, era necessario fare il pettegolo e andare a raccontare una cosa della quale a te non doveva interessare nulla?
Premetto che è stato proprio questo che ha decretato la mia eliminazione dal Grande Fratello e tornando indietro lo rifarei ma ti rispondo con una domanda: tu vorresti sapere la verità? Andrea è stata l’unica persona con cui ho legato nella casa e mi dispiaceva vederlo vivere nell’illusione; chiacchierando. questa cosa è uscita senza alcuna malizia e dicendola, all’interno della casa ho avuto l’unico appiglio per poter chiacchierare della vita mondana, del futuro che magari vivendo a Milano potevo condividere con Andrea e di tutte le cose che io e lui avevamo in comune. Non mi sono assolutamente sentito pettegolo anche perché, in definitiva, l’unica cosa che potevamo fare all’interno della casa era parlare e sparlare tra noi e su di noi.

Ma perché l’hai fatto? Cosa te ne veniva in tasca?
La mia idea era: lo conosco un minimo e poi dopo gli dico serenamente quello che so. Prima però voglio diventare suo amico, così poi quando sa questa notizia può decidere autonomamente cosa fare. Invece mi sono ritrovato in puntata nel panico più totale. Avevo due opportunità: mentire o dire la verità. Sapevo che dicendola mi sarei messo tutti contro ma ho preferito agire così. e dire la verità. O meglio, una mezza verità perché ho giocato sul dubbio. Questo sì che è stato un errore perché io avevo visto con i miei occhi che la sua ragazza andava a casa con quel tipo.

Quindi, alla fine, Andrea è stato tradito e la fedifraga scoperta?
Direi che, a questo punto, la cosa è abbastanza palese e comprovata.

I ragazzi della Gialappa’s Band, durante “Mai dire Grande Fratello” ti hanno preso subito di mira definendoti “Robeota”; te la sei presa?
Ma assolutamente no! Anzi, è stata una cosa fantastica! Pensa che appena sono uscito dalla casa mi sono subito interessato per far produrre delle t-shirt con la mia faccia e la scritta “Robeota”, potrebbero diventare la maglia ufficiale della prossima estate.

Sei entrato nella casa come ballerino. Avevi mai partecipato ad altri programmi in cui il ballo è prerogativa?
Talent show no, ho fatto Modeland, Sexy Car Wash, L’uomo Perfetto, vari video musicali. Come ballerino ho partecipato a Mash Up. Ho “mangiato” per 15 anni ballando, ma onestamente ora non vorrei ricominciare. Vorrei dedicarmi più alla recitazione. Il ballo è la mia passione però penso di non avere futuro.

Avevi cercato altre volte di entrare nella casa?
Sì, due volte nell’edizione 4 e 5. La prima volta ero già in albergo pronto per entrare nella casa ma sono stato escluso all’ultimo minuto e ci sono rimasto malissimo, anche la seconda volta sono uscito dai casting molto sfiduciato. In tutte e due le occasioni sono stato escluso per colpa mia: non sono stato del tutto sincero con gli autori e se si vuole entrare al Grande Fratello bisogna raccontare a loro tutti i propri segreti personali, solo così i concorrenti possono rimanere tranquilli e protetti dal programma.

A causa dello spiacevole incidente con Andrea sei stato definito pettegolo, portinaio, vendolo; tornando indietro lo rifaresti?
Rifarei tutto perché questo mi ha comunque permesso di farmi conoscere anche se nel mio lato peggiore; una volta che mi sono tolto questa immagine di me stesso, adesso la gente può conoscere il vero Roberto e il suo aspetto migliore e più bello.

Domanda di rito: chi vincerà?
La superfavorita è Margherita ma anche Jimmy ha buone possibilità; spero non vincano Biagio o Guendalina.

E' primavera, svegliatevi lettori!


Consigli di lettura all'aria aperta
di Sara Giannetti - Sololibri.net

Insieme alla primavera, torna anche la voglia di letture all’aperto. Tra le varie proposte editoriali del 2011, eccone alcune particolarmente indicate ad essere “consumate” fuori dalle mura di casa.

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Cominciamo con un piccolo ma godibilissimo giallo mangereccio: “Odore di chiuso” di Marco Malvaldi, pubblicato da Sellerio. Bolgheri, 1895: Pellegrino Artusi, il baffuto e gaudente autore de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, ignaro ospite del barone Romualdo Bonaiuti e della sua sfaticata famiglia, è coinvolto nel più classico dei delitti: avvelenamento in una camera chiusa. Tra equivoci, antipatie familiari e considerazioni culinarie, si dipana un impeccabile giallo il cui colpevole – ahimè – non è certo il maggiordomo.
- Dove leggerlo: sui mezzi pubblici, per estraniarsi dal caos e ridere da soli.

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Altro piccolo gioiello “fuori tempo” è “Il cane di Shakespeare” di Leon Rooke, edito in Italia da Elliot, ma uscito addirittura nel 1983 in Canada. La disillusa e filosofica voce narrante è Hooker, il cane di Shakespeare. Dotato di un carattere forte e una certa propensione ad attaccar briga, Hooker si considera l’angelo custode di Will, ragazzetto scarmigliato e inconcludente, il cui sogno è calcare le assi dei più grandi teatri di Londra. Una simpatica immersione nell’Inghilterra popolare seicentesca, raccontata con un linguaggio colorito e sanguigno dal canadese Rooke, che non risente minimamente dei trent’anni – o quasi - trascorsi dalla pubblicazione.
- Dove leggerlo: ad un appuntamento, per ingannare il tempo in attesa dell’amico ritardatario.

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Continuando a frugare nelle prime pubblicazioni di questo 2011, troviamo la nuova fatica di Amélie Nothomb, “Una forma di vita”, per i tipi di Voland. Se da una parte la scrittrice giappobelga (come lei stessa ama definirsi) affronti per la prima volta una diversa struttura narrativa, utilizzando la forma epistolare, dall’altra mantiene i temi a lei cari del rapporto col cibo e dell’alienazione. Eccola quindi dialogare per lettera con Melvin Mapple, soldato di stanza in Iraq da troppo tempo, arrivato a pesare 180 chili e confortato nei lunghi mesi di servizio proprio dai suoi libri. La Nothomb ci regala il suo romanzo più delicato e insieme impietoso.
- Dove leggerlo: al tavolino di un caffè in una mattinata piovosa.

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Per finire, torniamo in Italia con un libro pubblicato da E/O: “Giulia 1300 e altri miracoli” dell’esordiente Fabio Bartolomei, pubblicitario romano. Diego, quarantenne bugiardo e insoddisfatto, decide di liberarsi della piatta vita che conduce – un lavoro anonimo e una donna che non ama – per buttarsi nella sconclusionata impresa di aprire un agriturismo. Con un picco di ingenuità quasi commovente, si mette in società con due perfetti estranei, impreparati e sprovveduti quanto lui, dando vita ad un progetto traballante e sconclusionato. Un libro fresco e scanzonato come la sua copertina.
- Dove leggerlo: pigramente sdraiati al parco, pancia sul prato e sole primaverile sul naso.

Manuale d’istruzione per capirle

Manuale d’istruzione per capirle
Da una donna che le donne le ha scelte
autore : Emanuela Enrini
a cura della Redazione di Slide
 

E’ la novità editoriale del momento. Sta spopolando con il passaparola soprattutto tra le donne. Ironico ed irriverente “Manuale d’istruzione per capirLE - da una donna che le donne le ha scelte” opera prima della 36enne milanese Emanuela Enrini (a cura di Edizioni Misuraca&Sammarro e dalla frizzante veste grafica della designer Elena Salmistraro che firma anche le t-shirt ironiche abbinate al libro) fotografa in modo caricaturale (ma non troppo) alcune dinamiche della coppia etero attraverso il punto di vista privilegiato di chi, da donna vive, condivide, subisce e affronta quello che ogni uomo, ogni giorno, vive con la propria compagna, moglie, fidanzata. Impiegata all’Unicredit Banca da dieci anni, la Manu confessa al mondo la sua omosessualità attraverso l’ironia di un testo che racconta la femminilità a volte isterica, a volte comica, a volte romantica, a volte goffa, a volta capricciosa … etc etc. Il coming out di Emanuela Enrini non è solo l’occasione per mettersi a nudo con tutti, dalla famiglia all’ambiente di lavoro, quindi la rivelazione di una scelta maturata consapevolmente negli anni tra mille difficoltà, ma è anche un modo attraverso cui restituire leggerezza e dignità a chi ha deciso di vivere la propria sessualità liberamente. In tal senso è importante segnalare un dato interessante, la casella postale della Manu sta diventando “bollente”, con le lettere di “lettrici” e “lettori” che ammirano “il coraggio di uscire allo scoperto” e lamentano altresì il proprio disagio nel fare la medesima scelta. Questo è il segnale tangibile che se nel mondo dello spettacolo, della moda, del design e della cultura in generale, l’omosessualità e quindi le esperienze di outing sono sempre più frequenti, al contrario nel “mondo dei comuni mortali”, fatto di impiegati, di professionisti, di belli, brutti, colti e ignoranti, di pregiudizi, di superficialità, di apparenze e di falsi perbenismi, di un’Italia ancora troppo bigotta, dichiararsi gay o lesbiche non è ancora così scontato né così semplice. Di certo il libro dà un contributo a questa “parte del mondo” - quella decisamente più grande - fatta di normalità apparenti e normalità traballanti, di normalità banali e mediocri, di normalità eccelse e strepitose, di normalità annaspate e normalità ostentate, ma anche di tante normalità meravigliose … Un contributo a tirare giù la maschera per scegliere la libertà di essere … e chi se ne frega del resto!!!

RUBRICA “La Satira e le Freddure di Buffa”

In Fiat il mercato dell'auto cala del 27%.
Avranno mica rimesso in circolazione la Duna?

In India c'è un uomo che ha 94 figli.
Solo con gli assegni famigliari potrebbe comprarsi il Milan

In una banca del seme,
come lo calcolano lo spread?

L'Italia riesce a tenere il deficit sotto il 5%.
In aumento il Pil grazie al boom del lavoro delle escort

Gli psicologi sono concordi: non esiste più la crisi mentale della mezza età.
A guardare Francesco Facchinetti infatti sembrerebbe che arrivi molto prima

E' vero che il piatto più apprezzato alle cene di Arcore
era il formaggio con le pere?

Nel Pd c'è già chi candida Rosy Bindi per le prossime politiche.
Avrà abbastanza chances di perdere?

Fini a Berlusconi: dimettiamoci insieme.
Per andare in un paradiso fiscale?

Si propone che i farmaci a base di cannabis vengano esentati dal ticket.
Panico tra i pusher

Svolta nelle agenzie di lavoro interinale.
In ogni sede verranno vendute le schedine del Win For Life

Sulla festa del 17 marzo il governo si spacca.
Su quelle di Arcore invece rimane coeso

I giornali americani descrivono gli italiano come “deboli e obbedienti”.
E ancora non sanno dove mettiamo le caccole quando siamo seduti sul divano

Pier Luigi Bersani ha il progetto per governare L'Italia.
Lo sta bisbigliando ai quattro venti

Tre mesi fa Berlusconi dichiarò di essere grande amico di Gheddafi, Mubarak e Ben Alì.
E qualcuno nel maggio del 2010 lo vide a cena con Marcello Lippi

Gheddafi bombarda i manifestanti con aerei caccia.
Scelba era un dilettante

Futuro e Libertà continua a perdere parlamentari.
A rischio il doppio a ping pong

Nel sud Africa scorre il sangue della rivolta.
Si temono inutili spargimenti di greggio

All'Italia manca una seria politica industriale”: ha riferito Romano Prodi,
apparso nel buio e appena prima di dissolversi nell'aria

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
Per i disoccupati invece è semplicemente appoggiata su quattro pile di mattoni

NONSOLOFASHION

NONSOLOFASHION

La seconda edizione di Milano Loves Fashion, svoltasi lo scorso febbraio, è uscita dai luoghi canonici delle sfilate di moda per trasferirsi sotto una tensostruttura trasparente da mille posti ad ingresso libero, allestita in piazza Duomo accanto al Museo del ‘900. Le passerelle si sono spostate nelle vie e nelle piazze del centro e, novità assoluta a parte un esperimento a Berlino nello scorso luglio, le modelle hanno sfilato all’interno delle carrozze del “Meneghino”, il nuovissimo convoglio fiore all’occhiello della linea rossa della MM milanese.
Con questa incursione dell’effimero nella realtà concreta di una delle metropoli più attive d’Italia si afferma in modo definitivo ed inequivocabile un profondo legame tra moda e città, tra moda e vita, tra moda, arte, architettura, grafica e design.

“C'è un profondo intreccio - poetico, semiotico, testuale - tra la moda e la città, un intreccio che si avviluppa sul nucleo della "strada", per riprendere l'immagine di Benjamin, intesa come il luogo dove il gusto sperimenta l'atmosfera del tempo, come zona di incrocio tra culture e tensioni, come spazio fisico e metaforico entro cui la città acquisisce il suo senso in virtù di pratiche sociali condivise. Dalla "strada", concepita in questo modo, è possibile guardare ai flussi che moda e architettura veicolano e moltiplicano.“ ((Patrizia Cefalato, ‘Corpi moderni nell'abito-mondo’, 2006)

In realtà il legame tra edifici e abiti è già evidente nel barocco, nel rinascimento, nel neoclassicismo, oggi, parallelamente all’arte visiva e all’architettura, più o meno consapevolmente la moda si caratterizza sempre più in senso concettuale, assecondando la ‘fluidità’ del corpo (non si può non pensare alla società ‘liquida’ di Zygmunt Bauman o alla progettazione ‘fluida’ di Zaha Hadid), addivenendo ad una disinvolta ibridazione di forme e materiali grazie alla quale “moda e architettura si integrano come stili di vita e forme di estetizzazione del quotidiano.” (Patrizia Cefalato, idem)

E mentre il legame tra moda ed arte si consolida attraverso meccanismi anche economici quali le varie fondazioni di note maison di moda che promuovono mostre ed eventi culturali (fondazione Trussardi, fondazione Prada, fondation Louis Vuitton, fondation Cartier ecc.), quello tra moda e architettura si concretizza nei progetti di famose archistar (Rem Koolhaas, Tadao Ando, Daniel Libeskind, Ben Van Berkel ecc.) che firmano in tutto il mondo le sedi e l’arredo dei punti vendita di famosi marchi di fashion.

Eleonora Fiorani nel suo libro ‘Abitare il corpo. Il corpo di stoffa e la moda’ volge l’attenzione proprio alle interazioni e gli sconfinamenti tra moda, arte, architettura, cinema, grafica, musica, danza ed alle sinergie dei rispettivi codici espressivi, individuando nella moda l'osservatorio privilegiato dei rapidi mutamenti di questa nostra epoca della comunicazione globale.

Una teoria tanto curiosa quanto poco nota formulata da Gottfried Semper, architetto e teorico tedesco dell’ottocento, vorrebbe che l’architettura, nata per rispondere a necessità primarie di difesa del corpo umano dai pericoli esterni e dai rigori climatici, sia stata pensata con funzione di 'abito' vero e proprio, da cui l’architettura ‘abitata’, con etimo appunto nella parola ‘abito’. Non solo, ma proprio la pratica della tessitura, attraverso la quale veniva costruito l’abito per il corpo, avrebbe ispirato le prime costruzioni a struttura intrecciata e tessuta (tende e capanne).

Dal canto suo, Maurizio Zappalà scrive su Antithesi, giornale online di critica dell’architettura, “ ‘habitus’ e ‘habitare’ hanno un legame semantico. ‘Abito’ è un elemento della loro connessione, poichè ne condivide la radice latina. Visto che l'habitus è inscritto nell'abitare perchè non ampliare il paradigma aggiungendo all'equazione anche l'elemento moda? Dare riparo al corpo e vestirlo sono collegati da un vincolo stretto ……. ‘Abito’ non è soltanto un vestito ma anche la prima persona singolare dell'indicativo presente del verbo abitare, …… è anche affascinante pensare nei termini inglesi, ‘address’ e ‘dress’, come fossero i due lati di un tessuto double-face, in una interazione di habitus e habere che tanto definiscono la moda e l'architettura quanto naturalmente il cinema ……. ”

Moda e architettura, due ambiti che è sempre più difficile scindere, e forse sempre meno necessario.

Rubrica PSIKE Aprile 2011 - Slide Italia - del Dott.Andrea Ronconi

Caro Dottore, sono una ragazza di 25 anni le scrivo perché soffro di attacchi di panico da circa sei mesi. All’inizio, su prescrizione del medico di famiglia, ho assunto degli ansiolitici e gli attacchi improvvisi sono diminuiti ma mi sentivo più stordita, assonnata e facevo più fatica a concentrarmi nello studio. Vivevo nel terrore che prima o poi mi tornassero e sentivo che qualcosa era cambiato in me, continuando a percepirmi vulnerabile. Dopo diversi mesi che prendevo i farmaci ho deciso di smetterli ma subito tutto è tornato come prima, anzi i timori sono più intensi. Cosa posso fare?


Gent.le Signorina, capisco bene come lei possa sentirsi, in questo momento della sua vita, a causa del disturbo di panico contro il quale cerca di combattere. Rivolgersi al medico è stato un buon inizio di terapia anche se potrebbe considerare di integrare la farmacoterapia con un trattamento psicoterapeutico come quello cognitivo-comportamentale che impieghi tecniche, metodi e strategie di comprovata efficacia. Il disturbo da attacchi di panico (cosi come per altri disturbi d’ansia e mentali) non è solo l’espressione di uno scompenso biochimico normalizzabile con la semplice assunzione di farmaci psicotropi. Il disturbo da attacchi di panico è anche riconducibile ad una molteplicità di fattori e cause di natura emotiva, relazionale e sociale. Il panico è espressione dell’ansia che si manifesta in intensi episodi distinti accompagnati da pensieri ed emozioni negative relative alla salute come gravi malori, paura di morire o legati alla paura di perdere il controllo come, per esempio, la paura di impazzire e di non poter essere soccorsi. Il disturbo di panico è caratterizzato dal cambiamento delle abitudini di vita per il timore di avere ulteriori attacchi. Il disturbo comporta una limitazione di libertà d’azione man mano sempre più crescente a causa dell’evitamento delle situazioni in cui si teme di star male. C’è anche l’ansia pressoché costante timore che possa, prima o poi, rivivere la bruttissima esperienza del panico. Già dopo i primi attacchi di panico il paziente può percepire un importante abbassamento dell’umore per il semplice fatto di privarsi, con l’evitamento, di svolgere quelle attività e frequentare quei posti che prima erano esperiti serenamente. Il timore di aver subito un cambiamento senza ritorno e non riuscire vedere vie di uscita causa senso di impotenza e sentimenti depressivi. Spesso il paziente chiede di essere accompagnato da persone care e questi pensando di aiutare di fatto mantengono e consolidano con la loro presenza continua, i timori che possano all’improvviso verificarsi degli attacchi. In talune situazioni può costituire sollievo assumere ansiolitici (di competenza medica) per tamponare il disagio emotivo. Ma dopo un primo assestamento dei sintomi indotto farmacologicamente, è necessario completare la cura con una psicoterapia mirata e competente. La psicoterapia per un disturbo di panico con o senza agorafobia è finalizzata all’apprendimento di strategie per affrontare con minor disagio emotivo le situazioni temute ed evitate. Il programma di trattamento, pur rispettando le differenze individuali di ciascuno, può seguire alcuni passaggi focali:
-          Una prima fase nella quale viene fatta una psicodiagnosi, misurato il grado di gravità del disagio e valutate le risorse presenti nel paziente e nelle sue relazioni;
-          Capire che cosa sono i disturbi d’ansia in generale e quello di panico in particolare;
-          Formulare un piano di trattamento nel quale il paziente è protagonista informato, attivo e consapevole delle varie tappe e dei tempi ipotizzati per diminuire/risolvere l’ansia eccessiva;
-          Sviluppare capacità di rilassamento per saper contrastare, esponendosi ai diversi contesti, la tensione legata allo stress e ai momenti d’ansia;
-          Promuovere modalità di gestione mentale e comportamentale dell’ansia e del panico;
-          Stimolare la ripresa delle attività, la frequentazione di luoghi o eventi sociali e le situazioni che si sono evitate a causa del disturbo;
-          Apprendere modalità di prevenzione delle ricadute per mantenere e migliorare i risultati maturati dal percorso di trattamento.
Quando il paziente dimostra una buona motivazione al trattamento comportamentale, una fiducia apprezzabile per lo psicoterapeuta a cui si rivolto e le sue tecniche, ma anche quando quest’ultimo può contare sulla collaborazione del medico per i farmaci, i primi miglioramenti nella gestione dell’ansia segno che la cura del disturbo di panico sta avvenendo, può realizzarsi anche in tempi relativamente brevi.