mercoledì 4 agosto 2010

Paris Hilton su Slide Italia ( di Devis Paganelli )

4 agosto 2010
Ci mancava proprio Paris Hilton a dare lezioni di vita alle giovani teen agers di tutto il mondo. Lei, un icona entrata nel Guiness dei Primati, come personaggio più popolare per non aver fatto proprio un bel nulla di particolare, può meritare spazio mediatico per dare insegnamenti come questi. Ho letto un titolo : “Famosa per essere famosa”. Che titolo azzeccato.
La si sente affermare che “La verginità si deve perdere da giovanissime, cosi non si rimpiange la possibilità di non essere stata violata presto”. Lo dice sulla rivista americana Star Magazine. E non si ferma all’età. Suggerisce rapporti sessuali con persone povere, definendo queste più brave a letto. Il sesso? “Mi piace quello acrobatico, dove l’uomo deve anche dimostrare di essere un vero maschio. La prima volta l’ho fatto a 16 anni su una Vespa”.
Siamo nel 2010 lo so, non sono impazzito, ma un minimo di sentimento nell’argomentazione non guasterebbe. Provare a pensare prima di tutto alla possibilità di avere la prima esperienza con qualcuno di importante? Proprio no? E’ indispensabile cercare la prima esperienza, a prescindere dal sentimento o dall’importanza della storia?
A quanto pare per la Paris sono solo dettagli.
Sono un “matusa” dei giorni nostri, lo ammetto. Ho avuto 16 anni anche io, di certo non mi facevo troppi scrupoli se mi capitava di avere vicino una bella ragazza desiderosa di passare una serata divertente.
Ma questa ragazza così nota, mi pare avere molto poco sale in zucca, dato che le cose che dice, le dice all’età di quasi trent’anni.
Dando per scontato che giustamente ognuno è libero di pensare ciò che vuole, non potrebbe Paris, almeno avere il dubbio che essendo lei un punto di riferimento per molte ragazzine, sarebbe il caso di tenere per se certe cose?
Paris Whitney Hilton, nata a New York il 17 Febbraio 1981. Professione? Cantante, Modella, attrice e donna d’affari. Tra il 2003 e il 2004 ha guadagnato circa due milioni di dollari ( fonte Forbes ) e nel 2007 ha intascato oltre sette milioni. Ma lavora per puro divertimento. Ha infatti ereditato 30 milioni di dollari in liquidi e dispone insieme alla sorella Nickym, di un patrimonio immobiliare di oltre 800 milioni di dollari. Tutto grazie alla catena di alberghi di lusso Hilton, fondata dallo zio Conrad Hilton. Chi non vorrebbe avere uno zio del genere?. Paris ne ha fatte di buone, tra partecipazioni in film e serie tv importanti, pubblicazioni di album arrivati in classifica con vendite importanti, ma ne ha combinate anche tante meno lodevoli, come la pubblicazione a sorpresa di un film pornografico “1 Night in Paris”. Nel 2007 è anche stata arrestata a Los Angeles per guida in stato di ebbrezza.

Moda
Paris ha iniziato a fare la modella da bambina, soprattutto per organizzazioni benefiche. Dopo aver terminato il liceo, intorno al 2000, intraprese la carriera di indossatrice e modella, dapprima sfilando per Marc Bouwer e Catherine Malandrino, quindi facendosi conoscere in varie campagne pubblicitarie, tra cui Iceberg Vodka, Guess, Tommy Hilfiger, Christian Dior e Marciano. All’età di 19 anni è stata inoltre assunta dall’agenzia di Donald Trump come indossatrice. È apparsa su numerose riviste, tra cui Maxim, nell’aprile 2004.

Cinema
Paris Hilton è apparsa in molti film come cameo. Tra questi, si ricordano Zoolander, Wonderland - Massacro a Hollywood e Il gatto... e il cappello matto. Ha inoltre recitato come personaggio secondario in Nine Lives, Quando meno te lo aspetti, The Hillz e La maschera di cera. Grazie al suo ruolo di Paige Edwards nel film La maschera di cera, ha vinto i Teen Choice Award come “miglior urlo” ed è stata nominata per il premio “Choice Breakout Performance – Female”. Ha però vinto alcuni premi negativi, come il Razzie nel 2005 per essere stata eletta “peggior attrice di ruolo secondario”. È stata anche nominata agli MTV Movie Awards come “miglior performance da spaventata” nel 2006. Nello stesso anno, ha iniziato ad avere ruoli principali in alcuni film, come Pledge This! e Bottoms Up. Fa il ruolo di Cristabel nel film The Hottie and the Nottie, pubblicato nel 2008. È anche apparsa in An American Carol.

Paris copre il ruolo di Amber Sweet nel musical Repo! The Genetic Opera. Le critiche sul suo ruolo in questo film sono positive, sia sul canto che sulla recitazione. In un’intervista, il regista Darren Lynn Bousman ha affermato che inizialmente non avrebbe voluto Paris Hilton nel ruolo di Amber Sweet. “Ero disperato,” dice Bousman, “ma quando ci siamo incontrati sono rimasti tutti affascinati.” Nella stessa intervista, Bousman ha anche detto che Paris era molto soddisfatta della parte che le era stata assegnata, e che ha usato il suo tempo trascorso in prigione per migliorarsi nel ruolo.

Paris ha partecipato, insieme all’amica d’infanzia Nicole Richie, al programma The Simple Life, che ha fatto il suo debutto il 2 dicembre 2003 ed è composto da cinque stagioni. Lo show è stato cancellato dopo la terza edizione dalla Fox Broadcasting Company a causa di un litigio tra Paris e Nicole, ma ha ripreso grazie alla E! Entertainment Television, che ha prodotto le ultime due stagioni. Anche se era stata pianificata una sesta edizione, il programma non è andato oltre la quinta stagione. Nel marzo del 2008 venne riportato che Paris Hilton aveva l’intenzione di produrre un reality show su MTV intitolato Paris Hilton’s My New BFF, nel quale ella, tra le concorrenti, trova la sua nuova migliore amica. Il programma ha debuttato il 30 settembre 2008.

La Hilton ha anche recitato in alcuni episodi delle trasmissioni The O.C., The George Lopez Show, Las Vegas, American Dreams, Dogg After Dark e Veronica Mars. È poi apparsa in molti video musicali, come “It Girl” di John Oates e “Just Lose It” di Eminem. Nel settembre del 2007 sono iniziati i lavori per un cartone animato dedicato alla vita di Paris, sua sorella Nicky e il suo cane Tinkerbell. Nell’aprile del 2008 ha partecipato a un episodio del telefilm My Name is Earl intitolato “Non Morirò con un Piccolo Aiuto dai Miei Amici”. Il 29 gennaio 2009, Paris Hilton’s British Best Friend, la versione inglese del suo reality show, ha fatto il suo debutto sul canaleITV2 nel Regno Unito. La seconda stagione di Paris Hilton’s My New BFF è cominciata il 2 giugno 2009. Nello stesso mese, sono iniziate le registrazioni di Paris Hilton’s Dubai BFF. La seconda classificata della serie britannica, Kat McKenzie, è morta il 3 luglio 2009 per overdose.

Paris farà parte del quinto episodio della quinta stagione di Supernatural. Eric Kripke, il regista e ideatore del programma, ha affermato in un’intervista: “Paris Hilton coprirà il ruolo di una diabolica creatura che prenderà la sembianze di... Paris Hilton. Sarà un episodio divertente, irreverente e siamo sorpresi dal fatto che Paris abbia accettato di fare quel ruolo.” Paris Hilton è stata inoltre ospite al programma I Get That a Lot nel 2010.

Musica
Paris Hilton ha fondato la Heiress Records, parte dell’etichetta discografica Warner Bros. Records, nel 2004, e ha pubblicato il suo album di debutto intitolato Paris sotto di essa il 22 agosto 2006. L’album ha fatto il suo debutto sulla Billboard 200, la classifica ufficiale degli album statunitensi, al numero 6, ma nonostante questo ha venduto solo 180.000 copie negli Stati Uniti. La recensione della rivista Allmusic fu la migliore: infatti, il commento fatto fu che l’album di Paris è “più divertente di qualunque lavoro pubblicato da Britney Spears o Jessica Simpson, e anche molto più moderno.” Le altre critiche furono miste.

Dall’album sono stati estratti quattro singoli, due ufficiali e affiancati da un video e due promozionali, senza video musicale. Il singolo di debutto è Stars Are Blind, dalla melodia raggae e pop, che ha avuto un grande successo mondiale, entrando nella top 20 di ben 19 paesi, Stati Uniti e Italia compresi, dove ha raggiunto rispettivamente i numeri 18 e 6. Il secondo singolo ufficiale, pubblicato agli inizi del 2007, è Nothing in This World, che ha avuto meno successo del primo. I due singoli promozionali, Turn It Up e Screwed, sono stati pubblicati rispettivamente nei club statunitensi e in Asia. Turn It Up ha raggiunto la prima posizione nella classifica americana delle canzoni più riprodotte nei club.

Paris Hilton ha anche inciso alcune canzoni per la soundtrack del musical Repo! The Genetic Opera. In un’intervista, il direttore, Darren Lynn Bousman, ha affermato che le abilità della Hilton sono molto alte. Quando è stata all’audizione vocale del musical, Bouseman le ha detto che le è stata data della musica e avrebbe dovuto tornare il giorno dopo ed esibirla; quando il giorno dopo tornò, aveva memorizzato tutto, eseguendo una performance perfetto.

Il 16 luglio 2007 Paris Hilton ha confermato che stava lavorando sul suo secondo album con Scott Storch. Secondo una recente intervista di MTV, ella ha deciso che le canzoni del nuovo disco saranno dance. Ha inoltre affermato che adora Bob Sinclar e che vorrebbe creare della musica nello stile del DJ. Per il nuovo album, Paris ha fatto installare uno studio di registrazione nella sua casa. Il 30 settembre 2008 la sua canzone My BFF, la sigla del suo reality show Paris Hilton’s My New BFF, ha fatto il suo debutto sulla stazione radio KIIS-FM con Ryan Seacrest. Nell’ottobredel 2008, a fianco della sua parodica campagna elettorale alla candidatura come presidente degli Stati Uniti, è stata pubblicata la canzone Paris For President, a cui è stato affiancato un video musicale.

Per il suo nuovo album ha finora confermato sei tracce: Jailhouse Baby, Platinum Blonde, Crave, My BFF, Paris For President e Girl Tax, che sono state tutte pubblicate negli ultimi mesi del 2008. Nel novembre del 2008, Paris ha confermato in un’intervista con la rivista Entertainment Weekly che ha finito di lavorare sul suo nuovo album e che ha scritto tutte le canzoni. L’album è stato co-prodotto da Mike Green, il quale aveva lavorato con band famose come i Paramore e i The Matches. Nel dicembre del 2008, sempre secondo quanto ha detto ad Entertainment Weekly, si è messa alla ricerca di un’etichetta discografica per il suo nuovo disco, che probabilmente sarà la Heiress Records, fondata dalla Hilton stessa per il suo album precedente.
Libri
Nell’autunno del 2004 Paris Hilton ha pubblicato un’autobiografia, Confessioni di un’ereditiera, scritta con l’aiuto di Merle Ginsberg, che ha incluso nel suo libro fotografie a colori e il suo consiglio su come vivere da ereditiera. La Hilton ha ricevuto un pagamento anticipato pari a 100.000 dollari americani per questo libro. Alcuni media hanno ritenuto lo stile di scrittura dilettantesco. Robert Mundellfece una parodia dell’opera al David Letterman Show. Tuttavia, esso divenne un bestseller del New York Times. Paris continuò la sua carriera da autrice insieme alla Ginsberg col libro-diario Il tuo diario da ereditiera: confessa tutto a me. Nel settembre del 2009, la celebre frase di Paris “Vestiti bene dovunque tu vada, la vita è troppo corta per passarvi inosservato” è stata aggiunta al dizionario delle quotazioni di Oxford.

Vita personale
Paris Hilton è stata fidanzata col modello Jason Shaw da metà 2002 agli inizi del 2003. Tra il 2003 e il 2004 ha avuto una relazione col cantante Nick Carter. Dopodiché, è stata con l’erede di origini Paris Latsis, dal 29 maggio 2005 al novembre dello stesso anno. Ha poi iniziato una relazione con un altro erede greco, Stavros Niarchos III, prima di lasciarsi con lui nel maggio del 2006. È stata anche con Benji Madden, il chitarrista dei Good Charlotte. Nei primi mesi del 2008 Paris ha affermato alla trasmissione di David Letterman che aveva intenzione di sposare Benji Madden, ma i due si lasciarono nel novembre del 2008, rimanendo però buoni amici. Nel febbraio del 2009 Paris ha cominciato ad uscire con Doug Reinhardt, della trasmissione The Hills, con l’intenzione di sposarlo. Tuttavia, la coppia si divise nel giugno del 2009, per poi tornare assieme nell’agosto dello stesso anno. Il 13 aprile 2010 Paris Hilton ha lasciato Doug Reinhardt perché aveva il sospetto che lui la stesse usando solo per rendersi famoso.
Ama i cani di piccola taglia, e possiede un Yorkshire Terrier e un Chihuahua di sesso femminile chiamato Tinkerbell. Paris e il suo ex ragazzo, Rick Salomon, fecero assieme un film pornografico che fu pubblicato su Internet nel 2003 e messo in commercio l’anno successivo in DVD col titolo 1 Night in Paris.

Caso giudiziari
Il personaggio di Paris Hilton è stato spesso al centro dell’attenzione dei media scandalistici a causa dei suoi atteggiamenti e del suo stile di vita.
Nel 2007 viene condannata da un giudice di New York a 45 giorni di prigione per guida senza patente e in stato di ebbrezza. In seguito ad un ricorso, la pena viene ridotta a 23 giorni. Il 5 giugno dello stesso anno Paris viene rinchiusa nel carcere della Contea di Los Angeles. Uscirà dal carcere dopo appena 3 giorni per motivi di salute. Dopo poche ore, però, la Hilton viene nuovamente condotta in carcere e le viene negata la possibilità degli arresti domiciliari dopo l’ondata di polemiche scoppiata in seguito al suo rilascio. Al Sharpton, attivista dei diritti civili, dichiara in tale occasione che la scarcerazione di Paris Hilton dimostra in maniera inequivocabile che i neri e i poveri hanno ragione quando parlano di favoritismo economico e razziale del sistema giudiziario U.S.A.

Paris Hilton sconta quindi la pena in carcere e viene rilasciata il 26 giugno 2007 per buona condotta.
Il 31 luglio 2007 il giornale Bild Online riportò la notizia che il nonno dell’ereditiera, Barron Hilton, a causa dello stile di vita di Paris, ritenuto discutibile e lesivo dell’immagine della famiglia Hilton, aveva deciso di punirla togliendo 60.000.000 $ dalla futura eredità di famiglia che sarebbe spettata alla nipote. A dicembre 2007 vi fu poi l’annuncio che il 97% dell’eredità spettante a Paris sarebbe andato in beneficenza alla Fondazione di famiglia.
Il 13 settembre 2009 Paris è stata ospite alla serata “Join the Gap” organizzata dal CIG Arcigay di Milano alla discoteca “Borgo del Tempo Perso”, dove ha creato scalpore per essersi rifiutata di tenere in mano un cartello contro l’omofobia. Verrà invitata il giorno dopo a chiedere scusa alla comunità omosessuale.

Info tratte integralmente da Wikipedia

IVAN MALAVASI ( Presidente Nazionale CNA ) intervistato da Devis Paganelli - Slide

4 agosto 2010
Presidente, anche quest’anno uno straordinario successo con Riccione Moda Italia.
Ancora una volta Riccione Moda Italia si è proposta all’attenzione generale come la più importante vetrina della moda giovane. L’appuntamento per eccellenza dedicato alle nuove proposte degli stilisti di domani che per un’intera settimana ha catalizzato su Riccione l’interesse nazionale. Da qui ogni anno, emergono idee, proposte e tendenze che rappresentano una risorsa preziosa per tutta l’industria della moda.

Ci può dire in che cosa consiste l’effettiva vocazione di RMI?
Riccione Moda Italia – RMI – Ricerca Moda Innovazione dimostra sempre più la vocazione a svolgere il ruolo di un vero e proprio programma dedicato alla ricerca, alla creatività e al confronto. Un tracciato a disposizione del sistema moda nazionale, delle sue filiere e delle sue imprese. Ne conferma la validità dell’operato il crescente numero di imprese del settore che costantemente si attivano a sostenere il progetto complessivo. La manifestazione, grazie alla presenza di personaggi di spicco del settore, permette ai giovani stilisti selezionati di frequentare un corso intensivo a stretto contatto con creativi italiani e stranieri per approfondire le tematiche del mondo della moda. Riccione Moda Italia ha dimostrato in questi anni di costituire anche una vera e propria opportunità di avvio di una professione e di inserimento nel mondo del lavoro.

CNA è in prima linea nell’organizzazione di RMI, uno sforzo notevole che si rinnova ogni anno.
CNA FEDERMODA intende con questa manifestazione ribadire il proprio costante impegno verso i settori del tessile, dell’abbigliamento, delle calzature e della pelletteria, con una specifica attenzione rivolta all’innovazione ed al rinnovamento del settore, sia favorendo l’innesto di nuova linfa creativa nelle imprese, ma anche agevolando e sostenendo il sorgere di una nuova imprenditorialità.

A suo parere, come riesce RMI ad annoverare sempre, ad ogni edizione, una partecipazione così numerosa di brand illustri e di celebrità di primo piano del campo della moda?
Il valore aggiunto che RMI offre a ciascun operatore che vi partecipa è quello di trovarsi inserito, quale elemento essenziale, in una reale filiera del settore, effettivamente e non solo virtualmente operativa, che raduna e collega imprese di diverse dimensioni, appartenenti a differenti comparti produttivi, stilisti, scuole, mondo della comunicazione, dell’allestimento e dello spettacolo .

In questo tessuto fatto di finalità e di relazioni a diversi livelli, quale risulta essere il ruolo specifico di CNA ?
La CNA Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, e CNA FEDERMODA, valutano di massima importanza lo sviluppo di azioni tese a costruire un collegamento diretto tra il mondo della scuola, dell’istruzione e della formazione con il mondo delle imprese e del lavoro in genere.

RMI, sette giorni di grandi appuntamenti, e poi……?
E’ importante sottolineare che Riccione Moda Italia è una manifestazione che vive tutto l’anno, attraverso un intenso e costante rapporto con le scuole italiane mediante la realizzazione di conferenze, seminari e corsi che vengono appositamente predisposti e messi a disposizione del sistema scolastico. Questo programma ha l’obiettivo di strutturare al meglio il rapporto tra mondo dell’impresa e mondo dell’istruzione. La formazione continua, unitamente ai workshops dedicati ai finalisti, determinano l’unicità di RMI e dell’impegno di CNA Federmoda: realizzare un progetto in grado di supportare il sistema delle piccole e medie imprese che operano nella moda, favorendo l’emergere di nuove competenze, di nuove professionalità in grado di portare nuova linfa al Made in Italy in termini di qualità, creatività e innovazione.

Guardando i mondiali in TV ( di Patrizio Placuzzi )

4 agosto 2010
C’è una espressione che ha fatto scuola nel mondo del mondo del calcio e del giornalismo sportivo, essa è la celebre frase “Clamoroso al Cibali”, pronunciata dal radiocronista Sandro Ciotti, il 4 giugno 1961 durante la trasmissione radiofonica “tutto il calcio minuto per minuto” per commentare la sorprendente vittoria del Catania sull’Inter per 2 a 0 allo stadio Cibali. La frase è poi entrata a far parte della terminologia calcistica per indicare un risultato a sorpresa, in cui a prevalere è la squadra sfavorita.
Questa terminologia legata al mondo del calcio, ben si attaglia alla clamorosa sconfitta per 2 a 1del Brasile contro l’Olanda, nei quarti di finale della coppa del Mondo che si è disputata in Sud Africa. Il Brasile allenato da Dunga, era dato come super favorito per la vittoria finale, ad ogni tornata dei mondiali il Brasile, cinque volte campione del mondo, è sempre stato considerato come il principale potenziale vincitore della Coppa del Mondo; mettere in dubbio le qualità e le probabilità di vittoria della selezione verde oro sarebbe come per un cattolico mettere in discussione il dogma dell’infallibilità del papa.
Il Brasile è stato sconfitto per 2 a 1 dalla più “brasiliana” delle squadre europee, nella fattispecie l’Olanda, dopo un partita “tirata” che ha visto prevalere la maggiore freschezza atletica degli olandesi, che hanno potuto contare su un Wesley Sneijder superlativo. Una squadra coriacea e generosissima l’Olanda, che ha sofferto per 45 minuti, è andata sotto di un gol, reagendo alla grande nella ripresa e ribaltando il risultato con Wesley Sneijder, e che alla fine ha eliminato clamorosamente la squadra di Dunga andando di diritto alle semifinali del mondiale 2010. Poi l’Olanda è andata ancora avanti, arrivando a disputare la finale persa per 1 a 0 con la Spagna. Una squadra quella olandese, che ha evidenziato una notevole tenuta fisica e soprattutto psicologica, in grado di gestire i momenti di sofferenza per poi colpire al momento giusto, e tornare a battere i verde-oro dopo il successo targato Cruijff Capitano della leggendaria Olanda dell’edizione 74 in Germania.
Eppure il Brasile nel primo tempo non aveva giocato male, tutt’altro, nel prima parte della gara i brasiliani hanno dominato la partita, hanno fatto ballare gli olandesi con il loro classico possesso di palla, e hanno trovato il gol con Robinho.

La sconfitta della nazionale verde oro è stata presa in Brasile come una tragedia nazionale, la posizione di Dunga come CT del Brasile ha cominciato a traballare subito dopo la sconfitta con l’Olanda, infatti il giorno dopo l’eliminazione Dunga è stato sollevato dall’incarico assieme al suo staff. E’accusato in sostanza, oltre di aver lasciato a casa giocatori del calibro di Pato e Ronaldinho, di aver portato giocatori al tramonto come Gilberto Silva a discapito di gente più fresca atleticamente e soprattutto di aver snaturato le fondamenta del calcio brasiliano che si basa sulla mentalità del calcio-spettacolo, proponendo un calcio difensivistico all’italiana che ha fatto inorridire la stampa sportiva brasiliana, che ha definito Carlos Dunga il peggiore CT del Brasile degli ultimi 35 anni.
Anche Fulvio Collovati che ha seguito i mondiali del Sudafrica per conto della Rai si è scandalizzato sul gioco “sparagnino” praticato dal Brasile di Dunga.

Io vado controcorrente e prendo le difese di Carlos Dunga. Il problema del Brasile, che riguarda anche l’altro colosso calcistico del Sud America, l’Argentina, è quello di conferire un gioco di squadra e una disciplina tattica a dei campioni, abili giocolieri che altrimenti procederebbero, per conto loro. Dunga è stato un discreto giocatore, un implacabile mastino del centrocampo, ha giocato nel Pisa, nella Fiorentina e nel Pescara, da noi ha imparato la disciplina tattica, non credo che abbia voluto snaturare le caratteristiche del calcio brasiliano, ma razionalizzare un sistema di gioco che è bello a vedersi, ma che alla può risultare financo sterile. Il problema è che gli è andata male per una serie di circostanze, se vinceva nessuno avrebbe avuto niente da ridire.

Diego Armando Maradona.
La persona in questi mondiali che ha attirato l’attenzione dei media è stato senza dubbio Diego Armando Maradona, commissario tecnico dell’Argentina. Con il suo modo di vestire, è andato in panchina con giacca e cravatta, alla conferenza stampa però è andato in tuta, ha fatto tutto all’incontrario, questo dimostra la stravaganza del soggetto, con i baci e gli abbracci che dispensava ai suoi giocatori: più che un CT è stato come un fratello per loro. Quello che ho detto per il Brasile vale per l’Argentina, la squadra di Maradona era una sommatoria di campioni che giocavano insieme e dai quali ti puoi aspettare sempre la giocata vincente;ma non sono un vera squadra nel senso più classico del termine come possono essere Olanda, Spagna e Germania che ha mandato a casa gli argentini con un sonoro 4 a 0.

Maradona più che un CT, infatti non ha dato prova di essere un grande stratega, non ha saputo dare un gioco alla sua squadra, è stato un grande “motivatore”, si sa la motivazione a volte smuove le montagne. Non è detto che un grande calciatore possa essere anche un grande allenatore. E’ un grande personaggio, questo si, la sua forza che all’apparenza può risultare una debolezza è stata proprio questa. Per farmi capire meglio:Tabarez, l’allenatore dell’Uruguay è davvero un grande maestro di tattica e strategia legata al calcio, Maradona è totalmente digiuno di queste cose, le sue qualità sono altre.

L’Oscar della simpatia in questi mondiali giocati in SudAfrica va a mio avviso al Ghana, perché ha tenuto alto l’onore di un continente come l’Africa, che non ha particolarmente brillato in questo mondiale organizzato proprio in un paese africano Il SudAfrica, nel nome di Nelson Mandela.Su sei squadre solo il Ghana è arrivata ai quarti.
La squadra africana è uscita ai quarti di finale con l’Uruguay ai rigori, dopo aver sbagliato un calcio di rigore nei tempi regolari.Ha giocato una buona partita, non è facile giocare contro l’Uruguay, una squadra tosta, rognosa, ben impostata tatticamente, che non ti lascia giocare.
La Germania al di la delle abilità tattiche e di gioco di squadra che ha dimostrato sul campo, merita di essere ricordata anche per il fatto di aver aperto la strada al concetto di nazionale “multietnica” piena di giocatori naturalizzati figli di emigranti, una strada che sarà obbligata per tutte le nazionali in un prossimo futuro. E’arrivata terza, è stata sconfitta in semifinale dalla Spagna, che poi ha vinto il torneo. Nella finalina per il terzo e quarto posto ha battuto l’Uruguay.
La coppa del mondo 2010 giocata in Sudafrica è stata vinta dalla Spagna, ha battuto in finale l’Olanda con un gol di Andres Iniesta. Non è stata esattamente una bella partita, ma si sa, nelle finali, per tanti motivi, succede sempre così. E’ stato giusto così: ha vinto la squadra che ha espresso il miglior gioco, fatto di fitte trame e di possesso palla, forse un pò lezioso, in un torneo che non ha fatto vedere un granchè in questo senso. La Spagna vince per la prima volta il titolo mondiale, bissando il successo ottenuto agli europei del 2008.E’ un squadra giovane che può aprire un ciclo che durerà ancora per molti anni. Hanno investito sul settore giovanile, raccogliendo i frutti della loro semina. Busquets, Puyol, Xavi, Piquè, Pedro Rodriguez, Victor Valdes e Andres Iniesta provengono tutti dalla “cantera”, il settore giovanile del Barcellona.
Dell’eliminazione della Francia e dell’Italia, le finaliste del mondiale 2006, non parlo, per una questione di pudore, perché c’è un limite a tutto.
Mi piace ricordare di questo mondiale, gli occhi spauriti e innocenti di tanti bambini africani delle “bidonville” di Joannesburg, che abbiamo visto in tv, i loro occhi esprimono una voglia di riscatto e speranza di tutto un continente che con l’organizzazione dei mondiali ha dimostrato di volersi riscattare. Se lo meritano, perché l’Africa è un continente meraviglioso.

Donna Avventura 2010 - di Cristina Berlini

4 agosto 2010
Era il 1998 quando sei ragazze affrontarono il magico mondo del Sahara .
Da lì a partito l’appassionante format al femminile “Donna Avventura “che ha esplorato in oltre un decennio di attività moltissimi paesi; dalle zone tropicali a quelle polari con entusiasmanti raid pieni di brividi, divertimento ed avventura.
Ora Donna Avventura sta preparando la spedizione 2010 la cui meta non è ancora stata annunciata selezionando fra quasi 90.0000 candidate le protagoniste della prossima edizione.
Mi reco al Rimini Wellness dove in un padiglione organizzato in partnership con l’ESERCITO ITALIANO le aspiranti candidate si danno appuntamento per dimostrare di avere le carte in regola, resistenza fisica ed abilità per poter divenire le nuove protagoniste dell’unica trasmissione televisiva dedicata ai viaggi e ai reportage al femminile in onda la domenica su Rete 4.

Incontro al padiglione di Donna Avventura al Rimini Wellness, una delle protagoniste assolute delle ultime due edizioni del format di Rete 4, Alice Russolo 23 anni di Trento prossima alla laurea di giurisprudenza.

Alice, perché ai deciso di partecipare a Donna Avventura?
Principalmente per la mia voglia di viaggiare che ho sempre avuto sin da bambina. E anche perché guardando il programma in TV mi sono sempre più appassionata e contagiata.

E’ stato difficile adattarsi alle telecamere?
No, per me è stato automatico.

So che i tuoi genitori ti hanno trasmesso la passione per il rally, pensi che questo abbia influito sulla tua partecipazione?
Certamente, a me piace guidare e questa è una delle componenti fondamentali per partecipare al programma, anche se trovarsi alla guida di un pick up in una città come Rio de Janeiro non è assolutamente una passeggiata. Tra il traffico caotico e la gente che si muove freneticamente si trascura spesso il “ bello” del viaggio. E se qualcosa va storto si perde un’infinità di tempo:il nostro scopo e di fare un programma quindi a fine giornata dobbiamo avere le riprese giuste e ultimate mantenendo la tabella di marcia.

Tu sei tra le veterane ed hai già partecipato a due edizioni, sei ripartita per una seconda spedizione perché non eri riuscita a concludere il viaggio la prima volta?
Ho partecipato ancora perché grazie ad una telefonata gradita quanto inaspettata me ne è stata data la possibilità. Non nascondo l’agitazione, la felicità, la voglia di conoscere posti nuovi che mi ha assalito in quel momento e soprattutto la voglia di ripartire dopo il Brasile per l’America del nord e Canada anche se a spedizione già iniziata!

Come è cambiata Alice dopo questa esperienza?
Mi sento molto più determinata e sicura nelle cose che faccio.

E’ difficile la convivenza con le altre 11 compagne di viaggio?
Assolutamente no, grazie al format ho trovato delle vere amiche con cui mi sento continuamente con cui ho consolidato un rapporto praticamente fraterno. Tra di noi si è creato un legame speciale.

Durante i 3 mesi di itinerario c’è stato un momento in cui hai pensato di gettare la spugna e ritirarti?
Mai, anche se nel raid del Brasile il capo spedizione ha deciso che non ero più nella forma fisica e psicologica per proseguire l’avventura e mi ha escluso dal viaggio con mio grande dispiacere.

Quali ritieni siano le doti indispensabili per partecipare a questo programma?
Sapere condividere tutto con le compagne, essere complici e altruiste e soprattutto dimenticare di avere una famiglia e degli affetti a casa. Il gruppo diventa per quattro mesi la tua famiglia.

Pensi che sia giusto che non ci siano vincoli d’età per partecipare a questo format?
Si, se una persona dimostra l’energia e i nervi saldi per affrontare tutte le situazioni. Talvolta essere troppo giovani può essere difficile nell’affrontare delle situazioni particolari che si possono creare lungo il percorso.

Ti piace viaggiare e vedere il mondo; se ne avessi la possibilità che nuovo itinerario ti piacerebbe affrontare?
Adoro il sud America e la lingua spagnola, sicuramente una meta ambita è LA TERRA DEL FUOCO, l’Argentina.

Pensi che questo programma possa aprirti la strada per un lavoro in ambito giornalistico o nel mondo dello spettacolo?
Non so,anche se mi piace molto scrivere i reportage di viaggio.

So che hai un fidanzato e un grande amore, il tuo pastore tedesco Zeus e che sei iscritta alla facoltà di giurisprudenza, cosa vuole fare Alice da grande?
Che domanda difficile, lo sai che non lo so? Mi piacerebbe fare tante cose; io amo giocare a tennis, mi sto laureando ma non so se eserciterò la professione e poi vorrei visitare tutto il mondo!

Il momento più bello che hai vissuto durante le tue spedizioni e che ti rimarrà sempre nel cuore.
Sono talmente tanti che non ne conservo uno in particolare, penso che fare un viaggio di questo tipo sia un’esperienza straordinaria figuriamoci due o più!!!

Un consiglio alle prossime “inviate speciali “ del prossimo raid.
Divenire vere esploratrici e segnalare e affrontare nuovi ambienti, mondo e territori con curiosità
accompagnate da una buona dose di coraggio e entusiasmo, doti indispensabili per chi vuole affrontare un viaggio speciale ed avventuroso come quello di Donna Avventura.

Intervista a GIADA PEZZAIOLI Miss Mondo 2010

4 agosto 2010
Si è tenuta a Gallipoli, il 12 Giugno scorso, nell’originale location dell’area portuale “Bleu Salento” in provincia di Lecce, la finalissima italiana per Miss Mondo Italia 2010
La vincitrice è lei, Giada Pezzaioli, 17 enne di Montichiari ( Brescia ). Bellissima ragazza che succede alla Ex Miss Alice Taticchi. Giada rappresenterà l’Italia alla finale internazionale di Miss World, in programma il prossimo Novembre 2010 in Vietnam. Questa simpatica ragazza è stata incoronata al termine della kermesse evento, alla quale hanno partecipato 54 ragazze finaliste, con la conduzione speciale per il terzo anno consecutivo di Giancarlo Magalli. La giuria di qualità era composta da Riccardo Sordonè, Patrizia Frangella, Alessandro Magrino, Antonio Marzano, Giancarlo magalli e Roberta De Matthaeis.
Hanno assistito alla finale, oltre a tantissime autorità e vip, oltre 7.000 spettatori.
Quale credi sia la cosa più bella che ti possa capitare?
Beh oggi essere Miss Mondo 2010, da domani torno al mio classico stile di vita, sobrio e contornato dai valori che la mia famiglia mi trasmette. Ho imparato a godere delle piccolezze e ad apprezzare le meraviglie che la vita mi sta regalando, penso quindi che sia questo il mezzo più efficace per raggiungere la felicità.

Cosa consiglieresti ad una tua amica che ha appena subito una sconfitta.
La inviterei sicuramente a non abbattersi, anzi le mostrerei come si suol dire “il bicchiere mezzo pieno”.

Chi sono state le persone più importanti della tua vita.
Senza nessun dubbio la mia famiglia, mamma e papà e le mie splendide sorelline

A chi devi dire grazie e per cosa?
Mi sento di ringraziare immensamente i miei genitori che stanno facendo molti sacrifici per permettermi di raggiungere i miei sogni.

Che cosa non rifaresti mai più?
Sinceramente non ho rimpianti poiché sono fermamente convinta che tutto ciò che mi sia accaduto mi abbia insegnato sempre e comunque qualcosa

Cosa ti mette più in imbarazzo?
Ciò che non conosco

Come conquisti un ragazzo?
Il desiderio è la migliore seduzione.

Scopri che la tua migliore amica sparla di te. Come ti comporti?
Il perdono è la miglior conferma della mia amicizia.

Cosa speri di trarre da questa esperienza.
Semplice e chiara. Un’ulteriore grande e nuova opportunità per la mia crescita sociale e professionale.

Un “In bocca al lupo” a Giada da Slide per la finalissima che si terrà in Vietnam a Novembre!

Progetto ARCOBALENO IPA ( di Devis Paganelli )

4 agosto 2010
Una settimana di ospitalità in Italia per un gruppo di ragazzi orfani o figli di grandi invalidi della Polizia Ucraina. Nel settembre 2009, per il quarto anno, l’International Police Association 6a Delegazione Regionale Emilia-Romagna ha dato vita a questa iniziativa denominata Progetto Arcobaleno I.P.A.
Arcobaleno I.P.A. è un progetto di accoglienza temporanea che ha avuto origine nel 2006 per iniziativa di tre poliziotti in servizio alla Squadra Mobile della Questura di Ravenna: Stefano Bandini 1° Vice Presidente nazionale I.P.A. Italia, Maurizio Galli Segretario Regionale I.P.A. Emilia Romagna, Daniele Testi Tesoriere Regionale I.P.A. Emilia Romagna. Tutti e tre sono stati insigniti dalla medaglia al merito per l’impegno nella realizzazione del Progetto, conferita loro dall’Università Giuridica di Kiev del Ministero dell’Interno dell’Ucraina. Per il costante impegno nello sviluppo e nel miglioramento delle relazioni socio-umanitarie fra Italia ed Ucraina, il Ministero degli Affari Esteri dell’Ucraina ha conferito inoltre un’onorificenza speciale a Stefano Bandini.
L’obiettivo del progetto, nel rispetto del principio fondamentale dell’Associazione, che pone l’impegno al favorire il sociale e i rapporti fra Polizia e cittadini, è quello di offrire un momento felice di svago che possa sposarsi con momenti di apprendimento culturale a un gruppo di minori sfortunatamente colpiti da una tragedia famigliare. Sette giorni di spensieratezza per ragazzi che che possano avere più fiducia in se stessi senza sentirsi lasciati soli. I vari momenti in cui si articola questa iniziativa solidale, attraverso i valori della solidarietà e dell’amicizia, fondamenta storiche dell’International Police Association, permettono di avvicinare questi minori alla cultura italiana, avvicinando così i popoli di Ucraina ed Italia.
Durante la permanenza dei ragazzi vengono infatti organizzate molte escursioni, che partono da quella espressione totale del divertimento a Mirabilandia per passare a momenti culturali come le gite a Venezia, San Marino, Bertinoro.
Oltre all’ospitalità, il Progetto si propone, come è già avvenuto in passato, di contribuire all’assistenza di molti bambini orfani, alcuni dei quali gravemente malati, attraverso l’invio ad un fondo umanitario, di abbigliamento, calzature e presidi medico-chirurgici. Ad oggi sono state inviate anche venti tonnellate di generi alimentari.
I ragazzi che vengono ospitati in Italia hanno un’età di 15-16 anni, frequentano tutti il Liceo Giuridico dell’Università Giuridica di Kiev del Ministero dell’Interno dell’Ucraina. Questa struttura è stata creata a cavallo del 2000 proprio in seguito ai numerosissimi atti criminali in forte aumento dal 1990 che colpivano i poliziotti di quel Paese. In questo frangente l’Ucraina stava vivendo il travagliato periodo di formazione del nuovo Stato dopo l’improvvisa e repentina dissoluzione dell’Unione Sovietica. Questa nuova Università è nata con la finalità di far si che i gravi lutti e la conseguente pesante situazione economica familiare degli orfani, unita alla crisi nazionale non permettessero a questi ragazzi di finire a una vita di strada priva di alcun riferimento.
Alla costituzione il Progetto, che ha come referente il Ministero dell’Interno dell’Ucraina, ha ricevuto l’approvazione del Consolato Generale d’Italia main Ucraina e del Consolato Generale di Ucraina a Milano. Arcobaleno IPA è patrocinato dal Comune di Cervia (RA) con la collaborazione del Comune di Bertinoro (FC) ed il sostegno di privati, fra i quali Devis Paganelli -Editore di SLIDE- e aziende, tra le quali spicca CMC Ravenna.
Anche per il prossimo mese di settembre si sta organizzando l’arrivo di un nuovo gruppo di ragazzi. La redazione di SLIDE Vi invita a sostenere Arcobaleno I.P.A. Per informazioni ipaemiliaromagna@libero.it

Gestioni Truffaldine negli Hotel ( di Devis Paganelli )

4 agosto 2010
Èdura la vita per i fornitori che hanno a che fare col settore alberghiero!. Quella che a molti sembra soltanto una leggenda metropolitana, corrisponde invece alla realtà. Ogni anno, in tutta Italia, a Rimini la concentrazione è nettamente superiore data la caratteristica dell’economia della provincia, basata sul settore turistico, nascono e finiscono società di gestione a spot, che in una sola stagione, si possono quantificare nel numero di centinaia di migliaia. Purtroppo però è un caso emblematico che nelle medesime società di gestione, in maniera visibile o occulta, compaiano sempre gli stessi nomi noti.
Si tratta di un espediente che ad alcune persone frutta veramente molto ogni anno, che non è perseguibile da tutti, nel senso che bisogna essere capaci di farlo, anche se in realtà è molto semplice attuarlo. Il soggetto che vive di questi espedienti, ogni anno apre una nuova società, ovviamente a rischio molto limitato. Nella società spesso questo individuo non compare nemmeno, a volte capita che dentro la società stessa ci si metta un cugino, la moglie, o un amico, naturalmente ben retribuito.
Come funziona il giochetto?. In questa maniera. Per evitare di dover garantire con una fideiussione gli affitti di un contratto di locazione con durata di diversi anni, si sottoscrive quasi sempre un contratto di affitto annuale, in maniera tale che l’affitto si dovrà garantire solo per un anno.
I più capaci, riescono addirittura a far passare a garanzia, fideiussioni assicurative e finanziarie, anziché bancarie; così in questo modo, in caso di mancato pagamento e in caso di fallimento, raramente si dovrà rispondere delle rate di locazione non pagate. Nella fattispecie, chi fa ricorso a queste pratiche, al momento del compromesso, farà scrivere sull’atto che garantirà al momento dell’atto notarile le rate di affitto, che si pagano normalmente durante la stagione estiva da luglio fino a agosto, con fideiussione. Al momento del compromesso, il proponente lascia di solito una caparra pari al 20% dell’affitto in contanti, preoccupandosi di non specificare sul preliminare che tipo di fideiussione si dovrà presentare all’atto notarile. Non sarà possibile poi per il proprietario dei muri o dell’attività, rifiutare una fideiussione, ad esempio finanziaria. La fideiussione di una finanziaria per intenderci, solitamente emessa da finanziarie del Lussemburgo, è spessa priva di alcuna garanzia, in quanto, in caso del mancato pagamento del soggetto in questione, la finanziaria non pagherà e non sarà possibile per il proprietario dell’hotel recuperare alcuna somma. Le finanziarie estere molto spesso, per capirci, rilasciano queste garanzie fideiussorie semplicemente dietro il pagamento di un importo pari all’1,6%, dell’importo garantito. Insomma, se paghi ti viene rilasciata, non serve avere particolari requisiti o credenziali.
Ci sono proprietari di hotel, che al momento dell’atto, sollevano le proprie riserve quando vedono che la fideiussione è finanziaria, ma il soggetto in questione, specifica che non essendo riportato nel compromesso che tipo di fideiussione dovesse eventualmente consegnata all’atto notarile, quella fideiussione finanziaria non può ora essere più rifiutata. Qualora il proprietario immobiliare in questo frangente, decidesse di voler interrompere il rapporto evitando l’atto notarile non sentendosi abbastanza tutelato, dovrà obbligatoriamente riconoscere al soggetto in questione il doppio della caparra in precedenza consegnata al compromesso. Così facendo il soggetto in questione, ha potuto contare su due possibili fonti di guadagno, la prima equivale alla possibilità di gestire un hotel senza dover poi pagare obbligatoriamente le rate, mentre l’altra possibilità è determinata invece dall’eventuale riconoscimento del doppio della caparra versata, qualora il proprietario non avesse accettato la fideiussione finanziaria al momento dell’atto notarile.
Ma non finisce qui. Ora Veniamo alla gestione vera e propria.
Di solito, piuttosto che pagare il doppio di una caparra e ascoltando la buona dialettica del soggetto in questione, che sicuramente può spesso vantare la spiccata dote di saper convincere l’interlocutore, si conclude l’atto notarile per l’affitto dell’azienda.
Iniziano i colloqui con i dipendenti.
Qui si promettono a camerieri e cuochi, portieri notturni, paghe base ufficiali molto basse, promettendo importi in nero molto elevati. Ciò serve affinché si firmino contratti di lavoro a importi bassi e con orari minimi. Questi pagamenti infatti verranno poi rispettati dal soggetto in questione, tralasciando totalmente gli importi promessi in nero. Tali importi verranno promessi a fine stagione, chiaramente questo cambio di programma delle scadenze avviene in piena stagione, quando il lavoratore non potrà più decidere di lasciare il lavoro per trovarne un altro.
Quei soldi non arriveranno mai e soprattutto non potranno nemmeno essere mai chiesti dal lavoratore in quanto non sono specificati nel contratto, essendo somme promesse in nero.
Veniamo adesso ai fornitori. Quelli più cauti, consegnano la merce del primo ordine, con pagamento alla consegna. I fornitori con più esperienza tengono questo “modus operandi” per tutta la prima stagione di lavoro. Si deve precisare a onor del vero, che i soggetti in questione possono contare su diverse conoscenze, in quanto di solito non si mangia mai da soli in queste operazioni e capita spesso che per un motivo o per un altro,anche i fornitori più scaltri cadano dentro a queste gestioni spot, lasciandoci debitori per importi a vari zeri.
Il “trucco” comincia a inizio stagione, nel comprare qualcosa un po’ da tutti i fornitori, anche tra loro concorrenti anche per gli stessi prodotti, così da poter arrivare a metà agosto, quando alcuni grossi ordini sono ancora da pagare. Il fornitore di carne che ha consegnato grossi ordini non consegnerà più se prima non riceverà il pagamento di quanto già consegnato, ma troverà davanti un muro, in quanto il soggetto in questione farà l’ultimo ordine dal fornitore di carne che ha sempre pagato fino a quel momento, per importi piccoli. Ma non pagherà poi a quest’ultimo l’ultimo ordine importante, lasciando così due fornitori di carne senza saldo e potendo contare di arrivare a fine stagione. Lo stesso discorso vale per tutti gli altri settori. A fine luglio, il mancato pagamento del canone locativo di azienda, sarà motivato dal soggetto in questione come un brutto periodo promettendo di onorare la successiva scadenza, ma ormai dato che i giorni passano, tra una cosa e l’ altra e con l’impossibilità per periodi temporali di avviare procedimenti legali, si arriva a fine stagione e l’hotel chiude. Tra affitti non pagati, importi ai dipendenti non saldati, fornitori in attesa di notizie, la società SPOT diventa irreperibile. Le probabilità che queste società abbiano inoltre incassato importi in nero, sono del 99%, dato che per fallire non in maniera fraudolenta, si dovrà dimostrare di aver incassato meno delle spese effettivamente sostenute. Considerando che questi soggetti invece falliscono sempre coi soldi, è evidente che durante la stagione gli importi incassati, sono stati di molto superiori a quelli fatturati.
La soluzione?. Ad ogni fallimento di gestioni alberghiere, bisognerebbe rendere obbligatorio il controllo incrociato che richieda a tutti gli ospiti di quell’hotel, il totale del conto pagato al momento del saldo. In tal modo le responsabilità che potrebbero emergere sarebbero gravissime, perché si potrebbe dimostrare la distruzione di capitali e la fraudolenza del fallimento.
I soggetti ancora più “furbi”, che vogliono operare nella stessa zona e magari con la stessa società, anziché sparire, avvieranno accordi stragiudiziali, proponendo quindi somme a stralcio ad ogni fornitore. Un esempio pratico per farci capire: Una azienda deve avere 10. 000 euro. ?. Se ne propongono 5000 oppure questa azienda non prende più nulla. Così facendo non ci saranno fallimenti e le fatture verranno saldate con un accordo tra società e il suo fornitore. In tal modo però si dimezzano le spese che di solito sono indispensabili per chi opera correttamente, al fine di gestire un hotel, a discapito di chi invece le cose le fa in regola. Per le società invece che in seguiti diventano irreperibili, inizieranno giri di telefonate senza esito, raccomandate non ritirate, a volte cause legali che non danno mai alcun esito positivo per chi deve avere soldi, ma il soggetto in questione ne viene poi quasi sempre fuori, pronto per la prossima stagione, per la prossima società spot, per la prossima presa in giro.

Enrico Galli, il Re della Movida a Rimini

4 agosto 2010
Classe 1973, riminese d.o.c., cresciuto nella storica discoteca di famiglia “Altro Mondo Studios”, vanta sicuramente tanto per cominciare, il primato di gestire un locale, che da oltre quarant’anni, è sempre aperto, con iniziative ed eventi spesso all’avanguardia, anni luce rispetto la concorrenza.
Un locale snobbato dal riminese medio, frequentatissimo però durante il periodo d’apertura estivo da clienti provenienti da tutta Italia ( e non solo ), la cui gestione certamente ha la peculiarità di non aver mai subito o voluto, ne chiusure ne fallimenti, differentemente da quasi tutta la totalità delle discoteche notoriamente ritenute al TOP.

La nota “coppia” di imprenditori Galli-Bevitori, rilevò da Gilberto Amati nel 1973 il “Club dell’Altro Mondo”, dove dopo 7 anni di concerti internazionali, con ospiti del calibro di Ray Charles o Adriano Celentano, nel 1980 si cambiò radicalmente rotta, dando vita per la prima volta in Italia al futuristico “Altro Mondo Studios”, che ribaltò il concetto di locale da ballo.
I giovanissimi non sapranno che proprio in questo locale, nacque il gruppo “The Creatures”, prodotto da Galli-Bevitori, che con brani come “Maybe on Day”, finirono al Festival Bar del 1984 e girando il mondo con un tour che portò a vendere oltre 15 milioni di dischi tra single e compilation.
Le immagini dei famosi spettacoli dell’Altro Mondo Studios sono per alcuni, storici momenti della Dolce Vita romagnola. Ormai è acqua passata, ma i video degli effetti laser utilizzati all’epoca, animati dalla navicella spaziale “SPACE FLY” ( una vera astronave di oltre 10 metri ) che si alzava all’interno del locale, fino a raggiungere il tetto, fecero il giro di tutto il mondo.

Enrico Galli non ama parlare di se, lavora infatti quasi sempre all’ombra, ma SLIDE, lo racconta ora per la prima volta senza censure, con un intervista esclusiva.
D: Sig. Galli, quasi mezzo secolo di successi, e poi le chiavi dell’impresa di famiglia in mano. Difficile crescere ancora.
R: Sono cresciuto tra le casse dell’ingresso, negli studi di registrazione, dietro le consolle del dj. Mio padre, mi mise a lavorare subito all’età di 15 anni. Facevo la stagione estiva come tuttofare ( squilla il cellulare, due minuti per risolvere una questione urgente ).

D: E poi?
R: Ho appreso gli insegnamenti di mio padre e dei suoi soci. Oggi posso vantare di avere una buona squadra, non sono solo, per ora i risultati ci sono stati, ne prevedo tanti altri.

D: Una discoteca storica in mano, gestioni dirette di locali importanti come l’ECU, il Bandiera Gialla. La gestione di Ristoranti come l’Auriga, il notissimo Bigno, l’agenzia viaggi, l’organizzazione di eventi, quest’anno anche un Residence intero in gestione. Ma come fa?
R: E’ proprio il lavoro in team la ricetta. Da quando mio padre è venuto a mancare, ho ereditato l’esperienza che mi permette oggi, insieme al socio Bevitori, a mia moglie Sabina e a mia sorella Valentina di mantenere risultati ottimali, avviando anche nuove iniziative imprenditoriali.

D: Siete due o tre persone a gestire tutto?
R: Non dimentico ovviamente la fondamentale presenza di tanti collaboratori che fanno parte del mio entourage da anni, considerati di famiglia ( squilla ancora il telefono, un paio di minuti per discutere la grafica del prossimo evento ).

D: Ci parli dei pacchetti turistici che organizza. Dalla discoteca ad agenzia viaggi, come le è venuto in mente?
R : Abbiamo provato inizialmente a proporre dei pacchetti viaggio dedicati ai giovani, che comprendessero hotel, ingresso in discoteca, abbonamento ai trasporti pubblici, drink ai pub convenzionati. Ho investito tanto in questo progetto “Rimini e Disco Network”, mi davano per pazzo. Il primo anno nel 2001, abbiamo ottenuto 40 presenze! Una rimessa totale.

D: Un errore quindi?
R: No, avevo ragione io. Oggi, dopo alcuni anni, con la dedizione di mia moglie Sabina, superiamo le 5000 presenze e siamo in continua espansione. Lo dimostra il fatto che oggi abbiamo una nostra agenzia viaggi e oltre a portare presenze a tantissimi hotel a noi convenzionati, abbiamo appena concluso la gestione diretta di un residence di 50 appartamenti.

D: Crede molto in questo settore quindi.
R: Considerando che abbiamo lanciato anche il pacchetto per la famiglia “PARCHILANDIA, il prossimo obiettivo è di almeno 10.000 presenze per il 2011.

D: Come mai si butta in progetti lontani dalle “classiche” gestioni di locali?
R: Non mi “butto”, prima medito molto. Mi confronto concretamente con i miei soci e i miei collaboratori. Non lascio mai nulla al caso.

D: Non può nascondere però di fare tante cose.
R: Eredito comunque il “modus operandi” di mio padre. Anche lui era innovatore. Ricordo che Galli-Bevitori produssero film cinematografici come “Jocks” o “Una donna da scoprire”, produssero dischi di successo, organizzarono concerti internazionali.

D: E’ un Re Mida quindi? Tutto ciò che tocca diventa oro.
R: Assolutamente no, sono umano! Faccio tante cose, molte riescono bene, alcune non mi portano al risultato sperato. La percentuale di successo è ancora migliore rispetto agli insuccessi, quindi direi che posso ritenermi soddisfatto. Ho anche molta fortuna, e poi sia chiaro, chi non risica, non rosica.

D: Uno stacanovista. Con tutte queste cose da fare, quando dorme?
R: Gli orari sono decisamente pesanti spesso, ma come ho detto, mia moglie si occupa integralmente e con ottimi risultati dell’Agenzia Destination Italy, mentre mia sorella, che reputo una bravissima imprenditrice, gestisce da anni la discoteca Gotha a Rivazzurra, che è sempre una nostra gestione diretta.

D: Dicono che nel mondo della notte, gli imprenditori siano tutti degli “avvoltoi”, spesso improvvisati.
R: Siamo alle solite, se ci sono un paio di gestori che fanno casini, poi tutti i gestori vengono definiti tali. E’ certo che ognuno fa i propri interessi, per quel che mi riguarda tendo sempre a coinvolgere i miei colleghi nelle iniziative che reputo interessanti per l’intero mondo della discoteca a Rimini.

D: Aiuta la concorrenza, dobbiamo crederle?
R: Quando in passato un grande sponsor mi chiese di sponsorizzare i nostri 10 pullman privati, con i quali offriamo un servizio di trasporto ai nostri clienti, ho proposto la possibilità di sponsorizzare anche i pullman dei miei colleghi. Ho fatto da tramite e ho dato anche a loro questa possibilità.

D: Che fa, pubblicità alla concorrenza?
R: Venga nei miei locali, all’ingresso trova la promozione di Rimini e Disco Network, con i marchi di tante discoteche inseriti nella pubblicità. Se ci considerassimo tutti colleghi anziché concorrenti, sicuramente porteremmo avanti in modo migliore tantissimi progetti comuni.

Squilla ancora il cellulare e alla fine, con la simpatia che lo contraddistingue : “Ora devo scappare, ho tre gruppi di ragazzi che vogliono venire a ballare questa sera e devo organizzare lo staff”.

A luglio di quest’anno la “mosca” è tornata a volare all’Altro Mondo Studios, con la Direzione Artistica e la collaborazione straordinaria del Principe Maurice. Slide era presente, una serata piacevole, in compagnia dell’amico Luca Belloni, uno dei Dj più famosi e competenti d’Italia, residence storico all’AMS.

La riviera dei divertimenti. ( di Patrizio Placuzzi )

4 agosto 2010
Di tutto, di più. E’ questo il senso più profondo dell’offerta turistica che la riviera romagnola è in grado di offrire a chi viene a trovarci per passare le SUE vacanze. Essa spazia dal turismo balneare, ai parchi tematici, alle discoteche situate sulle colline di Rimini e Riccione, fino alla riscoperta del nostro entroterra in chiave eno-gastronomica, in modo di creare un flusso turistico autonomo che brilli di luce propria rispetto al turismo balneare, per dare un senso di completezza all’offerta turistica che in questa maniera tocca tutti i comparti del divertimento e dei servizi alla persona. In questo modo, con questo procedimento, si costruisce l’offerta complessiva della capitale europea del Loisir e del divertimento.
A questo si aggiunge la cultura dell’ospitalità che ci ha resi famosi in tutto il mondo, che rappresenta un valore aggiunto al nostro modo di proporci e di fare turismo. Si tratta di una macchina perfettamente oliata, che ha bisogno soltanto di essere messa a posto, per stare al passo coi tempi soprattutto per reggere l’assalto della concorrenza in materia di turismo, soprattutto al turismo legato ai temi ambientali. Ma L’unicità della nostra riviera sta nell’offrire al turista il possibile e l’immaginabile, cosa che nessun altro polo turistico è in grado di fare.

La svolta del nostro modo di fare turismo e di proporci all’attenzione della gente, è coincisa con la geniale invenzione della “notte rosa”, quest’anno giunta alla V° edizione; è stato un successo senza precedenti, più di due milioni di persone hanno partecipato a questo evento che si caratterizza sempre di più come il capodanno dell’estate. La quinta edizione della Notte Rosa, è stata il miglior racconto della riviera di Rimini, una riviera che ha registrato il tutto esaurito in questo lungo week end per un appuntamento che ha nei fatti e nei numeri sostituito il ferragosto.

Ma come è cambiata la cultura del divertimento nella nostra riviera, che tipo di evoluzione ha avuto in questi anni, e soprattutto, ha ancora un senso parlare di divertimentificio legato alla riviera romagnola?. Lo chiediamo a Pier Pierucci, responsabile della comunicazione di Acquafan, un conoscitore del mondo della notte, oltre che uno studioso di alto livello del loisir e del divertimento, tanto da tenere dei corsi sulla sociologia del turismo all’Università di Urbino. “ Pierucci, si può ancora parlare di cultura del divertimentificio, parlando del nostro teritorio?”. “Mi sembra un termine improprio- ci dice Pierucci-, anche datato, anni 80/90 , era un termine legato più che altro alla mondo della notte prima e ai parchi tematici, oggi le cose sono cambiate, bisogna ragionare in termini più complessivi, rapportandoci con l’offerta turistica che il nostro territorio può offrire. Siamo la capitale europea del loisir e del divertimento. Loisir in francese vuol dire tempo libero, libertà, dedicare del tempo per sé, alla propria persona. Allora la proposta complessiva della riviera va tarata su questo concetto, questo vuol dire offrire al turista una molteplicità di offerte, che vanno dal turismo balneare, alle discoteche ai parchi tematici e quant’ altro. Sempre in una logica di sano divertimento, il tempo della trasgressione è finito”.

Navigando su Internet, abbiamo trovato numerosi giornali delle città del nord che parlano di un segmento della nostra offerta turistica particolarmente appetibile per bambini e famiglie, quello che riguarda i parchi tematici. Nella fattispecie ne abbiamo trovato uno, La Provincia, che in un articolo di Edoardo Ceriani, parla così della nostra riviera, riferita ai parchi tematici. “Divertimentificio Romagna:è già estate dei grandi parchi, da Oltremare a Fiabilandia, all’Acquario di Cattolica, passando da Acquafan al delfinario di Rimini: anche quest’anno, lungo la costa del mare Adriatico sarà una stagione di emozioni.”.

A fronte di questa immensa struttura costruita per fare divertire la gente, questa specie di “grande paese dei balocchi”, con vari segmenti relativi all’offerta turistica complessiva, si staglia l’aeroporto Federico Fellini di Rimini. Qual è lo stato di salute attualmente dello scalo riminese, che serve un territorio che travalica gli ambiti ristretti della nostra provincia.?. “ Il compito di uno scalo aeroportuale come il nostro- chiosa MassimoMasini-, è quello di organizzare i voli per portare la,gente nel nostro territorio, in questo senso siamo come una struttura di servizio a favore del territorio stesso. Lo stato di salute dell’ aeroporto è buona, nei primi 6 mesi del 2010, abbiamo registrato un incremento del 50,4%, rispetto allo stesso, periodo del 2009. Il boom di arrivi proviene dall’Austria, seguita Da Inghilterra e Belgio, punti di partenza favoriti dalla tratte di aerei di linea che sono andati ad affiancare i voli charter. La parte del leone l’ha fatta, per numero di passeggeri, Ryan Air, che ha fatto volare da Londra, Bristol, Liverpool, Francoforte, 48.888 persone. Le prospettive sono buone anche per futuro, certo tutto dipende dalla capacità di penetrazione nel mercato del turismo, italiano e estero, dell’offerta complessiva che la nostra riviera sarà capace di fare.”.

IN& OUT Agosto

4 agosto 2010
IN&OUT
di Devis Paganelli
L’opinione del tutto personale del Direttore Editoriale di Slide su locali, eventi, iniziative, programmi tv.

Villa Gnoli - Rimini Alta ( IN )
Bellissimo cascinale del 1800 ristrutturato, con zona relax ( piscina e parco anche per bambini ). Ambiente accogliente e cucina tipica romagnola, con piatti tipici casarecci. Da provare tutti i primi rigorosamente fatti a mano.

Via Parco del Marano 164
Coriano di Rimini 47853 (RN)
Tel. 0541 - 729107


Hotel Noto - Roma (RM) ( OUT )
Prima di scrivere un paio di righe su questo Hotel ho verificato sul web, se qualcuno potesse sollevare le stesse mie critiche o se al contrario fossi io ad essere troppo noioso. In realtà la pessima pulizia, le vasche dell’hotel incrostate, i peli e la sporcizia nelle lenzuola, sono questioni sollevate da molti utenti che sono stati ospiti dell’Hotel Noto. A fare questioni e critiche sono addirittura ragazzi giovanissimi, quelli che di solito sono meno esigenti.
Via Calatafimi 12, 00185 Roma

Old Fox Pub - Milano ( IN )
Nato come trattoria nel primo dopoguerra, l’Old Fox diventa Pub nell’ottobre 1979. Si contraddistingue da subito per il servizio del personale, e per le buone maniere dei gestori. La cucina è buonissima. Da provare. Tutti i giorni dalle 18 alle 21 un aperitivo veramente stuzzicante. Gran buffet di tartine, Nachos, Frutta fresca, Cruditeè a pinzimonio, Torte salate, Sottaceti, Riso basmati, Pasta in tutte le salse e in più il buffet caldo con Salsicciette e Polenta. Ottimo!
Old Fox Pub - P.za S. Agostino - Milano (MM2 verde S. Agostino)


Hotel Disney’s Sequoia Lodge
Paris ( OUT )
All’arrivo, nessun italiano nello staff della reception per dare assistenza determina secondo me la totale disorganizzazione del Direttore. Lo staff mi dice in inglese che i colleghi italiani sono in pausa per un paio d’ore. E chi se ne frega mi dico io. Mica posso attendere i loro comodi. Per fortuna con l’inglese me la cavo, riesco ad ottenere la mia camera, all’interno della quale però qualcuno aveva fumato troppo, ho chiesto quindi di sostituirla. Una grande difficoltà lo spostamento della camera. In panico il team di lavoro dell’Hotel. Arrivati nella nuova camera, mi accorgo meglio della totale sporcizia ovunque. In bagno poi, non ne parliamo. Capisco che è un Hotel per la “massa”, ma considerando quanto costano i Disney’s Resort, questa poca pulizia è inaccettabile. La piscina dell’hotel non ha praticamente zone adatte per lo spogliatoio. Si entra con le scarpe dove poi si esce dalla piscina. Pertanto ovunque in terra, acqua e sporcizia, dove poi si deve stare in piedi per cambiarsi. Immaginate come togliersi le ciabatte per mettersi le scarpe senza stare in piedi in questa “laguna”.

Prezzi astronomici per pranzare o ce nare dentro il parco sono esorbitanti 14 euro per un hot dog con una coca-cola. In Hotel invece prezzo fisso 34 euro. Bambini 17 euro. Prezzi alti, ma ottima qualità e quantità senza limiti.





COCONUTS - Rimini ( OUT )
Trovo l’ambiente troppo sterile. All’ingresso il buttafuori riceve spesso con un “dimmi”, forse credendo che questo sia il modo migliore per fare door selection. Ciò rende comunque l’idea su come la Direzione forse sia poco attenta alle pr del locale. Pochi sorrisi da parte dello staff intero ( a parte due simpaticissime barman ), rendono a mio modestissimo parere, l’atmosfera poco allegra, a prescindere dalle belle ragazze presenti ( ragazze immagine credo alle dipendenze del locale ) e a prescindere dalla bellissima musica selezionata dal bravissimo DJ Paolino. Tutto il contorno mi pare poco apprezzabile.
Via Cristoforo Colombo, 5
47900 - Rimini (RN) Tel. 0541-24422

Extasià. Il giardino dei desideri proibiti

4 agosto 2010
Siamo partiti con l’idea di fare una inchiesta per capire come sono nati e quando, i primi circoli privati dedicati alle coppie trasgressive in Italia. Dopo il timone della direzione, assegnatomi durante l’ultima riunione, pensavamo di dover fare centinaia di telefonate per capire dove in Italia, è nato il primo club dedicato a chi è senza tabù e senza saperlo, abbiamo scoperto che forse uno dei tre più importanti ambienti dello stivale, è proprio nelle colline riminesi. Si chiama Extasia.
Una bellissima villa di 500 metri quadri, disposta su più livelli, con tanti ambienti suggestivi. Due grandi piscine. Una interna riscaldata che si affaccia nell’american bar, con una mega vetrata che rende visibili i corpi di chi decide di tuffarsi nell’acqua calda della vasca trasparente. Una enorme piscina invece, immersa in cinquemila metri quadrati di parco. Ovunque gazebo eleganti, angoli riservati, luce soffusa, musica di sottofondo. Una piacevole situazione intrigante per chi si affaccia in questa spettacolare location. Probabilmente la maggior parte di chi abita anche vicino a questa struttura, non sa nemmeno dell’esistenza di questo luogo “alternativo”.
Qui è nato il circolo privato per eccellenza, quasi quindici anni fa. Persone di ogni ceto sociale, si diverte senza troppi tabù, in totale eleganza e con mentalità molto aperta. Qui ci riceve Giorgio, il direttore del locale, arrivato all’Extasia come cliente tanti anni fa e diventato coordinatore delle serate piccanti del club privè trà i tre più famosi ad oggi :”I club, nati dopo di noi, tentano di imitare la formula, dimenticando però il principio di questi luoghi. Molti catalizzano l’attenzione alle attrazioni spesso mercificate all’interno del proprio locale. Qui non è così. Chi ha in mente questo genere di cose, noi lo allontaniamo, non è un ospite gradito.”.
Giorgio, che è un bel ragazzo di trentatre anni, di origini pugliesi, ci fa da cicerone, illustrandoci le varie componenti della location che stiamo visitando : “Questo è un vero luogo di incontro, dove la trasgressione non cade mai nel volgare. Per far si che non si cada nel volgare, si parte da una grande selezione all’ingresso, abbiamo negato spesso l’accesso a persone di ogni tipo, che non sposavano il tipo di atteggiamento o il tipo di presenza per il nostro ambiente.”.
Visitando la villa, incontriamo belle persone, chi in allegria su un lussuoso divano a bere un aperitivo, chi vicino alla piscina, in calde effusioni. Tutto però sembra respirare una vera atmosfera trasgressiva senza volgarità. Ci aspettavamo altro, ci siamo sbagliati.
Giorgio ci confida che molti che si presentano per la prima volta qui, magari già ospiti in altri club, affermano di non aver infatti, mai visitato privè di questo genere, consci del fatto che davano per scontato che queste situazioni fossero quasi sempre improntate sul sesso e sulla volgarità, “Qui ci si diverte, è vero, ma se notate, nulla è volgare, nulla è scontato. Tutto avviene con molta naturalezza e spontaneità. La vera trasgressione qui sta nel fatto che ci si trova in un luogo dove tutto è consentito, nei limiti ovviamente del nostro regolamento, fino ad arrivare addirittura alla massima espressione della trasgressione e cioè anche bere semplicemente un drink con degli amici conosciuti qui”. Giorgio è ritenuto un guru nel “settore”, conosciuto ( ma nessuno ovviamente lo ammetterà mai ), da politici, persone dello spettacolo, giornalisti, personalità dello sport. “Le persone note sono quelle che si arrabbiano meno quando capita di dover impedire loro l’accesso al locale perché non in linea con le nostre regole, probabilmente perché temono, arrabbiandosi, di dare troppo nell’occhio”. Molte persone note ci vengono a trovare, probabilmente perché qui, non esiste onoreficienza, diploma, carica politica, notorietà. Qui siamo tutti amici, uniti dallo spirito trasgressivo della serata in compagnia. Le regole principali per accedere : Massimo quarant’anni per i singoli; Sapere che la propria libertà finisce quando si invade la libertà altrui; Diritto della direzione di accettare o meno chi si propone all’ingresso; Essere educati e rispettosi nei confronti altrui; Non mettere in atto atteggiamenti offensivi o volgari.
Giorgio stava parlando quando l’atmosfera intorno a lui, accennava a scaldarsi troppo. Eccitante situazione, ma abbiamo preferito allontanarci, lasciando questo luogo che nell’immagine è sicuramente paradisiaco ma che nelle intenzioni è un luogo del peccato. Probabilmente vera vocazione per i frequentatori dei circoli privati come il più noto, l’Extasia!

Dieta Estiva, perdipeso SUBITO

4 agosto 2010
Il Dr. Barry Sears ha sviluppato un sistema dietetico ed una tecnica che controlla gli eicosanoidi. Gli eicosanoidi controllano ogni aspetto della fisiologia umana, e i loro livelli possono essere determinati o dall’assunzione di particolari farmaci o dalla dieta, e da ciò che ingeriamo quotidianamente.
Gli eicosanoidi possono per semplicità essere distinti in “buoni” o “cattivi” a seconda delle conseguenze che producono.
L’obiettivo della dieta di zona è strutturare una situazione alimentare ideale, tale da promuovere la produzione di eicosanoidi buoni e reprimere quella di eicosanoidi cattivi, con il risultato di migliorare molte funzioni del nostro organismo. Tra le conseguenze più attese vi è la regolazione dell’ormone insulina capace di modulare la presenza degli zuccheri nel sangue e dunque la produzione di eicosanoidi cattivi che deriva dalle situazioni iperglicemiche (molto zucchero nel sangue).
La chiave per capire la dieta di zona è ragionare ormonalmente e non caloricamente. Ciò significa che l’effetto ormonale di una caloria di carboidrati e differente dall’effetto ormonale di una caloria di proteine o da una caloria di grasso. È l’ interazione complessa di queste risposte ormonali che gestisce la nostra fisiologia umana.
Spesso la dieta di zona viene descritta come una dieta avente il 40% delle calorie derivante dai carboidrati, il 30% dalle proteine e il 30% dai grassi. Questo modo di descrivere e comprendere la dieta a zona è sbagliato! La dieta di zona non ha niente a che fare con le percentuali delle calorie. Riguarda invece la quantità assoluta di proteine che mangiate e quindi i carboidrati ed i grassi richiesti ad ogni pasto per ottenere la corretta risposta ormonale (produzione di eicosaoidi buoni).
La vostra dieta è ormonalmente corretta? Se state perdendo il grasso corporeo eccedente, se mantenete elevati livelli di concentrazione durante tutto il giorno, e se siete raramente affamati, potete dire che la vostra dieta è ormonalmente corretta!
L’ammontare di ciascun macronutriente è conforme alla percentuale di massa grassa dell’individuo e al livello di attività fisica svolta. “La Dieta di Zona “ non soltanto è un modo efficace per perdere peso e rimanere in salute, ma è anche un metodo sicuro, di lunga durata, e di pratica applicazione.
Quando gli alimenti sono assunti nelle percentuali 40/30/30 il vostro corpo migliorerà le sue capacità lipolitiche. Determinando il livello di grasso corporeo e di attività, è possibile impostare la Dieta in Zona stabilendo la quantità di proteine di cui si necessita. Una volta determianto il fabbisogno proteico si possono calcolare le quantità dei carboidrati (prevalentemente frutta e verdura) e dei grassi (non saturi) tali da consentire la proporzione 40/30/30.
La dieta a zona, così come è stata concepita da Sears, consente di perdere grasso. Lo scopo secondo Sears è quello di riuscire a modulare i livelli di insulina così che il corpo sia messo nelle migliori condizioni per usare il grasso come “combustibile”.

tratto da www.abodybuilding.com

Seguono nelle prossime pagine altre diete ipocaloriche* >>

* I suggerimenti non devono intendersi come informazioni mediche. Prima di intraprendere qualsiasi genere di dieta alimentare si devono consultare obbligatoriamente professionisti del settore

STEFANO SANTORI : Intervista esclusiva

4 agosto 2010
D: Ci racconti i suoi studi e la sua storia..
R: Mi sono laureato in Giurisprudenza, mentre lavoravo come Venditore e gestore di reti commerciali prima e formatore di risorse commerciali dopo; essendomi appassionato alla PNL, incontrata nei miei studi nell’89, ho deciso di frequentare l’intero iter, culminato con il grado di Trainer, conseguito sotto la guida di Richard Bandler, fondatore della Neurolinguistic Programming (NLP), in California. Ho proseguito gli studi sulla PNL con un Istituto USA di Applicazioni Manageriali, dove ho conseguito il grado di Master TRAINER in NLPBA (Applicazioni al mondo del Business della PNL). Sono stato Professore Universitario a contratto nell’Università di Napoli, presso la Facoltà di Sociologia, e Consulente e Formatore dell’IRI Management e del Ministero della Funzione Pubblica. Nel 1994 ho deciso di fondare la società di Consulenza Direzionale e Formazione Aziendale “Metaconsulting”, ed oggi ho creato una nuova realtà, ENOXI Srl, di cui sono CEO E PARTNER; rivesto la carica di Consigliere Nazionale di ADICO, Associazione Direttori Commerciali e Marketing Manager, di cui Coordino il Gruppo Regionale Lazio; sono stato uno dei membri della Commissione di Esperti del “Progetto Bilancio Sociale” per il Formez.

D: Ha creato vari seminari tra cui S.E.A.L Leadership, quali sono le sue esperienze in campo militare?
R: Devo ammettere che una delle più belle esperienze della mia vita professionaleè stata proprio la formazione ai militari italiani: Scuola di Guerra di Civitavecchia, Accademia di Pozzuoli, di Livorno e di Modena, Scuola Applicazioni Militari di Torino, CASD.. nei vari anni in cui ho avuto modo di incontrare il “management militare italiano” ho anche approfondito gli aspetti organizzativi e comportamentali di questo mondo che mi ha sempre affascinato, studiando in particolar modo ciò che accade, in termini di addestramento e formazione, nelle forze speciali d’elite. SAS inglesi e soprattutto SEALS americani sono stati ogge tto dei miei studi che mi hanno permesso di conoscere a fondo (nei limiti dei vincoli che mondi così segreti permettono ovviamente..) le leve psicologiche e comportamentali che permettono a persone ordinarie di fare risultati “straordinari”, soprattutto in TEAM! Da questi studi è nato il corso SEAL Leadership..
D: Ad una persona interessata a fare il suo mestiere, quale corso consiglierebbe?
R: Senza dubbio della Trainer’s Academy, corso intensivo “pensato” apposta per chi vuole cimentarsi nella carriera del Formatore. La T.A. è infatti finalizzata alla creazione delle abilità teorico-pratiche che permetteranno di svolgere l’attività di formatore con la massima preparazione, unita ad un’approfondita specializzazione della P.N.L. (Programmazione Neuro Linguistica). In quest’ottica l’Accademia Formatori fonde in un’unica soluzione gli strumenti teorici con l’esperienza “effettiva” in aula; binomio inscindibile per chiunque voglia diventare un ottimo formatore, professionale e “professionista”. Per renderlo ancora più “efficace” lo abbiamo articolato in quattro aree: Didattica (corsi, approfondimenti in e-learning, autoformazione per creare le basi culturali ed operative (“sapere” e “saper fare”), Tutorship in aula(momenti di affiancamento ai docenti effettivi del Team ENOXI, i quali permetteranno di “comprendere” appieno, toccando con mano, le dinamiche della formazione e le effettive modalità di applicazione degli strumenti appresi in aula),Training on the job (co-docenze in corsi veri e propri, al fianco dei docenti effettivi del Team Metaconsulting, fondamentali per “mettersi alla prova” con la sicurezza di essere supportati e di avere sempre le “spalle coperte”) e Stage (esperienze in aziende, sia di formazione che di altri settori, finalizzate a “rinforzare” quanto appreso e ad accelerare l’inserimento effettivo nel mondo del lavoro).
D: Ha scritto diversi libri e prodotto video e audio corsi nella sua carriera…
R: Si, in particolare due testi dedicati alla Motivazione ed alla leadership, editi daSperling & Kupfer e da Franco Angeli, due opere sulle tecniche di miglioramento personale per “Il Sole 24 Ore”, alcuni fascicoli dell’opera “MEMO- Memoria e metodo” della Fabbri Editori, tre video corsi sullo sviluppo personale e la comunicazione, un Master in PNL in E-learning.
D: A distanza di anni realizza il dvd PNL richiesto da migliaia di persone che hanno frequentato i suoi seminari: come mai ha atteso tanto?
R: In realtà l’idea era proprio quella di mettere a frutto TUTTE le tecniche apprese in più contesti e per tempi lunghi, in modo da poter davvero distillare strumenti applicati PRATICAMENTE in anni ed anni di esperienza, piuttosto che pubblicare opere dopo settimane di esperienza (cioè inesistente) come purtroppo fanno moltissimi sedicenti formatori. La PNL, come altri strumenti efficaci e profondi, non può essere insegnata da chi ha alle spalle qualche mese o peggio settimana di esperienza, e magari tutta in un solo settore: è uno strumento meraviglioso, potente ed efficace e come tale anche pericoloso. Ho iniziato ad applicarla, come TRAINER, nel 1994: dopo 11 anni di formazione, prima con il pubblico “misto”, poi con i mondi aziendali e della P.A., ho deciso che era giunto il momento di travasare parte delle mie esperienze in uno strumento di auto-apprendimento, ed i DVD oggi sono perfetti per tale scopo.
D: Cosa pensa del mondo della formazione di oggi?
R: La Formazione è un mondo interessante, stimolante, sfidante e di alta professionalità: sono rare le volte in cui tali caratteristiche corrispondono a ciò che offre il mercato; perlopiù, soprattutto nel mondo dello sviluppo personale (campo di “tutti” e di “nessuno”) c’è improvvisazione, pressappochismo e soprattutto bassissima professionalità. Il problema è che la novità dei temi e la bassa cultura preesistente in Italia fanno sì che la soglia di soddisfazione sia bassissima: ad un assetato va bene anche l’acqua sporca! Fortunatamente ciò non si verifica nel mondo delle aziende, soprattutto “big”, dove l’aria è sufficientemente rarefatta da permettere solo a pochi, formatori ed Istituti di Formazione e Consulenza, di resistere e continuare a prosperare. Un consiglio per comprendere la validità di un formatore e soprattutto di una organizzazione di formazione: verificate con quali aziende lavorino e soprattutto “da quanto tempo” collaborano con loro: meteore che entrano fanno un corso ed escono ce ne sono tante, organizzazioni che avviano processi di formazione e consulenza a lungo periodo (non settimane o mesi ma anni!) ce ne sono davvero poche. Buon lavoro a tutti… specialmente ai Neo-formatori!

La rubrica di Stefano Santori

4 agosto 2010
Secondo Wikipedia “L’ Homo oeconomicus è un concetto fondamentale della teoria economica classica: si tratta, in generale, di un uomo le cui principali caratteristiche sono la razionalità (intesa in un senso precipuo, soprattutto come precisione nel calcolo) e l’interesse esclusivo per la cura dei suoi propri interessi individuali. In particolare, la razionalità attribuita all’homo oeconomicus consiste nel fatto che egli:
• certe preferenze (ad esempio, preferisce le mele alle pere) che è in grado di disporre in sequenza: quindi, se preferisce le mele alle pere e le pere alle banane, egli preferirà senza fallo le mele alle banane (proprietà transitiva).
• è capace di massimizzare la sua soddisfazione utilizzando al meglio le sue risorse: egli tenderà a massimizzare la sua utilità (e non il suo profitto).
• è in grado di analizzare e prevedere nel modo migliore la situazione e i fatti del mondo circostante, al fine di operare la scelta più corretta in ordine a detta massimizzazione”
Sulla scorta di questa teoria molti economisti “classici” hanno formalizzato e “confezionato” le loro teorie.
Ma la domanda è un altra: ha senso parlare di Homo Oeconomicus alla luce di tutte le scoperte nel campo della psicologia, delle neurologia, dello studio del comportamento?
La risposta è decisamente negativa.
Uno dei primi studiosi a dimostrare che l’Homo Oeconomicus NON esiste è stato Amos Tversky che, insieme a Kahneman, mise a punto un modello in grado di mettere in luce le distorsioni cognitive cui ognuno di noi è costantemente sottoposto e che minano la famosa “razionalità economica” di base.
In modo particolare notarono che le persone, a differenza di quanto affermato dalle teorie razionali, compiono scelte ben diverse, influenzate da come le cose sono loro prospettate e da come le “sentono”, spesso anche a prescindere dall’evidenza matematica (che magari potrebbe condurre allo stesso identico risultato).
Di seguito alcuni esempi per farvi toccare con mano l’importanza di questa disciplina scientifica:
1) Avete in mano il primo numero originale del mitico fumetto Spiderman e volete venderlo su E-bay. Decidete di venderlo a 1.000 €. Ma ora, a mente fredda chiedetevi “pagherei io 1.000 € per averlo?”. Molte persone scopriranno una delle più diffuse trappole emotivo-cognitive: l’incongruenza tra quanto pagheremmo a quanto venderemmo lo stesso oggetto. E’ facile che noi non compreremmo mai quell’oggetto a 1.000 € (magari a 5-600 €) ma ci ostiniamo a mettere l’annuncio su ebay a 1.000 €!
2) Il concessionario vi dice che l’auto desiderata, a causa degli optional da voi scelti, non può più essere scontata (costava 21.000 € ma veniva 20.000 € scontata) ed il prezzo finale, 21.000 €, è definitivo. Allora cambiate concessionario: il nuovo vi dice che costa 20.000 ma viste le vostre richieste deve aumentare di 1.000 € il prezzo. Qual è la situazione migliore? La matematica ci dice che la cifra finale è la stessa ma gli esperimenti empirici di Tversky e Kahnemann mostrarono una netta preferenza per la rinuncia allo sconto. Fu chiamato “il principio dell’avversione alle perdite”, principio in base al quale è da preferire una rinuncia ad uno sconto (vantaggio) che un vero aumento di prezzo (perdita), pur essendo il risultato finale IDENTICO.
3) E per finire: uscite di casa e, nell’ordine, trovate a terra 100 € e poi, dopo pochi secondi, scoprite una multa da 100 € sul parabrezza dell’auto.
Siete felici o arrabbiati?
Ma se le cose fossero andate al contrario?
Uscite di casa e trovate la multa, poi, in sequenza, trovate vicino lo sportello dell’auto 100 €.
Siete felici o arrabbbiati?
Sul risultato matematico credo non ci siano dubbi, eppure la maggior parte delle persone sperimentano rabbia nel primo caso ed emozioni positive nel secondo.. ma + 100 – 100 è sempre ZERO!

Per ora ci fermiamo qui, ma le avventure all’interno della nostra meravigliosa macchina per elaborare informazioni (il misterioso cervello umano) sono appena iniziate e la strada da percorrere per diventare più “razionali” nelle nostre decisioni è ancora lunga!

Tokyo Fashion Event ( di Roberto Corbelli )

4 agosto 2010
Ogni volta che arriviamo in Giappone l’emozione è fortissima.
È un paese straordinario sempre in continua evoluzione anche in questi momenti di crisi, ha rallentato ma non si è fermato.
Già dall’arrivo all’aeroporto di Narita a Tokyo capisci di essere in un paese dove design, forma ed estetica sono importantissimi e ti rendi conto che la loro cortesia non è solo per i visitatori, ma è un modo di approcciasi con un concetto antico di “ospitalità “ che da noi sta scomparendo.
Poi arrivi a Tokyo ed entri nel futuro. Tokyo non è una città e non è una metropoli è di tutto di più.
Innanzitutto sono ventitré le città-distretti che compongono Tokyo e ognuno ha delle caratteristiche ben precise.
Ginza è il cuore “fashion” della città, addirittura un’uscita della metropolitana ti porta direttamente dentro alla Boutique di Armani. Qui ci sono i megastore, i “Grandi Magazzini”, se così li possiamo chiamare visto che sono delle vere e proprie città dello shopping all’interno di un quartiere tutto dedicato allo shopping di lusso e dove praticamente ogni marchio leader della moda e dei cosmetici ha una presenza.
Shibuya è fantastica, illuminata da mega schermi, è probabilmente la zona più dinamica di Tokyo anche qui megastore ma anche un’infinità di negozietti (moda e musica) che propongono uno stile giovane e fresco a prezzi più contenuti ( made in China o Vietnam, ma design italo - giapponese ), qui trovi i giovani che seguono la moda cosplay ispirata ai manga, c’è da perdersi nel guardare come si vestono.
Akihabara è un po’ come Shibuya forse un pò più younger e oltre ai ragazzi vestiti cospaly e anime trovi i famosi Maid café e Butler’s café mentre Roppongi e il divertimentificio di Riminese memoria dove tra numerosi bar, night club, ristoranti, discoteche e pub si possono trovare innumerevoli forme di intrattenimento tra cui gli hostess club (la hostess girl è l’equivalente moderno di geisha), a Roppongi puoi passare la serata facendo follie.

Asakusa ha come fulcro il Tempio Sensoji dedicato alla dea buddista della misericordia Kannon Sama questo luogo di preghiera è il più antico di Tokyo. La via principale del quartiere passa davanti al “Kaminarimon” (Porta del tuono) con l’imponente lanterna di carta rossa. Tra le attrazioni della via, i ragazzi vestiti nei tradizionali abiti dei portantini di risciò. Ai lati della via, sempre affollata di visitatori si trovano numerose bancarelle di souvenir, kimono, parrucche da samurai, giocattoli.
Ma non siamo in Giappone per vacanza bensì per lavoro, abbiamo preparato per conto dell’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero l’area tendenze moda con foto, bozzetti, tessuti ed accessori forniteci dalle aziende partecipanti alla 37 edizione di Moda Italia l’unica fiera del made in Italy in Giappone ed anche il seminario per stampa ed addetti ai lavori dove abbiamo presentato le linee guida dei trend per la primavera estate 2011.
Nella precedente edizione avevamo utilizzato il concetto di architettura e stile italiano in maniera avveniristica con l’utilizzo di video e ologrammi per presentare i trend moda per l’autunno inverno 2010-211 delle aziende partecipanti a Moda Italia, in questa edizione abbiamo pensato di stravolgere tutto e di ritornare alla concretezza, all’anima vera di chi fa moda utilizzando foto, bozzetti, materiali e accessori delle aziende per rappresentare i trend partendo dal concetto delle icone dell’Italian style , motori e macchine, pittura e arte, musica, cinema.
La mostra è l’integrazione di grandi immagini (3 metri per 1) di icone come la 500 e la vespa, di particolari dei quadri del Caravaggio, di cartelloni di opere di Giuseppe Verdi e immagini di Mastroianni e di Monica Vitti con pannelli materici che rappresentano i trend delle aziende partecipanti a Moda Italia.
Come per l’edizione di febbraio notevole è stato l’interesse dei buyers giapponesi per le aziende del made In Italy partecipanti a Moda Italia e Shoes from Italy, oltre 100 aziende hanno allestito gli stand espositivi nei 4 piani messi a disposizione presso l’Hotel Westin Tokyo a Ebisu quartiere-città di Tokyo.
I visitatori sono stati complessivamente 3.158, in rappresentanza di 2.030 aziende, l’Italian life style è stato proposto attraverso capi di abbigliamento per donna e uomo, pelle, pellicceria, accessori moda, calzature e abiti da sposa (in Giappone il matrimonio all’occidentale sta diventando sempre più di moda) il fatto che 21 aziende new comers abbiano deciso di partecipare a Moda Italia è il segno della vitalità delle imprese italiane del settore e dell’importanza dell’evento.
Oltre che per il mercato giapponese Moda Italia può essere un importante punto di partenza per tutto il mercato asiatico, anche per questa edizione l’ICE ha curato una missione di 30 operatori del settore moda provenienti da Corea e Taiwan che confermano l’importanza commerciale della mostra nell’ambito dell’area asiatica.
Ora siamo tornati in Italia ma abbiamo ancora negli occhi i loro sorrisi così maliziosamente ingenui, la loro continua ricerca della bellezza nella forma e nei contenuti, la capacità di giocare con la loro cultura senza perderne il rispetto, come le due ragazze incontrate al Tempio Sensoji.

Intervista al Principe Maurice

4 agosto 2010
“Il Principe Maurice è un ragazzino, compirà vent’anni la prossima estate”, esordisce così Maurice Agosti Montenaro Durazzo, il 46enne nobile veneto-napoletano, icona indiscussa delle notti rivierasche e internazionali.
Il personaggio che si è ritagliato dalla sua prima stagione nella piramide di Riccione nel 1991 è difficile da spiegare, tra l’attore, il performer, il vocalist, l’ideatore di eventi.. insomma, “Uno, Nessuno, Centomila” come ama definirsi.

Nato in Brianza da padre di origine veneziana e madre napoletana, studia pianoforte e tastiere barocche ma contemporaneamente marketing bancario in un prestigioso collegio svizzero.
“Credo sia stata la perdita nella prima infanzia di mio fratello gemello a causare in me questa strana forma di schizofrenia lucida che mi porta a sviluppare una personalità multipla in maniera così spiccata. Il fatto che abbia potuto nel tempo esprimermi in tutte le mie forme, grazie al Cielo non dannose per la Società, mi ha evitato la paranoia e quindi posso dire che la cura è la mia passione per il teatro. Per un periodo ho persino lavorato in una banca prestigiosa e mi è piaciuto finoa quando non ho capito di essere considerato più come professionista che come persona. Ho per me e per chi mi circonda il culto della Persona. Mi innamoro di Persone, non di donne o uomini, mi circondo di Persone, non di attori, cantanti o asistenti. Il personaggio del Principe Maurice, un modo ironico che ho di utilizzare un prestigioso titolo familiare ormai decaduto, è quello che mi dà più libertà di espressione non essendo mai definito ma un continuo work in progress ma anche interpretare tra il poetico e il grottesco personaggi della storia di Venezia, città nella quale vivo una vita straordinaria in un palazzo del XIV secolo, mi intriga assai. In primis Giacomo Casanova, poi Marco Polo ma anche il poeta erotico del ‘700 Giorgio Baffo nonché i loro alterego femminili!
Il mio stile è quello del melodramma e della commedia dell’arte virati però spesso in una versione attuale, direi rock, per rendere il prodotto artistico di mio e spero oltrui gradimento”.

Da questa formula è nato il suo progetto più importante: “BA-ROCK!”, una contaminazione tra lo stile barocco e quello rock, appunto, che si esprimerà a 360° dalla musica al teatro, dagli eventi alle animazioni, dall’abbigliamento al design.
In questo straordinario contenitore mentale erano contestualizzate le indimenticabili apparizioni al Cocoricò di Riccione sotto la guida del geniale Loris Riccardi, come pure le sue originali interpretazioni teatrali effettuate anche in luohi prestigiosi come il Teatro la Fenice di Venezia o la Biennale di Maurizio Scaparro con la sua bizzarra “Compagnia De Calza I Antichi” e il maestro Matteo Corvino, il regista Antonio Giarola e tanti grandi altri..
Davvero complicato elencare tutto il trascorso di questo artista autentico votato soprattutto alle atmosfere della notte, del resto basta navigare un po’ in internet per trovare di tutto, ci si chiede, perciò, quali siano le cose a cui tiene di più, i suoi programmi futuri e i sogni nel cassetto.

“La mia esperienza in discoteca, da ultimo il rilancio dell’Astronave Space Fly all’Altromondo Sudios di Miramare, è qualcosa che ancora mi intriga e mi dà modo di conoscere i giovani di tutta Europa nelle mie interminabili tournée. Sono grato a questo ambiente che mi ha accolto nella mia particolarità e ha assorbito ed esaltato i miei valori di Dignità, Libertà ed Amore. C’è poi Venezia, mia cornice ideale, nella quale opero come organizzatore e maestro di cerimonie di eventi importanti da Piazza San Marco al Teatro La Fenice ai Palazzi, compreso il mio, in cui organizzo cene spettacolo dal sapore deliziosamente licenzioso poiché sono un cultore dell’erotismo colto. Ho in vista uno spazio radiofonico dove con i Datura, gruppo mitico della scena techno, condurremo una trasmisione il cui titolo spiega tutto MYMEMO, un viaggio nella memoria musicale di quegli anni ’90 che sono già culto. La mia collaborazione con Grace Jones, mia grande amica e artista eclettica, mi stimola sempre più e continuo a seguirla nei suoi concerti più prestigiosi, l’ultimo alla Royal Albert Hall di Londra, come assistente di scena e performer al suo fianco. I Sogni nel cassetto sono due: riuscire a realizzare ed avviare una fondazione dedicata al mio straordinario compagno di una vita (scomparso solo quarantenne circa 2 anni fa, ndr) PIERLUIGI VOLTOLINA, grande fashion designer e mio costumista principale, per dare possibilità ai giovani talentuosi come lui di potersi esprimere e preparare con borse di studio mirate e per aiutare la ricerca sui farmaci immunosoppressivi nei trapiantati, visto che lui ne subì ben due di cuore e fi vittima degli effetti collaterali delle terapie; il secondo poter sviluppare il mio progetto BA-ROCK! Che vuole essere un tramite tra passat e futuro che ci possa aiutare a vivere meglio e con gradevolezza il presente”.
Non basterebbe un libro, che tra l’altro è in cantere, per raccontare questa incredibile esperienza di vita pervasa dal gusto dolce amaro di Eros e Thanathos di un Principe della notte che una volta incontrato rimane nella memoria e nel cuore.

Intervista a Carla Baldini ( di Claudia Melani )

4 agosto 2010
Il percorso della cantante e musicista toscana Carla Baldini è assai vario e spazia dal jazz al gospel, dal recital di musica e teatro al canto a cappella.
E’ interprete e co-autrice, insieme a Giorgio Albertazzi, di Notturno Etrusco, spettacolo di musica e teatro in scena dal 1994 nelle notti estive di plenilunio. Lo spettacolo ha avuto come attori protagonisti lo stesso Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Ilaria Occhini e Alessandro Haber ed è stato rappresentato in alcuni fra i più suggestivi siti archeologici e castelli della penisola: Teatro Romano di Volterra, Anfiteatro di Rosele, Castello Svevo di Bari, Castel Sant’Elmo a Napoli, Villa Torlonia a Frascati, Castello di Vulci, Forte Sangallo a Civita Castellana, Villa Reale a Milano...

Con l’attore Marco Messeri e trio jazz ha portato in scena dal Natale 2006 una interessante ed originale versione di Canto di Natale di Dickens, interpretando carols inglesi e classici natalizi in veste jazzistica.
Ideatrice ed interprete dello spettacolo Terra Galestra – il prete racconta, la radio canta:
vita e miracoli di un paese di Maremma. (estati 2008 e 2009). Per l’occasione ha musicato
liriche di Idilio dell’Era, al secolo Don Martino Ceccuzzi, parroco di campagna e rilevante poeta del novecento italiano.
E’ fondatrice e leader del gruppo vocale femminile Vocal Sisters, con il quale si è esibita dal 1994 in più di 400 concerti in Italia e all’estero, partecipando a festival nazionali ed internazionali: nel 1997 il gruppo ha ricevuto il Premio Quartetto Cetra per il settore world music. Da un decennio le Vocal Sisters portano in scena con il maestro Arnoldo Foà lo spettacolo “Storie di Maremma”, in cui Carla Baldini è anche autrice delle musiche.
Ha inoltre fondato nel 1996 il coro Sisters and Brothers Gospel Choir Ensemble, una delle prime formazioni italiane interamente dedicate alla musica gospel e spiritual che si è esibito in più di cento concerti in tutta la penisola, ospitando spesso come special guest la cantante afroamericana Cheryl Porter con la quale ha inciso il cd “The Gospel Night”.
Alla attività artistica affianca da tempo quella didattica: dopo diciotto anni di insegnamento presso Istituti Musicali e seminari e workshop tenuti presso istituzioni musicali e cori in tutta Italia, ha fondato a Grosseto il Centro della Voce “Il Buon Canto”. Il centro si avvale di cantanti ed attori professionisti ed ha come obiettivo l’insegnamento della vocalità a tutto campo: dalla voce cantata, nei suoi vari stili ed espressioni, alla voce parlata. Il comune denominatore è l’attenzione estrema alla salute vocale. “Il Buon Canto” è anche un metodo di canto in corso di pubblicazione.
In una carriera ventennale, Carla Baldini si è dedicata anche alla divulgazione musicale, ideando nel 1997 l’evento “La notte delle Voci”, a cui parteciparono i più importanti gruppi vocali italiani, e nel 2008 il festival di musiche del mondo “Vox Mundi Festival”, giunto quest’anno alla terza edizione. In soli tre anni il Vox Mundi Festival si è ritagliato uno spazio rilevante nel panorama dei festival musicali estivi di qualità, portando – spesso in esclusiva italiana - artisti da ogni angolo del mondo ad esibirsi nel caratteristico borgo di Magliano in Toscana, le cui imponenti mura medioevali sembrano dischiudersi per accogliere suggestioni, musiche, culture da ogni dove.

CONSIGLI PER LA MENTE del Dott. Andrea Ronconi ( Slide 3 )

4 agosto 2010
Caro Dottore, sono una giovane donna, madre di tre figli. Ho un problema che mi tiene in ansia. Da qualche tempo ho paura per la sicurezza economica della mia famiglia e soprattutto per il futuro dei miei figli perché, oltre alla crisi globale, nel mio piccolo non resisto alla tentazione di comprarmi borse e accessori di lusso. Ogni giorno mi ritaglio spazi di tempo che passo su internet per curiosare tra le nuove collezioni, è un vero vizio, e davanti a quegli oggetti bellissimi e prestigiosi, non posso oppormi al desiderio di comprarli: li scelgo, li ordino e li pago online, con carta di credito. È così facile! Per intenderci, solo nell’ultimo mese ho speso alcune decine di migliaia di euro. E sono ben consapevole del fatto che tutte quelle borse e quei meravigliosi accessori non mi servano a nulla ma non c’è modo per me di resistere all’impulso di averli. Ma non ce la faccio più, la paura di rovinare me e la mia famiglia, i sensi di colpa e la vergogna non mi fanno dormire la notte.

RISPOSTA : Gent.ma Signora, le dirò subito che con una semplice email non potrò aiutarla a liberarsi dal suo disagio emotivo, da questa difficoltà di cui mi scrive a controllare l’impulso di comprare oggetti di lusso. Ma la invito a riflettere su quando andrò scrivendo a titolo esclusivamente informativo e a considerare l’opportunità di rivolgersi personalmente ad uno psicoterapeuta per intraprendere, eventualmente, un trattamento professionale.
Non la consolerò dicendole che almeno l’8% degli italiani soffre di “shopping compulsivo” e informandola che per il 90% si tratta di donne. Le donne che ‘abusano’ della carta di credito sempre più spesso lo fanno via internet. Non di rado, le persone che hanno appreso abitudini disfunzionali come le sue - quelle abitudini cioè che influiscono negativamente sulla qualità della vita individuale, relazionale e familiare - conservano la capacità di capire quanto i loro comportamenti siano causa di disagio per sé e, indirettamente, per le persone care. Questa consapevolezza purtroppo non basta e non serve da deterrente.

Tra i diversi fattori che possono determinare un impulso irrefrenabile allo shopping tale da portare a spendere oltre la misura delle proprie possibilità economiche, potremmo ipotizzare uno stato di frustrazione emotiva. Questo stato di sofferenza spinge la persona alla ricerca di una compensazione attivando/promuovendo azioni che producono una gratificazione. In effetti, durante e immediatamente dopo l’acquisto di oggetti desiderati, l’ansia e il disagio, l’insoddisfazione diminuiscono. E anche se l’effetto dura poco, tale gratificazione finisce per rinforzare il comportamento disfunzionale semplicemente perchè permette l’esperienza di un sollievo momentaneo. Si tratta di una ‘strategia’ che alla lunga non funziona perché nel tempo, col moltiplicarsi delle conseguenze inevitabilmente negative di uno shopping compulsivo, aumenta proprio quell’ansia originaria che con gli acquisti ci si proponeva di lenire.
Questo circolo vizioso di disagio, ansia e frustrazione è quindi mantenuto e aggravato dallo shopping eccessivo e non determinato da bisogni o motivazioni sane. Ci sono persone che non riuscendo a controllare gli impulsi continuano a cadere nella trappola ormai automatizzata di comprare sempre di più per stare meglio, e finiscono per ammalarsi di dipendenza dallo shopping.
L’esaltazione di un nuovo acquisto si traduce presto in una delusione per finire, a volte, in disperazione. La cronicizzazione di questo stato mentale di dipendenza patologica, nelle situazioni più gravi, può trascinare alla depressione coinvolgendo anche i familiari in una condizione economicamente ed emotivamente insostenibile. Addentrandoci nel meccanismo, possiamo vedere quanto, nei momenti che precedono la messa in atto della compulsione, i pazienti vivano uno stato emotivo e affettivo, mentale e relazionale caratterizzato da negatività come frustrazione, ansia o rabbia.

Le cause psicologiche della tendenza incontrollabile a spendere eccessivamente possono essere molteplici e complesse, spesso tale patologia si manifesta in persone insoddisfatte della propria relazione coniugale o affettiva e può essere associata a bassi livelli di autostima. Semplificando e considerando le opportunità di cura, la psicoterapia cognitiva e comportamentale dello “shopping compulsivo” può aiutare, innanzitutto, a diminuire la frequenza delle compulsioni fino a eliminarle del tutto per poi aiutare i pazienti ad apprendere nuove strategie cognitive - cioè mentali - e a imparare nuovi repertori comportamentali - cioè a cambiare abitudini. In altre parole, riuscire ad astenersi da un impulso irrefrenabile significa imparare a gestire gli effetti della rinuncia sostituendoli con azioni nuove che portano a un piacere nuovo, finalmente senza quelle conseguenze negative ben note ai pazienti e ai loro cari.
Per uscirne bisogna innanzitutto ammettere con se stessi di essere dipendenti dallo shopping, e mi par di capire che per lei questo sia un punto abbastanza chiaro, ma anche aver il coraggio di saper chiedere un aiuto professionale più impegnativo nelle situazioni così difficili.