sabato 23 ottobre 2010

Bodies in Urban Spaces di Willi Dorner

Alessandria - 23 Ottobre 2010Bodies in Urban Spaces di Willi Dorner
di Anna Maria Gervasi per Slide Alessandria

Valladolid, Spagna - Torres Vedras, Portogallo - St. Brieuc, Francia - Salamanca, Spagna - New York, USA - Montpellier, Francia - Marsiglia, Francia - Linz, Austria - Istanbul, Turchia - Essen, Germania - Caldas da Rainha, Portogallo - Bruxelles, Belgio - Brighton Festival, U.K. - Artemrede Portogallo - Amersfoort, NL - Alcobaça, Portogallo - ed ora anche Alessandria ha potuto accogliere la performance itinerante dei ballerini-acrobati di Willi Dorner.
Un progetto fortemente voluto da Peter Larsen, amico personale dell’artista austriaco nonché anima ed animatore del “ peter larsen dance studio“ associazione senza scopo di lucro, da 20 anni vivace luogo di crescita e sviluppo corporeo e psicodinamico dei giovani virgulti alessandrini.
Peter Larsen che si è occupato dell’organizzazione della parte artistica dell’evento, grazie al patrocinio del Comune di Alessandria ed al supporto della IDEAS (garantito, merita una visita il sito www.myideas.it) ha offerto ai fortunati spettatori un evento straordinario ed unico nel suo genere.
Angoli architettonicamente “vuoti” della città diventano il palcoscenico per esperimenti dell’“arte urbana” che il coreografo austriaco porta in giro per il mondo; diventare in tutto e per tutto un accessorio, un palo della luce, un angolo di strada, il sostegno per una panchina, un cartello stradale, tutto diventa tutt’uno nello spettacolo.
Congratulazioni ai performer capaci di “accalappiare“ sapientemente gli sconcertati alessandrini coinvolgendoli in un grande giuoco di partecipazione: come lampi di colore nel grigiore della giornata autunnale i ballerini di Peter Larsen, che non mancano, certamente, di eccentricità, hanno stupito con le loro performance l’attonito pubblico, che coinvolto e partecipe, è divenuto esso stesso spettacolo nello spettacolo.
L’evento della durata di un’ora o poco più, straordinariamente coinvolgente per le poche decine di appassionati spettatori iniziali si è concluso tra gli applausi sperticati di centinaia di partecipanti alla gimkana tra le vie e le piazze cittadine.
Volti individuali, voci collettive e mescolanze etniche in alternante e serpeggiante movimento di eguaglianza e libertà, ecco cosa ci hanno donato ADDOLORATO NAWAL, ALLIA MARTINA, AZZARONE LUCIA, BRUSCO MONICA, CAMPANELLA ELISA, CATELLANI SARA, CHERIAN CRISTINA, FRAU DORIANO, GUAZZOTTI ALICE, GUERZONI MARCO, IURILLI MICHELE, LEDESMA JUAN GABRIELE, MASCIA DANIELE, PANIGADA LAURA, PASTORE SARA, SOLAROLI KAVITHA, TRESPIOLI MARCO e TROSINO GIULIA.

SCHEDA :
Slide Intervista il Sindaco di Alessandria
di Anna Maria Gervasi
Dott. Fabbio ancora una volta Alessandria ospita un evento unico ed esclusivo?:
Siamo molto orgogliosi che un artista di fama internazionale come Willi Dorner abbia scelto la nostra città per la sua perfomance, trasformandola in un palcoscenico naturale. Le installazioni umane realizzate, posizionate su pali, strade, marciapiedi, cartelli stradali, cancelli come se fossero parte integrante della struttura, hanno conferito sia al corpo umano che ai supporti utilizzati una nuova dimensione, consentendo al folto pubblico di percepire lo spazio in modo diverso.
La Sua amministrazione ha patrocinato l’iniziativa, ce ne illustra le motivazioni?
L’evento è stato promosso dalla ditta IDEAS che si è fatta carico delle spese dell’organizzazione. Il brand produce borse ed accessori, tutti Made in Italy, che hanno la particolarità di essere realizzati con il riciclo dei teloni pubblicitari in PVC che altrimenti andrebbero gettati in discarica. Il Comune di Alessandria, attento alle problematiche per la salvaguardia dell’ambiente, ha patrocinato l’iniziativa. Infatti, il recupero ecologico dei materiali riutilizzabili assume, da sempre, per l’Amministrazione una notevole importanza. All’azienda IDEAS sono stati donati gli striscioni in PVC utilizzati per il cantiere di Corso Roma per reimpiegarli nella loro produzione. Attenzione all’ambiente, quindi, ma anche occasione di promuovere l’arte e rendere Alessandria teatro di uno spettacolo che, per la prima volta, è approdato in Italia, dopo essere stato ospitato in alcune delle più importanti città del mondo”.

Biografia

Dott. Prof. Piercarlo Fabbio

Nato ad Alessandria nel 1955, laureato in Lettere all'Università di Torino, nel 1979 ha iniziato a insegnare allo IAL e tuttora, dopo varie esperienze in altre sedi, svolge l'attività di docente, di coordinatore e di responsabile dei Rapporti con il territorio.

E' stato consigliere comunale, ricoprendo anche la carica di Presidente del Consiglio Comunale. E' tuttora consigliere provinciale di Alessandria.

E' componente del Consiglio Nazionale ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) nonchè delle Commissioni Finanze, Affari Istituzionali e Ambiente ed è membro del Direttivo di Coordinamento nazionale ANCI dei Consigli Comunali.

Ha militato nella DC e nel CDU e dal 1999 fa parte del gruppo di FI. E' stato insignito della carica di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana su proposta del Presidente On. Oscar Luigi Scalfaro ed ha ricevuto il premio Gagliaudo d'argento per l'attività svolta nel 1994 in favore di Alessandria alluvionata.

E' iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, albo dei pubblicisti ed è tuttora direttore di numerose testate giornalistiche.

E' autore di numerose pubblicazioni tra cui:

L'opificio dell'immagine, Ed. WR, Alessandria, 1992

Alessandria e il tuono, Ugo Boccassi editore, Alessandria 1994

Alessandria è una comoda poltrona ..., (AAVV) Ugo Boccassi - Cesarino Fissore Partners Editori, Alessandria, 1997

Fuori degli argini, Paolo Raviolo Editore, Vercelli, 2007.

lunedì 4 ottobre 2010

The Coltrane Legacy di Alessandra Mura - Slide Sassari

Quando il jazz trasmette il suono dell’anima…

L’appuntamento con il jazz è firmato Tino Tracanna. In uno dei locali più conosciuti della Riviera del Corallo, al Poco Loco, si rinnova ogni anno l’appuntamento con il jazz. Parliamo di Jazz, quello che pochi sanno fare, quel tipo di musica che non si preoccupa dell’aspetto commerciale quanto di quello comunicativo, sperimentale, che non ha bisogno di grandi spiegazioni, ma solo di essere assaporato con la mente, con l’anima e con le vibrazioni.
Il jazz è ospite d’onore al Poco Loco, che rinnova l’appuntamento stagionale ospitando un musicista ormai conosciuto nel panorama jazzistico internazionale. Tino Tracanna insieme al Four-Wheel Drive jazz quartet ha proposto un omaggio a John Coltrane, attraverso delle composizioni del grande sassofonista,con alcuni standard eseguiti da lui e altri brani composti da musicisti della sua scuola, insieme a composizioni originali. John Coltrane tra l’altro è stato uno dei più grandi sassofonisti della storia del Jazz, grande interprete, virtuoso e innovatore. A lui si deve lo sviluppo e la diffusione del Jazz cosiddetto modale e il suo stile che ha influenzato tutto il Jazz moderno.
Tracanna ha dato modo, nella sua interpretazione live, di assaporare i virtuosismi e le sperimentazioni che il suo jazz ha metabolizzato con gli anni, riuscendo a misurarsi con se stesso, con la sua voglia di comunicare, tra armonie e misurate variazioni di tema. Con lui sul palco del Poco Loco, Giovanni Agostino Frassetto al pianoforte, Paolo Spanu al contrabbasso e Gianni Filindeu alla batteria, special guest Antonio Pitzoi alla chitarra.
Difficilmente si traduce un linguaggio musicale, ancor più se a parlare sono degli interpreti di questo calibro.

Tracanna e il suo amore per il Jazz:
Ho raggiunto i miei traguardi
La storia musicale di Tracanna, come lui stesso ci ha rivelato in esclusiva, inizia da quando a 16 anni, si innamora del sax. Ed è un sodalizio immediato, nonostante non sia figlio d’arte e nonostante abbia iniziato a studiare musica non proprio giovanissimo. Ma quando si dice che la musica è lo specchio dell’anima, si comprende come il jazz sia testimone della sua voglia di esprimersi, senza troppe direttive stoiche o studi di classici. Tracanna si definisce quasi un autodidatta, poiché il suo percorso artistico è proseguito sperimentando, ricercando un linguaggio musicale che potesse rivelare l’idea di armonia che lui aveva in mente.
E lo ha fatto grazie all’influenza, nella sua vita di uomo e di artista, di due figure per lui importantissime che lo hanno fatto crescere e maturare: da una parte uno dei più grandi pianisti di fama internazionale Franco D’Andrea, che lo ha scoperto e catapultato nei palcoscenici di tutto il mondo, dall’altra un altro nome ormai famosissimo del panorama jazzistico moderno, Paolo Fresu, con il quale ha sperimentato un jazz moderno a due menti, lavorando con lui a diversi progetti.
Tracanna sembra parlare due lingue che si fondono insieme: da una parte c’è il maestro del conservatorio da ormai dieci anni, in più scuole di Milano, dall’altra prende forma il sassofonista, con alle spalle oltre cento dischi come solista e grande appassionato dei madrigali cinquecenteschi.
“Assenza ed Essenza” il brano che apre l’ultimo lavoro di Tino Tracanna, diventa un motivo rivelatore: infonde un senso di calma e di tranquillità,percorsa però da piccole increspature, da fremiti premonitori di possibili accidenti. D’altro canto fornisce chiari segnali sull’andamento del motivo, che è pervaso da un’atmosfera di assoluto relax esecutivo, ma è altamente reattiva agli stimoli che ogni singolo membro del gruppo si lancia a suon di note. Non è un caso che nella maggior parte dei brani, Tracanna utilizzi il sax soprano, strumento sibillino in grado di invertire repentinamente la rotta di un’esecuzione, di trasmettere soavità e lucentezza timbrica ma nel contempo di creare una tensione sotterranea che rende dinamiche le esecuzioni e abolisce qualsiasi forma di leziosità.
“Un’ora”, l’ultimo album della Doble Stroke record, è composto da quattordici brani, quattordici piccole grandi storie nelle quali Tracanna, con discrezione e gentilezza che gli appartengno, racconta molto di sé e del suo essere artista. Quattordici brani all’interno dei quali tre brevissime improvvisazioni , testimoniano come lo scorrere della vita e della musica sia inevitabilmente soggetta a momenti di riflessione, di meditazione e di immersione completa nell’universo più intimo che contraddistingue ognuno di noi.

“Non ho mai cercato il successo commerciale”
Con estrema verità, Tino Tracanna si rivela al pubblico dichiarando l’avversione per tutto ciò che diventa commerciale. “Non mi sono mai preoccupato di piacere o far piacere a tutti la mia musica, ho sempre solo pensato a comunicare qualcosa di me, e dopo aver girato il mondo intero, posso dire di essere soddisfatto del mio percorso. In questo momento della mia vita sto dando il meglio”. “L’Italia probabilmente non è il paese più preparato culturalmente alla musica jazz, come possiamo dire della Francia o dei Paesi del nord” ha confessato inoltre Tracanna. “Ma il pubblico jazz mi segue, ho i miei fans sparsi per lo stivale che mi scrivono e mi chiedono dei miei lavori, e questo è sicuramente uno stimolo in più che ti spinge a continuare a fare musica, la tua musica”.
Alla domanda che gli abbiamo rivolto, in merito ai progetti e alle sue future conquiste, Tracanna ha dichiarato di essere curioso di veder partorire presto un grande progetto che sta concretizzando insieme al dj Bonnot. Questo maestoso carnefice delle macchine costruisce ambienti sonori dove Tracanna interviene, trasformando le composizioni in improvvisazioni. Hanno già lavorato insieme in molteplici esibizioni live, ma sono attualmente alla ricerca di quell’equilibrio artistico che si farà interprete di un jazz quanto mai imprevedibile ma estremamente sentimentale.
Sarà un bel lavoro di analisi e di comunione di esperienze che vale la pena raccontare, speriamo entro la fine del 2010.

Intervista a Kim Rossi Stuart ( a cura di Radiocinema.it )

Vallanzasca, gli angeli del male
di Giovanna Barecca - Radiocinema.it

Fuori concorso alla 67esima Mostra del cinema di Venezia, Vallanzasca, gli angeli del male di Michele Placido è tratto dall’autobiografia I fiori del male, scritta da Renè con Carlo Bonini. Vallanzasca Costantini, fu autore nella Milano degli anni Settanta di sequestri, rapine, omicidi efferati, fughe che videro, soprattutto grazie alla stampa (nel film anche la sua famosa intervista a Radio Popolare), anno dopo anno, crescere la sua fama. Le donne, a migliaia, mandavano lettere al detenuto Vallanzasca e molti piccoli delinquenti locali cercarono di emulare le sue imprese.
A Michele Placido, ex poliziotto - per questo troviamo fuori luogo le polemiche di chi pensa che l’autore pugliese abbia voluto glorificare la figura di un omicida che deve ancora scontare 260 anni di reclusione - interessava entrare nella mente di un criminale per capire, con un approccio asettico, che cosa si prova a stare in bilico fra la normalità e la devianza, a trovarsi al bivio tra il bene e il male e a scegliere deliberatamente il male. Cinema di genere e cinema civile si fondono nel film prodotto dalla Twentieth Century Fox che si avvale di interpretazioni di grande rilievo: accanto a Kim Rossi Stuart nel ruolo di Vallanzasca, Filippo Timi è un moderno Iago che negli scambi fisici con Stuart regala momenti intensi al film. Con loro, Francesco Scianna che interpreta Turatello, detto “Faccia d’angelo”, Paz Vega, Moritz Bleibtreu e Valeria Solarino nel ruolo di Consuelo, l’unica donna amata da Vallanzasca. La colonna sonora originale del film, ben riuscita, è interamente curata dai Negroamaro.
La pellicola sfrutta bene i campi medi presenti, eccede nei primi piani e fallisce completamente nel racconto in campi lunghi (troppo pochi), intesi come totali di una storia che coinvolge nel profondo una Milano protagonista invisibile. Sui giornali Vallanzasca era anche definito “il boss della Comasina” ma quella periferia, la sua voglia di rivalsa fatalmente distorta dal protagonista, non emerge mai.

Abbiamo intervistato Kim Rossi Stuart che Francesco Scianna ha definito “un attore con un’energia magica”.

Per la seconda volta ti cimenti con la scrittura. In collaborazione con gli altri sceneggiatori, Michele Placido, Andrea Purgatori, Angelo Pasquini, Andrea Lenza, Toni Trupia, Antonio Leotti che approccio hai usato?

K: In Anche libero va bene ero inquadrato per traferso, lo sguardo era quasi sempre sul bambino. Era una storia intima. Qui mi sono trovato a lavorare su commissione. Mi sono messo in gioco e ho cercato di far nascere prima il trattamento e poi la sceneggiatura, in base alle sensazioni e ai desideri del regista e della produzione. Mi sono dovuto calare nei panni dello scrittore e non ho avuto tempo di dedicarmi a me come attore. Il personaggio di Renè me lo sono cucito addosso dopo.

Quella di Vallanzasca è una psicologia complessa, camaleontica, ricca di mistero che nelle sue azioni segue “un’etica criminale”, delle regole: non si spara a sangue freddo, si uccide il traditore anche se ‘fratello’.

K: Quello della finzione filmica è il punto di vista di un criminale che non si preoccupa del dolore che può procurare. Noi quel dolore lo abbiamo indagato per la prima volta in maniera completa. Non lo giustifichi ma ne rimani affascinato: cosi accadde davvero a tante donne e uomini in quegli anni.

Come hai lavorato sull’escalation della violenza che riguarda il tuo personaggio?

K: La crudezza e gli aspetti violenti di Renato sono stati fin dall’inizio gli elementi fondamentali da raccontare. Lo abbiamo tenuto presente in fase di scrittura e lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle in fase di ripresa. Personalmente, quando affronto un personaggio, credo sia giusto metterlo sulla graticola e far emergere il bene e il male che lo caratterizzano.

Per ascoltare le interviste al cast completo di Vallanzasca, gli angeli del male vi rimandiamo al sito webwww.radiocinema.it

Clemente Mastella intervistato da SLIDE : Ecco la verità sulla caduta del governo Prodi

di Giancarlo Presutto - Slide Salerno

Clemente Mastella, l’uomo del Meridione, fonda il nuovo Partito politico “Popolari per il Sud”. 
Ad intervistarlo in esclusiva per Slide Italia 
c’è il Direttore Locale di Salerno - Campania ,Giancarlo Presutto


Questa mattina di buon’ora parto alla volta di Ceppaloni (Benevento), piccolo comune e feudo incontrastato di Clemente Mastella, dopo un’ ora d’auto passando tra le colline verdi ed incontaminate del beneventano, terra di vini pregiati come la Falangina, il Solopaca, L’Aglianico, il Greco ed il Coda di Volpe, raggiungo la residenza privata dell’Onorevole.
L’uomo del sud laureato in Filosofia e giovanissimo giornalista della Rai, che dal 1976, data della sua prima elezione in Parlamento, è stato protagonista della storia della politica italiana ininterrottamente per otto legislature e precisamente sette da Deputato e una da Senatore. 
Da Giugno 2009 è membro del Parlamento Europeo ove lo era già stato dal 1999 al 2004. Sottosegretario alla Difesa, Ministro del Lavoro, Vice Presidente della Camera dei Deputati e Ministro della Giustizia poi. Una lunga esperienza messa a disposizione della gente e delle comunità del Mezzogiorno d’Italia.
Vengo accolto dall’Onorevole, con la solita gentilezza e inizia la nostra conversazione.

D: Onorevole, chi la conosce sa bene come me, che lei è una persona leale ed affidabile, come mai viene ricordato come il responsabile della caduta di Prodi?


Leggi il testo integrale su SLIDE ITALIA!
Prossimamente nei punti distributivi selezionati oppure online da www.slideitalia.it

Modena City Ramblers si svelano a SLIDE ( di Tommaso Torri )

Dalla pubblicazione del loro ultimo album Onda Libera, nell’aprile del 2009, i Modena City Ramblers hanno portato la loro musica in giro per l’Italia e l’Europa con oltre 130 concerti che festeggiano i 16 anni dall’uscita dello storico primo disco del gruppo, nato nel 1991, “Riportando tutto a casa”.
La loro ultima fatica discografica, “Onda Libera”, è l’undicesimo capitolo dell’ormai quasi ventennale storia della band emiliana. Si compone di dodici canzoni, scritte, arrangiate e prodotte dagli stessi Ramblers, che, per le registrazioni, effettuate presso la consueta “base” dello studio Esagono di Rubiera, e avvalendosi della collaborazione alle fisarmoniche e tastiere di Leonardo Sgavetti (in tour con la band dall’anno precedente) e di pochi altri contributi esterni.
Già dal titolo si deduce un chiaro richiamo a quello che è il tema dominante del lavoro: il concetto di libertà, interpretato a seconda delle canzoni nelle sue declinazioni più individuali o collettive. I Ramblers si confrontano con questo concetto e scendono in profondità, tra le piccole grandi schiavitù e i guizzi di libertà che animano e condizionano i sentimenti, gli affetti, le idee e i sogni di noi tutti e le utopie, le conquiste, i valori ma anche le mistificazioni e i pesanti condizionamenti che, come società, viviamo e accettiamo o subiamo.
L’uso del dialetto emiliano, da sempre una delle soluzioni espressive della band, si affianca poi a quello partenopeo, con una unione di lingue ed accenti che ribadisce come per la band, nelle differenze e nella varietà espressiva, si possano trovare le occasioni per accostare culture e abbattere confini, più che dividere.
Le voci di Betty e Dudu si alternano nelle varie tracce, assieme ad alcuni episodi di natura più corale, interpretando testi talvolta diretti e immediati, altre volte poetici e metaforici, che si vanno sempre ad inserire nell’alveo della tradizionale scrittura militante e sognatrice dei Modena City Ramblers.
La band sale sui palchi della penisola con un live che, tra le altre particolarità, è anche evocativo di un periodo dove i grandi cambiamenti sembravano ancora possibili. Un salto nel passato per riprendere una scaletta impostata sui brani di quel periodo, che sapevano di sudore e di Guinness, amore per l’Irlanda e voglia di cambiare quell’Italia della prima Repubblica. Un’occasione per far festa insieme e riflettere su come, quanto e se, siano o meno cambiate l’Italia e la sua società in questi anni. Abbiamo intervistato Davide “DuDu” Morandi, voce dei Modena City Ramblers, per sapere cosa aspettarci dai concerti della band.

Nonostante i cambiamenti della formazione il vostro stile e il vostro messaggio non hanno subito variazioni, cosa ha contribuito negli anni a crearvi un’immagine tale da rendervi riconoscibili?
Il gruppo, fin dall’inizio, si è configurato come una band aperta ed è poi proseguito nel corso degli anni contraddistinguendosi per questa caratteristica; la cosa più importante, comunque, è il progetto che prosegue sempre al di là delle persone che salgono sul palco e che eseguono i brani. Nel corso degli anni c’è sempre stato qualcuno da salutare e qualcuno da accogliere nel gruppo.

Pensi che oggi ci sia un’artista o una band locale emergente e che ritieni possa crescere nell’immediato futuro?
Di gruppi validi ne incontriamo parecchi e, sulla scena romagnola, siamo rimasti molto colpiti da un artista giovanissimo di Forlì, Federico Braschi, che ha delle idee musicali molto interessanti interpretate con uno straordinario buon gusto.
C’è un gruppo o un’artista ai quali guardate sempre con particolare ammirazione?
Ce ne sono molti e sono quei “mostri sacri” a cui ci siamo ispirati e che hanno influenzato il gruppo fin dall’inizio come i Clash, Bob Dylan e Bruce Springsteen. Poi, durante i nostri tour, subiamo l’influenza di tanti gruppi italiani e stranieri che incontriamo.

I valori per cui lottavate in passato sono ancora attuali oggi?
Assolutamente si: brani che abbiamo scritto anni fa sullo scandalo tangentopoli o sulla mafia sono, purtroppo, ancora attuali. Nel corso degli anni il tipo di pubblico è cambiato però vediamo molti ragazzi, che all’epoca non erano ancora nati, ascoltare “I 100 passi” e poi andare a cercare notizie sulla morte di Aldo Moro e sul ritrovamento del suo corpo in via Caetani.

La canzone è ancora in grado di fare politica?
In realtà non dovrebbe farlo: la musica dovrebbe parlare di cose di cui non si parla tanto spesso. Fare politica non è il nostro mestiere: noi siamo Artisti con la “a” maiuscola e non politici; vogliamo fare musica che lasci qualcosa a chi la ascolta perché per noi è importante che i ragazzi ci ascoltino e che rimanga qualcosa delle nostre canzoni nelle loro menti.

Davide Nicolò, intervistato dal Direttore Editoriale di Slide

Ho incontrato, in un momento cosi particolare e critico per il nightclubbing nazionale ed internazionale, Davide Nicolò, personaggio essenziale della club culture moderna e conoscitore delle mode degli ulimi 20 anni. Creativo e comunicatore al 100%, consulente artistico di alcuni fra i migliori locali europei.
Lo conobbi negli 90, proprio nel momento in cui Davide viveva i successi ottenuti nei locali più IN della riviera e forse d’Italia. Ricordo di aver presenziato in quel periodo, ad alcuni grandi eventi sparsi per l’Italia in qualità di Direttore per un altro giornale, dove in quelle belle serate lui era una special guest. Dopo tanti anni, ho voluto rivederlo, l’ho trovato, l’ho intervistato.
Riminese, classe 67, milanese e ibizenco d’adozione (cittadino del mondo) appena tornato dalle Baleari, è conosciuto principalmente come comunicatore, pr, trend-setter e cool-hunter, prestigioso giornalista e creatore, pr e consulente immagine per locali alla moda. Ma non tutti sanno che spesso si diletta a fare il music-designer, un dj che seleziona musica di qualità non necessariamente da ballare, anche se c’è tanta musica per farlo nei suoi dj set. Surfa attraverso i generi, lounge, jazz, deep, trash, pop, classica, elettronica, etc. Ha proposto questo genere per primo nella riviera romagnola del divertimento, e continua a farlo in tantissimi locali in italia e all’estero, soprattutto per serate esclusive ed aperitivi, non dimenticando la musica per diversi stilisti e per le loro sfilate, tra gli altri J.Paul Gaultier e Pierre Cardin... ha appena selezionato musica al compleanno di Uma Thurman al Blue Marlin di Ibiza.

Davide, ti definisci “consulente diurno per locali notturni”: vuoi spiegarci meglio questa tua filosofia professionale?
Mi sembra piuttosto semplice, ma lo spiego. Conosco quasi tutte le sfaccettature che la notte può avere, ma non le frequento più assiduamente come un tempo, mi piace stare dietro le quinte e abbastanza lontano. Non come qualche mio collega, che non si perde una notte nei locali. Io amo starmene a casa, studiarmele, sognarmele. Inoltre guardo molta tv, ascolto musica, ricevo amici… e comunque cerco di andare il meno possibile in discoteca. Amo molto i preserali (gli aperitivi) e viaggiare. All’estero mi dedico di più alla notte, visito le disco e le vivo differentemente, cerco di conoscere chi le gestisce e le anima… Alla mattina, qualsiasi cosa succeda, mi sveglio prima delle sette, mai più tardi… come si suol dire, il mattino ha l’oro in bocca…

Vuoi ricordare agli amici del nostro magazine quali sono stati i tuoi più grandi successi professionali?
Non mi piace parlarmi addosso, ma se me lo chiedete… Per le discoteche sono diventato famoso grazie al lancio e all’apertura nel 90 del Cocoricò, il periodo antecedente al Byblos, poi sono venuti, il Paradiso, il Pineta dove ho collaborato fino a poco più di un anno fa. Poi il Fura a Desenzano, il Fitzcarraldo, lo Yab e il Meccanò a Firenze e quelli internazionali, a Ibiza ho collaborato con gli staff dello Space, del DC10, del Pacha, e nel 98 e 99 con il Buddha Bar a Parigi. Poi ho ottenuto notorietà per il fatto di curare l’immagine e la comunicazione di dj e personaggi famosi, faccio anche il grafico pubblicitario e il consulente d’immagine per non farmi mancare nulla.

Hai creato eventi importantissimi com Bybloscar o Miss Over’50 ad esempio, lanciato locali mitici come i Cocoricò, il Pineta, il Fura, hai anche scritto libri, ma c’è qualcosa che non hai ancora fatto e che ti piacerebbe realizzare?
Mi piacerebbe lavorare nel cinema e nelle architetture… intendo nel progettare completamente delle strutture a livello scenico e visivo

Spesso ti occupi dell’immagine di molti personaggi famosi ( Valeria Marini, Tommy Vee, Picotto, Coccoluto...): con quali ti sei trovato meglio?
Vabbè sono stati citati, al di fuori della Marini con cui ho collaborato solo qualche giorno, dei veri e propri Amici, ma mi sono sempre trovato bene con tutti!…
Mi rimarrà emblematica l’esperienza provata lavorando a Sanremo per i DB Boulevard e quella che ho avuto facendo da assistente e personal shopper tre anni fa a Regina Ranja di Giordania a Ibiza…o l’ultimo compleanno di Uma Thurman...

Leggendo la tua biografia sono rimasto colpito dalla tua sensibilità nei confronti dell’arte: quali sono gli artisti contemporanei che ti piacciono maggiormente?
Diversi, ma non molto conosciuti come Moschell e le sue bambole conosciuto su internet o Paolo Smidlin che fa busti di terracotta di persone, grotteschi ma praticamente reali … Mi piace la provocazione di Catellan e le sculture design di Gaetano Pesce… amo tutto il design, e poi un po’ tutta la pop-art classica: Haring, Warhol, J. Johns, J. Koons … Tanti fotografi… Sto anche partecipando ad uno stage per organizzazione di eventi per l’arte a Venezia...

Parlaci del tuo hobby di music designer: che sonorità proponi nelle tue serate?
Bella domanda,… Per me attualmente è una soddisfazione incredibile poter proporre musica, (a modo mio)… Spazio senza mixare, passando con irriverenza dalla chill out, al jazz, dall’elettronica, ai vecchi successi italiani degli anni 40, 50, 60… musica classica, rock e anche voci catturate da spot pubblicitari e segreterie telefoniche… insomma di tutto un Po’P! Da Madonna a Carmelo Bene, da Mina a Vivaldi, da Loredana Bertè agli Stones… da Lady Gaga a Bjork a Chopin... Sto risquotendo con un hobby, più successo di chi lo fa per lavoro! Mi chiamano per party importanti, per musicare sfilate e per selezionare musica in film da cassetta e per programmi televisivi… Mi piace molto e continuerò a insistere… fra poco uscirà anche una mia compilation…
Nel tempo libero, quali sono i locali che frequenti con piacere?
Più di tutto amo i party nelle grandi ville… Poi sicuramente i lounge bar nelle hall degli hotels, i teatri trasformati in disco bar, i locali arredati con pezzi vintage, qualche discoteca dal sapore originale, sia che sia di design o assolutamente underground… In Italia amo l’Amnesia e il Plastic a Milano, il Cocoricò a Riccione, il Tenax a Firenze, ma penso che il locale più folle e che amo resterà ancora per un po’ il DC10 a Ibiza… (Estate, pazzia, gente e musica travolgente!!!) Odio i locali leccati e quelli copiati da altri che sono gia arrivati al successo, quelli che non hanno niente di personale… e ovviamente tutti i locali etnici… ne ho visti veramente troppi!

Cosa ne pensi della legge che vieta la somministrazione degli alcolici?
Che non serve a niente!
Il modo per sconfiggere o almeno ridurre le stragi del sabato sera sono altre… ma purtroppo siamo in Italia e… si fa sempre finta di non vedere!… I politici hanno paura di sporcarsi le mani con la notte. Quindi non pensano ad alternative e programmi e progetti ma pensano alla repressione…
Sbagliato in un momento dove per rilanciare l’economia bisognerebbe tenere aperte con turni regolari e assistiti ogni attività, dare la possibilità di vivere e di scegliere cosa fare in qualsiasi momento, vivere tutto il giorno appieno nelle 24 ore… con negozi e uffici aperti sempre. Discoteche e teatri e cinema anche di giorno come anche biblioteche e tribunali aperti di notte… Telaviv ne è il più chiaro successo!

Grazie per aver accettato il nostro invito: ci siamo dimenticati qualcosa?
Non troppo… Ma per parlare di tutto quello che faccio ci vorrebbe molto di più! Per il momento va bene!… Eventualmente passate a dare un occhiata al mio Space e scrivetemi…
http://www.myspace.com/davidenicolo

Spirito di Stella ( di Alessandra Mura )

“Spirito di Stella” ha attraccato nella costa algherese, nel nord ovest della Sardegna, in uno dei golfi naturalistici più conosciuti del Mediterraneo. Anche nell’isola è arrivato forte e chiaro il messaggio di Andrea Stella, un giovane vicentino che ha imparato a volare senz’ali. Scampato alla morte dopo un agguato a fuoco in Florida, dopo il conseguimento della laurea, ha ricordato il suo 10° anniversario da quella data, in cui ha perso l’uso delle gambe a causa di un proiettile che gli ha lesionato la spina dorsale. Quel fatidico giorno, Il 29 Agosto appena trascorso, lo ha voluto trascorrere a bordo del catamarano da lui progettato, il primo al mondo privo di barriere architettoniche. La prima imbarcazione, studiata dalla famiglia Stella, che permette anche a chi si muove su una carrozzina di comandarla, di gestirla, di coordinare la navigazione e di vivere il mare come un normodotato. “Spirito di Stella”, questo il nome del catamarano che ricorda il nome dell’ Associazione, nata dopo la tragedia di Andrea, è partito il primo maggio da Jesolo, per un tour di sette tappe nei maggiori porti d’Italia, fino a toccare le coste sarde. Ha buttato gli ormeggi anche nel porto di Alghero per sette giorni di attività velica coinvolgendo un centinaio di disabili nella navigazione a mare aperto, assaporando il gusto della sfida, delle onde, senza alcun limite o barriera. Un occasione unica per superare i propri limiti e capire che i veri ostacoli spesso, stanno all’interno della propria mente.
Andrea Stella, accompagnato dal suo equipaggio composto da Raffaele Trenchi e da Diego Trevisi, insieme alla compagna Maria Foscarini, esperta di tecniche alternative e integrazione psicofisica, ha studiato il catamarano Spirito di Stella, facilitando i movimenti al suo interno ed equipaggiando l’imbarcazione in modo da poter essere vissuta e gestita anche da chi si muove su una carrozzina. Per questo è stata allargata la pedana di ingresso alla barca, di misura non inferiore ai 90 centimetri, il piano inclinato elettricamente per accedere al suo interno che viene riposizionato in linea con il pozzetto per utilizzare agevolemente lo spazio a poppa, tutti i comandi che sono sistemati nella parte posteriore, dove i timoni in ambo i lati sono posizionati in modo da permettere una visuale completa dell’orizzonte, e il seggiolino di transito che viene utilizzato per muoversi da poppa a prua. Ma ci sono tanti accorgimenti elettrici o manuali che consentono a qualsiasi membro dell’equipaggio di spostarsi in tutta sicurezza e in totale confort, basta fare un giro nelle camere e nei bagni, sistemati in un unico piano, dove si accede grazie agli ascensori comandati con l’uso di un telecomando.
Sono tutte soluzioni studiate nel corso di questi ultimi sette anni, che hanno spinto un giovanissimo ragazzo che aveva perso l’uso delle gambe, di ritornare in mare, di riprendere a vivere con più voglia di prima e di poter aiutare tanti altri ragazzi vittime del silenzio, a uscire dal loro guscio e assaporare la vita. Dover cambiare vita, convincere la propria mente a riorganizzare la quotidianità, sentirsi imprigionati in una sedia che diventerà l’unico modo per muoverti, non è un passaggio facile quantomeno immediato. E forse una passione, come per Andrea il mare, può diventare stimolo ad affrontare le paure.
Il quesito che si pone Andrea Stella e che ha posto all’attenzione di tutti è stato questo: “Se si può trasformare cosi una barca, perché non possiamo rendere accessibili una casa, un autobus, una città?”Una domanda forte, che coinvolge tutti, dai potenti al singolo cittadino, e che deve trovare terreno fertile per poter parlare concretamente di abbattimento di barriere architettoniche. Spesso chi non ha vissuto e toccato con mano un esperienza di disabilità non pensa alle difficoltà che una persona in carrozzina deve affrontare quando deve superare un gradino, quando deve entrare in un bar, quando deve attraversare un terreno non asfaltato e pericolante. E questa realtà sconosciuta si trincera dietro abissi d’ignoranza che spesso e volentieri diventano incolmabili.
Dopo la tappa sarda ad Alghero, Andrea Stella è ripartito a bordo del suo catamarano, per la Liguria, con una prima tappa a La Spezia e la seconda a Genova, dove si svolgeva in concomitanza il Salone Nautico. E da qui il rientro nella sua città natia, dove si godrà un meritato relax, nell’attesa di poter concretizzare un altro progetto, in trepidante attesa visto che si tratta di rifare un lungo giro nell’oceano. Ma c’è di più. Il vero obbiettivo che si concretizzerà nel 2012 sarà il giro del mondo. C’è ancora un po di tempo per organizzare la regata mondiale, ma l’intento di Andrea Stella, è quello di portare con se un equipaggio che lui stesso sceglierà dopo un anno di selezioni, dove potrà formare il suo gruppo di avventurieri. Sarà una bella scommessa con la vita, un’esperienza indimenticabile che segnerà la mente e rafforzerà l’animo di chi ,sulla terra ferma, incontra ogni giorno i più grandi ostacoli, quelli fatti di pensieri e non di cemento, quelli invisibili ma amaramente tangibili.
Andrea Stella, ha saputo sfruttare una grande chance dopo l’inaspettata disavventura. Ha perso l’uso delle gambe, ma ha riacquistato un grande valore, l’altruismo, cercando di aiutare chi, come lui, vive la disabilità. Se pensiamo che il telecomando è stato inventato per facilitare l’utilizzo della televisione ai disabili, cosi come l’ascensore, chi oggi di noi rinuncerebbe a queste comodità? Il ragionamento di fondo è proprio questo: pensare di agevolare la quotidianità di tutti senza pensare di farlo esclusivamente per chi ha difficoltà motorie. E se Andrea Stella è riuscito a farlo nella sua barca, si potrebbe iniziare a ragionare in termini di urbe, di territorio, di globo? La risposta la lasciamo a voi lettori.

Il modo giusto di dire le cose ( di Stefano Santori )

RIDEFINIZIONE DELLA CORNICE
Un postulato della famosa neuroscienza, la PNL, recita “ il significato di quello che diciamo è la risposta che otteniamo”. Spesso il contenuto di un nostro eloquio può contenere intenzioni benevole ma ottenere un riscontro negativo. Questo ci dimostra che sono molto importanti il modo in cui elaboriamo un discorso ed il contesto nel quale lo stesso si sviluppa. Infatti tutto ciò che viene detto si muove all’interno di una cornice (“frame” in PNL) ossia accade nell’ambito di un contesto e di una situazione che possono essere ridefinite sia dalle modalità con cui un determinato contenuto viene espresso (toni, gestualità, volume ecc.) che dall’utilizzo di specifici predicati.
Secondo l’autore, quello della “ridefinizione della cornice” è un processo fondamentale e sostanziale soprattutto in ambito professionale ed in modo particolare nei casi in cui appare opportuno revisionare situazioni problematiche per osservarle da un’altra prospettiva: differenziare il punto di vista permette di individuare punti di forza e possibilità di vantaggio, assenti di primo acchito. Dire “… è un modo completamente nuovo di lavorare” è una frase tendenzialmente rivoluzionaria che trasferisce l’idea di un cambiamento dal forte impatto, quasi netto e contrastante. Riformulare la stessa frase come segue: “… è un modo per rendere più semplice il vostro lavoro” denota la volontà di porre in atto una trasformazione di stampo evolutivo, un iter che spinge verso la crescita e lo sviluppo, con un evidente vantaggio per chi ne beneficia. Questo è un piccolo esempio per dimostrare cosa significa riformulare una frase secondo una cornice di riferimento diversa.

I METAPROGRAMMI
Nell’ambito di questa cornice, di questo importante contesto nel quale vengono formulati pensieri e messaggi, assumono una posizione preminente i cosiddetti Metaprogrammi: essi costituiscono la “struttura” del pensiero, il “palcoscenico” sul quale la nostra mente “mette in scena” pensieri, ragionamenti, ricordi, esperienze e molto altro. L’esempio del palcoscenico ci permette subito di evidenziarne un aspetto importante: essi non interferiscono con ciò che sul palcoscenico viene rappresentato, e quindi sul contenuto, ma si limitano solo a porre in evidenza ciò a cui noi “prestiamo attenzione” e non ciò che per ognuno di noi è “importante”.
La loro potenziale applicazione si verifica tanto nel mondo quotidiano quanto in quello del lavoro. Tra i Metaprogrammi più noti in PNL ci sono:
- Dentro il tempo/Fuori dal tempo: colui che presenta una prevalenza del metaprogramma “dentro il tempo” riesce a vedere e percepire solo gli eventi dell’immediato futuro o dell’immediato passato il che implica una sua evidente difficoltà nel pianificare. Contrariamente, colui che possiede una prevalenza del metaprogramma “fuori dal tempo” ha una visione fluida del tempo, riesce a pianificare in anticipo e ad avere una buona visibilità del futuro.
- Monocronico/Policronico: come definito dal sociologo Edward Hall, la persona “monocronica” porta a termine un compito alla volta, dà molta importanza al tempo e risulta poco flessibile; di contro la persona “policronica” svolge diverse attività insieme, gradisce le interruzioni e dà poca importanza agli orari.
- Verso/ in allontanamento da: l’individuo presta maggiore attenzione alle conseguenze che desidera raggiungere (verso) o evitare (in allontanamento da).
- Possibilità/Procedure: questo metaprogramma indica se l’individuo è più focalizzato sulle alternative e le differenti scelte (possibilità) o al devo, è necessario (procedure).
- Proattivo/Reattivo: con proattivo si indica tendenzialmente colui che provoca gli eventi che agisce direttamente sulla realtà. Reattivo è colui che attende che qualcosa accada per poi reagire di conseguenza.
- Identità/Differenza: chi presenta il metaprogramma “identità” presta maggiore attenzione alle cose in comune, agli elementi simili, viceversa, il metaprogramma “differenza” pone maggiore attenzione alle differenze.
- Interno/Esterno: chi presenta il metaprogramma “interno” presta maggiore attenzione al suo parere, alle sue sensazioni e non ha di solito bisogno del parere degli altri. Colui che mostra il metaprogramma “esterno” presta maggiore attenzione al parere degli altri ed ha bisogno di conferme dall’esterno.

GLI OPERATORI MODALI
La PNL dà importanza anche agli Operatori Modali i quali, pur non essendo dei metaprogrammi veri e propri, mostrano il medesimo tipo di funzionamento e costituiscono una sorta di “regole interne attraverso le quali le persone controllano il proprio comportamento e giudicano quello degli altri”: tra i più usati si trovano: posso-non posso, potrei-non potrei, devo-non devo, dovrei-non dovrei, necessario-non necessario, occorre-non occorre, possibile-impossibile, farò-non farò Gli operatori modali vengono usati principalmente per motivare dipendenti e collaboratori e l’utilizzo degli stessi è molto semplice: basta prestare un buon ascolto per individuare la coppia maggiormente usata. E’ necessario poi ristrutturarla nel modo consono ed utile al raggiungimento di un obiettivo o alla messa in atto di una buona performance.
Per comprenderne meglio l’utilizzo e la conseguente riformulazione, di seguito riportiamo un esempio tratto dal testo da cui ci siamo ispirati “Sviluppare le proprie capacità con la PNL”, edito da F. Angeli e presente tra le guide alla lettura di OneMinuteClub.it, il famoso portale di formazione rapida:
“Non sono d’accordo: mi sembra impossibile”
Risposta adeguata: - “Ok, vedo bene il motivo per cui potresti pensare che per altri è impossibile, ma a me pare che, per quanto ti riguarda, la cosa sia possibile”.

Stefano Santori
40 anni, Laureato in Giurisprudenza, formatore dal 1990, trainer internazionale di PNL, sotto la guida diretta di Richard Bandler, fondatore della Neurolinguistic Programming (NLP), consulente aziendale, è stato Professore Universitario a contratto nell’Università di Napoli, presso la Facoltà di Sociologia (materia: comunicazione di massa), e Consulente e Formatore dell’IRI Management e del Ministero della Funzione Pubblica.
Vari giornali e riviste di rilevanza nazionale hanno dedicato articoli alle sue attività, ed ai suoi studi sulla comunicazione, sul management.
Pubblicazioni e opere:
- “Dare il meglio di sè”, ed. S&K
- “Leadership al femminile”, ed. Franco Angeli
- “Comunicazione efficace”, ed. Metatraining
- “Memo memoria e metodo”, ed. Fabbri (alcuni fascicoli)
- “Lettura rapida a fascicoli”, ed. Il Sole 24 ore
- “NLP in Action”, ed. Metaconsulting, opera realizzata in 5 DVD
- “ADV: addetti alle vendite”, ed. IperclubFormazione
Più altre opere visibili su http://www.macrolibrarsi.it/autori/_stefano-santori.php

CONSIGLI PER LA MENTE del Dott. Andrea Ronconi ( Slide 5 )

Caro Dottore, sono un ragazzo di 24 anni e dopo aver fatto l’amore per la prima volta - a 18 anni - ho avuto una serie di defaillance. Da allora uso farmaci per non vivere nell’incertezza delle mie capacità sessuali e per aiutarmi. Sentivo di tanti altri ragazzi che li usavano con risultati notevoli e allora ho continuato a prenderli, anche perché sembra quasi una moda. C’è gente che li compra su internet, ormai si possono anche trovare al bar, in disco e in palestra senza ricetta medica. Poi, una volta è successo che per vari motivi mi son trovato senza e non ha funzionato, così sono sprofondato nella vergogna e nella paura di non essere normale. Allora mi sono rivolto al mio medico di base e poi all’andrologo che mi ha detto che era tutto a posto, che in realtà la mia situazione era dovuta a cause emotive e che avrei potuto consultare uno psicosessuologo per superare la mia insicurezza. Secondo lei, cosa mi è successo?


RISPOSTA : Caro lettore, purtroppo richieste simili alla sua sono sempre in aumento perché, da quando sono uscite le famose pasticche di color blu a forma di diamante e poi quelle gialle a forma di goccia (i cosiddetti “inibitori della fosfodiesterasi 5”), i comportamenti sessuali dei giovani sono cambiati notevolmente. La reperibilità di questi medicinali è facilitata dal moltiplicarsi dei canali più o meno legali di distribuzione e vendita e il fenomeno è diventato di portata sociale. L’uso di questi farmaci diventa un abuso quando, in assenza di disturbi di natura fisiologica o medica, vi si ricorre come “autoterapia” per superare le proprie ansie o per voler eccedere nella prestazione, nel “successo”. In realtà, l’impiego improprio di questi farmaci rinforza esattamente quell’insicurezza che ne aveva motivato il primo utilizzo. E succede inevitabilmente che l’ansia di prestazione aumenti nel momento in cui, per un motivo o per l’altro, per scelta o per caso, ci si ritrova senza la pillola “magica”, blu o gialla che sia. Innanzitutto c’è da dire che sono farmaci e non caramelle, quindi è opportuno rivolgersi al medico di fiducia per farseli prescrivere. L’andrologo da cui è andato le ha suggerito di rivolgersi a uno psicosessuologo specializzato dopo aver escluso la causa organica del suo disagio sessuale. Nella sua mail, lei mi chiede cosa le sia successo. Posso dirle che lei, prendendo in quel modo quei farmaci, si è abituato a evitare di affrontare e risolvere con le sue stesse risorse le sue ansie da prestazione sessuale e di conseguenza non ha potuto sviluppare una genuina sicurezza nella sua sessualità. All’inizio le sarà sembrato che tutto funzionasse bene ma con il passare del tempo ha constatato che la propria sicurezza non poteva “assumerla dall’esterno” con una pillola e dopo tutti quegli anni lei si ritrovava esattamente al problema di partenza. Anzi l’uso non monitorato di quei farmaci, quindi il loro abuso e dipendenza psicologica, hanno sortito a livello emotivo un effetto iatrogeno cioè generatore di problematiche nuove, inesistenti prima di iniziare a prendere i farmaci: continue preoccupazioni di reperire le pillole per tempo e prima che si prospetti l’occasione di fare l’amore, altrimenti s’impone la rinuncia. Ci sono uomini che senza pillole in tasca evitano di uscire con una ragazza. Quindi da normali diventano “dopati e dipendenti”. Questa insicurezza sessuale influenza la prospettiva relazionale e condiziona la profondità affettiva inibendo, di fatto, la socializzazione con l’altro sesso e lo sviluppo di un rapporto durevole e maturo. La psicoterapia, condotta da uno psicosessuologo specializzato, può aiutare a sviluppare la fiducia legata alla propria sessualità e a solidificarla nel tempo promuovendo così prestazioni soddisfacenti per entrambi i partner. Chi vive un disagio sessuale di natura emotiva e relazionale e per questo abusa di farmaci può essere aiutato dalla collaborazione dello psicosessuologo e dell’andrologo. L’intervento integrato spesso ha i maggiori vantaggi nel miglioramento della vita sessuale di queste persone. Altre volte può essere sufficiente un percorso psicosessuologico a interrompere, senza l’uso di alcun farmaco, quel circolo vizioso che ha inizio con la perdita dell’erezione e si rinforza con l’ansia e i sentimenti depressivi, stati emotivi che finiscono per diventare allo stesso tempo causa ed effetto del disagio sessuale. La durata di un trattamento delle difficoltà erettili dovute a fattori di natura psicologica e non organica (la cosiddetta impotenza psicogena) può variare da paziente a paziente, ma solitamente si risolve in pochi mesi. Nella psicoterapia rimane centrale il ri-dimensionamento delle aspettative mitiche (e purtroppo sempre più socialmente condivise) di un pene che deve essere a tutti i costi sempre pronto e capace di prestazioni super-normali. Imparare a comunicare e relazionarsi con tutti nostri limiti è un altro obbiettivo importante per vivere al meglio la sessualità.

IN& OUT Ottobre

IN&OUT
di Devis Paganelli
L’opinione del tutto personale del Direttore Editoriale di Slide su locali, eventi, iniziative, programmi tv.

Punta Cana Princess All-Suites and Spa Resort.
Playas de Bavaro, Punta Cana, Repubblica Dominicana ( IN )
Playas de Bavaro, Punta Cana, Repubblica Dominicana
Punta Cana Princess All Suites Adults-Only All Inclusive è una struttura tutto compreso. Le tariffe delle camere includono pasti e bevande presso i ristoranti e i bar interni, tasse e mance. Ottimo il Centro benessere con servizi completi offre una piscina scoperta, un centro benessere, una sauna e un bagno turco, sale conferenze, una sala da ballo e sale riunioni per piccoli gruppi, un casinò, un night club e campi da tennis. Più che un Hotel è un Paradiso. Direttamente sulla spiagia da sogno, la struttura può essere considerata veramente una numero uno. Pulizia, qualità dei servizi e proposte al ristorante, sono tutti da voto 10. Se volete stare tranquilli o divertirvi in una magica atmosfera dominicana, questa è una ottima opzione. Prezzi da €.110 a €.280 al giorno a persona con formula ALL INCLUSIVE.
www.puntacanaprincess.com

LIBRO : La solitudine dei numeri primi - di Paolo Giordano ( OUT )
Dico subito : Tanto rumore per nulla. Chi si è occupato della comunicazione e la promozione è sicuramente bravo, direi bravissimo. Ma il libro poi, delude. Sicuramente non è pessimo, ma non risponde alle aspettative del lettore. Piacevoli alcuni punti, come le metafore toccanti, come quella attinente ai numeri primi. All’inizio, qualche spunto inizia ad emozionare, ma poi si spegne il patos, per il trascinarsi di testi apparentemente allungati con paragrafi inutili. Finale amaro e deludente. Non ne consiglio la lettura.


AUTO : La classe A di MERCEDES
( IN )
Di positivo ha che la tenuta è ottima, la frenata anche. Il motore è potente e i consumi sembrano essere bassi. Comodissimi gli interni. Le ruote troppo ribassate e le sospensioni molto rigide potrebbero essere un forte punto negativo, ma solo per chi utilizza l’auto in lunghi percorsi.
La linea è molto fluida. Esteticamente è bella, niente da dire. Il cambio automatico ha innesti veloci e quindi sicuri anche in fase di sorpasso. Per nulla rumorosa. Tutto sommato è un auto da consigliare.

PERSONAGGI :
Gianfranco Fini, dimettiti! ( OUT )
Nessuno ( forse ) entra nel merito sulle Sue critiche nei confronti di chi siede al vertice del PDL. Nessuno replica al pessimo Suo self-control, in iniziative pubbliche, dove ha dato segno che forse il Suo passato politico, in qualche modo forse disdegnato in seguito, ha ancora la meglio sul Suo caratterino. Ma se è vero che non si riconosce più nel PDL e che non sposa la linea politica del Suo popolo, allora non basta andarsene, fondando peraltro, un altro movimento, senza dimettersi dalla poltrona ottenuta con il consenso democratico e popolare. Lei quella poltrona l’ha ottenuta perchè apparteneva al PDL, democraticamente eletto dai cittatini. Se ritiene di voler inaugurare un altro partito lo faccia pure, ma non essendo più sostenuto dal consenso popolare che Le ha regalato la poltrona, deve obbligatoriamente lasciare la Presidenza della Camera. Si dimetta.

ANIMALI : Parco Zoo Poppi ( OUT )
A Poppi, in provincia di Arezzo, si trova un Parco, all’interno del quale la fauna presente ( o meglio, esposta ), è di varia provenienza. Niente da dire per le simpatiche caprette che si avvicinano per farsi accarezzare, o per i daini liberi di saltellare qua e la, ma l’orso bruno, rinchiuso in una sorta di cubo di cemento armato, aperto solo in alto, ha veramente dell’inaccettabile. Alle stelle poi, l’indecenza dell’immondizia che arriva nel fosso ( non posso definirlo altrimenti ) che ospita l’animale, attraverso l’inciviltà dei visitatori che gettano bottiglie di plastica, sacchetti e qualunque altra cosa nella gabbia del povero mammifero. Ma possibile che nessuno intervenga? E’ li da anni quel povero orso.
http://www.parcozoopoppi.it

Aperitivo d'Arte ( di Luigi Petrone )

Sono stato invitato, a partecipare a questo aperitivo con la redazione, quale rappresentante di
SLIDE, il magazine ufficiale, presente all’evento. Mi aspettavo una noiosa presentazione di quelle organizzate da associazioni culturali note o semi note per promuovere questo o quell’artista.
Invece, senza nulla togliere alle associazioni culturali o, appunto, a questo o quell’artista, mi sono ritrovato al bellissimo Hotel Carducci di Cattolica, la cui proprietà è della celeberrima famiglia Ferretti il cui Ristorante Carducci 76 è segnalato dalla guida Michelin e dal Gambero Rosso. Era presente bella gente, un ottimo buffet, accompagnato da buon vino. A fare da cornice, alcuni artisti presenti, che, ognuno nel proprio settore, dava pregio della propria arte.
Passeggiando nell’elegante giardino, si poteva degustare quanto preparato dallo Chef Stefano Ciotti, ascoltando le note del pianoforte suonato dal bravissimo Emanuele Bergamaschi. Sulla terrazza si poteva assistere allo “sfogo” artistico di Teodoro Bonci del Bene, poliedrico
artista pittore, attore e cantante. Qui Teodoro realizzava un dipinto su un pannello plastico trasparente alto due metri e largo tre. Francesco Casanova, fotografo ufficiale di Slide, aveva allestito un set fotografico, nel quale alcuni ospiti presenti potevano
ottenere un ritratto della serata. Ho potuto conoscere anche Antonio Urbinati, pittore acquerellista, che esponeva alcune sue opere, realizzate con la tecnica che gli appartiene, ma con uno stile tutto particolare e di grande effetto, su carta pergamenata di grande pregio. L’atmosfera calda e il clima felliniano, hanno reso questo
appuntamento particolare e unico. Un buon esempio su come l’aspetto ludico possa sposare la cultura e l’arte, senza annoiare, ma al contrario divertire. Sicuramente da ripetere o meglio da considerare come un buon format per i locali di tutta Italia.

Ristorante AcquaSale - Pesaro

La storia del Ristorante Acquasale di Ostuni inizia nel 2006 quando Giuseppe Varone e Francesca Pronesti decidono di segnare il tempo con la realizzazione di uno dei più affascinanti ristoranti d’Italia. Acquasale è il classico esempio di come l’eleganza, quando c’è buon gusto, non sfiora nemmeno lontanamente l’ostentazione e la volgarità; un lavoro impeccabile che lo rende, senza esagerazioni, un luogo di ineffabile bellezza. Questo ristorante di pesce si trova nella primissima periferia di Ostuni, all’interno di un’antica villetta che ospita al suo interno non più di 30 posti.

Commento del 02.09.2010 di Germanico :
Tornati ad un anno di distanza: il ristorante conserva lo stesso splendore dell’anno precedente. Nella cucina ricercata ma mai stravagante ormai è riconoscibile la mano dello chef Giuseppe Varone. Quest’anno l’evoluzione estremamente positiva è stata offerta da un servizio al tavolo di gran lunga superiore a quello dell’anno precedente. Degustato: insalata fredda di mare, spaghetti alla ricciola rucola e pendolini, salmone selvaggio con panatura croccante, dolce di ricotta. Tutto ottimo. Per essere davvero pignoli, solo il primo sarebbe stato imbattibile con un pochettino di sale in meno. voto complessivo 9

New Talent : Kristina ( di Gian Luca Rizzello )

Hollywood, cosi poco generosa nell’aprire le porte ai nuovi talenti, ha lasciato entrare la bellissima modella danese Kristina Korsholm, contattata e incontrata da Slide.
Kristina è una ragazza di grande talento e lo sta dimostrando, ottenendo grande successo in tanti settori artistici. E’ autrice di libri, fa la modella e anche l’attrice. Trova anche il tempo per fare la giornalista. In America dicono di lei : “ha realmente l’X-Factor”. Negli USA, ha preso parte alle riprese di un bel film “Madoff”, mentre il brano dance “ I’ll be around” al quale ha partecipato sta scalando le classifiche in tutta Europa.
Il “multi-talento” Kristina Kowsholm, che prossimamente pubblicherà il suo primo single come cantante, oggi è una importante new talent e siamo certi, che in futuro sentiremo sempre più spesso parlare di lei.

Slide ai Box del Moto GP ( di Tommaso Torri )

Donne e motori, migliaia di appassionati del circo a due ruote e feste coinvolgenti che durano tutta la notte: questo il il canovaccio dell’appuntamento della MotoGp in salsa romagnola che ha trasformato Misano, Riccione e San Marino in un turbinio di appuntamenti in occasione della tappa del Grand Prix Aperol San Marino - Riviera di Rimini.
Meccanici impegnati a mettere a punto i bolidi delle varie scuderie, piloti concentrati in attesa di salire sulle loro moto mentre, in pista, le due ruote sfrecciano a caccia del tempo migliore mentre, i tifosi incuranti del sole cocente, si assiepano sui prati del Misano World Circuit in attesa del via: il circo della MotoGp ha dato il meglio di se nella tappa romagnola del campionato del mondo a conferma che, questa, è la terra incontrastata dei motori.
In attesa del via ufficiale della gara, i giorni scorrono tra prove in pista e “ombrelline” che si aggirano nei paddok in occasione del Mondiale di MotoGp: una quattro giorni che ha portato in Romagna migliaia di appassionati e che è iniziata con la passerella dei campioni sulle strade della provincia di Rimini per poi impegnarsi a fondo sul circuito di Misano.
A partire dal giovedì, al Misano World Circuit si’è accesa la musica dei motori in pista. Il Gran Premio Aperol di San Marino e della Riviera di Rimini è subito entrato nel vivo con i piloti che sono scesi in pista per le prove libere e, sulle tribune, sono subito cominciate a maturare le iniziative a sostegno dei grandi campioni. Al centro di tutto, ovviamente, Valentino Rossi e il prossimo matrimonio con la Ducati, ma attenzioni anche a tutti gli altri piloti italiani.
Grande partecipazione a Portoverde per la IV edizione del Dedikato, il talk show di beneficenza che ricorda il pilota giapponese, ma romagnolo d’adozione, Daijiro Kato scomparso nel MotoGp di Suzuka nel 2003. Circa 4.000 persone si sono ritrovate insieme Valentino Rossi, Marco Simoncelli, Toni Elias, Loris Capirossi, Marco Melandri, Mattia Pasini, Andrea Dovizioso, Julian Simon e Bradley Smith, oltre al manager sportivo Carlo Pernat, il dottor Claudio Costa, matteo Marzotto e gli ex campioni degli anni ‘80 Randy Mamola, Kevin Schwantz e l’ex campione del mondo, ora commentatore televisivo, Marco Lucchinelli. Una serata iniziata nel ricordo di una piccola promessa del motociclismo: il tredicenne Peter Lenz morto lo scorso fine settimana in seguito ad un incidente durante il giro di ricognizione di una gara di contorno a Indianapolis. Il Premio Sgana è andato al meccanico misanese, Denis Pazzaglini che con la sua professionalità porta il nome di Misano in giro nei paddock di tutto il mondo. Il Premio Dedikato è stato consegnato da Valentino Rossi a Kevin Schwantz, il suo idolo da bambino.
Anche quest’anno il fan club di Valentino Rossi ha occupato in forze la tribuna “Brutapela, alla fine del rettilineo, dove hanno tifato il campione di Tavullia oltre 3.900 tifosi, tutti rigorosamente vestiti con t-shirt gialla e ai quali domenica è stato dato in omaggio il cappellino. A Tavullia, dove in quei giorni era vietato superare i 46 Km/h, ha riscosso un grande successo il Box 46”, allestito con la moto Yamaha M1 e sedici cartonati che riproducevano fedelmente i meccanici della Yamaha grazie ad una foto appositamente scattata loro a Brno senza dimenticare, alla vigilia della gara, la festa dove è stato tagliato il cocomero giallo, realizzato grazie alla fantasia di un coltivatore di Mantova, naturalmente grande fan di Valentino, che attraverso un processo naturale è riuscito in questa magia.
“L’appuntamento col Gran Premio San Marino e Riviera di Rimini – spiega Guido Meda, il celebre commentatore di Mediaset dei MotoGp - condensa una miriade di fattori positivi. Per chi pratica la guida in pista, è un’occasione straordinaria di confronto con le sensazioni vissute in pista in prima persona. Sono tanti i piloti amatoriali quelli che girano qui. Poi c’è l’aspetto ambientale: qui si vivono giornate piene, non come in gran parte dei circuiti dove tutto finisce al termine delle corse. C’è tanta gente, puoi venire coi bambini e portarli in spiaggia e in generale il circuito si colloca nel cuore del territorio più divertente d’Italia. Il paddock parla al 50% in romagnolo, tanti i meccanici, gli addetti ai lavori che sono nati in questa terra. Per non parlare dei piloti romagnoli, da Valentino Rossi in poi, e con la Ducati che è qui a due passi. E’il clima che stupisce e in MotoGp c’è un gran bisogno di riguadagnare questo clima di festa e il piacere di stare insieme a raccontarsi e a divertirsi. Diciamo che qui respiriamo tutti, noi appassionati di moto, una salutare boccata d’ossigeno”.
La gara di domenica ha incoronato sul podio Dani Pedrosa, che ha dominato le curve romagnole, seguito dal solito devastante Jorge Lorenzo relegando al gradino più basso del circuito di casa, un ottimo Valentino Rossi nonostante i postumi per la brutta caduta del Mugello.
Una festa per il mondo dei motori e dello sport interrotta bruscamente domenica mattina quando, durante la gara della Moto2, ha perso tragicamente la vita il pilota giapponese Shoya Tomizawa vittima di una rovinosa caduta alla seconda curva “del Carro”. La giovane promessa delle due ruote, a soli 19 anni, era a bordo della Suter quando ha toccato un cordolo perdendo il controllo; nella caduta sull’asfalto romagnolo è travolto da Alex De Angelis e da Scott Redding che gli erano dietro. Altri 14 giri e la gara sarebbe finita, ma la pista di Misano gli è stata fatale.

Slide in giuria a LA PIU' BELLA DEL MONDO 2010

La bellezza è di casa alla Baia Imperiale di Gabicce Mare, che, sabato sera, ha ospitato la finale nazionale del concorso “La più bella del mondo” giunto alla XII edizione con tutta la sua carica di glamour.
Selezionate da tutta Italia, sono giunte in riviera 44 delle oltre 4000 candidate che hanno partecipato alle selezioni provinciali e regionali svolte in tutta Italia e, per la giuria, composta anche dal nostro Direttore Editoriale Devis Paganelli, non è stato facile dover procedere all’eliminazione di queste bellezze mozzafiato. Alla finale della Baia Imperiale, con presente il Patron del concorso Pierluigi Ferrari, le finaliste si sono date battaglia a colpi di charme ed eleganza per conquistarsi il titolo di “Più bella” oltre alle 9 fasce messe in palio dagli sponsor.
Il gran finale è arrivato dopo una tre giorni in cui le aspiranti miss si sono presentate alla giuria raccontandosi e mettendosi in mostra per ammaliare i giurati con la loro bellezza.
Dopo una lunga selezione, la scelta è caduta sulla 17enne bresciana di origini brasiliane Gabriela Patez da Silva incoronandola “La Più Bella del Mondo 2010”; nel corso della serata sono state premiate anche Antonietta Paolella di Caserta, Miss Fotogenia; Alessia Franchi di Piacenza, Miss Cinema Studio 254 e Miss Operà; Gabriella turca di Lodi, Miss Pretty Girl; Sabrina Casale di Latina, Miss Telegenia ( premiata dal nostro Direttore ); Gzouly Kaoutar, di Bergamo, Miss Baia Imperiale; Dorina Ciubutaru di Pavia, Miss Up Web; Elisa Marangon di Verona, Miss Park Hotel Kursaal; Greta Belloli di Bergamo, Miss Linea Sprint Eleganza.
Scegliere le nove vincitrici tra le 44 finaliste non è stato facile per la giuria di esperti: un durissimo lavoro non certo facilitato dalla avvenenza di tutte le ragazze giunte da vari angoli dell’Italia. Il lavoro di selezione ha visto un testa a testa fino alla fine e, dalle votazioni, è emersa Gabriela che ha raccolto lo scettro dalle mani della miss uscente Federica Rossetti. Per la nuova Miss Più Bella del Mondo, che non ha scordato la lacrimuccia di rito al momento dell’incoronazione, si aprono le porte di una carriera nel mondo dello spettacolo e della moda ed è soprattutto in quest’ultimo settore che la neo miss vuole lavorare.
“Voglio dedicare questa vittoria ai miei familiari e al mio ragazzo – sono state le prime parole di Gabriela da neo miss – perché è grazie a loro se sono arrivata fino a qui. Per il momento sono ancora incredula per questo risultato ma il mio sogno, adesso, è quello di riuscire a entrare nel mondo della moda come modella; so che questo settore richiede molti sacrifici e spero di saperli affrontare a testa alta”.
“Alla vincitrice e alle altre miss voglio augurare un in bocca al lupo affinché possano affermarsi come già altre ragazze che, passate per il concorso, hanno avuto una bella carriera nel mondo dello spettacolo – spiega il patron della manifestazione Gianluigi Ferrari – dato che «La Più Bella del Mondo» ha incoronato personaggi come Stella Sabbadin ed Elena Morali. Oggi il mondo dello spettacolo ha sempre più bisogno della bellezza e le ragazze, grazie al concorso, hanno più possibilità di lavorare in questo ambiente. L’importante è che chi decide di entrare in questa realtà capisca dove finisce il gioco del concorso di bellezza e inizia la serietà di una avventura che permetta di lavorare seriamente nel settore dello spettacolo”.



COME NASCE IL CONCORSO 
Dopo anni di attente analisi, valutazioni ed esperienze acquisite nell’organizzare concorsi nazionali ed esteri, la New Model 2000 è giunta alla decisione di realizzare in proprio e per la prima volta in Italia, un concorso internazionale, avvalendosi per questo di esperti e qualificati manager, spinta dalla volontà di esportare all’estero un marchio contraddistinto dall’inequivocabile MADE IN ITALY, etichetta da sempre riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.
L’inizio del concorso è stato presentato ufficialmente il 22 maggio 1998 presso il salone del Grand Hotel sulla Croisette a Cannes, in occasione della 51a edizione del Festival del Cinema, alla presenza di giornalisti nazionali ed internazionali..


LA VINCITRICE 2010
Petez Da Silva Gabriela
Età: 17
Regione: Lombardia
Vorrebbe fare: Modella oppure Odontoiatra
occupazione: Studentessa in odontoiatria
Lingue: Portoghese, Italiano.
Sport: Nuoto e Snowboard
Segno zodiacale: Toro
Hobby: Shopping
In una frase: Allegra e vivace

Descrizione:
Sono una ragazza molto determinata, quando mi metto in testa una cosa non me la toglie più nessuno fino a che non ottengo ciò che voglio. In futuro mi piacerebbe far parte del mondo dello spettacoloma continuando ad avere una vita normale perche in fondo sono una ragazza come le altre che sogna il grande giorno con la persona giusta per crearsi una famiglia ed avere dei bei bambini.

LA MISS TELEGENIA 
PREMIATA DA SLIDE
Sabrina Casale 
Età: 17 
Regione: Lazio 
Vorrebbe fare: Insegnante di scuola materna 
Occupazione: Studentessa liceo psico-pedagogico 
Lingue: Inglese, Italiano. 
Sport: Pallavolo, Ginnastica, Aerobica. 
Segno zodiacale: Vergine. 


Hobby: Disegnare 
In una frase: Solare e simpatica 
Descrizione: Sono una ragazza olare e simpatica, amo i bambini e da grande vorrei fare l’insegnante. Amo molto disegnare, seguire corsi di aerobica e come tutte le donne fare shopping. Come molte delle ragazze presenti questa sera il mio sogno nel cassetto è di fare la fotomodella.


REGOLAMENTO
Possono iscriversi al concorso “La più Bella del Mondo” tutte le ragazze di età compresa tra i 17 anni ed i 27 anni compiuti senza differenza alcuna di nazionalità, cittadinanza, gruppo etnico o religione, provenienti da qualsiasi parte del mondo. L’iscrizione al concorso è gratuita. Per informazioni : 
www.lapiubelladelmondo.org


Finaliste 2010

Petra Mombello 
Michaela Loredana Perianu 
Chiara Maurizi
Paola Staffa
Mariangela Cassanelli
Yamila Lopez
Michela Campominosi
Noemi Cerocchi
Fedrica Rossetti
Eleonora Prigioni
Angela Rigoni
Nicole Vettore
Anna Zorzi
Silvia Negri
Marika Zaggia
Giulia Serra
Valentina Bonera
Elena Morali
Maria Ersilia Pezzulo
Alessandra D’Orsi
Arianna Carli
Elisa Simoni
Sara Fioretto
Alexia Cividini
Altea Castellaneta
Valentina Carli
Anastasia Elefsis Michailidis
Deborah Marengo
Alessandra Arzani
Olga Polykarpova
Eleonora Palermo
Francesca Radaelli
Elena Mazzoleni
Sara Grazioli
Marta Pedrotti
Eleonora Danzeo
Sibil Sharon Barbagallo
Zaira Barbagallo
Tatiana Nicoletta Radukanu
Elisa Rivetti
Anna Marta Plinska
Elena Cristina Sandu