giovedì 4 marzo 2010

RISTORANTE VICOLO S.LUCIA di Gianluca Missiroli

Ho prenotato già dal martedì per essere sicuro di non cambiare idea o non trovare posto.
In una newsletters mi è giunta notizia del premio di cui il cuoco del ristorante al Vicolo Santa Lucia, Cattolica, (RN) era stato insignito.
E’ da tempo che meditavo di tornare in quel locale collocato all’interno dell’Hotel Carducci 76, e,a detta di molti, e citato nelle migliori riviste d’arredo, un esempio di straordinario recupero alberghiero. Lo splendore di una villa degli anni ’20 non ha subito compromessi, anzi ha mantenuto inalterato il suo fascino, conservando immutata eleganza e sobrietà, rientrando di prepotenza nei canoni di modernità richiesti per le strutture “importanti”.
Situato in riva al mare, quasi a ridosso del centro storico di Cattolica, è un’oasi di cui si può immaginare la pienezza solo vivendone un anche breve soggiorno. La temporanea sosta di una cena lascia percezioni sufficienti ad annunciarne uno charme praticamente perfetto.
L’ hotel, in cui qualche tempo fa ho avuto il piacere di un breve soggiorno, unisce alle tradizioni di un’antica e raffinata ospitalità tutti i pregi di un nuovissimo dotato grande albergo .
Il ristorante “Vicolo Santa Lucia”è un salotto di classe con grandi vetrate che si affacciano sulla piscina come potrebbero essere quelle di un’ampia casa privata.
Raffinato e discreto privo di quelle ostentazioni che spesso lascia un poco intimoriti,il locale, appartiene a Massimo Ferretti, fratello della forse più famosa Alberta, celebre per la sua maison d’alta moda.
Il progetto originario del ristorante era di proporre una cucina orientale fusion composta di zuppe e sushi e, come nella musica, coniugare, tipicità di uno stile ad un altro generalmente opposto, dove la fusione cercava di raccogliere il meglio di entrambi pur senza tradirne la provenienza.
Questa si è rivelata ben presto un’idea di poco successo sopraffatta probabilmente dalla ripresa d’interesse per la cucina mediterranea.
Successivamente la guida è passata allo Chef Stefano Ciotti non senza notevoli rivoluzioni. In cucina molto è cambiato, ma, il concetto “Fusion”, è rimasto inalterato, ed, alla grande, raccoglie stilemi di sapori che rammentano chi conosce a sufficienza il panorama culinario della grande cucina stellata.
La formazione di Stefano è prettamente ”mediterranea” con esperienze al LidoLido di Vincenzo Cammerucci di Cesenatico e al prestigioso “Don Alfonso”della formativa Costiera Amalfitana.
Una giovane squadra di cucina, con in forza il sommelier Alan Mancini , il pasticcere Tomas Morazzini, racchiude tutta la grinta di una generazione che ha voglia di imporsi per sapere,competenza, e voglia di lavorare ai massimi livelli.
Un rifugio ricco di charme, un raro angolo da non dimenticare è la sensazione che subito si avverte attraversando il giardino che porta al locale di qualche gradino più in basso attraversando una Hall che, come già detto, lascia la piacevolezza di un ‘ambiente lontano dallo stereotipo alberghiero. Accompagna il percorso, il delicato fragore dell’acqua di una spettacolare fontana,se soprattutto si proviene, durante la stagione estiva,dalla passeggiata nelle strade adiacenti, dove regna il fragore dei vacanzieri più scalmanati. Il dolce scorrere dell’acqua strimpella in compagnia del fruscio dei bambù che spiccano rigogliosi nell’intorno.
Il servizio è attento, premuroso, impeccabile. Al “Vicolo Santa Lucia” si potrà ritrovare la cucina mediterranea con i più intensi colori e sapori, e, nelle la migliore tradizione locale, sapientemente interpretati dalla brigata di cucina dello Chef.”

Servito al bicchiere dalla professionalità di un ottimo Sommelier ho lasciato allo stesso la scelta di un calice di vino di sua discrezione ad ogni portata.
Non ci fu scelta più azzeccata,ad ogni piatto la bottiglia veniva aperta al mio cospetto con irreprensibile tecnica e professionalità .
Voglio lasciarvi la voglia di verificare questo locale che con 135 euro di conto totale per due persone, ha stracciato in rapporto qualità prezzo ogni mia trascorsa esperienza stellata e non.

martedì 2 marzo 2010

MARTINA COLOMBARI : INNAMORATI DELLA VITA, Riccione per Haiti con Slide

Il 14 febbraio gli innamorati di tutto il mondo hanno festeggiato questo giorno, simbolo del “volersi bene” nel gesto rappresentativo dello scambio di un regalo, che rappresenta un legame sentimentale, un vincolo, una promessa. Pensiamo anche all’amore come sentimento che coinvolge tutti, amore che avvicina le persone e annulla distanze di qualsiasi genere e natura, che ci sostiene nei momenti di difficoltà, AMORE PER LA VITA.
Un bene enorme soprattutto per chi vive in uno stato di emergenza, da esercitare in tutti i modi possibili. Ecco perché l’Associazione Riccione Xmas ha pensato ad un giorno come San Valentino per trascorrere un pomeriggio a Riccione, in un “Villaggio Colorato dall’Amore” che ha abbracciato il suo cuore, Piazzale Roma. Un villaggio in cui ci si è divertiti condividendo emozioni, balli, sorrisi ed esprimendo se stessi contribuendo ad aiutare però anche chi ha bisogno. Partecipando alla grande “Catena di baci”, che è stato un piccolo gesto che ha dato grande emozione... ci si è uniti metaforicamente tutti in unico grande bacio! Liberando poi in cielo tantissimi palloncini, si è fatto si che venissero lanciati migliaia di messaggi colorati partiti verso Haiti! L’utile di questa festa è stato interamente devoluto alla
Fondazione Francesca Rava - N.P.H. Italia Onlus dove l’amica Martina Colombari è portavoce e anche rappresentante presente alla manifestazione.
Grande è stata anche la partecipazione alla serata organizzata allo Zenzero di Portoverde sempre per l’iniziativa promossa da Martina Colombari.
Slide Romagna era presente anche in questa occasione.
Continua a sostenere la fondazione aiutando un popolo in difficoltà.
Ci complimentiamo calorosamente con l’Associazione Riccione Xmas per questa e per altre tante iniziative che stanno portando avanti con cosi tanto successo, in particolare con chi ha tenuto ad invitarci come Claudio “Spadino” Berardi, Paolo Massarente, Gabriele Maestri.