sabato 4 settembre 2010

Editoriale di Devis Paganelli - Slide Settembre 2010

4 settembre 2010
Editoriale

Ci sono voluti troppi giorni, troppi mesi per trovare rimedio alla catastrofe petrolifera più disastrosa dall’inizio dei tempi. Dopo due operazioni fallite ( cupola di contenimento e operazione Top Kill ), finalmente in Agosto la British Petroleum, proprietaria della piattaforma che stava devastando il Golfo del Messico, comunica la definitiva chiusura della piattaforma e la conclusiva soluzione del problema.
A poche settimane dalla chiusura del pozzo, SLIDE ITALIA riporta brevi cenni sulla posizione presa dal Presidente degli Stati Uniti d’America, immediatamente dopo il fallimento dell’operazione Top Kill, dove la tensione internazionale sul tema era ormai alle stelle.
SLIDE in esclusiva MONDIALE pubblica poi un reportage su quella che riteniamo essere l’invenzione che potrebbe risolvere il danno ecoambientale causato dal disastro della BP. Il giovane genio ricercatore italiano Dott. Ivano Aglietto, ha scoperto come separare l’acqua dal petrolio. Ciò, con una tecnica sorprendente, permetterebbe di ripulire la maggior parte dei danni ambientali attuali e futuri conseguenti alla fuoriuscita di petrolio nel Golfo in questione. Questa copia di SLIDE, con tutto il materiale informativo su RECAM, l’invenzione tutta italiana, sarà recapitata a Barack Obama direttamente da chi ha scritto per noi questa inchiesta, Dott. Riccardo Piana, accreditato dalla AMC TV (U.S.A.) , al Parlamento Europeo, all’Italian Television negli Stati Uniti d’America e all’American Press Association.
Nelle successive pagine, il Sindaco di Milano si racconta a SLIDE con un intervista rilasciata al sottoscritto, in relazione all’interessantissimo progetto “Casa di Letizia Moratti”.
In questo periodo Facebook, festeggia 500.000.000 di utenti iscritti, un vero record. Chi è l’inventore? Un servizio di SLIDE dedicato a Mark Zuckeberg.
Tanti anche i contributi regionali, pervenuti direttamente dai Direttori Locali / Concessionari Esclusivi di Slide, che settimana dopo settimana, stanno contribuendo alla creazione dello Slide-Network. Vuoi essere dei nostri? Contattaci.
Aspettatevi poi nel prossimo numero, spettacolari novità, che renderanno ancor di più, SLIDE, il n.1 in assoluto della Are Communication!

Barack Obama . Servizio di Slide

4 settembre 2010
Barack Obama

Nome completo Barack Hussein Obama II, nato ad Honolulu il 4 agosto 1961).
44º Presidente degli Stati Uniti.
Primo afroamericano a ricoprire la carica, Obama è stato senatore junior per lo Stato dell’Illinois dal gennaio 2005 al novembre 2008, quando si è dimesso dopo la sua elezione alla presidenza.
Si è laureato alla Columbia University e alla Harvard Law School, dove è stato il primo afroamericano presidente della Harvard Law Review. Organizzatore e attivista politico nella sua comunità di Chicago prima di ottenere la laurea in giurisprudenza, ha lavorato come avvocato nella difesa dei diritti civili e ha insegnato diritto costituzionale alla Law School dell’Università di Chicago dal 1992 al 2004.
Obama è stato eletto al Senato dell’Illinois per tre mandati, dal 1997 al 2004. Dopo la mancata elezione alla Camera dei Rappresentanti nel 2000, si è presentato candidato al Senato federale nel 2004. La sua vittoria alle primarie democratiche nazionali del marzo 2004 (su un folto gruppo di contendenti) ha accresciuto la sua visibilità, e il suo discorso introduttivo (keynote address) alla successiva convention democratica di luglio lo ha reso una delle figure emergenti del Partito Democratico. È stato quindi eletto senatore degli Stati Uniti nel novembre 2004, con il più ampio margine nella storia dell’Illinois.
Il 10 febbraio 2007 ha annunciato ufficialmente la propria candidatura per le elezioni presidenziali del 2008.[2] Dopo un duro testa a testa ha battuto l’ex first lady e senatrice dello stato di New York Hillary Clinton (favorita della vigilia) alle elezioni primarie del Partito Democratico. Il 3 giugno 2008 Obama ha ottenuto il quorum necessario per la nomination democratica, divenendo così, il primo candidato nero a correre per la Casa Bianca, per uno dei due maggiori partiti.
Ha ottenuto l’investitura ufficiale durante la convention del partito che si è tenuta a Denver tra il 25 e il 28 agosto 2008.
Ha vinto le elezioni presidenziali del 4 novembre 2008, superando il senatore repubblicano dell’Arizona John McCain, e si è insediato ufficialmente alla presidenza il 20 gennaio 2009.
Il settimanale statunitense TIME lo ha eletto Persona dell’anno 2008.[3] La sua foto ufficiale è stata scattata per la prima volta con una fotocamera digitale ed è stata rilasciata sotto una licenza Creative Commons.
È stato insignito del Premio Nobel per la Pace 2009 «per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli».

Premio Nobel
Il 9 ottobre 2009 il comitato di Oslo gli conferisce il Premio Nobel per la Pace
« per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli »
La motivazione fa riferimento al suo incessante tentativo di ridurre gli arsenali nucleari e di intavolare un dialogo distensivo e costruttivo col Medio Oriente. Il riconoscimento, consistente in una medaglia, un diploma e un assegno da 10 milioni di corone svedesi (circa un milione di euro) è consegnato a Oslo il 10 dicembre. «Solo assai raramente qualcuno è riuscito come Obama a catturare l’attenzione del mondo e a dare una speranza per un futuro migliore», si legge nella motivazione diffusa dal Comitato, che spiega come la diplomazia del Presidente statunitense sia «basata sul concetto che coloro che guidano il mondo debbano farlo sulla base di valori e atteggiamenti condivisi dalla maggioranza della popolazione».
Nonostante le motivazioni fornite dal comitato di Oslo, l’attribuzione del Nobel ad un presidente eletto da così poco tempo ha suscitato alcune polemiche. Secondo un sondaggio informale pubblicato dalla MSNBC il 62% degli intervistati pensa sia immeritato, mentre numerose critiche sono state sollevate dai repubblicani e dalla stampa.

RECAM : Quello che Obama forse non sa!

4 settembre 2010
RECAM, invenzione dell’italianissimo Ing. Ivano Aglietto è stato testato e sarà proposto come soluzione ambientale per l’inquinamento nel Golfo del Messico. I risultati sono senza eguali sia in termini di efficienza che di sostenibilità ambientale.
Testato in un’importante industria Italiana per la rimozione dei fenoli da acque industriali ha reso un’efficacia di abbattimento superiore a 99%. Installato in un impianto per bonifica di acque di falda contaminate da Cromo (VI) e fitofarmaci, il RECAM ha consentito di rientrare negli standard qualitativi previsti per le acque potabili.
Siamo di fronte ad una scoperta epocale! Slide ve la racconta in esclusiva mondiale!
Sono ormai passati diversi mesi dall’incidente occorso il 20 aprile 2010 alla piattaforma BP a cui e’ seguito lo svesamento in mare di un numero imprecisato di barili di petrolio.
Il danno ambientale conseguente non trova precedenti nella storia ed è oggi quanto mai difficile fare delle stime su quelle che possano essere le ricadute ambientali nel medio e lungo termine.
Gli approcci sin qui utilizzati per fare fronte a questa catastrofe ambientale ed in particolare per contenere e rimuovere il petrolio finito in mare, in superficie ed in profondita’, si sono mostrati inefficaci o comunque non sufficienti a fronteggiare il problema.
L’impiego di barriere confinanti, l’utilizzo di solventi per disperdere il petrolio, l’installazione di skimmer e l’impiego di assorbenti di vario tipo sono soluzioni che si sono da un lato mostrate assolutamente insufficienti dall’altro hanno comportato un importante impatto ambientale in termini di produzione di rifiuti e di rilascio di sostanze ad elevanto potenziale tossico per l’ambiente marino.
Ivano Aglietto, ingegnere esperto in problematiche di risanamento ambientale, ha sviluppato negli anni un nuovo materiale con proprieta’ uniche per la bonifica di acque e solidi cotaminati: il RECAM.
Trattasi di un materiale nanostrutturato di carbonio, caratterizzato da una particolare configurazione di piani grafenici intersecati tra di loro fino a formare celle regolari all’interno delle quail gli idrocarburi ed altri classi di contaminanti vengono di fatto intrappolati e non semplicemente assorbiti.
Il RECAM è un materiale inerte, costituito quasi esclusivamente da carbonio, con un peso specifico 200 volte inferiore a quello dell’acqua, idrofobo ed assolutamente compatibile con l’ambiente come certificato da diversi istituti di ricerca internazionale ed in ambito italiano anche dal Ministero dell’Ambiente.
Il RECAM a contatto con l’acqua interessata dalla presenza di petrolio attrae a se gli idrocarburi ed espelle l’acqua con un processo il cui risultato finale e l’inglobamento del petrolio all’interno della sua particolare struttura, senza alcuna possibilita’ di futuro rilascio e senza trattenere le molecole d’acqua in virtù del suo comportamento idrofobo.
Le capacita’ di assorbimento del petrolio hanno dell’incredibile, essendo possible rimuovere in modo definitivo dallo specchio d’acqua circa 100 kg di petrolio con un solo chilogrammo di RECAM. Trattasi di valori di circa 50 volte superiori ai migliori materiali assorbenti presenti sul mercato. Del resto RECAM non si puo’ classificare come materiale assorbente bensì come materiale catalizzatore in grado di rimuovere i principali contaminanti presenti nelle acque.
Non é solo l’elevata efficienza che rende questo nuovo materiale unico nel suo genere, bensì la completa compatibilità con l’ambiente. E’ infatti possibile recuperare il petrolio intrappolato all’interno della nanostruttura di RECAM per semplice compressione e rituilizzare il materiale con evidenti vantaggi in termini economici oltrechè ambientali. RECAM infatti non va smaltito in discarica dopo il suo utilizzo, a differenza di tutti i materiali assorbenti presenti sul mercato. Il vero miracolo tutto italiano è che la struttura inerte del materiale consente di bruciare il materiale dopo avere recuperato il petrolio senza la produzione di gas tossici, semplicemente producendo carbonio, ossigeno e acqua.
L’elevata efficienza di rimozione dei contaminanti, la possibilità di recuperare il petrolio senza alcun contenuto di acqua, la possibilità di riutilizzo e l’assenza di produzione di rifiuti solo caratteristiche che rendono unico questo prodotto sul mercato, con un approccio di utilizzo ad impatto zero.
RECAM può essere inoltre impiegato per la pulizia di superifici contaminate da petrolio, pellicani, spiagge e coste, con un processo a secco senza l’impiego di solventi e/o acqua.
L’invenzione viene impiegata anche per la bonifica di falde, per il trattamento di reflui industriali e la potabilizzazione delle acque. Tra i contaminanti che vengono rimossi per semplice filtrazione con RECAM si ricordano il cromo esavalente, l’arsenico, i cianuri, i solventi clorurati, i tensioattivi, oli pesanti e numerosi altri composti tossici e cangerogeni. Non ultimo si evidenzia la capacità di rimozione delle fibre di amianto nonchè l’elevata efficacia se utilizzato come agente battericida e batteriostatico.
E’ possibile visionare un video dimostrativo veramente sorprendente dell’efficacia del RECAM® sul sito internet www.sa-envitech.com
A differenza di altri prodotti studiati solo a livello di ricerca, RECAM è un materiale completamente industrializzato, prodotto dalla SA Envitech in Brianza con una capacità di oltre 20 tonnellate/giorno, una grande innovazione interamente italiana ed un esempio di come anche in Italia si possa fare ricerca e creare nuovi prodotti nel rispetto dell’ambiente e caratterizzati da un livello di innovazione unico nel mondo.

La bellezza salverà il mondo ( di Roberto Corbelli )

4 settembre 2010
Cosa succede a Madrid e Parigi che assieme a Londra, Berlino e New York sono considerate all’avanguardia per innovazione e creatività?
Succede che hanno capito cosa fare per accrescere l’interesse verso il loro territorio, per creare circolazione di idee e di creatività.
Succede che hanno capito che spazi considerati fatiscenti ed in zone non propriamente “in” potevano diventare punti di attrazione e di interesse per chi aveva nuove idee e desiderio di condividerle.
Succede che dopo il recupero della zona dei Docks a Londra le città più importanti abbiano imparato la lezione per recuperare e rivalutare i territori.
Cosi come negli anni ottanta una zona di Londra in forte degrado sia sociale sia economico con il recupero architettonico e con agevolazioni fiscali si è trasformata in una zona attiva e produttiva tanto che alcune multinazionali l’hanno scelta come base per il proprio quartier generale (HSBC, Barclays, e il Tycon Murdoc). Oggi anche Madrid e Parigi si sono unite a questa visione.
Madrid ha recuperato la zona dell’ex mattatoio convertendolo in un centro culturale polivalente ove artisti di varie arti si possano confrontare, lavorare esporre, creando nel 2005 il “Matadero Madrid” centro di creazione contemporanea.
Il Matadero Madrid promuove diversi progetti in diversi campi di azione: Naves del Español, dislocato in tre edifici diversi con il l café-teatro, la sala principale di teatro e per la formazione e le prove promuove le arti sceniche. Uno degli spazi ha la finalità di trovare alternative di creazione, espressione e pensiero e coinvolge il visitatore nel processo di creazione artistica. È il luogo per la creazione contemporanea che cerca di stabilire rapporti tra i creatori e il pubblico.
In un altro spazio si sviluppano progetti che hanno a che vedere con la grafica, l’industrial design, l’architettura e l’interior design. La vecchia camera di refrigerazione del mattatoio è stata trasformata in un’unica sala per performance artistiche così che l’artista si eserciti a creare creare un’installazione in uno spazio non convenzionale.
Archivio de Creadores serve per avvicinare il lavoro 100 creatori legati alla città alle istituzioni, ai curatori, ai gestori culturali, ai critici, ai giornalisti, agli altri artisti ed al pubblico in generale.
Matadero Madrid è in contatto con altri centri internazionali di creazione artistica con una politica di scambio e di multiculturalità ed interculturalità, tra questi centri a Parigi c’è “Le 104“ centro polifunzionale per concerti, atelier d’artista, mostre e convegni.
Inaugurato nel 2008 “Le 104” rappresenta benissimo l’anima di questi parigini, dall’aria fra lo snob e l’annoiato che nasconde un grande entusiasmo per le innovazioni.
A Parigi capita che affiori una spiaggia lungo la Senna, la Tour Eiffel si metta a brillare, spunti una Piramide nel centro del Louvre, una via in discesa si trasforma in pista di neve e che tutto ciò sia normale.
Capita che un ex obitorio chiamato “L’officina del lutto” diventi per magia, grazie ad una lungimirante e forte volontà politica, il nuovo tempio della cultura e dell’arte.
Le 104 ha portato “vita e umanità” in un quartiere difficile del 19esimo arrondissement, sopra Stalingrad, di fianco al Canale dell’Ourq, dove fino a pochi anni fa si trovavano spacciatori e teppisti, riqualificando l’intera zona.
I numeri de “Le 104”: uno spazio unico al mondo di 39 mila metri quadrati a disposizione della creazione e della produzione artistica 18 ateliers, 200 artisti “di tutte le origini, di ogni arte, di ogni cultura” sono accolti ogni anno in residenza, 5000 visitatori contenibili contemporaneamente in occasione dei concerti, di grandi feste post sfilate di moda o di spettacoli che richiedano uno spazio più grande di quello dei 200 o 400 posti delle sale costruite nella hall centrale.
Il pubblico potrà accedere agli Ateliers degli artisti anche quando questi saranno al lavoro, “sono gli artisti la ragione dell’esistenza del 104” questa e la visione di chi guida il centro in questo modo la cultura non è più riservata solo agli appassionati o agli esperti.
Infatti ogni singolo spazio del centro è stato pensato per supportare gli artisti durante le fasi del percorso di realizzazione della loro opera, e mettere in comunicazione coloro che creano con coloro che osservano.
L’idea di recuperare, di riciclare, di riutilizzare oggetti, materiali o spazi è alla base della nuova cultura del ecosostenibile che si sta sempre più affermando, speriamo che questo vento foriero di idee moderne e innovative animi le vele ormai sgonfie della nave del cambiamento portando il nostro turismo a guardare ed utilizzare la cultura, la creatività e l’arte come veicolo per rinnovare e comunicare il territorio, per dirla con le parole di Fëdor Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo”.

Letizia Moratti, intervistata da Devis Paganelli per SLIDE

4 settembre 2010
Da oggi a Milano esiste una nuova “casa”, una realtà senza fini di lucro, indipendente da partiti politici e sindacati.
Casa di Letizia Moratti è una associazione che non ripartisce utili e che non si mantiene con le donazioni che, al contrario, se pervenute, vengono investite integralmente negli interventi di volta in volta individuati. Il Presidente Onorario Letizia Moratti, conta su una struttura con un team ben congeniato, i soci si dividono in soci fondatori, ispiratori e garanti dell’associazione, soci promotori, distinti per attività, soci benemeriti, distinti nel campo della solidarietà sociale, della cultura, della ricerca scientifica e del lavoro, soci sostenitori, che hanno fornito qualificati contributi economici all’associazione, soci aderenti, che condividono gli scopi dell’associazione e ne animano le attività.
Da Maggio 2010, CDLM è un luogo d’incontro, ascolto e orientamento volti a finalizzare nuove iniziative di carattere solidale e sociale. Il fondamento è l’accrescimento culturale e lo sviluppo di una “green-city” sostenibile.
La Casa di Letizia Moratti è una interessante iniziativa, forse da prendere come riferimento da riproporre in altre realtà cittadine, per aprire all’ascolto di chi ha esigenza di farsi comprendere, di farsi ascoltare. Chiunque può infatti, portare idee, consigli, suggerimenti per vedere soddisfatte le esigenze del singolo o della collettività. Un team di volontari selezionati, pronti ad ascoltare i cittadini, presso la sede dell’associazione in Via Montebello 24 a Milano. Per essere ricevuti basta una telefonata per fissare un appuntamento al numero di telefono 02.94.43.52.12

“L’obiettivo principale della nostra associazione – spiega il presidente Marcello Di Capua – sarà garantire forme di ascolto, mirate soprattutto ad indirizzare uomini e donne in difficoltà verso i servizi più idonei alla singola esigenza”.

Presidente Moratti, qual’è il cuore di questa iniziativa?
“Credo che sia importante moltiplicare in città i luoghi di incontro, dove si possano anche indirizzare i cittadini verso risposte che spesso non attengono alle amministrazioni pubbliche. Mi riferisco a luoghi nei quali le persone si possano incontrare e dibattere su temi diversi con punti di vista diversi: la Casa di Letizia Moratti va in questa direzione. Mi è stata proposta da un gruppo di amici e ho accettato quello che considero un aiuto per il mio ruolo. Da Sindaco di Milano è davvero difficile pensare di arrivare ovunque, nonostante io vada spesso nei mercati, nelle parrocchie, nei centri anziani, negli asili. Questo è un aiuto che viene indirizzato anzitutto alla mia persona, che viene prima del ruolo istituzionale di Sindaco”.

Tre parole per descrivere la CDLM.
“Casa di Letizia Moratti è un luogo di incontro, ascolto e orientamento nell’ambito sociale, economico e culturale. Ma vorrei approfondire. Quando dico Incontro, intendo un momento per favorire le relazioni e lo scambio di esperienze. Con Ascolto, penso alla comprensione delle esigenze e delle idee che nascono nella città, facendo emergere e valorizzando nuovi progetti. Con Orientamento, voglio descrivere l’indirizzamento delle persone verso la soddisfazione dei propri bisogni”.
Incontro, ascolto, orientamento = Sociale.
“Ci mettiamo al servizio delle persone, proponendoci come un vero e proprio centro d’ascolto per giovani, famiglie e anziani. Milano è una citta dinamica, sempre in movimento, a volte frenetica. Ogni giorno migliaia di persone si trovano davanti a nuove sfide, prima fra tutte, spesso, quella della sopravvivenza di sé stessi e della propria famiglia. Per questo, l’obiettivo principale dell’associazione sarà garantire forme di assistenza, mirate soprattutto ad indirizzare uomini e donne in difficoltà verso i servizi più idonei alla singola esigenza. Un’assistenza che potrà riguardare diversi ambiti: legale, sanitario, amministrativo, finanziario”.
Cosa si intende per promozione di una “green-city”?
“Mi riferisco alla valorizzazione di una cultura dell’ambiente e della salute che metta in rete idee e pratiche sostenibili, stili di vita sani e progetti innovativi: ad esempio, vorrei organizzare qui un incontro tra Legambiente e Atm, magari per far nascere qualche nuova iniziativa destinata a migliorare ulteriormente il trasporto pubblico in ottica ecocompatibile”.

Come può la CDLM dare un contributo nell’economia?
“Possiamo sostenere e favorire lo sviluppo del capitale umano, aiutando le persone a sviluppare le proprie capacità e proponendo un continuo confronto con il mondo universitario. Concretamente, l’associazione potrà proporre borse di studio mirate alla valorizzazione degli studenti universitari meritevoli. Un altro obiettivo è la promozione dello strumento del microcredito per stimolare la nascita di imprese sociali, mettendo insieme due anime, quella della solidarietà e quella finanziaria”.

So che la CdLM si prefigge anche l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e culturale della città di Milano.
“In coerenza con lo spirito ambrosiano, intendiamo favorire il confronto di punti di vista differenti, contribuendo ad una cultura della democrazia e del dialogo e affermare il modello di Milano autorevole, di prestigio, in grado di competere a livello internazionale. L’associazione selezionerà studi e progetti interdisciplinari nel campo sociologico, economico, politico, urbanistico, giuridico, scientifico e culturale, organizzando convegni, seminari, corsi, mostre e manifestazioni pubbliche”.

Dove si trova la Casa di Letizia Moratti?
“Il nostro staff vi riceve su appuntamento in Via Montebello 24 a Milano. Aggiungo che nel team è presente un gruppo di mediatori per poter avvicinare e interloquire meglio con gli stranieri che si rivolgono a noi. Per chi volesse ulteriori informazioni può visitare il nostro sito internet
www.casadiletiziamoratti.it, e se avete consigli, critiche, suggerimenti, parlatene con me direttamente sul portale”.

Linda D., intervista di Mirko Andreini

4 settembre 2010
Cantautrice e compositrice romana. Nata e vissuta a Roma ha iniziato sin da piccola frequentare il campo artistico. Inizialmente studiando presso l’ Accademia dello Spettacolo, frequentando corsi di recitazione canto e danza moderna.
Linda è quindi una persona che ha fatto del campo artistico la sua forma di vita ricordandosi sempre che bisogna avere il FUT per poter avere successo “Fortuna, Umiltà , Talento”. Con uno studio ed un aggiornamento costante, ricordandosi sempre che mai nessuno si deve sentire arrivato ma deve giorno per giorno cercare nuove forme e nuovi stimoli per offrire al proprio pubblico sempre il meglio di se stesso e quindi di trasmettere quelle emozioni che solo una canzone sa far nascere dentro ciascuno di noi.
Professionalmente questa artista é una persona molto creativa, “una bomba di idee”, possiede una voce che le permette di cantare canzoni di vario genere e stile.
Ha lavorato in teatro con Bruno Montefusco e Massimo Bonetti nella commedia musicale “Ballando la nostra canzone”. Ha partecipato come co -protagonista in una campagna pubblicitaria dell’ accademia Teatrale “Star Line” con Enio Drovandi nel 2002. Ha partecipato a varie puntate di “Top” trasmissione televisiva sul canale Sky Gold Tv nel 2008.
Ha partecipato a “Serata” con Michelle Guarini. Lavora in collaborazione con il produttore e Dj di fama internazionale Maurizio Verbeni in arte Jazz Voice, canta e registra il brano “NEL MIO MONDO” con la partecipazione straordinaria della stella della musica internazionale Leee John, canta e registra con il cantante americano Damian Wild un remix prodotto da Maurizio Verbeni, della canzone di Mogol- Battisti “Questo folle sentimento”, collabora strettamente con Dr. Feelx di Chiambretti Night.
La sua canzone Angeli vieni interpretata magistralmente dall’artista
Americano MJ WHITE, mentre “Se io fossi” il brano che l’ha proclamata vincitrice del premio Alex Baroni viene interpretata magistralmente dalla famosissima Amber Dirks .
Linda è anche Coordinatrice dell’Associazione Argos Onlus Forze dell’Ordine, incarico per il quale ha ricevuto anche una lettera speciale di apprezzamento da parte del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi.
Sito internet dell’artista:
http://www.lindad.it
Management : Maurizio Verbeni

New Talent : Tony Vetro

4 settembre 2010
Siciliano, ormai trapiantato a Rimini da diversi anni per studiare, classe 1984, con la passione per la musica. Vuole cantare.
Dal 2000 al 2005 lavora all’interno di una radio locale “Rete 94” che lo forma professionalmente.
In questi anni partecipa a diversi concorsi canori da “Star tv” (Sicilia), al “Festival di San Marino”. Da qui viene chiamato a Napoli dove partecipa al “Tim Tour” dove è finalista con la canzone “Non ti voglio fermare“di Mauro di Maggio”. All’età di 21 anni decide di cambiare totalmente vita trasferendosi a Rimini dove frequenta l’Università di Economia. In concomitanza con gli studi inizia a lavorare come animatore turistico nelle spiagge e successivamente nelle discoteche più rinomate della riviera romagnola come vocalist.
Nel mondo della notte conosce diversi DJ con i quali inizia collaborazioni discografiche, partecipando come voce in alcune produzioni dance sino alla pubblicazione del primo video clip “Cover me” realizzato nel 2007 ( il video è stato girato proprio a Rimini e lo si può vedere dal profilo Facebook “Tony Vetro” ) .
Chiediamo a Tony. Proprio non riesci a lasciar perdere per qualche tempo, la rincorsa al successo, per dedicarti agli studi?
Sto investendo molto tempo allo studio, ma non tralascio i casting per importanti trasmissioni come Isola dei Famosi, Grande Fratello e Amici, nella speranza di trovare la strada giusta.
Ti mancano solo 9 esami, non vale la pena aspettare?
Laurearsi o mollare tutto e ricominciare da capo al Dams? Ne ho parlato anche a metà del 2010 a Festa Italiana su Rai1. La Rai mi invitò per parlare proprio di questa situazione. Ero io contro tutti.
Ti hanno aiutato a capire che fare?
Durante l’intervista sul “CHE FARE” emerge con chiarezza che io voglio fare strada come cantante, ma il dover studiare per far contenta mia madre che ha fatto tanti sacrifici per mandarmi all’università è diventato un problema serio.
Cosa ti hanno consigliato gli ospiti durante la tua presenza in RAI?
Il consiglio non è stato uno, ma tanti e tutti differenti. Chi mi ha suggerito di finire gli studi, chi mi ha detto di lasciar perdere lo studio e fare quello che mi piace, chi mi ha detto di studiare e intanto tentare anche la strada della canzone.

Questo ragazzo, scalpita e non riesce a tenersi fermo. Vuole diventare qualcuno!
Lo abbiamo sentito cantare e il talento c’è. Vetro, cognome reale, ha le carte in regola per fare qualcosa nel campo della musica e secondo noi, presto o tardi ne sentiremo parlare!

Facebook : Traguardo raggiunto. 500 milioni di utenti.

4 settembre 2010
Mark Elliott Zuckerberg (Boca Raton, 14 maggio 1984) è un dirigente d’azienda, imprenditore e informatico statunitense, fondatore di Facebook. La rivista statunitense Forbes, nel 2008, lo ha nominato “Il più giovane miliardario del mondo”. Al 2010, ha un patrimonio netto stimato intorno ai quattro miliardi di dollari. Mentre era studente ad Harvard ha fondato il sito di social networking Facebook con l’aiuto del collega e specializzato in informatica Andrew McCollum, insieme ai compagni di stanza Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Oggi è amministratore delegato di Facebook. Ha una sorella nonché collega di lavoro di nome Randi.

CURIOSITA’
Mark Zuckerberg ha un profilo su Facebook sebbene le impostazioni della privacy non consentano di aggiungerlo come amico.
Mark Zuckerberg possiede il 30% della compagnia quindi possiede teoricamente 4.5 Miliardi di Dollari, molti e ancora di più di Jerry Yang e David che sono i cofondatori di Yahoo!

MICROSOFT non sta a guardare
Si concretizza l’alleanza Microsoft e Facebook : Microsoft acquisisce l’ 1,6% della società ricevendo in cambio l’inclusione del suo motore di ricerca “Microsoft Live Search”. L’acquisto di Microsoft era comunque inevitabile, Google domina le ricerche su MySpace, Yahoo! su Bebo e adesso Microsoft su Facebook, l’investimento grande che sia è minuscolo rispetto l’enorme potenziale offerto dal “portale di incontri”, se i 30 milioni di utenti di mensili di Facebook cominciassero ad utilizzare Microsoft Live Search, l’impatto sul mercato potrebbe essere notevole.

FACEBOOK
Facebook è un sito web di social network, di proprietà della Facebook, Inc., ad accesso gratuito. È nel 2010 il secondo sito più visitato del mondo dopo Google
Il nome del sito si riferisce agli annuari con le foto di ogni singolo membro (facebook) che alcuni college e scuole preparatorie statunitensi pubblicano all’inizio dell’anno accademico e distribuiscono ai nuovi studenti ed al personale della facoltà come mezzo per conoscere le persone del campus.
Facebook è stato fondato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg all’epoca studente diciannovenne presso l’università Harvard, con l’aiuto di Andrew McCollum e Eduardo Saverin. Per la fine del mese, più della metà della popolazione universitaria di Harvard era registrata al servizio. A quel tempo, Zuckerberg fu aiutato da Dustin Moskovitz e Chris Hughes per la promozione del sito e Facebook si espanse all’Università di Stanford, alla Columbia University e all’Università Yale. Questa espansione continuò nell’aprile del 2004 quando si estese al resto della Ivy League, al MIT, alla Boston University e al Boston College. Alla fine dell’anno accademico, Zuckerberg e Moskovitz si trasferirono a Palo Alto in California con McCollum, che aveva seguito uno stage estivo alla Electronic Arts. Affittarono una casa vicino all’Università di Stanford dove furono raggiunti da Adam D’Angelo e Sean Parker.
Il dominio attuale, facebook.com, fu registrato soltanto in seguito, tra l’aprile e l’agosto 2005,[4] e molte singole università furono aggiunte in rapida successione nell’anno successivo. Col tempo, persone con un indirizzo di posta elettronica con dominio universitario (per esempio .edu, .ac.uk ed altri) da istituzioni di tutto il mondo acquisirono i requisiti per parteciparvi. Quindi il 27 febbraio 2006 Facebook si estese alle scuole superiori e grandi aziende.
Dall’11 settembre 2006, chiunque abbia più di 13 anni può parteciparvi. Gli utenti possono fare parte di una o più reti partecipanti, come la scuola superiore, il luogo di lavoro o la regione geografica. Se lo scopo iniziale di Facebook era di far mantenere i contatti tra studenti di università e licei di tutto il mondo, con il passare del tempo si è trasformato in una rete sociale che abbraccia trasversalmente tutti gli utenti di Internet.
Dal settembre 2006 al settembre 2007 la posizione nella graduatoria del traffico dei siti è passata secondo Alexa dalla sessantesima alla settima posizione. Dal luglio 2007 figura nella classifica dei 10 siti più visitati al mondo ed è il sito numero uno negli Stati Uniti per foto visualizzabili, con oltre 60 milioni di foto caricate settimanalmente.
In Italia c’è stato un boom nel 2008: nel mese di agosto si sono registrate oltre un milione e trecentomila visite, con un incremento annuo del 961%; il terzo trimestre ha poi visto l’Italia in testa alla lista dei paesi con il maggiore incremento del numero di utenti (+135%). Secondo i dati forniti da Facebook e raccolti nell’Osservatorio Facebook,gli utenti italiani nel mese di giugno 2010 sono 16,6 milioni.
Nel 2010 il social network ha superato, negli Stati Uniti e per una settimana, come numeri di accessi, il motore di ricerca Google.
Il sito è gratuito per gli utenti e trae guadagno dalla pubblicità, inclusi i banner. Nell’aprile 2006, indiscrezioni dissero che le entrate fossero di 1,5 milioni di dollari a settimana. Molti analisti invece sostengono che i ricavi monetari di Facebook non sono così elevati rispetto alle potenzialità di un social network, aggirandosi intorno ai 230 milioni di dollari nel 2009. Infatti solo nel 2009, dopo 5 anni dalla sua nascita, il portale è riuscito a chiudere il primo bilancio in attivo. I ricavi commerciali derivanti dalla pubblicità riescono a coprire solo in parte i costi fissi di gestione del sito (archiviazione, server, ecc) tanto da rendere necessario l’apporto dei soci (tra cui l’1,6% di Microsoft). Nonostante questo, il mercato gli attribuisce un valore commerciale che va dai 15 ai 20 miliardi di dollari.
Gli utenti creano profili che spesso contengono fotografie e liste di interessi personali, scambiano messaggi privati o pubblici e fanno parte di gruppi di amici. La visione dei dati dettagliati del profilo è ristretta ad utenti della stessa rete o di amici accettati dall’utente stesso. Secondo TechCrunch, “circa l’85% degli studenti dei college ha un profilo sul sito. Di quelli che sono iscritti il 60% accede al sito quotidianamente. Circa l’85% almeno una volta la settimana, e il 93% almeno una volta al mese”. Secondo Chris Hughes, il portavoce per Facebook, “Le persone passano circa 19 minuti al giorno su Facebook”. Gli iscritti a Facebook possono scegliere di aggregarsi a una o più reti, organizzate per città, posto di lavoro, scuola e religione. Facebook è paragonabile a Myspace, ma una significativa differenza tra le due piattaforme è il livello di personalizzazione della pagina personale. Mentre Myspace consente agli utenti di decorare i profili usando l’HTML e il CSS, su Facebook è possibile inserire solo del testo.
Dal 2007 su Facebook è disponibile il Marketplace, che consente agli utenti di inserire annunci, che sono visibili solo da utenti presenti nella stessa rete.
Facebook include alcuni servizi che sono disponibili sul dispositivo mobile, come la possibilità di caricare contenuti, di ricevere e rispondere ai messaggi, di mandare e ricevere poke, scrivere sulla bacheca degli utenti o semplicemente la possibilità di navigare sul network.
Un’altra funzione del profilo di Facebook è il “mini-feed” che mostra le proprie azioni e quelle degli amici, in una timeline pubblica non molto dissimile da quella di Twitter. La differenza è che con gli aggiornamenti di Twitter si decide direttamente cosa sarà condiviso, mentre con il newsfeed di Facebook ogni azione viene monitorata e trasmessa. Tuttavia solo gli utenti aggiunti alla propria lista di amici verranno a conoscenza di tali informazioni.
Facebook utilizza la tecnologia AJAX nelle sue pagine web
Oltre alle naturali attività del social network, sono state sviluppate numerose applicazioni, che hanno permesso una rapida diffusioni di semplici videogiochi online gratuiti, arrivando a coinvolgere milioni di utenti nel mondo. Tra questi vi sono FarmVille, sviluppato dalla software-house californiana Zynga, che ha raggiunto 11 milioni di utenti attivi (non occasionali) quotidianamente; sempre di Zynga, Mafia Wars è arrivato a 5 milioni di utenti, mentre Pet Society, sviluppato da Playfish, è stato classificato come l’applicazione Facebook più popolare nell’aprile 2009

LE GRANE
“Facebook non è di Zuckerberg”
La rivolta dei compagni di corso
SAN FRANCISCO - Ma chi l’ha inventato veramente questo Facebook? Mark Zuckerberg sostiene di averlo creato mentre studiava alla Harvard University. Ma ora un altro compagno di classe del fortunato, e controverso, CEO del sito di social networking ha deciso di fargli causa.

IL MARCHIO
Questa volta a rivolgersi alle autorità federali è Aaron Greenspan: ha chiesto all’Ufficio dei Marchi e Brevetti USA di annullare l’assegnazione del nome Facebook concessa a Zuckerberg nel 2005. Il venticinquenne Greenspan dichiara di essere stato il primo a usare il termine Facebook in connessione con houseSystem, un sistema per il networking sociale degli studenti di Harvard. Da lui creato sei mesi prima che Zuckerberg lanciasse FaceBook.

IL FILM
«Non puoi avere 500 milioni di amici senza farti nemmeno un nemico» è il cupo, minaccioso e apocalittico slogan di lancio di The Social Network, l’attesissimo film su Facebook che sarà presentato in anteprima a New York il 24 settembre e che uscirà nelle sale italiane a novembre. Scritto da Aaron Sorkin, il genio delle serie tv West Wing e Studio 60 che ha adattato per l’occasione il libro Accidental Billionaires: The Founding of Facebook, A Tale of Sex, Money, Genius, and Betrayal di Ben Mezrich, il film è diretto da David Fincher, il più dark dei registi americani (Seven, Fight Club, Zodiac, Panic Room, Benjamin Button). The Social Network è la storia dei fondatori del più fortunato social network del mondo, la versione romanzata della straordinaria invenzione di Mark Zuckerberg, Eduardo Saverin e Sean Parker. Nelle prime scene, alle atmosfere tetragone e alle musiche scelte per accompagnarle, l’epopea di Facebook non è raccontata come una classica favola hollywoodiana. Mark Zuckerberger e la sua felpa con cappuccio non sono gli eroi positivi, ha scritto sul suo blog la guru tecnologica del Wall Street Journal, Kara Swisher. Il film sembra costruito piuttosto come una storia parallela del disagio personale e sociale che la nuova creatura tecnologica ha creato sia al suo ideatore sia ai 500 milioni di amici.

Slide sbarca in Sardegna ( di Alessandra Mura )

Slide Italia allarga la famiglia e sbarca in Sardegna. Presente ormai sull’intero territorio nazionale, il nostro magazine abbraccia l’isola sarda, accreditandosi con le più grandi aziende del territorio e mostrando un’altra faccia della Sardegna, quella ormai stanca di subire passiva i colpi di mannaia sul commercio e che cerca di rialzarsi dopo un anno di assoluto smarrimento economico. Ecco la Sardegna come non l’avete mai vista, quella che si racconta alla nazione, quella che oggi si presenta purtroppo con un tasso di disoccupazione pari al 52 % , quella che non può vivere solo di turismo balneare ma che deve creare impresa la dove ci sono le risorse territoriali per farlo. La Sardegna, per alcuni versi, meno dinamica sul versante pubblicitario e commerciale, punta sul rilancio imprenditoriale, in un periodo storico economico di transito, dove gli investimenti sulla comunicazione sono ridotti a zero. Quanto è importante la comunicazione? E’ vero che oggi internet, i mass media in generale, hanno messo la parola fine all’era del cartaceo? Forse su alcuni fronti si sono sostituiti all’informazione quotidiana, ma non hanno minimamente intaccato la produzione della carta patinata, soprattutto quella accattivante, quella dai contenuti universali, che interessa tutte le categorie sociali e che diventa un sapiente mezzo di comunicazione tra chi legge e chi propone contenuti.
Philip Meyer, noto studioso dell’editoria, nel suo libro «The Vanishing Newspaper» profetizza la scomparsa della carta stampata per gli inizi del 2043. Marcus Brauchli, da poco al timone del Wall Street Journal, cavalca invece tutt’altro destriero e si dice convinto che la carta stampata conserverà un ruolo importante accanto ai nuovi canali di informazione. Con la rapidità dei tempi e delle continue trasformazioni è difficile schierarsi e trovare ricette universalmente valide. Di una cosa però, dobbiamo farci portavoce: il buon giornalismo sarà sempre un bisogno fondamentale di ogni società democratica e civile, e dovrà essere sempre al servizio della verità. Ma prima di capire perché la Sardegna ha scelto Slide e il giornale ha scommesso su di essa, facciamo un piccolo excursus dei ricavi derivanti dalle vendite dei giornali. Il mondo delle notizie, per quanto colpito dal declino e dalla crisi economica, muove ancora un giro d’affari più che consistente: infatti nel 2009 la circolazione di notizie online e off line sommata alle entrate da pubblicità, ammontava a 164 miliardi di dollari, più del giro d’affari della vendita di dischi (27 miliardi di dollari) dei videogame (55 miliardi di dollari), dei Dvd (85 miliardi). Però ovviamente la crisi è arrivata per tutti: negli ultimi tre anni il mercato dell’editoria ha perso il 18 per cento in Italia, il 30 per cento negli Stati Uniti, il 21 per cento nel Regno Unito. La crisi internazionale c’è, esiste ma la si deve affrontare con dignità, con delle scelte editoriali trasparenti e con la consapevolezza che la pubblicità è l’unico mezzo oggi competitivo per affrontare il mondo del mercato, sempre più vasto, sempre più concorrenziale, sempre più debole poiché minacciato da una politica di abbattimento costi che non corrisponde poi ad una qualità del servizio idonea .
L’informazione a 360 gradi parte in Sardegna con Slide, una scommessa editoriale forte nel resto dello stivale e che punta sull’isola più amata del Mediterraneo. La Sardegna si proietta nel mondo, esaltando le sue peculiarità esclusive che possiede e che ha già consacrato in più settori. L’Agroalimentare e le produzioni casearie e vitivinicole, il territorio costiero e i paradisi incontaminati, le aree marine protette e i Parchi naturalistici, il turismo di settore, dalla fotografia alla bicicletta, dal nuoto alle arrampicate, dai siti archeologici alle specie animali più rare che esistano. Ciò che manca alla Sardegna è l’accanimento promozionale e pubblicitario e soprattutto la concretizzazione della destagionalizzazione di cui già tanto si parla ma che in pratica non è stata applicata.
Slide parte dunque anche in Sardegna e avrà come obbiettivo quello di sponsorizzare il territorio e con esso tutte le iniziative volte a questo scopo. Sarà e si proporrà come punto di riferimento delle aziende pubbliche e private, delle associazioni di categoria e degli enti preposti alla valorizzazione e alla salvaguardia della terra sarda. Un primo passo, a proposito, è stato fatto dalla regione Sardegna. L’Assessorato del Lavoro per il 2010 mette a disposizione 18 milioni di euro, 11 dei quali serviranno ad abbattere il costo dei dipendenti con contratto a tempo determinato, a carico delle imprese, nei periodi cosiddetti ‘di spalla’ (aprile, maggio, settembre, ottobre e novembre 2010, aprile e maggio 2011). Il progetto chiamato “Lunga estate” coinvolge oltre 5.000 lavoratori del settore turistico in tutta la Sardegna, in particolare delle attività stagionali (al di là di alberghi e campeggi, si parla di stabilimenti balneari, discoteche e altri settori della filiera turistica).
“Le imprese – ha spiegato l’assessore Manca – non sono vincolate ad assumere i lavoratori per tutto il periodo ‘di spalla’: possono scegliere i contratti con una durata che varia da uno a cinque mesi. Tuttavia, ciascuna azienda beneficerà di incentivi quantificati a seconda del mese di impiego delle maestranze, sino a un massimo di 300mila euro per 200 dipendenti. In tal modo saranno tutelate le piccole imprese. “Il provvedimento è uno dei cardini principali della strategia dell’assessorato del Turismo che mira a costruire “l’altra stagione”, in questo caso incentivando l’impresa e abbattendo il costo del lavoro. L’obiettivo è avere almeno otto mesi di attività turistica nell’arco dell’anno – sottolinea l’assessore Sannitu -, ma è anche nostra intenzione arginare il fenomeno del lavoro nero. La sperimentazione sarà portata avanti nel periodo aprile 2010 – maggio 2011, con una verifica intermedia a dicembre. Se la risposta sarà soddisfacente, la Regione darà continuità al bando. Con la collaborazione di tutti gli operatori turistici, la “Lunga estate” punta a mutare la forte stagionalità, al di là ma non in contrapposizione con il periodo balneare”.
Da qui si parte e Slide diventerà un trampolino di lancio per chi, nell’isola, crede nel progetto editoriale. E non solo, perché Slide sarà veicolo pubblicitario ma soprattutto informativo, racconterà il lavoro dei sardi, delle imprese e dei comuni, pubblicherà immagini e storie accattivanti, mostrerà un volto della Sardegna come mai è stata vista, per inseguire insieme il sogno di uno sviluppo ecosostenibile e di farlo conoscere al resto del mondo.

Meeting 2010 ( di Patrizio Placuzzi )

4 settembre 2010
Con le sue quasi 800.000 presenze il Meeting di Rimini - che dal 1980 ha luogo ogni anno, in una settimana della seconda metà di agosto - è il festival estivo di incontri, mostre, musica e spettacolo più frequentato del mondo. Si tratta di una realtà unica nel suo genere: una fondazione che da 30 anni si propone di creare occasioni di incontro tra persone di fedi e culture diverse, nella certezza che luoghi di amicizia fra gli uomini possano essere l’inizio della costruzione della pace, della convivenza e del bene comune. A Rimini sono arrivate numerose personalità significative: dal Santo Padre Giovanni Paolo II a Chaim Potok, dall’allora cardinale Ratzinger a Madre Teresa di Calcutta, dal Dalai Lama a Eugène Ionesco, da Andrei Tarkovskij a Riccardo Muti, da Lech Walesa a Ibraim Rugova, dal cardinale Jean-Louis Tauran a Amre Moussa, da Carlo Rubbia a George Smoot, da Ennio Morricone a José Carreras, da Jean Guitton a Luigi Giussani, da Simone Veil a Martha Graham, da David Rosen a François Michelin, da Mario Draghi a Tony Blair; e ancora, politici, imprenditori, scienziati, filosofi, artisti.
L’edizione di quest’anno, la trentunesima, ha come titolo “Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore”. In programma oltre 130 incontri, 8 mostre, 18 spettacoli, 11 sale (da 200 a 10.000 posti), 12 manifestazioni sportive, 200 aziende sponsor e un budget da 8.300.000 euro. Quest’anno il Meeting sarà inaugurato dal presidente dell’Irlanda, saranno presenti alcuni ministri degli esteri di paesi stranieri, parteciperà il presidente della commissione europea Barroso. Per ogni informazione www.meetingrimini.org, dove è possibile anche dopo la manifestazione rivedere online gli appuntamenti fondamentali.
Con le sue quasi 800.000 presenze il Meeting di Rimini - che dal 1980 ha luogo ogni anno, in una settimana della seconda metà di agosto - è il festival estivo di incontri, mostre, musica e spettacolo più frequentato del mondo. Si tratta di una realtà unica nel suo genere: una fondazione che da 30 anni si propone di creare occasioni di incontro tra persone di fedi e culture diverse, nella certezza che luoghi di amicizia fra gli uomini possano essere l’inizio della costruzione della pace, della convivenza e del bene comune. A Rimini sono arrivate numerose personalità significative: dal Santo Padre Giovanni Paolo II a Chaim Potok, dall’allora cardinale Ratzinger a Madre Teresa di Calcutta, dal Dalai Lama a Eugène Ionesco, da Andrei Tarkovskij a Riccardo Muti, da Lech Walesa a Ibraim Rugova, dal cardinale Jean-Louis Tauran a Amre Moussa, da Carlo Rubbia a George Smoot, da Ennio Morricone a José Carreras, da Jean Guitton a Luigi Giussani, da Simone Veil a Martha Graham, da David Rosen a François Michelin, da Mario Draghi a Tony Blair; e ancora, politici, imprenditori, scienziati, filosofi, artisti.
L’edizione di quest’anno, la trentunesima, ha come titolo “Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore”. In programma oltre 130 incontri, 8 mostre, 18 spettacoli, 11 sale (da 200 a 10.000 posti), 12 manifestazioni sportive, 200 aziende sponsor e un budget da 8.300.000 euro. Quest’anno il Meeting sarà inaugurato dal presidente dell’Irlanda, saranno presenti alcuni ministri degli esteri di paesi stranieri, parteciperà il presidente della commissione europea Barroso. Per ogni informazione www.meetingrimini.org, dove è possibile anche dopo la manifestazione rivedere online gli appuntamenti fondamentali.

Gran Prix Riviera del Corallo 2010 ( di Alessandra Mura )

4 settembre 2010
La Riviera del Corallo si unisce ai festeggiamenti per i 50 anni della “Dolce Vita” , il Capolavoro di Fellini, e inaugura il Grand Prix “Riviera del Corallo” con una serata dedicata alla memoria degli scandali e dei vizi di Via Veneto. L’appuntamento più atteso dell’Estate Algherese, nella costa nord ovest della Sardegna, prende spunto dai racconti della vita romana, quella del cast di Ben Hur, per intenderci, che ha ospitato sul set 14 mila persone, e quella ancora più hollywoodiana del Rugantino, dove tra la folla ancheggiava una scatenatissima Anita Ekberg. La voce di Fellini, ha riecheggiato sulle onde del bagnasciuga, riportando alla mente le sue glorie, i suoi sogni di quel piccolo mondo a Cinecittà, dove lui voleva vivere e realizzarsi. Il Grand Prix , decima edizione, che vede sul palco l’intramontabile Piombi affiancato dal noto giornalista Nicola Nieddu, con la direzione artistica di un grande maestro del palcoscenico Toto Torri, si sdoppia, con la rievocazione dei personaggi più noti del panorama cinematografico degli anni ’50 e ’60, attraverso i racconti e le testimonianze raccolte nel ducu-film di Italo Moscati, ambientata nello stabilimento balneare Holidays Club, alle spalle della riviera, e con la premiazione degli sportivi più famosi e amati di quegli anni,come le due icone del tennis internazionale Nicola Pietrangeli e Lea Pericoli, insieme all’olimpionico Edmondo Mingione. Il Gran Prix, voluto fortemente dal suo presidente Marcias, ha portato sul Palco del Forte della Maddalena nel cuore della città catalana, ospiti illustri e talenti dello sport, che hanno saputo coniugare vittorie e salotti, che si sono esibiti dentro il campo e fuori, facendo parlare di se, tra una paparazzata e l’altra, tra amori e conquiste, tra amarezze e sogni di gloria. Un Piombi esilarante e pungente, che ha divertito il pubblico, senza risparmiare nessuno, e che con gli anni ha acquistato il fascino da matador dell’arena. Per la sezione fiction, il Grand Prix arriva a Sonia Bergamasco per la sua partecipazione a “Tutti pazzi per amore 2”, su Rai 1, con i giovani attori, Nicole Murgia e Brenno Placido. Due giovani talenti, che stanno iniziando la loro carriera e che iniziano a farsi le ossa senza ostentare il loro nome. Cosi, Brenno, figlio d’arte di uno dei più grandi nomi del cinema e della televisione, Michele Placido per capirci, conquista il premio Grand Prix, parlando al pubblico a tu per tu, con quella solarità e determinazione, tramandatagli dall’insegnamento paterno. Sul palco, un grande omaggio a Fabrizio Gifuni, per il suo Basaglia, in “C’era una volta la città dei matti”, di Marco Turco, per la sua straordinaria interpretazione. Definito uno dei più grandi attori del momento, Gifuni riesce a calarsi nei ruoli più difficili e complicati, riuscendo a suscitare grandi emozioni. E alla domanda, su come riuscisse a interpretare figure cosi diverse, lui, con grande modestia e sincerità, ha parlato solamente di grande lavoro, di grande amore per il mestiere dell’attore, screditando la suddivisione dell’attore di cinema, teatro o televisione, ribadendo al contrario l’unicità di questa figura, che resta la stessa, con o senza telcamera, con o senza pubblico.
Incantevole e graditissima la presenza della famosissima Daniela Poggi, che ha ritirato il premio per “Il Commissario Vivaldi 2”, e il produttore Sergio Giussani della Sachafilm. Premiazioni e applausi per l’attore Simone Mori per la sua interpretazione in “Romanzo Criminale- La serie”, la produzione originale Sky Cinema e Cattleya, diretta da Stefano Sollima, con l’editing di Giancarlo de Cataldo. E sempre per Sky, il Grand Prix va a due volti ormai noti di Sky : Paola Saluzzi, che conduce Sky tg24 pomeriggio, il programma di approfondimento, in onda tutti i pomeriggi alle 14: 35 e Andrea Bonini, che cura e conduce l’edizione delle 23:00 di Sky tg24. Un duo formidabile che ha stretto un sodalizio perfetto su una Rete d’informazione a 360 gradi. Una Saluzzi vigorosa e felicissima, dall’aspetto quanto mai invidiabile, ha dedicato questo premio insieme a Bonini, a tutti coloro che collaborano alla realizzazione del programma e ha voluto ringraziare particolarmente senza falsa retorica, anzi visibilmente commossa, il Direttore Emilio Carelli che ha scommesso su di lei e che ha creato un armonia lavorativa impagabile all’interno della redazione.
Un premio speciale è arrivato sino in Catalogna, la terra spagnola che ha un legame di sangue con Alghero. La redazione sportiva di IB 3, e l’attore Xabier Elorriaga ricevono il Grand Prix della sezione straniera. Dalla tv al teatro, a volte, il filo conduttore è breve. Per la sezione dedicata al teatro, sul palco Fioretta Mari, volto forse tra i più amati degli insegnanti di Maria De Filippi nel suo programma “Amici”. Attrice di teatro, cinema e televisione è entrata nel cuore dei giovani aspiranti attori e che rivedremo presto sul teleschermo. Ha lasciato la trasmissione di Maria de Filippi,per continuare il suo percorso di attrice sia in teatro che in tv. Un part terre di ospiti d’eccezione che si sono ritrovati a festeggiare nella Riviera del Corallo, un compleanno storico, quello della dolce vita di Fellini, e che ha visto alternarsi sul Palco, vecchie glorie e giovani artisti. Ma la stampa, quella che a volte si odia ma che per certi versi ha restituito vita e memorie di un epoca storica come quella di Fellini, ha ricevuto onori e plausi. Il Grand Prix per la stampa è stato consegnato ad Antonella Amendola di “Oggi” e Laura Delli Colli, presidente del sindacato Giornalisti cinematografici, che hanno ricordato insieme a Toto Torri, le stravaganze e le figure-icone di Via veneto. Ancora nomi noti per il Grand Prix dedicato alla musica, con il Maestro Marco Piras insieme alla voce Jasmine Bradi e, relativamente ai network per Eugenio Ban, autore e conduttore di TeleLombardia e Antenna 3.
Il tutto incoronato dalla voce nera parigina più seducente delle classifiche musicali: Kelly Jojce, figlia d’arte, un tormentone la scorsa estate con il suo ritmo incalzante e la sua energia vocale, e che quest’anno ha deciso di dedicarsi più spazio in Italia,dove già l’adorano. Ma tra gli ospiti, tra i grandi del panorama artistico, che si confondevano tra la folla, abbiamo riconosciuto Maurizio D’avanzo, massimo esponente tra i fotografi moderni e Vilfredo Agnese, un altro nome conosciutissimo della famiglia Rai.
Un gran Prix che non si è fatto mancare niente, con i soliti colpi di scena, dalle mitiche e beffarde prese per i fondelli del maestro Piombi che incitava Pietrangeli a salire i gradini senza stancarsi, alle ironiche battute con la Pericoli che ora ama il golf e non ha più toccato la racchetta magica dalle storiche vittorie negli anni ‘70. Un incontro pubblico tra grandi miti del cinema e della televisione, di personaggi che hanno vissuto la Roma “bene” della Dolce Vita, e che al Forte della Maddalena hanno giocato come fossero ancora li, in Via Veneto, accesi dalla passione per il Divismo, e dalle luci della ribalta. “Io c’ero”, è stato detto da tanti, ed erano in tanti ad amare il cinema come lo intendeva Federico Fellini: “Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio”

Intervista al Sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli ( di Patrizio Placuzzi )

4 settembre 2010
Rimini è sempre stata una città che ha sempre fatto parlare di sè, nel bene e nel male, che è sempre stata in prima fila nel saper cogliere le tendenze e le novità dovunque esse si proponessero riuscendo a farle proprie con la propria originalità e peculiarietà. Dalle macerie della guerra ai fasti del turismo, che ci ha fatto conoscere in tutta Europa fino a farci diventare la capitale Europa del turismo. Questa è in sintesi la nostra storia. I prezzi che abbiamo dovuto pagare per arrivare a questo sono stati molti, tra i quali quello più significativo, riferito a un certo uso spregiudicato del territorio, che è stato segnalato anche da alcuni dizionari della lingua italiana con il termine riminizzazione, usato in un senso non certo positivo, insomma com eun esempio da non seguire. Ma nonostante ciò, la nostra riviera e la sua capitale Rimini, si sono sempre distinti per la dinamicità delle sue imprese, degli operatori economici turistici e in generale di tutta la città.
Com’è l’attuale situazione di Rimini?. E’ una città ingessata, ferma a 40 anni fa come sostengono in molti, comprese alcune categorie economiche, oppure è una città attrezzata già adesso per vincere le sfide che ci attendono nel futuro.?
Ne parliamo con il dottor Alberto Ravaioli, sindaco uscente, che ha guidato delle giunte di centro-sinistra, per conoscere da chi l’ha guidata per 11 anni, lo stato di salute complessivo della città in questo momento.

Rimini ha sempre avuto una immagine a livello internazionale molto elevata, è considerata la capitale europea del turismo. Cosa ha fatto la sua amministrazione per consolidare, rafforzare e migliorare questa immagine?
Ritengo sia questa la chiave di lettura con cui analizzare l’ultimo decennio: abbiamo lavorato perché da città stagionale Rimini diventasse una città destagionalizzata. Non solo sotto il profilo turistico ed economico, ma anche dal punto di vista più ampio della nostra identità. Diventare una città destagionalizzata significa ricucire una cesura temporale e territoriale, e da due città (quella estiva e quella invernale, quella turistica e quella “dei residenti”) tornare ad essere una sola. Rimini non è più una città caratterizzata da una monocultura economica. Da città turistica balneare è cresciuta per diventare anche città di cultura e storia, da visitare tutto l’anno. Oggi parlare di Rimini significa parlare di eventi come la Notte Rosa e le mostre di Castel Sismondo, di gioielli come la Domus del Chirurgo e la nuova ala archeologica del museo della città, di mare e di spiaggia, di design hotel, di fiere e congressi: tutti i settori su cui abbiamo investito consapevolmente.

Come si coniuga l’immagine della capitale di un distretto come il nostro dedicato al loisir e al tempo libero, la capitale del sano divertimento, che è una concezione filosofica della vita, con la solidarietà sociale che è stato uno dei punti qualificanti del suo programma elettorale?
Rimini vuole essere in primo luogo una città in cui si vive bene. Per ospiti e turisti, vivere bene vuole dire trovare qui un’ospitalità cordiale e professionale, avere occasioni di svago, divertimento ma anche riposo, trovare un ambiente sano e accogliente, un’ottima gastronomia e numerosi punti di interesse culturale. Per i nostri cittadini, vivere bene significa – oltre a tutto questo – innanzitutto avere una rete di servizi che funzionano. Solo alcuni dati: nei servizi all’infanzia Rimini continua a garantire copertura completa alla popolazione tra i 3 e i 6 anni e raggiungeremo quest’anno all’obiettivo di Lisbona di copertura del 25%. La mobilità: dal 2003 al 2009 sono state realizzate 44 rotatorie, 35 km di nuove piste ciclabili, nuove strade come il prolungamento di via Roma, la variante di Corpolò, la bretella tra via Coriano e via Montescudo. A sostegno delle categorie più deboli sono stati realizzati e assegnati nuovi alloggi Erp e a canone calmierato (oggi abbiamo 1113 appartamenti), abbiamo stanziato contributi per l’affitto e il pagamento delle rette, insieme a contributi straordinari per cittadini e imprese colpiti dalla crisi economica.

Lei è quasi alla fine del suo mandato elettorale, ritiene che nel corso delle legislature in cui è stato sindaco, quasi 11 anni abbia fatto abbastanza per consolidare l’immagine internazionale di Rimini? eventualmente cosa resterebbe da fare, per completare l’opera?
Credo che la migliore risposta sia “sfogliare” la rassegna stampa internazionale di questi anni. Il New York Times ha inserito Rimini fra le 53 località da visitare in tutto il mondo. Per il Telegraph Rimini e i suoi locali sono fra i più trendy d’Europa. La BBC e altri prestigiosi media in tutto il mondo hanno dedicato ampio spazio all’inaugurazione della Domus del chirurgo. L’opera non va “completata”, quanto piuttosto continuata: la costruzione dell’immagine di una località turistica, immersa nella competizione globale, è un lavoro costantemente in progress.

In base alle cose dette sopra, questa città ha un anima ben definita un “cuore”, tenendo conto della sua vocazione internazionale?. Insomma Rimini ha una sua identità? Molti intellettuali ritengono di no. Vorrei il suo parere, dato che l’ha guidata per molto tempo.
Non so chi siano gli intellettuali che negano a Rimini un’identità, ma io sono sicuro che la nostra città abbia oggi un profilo unico e ben definito. Mi ricollego a quanto detto all’inizio: è finita l’era delle “due città”, della contrapposizione estate-inverno, fra marina e centro storico.

Qual è la vera anima della città, quella di essere una metropoli di un milione di abitanti nel periodo estivo, o una città di 140.000 abitanti nel periodo invernale, perché il dilemma è tutto lì, per uscire dalle secche del provincialismo. Noi d’estate di fatto siamo un aerea metropolitana, come le grandi città. Ci penalizza questo fatto?
Ribalto la prospettiva: Rimini offre la qualità della vita di una città di provincia, dove le distanze sono limitate, tutto è a portata di mano e i servizi sono vicini al cittadino (una delle caratteristiche che subito vengono percepite dai nostri ospiti), insieme alla ricchezza di eventi, occasioni di svago, luoghi di incontro di una grande città. Il dualismo basato sul numero di abitanti e le presenze regge sempre meno: d’inverno abbiamo una folta popolazione universitaria (quasi 6mila iscritti), e ricordiamoci che fiere, congressi e cultura pesano per un terzo delle presenze turistiche.
Alcuni dicono che la Riviera attira il mercato straniero, altri no.
Basta fare una passeggiata in centro per accorgersi di quanti turisti stranieri abbiano scelto la nostra città per le vacanze. A suffragare questa semplice osservazione ci sono i dati aeroportuali: al Fellini tra gennaio e giugno i passeggeri sono stati oltre 192mila, cioè il 50% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Più che raddoppiati i passeggeri dei voli di linea/low cost, arrivi record in luglio, turisti da Russia, area tedesca, Inghilterra, Benelux, Svezia, Norvegia, Svizzera. E’ un’ottima conferma del lavoro svolto sull’immagine internazionale di Rimini: secondo gli esperti, gli stranieri cercano infatti la “vacanza di esperienza”, la cultura insieme alla ricerca dello stile di vita tipico dell’Emilia-Romagna. E a Rimini trovano tutto questo.

Riccione Moda Italia 2010 ( di Tommaso Torri )

4 settembre 2010
Creatività giovanile è capi d’abbigliamento unici; sfilate e incontri di approfondimento con gli esperti del settore; notti glamour nei locali più trendy della Perla Verde e, inevitabilmente, la fine di una settimana dedicata alla moda con la consapevolezza di fare rientro alla propria vita con una marcia in più. Questo il mix che ha accompagnato i finalisti del Concorso Nazionale Professione Moda Giovani Stilisti – Riccione Moda Italia 2010 che si è tenuto nella capitale del divertimento romagnola patria incontrastata per la nascita di nuovi stili e nuove tendenze che, quest’anno, ha festeggiato il suo ventennale con una straordinaria carica di energia.
I 28 ragazzi, giunti a Riccione da tutta Italia, hanno avuto modo di confrontarsi sia con gli addetti ai lavori di un settore che tutto il mondo ci invidia che con altri giovani stilisti provenienti dalla Russia e dal Brasile tutti impegnati per declinare i nuovi stili e le nuove tendenze del XXI secolo.
La manifestazione, promossa da Cna Federmoda e Comune di Riccione, con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Rimini, da 20 anni è un punto fermo dell’estate riccionese dando, allo stesso tempo, l’opportunità ai giovani creativi di mettersi in mostra per catturare l’attenzione degli esperti del fashion system che, tradizionalmente, arrivano nella Perla Verde per individuare i grandi stilisti del futuro.
Il concorso, nato nel 1991 e attualmente il più longevo della Penisola, si è subito impostato con una formula di integrazione tra formazione scolastica e cultura d’impresa collegando direttamente gli studenti con le aziende di moda e, grazie alla presenza in giuria di veri e propri esperti come Deanna Ferretti Veroni, Laura Lusuardi, head designer di Max Mara e Giovanni Bianchi di La Perla, per i ragazzi è un vero e proprio trampolino di lancio della loro creatività.
Per i giovani stilisti che accedono alla fase finale della manifestazione, la settimana di Riccione Moda rappresenta una full immersion intensa e di approfondimento del mondo moda grazie a una serie di workshop che spaziano dagli aspetti più generali del fashion system fino ad arrivare a momenti più tecnici, grazie alla presenza di importanti aziende di tecnologie per la moda, per poi concludersi con l’emozione di vedere le proprie creazioni calcare la passerella per la prima volta.
“Sono stato pienamente soddisfatto da questo tipo di esperienza – racconta Antonello Pasquale, vincitore della sezione Pellicceria Premio Nafa – che ci ha permesso di ampliare le nostre conoscenze attraverso i vari workshop. Una settimana anche per le nuove conoscenze fatte e per gli amici trovati”.
“Riccione Moda Italia è stata un’esperienza oltre le mie aspettative – ha spiegato Valerio Lupi, vincitore della sezione Maglieria – il confronto con gli altri finalisti e la partecipazione ai momenti formativi sono stati un’occasione di crescita estremamente stimolante”.
“Questa esperienza – ha aggiunto Giulia Dipierro, finalista della sezione Bimbo – ha permesso a noi studenti di capire se la «strada» che abbiamo intrapreso è quella giusta; in questo settore, per raggiungere i propri obbiettivi, si deve avere una forte carica motivazionale ed è proprio questa che ci da la forza nei momenti di stanchezza e nelle notti passate in bianco a studiare e a creare. Riccione Moda Italia ha arricchito la mia formazione grazie al continuo confronto tra i finalisti, allo scambio di idee e agli approfondimenti che si sono mischiati al divertimento e alle nuove amicizie”.
“È sempre bello, anche dopo 20 anni, incontrare i finalisti di Riccione Moda l’ultimo giorno mentre si stanno preparando alla partenza quando, eliminato lo stress del concorso, imparano a mettere meglio a fuoco il loro futuro creativo e lavorativo – spiega Roberto Corbelli, direttore artistico e ideatore della manifestazione. – Questi giovani rappresentano le nuove leve del settore della moda e, nel corso degli anni, molti di loro hanno fatto una lunga strada che li ha portati ad affermarsi in importanti ruoli all’interno di grandi aziende o a lanciare le proprie linee di abbigliamento”
“Il successo di questa manifestazione, unica in Italia a poter vantare le venti edizioni, è dovuto alla grande attenzione che Cna Federmoda riserva ai ragazzi alla loro formazione e al loro inserimento nel lavoro – ha spiegato il direttore generale della manifestazione, Antonio Franceschini. – Per questa edizione, abbiamo portato avanti una serie di appuntamenti dedicati al mondo del tessile e dell’abbigliamento iniziati già in primavera e culminati con la settimana di Riccione Moda Italia che si è confermato come importante momento di formazione destinato alle risorse di un settore che, pur nell’attuale crisi, è da traino per la nostra economia. Sempre più i ragazzi che vogliono partecipare a RMI, che è considerato una manifestazione realmente in grado di avvicinare gli studenti delle scuole di moda al mondo del lavoro”.

Too far gone ( di Claudia Melani )

4 settembre 2010
TFG è una band berlinese che propone un misto die indie-soul e hip hop dei “tempi d’oro”, come dice la frase con cui amano presentarsi: Berlin’s finest Golden Age Hip Hop.
Nata a Berlin-Kreuzberg nel 2008, unisce elementi di jazz e soul a dope beats e ritmi serrati su “back of the crates” sampling, con in primo piano le voci dei due MC piu’ energici del pianeta: Digs & Draz.
“We make music for all of those who wish that hip-hop was still as good, as musical, and as creative as it used to be”
DIGS
Digs, nato nel 1983 in Noth Carolina, è stato già citato come il “logico successore di Flava Flav’” dal New York Times.
DRAZOMBIE
Drazombie (Draz) è cresciuto nei sobborghi di Pittsburg, nel periodo di massimo splendore dell’ era hip hop. Money Moses, il manager del rapper Positive K, lo introduce nella scena musicale con il nome di R.O.C. Genio matematico, diventa professore all’ università di Harward ma, dopo aver incontrato Digs durante una vacanza in Europa, decide di abbandonare la sua carriera universitaria per ritornare a fare il rapper.
EL DUQUE & DON CHIPONE
El Duque, (pron.”eldiuk”) il celebre batterista dei TFG, era già giunto alla notorietà agli inizi degli anni 90 suonando con gli Space Cowboys insieme a Don Chipone (pron. “doncipòne”), detto allora semplicemente Chip, acclamato tastierista e DJ.
Don Chipone, tagliando e semplando suoni da innumerevoli e multiformi fonti, crea, insieme a El Duque, le basi che costituiscono l’inconfondibile sound dei Too Far Gone.
PEPE
Pepe è il sassofonista dei Too Far Gone: musicista nel sangue ma oberato dagli impegni di lavoro nel condurre l’azienda del padre, dopo essere sopravvissuto ad un incidente letale riesce a prendere il tempo per dedicarsi finalmente alla pratica dell’amato strumento e si unisce alla band.
BARRY “Jairzinho” BLACK
Barry Black ha iniziato la sua carriera di performer giovanissimo in Argentina come ballerino: piu’ tardi, impara a suonare l’armonica a bocca ed in poco tempo anche il sassofono, la chitarra, il basso, il pianoforte, la tromba e la tuba. A Berlino Barry Black incontra Pepe e diventa il bassista dei Too Far Gone, passando alla chitarra dopo l’ ingresso di Dr. Puma.

Dr. PUMA
Dr. Puma è il mio componente preferito del gruppo. Donna e bassista, proprio come me, gode del mio rispetto piu’ profondo. Bella, brava, simpatica e superintelligente, ha una laurea in archeologia e deve avere la pazienza ed il senso dell’ umorismo di un cavaliere jedi, per riuscire a lavorare insieme agli altri componenti del gruppo che io, in parte, conosco bene anche personalmente e che saluto con un forte abbraccio. Bravi.
Storia del gruppo:
Fondatori: Drazombie, El Duque e Don Chipone nel 2008, seguiti da Pepe.
Piu’ tardi Barry Black entra a far parte del gruppo come bassista e permette a Don Chipone di avere piu’ autonomia nel sampling: Barry Black passa alla chitarra dopo l’ingresso di Dr. Puma al basso, mentre Digs si inserisce come supporto alla voce di Drazombie.
Al momento TFG sta preparando il video “Not up in here” ed un tour dei principali locali Berlinesi, che inizierà al Lagari il 25 settembre 2010.
Grazie a:
Public Enemy, Erik B. & Rakim, Naughty by Nature, US3, Sun Ra, Wu Tang Clan, Digital Underground, J. Boogie, Bobby Womack, Werner Herzog, Pete Rock & CL Smooth, Curtis Mayfield, Gang Starr, Warren Zevon, Bill Hicks, Otis Day & The Knights, Bunk Moreland, Eddie Bo, EPMD, The Crusaders, Sly & The Family Stone, Black Sheep, Tupac, Delroy Wilson, James Brown, Barry Black & The White Temptations, The Beastie Boys, Grandmaster Flash & The Furious Five, D-Nice, Run DMC.

IN& OUT Settembre

4 settembre 2010
IN&OUT
di Devis Paganelli
L’opinione del tutto personale del Direttore Editoriale di Slide su locali, eventi, iniziative, programmi tv.

Hotel Tegnerlunden, Stoccolma ( IN )
Sono capitato all’Hotel Tegnerlunden per caso. Dovevo pernottare e ho trovato posto solo qui. Considerando il prezzo basso, mi sono subito creato preconcetti mentali sul tipo di servizio e prodotto che avrei potuto ricevere. La camera invece era molto curata e pulita. Ottimo il design. Personale molto gentile e scrupoloso. Servizio colazione impeccabile con vista panoramica assolutamente imperdibile all’ultimo piano. Ottimo anche il buffet. Adiacente alle vie centrali e alla zona shopping.
Tegnérlunden 8, 11359 - Stoccolma


CENTRO ATLANTE - San Marino ( OUT )
A mio parere..era bello...era organizzato...poi la Direzione Organizzativa secondo me si è adagiata sugli allori forse sopravvalutando le proprie iniziative. In passato per me era divertente fare una passeggiata in questo centro commerciale, oggi mi annoia. Non parliamo poi dell’empatia che emana in apparenza mia la dirigenza, quella non è mai stata un gran che. I negozi invece sono SUPER “IN”. Stupendi, organizzati e con imprenditori pieni di energia. Persone dedite a dare grande sprint alle proprie attività. In definitiva : Il mio giudizio personale è che sono poche e pessime le iniziative del centro. Ottime le proposte dei negozianti e gli sconti interessantissimi offerti da quasi tutte le aziende presenti. La medesima impressione è per il Centro Commerciale Azzurro, dove per altro l’ubicazione scomodissima della struttura, dovrebbe far si che gli investimenti promozionali della Direzione, siano molto più ingenti e mirati ( le iniziative che ho visto in questi anni sono secondo me del tutto inutili ). Un maggiore investimento in iniziative mirate forse giustificherebbe meglio i prezzi locativi proposti ai negozi.
Via Tre Settembre n. 17 - Dogana RSM


Bmw E63 M6 ( IN )
Premetto che non amo la linea delle auto BMW. Ma questo modello è veramente spettacolare. Ottima estetica, ottima nelle prestazioni. Ha due difetti a mio parere, la scomodità del posto guida e i consumi. Non è sicuramente l’auto da utilizzare tutti i giorni. Adatta a chi vuole farsi notare, magari fuori dai locali. Non l’ideale per viaggi lunghi, magari in famiglia. Il ragazzo single in cerca di visibilità o il maturo scapolo in cerca di ragazzine facilmente abbindolabili, troverà in questa auto l’auto più adatta.


Discoteca BYBLOS Misano ( OUT )
Bellissime serate quelle passate all’elegantissimo BYBLOS negli anni 90. La raffinatezza e lo stile si sentivano nell’atmosfera, dove l’essenza dell’essere era realtà. Oggi mi pare più tutto un cercare l’apparenza. Apparire e non essere. Questo mi sembra il Byblos di questi tempi. Non bastano a mio parere, gli ospti ( vip? ) noti come piccoli personaggi dello spettacolo che spesso secondo me sono più adatti a programmi come Meteore o Matricole, per riavviare o meglio ravvivare le serate mondane di Riccione alta. La mancanza di idee spesso porta a sintetizzare gli eventi con una semplice ospitata. Mi domando se gli sforzi del bravissimo staff Le Creme, siano stati utili a qualcosa. L’attuale gestione, riaprirà il Byblos per l’estate 2011? I miei dubbi sono forti.
Via Pozzo Castello, 24 - MISANO MONTE (RN)


Ristorante La Pugliese - Altamura ( IN )
Il Ristorante La Pugliese, aperto dal 1964, è un ambiente classico, semplice e luminoso. Bel giardino, cucina italiana classica, com materie prime a quanto pare di primissima qualità e sopratutto di stagione. E’ presente anche la pizzeria. Ideale per festeggiare cerimonie come battesimi, matrimoni e compleanni. Discreta la lista dei vini con selezione di etichette pugliesi.
Via Corato 403 - Altamura (BA)

REPORT - Trasmissione Tv di Rai 3 ( IN )
La trasmissione è l’essenza di come la tv pubblica dovrebbe funzionare. Il servizio pubblico per eccellenza, lo vedo in REPOR. La conduzione educata, calma, dettagliata, a volte pungente di Milena Gabanelli, coinvolge l’interesse nei tanti servizi di cronaca.
La tenacia della redazione di REPORT però, spesso qualcosa smuove e in ogni caso, almeno fa giornalismo puro e senza manipolazioni. Come ci riescano non lo so, ma il risultato è sorprendente. Bravi. Per inviare segnalazioni : http://www.report.rai.it

CONSIGLI PER LA MENTE del Dott. Andrea Ronconi ( Slide 4 )

4 settembre 2010
Caro Dottore, è da mesi che con il ragazzo con cui convivo stringiamo i denti in attesa delle ferie di settembre. L’estate per noi è un periodo di duro lavoro e non mancano i conflitti ogni volta che si torna a casa. Tra i litigi continui e lo stress che stiamo accumulando, abbiamo comunque deciso di regalarci una vacanza nella speranza che ci sia d’aiuto ad affrontare e risolvere con calma i nostri conflitti. Lui però sostiene che sarebbe meglio staccare con i problemi e parlarne una volta tornati dal viaggio. Insomma anche su questo punto non riusciamo ad accordarci. Lei cosa ci consiglia?


RISPOSTA : Gent.ma Signorina, non ho sufficienti informazioni sulla vostra situazione relazionale per riuscire a darle i suggerimenti che lei, giustamente, si aspetta. Credo però che, insieme, possiate imparare ad affrontare i vostri conflitti nel momento stesso in cui si presentano e senza procrastinare, cioè senza rimandare i tentativi di soluzione a un momento non meglio definito. Naturalmente questo non è sempre possibile, almeno nella misura in cui il contesto e la tipologia del conflitto condizionano inevitabilmente le possibilità di affrontare nell’immediato i problemi. Ma abituarsi a riconoscere, comunicare e risolvere i problemi nel “qui e ora” piuttosto che chissà dopo quanto tempo, aumenta indubbiamente le probabilità di risolverli in maniera efficace e profonda, e nel contempo permette a entrambi di conquistare una buona sicurezza sulla capacità di migliorare insieme e in tempi ragionevoli la qualità della vita di coppia. La capacità ottimale di una coppia a risolvere i contrasti mano a mano che si presentano può aiutare nel tempo entrambi i partner a mettere in atto una serie di atteggiamenti e di soluzioni comunicative che, se adeguati alla situazione, possono avere un effetto addirittura preventivo, tale cioè da diminuire le probabilità che gli stessi problemi si ripresentino o da evitare che vengano considerati persino come eventi conflittuali. Un viaggio, una vacanza hanno in sé le migliori potenzialità per aiutare una coppia a trovare equilibrio e serenità. Questo può essere particolarmente vero per le problematiche di natura sessuale, quelle cioè che vengono mantenute nel tempo da un ambiente che minaccia il vissuto di intimità e di libertà nella fruizione del piacere (come abitare in un appartamento condiviso con altri inquilini o contiguo a quello dei familiari di lui o di lei). Molto spesso cambiando contesto è possibile viversi e vivere il proprio rapporto diversamente, in modo più libero dai condizionamenti appresi, reali o presunti che siano, e che hanno finito per inibire il libero scambio fra partner. D’altra parte una vacanza in coppia, senza figli e lontano da quei fattori di distrazione che fanno sempre parte del contesto di convivenza abituale, può aiutare i partner a chiarire e a chiarirsi ciò che non va nel rapporto, focalizzando l’attenzione sull’intensità del disagio percepito da ciascuno. La vacanza, pur rimanendo un‘esperienza desiderata solitamente da tutti, può non rivelarsi sempre o necessariamente un evento rinforzante la coesione di coppia. La sua potenzialità è quella di stimolare un certo cambiamento, che poi potrà essere positivo o negativo. Quindi la vacanza di una coppia che parte con dubbi affettivi sulla stabilità e mantenimento del proprio legame può essere strumentale alla realizzazione più o meno condivisa di un bilancio che potrebbe alimentare specifiche motivazioni e decisioni relazionali. Qualunque siano gli effetti di una vacanza sul vissuto di coppia in termini migliorativi, neutri o peggiorativi, la maggior parte dei fattori causali rimangono nella responsabilità di entrambi i partner, nel loro modo di pensare, comportarsi e comunicare prima, durante e dopo le ferie. In qualità di psicoterapeuta e sessuologo, in talune specifiche situazioni ho io stesso suggerito ai pazienti di fare una vacanza come una sorta di verifica, in itinere, del raggiungimento degli obiettivi da perseguire nella terapia di coppia.

Enogastronomia : Ristorante Ferrari ( di Gianluca Missiroli )

4 settembre 2010
Sapore di Mare
Il dilemma di cosa fare a Ferragosto, per non cadere nel solito fare di sempre, quest’anno mi ha preso un poco alla sprovvista. Pressato da più parti, dopo tanto macinare sul dove, e con chi andare solo all’ultimo un colpo di “genio”, ha illuminato il buio più profondo.
Il “di là del canale” di Porto Corsini, verso “i lidi ferraresi”, mi ha sempre affascinato perchè rivedo immutato ogni paesaggio dal tempo in cui, qualche anno fa, ero bambino. Differentemente dal litorale Romagnolo, in mutazione continua, questa porzione d’Italia vive in un tempo che sembra essersi fermato complice un’ immutato mutamento, un’immobilismo irreale. Mi piace molto andare per locali, in queste “praterie” vi sono posti ancora genuini con sane tradizioni non votate al solo dio “turista”. L’idea di una gita in barca con partenza da Goro con cena abbinata, ha entusiasmato tutti nostri amici che prontamente hanno aderito alla proposta “Ferragostana”. Selezionati alcuni numeri tratti dalla rete siamo riusciti a combinare il tutto con un solo giorno di anticipo: gita in barca sulla foce del Pò e ricca cena a base di pesce, sotto la guida di Massimo che, prontamente, da “capitano” si è trasformato in affabile ”Metre” del suo locale. Abbiamo capito come mai non vi fosse troppa rissa solo quando sono apparse certe e concrete le previsioni del tempo e, soprattutto, quando giunti in banchina, il livello del mare era quasi pari alle nostre suole immerse nella guazza. Era in programma anche una gita (disdetta per maltempo) all’Isola dell’Amore che, nel 2007, è stata indicata da Legambiente come una delle 13 migliori spiagge italiane. Formata dallo “scanno”, cioè da una lingua di sabbia nella quale si formano delle dune che si muovono a causa delle maree e del vento, ospita oltre a canneti spettacolari, alcune tipiche e rare vegetazioni.
Il vento, il colore salmastro intenso delle acque, il beccheggio impetuso dei pescherecci all’ormeggio, il tutto sferzato da un’intensa pioggia di vento, ha colorato d’imprevisto una gita che tutti, “ci ha detto” Massimo, hanno prontamente disdetto. Il nostro era l’unico battelo in gita sul Po’.
Qualcuno sulla barca ha pensato bene di applaudire “quel genio” che ha organizzato questa gita!!
Comunque a bordo della motonave Cristiana abbiamo fatto il nostro piacevole giro imbottito di vedute indimenticabili e di scatti rubati ad una natura strepitosa. L’emozione della gita ha stimolato il nostro appetito che si è prontamente saziato al Ristorante di Massimo: “Ferrari”.
Un bel locale, arredato con gusto con anche pizzeria ci ha coccolato mentre fuori imperversava la bufera. Non è stato difficile scegliere dal menù piatti che accontentassero una variegata tavolata come la nostra. Qualche bambino ha voluto la pizza, mentre noi adulti abbiamo spaziato sul poco di tutto per tutti: Misto mare a vapore. Cozze e vongole veraci alla marinara. Mix di frutti di mare gratinati. Carpaccio di pesce spada con verdure. Spaghetti alle vongole. Bigoli alla Ferrari. Anguilla alla griglia. Cappe sante gratinate. Fritto misto.
Devo dire che Massimo si è difeso. L’anguilla debitamente sgrassata alla griglia ha lasciato il segno e la voglia di tornare. Gli spaghetti alle vongole, le cozze, e quello che la tradizione della terra Gorese da sempre propone, hanno il sapore inteso di un mare ancora genuino vero “sapore di mare” mentre elaborazione”importate”, forse dalla tendenza e la necessità di aggiornare un menù, non hanno impressionato.
Discreto il frizzate vinello della casa, buono, per chi gradisce un fermo, il Ribolla Gialla, offerto dalla carta dei vini appena sufficiente.
Onesto il conto con un ottimo rapporto “qualità-prezzo”: 15 euro per la gita e circa 25 euro per il ristorante.
Per informazioni
http://www.motonavecristiana.com/